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Una – relativa – vittoria di Carteinregola: ridimensionati i rischi per i villini storici nella modifica alla Guida per la Qualità degli interventi
Una nuova Proposta di delibera di aggiornamento della Carta per la Qualità, pur mantenendo l’inserimento della  scheda che prevede anche la demolizione e ricostruzione dei villini storici inseriti nella Carta, che la nostra associazione aveva fortemente contestato, aggiunge una precisazione che ridimensiona notevolmente i rischi per gli edifici tutelati. Carteinregola-ODV da tempo si impegna per la tutela degli edifici storici e in particolare dei cosiddetti “villini” (1), testimonianze architettoniche che fanno parte della storia e del Paesaggio romano, che una serie di leggi regionali ha messo a rischio abbattimento e ricostruzione con maggiori cubature e una diversa distribuzione degli spazi (2), rendendo molto redditizio l’investimento immobiliare nelle zone più pregiate e remunerative della città. A Roma il Piano Regolatore approvato nel 2008 ha introdotto una “Carta per la Qualità” (elaborato G1) che tutela anche molti edifici e spazi di particolare pregio che non godono di vincoli statali, sottoponendo le eventuali trasformazioni alle regole della “Guida per la Qualità degli interventi” (elaborato G2) (3). Gli edifici sono inseriti nella Carta dopo una scrupolosa istruttoria della Sovrintendenza Capitolina, e la Carta stessa è periodicamente aggiornata con nuovi inserimenti ma anche con stralci, quando gli edifici non presentano più le caratteristiche per le quali sono stati inseriti. Avevamo lanciato un allarme per alcune modifiche introdotte con la Proposta di delibera che modificava le Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore, che avrebbero trasformato la Carta per la Qualità in carta straccia (4). Dopo l’adozione della Delibera, l’11 dicembre 2024, il tema è diventato oggetto di un’ampia discussione e nella versione finale della delibera, approvata il 23 luglio 2026, il testo è stato modificato, anche se non è stata ripristinata la norma vigente, come chiedeva la nostra associazione(6). Una piccola vittoria, duramente contestata in Aula da un consigliere di Noi Moderati, che ci ha addirittura identificato come simbolo di  una “delle due filosofie di questa città“, in contrapposizione con le raccomandazioni di “ACER, FederLazio e tutti quelli che si occupano di queste problematiche e mestieri“,  con  la differenza tra i due pensieri/filosofie  che contrappone chi “chiede lo sviluppo in questa città” a chi [Carteinregola] “chiede invece di essere il conservatorismo puro sull’urbanistica di questa città”  Ora possiamo aggiungere un’ulteriore – sempre relativa – vittoria, su un altro rischio per i villini storici, questa volta contenuto in un’altra Proposta di Deliberazione approvata dalla Giunta il 12 marzo 2026 e che sarebbe dovuta andare al voto dell’Assemblea, a cui ci eravamo fortemente opposti (7), realizzando anche un video esplicativo per rendere il tema accessibile a tutti (in calce). La Proposta di Delibera è quella che contiene l’aggiornamento periodico della Carta per la qualità: quella approvata dalla Giunta nel marzo scorso, oltre a comprendere gli elenchi di immobili inseriti o stralciati dalla Carta, introduceva una nuova scheda nell’elaborato “G2 Guida per la Qualità degli interventi”, intitolata “Villini storici” . Come da noi illustrato nel video citato, tale inserimento prevedeva esplicitamente la possibilità di demolizione ricostruzione dei villini storici inseriti nella Carta per la Qualità, affidando a una nuova costituenda commissione l’incarico di valutare la fattibilità di tali interventi. Avevamo allora fatto notare, anche in uno scambio di opinioni con l’Assessore all’urbanistica Veloccia (8) che esisteva già una lunga istruttoria sugli edifici da inserire nella Carta per la qualità e sugli edifici da depennare, e che era già possibile demolire gli edifici che non avessero più i requisiti per cui erano stati inseriti nella Carta, semplicemente stralciandoli dopo i necessari approfondimenti della Sovrintendenza. la scheda Villini storici nella Proposta di Delibera marzo 2026 Qualche giorno fa abbiamo scaricato dal sito istituzionale del Comune una nuova Proposta di deliberazione approvata dalla Giunta il 6 agosto scorso ( 118aProposta (D.G.C. n. 73 )“Approvazione delle modifiche agli elaborati gestionali G1.“Carta per la qualità” e G2.“Guida per la qualità degli interventi” – Aggiornamento 2025, pubblicati ai sensi dell’art. 2, comma 6, delle NTA vigenti, integrati con i riscontri alle memorie/osservazioni pervenute a seguito della medesima pubblicazione e con le segnalazioni degli uffici capitolini.” (9) e inserita all’ordine dei lavori dell’Assemblea Capitolina il 7 agosto 2026 . La nuova scheda “Villini storici” resta, con un testo pressochè identico al precedente, ma è stato inserito un nuovo trafiletto che limita in parte le potenzialità di interventi indiscriminati: “Resta inteso che gli interventi di demolizione e ricostruzione (DR) possono ritenersi ammissibili nei casi in cui sia adeguatamente dimostrata la perdita o l’alterazione dei caratteri strutturanti, architettonici e costruttivi originari del villino, tali da determinarne la sostanziale perdita di riconoscibilità sotto il profilo tipologico e storico-documentale “. Certamente, rispetto al testo della G2 vigente, dove la demolizione e ricostruzione è prevista solo per volumi frutto di superfetazioni “incoerenti con l’edificio originario o con il suo ampliamento organico” o casi similari, ipotizzarla per l’intero edificio è una pericolosa apertura oltre a, come abbiamo visto, un controsenso. Tuttavia deve essere riconosciuto che un parziale passo indietro è stato fatto, e questo ci conferma che è importante leggere e studiare “le carte” e soprattutto raccontare le potenziali conseguenze di modifiche normative di cui spesso i non addetti ai lavori non sono in grado di valutare le conseguenze. Conseguenze che in molti casi possono veramente “cambiare i connotati” alla nostra Città storica. Anna Maria Bianchi Missaglia Il video del 14 luglio 2026 Modifiche alle Norme Tecniche : villini storici a rischio – video di Carteinregola- ODV – riprese e montaggio Anna Maria Bianchi – hanno collaborato Susanna Le Pera, Giancarlo Storto, Daniela Rizzo, Clarice Marsano 28 agosto 2026 Per osservazioni e precisazioni scrivere a laboratoriocarteinregola@gmail.com 28 agosto 2026 E’ pubblicata sul sito istituzionale la Delibera delle Modifiche alle NTA del PRG con gli allegati Delibera di Assemblea Capitolina 122/2026 – approvazione Variante parziale alle NTA SCARICA LA DELIBERA APPROVATA NOTE (1) vedi tra gli altri Intellettuali e associazioni ai candidati del Lazio: impegno a modificare la legge demolisci villini 28 gennaio 2023 Il video del webinar – Modifiche al Piano regolatore: quale interesse pubblico? 2 dicembre 2024 al comma 3 dell’articolo 16 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore  è aggiunto al testo vigente: “Nel caso di contrasto tra le indicazioni dell’elaborato G2 e le categorie d’intervento e le destinazioni d’uso riportate nelle norme di tessuto, prevalgono quest’ultime”. (2) vedi   * Piano Casa e legge di rigenerazione urbana- cronologia e materiali  * Urbanistica del Lazio 2023-26 cronologia e materiali * PTPR Lazio cronologia materiali vedi tra gli altri Tavoli, vincoli e paradossi. Parte una procedura per la tutela dei villini. Ma non dal Piano Paesaggistico Regionale. 4 agosto 2019 (3) La Carta per la Qualità è un elaborato gestionale del Piano Regolatore Generale del Comune di Roma, approvato dal Consiglio Comunale con Deliberazione n. 18 del 12 febbraio 2008 e divenuto vigente con la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio del 14 marzo 2008. È costituita da 34 fogli in scala 1:10.000 (allegato G1) e dalla “Guida per la Qualità degli interventi” (allegato G2). È possibile consultare gli elaborati al link www.urbanistica.comune.roma.it scarica G2. Guida per la qualità degli interventi 2008 vedi La Carta per la Qualitàvedi La Carta per la Qualità vedi il sito del Dipartimento Urbanistica Elaborato gestionale G1. “Carta per la Qualità” – II fase – Aggiornamento 2025 Modifiche PRG: il video del webinar sulla Carta per la Qualità 24 gennaio 2024 (4) Le modifiche delle NTA del PRG adottate dall’Assemblea capitolina l’11 dicembre 2024 con un maldestro inserimento, su cui Carteinregola e altre associazioni si sono immediatamente mobilitate, avevano cancellato l’eccezione prevista per gli elementi in Carta per la Qualità, rispetto agli interventi edilizi più impattanti, fino alla demolizione e ricostruzione Vedi Modifiche Piano Regolatore: la Carta per la qualità diventa Carta straccia 25 marzo 2025 Scarica 102a Proposta (Dec. G.C. n. 53 del 13 giugno 2023) Adozione, ai sensi dell’art. 10 della Legge n. 1150/1942 e L.R. n. 19/2022, della variante parziale alle Norme Tecniche di Attuazione del PianoRegolatore Generale vigente, approvato con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 18 del 12 febbraio 2008. Vedi Adozione Modifiche NTA PRG – ART. 16 Carta per la Qualità 8 febbraio 2025 (5) La ricostruzione cronologica dell’iter si trova a questa pagina Modifiche alle NTA del PRG Ultime modifiche alle NTA, restano molti punti critici 12 luglio 2026 Modifiche NTA del PRG articoli Carta per la Qualità e Città Storica: le novità 2026 a confronto con le osservazioni di Carteinregola (6) Il 23 luglio 2026 nel corso della presentazione degli emendamenti in Assemblea Capitolina c’è stato un sorprendente attacco alla nostra associazione da parte del Consigliere e capogruppo di Noi Moderati Marco Di Stefano, che ci ha dedicato vari passaggi dei suoi interventi, arrivando a sostenere che con le controdeduzioni alle osservazioni al testo adottato nel 2024 l’assessore all’urbanistica Veloccia abbia apportato alcune modifiche per necessità di mediazione con le richieste della nostra associazione.Vedi Modifiche Norme Tecniche: il consigliere Di Stefano Vs Carteinregola in Assemblea Capitolina (7)  Decisione di Giunta del 12 marzo 2026 34a Proposta (D.G.C. n. 19) “Approvazione delle modifiche agli elaborati gestionali G1.“Carta per la qualità” e G2.“Guida per la qualità degli interventi” – Aggiornamento 2025, pubblicati ai sensi dell’art. 2, comma 6, delle NTA vigenti, integrati con i riscontri alle memorie/osservazioni pervenute a seguito della medesima pubblicazione e con le segnalazioni degli uffici capitolini”  [SCARICATA DAL SITO ISTITUZIONALE SEZIONE ODG E PROPOSTE ASSEMBLEA CAPITOLINA] vedi Villini storici sempre più a rischio (con la modifica della Carta per la Qualità) 20 maggio 2026 Il 12 marzo 2026 la Giunta capitolina ha approvato la 34a Proposta (D.G.C. n. 19) “Approvazione delle modifiche agli elaborati gestionali G1.“Carta per la qualità” e G2.“Guida per la qualità degli interventi” – Aggiornamento 2025, pubblicati ai sensi dell’art. 2, comma 6, delle NTA vigenti, integrati con i riscontri alle memorie/osservazioni pervenute a seguito della medesima pubblicazione e con le segnalazioni degli uffici capitolini” da sottoporre al voto dell’Assemblea Capitolina. All’interno dell’allegato 2 “segnalazioni d’ufficio” è inserita una nuova scheda: G2. Guida per la qualità degli interventi – “Villini storici” a integrazione del capitolo 4d della parte II, che si riporta  integralmente di  seguito, nel quale, al paragrafo “Indicazioni per la conservazione e la trasformazione” sono inserite le “Categorie di intervento applicabili: Manutenzione ordinaria, Manutenzione straordinaria, Restauro e Risanamento Conservativo, Ristrutturazione Edilizia”. Quest’ultima, come è noto, comprende anche la “demolizione e ricostruzione”, e infatti più oltre, si legge: “La redazione dei progetti relativi ad interventi di Ristrutturazione Edilizia con demolizione e ricostruzione  nonché tutti gli interventi di rilevanza esterna, qualora consentiti dalla disciplina di Tessuto ai sensi delle NTA vigenti, deve essere preceduta da attente analisi e letture storico-critiche sviluppate a seconda delle caratteristiche specifiche dell’edificio e del tipo di intervento e strutturate in relazione alle seguenti variabili (…)”. (8) Il 22 maggio 2026 è pervenuta anche una risposta dell’Assessore Veloccia alla nostra lettera (riportata in Villini storici sempre più a rischio (con la modifica della Carta per la Qualità) 20 maggio 2026 ) vedi  Villini storici a rischio: la lettera dell’Assessore Veloccia a Carteinregola (e la nostra replica)  del 25 maggio 2026 Vedi anche Modifiche al PRG cronologia materiali (9) Scarica la Proposta di deliberazione approvata dalla Giunta ( 118aProposta (D.G.C. n. 73 )
August 30, 2026
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Stadio Flaminio, il parere della Soprintendenza sul progetto, una bocciatura?
