L’adolescenza tra solitudine e disuguaglianze grazie all’ AIOltre il 92% dei ragazzi e delle ragazze tra i 15 e i 19 anni utilizza strumenti
di IA, e il 41,8% li ha usati per cercare aiuto quando si sentiva triste, solo o
ansioso. Una percentuale simile, oltre il 42%, li ha consultati per ricevere
consigli su scelte importanti da fare. Al contempo, meno della metà degli
adolescenti intervistati (49,6%) dichiara di avere un buon livello di benessere
psicologico, con un divario di genere particolarmente marcato: solo il 34% delle
ragazze mostra un buon equilibrio psicologico, contro il 66% dei ragazzi.
Quasi uno su dieci si è isolato volontariamente per problemi psicologici, e il
12% ha fatto uso di psicofarmaci senza prescrizione. Sono alcuni dei dati della
XVI edizione dell’Atlante dell’Infanzia (a rischio) in Italia dal titolo “Senza
Filtri” di Save the Children, che accende i riflettori sull’adolescenza, tra
iperconnessione, isolamento e disuguaglianze sociali. La fotografia che emerge
del Rapporto è complessa: adolescenti che vivono in una dimensione onlife, alla
ricerca di ascolto e spazi di condivisione, ma spesso a rischio di isolamento.
Questi I dati principali sugli adolescenti italiani: una popolazione di poco più
di 4 milioni di 13-19enni, pari al 6,86% della popolazione, uno su 15 (nel 1983
erano 6,5 milioni, 11,6%); il 22% degli adolescenti è figlio unico e quasi uno
su quattro vive con un solo genitore (4,4% padre solo, 18,5% madre sola); oltre
un adolescente su quattro (26,1%) tra 11 e 15 anni è a rischio povertà o
esclusione sociale con forti disuguaglianze territoriali, al Nord 15,2%, Centro
24,1%, Mezzogiorno 41,9%; il 5,2% dei 12-15enni è in povertà alimentare e l’
8,2% sotto i 16 anni è in povertà energetica; il 43% delle famiglie con figli
11-15enni vive in case sovraffollate (una famiglia su 6 per il totale delle
famiglie).
Il Rapporto conferma come l’Intelligenza Artificiale sia ormai parte integrante
della quotidianità degli adolescenti: il 92,5% la utilizza, contro il 46,7%
degli adulti, e quasi un ragazzo su tre la consulta quasi ogni giorno. I chatbot
come Chat GPT, Claude e Dixit sono gli strumenti più diffusi, seguiti da
traduttori automatici e assistenti vocali. L’IA viene utilizzata soprattutto per
studio, ricerca di informazioni e scrittura, ma anche come supporto emotivo.
Molti apprezzano che sia sempre disponibile, non giudichi e capisca, tanto che
una parte significativa preferisce confrontarsi con uno strumento digitale
piuttosto che con una persona reale.
Questi dati mostrano come l’IA stia assumendo un ruolo crescente anche nel
supporto emotivo, sottolineando l’urgenza di garantire benessere psicologico,
spazi di socialità e un dialogo intergenerazionale per guidare percorsi
educativi e politiche dedicate agli adolescenti. Nonostante molti adolescenti
trovino nell’IA un sostegno emotivo, i dati sul benessere psicologico raccontano
una realtà preoccupante: meno della metà dei 15-16enni italiani (49,6%) afferma
di sentirsi bene psicologicamente nelle ultime due settimane, con un divario di
genere significativo. C’è un forte divario tra ragazze e ragazzi che dichiarano
di avere un buon equilibrio psicologico (il 66% dei ragazzi contro 34% delle
ragazze), e quasi due quindicenni su cinque percepiscono il proprio corpo come
“troppo grasso”, molto più della reale condizione fisica. Questi numeri si
riflettono anche in comportamenti a rischio: il 9% si è isolato volontariamente,
il 31% ha praticato binge drinking (le abbuffate alcoliche) nell’ultimo mese, e
il 12% nell’ultimo anno ha assunto psicofarmaci senza prescrizione, con
percentuali più elevate tra le ragazze.
Le relazioni degli adolescenti oggi si sviluppano in un contesto sempre più
digitale, tra amicizie solide e rischi legati alla rete. Nonostante l’uso
massiccio di strumenti online, la maggior parte dei ragazzi e delle ragazze
resta soddisfatta dei propri legami: più di 8 su 10 esprimono apprezzamento per
il rapporto con gli amici, e oltre il 77% per quello con i genitori. Tuttavia,
la vita onlife comporta nuove vulnerabilità e comportamenti emergenti: il 13%
degli adolescenti mostra un uso problematico di internet (iperconnessione); il
38% pratica il “phubbing”, controllando spesso il cellulare anche in presenza di
amici o familiari; il 27% si sente nervoso quando non ha il telefono a portata
di mano; il 47,1% dei 15-19enni è stato/a vittima di cyberbullismo, con un
aumento di 16 punti percentuali rispetto al 2018; quasi il 20% dei 14-19enni ha
subito episodi offensivi più volte in un mese; tra gli studenti stranieri, la
quota di vittime ripetute di atti intimidatori è più alta (26,8%) rispetto ai
coetanei italiani (20,4%); relazioni intime e sessualità passano online, con il
30% che ha praticato ghosting; il 37% dei 15-19enni visita siti porno per adulti
(54,5% ragazzi, 19,1% ragazze) e l’8,2% usa app di incontri.
“L’Atlante – ha sottolineato Raffaela Milano, Direttrice del Polo Ricerche di
Save the Children – fotografa le tante, diverse, adolescenze vissute in Italia
da una generazione che è stata duramente segnata dall’emergenza Covid, in
termini di uso problematico di internet e di rischi di isolamento, ma che oggi
cerca con forza nuovi spazi di protagonismo”. L’Atlante verrà presentato il 19
novembre a Roma, presso la sede di Save the Children (Piazza San Francesco di
Paola, 9), a partire dalle 9,30.
Qui per scaricare l’Atlante:
https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/xvi-atlante-dell-infanzia-a-rischio-senza-filtri.
Giovanni Caprio