Rinnovata Intesa tra Stato italiano e Unione Buddhista Italiana
Si è svolta oggi, a Palazzo Chigi, la cerimonia di firma dell’Intesa
modificativa tra lo Stato italiano e l’Unione Buddhista Italiana, che aggiorna
l’Intesa vigente. L’accordo è stato sottoscritto, per il Governo, dal
Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e,
per l’Unione Buddhista Italiana, dal Presidente Filippo Scianna. Alla cerimonia
erano presenti, tra gli altri: Carlo Deodato, Segretario generale della
Presidenza del Consiglio, Rita Nichele, Consigliere dell’Unione Buddhista
Italiana.
La firma dell’Intesa modificativa rappresenta un passaggio significativo per la
comunità buddhista italiana e per il sistema istituzionale che regola il
rapporto tra Stato e confessioni religiose. Le modifiche accolte consentono di:
1. Celebrare matrimoni con effetti civili.
Il riconoscimento della facoltà, per i ministri di culto dell’UBI, di celebrare
matrimoni con effetti civili armonizza il quadro con quello già vigente per
altre confessioni religiose. Si tratta di un passo atteso, che dà piena dignità
e riconoscimento alle comunità buddhiste come luoghi di riferimento spirituale e
relazionale per molti cittadini.
2. Riconoscere gli Istituti di studi buddhisti e contemplativi.
L’introduzione del nuovo comma sui titoli accademici crea le condizioni per una
formazione strutturata e pienamente riconosciuta, in dialogo con il sistema
universitario. Questo intervento sostiene la crescita culturale del Paese e
valorizza un patrimonio di studio e ricerca che ha assunto un rilievo crescente
negli ultimi decenni. Il riconoscimento formale dei percorsi accademici dedicati
agli studi buddhisti attesta la rilevanza dell’insegnamento del Buddha non solo
sul piano spirituale e soteriologico, ma anche nel più ampio contesto delle
discipline umanistiche, filosofiche e contemplative.
3. Ampliare gli ambiti della quota “inespressa” dell’8×1000.
La revisione della norma che disciplina l’utilizzo delle risorse derivanti dalle
scelte non espresse dei contribuenti introduce un quadro più aderente alle
esigenze della società contemporanea. L’ampliamento delle finalità – sociali,
culturali, assistenziali e umanitarie – consente di affrontare con maggiore
efficacia le molteplici situazioni di vulnerabilità e le nuove forme di bisogno
che caratterizzano il nostro tempo, dalle emergenze ambientali e sanitarie alle
trasformazioni sociali e demografiche. Questa nuova formulazione permette di
orientare gli interventi in modo più tempestivo e mirato, favorendo progetti che
promuovono coesione, tutela delle persone, sviluppo sostenibile e valorizzazione
culturale, anche in contesti internazionali dove il contributo italiano può
rappresentare un elemento di sostegno concreto e qualificato.
Un’intesa aggiornata per un Paese che evolve
L’aggiornamento dell’Intesa testimonia il riconoscimento, da parte dello Stato,
di una presenza buddhista matura, consapevole e attivamente impegnata nel
contribuire al bene comune. La collaborazione istituzionale si rafforza,
trovando nuovi strumenti per sostenere persone, comunità e iniziative di valore
sociale e culturale. L’Unione Buddhista Italiana esprime il proprio
apprezzamento alla Commissione per gli affari di culto e agli uffici
ministeriali coinvolti, per il lavoro svolto e per il dialogo costante che ha
accompagnato questo processo. Con questo nuovo quadro normativo, l’UBI rinnova
il proprio impegno a operare con responsabilità, trasparenza e spirito di
servizio, promuovendo una società aperta, rispettosa e solidale.
Filippo Scianna, Presidente Unione Buddhista Italiana
Redazione Italia