Da tempo Carteinregola si oppone al progetto della SS Lazio per lo Stadio Flaminio, l’opera dei Nervi realizzata per le Olimpiadi del 1960, di proprietà comunale (1). Una struttura di rilevantissimo valore architettonico e per questo vincolata, che sarebbe stravolta da una struttura “soprammessa allo stadio Flaminio preesistente” nascondendolo in buona parte alla vista, per portare a 50.000 il numero dei posti a sedere, quasi il doppio rispetto a quello attuale, per ospitare grandi eventi sportivi. Pubblichiamo la trascrizione del parere della Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma rilasciato nell’ambito della Conferenza dei servizi preliminare sullo Studio di fattibilità relativo al progetto presentato dalla SS Lazio. Il parere è contenuto nel PDF con i pareri di tutti gli enti partecipanti alla CdS (2) pubblicato nella sezione dedicata del sito del Comune di Roma (3). Un parere che a nostro avviso, coerentemente con le premesse, e soprattutto con i vincoli che insistono sullo Stadio, avrebbe dovuto essere ben più perentorio. Il parere preliminare della Soprintendenza che si dichiara “di massima favorevole“, da un lato sembrerebbe porre alla Lazio di Lotito condizioni inattuabili senza un profonda revisione e un consistente ridimensionamento del progetto, dall’altro sembra lasciare aperta la porta a quello che resta uno stravolgimento dell’opera architettonica dei Nervi. Un’opera sottoposta dal 27 settembre 2018 a un vincolo stringente, a seguito della dichiarazione di interesse storico-artistico ai sensi del Codice dei Beni culturali e del Paesaggio da parte della stessa Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio e Paesaggio di Roma (4). A favore dell’interpretazione di un ostacolo insormontabile posto dall’istituzione statale che tutela i Beni e culturali e il Paesaggio, sono in particolare la necessità di salvaguardia in loco della pensilina e le osservazioni/limitazioni relative all’altezza dell’impianto (5). Per la prima, nella parte del parere che riguarda la tutela monumentale, la Soprintendenza “boccia” il progetto laddove prevede che “porzioni della pensilina aggettante sulla tribuna d’onore” siano trasformate in un “oggetto autonomo di memoria, conservandone il valore simbolico ma cambiandone funzione”, cioè sottraendola al contesto architettonico originario dello Stadio. In proposito la Soprintendenza richiama il vincolo culturale, “che indica come tale elemento sia stato riconosciuto dalla critica come un capolavoro geometrico-costruttivo: “la sagoma dello sbalzo si snellisce con continuità dall’incastro all’estremità libera e di grande effetto scenografico è l’elegante superficie rigata a sbalzo caratterizza anche dal punto di vista formale e architettonico l’intera struttura dello stadio“, richiamando “i contenuti del Piano di Conservazione interdisciplinare (6) che non sembrano prevedere in alcuna forma una sua decontestualizzazione” e concludendo che “Come indicato nel provvedimento di tutela stesso, l’intervento di restauro e riuso dovrà “rispettare la struttura e l’impianto originario dello Stadio, nonché le finiture e non modificare quei fattori definiti fortemente identitari e non modificabili anche in una strategia di valorizzazione“. E, a scanso di equivoci, la Soprintendenza fa presente che il provvedimento di tutela del 2018 non potrebbe essere autonomamente modificato dalla stessa Soprintendenza, ma richiederebbe un percorso istruttorio collegiale analogo all’imposizione del vincolo. Tuttavia nello stesso tempo l’ente, assicurando “uno spirito di massima collaborazione e operatività“, dichiara di restare “a disposizione per condividere, anche con sopralluoghi tecnici, sviluppi del progetto che possano contemplare diverse ipotesi di tutela/conservazione della pensilina o della memoria della stessa“. “Diverse ipotesi” che ci si chiede quali possano essere compatibili con quanto precedentemente precisato. Anche per quanto riguarda la tutela paesaggistica, la Soprintendenza esprime un parere preliminare “di massima favorevole” ad alcune condizioni, a partire dall’altezza che raggiungerebbe la struttura in relazione al contesto: “Dalle sezioni architettonico/paesaggistiche presentate che evidenziano, come richiesto da questo Ufficio, le altimetrie del contesto naturale, delle emergenze e del nuovo volume e che sottolineano i rapporti dimensionali e di gerarchia tra la realtà ambientale caratterizzata dalla collina dei Parioli, dalle palazzine diViale Tiziano, dall’area degli insediamenti delle Olimpiadi degli anni Sessanta e dall’Auditorium, sia in relazione alle altezze attuali dello stadio Flaminio sia con le nuove altezze dello stadio di progetto, si evidenzia quanto l’impatto dovrà essere calibrato e ben rapportato alla realtà consolidata in cui si va ad inserire”, concludendo che “questa Soprintendenza ritiene che l’altezza massima che potrà raggiungere la nuova copertura dello stadio potrà essere l’altezza massima del vicino Auditorium Parco della musica firmato dall’arch. Renzo Piano“. In concreto, ricaviamo da un articolo del Corriere della sera (7) che l’altezza dell’impianto del progetto della SS lazio “si spinge a più di 50 metri e l’Auditorium si ferma a 40″ , “che vuol dire cancellare con un colpo di penna 15 mila spettatori“. Una decurtazione che potrebbe mettere in seria crisi la sostenibilità del progetto. Non sappiamo però quanto “La Soprintendenza ritiene” sia vincolante per gli sviluppi futuri del progetto. La ripetuta citazione dell’ “approfondito studio realizzato dall’Università degli Studi di Roma che ha portato alla redazione del documento “Piano di Conservazione interdisciplinare” per la struttura dello Stadio Flaminio (6), che la Soprintendenza ricorda che “è stato indicato come prioritario strumento metodologico ed operativo al fine di perseguire la tutela e la conservazione del manufatto storico oggetto di intervento“, ribadendo che “questa Soprintendenza condivide come il Piano di Conservazione interdisciplinare, insieme al Provvedimento di tutela apposto dal Ministero della Cultura nel 2018, possano essere per il presente progetto un costante riferimento di metodo per la compatibilità della proposta progettuale rispetto alle più opportune scelte architettoniche” induce a sperare che la Soprintendenza mantenga con fermezza il punto sulle limitazioni introdotte. Resta aperta la situazione del parere per la Tutela Archeologica, in un’area ricca di preesistenze – a partire da una necropoli romana individuata dal 2011 sotto lo Stadio (8)– che vede la Soprintendenza confermare la “valutazione del potenziale e del rischio archeologico come “alto” dichiarato dal proponente e prescrivere indagini archeologiche preliminari. Un altro aspetto che dovrebbe essere di impedimento a un progetto che prevede decine di perforazioni per inserire i pali di sostegno della nuova struttura. Anna Maria Bianchi Missaglia vedi anche Stadio Flaminio – II Municipio cronologia materiali IL PARERE DEL MINISTERO DELLA CULTURA SOPRINTENDENZA SPECIALE ARCHEOLOGIA BELLE ARTI E PAESAGGIO DI ROMA (PROT. QA/74077 DEL 10.08.2026) Oggetto: Roma, Municipio II -Viale Tiziano-Stadio Flaminio  (SIS 2-14)- proposta SS Lazio- indizione Conferenza di Servizi Preliminare, ai sensi dell’art. 14, comma 3 della legge 241/19 90 e ss.mm.ii e ai sensi dell’art. 13 L.76/2020 e ss.mm.ii, da svolgersi in forma semplificata di modalità sincrona, secondo quanto previsto dall’articolo 14 bis, c. 7 e 14 ter della medesima Legge, per l’acquisizione degli atti di assenso, comunque denominati, propedeutici all’approvazione della “Proposta di finanza di progetto ex art. 4 D.Lgs. n. 38/2021 intervento di recupero funzionale, valorizzazione ed ampliamento dell’Impianto sportivo capitolino sito in Viale Tiziano denominato Stadio Flaminio, MUN II (SIS 2-14) “- Trasmissione integrazioni e riapertura termini di scadenza conferenza dei servizi -rif. QA/44515 del 25.05.2026 e s.s. (prot. QA/2026/006508 del 09.07.2026) e trasmissione integrazioni archeologiche (rif. QA/2026/07642 del 31/7/2026)- Parere di competenza Con riferimento alle trasmissioni in oggetto, acquisiti agli atti di questo ufficio rispettivamente con protocollo numero SS-ABB-RM 45838-Adele 13/7/200026 e 513 57-Adele 4/8/2026, esaminata la documentazione trasmessa, quest’ufficio comunica quanto segue  Tutela monumentale: Rispetto al regime vincolistico e di tutela, come riportato anche nel parere del MIBAC 35107 del 02.08.2021, citato nella convocazione alla Conferenza dei Servizi in oggetto, assunto agli atti del Comune di Roma con prot. EA/8823, lo Stadio Flaminio è stato decretato di interesse storico-artistico ai sensi dell’art. 10, co.3, lett. d) del D.Lgs. 42/2004 con Decreto del Segretario Regionale del Lazio del 27.09.2018 n.74. Lo Stadio Flaminio, inaugurato nel 1960 nel Villaggio Olimpico, nell’area del vecchio Ippodromo Parioli, in occasione della XVII Olimpiade presenta una pianta data da un rettangolo con angoli smussati, e l’anello gradonato che circonda il campo da gioco funge da copertura agli spazi sottostanti destinati ai servizi accessori. Le balconate del lato di Via Flaminia sono coperte da una grande pensilina che caratterizza l’intera struttura. Il processo edilizio per la costruzione dello stadio fu caratterizzato da importanti e riconosciute sperimentazioni nell’impiego del calcestruzzo armato, che fu utilizzato in diverse modalità, dai getti in opera agli elementi prefabbricati alle lastre ondulate realizzate a piè d’opera, grazie anche alla possibilità dei Nervi di operare in qualità sia di progettisti che di costruttori tramite l’impresa Nervi & Bartoli. Come più volte rappresentato, questa Soprintendenza auspica che venga avviata un’opera di conservazione, restauro e valorizzazione della struttura sportiva dello Stadio Flaminio, in considerazione anche dello stato di degrado e di abbandono in cui versa, come già evidenziato, e condivide pienamente, come indicato da Codesto Dipartimento, che l’impianto sportivo, inattivo da diversi anni, necessiti di opere di riqualificazione, ammodernamento e adeguamento al fine della rimessa in pristino e della riapertura al pubblico sia come luogo di aggregazione e inclusione sociale e giovanile che come luogo di interesse storico e culturale della città. Come citato anche nella convocazione alla CdS, la struttura dello Stadio Flaminio è stata oggetto di un approfondito studio realizzato dall’Università degli Studi di Roma che ha portato alla redazione del documento Piano di Conservazione interdisciplinare che codesta Amministrazione ha anche presentato nel corso di un convegno specifico che la Scrivente ha comunicato a codesto Comune con nota prot. 42784 del 27.01.2020. Nella documentazione presentata, tale Piano di Conservazione interdisciplinare, citato più volte, èstato indicato come prioritario strumento metodologico ed operativo al fine di perseguire la tutela e la conservazione del manufatto storico oggetto di intervento. In considerazione delle caratteristiche di opera paradigmatica dal punto di vista architettonico, strutturale, tecnologico dello Stadio Flaminio e del rapporto con il contesto urbano e paesaggistico e con la storia della città, questa Soprintendenza condivide come il Piano di Conservazione interdisciplinare, insieme al Provvedimento di tutela apposto dal Ministero della Cultura nel 2018, possano essere per il presente progetto un costante riferimento di metodo per la compatibilità della proposta progettuale rispetto alle più opportune scelte architettoniche. Dalla documentazione progettuale presentata si evince come la proposta del nuovo stadio risulti essere soprammessa allo stadio Flaminio preesistente, al quale si affiancherebbe riproducendo, a scala più grande, le strutture tipiche dei cavalletti progettati da Pier Lugi Nervi che ne caratterizzano l’intera architettura. A seguito dell’esame degli elaborati progettuali e a seguito di alcuni incontri illustrativi avuti con il gruppo di progettazione, in considerazione di quanto sopra esposto, questa Soprintendenza esprime parere preliminare di massima favorevole alle seguenti condizioni. Sul rapporto tra la struttura dello Stadio Flaminio e il nuovo progetto, in relazione alle strutture dello stadio, che verrebbero ed essere in parte nascoste dalla nuova realizzazione, in particolare in relazione alla percezione del suo particolare disegno sinuoso del profilo sommitale e della grande pensilina, elementi di pregio e caratterizzanti l’edificio oggetto di vincolo, si evidenzia quanto segue. La documentazione integrativa presentata con i prospetti e le sezioni proposte rendono chiaro ed evidenziano come sarebbe opportuno negli sviluppi del progetto valutare l’alleggerimento dell’elemento dell’anello-pensilina esterno per poter percepire maggiormente lo stadio preesistente che resta all’interno della nuova struttura. Questo Ufficio resta quindi a completa disposizione per valutare modifiche progettuali gli sviluppi del progetto in tal senso. In riferimento alla proposta presentata in cui porzioni della pensilina aggettante sulla tribuna d’onore sono oggetto di un riuso adattivo con la Trasformazione dell’elemento strutturale storico in un oggetto autonomo di memoria, conservandone il valore simbolico ma cambiandone funzione, si richiamano i contenuti del provvedimento di tutela prima citato, che indica come tale elemento sia stato riconosciuto dalla critica come un capolavoro geometrico-costruttivo: “la sagoma dello sbalzo si snellisce con continuità dall’incastro all’estremità libera e di grande effetto scenografico è l’elegante superficie rigata a sbalzo caratterizza anche dal punto di vista formale e architettonico l’intera struttura dello stadio” né con i contenuti del Piano di Conservazione interdisciplinare che non sembrano prevedere in alcuna forma una sua decontestualizzazione. Inoltre, un intervento di restauro e rifunzionalizzazione su un bene culturale quale è l’oggetto dell’intervento, ha come obbiettivo