Tag - speculazione

Emergenza carovita e inflazione: gravità straordinaria per i consumatori italiani ed europei
I recenti dati resi noti dall’Istat tratteggiano un quadro di estrema gravità per le famiglie italiane ed europee: l’inflazione ad agosto in Italia accelera al 3,3% su base annua, toccando il picco più alto da settembre 2023. A spingere questa pericolosa fiammata è lo shock dei beni energetici non regolamentati, […] L'articolo Emergenza carovita e inflazione: gravità straordinaria per i consumatori italiani ed europei su Contropiano.
September 6, 2026
Contropiano
La scarsità vale oro. Le aziende multiutility, mercato e crisi energetica
La multa ad A2A per manipolazione del mercato elettrico non racconta soltanto il comportamento di una grande azienda multiutility, ma rende visibile una contraddizione più generale del sistema energetico: ciò che per la società costituisce scarsità, e quindi maggiore costo, per chi controlla la capacità produttiva può trasformarsi in una […] L'articolo La scarsità vale oro. Le aziende multiutility, mercato e crisi energetica su Contropiano.
August 25, 2026
Contropiano
Iglesias, il Comune propone il nuovo PUC: speculazione edilizia e industria militare
AUMENTO FORSENNATO DI VOLUMETRIE EDIFICABILI LUNGO COSTA E IN CAMPAGNA, ETTARI PER NUOVI CENTRI COMMERCIALI, E ISTITUZIONE DI UNA ZONA INDUSTRIALE IN AREA SAN MARCO, A RIDOSSO – E A BENEFICIO – DELL’RWM E DEL SUO POSSIBILE INDOTTO. Con vent’anni di ritardo il comune di Iglesias si dà una scossa per il Piano Urbanistico Comunale in tardiva ottemperanza col Piano Paesistico Regionale pubblicato nel 2006, ma l’elaborato approvato dal Consiglio comunale lo scorso giugno 2026 riporta una quantità di criticità e aspetti squalificanti – cartografie non aggiornate, incoerenze di calcolo, mancata attuazione della normativa urbanistica di riferimento a partire dal PPR, previsioni inattendibili come quella sulla crescita demografica (laddove la diminuzione della popolazione è purtroppo una tendenza consolidata dadecenni). A improbabili previsioni demografiche corrisponde nella proposta di PUC la disposizione di ampie zone di espansione residenziale senza neanche mettere in conto il recupero del patrimonio edilizio esistente in città, in contrasto con le disposizioni del PPR. Pur essendo Iglesias dotata in eccesso di centri commerciali, 10.000 mq sono messi a disposizione per nuove strutture di vendita. Stessa destinazione avrà la zona irrigua e coltivata ad orti tra la circonvallazione SS130, la ferrovia e la rampa per entrare a Iglesias venendo da Cagliari. Saranno altri 17.000 mq per nuovi grandi insediamenti commerciali e artigianali. Non solo la città, ma anche le campagne e le coste nelle previsioni del PUC stanno nell’ottica di un’ulteriore cementificazione. Campagne nelle vicinanze della città gravate da un certo abusivismo edilizio vengono “risanate” in zone C2 con un indice territoriale per volumi in gran parte residenziali doppio o più che doppio rispetto all’indice territoriale che avevano per sole installazioni funzionali all’attività agricola.      Le zone costiere vedono notevoli incrementi della volumetria edificabile a fini turistici (36.000 mc) distribuiti su tre aree costiere tra Nebida e Masua, zone soggette a tutela perché inserite nella Rete Natura 2000.  Tale previsione non tiene conto delle opere ricettive già presenti, e neanche dell’effettiva fruibilità della costa che in vari tratti si presenta alta, rocciosa e inaccessibile.  Tra gli “insediamenti produttivi” sono inserite le zone D6 – discariche industriali – in corrispondenza dell’area occupata dalla discarica di Genna Luas in cui vengono conferiti i residui di lavorazione della Portovesme Srl. Manca però la necessaria valutazione dell’inquinamento causato dal percolato contaminato da metalli pesanti che fuoriesce dalla discarica a causa del cattivo funzionamento dell’impianto, e manca la previsione di una fascia di rispetto intorno alla discarica i cui reflui tendono a compromettere il terreno e i corsi d’acqua circostanti. Infatti il PUC inspiegabilmente cancella la fascia di salvaguardia H1 prevista nel vecchio Piano regolatore generale creando una situazione di ulteriore pericolo. Un aspetto particolarmente eclatante è l’allocazione