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Casalecchio (Bologna). Fermare il progetto ex Pedretti!
La pezza che l’Amministrazione Comunale ha provato a mettere in piedi per mitigare l’impatto dell’ecomostro di Piazza del Popolo sta producendo danni inenarrabili: • Se è vero che non saranno più 9 i piani previsti ma 7, resta il fatto che sarà comunque il palazzo più alto nella zona: 28 […] L'articolo Casalecchio (Bologna). Fermare il progetto ex Pedretti! su Contropiano.
July 17, 2026
Contropiano
MILANO: PRESIDIO DAVANTI A PALAZZO MARINO “CONTRO SFRATTI, SGOMBERI E SPECULAZIONI”
Presidio giovedì 16 luglio, alle 17:30, davanti a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, promosso dall’Assemblea cittadina di lotta per la casa e gli spazi sociali. L’iniziativa arriva in un momento di crescente pressione sulle realtà autogestite della città, dopo una serie di minacce di sgombero e sfratto che hanno coinvolto spazi sociali e occupazioni abitative, fino al recente sgombero del Socs26 all’interno dell’Università Statale. Lo slogan scelto per il presidio è “Contro sfratti, sgomberi, speculazione e corruzione“, al centro infatti la denuncia di un modello di sviluppo urbano fondato sulla speculazione immobiliare e finanziaria, che sottrae spazi alla socialità e al diritto all’abitare per favorire investimenti privati, edilizia di lusso e affitti turistici. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto abbiamo presentato l’iniziativa di Piazza con Elena, compagna del Centro Sociale Cantiere. Ascolta o scarica. Alle ore 18 ci siamo collegati con il presidio davanti a Palazzo Marino, Milano. Dall’altra parte del telefono c’era Rocco, compagno di T28. Ascolta o scarica.
July 16, 2026
Radio Onda d`Urto
Bologna. Le ex caserme alla città, non alla speculazione!
Rilanciamo l’istruttoria pubblica sulle grandi trasformazioni urbanistiche di Bologna Lepore e De Pascale sono tornati a parlare dell’area della Caserma Sani, sostenendo la necessità di realizzarvi alloggi riservati al Tecnopolo, confermando una visione della città piegata alle esigenze della valorizzazione immobiliare e dell’attrazione di investimenti, mentre i bisogni di chi […] L'articolo Bologna. Le ex caserme alla città, non alla speculazione! su Contropiano.
July 15, 2026
Contropiano
Meno prodotto allo stesso prezzo. I paraculi della “shrinkinflation”
Per non aumentare i prezzi, e dunque non alimentare l’inflazione, ti do meno prodotto allo stesso prezzo. Le aziende ricorrono a questo trucco per continuare a guadagnare anche in tempi di riduzione del potere d’acquisto di salari e pensioni, inoltre consentono ai governi di poter dire che i prezzi non […] L'articolo Meno prodotto allo stesso prezzo. I paraculi della “shrinkinflation” su Contropiano.
