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Imola, 14 marzo: “Esperienze concrete di opposizione al militarismo ed al commercio di armi”
SABATO, 14 MARZO 2026, ORE 17:00 IMOLA, PARCO VERZIERE DELLE MONACHE, VIA FRATELLI BANDIERA 19 Segnaliamo un’interessante iniziativa in programma a Imola sabato 14 marzo alle 17:00. L’Assemblea Anarchica Imolese organizza un incontro con dibattito sul tema della militarizzazione per analizzare alcune “Esperienze concrete di opposizione al militarismo ed al commercio di armi” presenti sul territorio emiliano romagnolo. Oltre a Giuseppe Curcio, che racconterà in sintesi l’esperienza dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università con un focus sull’attività in UNIBO, interverrà anche Stefano Cobelli del Coordinamento popolare contro i traffici di armi nel porto di Ravenna dirette verso Israele ed i territori occupati della Cisgiordania. Sarà anche presente un gruppo di attivisti che riferiranno sulla cittadella dell’aerospazio a Forlì, un polo tecnologico.aeronautico che sta nascendo sulla base di una collaborazione fra Università di Bologna, Comune di Forlì, Fondazione Cassa di Risparmi di Forlì e Regione Emilia Romagna e intende sviluppare la space economy nel territorio, anche in partnership con aziende aerospaziali come Leonardo, Avio, Telespazio. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Giorgio Antonucci: pioniere dell’approccio umano
In occasione dell’ottavo anniversario della sua scomparsa, ricordiamo con affetto e ammirazione l’amico Giorgio Antonucci (1933–2020), medico e psicanalista rivoluzionario nel panorama italiano e internazionale. Antonucci è stato uno dei più strenui difensori di un approccio umano, etico e radicalmente non coercitivo alla sofferenza psichica, lasciando un’eredità che continua a ispirare il dibattito sulla salute mentale. L’esperienza con Basaglia La sua carriera inizia durante la stagione delle riforme. Antonucci fu tra i medici che collaborarono con Franco Basaglia a Gorizia. L’esperienza cementò il suo rifiuto totale delle istituzioni manicomiali e delle pratiche disumanizzanti. A Gorizia e, successivamente, a Cividale del Friuli, Reggio Emilia e Imola, Antonucci non si limitò a teorizzare un approccio umano alla sofferenza mentale: la sua pratica quotidiana era concretamente basata sul rispetto incondizionato per la persona e sul ripudio di ogni forma di violenza istituzionale. L’Approccio non coercitivo e il pregiudizio psichiatrico Il suo lavoro era guidato dal rifiuto del “pregiudizio psichiatrico”: l’acritica convinzione che la sofferenza esistenziale, classificata come “malattia mentale,” autorizzi la coercizione e la negazione della dignità del sofferente. Antonucci vedeva in questo pregiudizio la radice stessa della violenza e dell’istituzionalizzazione. La sua pratica era dunque basata su due pilastri etici fondamentali: il rifiuto della coercizione e dell’elettroshock e la forte limitazione, fino all’eliminazione, delle cure farmacologiche, ritenuti strumenti di controllo e soppressione del sintomo piuttosto che di vera guarigione. L’obiettivo era aiutare la persona a rielaborare la propria crisi in un contesto di libertà e ascolto autentico. Il riconoscimento internazionale Il suo impegno radicale e la sua coerenza etica hanno varcato i confini nazionali, guadagnandogli un significativo riconoscimento internazionale. Nel 2004, a Los Angeles, Giorgio Antonucci è stato insignito del prestigioso Premio Thomas Szasz, assegnato dalla Citizens Commission on Human Rights (CCHR). Questo premio, intitolato al celebre psichiatra ungherese-americano che criticò le basi stesse della psichiatria, ha onorato Antonucci per il suo coraggio e la sua integrità nel difendere la libertà e i diritti umani nel campo della psichiatria. L’eredità Giorgio Antonucci ci ha lasciato un monito potente: la vera cura inizia dove finisce la paura e dove la dignità umana viene posta al centro di ogni relazione terapeutica. La sua opera resta una guida essenziale per chiunque creda in una salute mentale che sia, prima di tutto, un atto di profonda umanità. Col suo lavoro, egli ha dimostrato sul campo, con cinquant’anni di anticipo, la possibilità concreta di implementare con successo le linee-guida congiunte delle Nazioni Unite (ONU) e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che promuovono l’abbandono della coercizione e un approccio incentrato sulla comunità e sul rispetto della persona e dei suoi diritti.  Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani odv www.ccdu.org Redazione Italia
November 17, 2025
Pressenza