delle nuove aree di sviluppo industriale D1.b che vengono situate nei terreni a nord e a sud dello stabilimento RWM, isola amministrativa di San Marco, in quella che è attualmente una “zona bianca”, priva cioè di destinazione d’uso e in cui la RWM ha rilevato uno stabilimento che produceva esplosivi per miniera trasformandolo in una fabbrica d’armi. Spinta dai grandi profitti realizzati dalla vendita di bombe MK alla coalizione saudita in guerra contro lo Yemen, la RWM ha abusivamente realizzato (2021) un ampliamento di strutture e linee di produzione, e solo dopo due condanne in Consiglio di Stato, si è supportata con uno studio di Valutazione di impatto ambientale che è adesso oggetto di contenzioso presso il TAR della Sardegna. L’area dello stabilimento RWM e le zone adiacenti che il PUC vorrebbe dedicare allo sviluppo industriale per circa 34 ettari, si trovano alle pendici del monte Linas Marganai, ambiente di notevole pregio naturalistico, inserito tra i siti di Natura 2000 come Zona Speciale di Conservazione (ZSC ITB041111) che attualmente risente della vicinanza con la fabbrica di bombe (si consideri anche solo il campo prove per ordigni esplosivi che raggiunge rumori sino a 118,5 decibel, secondo i rilievi ARPAS) – e la situazione non potrebbe che peggiorare se la zona subisse un ulteriore incentivo all’industrializzazione. Incentivo che andrebbe certamente all’indotto dell’industria bellica RWM in fase di controversa espansione. Per ora non viene riportata la richiesta di alcuna nuova attività in quest’area (Rapporto CRES 2025). Intanto la situazione dello stabilimento rimane precaria sul piano della sicurezza idrogeologica, in quanto la sua area è attraversata da un fiume (il rio Figu e affluenti) a carattere torrentizio ad alto rischio di esondazione, e le nuove strutture – abusive – sono costruite sulla fascia di rispetto del fiume (150 metri da ogni sponda).       Queste sono solo le motivazioni più eclatanti tra quelle che hanno portato varie organizzazioni ambientaliste e pacifiste (Italia Nostra, Comitato per la Riconversione dell’RWM, Collettivo Malarittas, di Iglesias) a depositare dettagliate Osservazioni tecniche contro questo PUC, chiedendo all’amministrazione comunale di non procedere all’approvazione definitiva del Piano, ma di coinvolgere la cittadinanza per un piano urbanistico radicalmente modificato secondo il reale fabbisogno abitativo della comunità, i principi di sostenibilità ambientale, la corretta pianificazione del territorio e dei suoi bisogni. Nel frattempo si terranno incontri pubblici cittadini, il primo è fissato per il 27 agosto, in cui si diffonderà informazione sul PUC e le conseguenze che ne dipendono per tutta la città e il suo territorio. Osservatorio  contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Cagliari Elaborati del PUC – Comune di Iglesias: https://www.comune.iglesias.ca.it/it/amministrazione/voci-correlate/amministrazione-trasparente-00001/pianificazione-e-governo-del-territorio/piano-urbanistico-comunale/index.html. Osservazioni depositate da Italia Nostra https://mega.nz/file/PllgmYKC#RkdJsirkjvItZL9db4LocAvOi9GViwetz0ucUMDlPoI. Osservazioni depositate dal Comitato per la riconversione dell’RWM – Warfree: https://drive.google.com/file/d/179b8FGcueg3BZkExxJGm4J59cRaSyA2H/view?usp=sharing. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
L’esproprio e il capitale da preservare
Vale la pena leggere il comunicato con attenzione, perché la sua logica interna è molto istruttiva «Non sussistono le condizioni di legalità e di sicurezza» per consentire, anche solo temporaneamente, l’uso dell’immobile di via Santa Croce in Gerusalemme, a Roma, dove è nato e cresciuto SpinTime. Lo sostiene InvestiRE Sgr. […] L'articolo L’esproprio e il capitale da preservare su Contropiano.
August 9, 2026
Contropiano
La rendita immobiliare è nemica dell’umanità… e delle città
La vicenda del palazzo occupato Spin Time a Roma, è emblematica di come la rendita immobiliare rappresenti un serio problema per lo sviluppo economico e sociale di questo paese. Un paio di anni fa, un ottimo libro – Prigionieri del mattone – ha analizzato sistematicamente tutte i danni, sia in […] L'articolo La rendita immobiliare è nemica dell’umanità… e delle città su Contropiano.