quello di “facilitarne la lettura”, come da art. 4 della carta del Restauro del 1972, in cui si definisce il restauro come “ogni azione per mantenere in vita l’opera, aiutarne la comprensione e trasmetterla al futuro“. Come indicato nel provvedimento di tutela stesso, l’intervento di restauro e riuso dovrà “rispettare la struttura e l’impianto originario dello Stadio, nonché le finiture e non modificare quei fattori definiti fortemente identitari e non modificabili anche in una strategia di valorizzazione“. Si evidenzia, al riguardo, che il vincolo posto con il citato provvedimento di tutela del 27.09.2018 n.74 non potrebbe essere autonomamente modificato dalla scrivente Soprintendenza ma richiederebbe la riedizione del potere amministrativo-istruttorio della stessa e il conseguente prescritto e obbligatorio parere deliberativo storico-architettonico della Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale del Lazio, organo decisionale a carattere collegiale, i cui componenti sono i Soprintendenti del Lazio delle diverse province e settori, la Direzione regionale musei del Lazio e la Direzione musei statali città di Roma. Alla luce di quanto sopra indicato questo Ufficio, in uno spirito di massima collaborazione e operatività, resta a disposizione per condividere, anche con sopralluoghi tecnici, sviluppi del progetto che possano contemplare diverse ipotesi di tutela/conservazione della pensilina o della memoria della stessa. Si vuole qui ricordare come di estremo interesse risulta, in analogia con la proposta progettuale in argomento, il processo, attualmente in corso, per un manufatto del medesimo ing. Nervi sito nella città di Firenze. Per lo stadio Franchi di Firenze, infatti, è in corso un intervento di restauro che prevede la conservazione e il consolidamento della pensilina dello stesso. Risulta interessante rilevare come la pensilina dello stadio di Firenze sia un’opera pionieristica in quanto realizzata nella fase iniziale della carriera dell’ing. Nervi, presentando uno sbalzo anche maggiore sulle tribune rispetto alla pensilina dello Stadio Flaminio. Tra le destinazioni d’uso previste nella nuova distribuzione funzionale e i relativi spazi al piano terra si condivide quanto proposto nella relazione integrativa dove si indica come il progetto segua la vocazione polifunzionale dell’impianto di Nervi fin dagli anni Sessanta con il mantenimento dello schema funzionale edei percorsi presenti nel progetto originario; questo Ufficio resta a disposizione per valutare gli sviluppi delprogetto in tal senso. In relazione all’impatto che gli adeguamenti impiantistici comporteranno per la struttura originaria e per la percezione degli spazi sia negli ambienti interni che esternamente è stata presentata adeguata documentazione integrativa e si condivide quanto proposto che mantiene il criterio del minimo intervento e della reversibilità in ogni suo aspetto; in tal senso questo Ufficio resta a disposizione per valutare gli sviluppidel progetto che potranno approfondire anche gli aspetti tecnici e materici delle nuove inserzioni. In riferimento all’eventuale cancellata di perimetrazione e a specifici sistemi di accesso e protezione dei flussi che andrebbero ad avere impatto sull’intorno e sul contesto urbano, paesaggistico e ambientale, si condivide la soluzione presentata nella documentazione integrativa; in particolare si ritiene compatibile con il contesto la proposta dei preselettori di fila amovibili nei giorni no match day, che potranno con la loro rimozione mantenere libere le visuali e la percezione degli spazi adiacenti lo stadio. In coerenza con quanto proposto si vuole in questa sede ricordare come questo Ufficio, congiuntamente con codesto Spettabile Comune, stia lavorando a molteplici progetti urbani che vedono lo sviluppo delle aree limitrofe lo stadio e che si relazionano con il Palazzetto e l’Auditorium con una serie di aree verdi e di completamento che non prevedono grandi aree destinate a parcheggi, ma che seguono una vocazione di qualità ambientale e architettonica. Tutela Paesaggistica: L’area, all’interno dell’ansa del Tevere, delimitata dalla via Flaminia, che ospita dalla fine degli anni Cinquanta il nucleo principale delle attrezzature progettate per la XVII Olimpiade di Roma, è ricompresa in un’ampia area sottoposta a vincolo paesaggistico ai sensi dell’art. 136 comma 1 lett. c), d) del D.lgs. 42/2004con Deliberazione della Giunta Regionale del 5 dicembre 1989 “Dichiarazione di notevole interesse pubbliconel territorio delle province di Roma, Viterbo, Rieti, interessato dalla località «Valle del Tevere»”. Il vincolo èstato applicato in considerazione della “non comune bellezza di rilevante e particolare pregio per gli intrinsechivalori ambientali e paesistici”. Nel caso in esame, considerata la presenza del vincolo paesaggistico “dichiarativo”, si applica, ai sensi dell’art. 8 delle Norme del Piano Territoriale Paesaggistico Regionale, la disciplina di tutela e uso del Paesaggio in cui ricade il bene, ovvero il “Paesaggio degli insediamenti in evoluzione”. Tale Paesaggio è costituito da “ambiti anche parzialmente edificati in via di trasformazione o comunque individuati come compatibili con programmi di sviluppo urbano”, la cui tutela è volta a promuovere “la qualità degli insediamenti urbani attraverso la realizzazione di tessuti integrati, il controllo delle tipologie architettoniche nonché delle tecniche e dei materiali costruttivi”, nonché alla “conservazione e valorizzazione dei beni del patrimonio culturale e degli elementi naturali presenti, alla conservazione delle visuali verso i paesaggi di pregio adiacenti e/o interni all’ambito anche mediante il mantenimento di corridoi verdi all’interno dei tessuti e di connessione con i paesaggi naturali e agricoli contigui” (art. 28 delle Norme del P.T.P.R.). Tra gli interventi consentiti rientrano in particolare il recupero e l’ampliamento di impianti sportivi esistenti, pur nel rispetto della conservazione dei beni culturali e dei paesaggi di pregio come sopra indicato. Questa Soprintendenza, in considerazione di quanto trasmesso come integrazioni documentali, che si ritengono esaustive in riferimento alla compatibilità paesaggistica e all’impatto che l’intervento proposto potrà avere nel contesto in oggetto ed in particolare al rapporto dimensionale tra il nuovo stadio e l’intorno esprime parere preliminare di massima favorevole alle seguenti condizioni. Lo stadio risulta inserito in un contesto consolidato e di pregio. Intervento urbano che vide il coinvolgimento di importanti professionisti quali Cafiero, Libera, Monaco, Luccichenti, Vitellozzi, Carbonara e gli stessi Nervi, oggetto oggi di vincoli monumentale e paesaggistico, dove emergono architetture d’autore di interesse. Nell’area infatti si trovano il Palazzetto dello Sport, del medesimo architetto Pier Luigi Nervi e il Villaggio Olimpico sempre a firma di insigni architetti e il vicino Auditorium a firma dell’architetto Renzo Piano, che vanno a creare un contesto consolidato e di grande interesse e molto ben calibrato tra importanti spazi di aggregazione socio-culturale e aree verdi nonché una viabilità calibrata e studiata che crea uno degli ambiti maggiormente riusciti nel contesto della più recente trasformazione della città di Roma con l’inserimento dell’Auditorium che ben si è inserito in un tessuto tanto di pregio quanto fragile, con la vicinanza del quartiere Parioli e Flaminio e con gli sviluppi futuri della limitrofa area di via Guido Reni di fronte al Museo Maxxi fino al ponte della Musica. Dalle sezioni architettonico/paesaggistiche presentate che evidenziano, come richiesto da questo Ufficio, le altimetrie del contesto naturale, delle emergenze e del nuovo volume e che sottolineano i rapporti dimensionali e di gerarchia tra la realtà ambientale caratterizzata dalla collina dei Parioli, dalle palazzine diViale Tiziano, dall’area degli insediamenti delle Olimpiadi degli anni Sessanta e dall’Auditorium, sia inrelazione alle altezze attuali dello stadio Flaminio sia con le nuove altezze dello stadio di progetto, si evidenziaquanto l’impatto dovrà essere calibrato e ben rapportato alla realtà consolidata in cui si va ad inserire. In considerazione degli studi presentati e della documentazione integrativa inviata in considerazione della conformazione della copertura dello stadio che prevede una particolare percezione dell’involucro della copertura dall’esterno e dalle diverse visuali urbane, in considerazione dell’impatto con l’intorno e con le maggiori emergenze adiacenti, questa Soprintendenza ritiene che l’altezza massima che potrà raggiungere la nuova copertura dello stadio potrà essere l’altezza massima del vicino Auditorium Parco della musicafirmato dall’arch. Renzo Piano. Dai profili presentati infatti risulta evidente come tale rapporto sia prioritario per poter garantire una corretta compatibilità paesaggistica e un corretto rapporto tra le volumetrie in un distretto del contemporaneo, come detto, che presenta importanti architetture autorali. Si rimane perciò a piena diposizione per valutare proposte che prevedano un’altezza massima della nuova struttura come sopra indicato; tale proposta potrà anche valutare la conservazione della pensilina con un coerente involucro architettonico che possa contemplare sia gli aspetti architettonici, che strutturali, che paesaggistici e di fruizione e che non comporti né un inquinamento acustico, né luminoso delle aree limitrofe, che costituiscono un contesto urbano di pregio della città consolidata. Tutela Archeologica: Esaminate le integrazioni archeologiche pervenute in data 31.07.2026 a completamento della consegna del 09.07.2026, questa Soprintendenza ritiene la documentazione presentata esaustiva per quanto riguarda la conoscenza delle preesistenze archeologiche dell’area e ne condivide la valutazione del potenziale e del rischio archeologico come “alto”. Si ritiene necessario, pertanto, che l’intervento venga sottoposto alla procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico mediante l’attivazione della prima fase con l’esecuzione di indagini archeologiche dirette (saggi archeologici, sondaggi, scavi), come stabilito dal D.Lgs. 36/2023, Allegato I.8, commi 7 e seguenti. In ottemperanza alla normativa vigente si rimane in attesa di un piano di indagini a carico della Committenza, anticipando sin da ora che le eventuali attività di bonifica ordigni esplosivi dovranno essere condotte in assistenza archeologica in corso d’opera secondo le modalità stabilite nel punto 12 dell’Annesso IV alla Direttiva GEN-BST 001. Il funzionario architetto responsabile XXX Il funzionario archeologo responsabile XXX DIREZIONE AMMINISTRATIVA IL DIRETTORE XXX IL SOPRINTENDENTE SPECIALE Dott.ssa Daniela Porro _________________________________________________________________________________ 22 AGOSTO 2026 Per osservazioni e precisaizoni: laboratoriocarteinregoal@gmail.com NOTE (1) vedi Stadio Flaminio – II Municipio cronologia materiali Vedi il video di Carteinregola del 27 aprile 2025 (durata 10′ 40″) STADIO FLAMINIO: le associazioni chiedono progetti sostenibili e rispettosi dell’opera vedi la lettera della   Pier Luigi Nervi Foundation, del 23 aprile 2026 sottoscritta anche da Cartenregola inviata a Roma Capitale e alla Soprintendenza di Stato che chiede il rispetto del vincolo apposto all’opera proprio dalla Soprintendenza e di mettere agli atti un circostanziato documento Note sul progetto S.S. Lazio S.P.A per lo Stadio Flaminio a firma di Ugo Carughi e Francesco Romeo, il primo, architetto, Ex Presidente di Docomomo Italia (gruppo nazionale di Do.co.mo.mo International che si occupa della documentazione, conservazione e valorizzazione degli edifici e dei complessi urbani del Novecento) e Membro del Consiglio di Direzione e Coordinamento Tecnico dei Comitati Scientifici ICOMOS Italia (Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei siti), il secondo Professore Ordinario di Scienza delle Costruzioni Sapienza Università di Roma. Il prof. Romeo è anche stato Project Leader del team di specialisti e studiosi della Sapienza Università di Roma, della Pier Luigi Nervi Project Association e di Do.Co.Mo.Mo. Italia, che ha promosso e curato Il Pier Luigi Nervi Project (Vai alla pagina con l’articolo del 24 aprile 2026 Fondazione Nervi al Ministero: rispettare il vincolo sullo Stadio Flaminio con il documento Note sul progetto S.S. Lazio S.P.A per lo Stadio Flaminio ) (2) scarica il docuemento con i pareri della Conferenza dei servizi preliminare ((il parere della Soprintendenza è a pag. 144) (3) Vai alla sezione dedicata del sito di Roma Capitale (4) Il 27 settembre 2018 Lo Stadio è sottoposto dalla Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio e Paesaggio di Roma a dichiarazione d’interesse con decreto del 27.09.2018, n. rep. 74. Nella relazione allegata al provvedimento, la Soprintendenza ha precisato che “gli interventi dovranno rispettarne la struttura, l’impianto originario, nonché le finiture […] fattori […] fortemente identitari e non modificabili in una strategia di valorizzazione dell’impianto e […] (che) vada, al tempo stesso, rispettata la vocazione e l’originaria destinazione d’uso sia per quanto riguarda la funzione dello stadio, sia gli spazi accessori SCARICA il Decreto di interesse culturale dell’opera di P.L. Nervi dal MiC (art. 10 lett. d del D.Lgs. 42/04), con provvedimento del 27.09.2018 n. 74. con la Relaizone Storico critica (5) Si veda il Tempo del 12 agosto Flaminio, capienza ridotta e tempi allungati. Il progetto della Lazio va rifatto (6) Il Pier Luigi Nervi Project è stato promosso e curato da un team di specialisti e studiosi della Sapienza Università di Roma, della Pier Luigi Nervi Project Association e di Do.Co.Mo.Mo. Italia, (Vai alla pagina con l’articolo del 24 aprile 2026 Fondazione Nervi al Ministero: rispettare il vincolo sullo Stadio Flaminio con il documento Note sul progetto S.S. Lazio S.P.A per lo Stadio Flaminio  (7) Il Corriere della Sera di Roma del 12 agosto: Lotito esulta, Flaminio il primo sì. Ma i progetto deve essere rivisto di Andrea Arzilli e Elmar Bergonzini (8) vedi tra gli altri Archeomedia ROMA. Sotto lo stadio Flaminio c’è una necropoli romana. 17 marzo 2011
