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Agenti condannati per tortura
-------------------------------------------------------------------------------- Unsplash.com -------------------------------------------------------------------------------- Ormai non si parla più di accuse generiche. Il Tribunale di Verona ha condannato in primo grado due agenti per tortura: Alessandro Migliore, a sei anni e sei mesi di reclusione, e Loris Colpini, a quattro anni e tre mesi. Le violenze si sono consumate nella cosiddetta «sala Acquario», la stanza della Questura di Verona in cui venivano trattenute le persone fermate. Tra i casi esaminati nel procedimento giudiziario c’è quello di Nicolae Daju, un uomo rumeno senza dimora, che nell’ottobre del 2022 fu portato in Questura. Qui un agente lo trascinò fuori dalla visuale della telecamera e poi lo riportò nella stanza trascinandolo per un piede. Una volta a terra, gli spruzzò spray urticante sul volto, mentre l’uomo si dimenava per il dolore. Poi quando Daju gli chiese di poter andare in bagno, un agente gli avrebbe detto di farla lì, per poi “strofinare” il suo corpo sull’urina che aveva appena fatto. Un altro episodio riconosciuto nella sentenza riguarda il pestaggio Mattia Tacchi, avvenuto il 22 agosto 2022. Uno degli agenti intercettato raccontava la vicenda in questo modo alla fidanzata: «Amò, mi guarda, mi ero messo il guanto, ho caricato una stecca, amò, bam, lui chiude gli occhi, di sasso per terra è andato a finire, è rimasto là… È svenuto… Minchia che pigna che gli ho dato». Queste condanne arrivano al termine di una maxi-inchiesta che vede altri dodici agenti rinviati a giudizio in un procedimento distinto, quattro dei quali devono rispondere anche dell’accusa di tortura. Le loro responsabilità dovranno essere accertate nel processo. Ma quanto già accertato in primo grado nel procedimento contro Migliore e Colpini, che fino ad ora sono stati tranquillamente in servizio, dovrebbe già bastare per farci capire molte cose… Di certo, nessun vetrina è stata rotta nel corso dei reati compiuti dai due agenti. Probabilmente è per questo che la notizia praticamente è passata in sordina. -------------------------------------------------------------------------------- LEGGI ANCHE: > La tortura nell’Italia di oggi -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Agenti condannati per tortura proviene da Comune-info.
October 21, 2026
Comune-info
ABUSI IN DIVISA: 2 AGENTI CONDANNATI PER I PESTAGGI ALLA QUESTURA DI VERONA. “FU TORTURA”
Continuano le indagini e i processi per i pestaggi, le torture e le lesioni perpetrate, tra l’agosto e il novembre 2022, contro migranti e senzatetto all’interno della Questura di Verona. Dei 16 agenti indagati, due – Alessandro Migliore e Loris Colpini – sono stati condannati in primo grado rispettivamente a 6 anni e 6 mesi e a 4 anni e 3 mesi di reclusione (più di quanto chiesto dall’accusa). Tra i reati commessi da Migliori, ex poliziotto delle Volanti, anche quello di tortura. La sentenza di primo grado – emessa oggi, martedì 13 ottobre – mette sotto lente soprattutto le violenze reiterate nel cosiddetto “acquario”, la stanza della Questura in cui gli agenti si dilettavano a seviziare i fermati. Una vicenda torbida, tutt’altro che conclusa, dal momento che a febbraio, sempre a Verona, inizierà un altro processo. Un secondo filone con altri 12 poliziotti alla sbarra, 4 di loro chiamati a rispondere anche di tortura. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, il commento a caldo di Daniele Todesco, dell’Osservatorio Migranti di Verona Ascolta o scarica
October 13, 2026
Radio Onda d`Urto
Pena di morte: un Nobel e gli ignobili (Usa)
Il premio Nobel 2026 è contro «i boia di Stato». Una breve nota della Bottega. A seguire Riccardo Noury sull’orrore di Christa Pike e un articolo di Angela Napoletano sulla vergogna statunitense di trasmettere una fucilazione «in diretta». UNA BREVE INTRODUZIONE Assegnato oggi il «Nobel per la pace» a Navi Pillay (ne riparleremo in Bottega). L’ira di Israele e Usa
Gli anni più bui della storia in Argentina, e non solo…, riflessi nel presente