August 7, 2026
Contropiano
Roma: il caldo, il cemento e l’assenza di politiche per il clima
Roma è nella morsa del caldo ormai da un mese. Non sappiamo quanto durerà ancora né se, alla fine, sarà l’estate più calda o se il 2024 sarà stata ancora più infuocata. Le statistiche contano fino a un certo punto, di più conta la realtà vissuta ed è una realtà di forte disagio per la parte di popolazione più debole e con meno risorse. Le statistiche dicono chiaramente che Roma è tra le città europee che più hanno peggiorato la propria situazione climatica negli ultimi anni. Dal 1960 a oggi la temperatura estiva in città è aumentata di 2,66 gradi. I tempi in cui Audrey Hepburn e Gregory Peck sfrecciavano in Vespa nella Roma agostana – immortalati nei souvenir venduti oggi in centro storico – sono climaticamente lontani. Oggi i due rimarrebbero forse chiusi in un caffè con l’aria condizionata e la paura di fare anche solo una passeggiata all’aperto. Un recente articolo comparso su “Internazionale” ha rilevato che anche la stessa architettura storica della città è a rischio a causa dell’innalzamento delle temperature. Questo stravolgimento climatico infatti ha effetti particolarmente duri nei quartieri più poveri, dove avere un impianto di condizionamento d’aria è un lusso, dove si vive in tante persone e in pochi metri quadri, dove si formano le isole di calore per concentrazione di cemento e assenza di spazi verdi.  In quegli stessi quartieri i tempi di attesa per gli autobus sono insopportabili in questi mesi e le poche aree verdi diventano aride steppe abbandonate per mancanza di cura da parte dei servizi comunali. Lo stesso disagio è vissuto da chi svolge i lavori più a rischio, come quelli esposti al sole come edilizia e rider oltre che ovviamente chi lavora in agricoltura. Le responsabilità di questi rapidi e violenti impatti del cambiamento climatico sono note a chi legge Dinamopress, così come lo sono le possibili soluzioni e il ritardo doloso che la politica mondiale continua ad avere rispetto ai problemi generati dalla crisi climatica. Tuttavia va ricordato che invece molto si potrebbe fare per attuare piani di adattamento al clima stravolto, mentre è poco quanto finora si è mosso. Se non ci si può aspettare granchè dal governo fascistoide e negazionista di Meloni, che boccheggia tra una crisi e l’altra verso le elezioni, molto più deludente è osservare l’assenza di una visione ecosistemica per la protezione climatica della città da parte della attuale Giunta comunale capitolina. Nel 2024 il Comune di Roma ha adottato un Piano per il Clima. Associazioni e gruppi ecologisti avevano criticato fortemente questo piano per l’inadeguatezza e per la profonda incoerenza nei metodi utilizzati e nei contenuti, ma sono rimaste inascoltate senza ricevere neppure una risposta al documento di critica presentato.  A distanza di due anni, quelle critiche appaiono oggi ancora più fondate e sostanziali. Anzitutto perché in questi due anni la giunta ha difeso strenuamente alcuni progetti edificatori che sono uno schiaffo in faccia a qualunque sostenibilità ecologica in epoca di crisi climatica. Stiamo parlando del progetto dello stadio della A.S. Roma a Pietralata e del progetto per l’area dei Mercati Generali a Ostiense.  > Entrambi i progetti sono, tra le altre cose, uno scempio ecosistemico e > climatico. Il primo sorgerà su un bosco, il secondo su un “corpo idrico > superficiale”, entrambe le aree sarebbero da preservare in modo estremamente > accurato proprio per riuscire a difendersi dall’avanzata del calore estivo. La > Giunta Gualtieri ha deciso invece di rovesciarvi sopra tonnellate di cemento. Non sono, purtroppo, gli unici casi. Nelle ultime settimane si sta parlando molto del progetto edilizio di 20mila metri quadri sull’ex deposito AMA a Montagnola,  anche in quel caso, comitati locali stanno cercando di fermare quello che sembra un ennesimo favore alla speculazione cementificatrice. Le opere svolte per il Giubileo si sono pure caratterizzate per colate cemento in molti punti della città, come si può vedere in piazza San Giovanni o in piazza dei Cinquecento, nonostante gli studi scientifici dimostrino che ciò che va fatto, per adattarsi al clima surriscaldato, è togliere il cemento, non aggiungerlo. Berlino, Lione, Valencia, sono alcune delle città europee (non necessariamente guidate dal centro-sinistra, anzi) che stanno attuando pratiche concrete di depavimentazione e di rimboschimento urbano.   