July 12, 2026
Contropiano
Protesta popolare a Cala Finanza: il racconto di una testimone
Cala Finanza, 1° luglio 2026 Stamattina, una volta giunti al bivio per Cala Finanza, abbiamo trovato la strada sbarrata dalla polizia che non permetteva l’accesso alle auto, per cui tutti abbiamo dovuto parcheggiare lontano, tornare al bivio e percorrere a piedi sotto un sole cocente un paio di km. È sopraggiunta gente da tutta la Sardegna. Tutti i rappresentanti dei vari movimenti hanno preso la parola per ribadire che noi sardə non accetteremo l’ennesimo affronto e le operazioni coloniali come questa, dato che la Sardegna è da sempre troppo sfruttata per le servitù di ogni tipo: servitù militari, servitù energetiche, servitù agroalimentari. (Foto da Facebook) In seguito, si è deciso di scendere in spiaggia per fare capire che la terra è nostra e nessuno ci può impedire di muoverci liberamente. Questo nonostante un paio di furgoni della polizia sbarrassero il passaggio verso la spiaggia presa di mira. Per diversi minuti non si è riusciti a forzare il passaggio ma alcuni abbiamo preferito provare ad aggirare l’ostacolo e, attraverso un piccolo sentiero, siamo piombati su una passerella tra le barchette parcheggiate e proprio in quel momento tutti gli altri sono riusciti a farsi largo e poter passare. Presumiamo che i poliziotti, essendo molto pochi, non avrebbero potuto gestire la folla arrabbiata e abbiano rinunciato al blocco. (Foto da Facebook) Raggiunta la spiaggia, si è arrivati proprio davanti al Beach Club, dove 4 o 5 della security sono corsi fuori, ma sono rimasti fermi nel piazzale della struttura turistica e hanno solo potuto constatare la “presa d’ assalto” della spiaggia, gli slogan contro il responsabile della società che intende costruire là vicino. Molte persone hanno fatto il bagno, altre hanno parlato al megafono denunciando gli effetti di tali operazioni sui sardi, che poi ci lavorano, venendo retribuiti malissimo, ospitati in camerate e destinati ad una vita grama per i mesi estivi. (Foto da Facebook) Nel pomeriggio tutti si sono spostati al paese di Porto San Paolo, davanti al municipio, e sono ripresi gli interventi. Noi, che siamo anziani, siamo dovuti andar via perché il caldo era ormai insopportabile. Maria Bassu, di Orgosolo. Coautrice del documentario “Sa lota – Pratobello – Orgosolo, 1969”. Redazione Sardigna
July 2, 2026
Pressenza
Vittoria! Contro il progetto “Tavolara Bay”
Questa mattina il governo italiano ha ritirato l’autorizzazione unica n.74 del 2026 che aveva dato il via libera al progetto della Tavolara Bay a Cala Finanza. A poche ore dalla manifestazione popolare, dopo la revoca dell’ordinanza del comune di Loiri e pochi giorni prima del responso del Tar, il governo […] L'articolo Vittoria! Contro il progetto “Tavolara Bay” su Contropiano.
July 2, 2026
Contropiano
Grande manifestazione a Cala Finanza, la Sardegna si ribella contro il resort di lusso a Tavolara
Dalla mattina del 1° luglio le bandiere dei Quattro Mori hanno riempito lo spiazzo dei parcheggi, trasformando un angolo di Gallura in un presidio popolare che ha richiamato centinaia di persone da tutta l’isola e dalla penisola. Il tam tam sui social ha fatto il resto: la protesta contro il progetto del resort di lusso targato Tavolara Bay srl – società italo‑brasiliana del gruppo JHSF – è diventata una mobilitazione di massa. Il progetto prevede un beach club a cinque stelle con Villa Joy al centro, in uno dei tratti più delicati della costa orientale sarda. A promuovere la manifestazione è un fronte ampio e trasversale di singoli cittadini e associazioni ambientaliste, affiancate da una rete sempre più fitta di comitati, movimenti e realtà sociali dell’isola. Tra i soggetti coinvolti compaiono, tra gli altri, Surra, Sos Cala Finanza, Unigicom, Bardianía de sa Nurra pro sa Sardigna, Gruttes, Nurnet, MAS Movimento ambiente Sardegna e il Gruppo d’intervento giuridico (Grig), Comitato Costituzione Attiva di Sassari,Italia Nostra e WWF (e tante altre sigle che si sono aggiunte). Una composizione eterogenea che unisce ambientalismo organizzato, attivismo civico e identità territoriali. Per i manifestanti, Cala Finanza è “patrimonio di tutti”, un bene comune che non può essere sacrificato alla speculazione immobiliare. Dal palco