August 22, 2026
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Dona il 5 X 1000 a Carteinregola-ODV
Dal 2012, quando Carteinregola è nata come semplice laboratorio spontaneo di cittadini attivi, alla costituzione in associazione nel 2016, alla scelta recente di diventare un’Organizzazione Di Volontariato, Carteinregola si è sempre messa al servizio dei cittadini e delle cittadine e dell’interesse collettivo, sostenendosi solo con l’autofinanziamento dei soci. DA LUGLIO 2026 È POSSIBILE DEVOLVERE IL 5 × 1000 ALLA NOSTRA ASSOCIAZIONE PER SOSTENERE  LE ATTIVITÀ E LE INIZIATIVE DI INTERESSE GENERALE INDICATE NELLO STATUTO* Il 5 × 1000 è la quota delle tue imposte che puoi destinare all’organizzazione non profit che vorrai scegliere; donare il 5 × 1000 non costa nulla, e se non si sceglie di donarlo sarà comunque trattenuto dalla tua dichiarazione dei redditi. Tutti possono destinare il 5 × 1000, sia le persone che fanno la dichiarazione dei redditi, presentando il Modello Unico o 730, sia quelle che hanno ricevuto il CUD e anche chi non ha l’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi.  IL CODICE FISCALE DI CARTEINREGOLA-ODV DA INDICARE È 97897560583 Basterà scriverlo nel riquadro dedicato al sostegno degli enti al terzo settore sulla certificazione unica CU, sul modello 730 o sul modello Redditi Persone Fisiche ex Unico. GRAZIE A COLORO CHE VORRANNO DESTINARCI IL LORO CONTRIBUTO 23 luglio 2026 *Vai allo Statuto di Carteinregola ODV Vai alle iniziative di Carteinregola dal dicembre 2012 al novembre 2020 Vai alle iniziative dal novembre 2020 a oggi > Vai ai profili dei Membri del Consiglio Direttivo > Vai alla Rete di Carteinregola ODV
July 23, 2026
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La Newsletter di Carteinregola del 6 luglio 2026
Carteinregola diventa un’Organizzazione di Volontariato La Regione Lazio ha approvato l’iscrizione dell’ente “CARTEINREGOLA-ODV” nella sezione “Organizzazioni Di Volontariato” del RUNTS (Registro Nazionale del III settore). E’ quindi ufficialmente riconosciuto l’impegno di Carteinregola al servizio delle cittadine e dei cittadini all’insegna dell’interesse collettivo mutuato dai valori della nostra Costituzione.Leggi Multe a Carteinregola: ringraziamo il Consiglio del II Municipio che ha votato la solidarietà all’associazione Il 2 luglio scorso il Consiglio del II Municipio ha votato all’unanimità un Ordine del Giorno di solidarietà a Carteinregola per la vicenda delle multe per affissioni abusive, con la richiesta alla Presidente e alla Giunta del II Municipio di chiedere al Sindaco, all’Assemblea Capitolina e alla Polizia municipale un incontro finalizzato a un chiarimento con gli agenti accertatori. Leggi  La vicenda dei 15.000 euro di sanzioni a Carteinregola per affissioni abusive di manifesti di cui ignorava l’esistenza (con tutti i documenti) Villini storici nella Carta per la Qualità: si conferma, nelle modifiche alle Norme Tecniche, la possibilità di demolizione e ricostruzione (anche dopo l’esame delle osservazioni e le controdeduzioni) Chiediamo alle consigliere e ai consiglieri capitolini e municipali che hanno a cuore la storia, la memoria e l’identità della nostra città, di cancellare quella sciagurata previsione che può sfigurare per sempre il nostro patrimonio collettivo Leggi Modifiche Norme Tecniche, la Delibera con le controdeduzioni che andrà al voto dell’Assemblea Capitolina vai alla pagina per scaricare i documenti Modifiche NTA del PRG: le novità 2026 dell’Art. 16 Carta per la Qualità LeggiModifiche al PRG cronologia materiali Porto crocieristico di Isola Sacra: il TAR annulla la VIA il TAR ha accolto il ricorso presentato dai comitati cittadini e dalle associazioni annullando il decreto di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Leggi  Progetto Porto turistico – crocieristico di Fiumicino – cronologia e materiali La pericolosa riforma portuale della destra di Pietro Spirito  Leggi Il Municipio 2 e le regole per i bandi per i chioschi, vantaggi e rischi di Thaya Passarelli Approvato  un atto di indirizzo per la concessione delle aree pubbliche finalizzate all’installazione di chioschi nelle aree verdi con nuovi obblighi e regole più stringenti per i gestori. Alcune critiche mosse alle scelte municipali. Leggi Stadio a Pietralata, il Commissario straordinario indice la Conferenza dei servizi – gli elaborati del progetto. Leggi  Stadio Pietralata  cronologia materiali Stadio Flaminio (foto AMBM) Stadio Flaminio, il tavolo di lavoro di Fondazione Nervi, Carteinregola e Federsupporter sul progetto della S.S. LazioLeggi Stadio Flaminio – II Municipio cronologia materiali Per chi è Roma? Il futuro della città si decide oggi  L’appello lanciato da alcuni studiosi e attivisti con cui spesso Carteinregola ha condiviso riflessioni e percorsi, che è firmato anche da alcuni membri del direttivo della nostra associazione e che invitiamo a sottoscrivere Vai alla pagina Riforma della Legge elettorale: meno rappresentanza, meno democrazia. Le videointerviste di Carteinregola. A cura di Anna Maria Bianchi, Isabella Pierantoni e Pietro Spirito.> Vai alla pagina con le interviste a Maria Agostina Cabiddu, Professore ordinario di Istituzioni di diritto pubblico del Politecnico di Milano,Gaetano Azzariti, Professore ordinario di Diritto Costituzionale – Università degli Studi La Sapienza Roma, Massimo Villone, Professore Emerito di Diritto costituzionale – Università degli Studi di Napoli Federico II, Enrico Grosso, Professore ordinario di Diritto costituzionale – Università di Torino, Rosanna Oliva, attivista per i diritti civili e per la parità Riforma legge elettorale, il testo in discussione alla Camera a cura di Anna Maria Bianchi, Rosanna Oliva, Isabella Pierantoni Leggi  Riforma della legge elettorale 2026- cronologia e materiali Il DDL che consegna ai cacciatori il destino della fauna selvatica, in contrasto con la Costituzione Leggi Il testo all’esame della Camera dei Deputati, dopo l’approvazione del Senato, è stato assegnato alla Commissione Agricoltura come Atto Camera n. 2984 segui l’iter su openparlamento Ciao Giulio, continueremo a portare avanti la tua e nostra battaglia Ci ha lasciato Giulio Castelli, giornalista e scrittore italiano, per noi fondatore del Comitato Stadio Flaminio, socio e compagno di strada nella battaglia per una riqualificazione dello Stadio sostenibile per gli abitanti e rispettosa del bene culturale.Leggi   SEGNALAZIONI ROMA CAPITALE RomaRivista il nuovo magazine culturale gratuito di Roma Capitale, disponibile presso librerie, musei e biblioteche della città. CONCRETAMENTE Le decisioni di Roma Capitale per la città Vai alla pagina – Metropolitano, il primo Urban Center di Roma e della Città Metropolitana, .Vai al sito Roma Urban Center  scarica il calendario delle attività CARTEINREGOLA-ODV Carteinregola – tutte le nostre iniziative  Iscriviti alla Newsletter Carteinregola ringrazia chi vorrà sostenere l’attività dell’associazione anche tramite un’erogazione liberale  vai alla pagina con le istruzioni Associazione CARTEinREGOLA- ODV www.carteinregola.it laboratoriocarteinregola@gmail.com info@carteinregola.it Cell. 3356930035 carteinregola@casellapec.com  6 luglio 2026 per osservazioni e precisazioni scrivere a: laboratoriocarteinregola@gmail.com
July 6, 2026
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Riforma legge elettorale, il testo in discussione alla Camera
a cura di Anna Maria Bianchi, Rosanna Oliva, Isabella Pierantoni E’ approdata all’esame  della Camera la riforma della legge elettorale del centro destra: pubblichiamo un riassunto delle caratteristiche principali invitando a approfondire il tema con le nostre video interviste. Carteniregola – ODV aderisce alla Rete per un voto libero e uguale > La legge elettorale non è una legge ordinaria qualsiasi. È la legge che > determina le condizioni attraverso le quali il popolo, titolare della > sovranità, concorre alla formazione delle Camere. Tocca quindi l’eguaglianza > del voto, la libertà di scelta degli elettori, la rappresentatività del > Parlamento e, inevitabilmente, la stessa forma di governo. Intervenire su > questa materia richiede prudenza, misura e rispetto dei principi > costituzionali. Qui, invece, si procede nella direzione opposta: si costruisce > un sistema che concentra il potere, riduce la capacità di scelta degli > elettori, adultera ulteriormente il rapporto tra voti e seggi e trasforma > l’elezione parlamentare in una competizione plebiscitaria intorno alla guida > dell’esecutivo (Lorenzo Spadacini – da Giustizia Insieme) Il testo della riforma elettorale, Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica», primo firmatario il deputato Galeazzo Bignami (Fratelli d’Italia), è approdato alla discussione generale alla Camera il 26 giugno 2026. Il testo della seconda versione, detto il “Bignami bis” è stato ulteriormente modificato con gli emendamenti approvati nelle ultime sedute di  giugno della Commissione Affari costituzionali. Il testo licenziato dalla Commissione conferma le criticità della riforma.Le caratteristiche della proposta elettorale battezzata “Stabilicum” o “Melonellum” , rispetto al sistema attuale, il cosiddetto “Rosatellum” , la legge in vigore dal 2017 (1) sono*: ELIMINATI I COLLEGI UNINOMINALI  * Tenendo presente  che entrambi i sistemi elettorali tendono a modificare la maggioranza che si crea in Parlamento in due modi diversi,  con l’attuale sistema Rosatellum circa un terzo dei parlamentari è eletto con il sistema maggioritario: nei collegi uninominali (2) vince il candidato che ottiene un voto in più. Il Melonellum elimina i collegi uninominali e i seggi vengono assegnati secondo un sistema proporzionale,  i cui risultati sono corretti da un ammontare di seggi- premio assegnati  al vincitore a determinate condizioni. IL PREMIO DI MAGGIORANZA * Il Rosatellum non attribuisce alcun premio di maggioranza, nel Melonellum si prevede un sistema misto a turno unico, costituito da un sistema proporzionale che assegna alla coalizione che vince con almeno il 42% di voti in entrambe le Camere, un premio fisso di 70 seggi alla Camera (su 400) e di 35 seggi al Senato (su 200 più i senatori a vita), che viene aggiunto automaticamente ai seggi conquistati con il proporzionale dalla medesima coalizione. * Rispetto alla prima versione della proposta “Bignami” è stato abolito il ballottaggio: se nessuna coalizione o lista singola raggiunge la soglia del 42%, o se la Camera e il Senato danno esiti elettorali diversi, il premio di maggioranza non scatta e i seggi sono distribuiti in modo proporzionale. * È fissato un tetto di maggioranza raggiungibile con il premio, pari a 220 seggi complessivi alla Camera e 113 seggi al Senato. INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER * Con il Rosatellum i partiti e le coalizioni non devono indicare il loro candidato premier (3), con il Melonellum è introdotto l’obbligo per le liste e per le coalizioni di indicare il candidato premier al momento della presentazione delle liste, fatte salve le prerogative del Presidente della repubblica in materia di formazione e scioglimento del Parlamento (4) e la libertà di mandato dei parlamentari. Il nome del candidato premier non è riportato sulla scheda elettorale (5). LISTONE, PREFERENZE E PLURICANDIDATURE * Come nel Rosatellum, anche nel Melonellum gli elettori non potranno esprimere preferenze per l’elezione dei parlamentari, che saranno individuati sulla base di liste bloccate. Cinque liste bloccate circoscrizionali (6) per la quota proporzionale, una lista nazionale per il premio di maggioranza dei 70 deputati e dei 35 senatori (quelli che saranno attribuiti alla coalizione che avrà ottenuto almeno il 42% in entrambe le camere), scelta di nuovo dai partiti di riferimento. Un candidato può proporsi fino a cinque collegi plurinominali, e un candidato nel listino del premio è obbligato a candidarsi almeno in un collegio plurinominale; * Come nel Rosatellum, anche col Melonellum  i candidati del sesso sottorappresentato dovranno essere presenti come minimo al 40% (7)   * Nessun cambiamento per i candidati eletti all’estero: 8 deputati e 4 senatori. * Un emendamento approvato dalla Commissione Affari Costituzionali vieta le pluricandidature per i parlamentari europei in carica, impedendo loro di correre contemporaneamente per le elezioni politiche nazionali (8) LE CIRCOSCRIZIONI * Nel Melonellum le circoscrizioni restano quelle oggi vigenti, di cui alle tabelle allegate al decreto legislativo n. 177 del 2020. Alla Camera vi sono 28 circoscrizioni e 47 collegi plurinominali, al Senato vi sono 20 circoscrizioni e 26 collegi plurinominali.   