L’area dei mercati generali a seguito di un disboscamento avvenuto a Febbraio 2026, FB Basta Speculazione A Roma accade drammaticamente il contrario, complice anche una gestione del verde pubblico spesso dubbia, che predilige il taglio di alberi che creino problemi ad una loro cura per quanto complessa. Come se tutto questo non fosse sufficiente, il 23 luglio verranno definitivamente approvate le NTA, norme tecniche di attuazione del Piano regolatore che prevedono, ancora una volta, l’ ampliamento delle possibilità di cementificare, come denunciato da Fridays For Future che ha scritto «Le nuove Norme Tecniche Attuative (NTA) del Piano Regolatore arrivano al voto in Campidoglio e rischiano di consegnare Roma a palazzinari e speculatori. Da oltre un anno ci mobilitiamo insieme a comitati e associazioni di tutta Roma per arginare queste modifiche, che investono 62 articoli su 113. Modifiche che riteniamo preoccupanti perché consentono di  •  Dare incentivi per demolizioni e ricostruzioni più grandi, fino a +30% di volume.  • Trasformare case in studentati, case vacanze o edifici commerciali • Accorpare edifici storici fino a 500 mq, sventrandoli, e mantenendo solo la facciata per farne hotel, fast food o negozi • Monetizzare aree verdi e servizi pubblici.» Ricordiamo infine che davanti ad un progetto mastodontico e devastante come il Porto di Fiumicino – per ora fermo grazie alla sentenza del Tar – Gualtieri si era subito reso disponibile a utilizzare i fondi del Giubileo per le opere accessorie e di viabilità a esso collegate: strade, parcheggi, ancora cemento. L’assenza di una seria politica climatica in città è determinata da vari fattori.  È noto l’assoggettamento storico alla lobby palazzinara guidata dalla famiglia Caltagirone che ha un peso politico enorme nei confronti di Giunte di qualunque colore, ma ormai questo non basta più a comprendere cosa stia accadendo. Il passo verso cui si muovono all’unisono Comune e Regione è quello di una evidente messa a disposizione della città a fondi di investimento immobiliare internazionali che hanno il chiaro intento di riprodurre il “modello Milano”. > Con questo termine intendiamo un modello estrattivista composto da > turistificazione, sviluppo urbano iniquo e cementificatore, innalzamento > insostenibile del costo della vita, svendita dello spazio e del patrimonio > pubblico agli interessi della rendita immobiliare speculativa.  Un modello che non potrà mai tutelare il verde pubblico e non ha nessun interesse a garantire la sopravvivenza in città per chi non ha seconde case in montagna o il condizionatore in ogni stanza.  Ricordiamo che dietro al progetto dei Mercati Generali vi è il fondo di investimento israeliano Hines, mentre si sono dimostrati interessati a sostenere lo stadio di Pietralata JP Morgan, Bank of America e Goldman Sachs. La rivista Generazione Magazine in questo approfondito articolo ha dimostrato come questa modalità di gestione della città sia strutturale, come dimostra il bando Roma REgeneration – della omonima Fondazione – che Campidoglio e Regione hanno patrocinato, mentre Rossella Marchini su Dinamo ha di recente ricostruito la genesi di questo modello. Gualtieri ha rivendicato pubblicamente già nel 2023 che quello milanese sia il suo modello urbanistico, e in virtù di questa scelta continua ad invitare investitori in città. La gravità di questo scenario è tale da lasciare aperte alcune domande a cui la politica cittadina sembra non voler dare risposte ma che suscitano interesse diffuso. L’appello lanciato da studiosx e urbanistx per un modello di città differente – a partire da molte riflessioni analoghe a quelle qui esposte – ha suscitato attenzione e sostegno molto ampio, segnale che la città è preoccupata per quello che appare un futuro insostenibile ecologicamente e iniquo socialmente. Eppure la coalizione al governo del Campidoglio appare indaffarata solo a prepararsi alle elezioni in modalità campo largo, o a posizionarsi rispetto alla querelle sul cinema Metropolitan, mentre fa passare in silenzio alcuni passaggi molto gravi come l’approvazione delle NTA che non a caso avvengono in un silenzioso tardo luglio in cui l’attenzione cittadina diminuisce sensibilmente. Manca meno di un anno all’appuntamento elettorale.  