LE INIZIATIVE SVOLTE IN TUTTA ITALIA IN QUESTO PERIODO FANNO LUCE SU TANTE VICENDE E QUESTIONI OGGI, PURTROPPO, ANCORA MOLTO ATTUALI… Il percorso euristico è tracciato da una serie di ‘appuntamenti con la storia’: dall’incontro con il portavoce nazionale di Amnesty International Italia, Riccardo Noury, nell’ambito della mostra di strumenti di tortura in esposizione a Vercelli e dalla collezione di fotografie Nunca mas (Mai più) in mostra a Milano alle conferenze dedicate al 50° anniversario del golpe militare, e dell’instaurazione del regime dittatoriale, nello stato latino-americano, in ogni ‘tappa’ riemergono fatti del passato, remoto o recente, la cui eco ‘rimbomba’ nel presente. Visitabile nelle giornate di sabato e domenica 3-4, 10-11 e 17-18 ottobre, Martyria. Storia delle chiese di Vercelli, dei loro martiri e delle torture è “un viaggio tra le chiese vercellesi dedicate ai martiri”, anche quelle ora sconsacrate, che narra le biografie dei suppliziati, una lunga e orribile serie di torti storici. La rassegna presenta, per la prima volta, la raccolta di cimeli e documenti custoditi dalla Confraternita della Buona Morte vercellese, tra cui il Libro dei Giustiziati che descrive anche la storia del rogo di fra Dolcino e Margherita – arsi nel 1307, lui a Vercelli e lei a Biella – e di strumenti di tortura originali e ricostruiti, tra cui la ruota del supplizio di Santa Caterina d’Alessandria, e scandisce un ‘calendario’ di incontri che “intreccia memoria locale e sensibilità contemporanea”. A quello in svolgimento il 9 ottobre (h 21 – chiesa di San Bernardino, via Duomo 29) e organizzato in collaborazione con la sezione vercellese di Amnesty International Italia, il portavoce nazionale dell’organizzazione umanitaria, Riccardo Noury, interverrà sul tema La tortura nel mondo – universalmente vietata, ovunque praticata. Le vicende accadute in Argentina dal 24 marzo 1976, quando con il supporto di servizi segreti e forze armate degli USA,le truppe al comando del generale Videla destituirono la presidente Isabel Martínez de Perón e instaurarono il regime militare rimasto al potere fino al 30 ottobre 1983, sono state poste all’attenzione nei giorni scorsi ad Alessandria, Dozza, Milano e Verona e prossimamente verranno rammentate e analizzate a Bologna, Lampedusa, Roma, Gaeta, S. Maria Capua Vetere, Fisciano, Palermo e Scansano. Ad Alessandria con la biografia della chica, Franca Jarach, descritta dalla madre, Vera, è stata ricostruita la storia degli oltre 30˙000 desaparecidos e delle numerose Madres de Plaza de Mayo che dal 1977 in poi hanno cercato verità e giustizia per le vittime della dittatura. Inoltre, mediante la documentazione storica è stata illustrata la famigerata teoría de los dos demonios con cui i carnefici hanno preteso di ‘giustificare’ l’efferatezza della persecuzione adducendo che i sequestri, le torture e le uccisioni da loro compiuti non fossero crimini contro l’umanità bensì operazioni repressive di atti di rivolta e azioni terroristiche, ovvero sostenendo che i loro massicci e brutali interventi erano stati ‘provocati’ dalla e ‘proporzionati’ alla minaccia, cioè la protesta, dei ribelli, ossia dei dissidenti, oppositori, antagonisti,… o sospettati e presunti tali. A Verona lo scorso 30 settembre il celebre allenatore di pallavolo nel 2026 insignito del premio Sport e diritti umani di Amnesty International, Julio Velasco, è intervenuto sul tema Il diritto all’identità e la tutela dei diritti umani in Argentina insieme a Claudia Carlotto. Sorella di Laura, che quando venne rapita, nel 1977, era incinta, partorì durante la prigionia e nel 1978 venne uccisa, e figlia di Estela Barnes de Carlotto, la presidente delle Nonne di Plaza de Mayo che è riuscita a far identificare numerosi bambini sottratti alle madri arrestate e ‘scomparse’, anche il proprio nipote con cui si è ricongiunta dopo 36 anni, Claudia Carlotto è responsabile dell’Unità per la ricerca dei desaparecidos della provincia di Buenos Aires. Prima, per oltre 30 anni, Claudia Carlotto era membro della Comisión Nacional por el Derecho a la Identidad del Ministero di giustizia e diritti umani argentino… smantellata due anni fa con il decreto promulgato dall’attuale presidente dell’Argentina, Javier  Milei, nominato capo dello stato il 10 dicembre 2023. Nella serie di incontri con Claudia Carlotto