improvvisato arrivano parole dure, radicate nella storia di lotte della Sardegna. Gli attivisti ricordano come siano stati proprio i cittadini di Porto San Paolo a “scoperchiare il vaso di Pandora”, portando alla luce procedure opache, varianti urbanistiche approvate e poi revocate, intrecci tra amministratori e progettisti. Una vicenda che, secondo molti, sarebbe avanzata in silenzio se non fosse intervenuta la comunità locale. Il presidio viene definito “sentinella del territorio”: un luogo dove la comunità si riconosce, si organizza, si difende. “La resistenzialità sarda non è una moda – scandisce un manifestante – è identità, è dignità. Ci stanno togliendo libertà e terra, ma noi siamo qui per difenderle”. Al centro della protesta c’è anche la nuova normativa sulle Zone Economiche Speciali (ZES). Una cornice legislativa che, dopo le modifiche introdotte prima dal decreto Draghi e poi dal decreto Meloni, permette di esautorare i Comuni dalle competenze urbanistiche, estendendo le ZES a tutto il Mezzogiorno. Per gli attivisti, Cala Finanza è il caso di scuola: un precedente che potrebbe aprire la strada a centinaia di interventi simili. Gli organizzatori chiedono alla Regione Sardegna di impugnare la legge nazionale istitutiva delle ZES, utilizzando lo strumento previsto dallo Statuto. Una richiesta politica precisa, che punta a bloccare il meccanismo alla radice. Sul fronte istituzionale, il Consiglio Comunale di Loiri Porto San Paolo ha revocato la delibera che riclassificava l’area di Cala Finanza, ma non la più sostanziale. Ora tutto passa al Tar Sardegna, che l’8 luglio dovrà pronunciarsi sul ricorso presentato dalla Regione e dall’associazione ambientalista GrIG contro la procedura ZES approvata dal governo. Ma la protesta di Cala Finanza va oltre i confini regionali e ha un forte valore simbolico a livello nazionale e non solo: ricorda le mobilitazioni dei fenicotteri in Albania. Sono arrivati da ogni parte della Sardegna, ma anche dalla Toscana e da diverse regioni della Penisola, per partecipare alla manifestazione organizzata a difesa di Cala Finanza e Punta la Greca. Con lo slogan “Cala Finanza patrimonio di tutti”, i partecipanti hanno voluto esprimere in modo chiaro la propria contrarietà ai progetti che, a loro avviso, rischiano di compromettere uno degli angoli più suggestivi e incontaminati del territorio. Tra i manifestanti c’era chi ha percorso centinaia di chilometri per essere presente. «Vengo dalla provincia di Mantova e sono qui perché crediamo che Punta la Greca e Cala Finanza appartengano a tutti, siano un patrimonio dell’umanità. Basta visitare questi luoghi per capire perché debbano essere preservati e non alterati», ha dichiarato un partecipante. Dello stesso tenore l’intervento di un manifestante arrivato da Firenze: «Siamo qui per difendere questo straordinario pezzo di Sardegna, ma anche per lanciare un messaggio che riguarda tutto il Paese. Troppo spesso assistiamo a interventi che mettono a rischio il patrimonio naturale. Da toscano, temo che un giorno qualcuno possa proporre un grande resort anche in luoghi come Capraia. È necessario fermare queste logiche prima che sia troppo tardi». I promotori della protesta assicurano che la mobilitazione non si fermerà a questa giornata e che continueranno a vigilare sugli sviluppi della vicenda. «Siamo qui per difendere il diritto del popolo sardo a decidere del proprio territorio», ha affermato Pier Franco Devias, esponente del movimento indipendentista Liberu. «Non condividiamo scelte imposte dall’alto, da multinazionali o da accordi tra grandi interessi economici e lo Stato. È un diritto dei sardi scegliere liberamente il futuro della propria terra. Questa manifestazione rappresenta soltanto una tappa di un percorso più ampio di opposizione alla speculazione immobiliare e alla progressiva sottrazione di territori alla comunità locale». Nel frattempo, sul piano istituzionale si registra un importante sviluppo. Nella serata del 30 giugno il Consiglio Comunale di Loiri Porto San Paolo ha deciso di revocare la delibera con cui era stata riclassificata l’area di Cala Finanza, un provvedimento che aveva suscitato forti contestazioni da parte di associazioni ambientaliste e cittadini. Ora gli occhi degli attivisti si posizionano sul Tribunale