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ONU: Israele è uno stato torturatore de facto
Il Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura (CAT) ha espresso un duro atto d’accusa nei confronti di Israele. In un nuovo rapporto pubblicato venerdì, l’organismo ONU denuncia l’esistenza di una politica statale de facto finalizzata all’uso organizzato e diffuso della tortura contro i prigionieri palestinesi. Una pratica che, secondo […] L'articolo ONU: Israele è uno stato torturatore de facto su Contropiano.
[2025-12-10] ZAPRUDER #67 • Anime in pena. Regimi punitivi nella storia @ CSOA Forte Prenestino
ZAPRUDER #67 • ANIME IN PENA. REGIMI PUNITIVI NELLA STORIA CSOA Forte Prenestino - via Federico delpino, Roma, Italy (mercoledì, 10 dicembre 19:00) CSOA Forte Prenestino mercoledì 10 dicembre 2025 durante l’aperitivo dalle 19:00 Forte Infoshop & Sala da tè InTheRferenze presentano ZAPRUDER #67 Anime in pena. Regimi punitivi nella storia partecipano: - Salvatore Corasaniti (Zapruder) - curatore del numero; - Andrea Giuliani (Università di Tor Vergata/Zapruder) - curatore del numero e autore; - Chiara Lucrezio Monticelli (Università di Tor Vergata) - autrice; - una compagna di Jineolojî Italia - curatrice e traduttrice del contributo del Comitato per la giustizia in Rojava … ZAPRUDER #67 Anime in pena. Regimi punitivi nella storia Di recente, diverse studiose e diversi studiosi hanno affrontato la storia della penalità ponendo al centro delle proprie indagini un’accurata analisi dei regimi punitivi, ossia di quel vasto arcipelago di pratiche, consuetudini, norme e istituzioni che contribuiscono a definire e a reprimere i soggetti e le categorie considerate devianti e/o inferiorizzate (C. Lucrezio Monticelli e C.G. De Vito 2021). Questa prospettiva ha consentito di ricondurre l’analisi, spesso invece separata e disgiunta, di singole modalità punitive quali la carcerazione, la reclusione correzionale o la deportazione penale, all’interno di interpretazioni più ampie, capaci di mettere in luce gli elementi di continuità e di discontinuità tra una configurazione punitiva e l’altra. Sulla scia di questi studi, il numero che qui si propone - ideato a partire dal dibattito sviluppatosi a margine di un dialogo presentato nell’ambito del XVII SIMposio (2023) e intitolato La fine della pena? Ergastolo e sistemi punitivi in Italia - intende guardare alle trasformazioni che, nel tempo, hanno determinato il divenire di questi dispositivi. Rispetto al focus del dialogo, si è pensato di allargare lo sguardo e le prospettive di analisi per evitare di rimanere strettamente legati alla questione dell'ergastolo e del 41 bis. L’ambizione è infatti quella di superare gli stretti confini del carcere per analizzare i processi di ridefinizione di dispositivi penali e modalità punitive in svariati contesti, da quello propriamente penale a quello familiare, da quello lavorativo a quello educativo. Più precisamente, il numero vuole analizzare in che modo e secondo quali traiettorie i soggetti sottoposti a determinati trattamenti disciplinari, la comunità civile e i movimenti sociali abbiano contribuito alla sopravvivenza, alla riforma, al superamento o all’abolizione dei differenti regimi e dispositivi di pena, coercizione o correzione. Alla varietà dei casi di studio si vuole poi accompagnare una prospettiva cronologica di medio-lungo periodo capace di muoversi dagli ultimi decenni del XVIII secolo fino ai giorni nostri, su una spazialità quanto più possibile diffusa. In quest’ottica, … SOMMARIO DEL NUMERO 67: Salvatore Corasaniti, Andrea Giuliani e Alessandro Stoppoloni Vae victis! Lorenzo Coccoli La piccola reclusione. Assistenza, correzione e conflitto nella Roma di antico regime Shaïn Morisse Al fresco. Una storia norvegese dell’abolizionismo penale Michele Colucci Quando nacquero i centri. Immigrazione e detenzione amministrativa in Italia Andrea Giuliani Reo manifesto. Acquerelli e disegni del regio ergastolo di Milano Chiara Lucrezio Monticelli Sbatti il carcere in prima pagina. La riforma penitenziaria nei periodici italiani (1820-1840) Laura Schettini Il diritto alla violenza. Per una storia dell’autodifesa delle donne Elena Barattini e Matilde Flamigni Fermo deposito. Confino, punizione e resistenza nella Cuba coloniale Marco Nardone Il villaggio dei giovani matti. L’ospedale neuropsichiatrico cantonale di Mendrisio Olimpia Capitano A dormire sullo zerbino. Coercizione e lavoro domestico Gianfranco Lanzolla Fonti in ostaggio. Gli archivi delle amministrazioni penitenziarie Flavio Rossi Albertini Processo di rottura. Il caso di Anan, Ali e Mansour (a cura di Salvatore Corasaniti) Carmelo Musumeci L’ergastolo è una morte bevuta a sorsi (a cura di Christian G. De Vito) Roberta Martino Oltre il regime Natascia Cappa Fumi di parole. Poesie dal carcere della dittatura uruguayana Filo Sottile Far finta di esserne fuori. Genesi di una cantata ultrasonica. Comitato per la giustizia in Rojava Il diritto di nascere liberi/e. Alcune riflessioni sulla giustizia Riccardo Rosa Per non “morire di pena” Maria Edgarda Marcucci «Repressione è civiltà». A proposito di prevenzione e pena Alessandro Stoppoloni A che/chi serve il carcere? Il dibattito su detenzione e abolizionismo … https://www.forteprenestino.net/attivita/infoshop/3484-zapruder
