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Cuba, Miguel Diaz Chanel proclama lutto nazionale per i 32 militari cubani morti in Venezuela
In virtù di quanto disposto dagli articoli 125 della Costituzione della Repubblica di Cuba e 24, comma x), della Legge 136 “Sul Presidente e il Vicepresidente della Repubblica di Cuba”, del 28 ottobre 2020, il Presidente della Repubblica di Cuba Miguel Diáz-Canel Bermúdez ha proclamato due giorni di lutto nazionale – dalle ore 6:00 del mattino del 5 gennaio fino alle ore 24:00 del 6 gennaio 2026 – in memoria dei 32 militari cubani morti durante l’attacco/aggressione USA guidata da Donald Trump nella capitale venezuelana Caracas, il 3 gennaio 2026. Nel proclamare il Decreto Presidenziale 1147 per il lutto nazionale, Diaz Chanel ha dichiarato: “Con profondo dolore il nostro popolo ha appreso che durante il criminale attacco perpetrato dal governo degli Stati Uniti contro la sorella Repubblica Bolivariana del Venezuela, avvenuto nelle prime ore del mattino del 3 gennaio 2026, hanno perso la vita in azioni di combattimento 32 cubani, che stavano compiendo missioni in rappresentanza delle Forze Armate Rivoluzionarie e del Ministero dell’Interno, su richiesta degli organi omologhi di quel Paese. I nostri compatrioti hanno compiuto con dignità il loro dovere e sono caduti, dopo una strenua resistenza, in combattimento diretto contro gli aggressori o a seguito dei bombardamenti alle strutture, e hanno saputo esaltare, con il loro eroico comportamento, il sentimento di solidarietà di milioni di compatrioti.” Vittime di un nuovo atto criminale di aggressione e terrorismo di Stato, i combattenti hanno saputo suscitare con il loro eroico comportamento il sentimento di solidarietà di milioni di compatrioti. I 32 hanno sacrificato la propria vita in difesa della giustizia, della democrazia e della sovranità di un Paese fratello, della Rivoluzione Bolivariana e del suo legittimo Presidente costituzionale Nicolás Maduro. Come ha scritto lo scrittore e intellettuale cubano Raúl Capote: “Per coloro che parlano senza sapere, gli uomini e le donne, cubani e venezuelani che proteggevano Maduro, hanno combattuto per due ore e mezza contro forze superiori, dalle 2:25 alle 4:30 circa, anche se c’è ancora molta nebbia di guerra. Hanno resistito all’attacco di droni ed elicotteri, circa 150 velivoli yankee hanno partecipato all’operazione, sono stati attaccati con bombe e missili, hanno danneggiato un elicottero nemico e causato perdite agli aggressori, lo stesso Trump ha riconosciuto che ci sono stati feriti (sicuramente anche morti, anche se non posso esserne certo). I nostri compagni hanno combattuto con coraggio, poco a poco si saprà la verità, anche se loro, con le loro vite, hanno dato prova della grandezza della loro azione.”   A esprimere il proprio cordoglio, anche l’Associazione Nazionale d’Amicizia Italia-Cuba: “L’associazione di Amicizia Italia-Cuba  esprime tutta la sua profonda gratitudine e riconoscenza a queste vittime dell’imperialismo e si associa al dolore del governo rivoluzionario e del popolo cubano per la perdita dei suoi figli. Ci associamo al lutto nazionale decretato dal Presidente della Repubblica di Cuba Miguel Diáz-Canel Bermúdez per i giorni 5 e 6 gennaio. Ribadiamo l’appoggio incondizionato alla Rivoluzione cubana, al suo governo e a tutta la sua popolazione che sta affrontando un’ulteriore prova di resistenza contro le devastanti mire egemoniche dell’impero. Hasta la victoria siempre!” Cuba rende omaggio ai 32 militari cubani caduti in Venezuela durante l’aggressione e rapimento del Presidente Maduro. Diaz Canel, Presidente di Cuba, e Delcy Rodriguez, Presidente vicaria del Venezuela, hanno tenuto cerimonie in onore dei 32 militari cubani e di tutti i militari caduti a seguito dell’aggressione del regime fascista di Trump. https://italiacuba.it/2026/01/05/miguel-diaz-canel-bermudez-presidente-della-repubblica/ Lorenzo Poli
Zohran Mamdani: “Cuba e Venezuela? Credo che sia Nicolas Maduro che Miguel Díaz-Canel siano dittatori”
Zohran Mamdani, il nuovo sindaco di New York che è stato definito dai media mainstream occidentali quasi in senso negativo, “socialista”, conferma di avere posizioni in politica estera abbastanza ambigue e ed inclini alla politica estera USA di sempre: quella che guarda all’America Latina come il proprio “cortile di casa”. Certo, per Trump, può rappresentare un avversario ma siamo negli Stati Uniti ove, spesso, in politica “cambiano i suonatori ma la musica rimane la stessa”. Infatti, nel pieno dell’orgia di entusiasmo neoliberal generale per la sua elezione, anche in Italia, Zohran Mamdani può rappresentare un avversario alla politica aggressiva USA contro Cuba e Venezuela? Per capirlo è importante ricordare il suo pensiero espresso poche settimane fa sull’argomento al The Latin Times: “Voglio essere chiaro su dove mi trovo. Credo che sia Nicolas Maduro che Miguel Díaz-Canel siano dittatori. Le loro amministrazioni hanno soffocato elezioni libere ed eque, imprigionato gli oppositori politici e soppresso la stampa libera e leale. Eppure, la lunga storia di politiche punitive del nostro governo federale nei confronti di entrambi i paesi, comprese le uccisioni extragiudiziali di venezuelani e la continuazione di un blocco decennale di Cuba, hanno solo peggiorato queste condizioni. Il socialismo democratico riguarda la dignità, la giustizia e la responsabilità. E soprattutto, si tratta di costruire una democrazia che funzioni per i lavoratori, non una che li depreda”. Sebbene in campagna elettorale servono i voti di tutti, soprattutto quando votano in pochi, ma anche Zohran Mandani ha dovuto fare la sua “marchetta” anticomunista per abbracciare, politicamente, tutti/e e “cedere” alla destra, anche mediatica, che lo ha voluto stanare su questo argomento. Si spera che neo-sindaco di New York possa contribuire per rompere il bloqueo USA contro Cuba e Venezuela e lo faccia, negli spazi di legge, avviando una rapporto con Cuba e Venezuela che sia l’opposto dell’aggressione imperialista che i diversi governi, Democratici e Repubblicani, da decenni conducono contro i due Paesi. In questa scelta, questa si di cambio reale, troverà la solidarietà ed il sostegno dei movimenti sociali e di volontariato. Siamo ingenui? Forse, ma la speranza rimane. Vogliamo, positivamente, credere che anche negli Stati Uniti una politica si possibile e che faccia “carta straccia” del suo imperialismo. Vedremo quale sarà la politica futura di Zohran Mamdani su Cuba e Venezuela: se come un vero socialista vorrebbe, o come tutti i neoliberal desiderano. https://www.latintimes.com/mamdani-breaks-silence-about-maduro-cuban-president-diaz-canel-how-jorge-ramos-daughter-paola-589809 Lorenzo Poli