Restano in tutta Italia, tranne che nel Trentino e Valle d’Aosta, dove restano i collegi uninominali (9) SOGLIA DI SBARRAMENTO * Nel Rosatellum la soglia di sbarramento è del 3% per tutti i partiti, dentro e fuori le coalizioni, e del 10% per le coalizioni. Nel Melonellum la soglia di sbarramento è sempre del 3%, con la differenza che il primo partito sotto il 3% all’interno delle coalizioni potrà essere recuperato nella spartizione proporzionale (10). RACCOLTA FIRME * Per presentarsi alle elezioni con il Rosatellum tutti i partiti presenti in Parlamento sono esentati dalla raccolta delle firme. Nel Melonellum saranno esentati tutti i partiti che hanno formato un gruppo parlamentare entro il 31 dicembre 2025 (11) CAMERA DEI DEPUTATI  PROPOSTA DI LEGGE n. 2822, D’INIZIATIVA DEI DEPUTATI BIGNAMI, MOLINARI, BARELLI, LUPI, URZÌ, IEZZI, BENIGNI, ALESSANDRO COLUCCI, BATTILOCCHIO, PAOLO EMILIO RUSSO – PROPOSTE DI LEGGE n. 157, d’iniziativa del deputato MAGI – PROPOSTE DI LEGGE N. 2236, D’INIZIATIVA DEI DEPUTATI PAVANELLI, CHERCHI, FEDE, FERRARA, MORFINO, PENZA  SCARICA Dossier Camera e Senato A.C. 2822-157-2236-A Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica Elementi per l’esame in Assemblea del 26 giugno 2026 scarica il Dossier vedi Legge elettorale 2026 – Cronologia e materiali Vai a Riforma della Legge elettorale: meno rappresentanza, meno democrazia. Le videointerviste di Carteinregola Leggi le interviste: * Gaetano Azzariti: la legge elettorale dovrebbe  preservare, più che la stabilità,  la democrazia rappresentativa e il pluralismo politico * Maria Agostina Cabiddu : rifoma legge elettorale, un Mino(ri)tarium con  una faccia proporzionale e un corpo maggioritario * Enrico Grosso: una legge elettorale con premio per una minoranza,  patologia della democrazia * Rosanna Oliva: riforma della legge elettorale, continuano le liste bloccate e il paradosso delle pluricandidature femminili * Massimo Villone: riforma della legge elettorale, siamo sul piano inclinato di uno scivolamento verso l’autocrazia Proposta di legge elettorale: l’Audizione di Carteinregola in Commissione Affari Costituzionali (19 maggio 2026) vedi Modifiche della legge elettorale, i punti – sempre controversi – del “Bignami bis” di Isabella Pierantoni Roma, 29 giugno 2026 Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com NOTE (1) 2017 il Parlamento approva, con i voti i centrosinistra e centrodestra, la legge Rosato, il “Rosatellum”,la quale prevede che un terzo del Parlamento sia eletto con sistema maggioritario e due terzi con sistema proporzionale, con sbarramento al 3 per cento su base nazionale. Le liste possono coalizzarsi tra loro: quella che ottiene tra l’1 e il 3 per cento, nella parte proporzionale non elegge parlamentari, ma i suoi voti si sommano comunque alle altre liste della coalizione che hanno superato il 3 per cento. Sotto l’1 per cento, invece, i voti sono persi. vedi . LEGGE 3 novembre 2017, n. 165 “Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali uninominali e plurinominali (17G00175) (GU Serie Generale n 264 del 11-11-2017. Vedi anche Openpolis Come funziona la legge elettorale nota come rosatellum 2 maggio 2023 (2) Nei collegi uninominali ciascuna coalizione di liste o la singola lista presenta un solo candidato e nel collegio uninominale si elegge un solo candidato, quello che prende un voto in più. Il vincitore vince un seggio, mentre se il sistema fosse totalmente proporzionale avrebbe la quota percentuale dei voti ottenuti (per es 30%, o 40%). Questo spiega l’effetto maggioritario dei collegi uninominali. Nei collegi plurinominali si eleggono più candidati sulla base dei voti ricevuti. (3) Nel Rosatellum è previsto solo il capo della forza politica vedi normattiva https://www.normattiva.it/eli/id/2017/11/11/17G00175/ORIGINAL Art. 1 Modifiche al sistema di elezione  della Camera dei deputati comma7. L’articolo 14-bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 è sostituito dal seguente: «Art. 14-bis. …comma 3. Contestualmente al deposito del contrassegno di cui all’articolo 14, i partiti o i gruppi politici organizzati depositano il programma elettorale, nel quale dichiarano il nome e cognome della persona da loro indicata come capo della forza politica. Restano ferme le prerogative spettanti al Presidente della Repubblica ai sensi dell’articolo 92, secondo comma, della Costituzione. (4)Molti costituzionalisti hanno osservato che tale obbligo depotenzia il ruolo del capo dello Stato, l’unico a cui la Costituzione Italiana attribuisce il compito di conferire l’incarico per formare il governo (si veda ad esempio Gaetano Azzariti La legge elettorale dovrebbe  preservare, più che la stabilità,  la democrazia rappresentativa e il pluralismo politico) (5) Alcune testate giornalistiche hanno fatto presente che tale obbligo potrebbe costringere alcuni partiti a cambiare simbolo (la Lega, “Lega per Salvini premier “e Forza Italia, “Berlusconi presidente”) [6] Per eleggere 400 deputati per la Camera ci sono 28 circoscrizioni e 47 collegi plurinominali. Per eleggere 200 senatori al Senato ci sono 20 circoscrizioni (il cui territorio corrisponde a quello delle regioni) e 26 collegi plurinominali. (7) Si veda l’intervista a Rosanna Oliva: Riforma della legge elettorale, continuano le liste bloccate e il paradosso delle pluricandidature femminili https://www.carteinregola.it/rosa-oliva-riforma-della-legge-elettorale-continuano-le-liste-bloccate-e-il-paradosso-delle-pluricandidature-femminili/ (8) E’ stato battezzato “L’emendamento “Anti-Vannacci”, dato che il leader di Futuro Nazionale è attualmente parlamentare europeo (9)  Si voterà ancora col maggioritario nella Valle d’Aosta, con un collegio unico e nel Trentino- Alto Adige, dove i collegi sono quattro.  Riporta il Fatto Quotidiano che la decisione sarebbe “dovuta a un accordo politico della maggioranza di centrodestra con Südtiroler Volkspartei“ (10 )Riporta il Fatto Quotidiano che tale modifica “è stata definita “salva-Lupi”, perché, ad esempio, favorirebbe Noi Moderati che difficilmente supererà il 3% all’interno del centrodestra“. (11) Futuro nazionale di Roberto Vannacci, anche se riuscisse a formare un gruppo a Montecitorio, sarebbe costretto a raccogliere le firme per presentarsi alle elezioni
June 29, 2026
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Massimo Villone: riforma della legge elettorale, siamo sul piano inclinato di uno scivolamento verso l’autocrazia
Pubblichiamo il testo dell’intervista a Massimo Villone, Professore Emerito  di Diritto costituzionale  dell’ Università degli Studi di Napoli Federico II,  sulla riforma della legge elettorale in discussione alla Camera, registrata nell’ambito della serie di video interviste di Carteinregola Riforma della Legge elettorale: meno rappresentanza, meno democrazia a cura di Anna Maria Bianchi, Isabella Pierantoni e Pietro Spirito (in calce il video) Anna Maria Bianchi: Perché questa riforma e perché ora? Massimo Villone: Il punto di partenza lo dà Meloni nella campagna elettorale 2022, in cui dichiara l’obiettivo di rivoltare il paese come un calzino. Un obiettivo che poggia su tre riforme, subappaltate ai componenti della maggioranza: giustizia, premierato, autonomia differenziata. Il referendum del 22-23 marzo infligge un colpo inatteso all’agenda. Cade la giustizia, e la destra capisce che è meglio mettere in soffitta la riforma costituzionale del premierato, perché sarebbe rischioso affrontare un secondo voto popolare. Quindi mette in primo piano la legge elettorale, l’AC 2822, cosiddetto Stabilicum o Melonellum, strumentale a un premierato di fatto. Una legge pensata per ottenere un risultato sostanzialmente analogo a quello perseguito con la riforma costituzionale: un premier investito dal voto popolare, un parlamento docile e subalterno con ampia maggioranza per il premier, un esecutivo dominante nell’assetto istituzionale. Con un benefit collaterale: costruire la legge per favorire il ritorno del Centrodestra a Palazzo Chigi. Anna Maria Bianchi: Come persegue questi obiettivi la riforma elettorale? Massimo Villone: Gli strumenti principali sono due: la correzione maggioritaria e le liste bloccate. Nel 2022 il Rosatellum prevedeva un proporzionale corretto con collegi uninominali maggioritari, in cui vince chi prende un voto in più. Ma i collegi uninominali nel 2022 diedero una ampia maggioranza al CDX perché il CSX vedeva separati PD e M5S. Questa separazione consegnò al CDX circa l’80% dei collegi. Se il CSX nel 2027 corresse unito le urne potrebbero dare il risultato opposto, come il voto referendario anche suggerisce. Rimanendo il Rosatellum con i collegi il CDX sa di poter perdere. Da qui la necessità della principale modifica dello Stabilicum rispetto al Rosatellum: cancellare i collegi passando a una correzione del proporzionale con un premio di maggioranza. In tal modo si prescinde dalla competizione ristretta nel territorio del collegio, e si assegna con un calcolo puramente aritmetico un certo numero di seggi aggiuntivi al soggetto vincente su scala nazionale. L’aggiunta sovrarappresenta il vincente e sottorappresenta lo sconfitto rispetto ai seggi che ciascuno otterrebbe con una distribuzione proporzionale. Anna Maria Bianchi: Quali sono i profili di incostituzionalità della proposta? Massimo Villone: Le audizioni in I Commissione hanno messo in luce molteplici profili di incostituzionalità. Il primo è la disproporzionalità data dal premio a cifra fissa: 70 deputati e 35 senatori. Un maxipremio. Perché 70, e non 60 o 50 o una misura variabile, in ragione dei voti conseguiti nel proporzionale? Perché è la misura che consente a una coalizione vincente con il 43-45% dei voti di avvicinare il risultato del 2022. È questa la scommessa della destra. Ma proprio la cifra fissa determina la possibile disproporzionalità, perché rompe il nesso tra rappresentatività delle assemblee e risultato elettorale. Poi le liste completamente bloccate, sia nel proporzionale che per il premio. Elettrici ed elettori non scelgono nemmeno uno dei propri rappresentanti. Ancora, c’è l’aggancio del premio di maggioranza all’esito nazionale anche per il Senato, lesivo dell’art. 57 Cost., che prevede un senato eletto a base regionale. Accade infatti che il premio di maggioranza sia assegnato alla coalizione vincente nazionalmente anche nelle regioni in cui quella coalizione perde. Infine, c’è il tentativo di condizionare le prerogative del capo dello stato, prevedendo l’obbligo per le forze politiche di coalizione di indicare nella documentazione elettorale la persona che sarà proposta al Presidente della Repubblica per l’incarico di formare il governo. L’obiettivo non dichiarato è mettere il CSX in difficoltà, obbligandolo a scegliere formalmente il leader di coalizione. Anna Maria Bianchi: Ma la Corte costituzionale non aveva già assolto le liste bloccate, purché brevi, e il premio di maggioranza? Massimo Villone: È vero. Un premio di maggioranza che scatta sopra una soglia del 42%, come lo Stabilicum (nel nuovo testo base) prevede somiglia certo a quello che la Corte salvò nell’Italicum, con la sentenza 35 del 2017. Ma la differenza è in quello che lo Stabilicum aggiunge, e che l’Italicum non aveva: il premio agganciato all’esito nazionale anche al Senato, lesivo dell’art. 57 della Costituzione, e le liste interamente bloccate, là dove l’Italicum lasciava in parte le preferenze, bloccando il solo capolista. È un effetto cumulativo che rende l’impianto chiaramente incostituzionale, anche non volendo considerare eccessiva e incostituzionale già la misura del premio di per sé. Per chi volesse approfondire rinvio all’analisi dettagliata che ho pubblicato su ASTRID Rassegna 8/2026, e che si legge anche sulla mia pagina Facebook. Anna Maria Bianchi: Come possiamo contrastare una riforma incostituzionale? Massimo Villone: Dobbiamo sapere che non ci sono argini insuperabili. Abbiamo due custodi della Costituzione: il Presidente della Repubblica e la Corte costituzionale. Il Capo dello Stato può rinviare la legge alle Camere ai sensi dell’art. 74, ma è obbligato a promulgare in caso di riapprovazione. Inoltre, il Presidente si richiama per prassi alla “manifesta incostituzionalità”. Non basta un mero dubbio sulla conformità alla Costituzione, è necessaria una evidenza indiscutibile. E qui incrociamo la Corte costituzionale, con due sentenze principali, la 1/2014, sul Porcellum, e la 35/2017, sull’Italicum. Sono pronunce che colgono in parte i profili che oggi emergono per lo Stabilicum. Ma la Corte lascia al legislatore uno spazio di discrezionalità molto ampio, cui pone il limite di una “manifesta irragionevolezza”. È una giurisprudenza a maglie molto larghe, forse troppo larghe. Manifesta incostituzionalità e manifesta irragionevolezza concorrono nel lasciare al legislatore confini molto ampi ed elastici per quanto riguarda la legge elettorale. Inoltre, la Corte ci dice nella sentenza 1/2014 che la incostituzionalità della legge elettorale non impedisce al Parlamento già eletto in precedenza di rimanere in carica con pienezza di poteri. Esattamente quello che è successo. La sentenza 1/2014 dichiara la incostituzionalità della legge in base alla quale nel 2013 è eletto il parlamento, che però rimane regolarmente in carica fino al 2018. Ed è oggi molto improbabile che i tempi consentano alla Corte di pronunciarsi sullo Stabilicum prima del prossimo voto. Soprattutto considerando che i tempi del lavoro parlamentare sono gestiti dalla maggioranza secondo le sue convenienze. Anna Maria Bianchi: Quindi è inutile pensare di attaccare la riforma con le armi del diritto? Massimo Villone: Non è inutile. Ma certo può accadere che la nuova legge elettorale sia dichiarata incostituzionale dalla Corte dopo il voto, e il parlamento già eletto rimanga in carica così com’è. Se la destra vincesse, con i numeri garantiti dallo Stabilicum potrebbe avere a disposizione un’altra legislatura per riprendere il disegno originario: scrivere la propria Costituzione stravolgendo in alcuni punti nodali la Costituzione antifascista del 1948. A dire il vero, ci sarebbe una possibilità: uno scioglimento anticipato delle Camere da parte del Capo dello Stato, perché la pronuncia della Corte sulla illegittimità costituzionale della legge elettorale determinerebbe a mio avviso la “manifesta incostituzionalità” a lui richiesta per agire. Ma sarebbe una prima volta in assoluto, e la via non si mostra agevole. In realtà, il contesto e i tempi prevedibili ci dicono che la battaglia contro la riforma elettorale è oggi primariamente politica, e non giuridica. Anna Maria Bianchi: Una battaglia politica da combattere senza se e senza ma? Massimo Villone: Dobbiamo avere una consapevolezza: siamo sul piano inclinato di uno scivolamento verso l’autocrazia, perché con lo Stabilicum si realizza l’obiettivo di avvicinare la coalizione vincente alle maggioranze di garanzia, che toccano l’elezione parlamentare del Capo dello stato, di cinque giudici della Corte