Sarebbe utile che tutto questo diventasse materia di dibattito aperto e soprattutto di sano conflitto sociale.  Sarebbe utile che non ci si nascondesse dietro all’ennesimo There is No Alternative, alla narrazione sul debito e le casse vuote e neppure dietro al ricatto «o noi o torneranno i fascisti in Campidoglio».  Chi vive e chi vorrà vivere in futuro in questa città merita molto di più. Foto di copertina, l’area dove si vuole costruire lo stadio di Pietralata, di Daniele Napolitano, Questo articolo è gratuito, ma produrlo richiede tempo e impegno. Per mantenere la nostra informazione libera e accessibile, abbiamo bisogno del tuo contributo, anche piccolo. Trasforma la tua lettura in un atto di sostegno, clicca sul banner qui sotto per fare una donazione. Puoi anche donare il tuo 5X1000, CF: 96405560580 L'articolo Roma: il caldo, il cemento e l’assenza di politiche per il clima proviene da DINAMOpress.
July 23, 2026
DINAMOpress
Casalecchio (Bologna). Fermare il progetto ex Pedretti!
La pezza che l’Amministrazione Comunale ha provato a mettere in piedi per mitigare l’impatto dell’ecomostro di Piazza del Popolo sta producendo danni inenarrabili: • Se è vero che non saranno più 9 i piani previsti ma 7, resta il fatto che sarà comunque il palazzo più alto nella zona: 28 […] L'articolo Casalecchio (Bologna). Fermare il progetto ex Pedretti! su Contropiano.
July 17, 2026
Contropiano
MILANO: PRESIDIO DAVANTI A PALAZZO MARINO “CONTRO SFRATTI, SGOMBERI E SPECULAZIONI”
Presidio giovedì 16 luglio, alle 17:30, davanti a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, promosso dall’Assemblea cittadina di lotta per la casa e gli spazi sociali. L’iniziativa arriva in un momento di crescente pressione sulle realtà autogestite della città, dopo una serie di minacce di sgombero e sfratto che hanno coinvolto spazi sociali e occupazioni abitative, fino al recente sgombero del Socs26 all’interno dell’Università Statale. Lo slogan scelto per il presidio è “Contro sfratti, sgomberi, speculazione e corruzione“, al centro infatti la denuncia di un modello di sviluppo urbano fondato sulla speculazione immobiliare e finanziaria, che sottrae spazi alla socialità e al diritto all’abitare per favorire investimenti privati, edilizia di lusso e affitti turistici. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto abbiamo presentato l’iniziativa di Piazza con Elena, compagna del Centro Sociale Cantiere. Ascolta o scarica. Alle ore 18 ci siamo collegati con il presidio davanti a Palazzo Marino, Milano. Dall’altra parte del telefono c’era Rocco, compagno di T28. Ascolta o scarica.
July 16, 2026
Radio Onda d`Urto
Bologna. Le ex caserme alla città, non alla speculazione!
Rilanciamo l’istruttoria pubblica sulle grandi trasformazioni urbanistiche di Bologna Lepore e De Pascale sono tornati a parlare dell’area della Caserma Sani, sostenendo la necessità di realizzarvi alloggi riservati al Tecnopolo, confermando una visione della città piegata alle esigenze della valorizzazione immobiliare e dell’attrazione di investimenti, mentre i bisogni di chi […] L'articolo Bologna. Le ex caserme alla città, non alla speculazione! su Contropiano.
July 15, 2026
Contropiano
Meno prodotto allo stesso prezzo. I paraculi della “shrinkinflation”
Per non aumentare i prezzi, e dunque non alimentare l’inflazione, ti do meno prodotto allo stesso prezzo. Le aziende ricorrono a questo trucco per continuare a guadagnare anche in tempi di riduzione del potere d’acquisto di salari e pensioni, inoltre consentono ai governi di poter dire che i prezzi non […] L'articolo Meno prodotto allo stesso prezzo. I paraculi della “shrinkinflation” su Contropiano.
July 12, 2026
Contropiano