“I rivoluzionari non muoiono mai”
AL 79° FESTIVAL DEL CINEMA DI LOCARNO IL FILM VINCITORE DEL PREMIO SPECIALE
DELLA GIURIA NELLA SEZIONE “REGISTI DEL PRESENTE” E DI UNA CAMPAGNA PROMOZIONALE
DEL VALORE DI 25˙000 FRANCHI SVIZZERI È REVOLUTIONARIES NEVER DIE, UNA
COPRODUZIONE TRA PALESTINA, BELGIO E QATAR, OPERA DEL PALESTINESE MOHANAD
YAQUBI.
“Tra il 1973 e il 1983, la prolifica regista libanese Jocelyne Saab realizzò 16
film su lotte e rivoluzioni nel mondo arabo, riflettendo le trasformazioni della
regione e catturando al contempo la propria voce in continua evoluzione –
riferisce il Doha Film Institute – Nei primi anni ’90, mentre i conflitti in
Libano volgevano al termine, Saab raccolse e conservò meticolosamente la maggior
parte delle immagini girate durante la prima parte della sua carriera. Depositò
11 scatole contenenti 115 bobine di pellicola e audio presso l’archivio del
Centre national du cinéma et de l’image animée (CNC) di Parigi. Dopo la morte di
Saab nel 2019, l’Associazione Jocelyne Saab iniziò a preservarne l’eredità,
incaricando il regista e documentarista Mohanad Yaqubi di catalogare e
restaurare la collezione. Revolutionaries Never Die è un omaggio a una regista
araba indipendente che operò in un periodo turbolento e che documentò luoghi e
persone che oggi non esistono più. Utilizzando frammenti di filmati in ordine
cronologico, emerge un ritratto affascinante e vivido del regista. Lavorare con
film storici è come esplorare il lato oscuro della materia: apre nuove strade
per interagire con il tempo e la memoria. Permette riorganizzazioni che possono
alterare il contesto, dove ogni nuovo ordine delle immagini in una sequenza
filmica ha un impatto sul nostro presente. Riflettere sul passato è un atto che
trasforma la nostra percezione, inteso a mettere in discussione le nostre
convinzioni”.
«L’archivio filmico di Jocelyne Saab del periodo ’73-’83 solleva interrogativi
sull’incredibile risonanza tra le sue immagini storiche e la realtà
contemporanea 50 anni dopo, dove ancora nessuna risposta è possibile», spiega
Mohanad Yaqubi.
“Volendo interpretare un invito rimasto senza risposta, Yaqubi ha tentato di
scoprire perché due mesi prima di morire la famosa regista libanese lo avesse
contattato chiedendogli una collaborazione – spiega la scheda tecnica sul sito
del Festival del Cinema di Locarno – Il film si trasforma in una esplorazione
lirica della vita, dell’impegno politico e della visione artistica di una voce
unica dell’era della rivoluzione”.
ANBAMED