costituzionale e dei componenti laici del CSM. Sia chiaro: quelle maggioranze restano qualificate — due terzi o tre quinti a seconda dei casi, e maggioranza assoluta per il Quirinale dal quarto scrutinio — e salvo che per il Capo dello stato lo Stabilicum di per sé non le consegna. Ma l’avvicinamento c’è, la distanza si accorcia, e i pochi voti che mancano un governo in carica probabilmente non avrebbe difficoltà a trovarli. Per non dire che con una legislatura a disposizione quelle stesse maggioranze qualificate potrebbero essere riviste al ribasso. È uno scenario che ci colloca nella crisi – in atto in molti paesi – della democrazia cd liberale, in difficoltà nell’affrontare le sfide di un mondo che cambia. Anna Maria Bianchi: Ma cosa si può davvero fare in politica contro la riforma? Massimo Villone: Che le opposizioni ottengano in parlamento correzioni significative è del tutto improbabile, perché per regolamento e prassi parlamentari non dispongono di strumenti efficaci. Contro una maggioranza che rimane compatta le opposizioni non hanno armi decisive. La prospettiva è che la maggioranza mantenga l’impianto dello Stabilicum perché è servente alle sue esigenze. Ad esempio, ha bisogno di un megapremio e di liste completamente bloccate perché il passaggio al proporzionale con premio favorisce FdI rispetto ai partner di coalizione, e quindi c’è bisogno di molti posti sicuri da distribuire per accontentare tutti e mantenere l’accordo. Si è manifestato un problema Vannacci. Ma, a parte il teatrino su chi è la destra che più a destra non si può, dovranno venire a patti, perché Vannacci ha lo swing vote, il voto indispensabile a vincere. Se non c’è, la coalizione di destra perde. Quindi possiamo scommettere che, a meno che Vannacci non si riveli un fenomeno passeggero di folklore politico, si metteranno d’accordo. Al più, in specie se il campo largo non riuscisse a compattarsi, la destra potrebbe scegliere di abbandonare lo Stabilicum e votare con il Rosatellum. Il momento decisivo sarà comunque nelle urne, e voteremo con la legge elettorale che la destra riterrà più conveniente per sé, quale che sia. Rimane quindi indispensabile che il CSX risponda trovando unità e progetto politico. Anna Maria Bianchi: Quale potrebbe essere questo progetto politico? Massimo Villone: Ne indico due punti, a mio avviso suggeriti dalla storia degli ultimi 30 anni. Il primo. Rafforzare la partecipazione democratica e la messa in sicurezza della Costituzione, in rapporto a qualsiasi maggioranza il futuro ci riservi. Si può ad esempio pensare a qualche modifica per ampliare il ricorso ai referendum ex art. 75 e 138, a un ritocco verso l’alto delle maggioranze di garanzia, a un accesso preventivo alla Corte costituzionale per determinate leggi, come la stessa legge elettorale. Il secondo punto. Trovare il coraggio di abbandonare il mantra della stabilità e governabilità date dai numeri farlocchi di una correzione maggioritaria che consegna una ampia maggioranza di seggi a chi ha un ridotto consenso reale nel paese. La lezione che viene dai governi dell’ultimo trentennio, incluso quello in carica, è che alla fine non funziona. Stabilità forse e non sempre, governabilità no. Tornare invece al proporzionale, preferibilmente di collegio come il Senato pre-1993, consentirebbe il radicamento territoriale dei candidati nella dimensione del collegio, e una assegnazione dei seggi che riflette il consenso effettivo di ciascuna forza politica e favorisce il recupero di rappresentatività delle assemblee elettive. È quella la sede per perseguire la stabilità e la governabilità che l’assetto sociale prima che politico realisticamente consente. Non sono invece convinto di un ripristino delle preferenze, perché nessun soggetto politico è oggi in grado di gestirle, e si rischiano le truppe cammellate, le derive clientelari, i cacicchismi locali. Del resto, dall’avvio dei lavori in I Commissione mi pare che nessuno le voglia davvero. Due mosse per affrontare un tornante che comunque si avvicina nella storia del paese. Guarda la registrazione dell’intervista Vai a Legge elettorale 2026 – Cronologia e materiali Roma, 27 giugno 2026 ( intervista registrata il 17 giugno e inserita on line il 19 giugno) Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com
June 27, 2026
carteinregola
Villini storici sempre più a rischio (con la modifica della Carta per la Qualità)
Dall’elaborato G2 vigente Non c’è pace per il patrimonio storico architettonico della Capitale. Palazzi e villini privati che fanno parte del Paesaggio, della storia e dell’identità di Roma, offrendo un contributo di bellezza che rende unica al mondo la nostra città, se hanno la disgrazia di trovarsi in zone molto appetibili dal punto di vista immobiliare rischiano la demolizione, per permettere una ricostruzione con una maggiore provvista di cubature e una migliore distribuzione degli spazi.  Finora sono state una minima difesa da demolizioni indiscriminate le Norme Tecniche di Attuazione (NTA) del Piano Regolatore vigente, e soprattutto la Carta per la Qualità, che fa parte del PRG, con gli elaborati G1 e G2 – Guida per la qualità degli interventi– [1], che garantivano che le trasformazioni edilizie di immobili di particolare pregio, non soggetti al vincolo della Soprintendenza statale, fossero sottoposti al parere e alle indicazioni della Sovrintendenza capitolina, per evitare che le caratteristiche che rendevano necessario preservarli non fossero stravolte e, a maggior ragione, che gli edifici non potessero essere distrutti. Via Ticino dopo la demolizione e ricostruzione Si erano già verificati dei casi di “villini” demoliti – Via Ticino [2]– o a rischio demolizione – Villa Paolina [3]– che avevano fatto insorgere associazioni e opinione pubblica e che avevano evidenziato la necessità di una normativa più stringente per tutelare singoli edifici e le “morfologie”, insieme di edifici e spazi (come giardini, strade e piazze): un paesaggio da preservare da interventi incongrui. Una prima crepa si è insinuata in queste buone intenzioni in occasione delle modifiche delle NTA del PRG adottate dall’Assemblea capitolina l’11 dicembre 2024, quando un maldestro inserimento, su cui Carteinregola e altre associazioni si sono immediatamente mobilitate, ha cancellato – per ora non ancora definitivamente – l’eccezione prevista per gli elementi in Carta per la Qualità, rispetto agli interventi edilizi più impattanti, fino alla demolizione e ricostruzione [4]. Villino Pizzamiglio Via dei Ramni- Foto AMBM Ci avevano rassicurato le parole dell’Assessore in occasione di un incontro pubblico del febbraio scorso [5] che assicuravano  un ripensamento rispetto a quella modifica controversa, ma ci duole constatare che evidentemente la volontà di restringere le tutele della Carta per la Qualità non sembra essere  venuta meno. Infatti una recente proposta di Delibera approvata dalla Giunta [6] che andrà al voto dell’Assemblea Capitolina, nell’aggiornamento dell’elaborato G2 (Guida alla Qualità degli Interventi) ha inserito una modifica che può sfuggire ai più, con la quale rientra dalla porta la demolizione e ricostruzione di “villini storici”, rimandando a una costituenda Commissione la valutazione degli interventi edilizi sugli immobili nella Carta. Villino per la Coperativa Ars – Viale Carso Foto AMBM Il 2 maggio scorso l’Associazione Carteinregola ha inviato la lettera in calce al Sindaco Roberto Gualtieri, all’Assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia, al Presidente della Commissione Urbanistica Tommaso Amodeo e alle Consigliere e ai Consiglieri della Commissione Urbanistica, che riportiamo in calce, chiedendo “di voler escludere dalle modifiche adottate alle NTA del PRG, una categoria di intervento impattante come la demolizione e ricostruzione per quanto riguarda  gli immobili inseriti nella Carta per Qualità“. Lettera che a oggi non ha ancora avuto alcuna risposta. LA LETTERA INVIATA IL 2 MAGGIO 2026 CON OGGETTO: RICHIESTA MODIFICA NUOVO INSERIMENTO PARAGRAFO “VILLINI STORICI” A INTEGRAZIONE DEL CAPITOLO 4D DELLA PARTE II  DELL’ELABORATO G2 GUIDA PER LA QUALITÀ DEGLI INTERVENTI Il 12 marzo 2026 la Giunta capitolina ha approvato la 34a Proposta (D.G.C. n. 19) “Approvazione delle modifiche agli elaborati gestionali G1.“Carta per la qualità” e G2.“Guida per la qualità degli interventi” – Aggiornamento 2025, pubblicati ai sensi dell’art. 2, comma 6, delle NTA vigenti, integrati con i riscontri alle memorie/osservazioni pervenute a seguito della medesima pubblicazione e con le segnalazioni degli uffici capitolini” da sottoporre al voto dell’Assemblea Capitolina. All’interno dell’allegato 2 “segnalazioni d’ufficio” è inserita una nuova scheda: G2. Guida per la qualità degli interventi – “Villini storici” a integrazione del capitolo 4d della parte II, che si riporta  integralmente di  seguito, nel quale, al paragrafo “Indicazioni per la conservazione e la trasformazione” sono inserite le “Categorie di intervento applicabili: Manutenzione ordinaria, Manutenzione straordinaria, Restauro e Risanamento Conservativo, Ristrutturazione Edilizia”. Quest’ultima, come è noto, comprende anche la “demolizione e ricostruzione”, e infatti più oltre, si legge: “La redazione dei progetti relativi ad interventi di Ristrutturazione Edilizia con demolizione e ricostruzione  nonché tutti gli interventi di rilevanza esterna, qualora consentiti dalla disciplina di Tessuto ai sensi delle NTA vigenti, deve essere preceduta da attente analisi e letture storico-critiche sviluppate a seconda delle caratteristiche specifiche dell’edificio e del tipo di intervento e strutturate in relazione alle seguenti variabili (…)”. L’Associazione Carteinregola, già in occasione dell’adozione delle modifiche alle NTA del PRG nel 2024, ha ripetutamente fatto presente i rischi in merito alla demolizione e ricostruzione (DR) degli immobili censiti nella Carta per la Qualità. In particolare ha segnalato le conseguenze della previsione di modifica dell’ Art. 16 comma 3 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRG adottate dalla  Delibera 102/2024 che introduce che  “ Nel caso di contrasto tra le indicazioni dell’elaborato G2 e le categorie d’intervento e le destinazioni d’uso riportate nelle norme di tessuto, prevalgono quest’ultime”. Poiché in ogni tessuto è ammessa la DR, appare evidente che tale prevalenza consentirebbe un indiscriminato ricorso alla demolizione di edifici storici censiti nella Carta per la qualità per effettuare remunerative operazioni immobiliari, azzerando l’impegno pluridecennale dell’amministrazione capitolina per la salvaguardia degli elementi storici e identitari di Roma. Un impegno per preservare immobili e morfologie che non sono oggetto di tutela della Soprintendenza statale ma che – per usare le stesse parole dell’allegato in oggetto – hanno “un valore architettonico, tipologico e culturale, in quanto testimonianze superstiti del processo edilizio, del gusto e del modo di vivere di un’epoca e contributo essenziale alla formazione di tessuti urbani di elevata omogeneità e qualità urbana”. La modifica che si intende introdurre nell’elaborato G2 (Guida alla qualità degli interventi) prevede la possibilità della Ristrutturazione Edilizia con demolizione e ricostruzione nonché tutti gli interventi di rilevanza esterna qualora consentiti dalla disciplina di Tessuto ai sensi delle NTA vigenti, seppure “preceduta da attente analisi e letture storico-critiche sviluppate a seconda delle caratteristiche specifiche dell’edificio e del tipo di intervento e strutturate in relazione alle seguenti variabili”. Da G2 vigente, sezione 4D Facciamo presente che i cosiddetti “villini” attualmente sono inseriti nel capitolo 4d della parte II dell’ Elaborato G2 alla  voce 2) “opere di rilevante interesse architettonico e urbano”, che “comprende oggetti di varia natura” a partire da “edifici residenziali”, categoria nella quale, come specificato nelle relative  “indicazioni per la conservazione e la trasformazione”, “sono consentiti solo gli interventi della gamma compresa tra la Manutenzione ordinaria e il Restauro risanamento conservativo, ma possono essere permessi anche interventi di ristrutturazione edilizia di tipo RE1 [Ristrutturazione edilizia finalizzata alla preservazione, ripristino e valorizzazione NDR] senza variazioni di tipologia e di sagoma ma con modifiche esterne quando una specifica indagine sullo stato di manutenzione e sulle modalità d’uso del manufatto, mostri la necessità di questo genere di operazione. In qualche caso, ad esempio, quando fosse necessario adeguare edifici pubblici a nuove esigenze, riconvertirli a nuove funzioni e consentita anche la R1 con variazione di tipologie di sagoma, ma con grande cautela per giustificati motivi”.  