coordinata dall’associazione 24 MARZO, agli appuntamenti in programma giovedì prossimo, 8 ottobre, a Roma e il seguente giovedì, 15 ottobre, a Palermo l’attenzione focalizzerà sulla necessità, e urgenza, della ricerca della verità sulla persecuzione dei giovani argentini e della rivendicazione del diritto alla giustizia per tutti i desaparecidos, argentini e non solo… * BUENOS AIRES – Che dicano dove sono! Il popolo argentino scende in piazza a 50 anni dal colpo di Stato * ALESSANDRIA – Una ferita aperta da 50 anni: la ‘sparizione’ di Franca Jarach e 30 mila argentini * MILANO – “50 anni del Golpe Militare in Argentina”: mostra e incontri con Claudia Carlotto * VERONA – Julio Velasco: un ‘eroe nazionale’ italiano testimone dei desaparecidos argentini Prossimamente, a Vercelli, Roma e Palermo:         Maddalena Brunasti
October 3, 2026
Pressenza
La mattanza di Santa Maria Capua Vetere – riprende il processo
Lunedì 7 settembre sono ricominciate le udienze di primo grado a carico di oltre persone tra polizia penitenziaria, personale medico e funzionari per la mattanza di Santa Maria Capua Vetere, avvenuta il 6 aprile 2020 come rappresaglia per la protesta scoppiata il giorno precedente nella sezione Nilo dell’istituto. In seguito al pestaggio un detenuto ha perso la vita. I reati contestati vanno da lesioni personali a tortura, depistaggio, abuso di autorità, falso e omicidio a seguito di altro reato, per i quali i pm hanno richiesto quasi 800 anni di carcere complessivamente. Insieme a Luigi Romano, avvocato di parte civile, abbiamo ripercorso la vicenda e il suo contesto, le fasi del processo, i tentativi di insabbiamento da parte statale. Ascolta la diretta:
September 15, 2026
Radio Blackout - Info
La mattanza di Santa Maria Capua Vetere – riprende il processo
Lunedì 7 settembre sono ricominciate le udienze di primo grado a carico di oltre persone tra polizia penitenziaria, personale medico e funzionari per la mattanza di Santa Maria Capua Vetere, avvenuta il 6 aprile 2020 come rappresaglia per la protesta scoppiata il giorno precedente nella sezione Nilo dell’istituto. In seguito al pestaggio un detenuto ha perso la vita. I reati contestati vanno da lesioni personali a tortura, depistaggio, abuso di autorità, falso e omicidio a seguito di altro reato, per i quali i pm hanno richiesto quasi 800 anni di carcere complessivamente. Insieme a Luigi Romano, avvocato di parte civile, abbiamo ripercorso la vicenda e il suo contesto, le fasi del processo, i tentativi di insabbiamento da parte statale. Ascolta la diretta:
September 15, 2026
Radio Blackout
Santa Maria Capua Vetere, la tortura di Stato arriva al giudizio
Il processo di primo grado entra nelle battute finali. L’associazione Yairaiha ricostruisce la spedizione punitiva dell’aprile 2020: circa 300 agenti coinvolti, detenuti picchiati e umiliati, isolamento, minacce e tentativi di occultare quanto accaduto. In gioco non ci sono soltanto le responsabilità individuali, ma i limiti del potere dello Stato sulle […] L'articolo Santa Maria Capua Vetere, la tortura di Stato arriva al giudizio su Contropiano.
September 13, 2026
Contropiano
CARCERE: RIPRENDE IL PROCESSO SULLE TORTURE DI STATO A SANTA MARIA CAPUA VETERE (CE)
E’ ripreso lunedì 7 settembre nell’aula bunker di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, il maxi processo sulle torture nel carcere casertano avvenute durante l’aprile del 2020, in piena pandemia. A luglio i Pm avevano chiesto complessivamente quasi 800 anni di reclusione – e condanne fino a 21 anni – per gli oltre 100 imputati tra agenti della polizia penitenziaria, funzionari e medici. Una struttura intera, dunque, accusata di tortura, lesioni personali, abusi, depistaggio, falso favoreggiamento, morte come conseguenza di altro reato. All’udienza si è presentata, tra le parti civili, anche l’Associazione Antigone, l’organizzazione che si occupa della tutela dei diritti umani nelle diroccate e violente galere italiane. Sulle violenze sistemiche nel carcere di Santa Maria Capua Vetere abbiamo intervistato Paolo Conte, Presidente dell’associazione Antigone Campania. Ascolta o scarica Sul tema segnaliamo l’articolo pubblicato da Osservatorio Repressione.
September 10, 2026
Radio Onda d`Urto