amministrativo regionale della Sardegna, chiamato a pronunciarsi sul ricorso presentato dalla Regione Sardegna e dal Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) contro la procedura della Zona Economica Speciale (Zes) approvata dal governo. Una decisione considerata cruciale per il futuro dell’area e molto attesa da entrambe le parti. La sentenza potrebbe arrivare già l’8 luglio, una data che i manifestanti considerano decisiva per comprendere quale sarà il destino di uno dei tratti costieri più preziosi del nord-est della Sardegna. Nel frattempo, la Forestale dei carabinieri ha avviato accertamenti sul sito e sulla documentazione relativa al progetto. Gli esiti sono attesi in Procura a Tempio, dove potrebbero aprire un ulteriore fronte giudiziario sulla gestione dell’area e sulle responsabilità amministrative emerse nelle ultime settimane. La manifestazione del 1° luglio non è un episodio isolato. È l’ultimo capitolo di una mobilitazione che negli ultimi anni ha visto il popolo sardo opporsi a 740 progetti energetici, a speculazioni eoliche e fotovoltaiche, a interventi percepiti come aggressioni al territorio. “Non siamo pochi, non siamo disuniti – gridano dal presidio – oltre 104.000 firme raccolte lo dimostrano. La Sardegna c’è, e ci sarà sempre”. Nell’articolo originale galleria di foto e video interviste Rete #NOBAVAGLIO
July 2, 2026
Pressenza
Il caso del Villaggio delle rose: appello per un progetto di abitare comunitario
Effimera condivide e sottoscrive l'appello contro lo sgombero del Villaggio delle Rose, realtà urbana presente da oltre 25 anni nel contesto metropolitano milanese. Mercoledì 1° luglio si terranno una serie di iniziative in sostegno. Siete tutte e tutti invitati/e in Via Chiesa Rossa 351, a Milano, a partire dalle ore 18.00.   *****   [...]
June 29, 2026
Effimera
Milano. La speculazione immobiliare non è in “buona fede”
La sentenza di primo grado per il processo “Torre Milano” di Via Stresa – ventiquattro piani di palazzo eretto con una semplice Scia dove prima c’era un edificio di soli due piani – ha assolto gli imputati riconoscendo l’abuso edilizio ma ritenendo gli accusati in “buona fede” nel forzare le […] L'articolo Milano. La speculazione immobiliare non è in “buona fede” su Contropiano.
June 22, 2026
Contropiano
MILANO: TUTTI ASSOLTI NELLA PRIMA SENTENZA SULL’URBANISTICA, “LA CONFERMA CHE AI PRIVATI SONO CONCESSE OPERAZIONI EDILIZIE IMPATTANTI”
Il Tribunale di Milano ha assolto gli imputati, accusati di abuso edilizio e lottizzazione abusiva per aver costruito nuovi grattacieli con i permessi delle ristrutturazioni, risparmiando così sugli oneri di urbanizzazione e senza contribuire all’erogazione di servizi aggiuntivi per il quartiere, “perché il fatto non costituisce reato”, e non “perché il fatto non sussiste”. Secondo i giudici, infatti, costruttori e dipendenti comunali hanno agito in buona fede, seguendo le prassi comunali e la giurisprudenza di quegli anni. “La questione è quella che ha provato a giocare la giunta Sala ponendo la questione dell’assenza di una legge urbanistica nazionale in Parlamento con la famosa legge Salva-Milano, provando a rendere il modello Milano un modello nazionale”, commenta Elio Catania, del collettivo milanese Off Topic, ai microfoni di Radio Onda d’Urto. “Il tentativo è fallito – prosegue Elio Catania – ma ha aperto uno scontro tra giurisdizione penale e amministrativa, con l’apertura di processi, ricorsi, contro-ricorsi da parte sia degli imputati che dei comitati civici e degli avvocati di parte civile. Tutto questo purtroppo ha confermato, e sta confermando, la possibilità, per la Giunta e per il governo pubblico della città, di concedere ai privati interventi urbanistici e operazioni immobiliari molto impattanti dal punto di vista edilizio e, soprattutto, sociale”. Nell’intervista, l’esponente di Off Topic presenta anche la campagna “EspropriaMI”, promossa dal collettivo insieme ad altre realtà milanesi del Comitato Insostenibili Olimpiadi 2026, “una campagna per la riappropriazione della Città Pubblica privatizzata dal grande evento olimpico” (le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026). Su Radio Onda d’Urto intervista a Elio Catania del collettivo Off Topic. Ascolta o scarica.
June 17, 2026
Radio Onda d`Urto