Quindi  l’inserimento che ora si propone  renderebbe, di fatto, l’imponente e oneroso lavoro di censimento che è stato realizzato dalla Sovrintendenza Capitolina e dall’Università “La Sapienza” un mero esercizio retorico privo di efficacia in termini di salvaguardia. Non riusciamo a comprendere la necessità e le motivazioni di tale inserimento nell’elaborato G2, dato che gli aggiornamenti periodici della Carta per la Qualità consentono già di stralciare quegli immobili che hanno perso le caratteristiche originali o che sono stati “demoliti o riconosciuti come errori materiali o privi dei requisiti relativi alla specifica classe e tipologia”; in caso contrario, perché inserire o mantenere tali elementi nella Carta per la Qualità, se poi possono essere distrutti? Chiediamo alle più alte istituzioni capitoline, a cui spetta anche la responsabilità di istituire e applicare regole per la tutela del patrimonio collettivo e per l’identità storica e culturale della città, di non introdurre tale integrazione nell’ Elaborato G2, e di voler escludere dalle modifiche adottate alle NTA del PRG, una categoria di intervento impattante come la demolizione e ricostruzione per quanto riguarda  gli immobili inseriti nella Carta per Qualità. E vogliamo fare presente che non rassicura la sottoposizione di interventi irreversibili a Commissioni e Tavoli, inevitabilmente soggetti alla discrezionalità personale, alle pressioni, e al contenzioso in sede giudiziaria, se possono prendere decisioni che annullano l’importantissimo e accurato lavoro svolto dagli uffici preposti nelle istruttorie per individuare quegli immobili di particolare pregio che meritano di essere tramandati alle generazioni che verranno. (in calce una osservazione del Presidente Caudo e la nostra risposta) (dalla Decisione di Giunta 19/2026) G2. Guida per la qualità degli interventi – paragrafo “Villini storici” a integrazione del capitolo 4d della parte II Descrizione degli elementi In questa classe sono compresi gli edifici puntiformi individuati nell’arco temporale 1870- 1945, a cui è stato riconosciuto, ad esito di uno studio di selezione basato su ricerche bibliografiche e d’archivio, un valore architettonico, tipologico e culturale, in quanto testimonianze superstiti del processo edilizio, del gusto e del modo di vivere di un’epoca e contributo essenziale alla formazione di tessuti urbani di elevata omogeneità e qualità urbana. Il villino è una tipologia edilizia introdotta nella seconda metà dell’Ottocento per rispondere alle esigenze delle nuove classi sociali in ascesa; concepito come casa mono o plurifamiliari, comprende edifici isolati all’interno del proprio lotto di pertinenza e circondati da giardini privati più o meno estesi. La tipologia edilizia del villino compare ufficialmente nel Piano Regolatore del 1909 di Sanjust che prevedeva che venissero costruiti tutti intorno alla città tre tipi di abitazioni denominati “fabbricati”, “villini” e “giardini”. La differenziazione tipologica serviva ad evitare un’espansione a “macchia d’olio” della città alternando zone ad alta densità con altre a bassa intensità e diveniva pertanto uno strumento di pianificazione urbanistica. Il controllo della densità abitativa dei nuovi quartieri si fondava proprio sull’alternanza di edilizia intensiva ed edilizia estensiva. Pertanto, il villino, a Roma non è solo una tipologia costruttiva singolare a servizio della borghesia, come accade in tutte le città italiane, ma rappresenta uno strumento di pianificazione che caratterizza la scala urbana di intere aree della città. Negli anni ’20 del secolo scorso, questa tipologia, soprattutto nella sua variante di “casetta economica” viene ampiamente usata, al punto da caratterizzare interi quartieri di espansione, e da divenire la tipologia adottata in prevalenza nelle cosiddette Borgate-città Giardino, per la realizzazione della “città dei lavoro e dei lavoratori” Il panorama del villino appare quindi piuttosto variegato, sia in rapporto alla dimensione delle opere che alla ricchezza della loro architettura, e propone una gamma di esempi di qualità variabile: l’edilizia povera ma dignitosa di edifici quasi popolari e quella al contrario di lusso elevato negli  esempi in cui il villino si avvicina a essere una piccola villa urbana. Sebbene li villino sia adeguatamente rappresentato anche da esempi autoriali di alto livello architettonico, il panorama di questo tipo edilizio a Roma annovera centinaia di edifici che hanno valore sistemico piuttosto che singolare, in quanto  all’origine di intere parti di città da questi caratterizzate. L’edificio ha un’altezza generalmente compresa tra i due e i cinque piani fuori terra, così da mantenere una scala umana e domestica lontana dalla monumentalità dei palazzi nobiliari, ed è circondato da giardini di profondità non inferiore a quattro metri. Quanto alla tipologia del villino essa è estremamente varia tanto da comprendere vari stili  architettonici (neoclassico, neogotico, eclettico, razionalista) In questi progetti la capacità di qualificare a livello costruttivo e decorativo sia l’architettura che la scena urbana rappresenta anche la testimonianza dello stretto rapporto che legava le maestranze edili e i collaboratori artistici, il mondo professionale e quello dell’arte decorativa. L’obiettivo principale dell’identificazione della classe “Villini storici” all’interno dell’elaborato gestionale G1. Carta per la Qualità è di assicurare la salvaguardia delle  testimonianze del passato, in cui si riflette l’evoluzione e la stratificazione dell’insediamento urbano, consentendo sia l’adeguamento alle esigenze dell’abitare contemporaneo mediante opere di manutenzione, restauro e ristrutturazione edilizia compatibili, sia il rinnovo del patrimonio edilizio corrente meno qualificato, finalizzato, ad esempio, ad un miglioramento delle prestazioni ambientali ed energetiche. Pertanto, si definiscono i criteri e le modalità operative in considerazione dell’analisi delle caratteristiche specifiche delle tipologie edilizie e del tessuto urbano, attribuendo a ciascuna parte livelli differenziati di tutela e trasformabilità, proporzionati al valore e alle caratteristiche storico-tipologiche riscontrate. La tutela dei caratteri tipologici è finalizzata al riconoscimento degli elementi strutturanti, quali il rapporto tra edificio, spazi aperti/giardino e strada pubblica, nonché le altezze e le articolazioni volumetriche. Tali aspetti costituiscono infatti l’espressione di un vero e proprio “sistema urbanistico”, la cui conservazione e analisi risultano utili per la riprogettazione, a diverse scale, del contesto circostante e dello spazio urbano, in una prospettiva di salvaguardia più evoluta e complessa. Indicazioni per la conservazione e la trasformazione Fermo restando l’obbligo di acquisire i pareri di cui all’art. 16, commi 9 e 10, delle NTA del PRG vigente, le categorie di intervento consentite si intendono, di norma, coincidenti con quelle previste per i tessuti urbani nei quali gli edifici risultano localizzati. Categorie di intervento applicabili: Manutenzione ordinaria, Manutenzione straordinaria, Restauro e Risanamento Conservativo, Ristrutturazione Edilizia. Le categorie di intervento non son applicabili in modo automatico: la loro ammissibilità deve essere accertata mediante un processo di verifica che tenga conto non soltanto degli aspetti tecnici, ma anche, e soprattutto, del valore documentale e testimoniale del bene. Tale valutazione riguarda, in particolare, il grado di trasformabilità dell’edificio rispetto ai suoi caratteri tipologici, architettonici e stilistico-decorativi, quali fattori che ne determinano il valore storico e identitario. In questo senso, ogni intervento deve porsi l’obiettivo prioritario di preservare gli elementi qualificanti degli edifici e delle relative aree di pertinenza, salvaguardando la coerenza formale e materica e garantendo la continuità del rapporto con il contesto urbano e paesaggistico. La redazione del progetto deve essere, dunque, preceduta e accompagnata da un’analisi storico-critica approfondita dell’edificio oggetto di intervento, finalizzata a verificare e documentare tutti i valori che lo caratterizzano: urbanistici, morfologici, architettonici, ambientali, tipologici, costruttivi, decorativi e artistici. Tale analisi deve estendersi non soltanto al nucleo originario dell’edificio, ma anche alle eventuali aggiunte e modifiche intervenute nel tempo, in modo da restituire un quadro complessivo della sua evoluzione. È necessario evidenziare, da un lato, gli elementi tipologici, architettonici, stilistici e decorativi che ne costituiscono i caratteri distintivi, e, dall’altro, le manomissioni o alterazioni che hanno compromesso l’organismo originario. Sulla base di questo processo conoscitivo sono definiti, caso per caso, in maniera puntuale il livello di trasformabilità dell’immobile e le modalità di intervento più adeguate, nel rispetto della sua identità storica e formale, ma anche in coerenza con le esigenze di adeguamento funzionale e abitativo contemporaneo; gli interventi possono essere soggetti a limitazioni o prescrizioni puntuali, che orientano le modalità operative  verso soluzioni rispettose delle caratteristiche originarie dell’edificio. In particolare, gli interventi sull’organismo edilizio, sulle sue Componenti e sulle relative pertinenze devono attenersi agli obiettivi specifici , alle prescrizioni e alle limitazioni d1 seguito riportate: – Conservazione dei caratteri strutturanti, quali il rapporto tra edificio, spazi aperti/giardino e strada, l’altezza massima e la configurazione volumetrica. – Conservazione dei caratteri architettonici e costruttivi originari delle unità edilizie, qualora ne sia verificata la permanenza, nonché della composizione dei prospetti; – Conservazione delle facciate, comprensive delle superfici di finitura e del disegno degli infissi, con particolare attenzione agli elementi di valore formale e ai dettagli architettonici e decorativi se presenti – Conservazione/manutenzione degli spazi aperti, eventualmente ripristinando e/o aumentando la permeabilità dei suoli mediante l’eliminazione/sostituzione delle pavimentazioni bituminose o incongrue; – Conservazione/recupero/ripristino dei giardini storici/storicizzati, mantenendo gli elementi caratteristici, anche se aggiunti all’impianto originario in epoca successiva, quali passaggi esterni coperti o gazebi ottocento-primonovecenteschi; – Conservazione/manutenzione delle recinzioni, cancellate e muri perimetrali originari, se presenti, in quanto parti costitutive di un insieme unitario con le costruzioni; – Conservazione della sagoma degli edifici, fatta eccezione per l’eliminazione delle superfetazioni e per le modeste modifiche funzionali alle coperture, oltre agli adeguamenti strettamente necessari all’inserimento di impianti di sollevamento destinati al superamento delle barriere architettoniche. Nel rispetto delle limitazioni sopra indicate, sono consentiti: – Accorpamenti e frazionamenti delle unità immobiliari, in conformità alla normativa di settore nonché ai requisiti per l’edilizia residenziale riguardanti l’articolazione e il dimensionamento dei vani; -Eliminazione delle barriere architettoniche, previa verifica delle soluzioni tecniche e con l’adozione dei dispositivi maggiormente compatibili con le caratteristiche tipologiche e architettoniche dell’edificio; – Interventi finalizzati al risparmio energetico tali da garantire la compatibilità con i caratteri tipologici e architettonici dell’edificio e con gli elementi decorativi esistenti; Adeguamenti sismici e tecnologici tali da garantire la compatibilità con i caratteri tipologici e architettonici dell’edificio e con gli elementi decorativi esistenti. La redazione dei progetti relativi ad interventi di Ristrutturazione Edilizia con demolizione e ricostruzione  nonché tutti gli interventi di rilevanza esterna, qualora consentiti dalla disciplina di Tessuto ai sensi delle NTA vigenti, deve essere preceduta da attente analisi e letture storico-critiche sviluppate a seconda delle caratteristiche specifiche dell’edificio e del tipo di intervento e strutturate in relazione alle seguenti variabili: • categoria di intervento: descrizione dettagliata delle opere previste (demolizione, ricostruzione, ampliamento, ecc.) nell’ambito delle categorie d’intervento definite dalle NTA del PRG e dalle norme vigenti; • caratteri distintivi e stilistici dell’edificio: nell’ambito della classe “villini storici” che include una gamma di esempi molto ampia e con caratteristiche differenti, identificazione della variante di appartenenza (numero di piani, articolazione degli ambienti, presenza di elementi decorativi, ecc); • caratteri strutturanti e caratteri architettonici e costruttivi originari: individuazione di tutti gli elementi originari preesistenti e permanenti che concorrono alla definizione della tipologia e del “sistema urbanistico” di riferimento; • parti dell’immobile interessate dall’intervento: descrizione analitica delle componenti edilizie, degli spazi aperti di pertinenza e degli eventuali altri elementi oggetto dell’intervento. Inoltre, gli studi devono riguardare l’edificio originario e le eventuali aggiunte o modifiche ed evidenziare sia gli elementi tipologici, architettonici, stilistici, decorativi distintivi dell’edificio, che le manomissioni o alterazioni intervenute rispetto all’organismo originale. Villino Via di Villa Sacchetti G2 FOTO AMBM (a corredo dell’articolo alcune immagini di edifici inseriti nella Carta per la Qualità) Riceviamo e pubblichiamo una risposta di Giovanni Caudo, capogruppo di Roma Futura,  Presidente della Commissione PNRR e Assessore all’Urbanistica della Giunta Marino (21 maggio 2026): In merito al post sul rischio della demolizione e ricostruzione degli edifici in Carta per la Qualità mi preme segnalare che nella variazione delle NTA si è realizzato un vulnus che come dichiarato anche dall’Assessore è destinato ad essere corretto nella fase di controdeduzioni alle osservazioni alle NTA. Infatti, la variazione delle NTA prevederebbe che nel caso di edifici vincolati dallo Stato la demolizione e ricostruzione sia soggetta al parere della Soprintendenza Statale, per gli edifici senza alcun vincolo la demolizione e ricostruzione sia sottoposta al parere del COQUE, mentre per gli edifici in Carta per la Qualità non sarebbe previsto nessun parere. Si tratta, come è evidente, di un esito illogico e non voluto di modifiche non coerenti e che sarà oggetto di correzione nel prossimo passaggio in Aula Giulio Cesare. Per gli edifici in Carta per la Qualità nel caso di demolizione e ricostruzione la correzione prevederà l’obbligo preventivo del parere della Sovrintendenza. In questo senso le modifiche apportate alla tavola G2 non comportano alcun abbassamento del livello di tutela.” Il  commento di Carteinregola Apprendiamo con soddisfazione che un aspetto delle modifiche alle  NTA adottate l’11 dicembre 2024  che ci aveva visto fortemente contrari proprio per i rischi per il nostro patrimonio storico architettonico sia oggetto di ripensamento. Tuttavia non concordiamo con il Presidente Caudo  sul fatto che le modifiche introdotte dalla Proposta di Delibera  nel G2 Guida per la qualità degli interventi, oggetto del nostro articolo e del nostro allarme, “non comportino alcun abbassamento del livello di tutela”. La vera domanda è : se un edificio in Carta per la qualità può essere abbattuto e ricostruito, che senso ha inserirlo nella Carta per la qualità? Tanto più che gli edifici che non hanno più le caratteristiche di interesse storico e culturale possono, da sempre, essere stralciati dalla Carta e a quel punto vengono trattati come tutti gli altri edifici. E’ estremamente pericoloso inserire nel G2 “Guida alla Qualità degli Interventi” la possibilità che edifici in Carta per la Qualità vengano demoliti e ricostruiti, o anche pesantemente ristrutturati. Peraltro tutto il censimento della CpQ (allegato G1) è stato verificato, emendato, e aggiornato due volte negli ultimi quattro anni. Che senso ha mettere ora in dubbio la validità del lavoro fatto dai tecnici e dagli universitari? Sta all’Amministrazione proseguire sulla meritevole strada intrapresa di aggiornamento biennale del censimento.  