ARRUOLAMENTO A.I. – FORMAZIONE SECONDINI – WAR ON MIGRANTS – SCIOPERO DELLA FAME DI PALESTINE ACTION@1
Estratti dalla puntata del 3 novembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia SCIOPERO DELLA FAME DI PALESTINE ACTION Il 2 novembre 2025 (anniversario della dichiarazione di Balfour come atto fondativo dell’entità statale sionista) due prigioniere di Palestine Action, Qesser Zurah and Amu Gibb, detenute nel carcere di Bronzefield, hanno iniziato uno sciopero della […]
ARRUOLAMENTO A.I. – FORMAZIONE SECONDINI – WAR ON MIGRANTS – SCIOPERO DELLA FAME DI PALESTINE ACTION@2
Estratti dalla puntata del 3 novembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia SCIOPERO DELLA FAME DI PALESTINE ACTION Il 2 novembre 2025 (anniversario della dichiarazione di Balfour come atto fondativo dell’entità statale sionista) due prigioniere di Palestine Action, Qesser Zurah and Amu Gibb, detenute nel carcere di Bronzefield, hanno iniziato uno sciopero della […]
ARRUOLAMENTO A.I. – FORMAZIONE SECONDINI – WAR ON MIGRANTS – SCIOPERO DELLA FAME DI PALESTINE ACTION@0
Estratti dalla puntata del 3 novembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia SCIOPERO DELLA FAME DI PALESTINE ACTION Il 2 novembre 2025 (anniversario della dichiarazione di Balfour come atto fondativo dell’entità statale sionista) due prigioniere di Palestine Action, Qesser Zurah and Amu Gibb, detenute nel carcere di Bronzefield, hanno iniziato uno sciopero della […]
ARRUOLAMENTO A.I. – FORMAZIONE SECONDINI – WAR ON MIGRANTS – SCIOPERO DELLA FAME DI PALESTINE ACTION@3
Estratti dalla puntata del 3 novembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia SCIOPERO DELLA FAME DI PALESTINE ACTION Il 2 novembre 2025 (anniversario della dichiarazione di Balfour come atto fondativo dell’entità statale sionista) due prigioniere di Palestine Action, Qesser Zurah and Amu Gibb, detenute nel carcere di Bronzefield, hanno iniziato uno sciopero della […]
Sarri sarri skapunk e guerra sporca
Un viaggio ai Paesi Baschi degli anni 70-90 accompagnati dalla storia di uno dei grandi gruppi dello ska punk basco, i Kortatu e del principale braccio armato del terrorismo di Stato, i GAL. Crisi del petrolio, deindustralizazione fortissima, disoccupazione, mentre altrove nello Stato Spagnolo il 77 segna la fine tappa di un momento di effervescenza politica dopo la morte di Franco, in Euskadi continuano e anzi si moltiplicano i movimenti sociali. In queste condizioni il punk rock attecchisce assieme a fanzine, radio libere, centri sociali (i gaztetxes) e iniziative autogestite e assemblearie, oltre ai movimenti operai e a quelli nazionalisti....
Sarri sarri punk e guerra sporca
Un viaggio ai Paesi Baschi degli anni 70-90 accompagnati dalla storia di uno dei grandi gruppi dello ska punk basco, i Kortatu e del principale braccio armato del terrorismo di Stato, i GAL. Crisi del petrolio, deindustralizazione fortissima, disoccupazione, mentre altrove nello Stato Spagnolo il 77 segna la fine tappa di un momento di effervescenza politica dopo la morte di Franco, in Euskadi continuano e anzi si moltiplicano i movimenti sociali. In queste condizioni il punk rock attecchisce assieme a fanzine, radio libere, centri sociali (i gaztetxes) e iniziative autogestite e assemblearie, oltre ai movimenti operai e a quelli nazionalisti....
I detenuti della Flotilla: la testimonianza di José Nivoi
Imbarcato sulla Global Sumud Flotilla per il CALP e l’USB, José Nivoi è rientrato in Italia dopo essere stato sequestrato e incarcerato dalle forze d’occupazione israeliane. La sua testimonianza, per quanto traumatica, mostra solo un frammento dell’orrore quotidiano vissuto da migliaia di palestinesi nelle carceri sioniste: luoghi di tortura, umiliazioni e annientamento dell’essere umano. Nivoi sa bene che, in quanto europeo, ha potuto contare su una protezione internazionale che gli ha consentito di tornare a casa e raccontare quanto accaduto, mentre oltre 11.100 palestinesi restano imprigionati senza tutele né voce, in un sistema di detenzione arbitraria che da decenni colpisce un intero popolo. Durante la detenzione, il consolato italiano ha seguito la vicenda con interventi sporadici e frammentari, offrendo assistenza limitata mentre gli attivisti erano incarcerati nel deserto. La sua testimonianza ci ricorda che ciò che per un attivista europeo è stato un sequestro, per il popolo palestinese rappresenta una frazione della quotidianità. Continuare a mobilitarsi significa rompere il silenzio, pretendere la liberazione di tutti gli attivisti e schierarsi, ogni giorno, al fianco del popolo palestinese, per fermare il genocidio e la complicità del nostro governo. Qui la sua testimonianza video: https://www.instagram.com/reel/DPcJ1EgDkDc/?igsh=djIzYm5id21idTh4     Unione Sindacale di Base