E c’è un altro aspetto da segnalare: il parere della sovrintendenza Capitolina è  previsto per la “Ristrutturazione Edilizia” con modifica di sagoma, sedime, prospetto e delle caratteristiche tipologiche e plano-volumetriche. Un edificio di grande qualità architettonica, quali sono tutti quelli censiti in Carta per la Qualità,  non solo non deve essere demolito e sostituito, ma non deve neanche essere stravolto nelle sue caratteristiche tipologiche e formali. Infine una delle “invenzioni” più importanti del PRG del 2008 sono le “Morfologie”, il primo elemento tra quelli elencati all’art. 16 delle NTA, che rischia, se non verrà emendato il testo adottato, di perdere ogni capacità di tutela del paesaggio urbano di pregio. Continuiamo quindi a non comprendere la necessità di inserire nelle regole pensate per salvaguardare immobili di pregio la possibilità della loro distruzione.Anche se sottoposta al parere dell’ennesima costituenda Commissione. (Susanna Le Pera e Anna Maria Bianchi) Il 22 maggio è pervenuta anche una risposta dell’Assessore Veloccia, vedi Villini storici a rischio: la lettera dell’Assessore Veloccia a Carteinregola (e la nostra replica) del 25 maggio 2026 Vedi anche *  Modifiche al PRG cronologia materiali * Il video del webinar – Modifiche al Piano regolatore: quale interesse pubblico? 2 dicembre 2024 al comma 3 dell’articolo 16 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore  è aggiunto al testo vigente: “Nel caso di contrasto tra le indicazioni dell’elaborato G2 e le categorie d’intervento e le destinazioni d’uso riportate nelle norme di tessuto, prevalgono quest’ultime”. * Modifiche PRG: il video del webinar sulla Carta per la Qualità 24 gennaio 2024 *  Piano Casa e legge di rigenerazione urbana- cronologia e materiali  20 maggio 2026 (ultima modifica 26 maggio 2026) Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com NOTE [1] vedi La Carta per la Qualità La Carta per la Qualità è un elaborato gestionale del Piano Regolatore Generale del Comune di Roma, approvato dal Consiglio Comunale con Deliberazione n. 18 del 12 febbraio 2008 e divenuto vigente con la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio del 14 marzo 2008. È costituita da 34 fogli in scala 1:10.000 (allegato G1) e dalla “Guida per la Qualità degli interventi” (allegato G2). È possibile consultare gli elaborati al link www.urbanistica.comune.roma.it scarica G2. Guida per la qualità degli interventi 2008 vedi il sito del Dipartimento Urbanistica Elaborato gestionale G1. “Carta per la Qualità” – II fase – Aggiornamento 2025 [2] Vedi Via Ticino non è che l’inizio: arrivano gli effetti del Piano casa della Regione Lazio di Paolo Gelsomini 12 gennaio 2018 [3] vedi Villa Paolina è (quasi) salva 21 giugno 2019 vedi anche l’lniziativa di Carteinregola 10 parole per l’urbanistica del 1 luglio 2019 “Conoscere il PTPR per tutelare il Paesaggio” con un focus su tutela del Paesaggio urbano e in particolare del centro storico e della città storica, sala della Parrocchia di San Saturnino  (> vai al programma) [4] Scarica 102a Proposta (Dec. G.C. n. 53 del 13 giugno 2023) Adozione, ai sensi dell’art. 10 della Legge n. 1150/1942 e L.R. n. 19/2022, della variante parziale alle Norme Tecniche di Attuazione del PianoRegolatore Generale vigente, approvato con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 18 del 12 febbraio 2008. Vedi Adozione Modifiche NTA PRG – ART. 16 Carta per la Qualità 8 febbraio 2025 vedi Modifiche NTA Modifiche Piano Regolatore: la Carta per la qualità diventa Carta straccia 25 marzo 2025  Vai al confronto tra il testo del PRG vigente, le modifiche adottate dalla Giunta nel giugno 2023 e le modifiche della Delibera adottata dall’Assemblea l’11 dicembre 2024 Vai alle Osservazioni di Carteinregola alle NTA del PRG adottate – inviate il 3 aprile 2025 [5] vedi l’intervento dell’Assessore Veloccia al convegno di AVS del 18 febbraio scorso sulle modifiche alle Norme Tecniche di Attuazione del Piano regolatore  Modifiche alle NTA del PRG, a che punto siamo (con un intervento dell’Assessore Veloccia) [6] vedi Decisione di Giunta del 12 marzo 2026 34a Proposta (D.G.C. n. 19) “Approvazione delle modifiche agli elaborati gestionali G1.“Carta per la qualità” e G2.“Guida per la qualità degli interventi” – Aggiornamento 2025, pubblicati ai sensi dell’art. 2, comma 6, delle NTA vigenti, integrati con i riscontri alle memorie/osservazioni pervenute a seguito della medesima pubblicazione e con le segnalazioni degli uffici capitolini”  [SCARICATA DAL SITO ISTITUZIONALE SEZIONE ODG E PROPOSTE ASSEMBLEA CAPITOLINA]
May 20, 2026
carteinregola
La Fondazione Nervi al Ministero: rispettare il vincolo sullo Stadio Flaminio
Dal sito www.stadioflaminio.org foto della Fondaz. PLN La Pier Luigi Nervi Foundation, l’organizzazione che detiene i diritti delle opere del famoso ingegnere e architetto che progettò lo Stadio Flaminio e molte altre opere entrate nella storia dell’architettura, il 22 aprile 2026 ha inviato una lettera a Roma Capitale e alla Soprintendenza di Stato [1] con oggetto: Conferenza dei Servizi relativa al progetto di riqualificazione dello Stadio Flaminio presentato da S.S. Lazio S.p.A. – Deposito nota tecnica nell’interesse dell’Ing. Marco Nervi, quale coerede del progettista Pier Luigi Nervi e portatore di interesse legittimo” nella quale chiede che la nota inviata in allegato “venga acquisita, protocollata e tenuta nella massima considerazione nell’ambito delle determinazioni istruttorie e conclusive del procedimento”. In sintesi viene chiesto il rispetto del vincolo apposto all’opera nel 2018 dal Ministero dei Beni e delle Attività con la Relazione storico -critica a cura della Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio. La lunga e approfondita nota allegata [2] è a firma di Ugo Carughi e Francesco Romeo, il primo, architetto, Ex Presidente di Docomomo Italia (gruppo nazionale di Do.co.mo.mo International che si occupa della documentazione, conservazione e valorizzazione degli edifici e dei complessi urbani del Novecento) e Membro del Consiglio di Direzione e Coordinamento Tecnico dei Comitati Scientifici ICOMOS Italia (Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei siti), il secondo Professore Ordinario di Scienza delle Costruzioni Sapienza Università di Roma. Il prof. Romeo è anche stato Project Leader del team di specialisti e studiosi della Sapienza Università di Roma, della Pier Luigi Nervi Project Association e di Do.Co.Mo.Mo. Italia, che ha promosso e curato Il Pier Luigi Nervi Project , un progetto di ricerca per il restauro e il recupero dello Stadio Flaminio che ha avuto il sostegno di The Getty Foundation come parte dell’iniziativa Keeping it modern Architectural Conservation Grants 2017[3]. Un lavoro importante, che nonostante il patrocinio di Roma Capitale è stato completamente accantonato, con il periodico riproporsi del progetto di fare dell’impianto sportivo inutilizzato da anni lo Stadio della Lazio S.S., progetto che comporterebbe il totale stravolgimento dell’opera architettonica, con un’espansione verticale per insediare le gradinate necessarie a raggiungere la capienza di più di 50.000 spettatori, sostenute da una struttura esterna che cancellerebbe alla vista l’opera dei Nervi, distruggendone la “grande pensilina a sbalzo” che – come dichiarato nel decreto del Ministero – “caratterizza anche dal punto di vista formale e architettonico l’intera struttura”[2]. Dopo la bocciatura da parte dell’Assemblea Capitolina di un altro progetto di recupero e gestione dello Stadio, con la principale motivazione che delle attività sportive che prevedano gli spettatori consentiti dall’attuale capienza anzichè il pubblico delle grandi competizioni sportive internazionali non sono di interesse pubblico[4], la S.S. Lazio è tornata alla carica, presentando il progetto per la mega struttura che dovrebbe ospitare le partite e il solito corredo di attività volte all’equilibrio economico dell’operazione: nella recente conferenza stampa la lunga sequenza di rendering ha mostrato una trasformazione incompatibile con i vincoli apposti [5]. Riportiamo in calce la nota della PGF, supportata anche da AIPAI (Associazione italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale) e da Carteinregola, allegata alle lettera ai due enti, di fatto un appello al Sindaco e alla Soprintendente Speciale Dott.ssa Daniela Porro . Ci auguriamo che il Sindaco non intenda sacrificare un importante patrimonio collettivo per consegnarlo al profitto di un privato – vedi le citate attività commerciali per garantire l’equilibrio economico finanziario – con pesanti ricadute su un territorio già provato da numerosi poli di attrazione – vedi Stadio Olimpico a pochi metri – che rendono già ora invivibili i quartieri limitrofi durante gli eventi sportivi e di varia natura. Ma soprattutto ci auguriamo che la Soprintendente Porro sia ferma nel mantenere quel vincolo posto dallo stesso Ministero della Cultura per tutelare una straordinaria opera architettonica. (AMBM) PIER LUIGI NERVI FOUNDATION: NOTE SUL PROGETTO S.S. LAZIO S.P.A PER LO STADIO FLAMINIO CONSIDERAZIONI PRELIMINARI Il Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica, presentato dalla S.S. Lazio S.p.A il 6 e 9 febbraio 2026, nell’ambito  della  documentazione relativa alla Proposta   di riqualificazione, ammodernamento e ampliamento dello Stadio Flaminio in Roma ai sensi dell’art. 4 del D. Leg.vo n. 38 del 2021, mette in campo una molteplicità di temi, dagli strumenti urbanistici alle condizioni geologiche dell’area; dai percorsi e dalla mobilità pedonale e su gomma ai parcheggi; dai caratteri idraulici del terreno agli aspetti impiantistici. I due temi più delicati, ai quali tutti gli altri sono direttamente o indirettamente collegati, sono rappresentati dalle modalità di recupero dello stadio Flaminio e dalla loro compatibilità con l’interesse culturale dichiarato su quest’opera di P.L. Nervi dal MiC (art. 10 lett. d del D.Lgs. 42/04), con provvedimento del 27.09.2018 n. 74. Ebbene, nell’elaborato 01 Relazione Generale Ambito Urbano del suddetto progetto, questi ultimi due aspetti, che per loro natura e preminenza dovrebbero essere esaminati assieme, sono trattati in modo nettamente separato e manifestamente contraddittorio. Il primo è collocato all’inizio, nel capitolo titolato: 0. LO STADIO FLAMINIO: LA STRUTTURA ESISTENTE IN RAPPORTO ALL’IPOTESI DI PROGETTO. Nei paragrafi 0.1, 0.2, 0.3, 0.4, 0.5, 0.6 sono dapprima esaminate in termini generici le problematiche delle strutture in cemento armato in rapporto alla durabilità e alla sicurezza. Successivamente, si richiamano le vicende che hanno interessato lo stadio Flaminio a partire dall’inaugurazione, nel 1959, cui seguirono, dagli anni ’80 in poi, periodici lavori prevalentemente di ripresa strutturale e circoscritte modifiche funzionali, fino al 2012, quando la capienza ammissibile era progressivamente diminuita dai 50.000 spettatori iniziali nel 1960 a soli 4.000 (verbale di agibilità del 2012), anche a seguito dei progressivi aggiornamenti delle normative in materia di impianti sportivi e delle conseguenti limitazioni funzionali. Successivamente, il lungo periodo di abbandono, con conseguenti vandalismi e danneggiamenti. In tale parte della relazione sono anche dichiarati gli obiettivi del progetto: ripristino della capienza originaria dello stadio (e sua) rifunzionalizzazione … nell’obiettivo di restituirlo alla sua specifica funzionalità originaria di stadio per competizioni di massimo livello. Prima ancora di ragionare delle possibili proposte architettoniche, non può non osservarsi che gli obiettivi dichiarati, nel puntare all’incremento della funzione di stadio per competizioni calcistiche di massimo livello (Serie A e competizioni europee) e al ripristino della capienza originaria, comportano necessariamente la realizzazione di nuove strutture volumetricamente rilevanti: quasi uno stadio aggiuntivo a quello esistente. Come citato nella relazione stessa (Elaborato n.001, p. 7), l’originaria capienza di circa 50.000 spettatori (1959) era stata raggiunta grazie a 34.744 posti in piedi nei settori di curva e 15.256 posti a sedere sulle tribune est e ovest. Ma nel 1986 i posti in piedi furono eliminati, come precisa la Relazione Tecnica Generale del progetto (p.24). Pertanto, prevedendo esclusivamente posti a sedere, il volume degli spalti dovrà notevolmente aumentare. Non si tratterebbe, dunque, soltanto di ricostruzione di parti ammalorate e in degrado, che è anche contemplata nel programma d’intervento in tutti i casi in cui le condizioni di ammaloramento dell’impianto lo richiedano; si tratterebbe di un nuovo stadio, che utilizza la stessa sede d’impianto di quello esistente. Dunque, anche sul piano della sola funzione, l’obiettivo appare impossibile da conseguire senza proporre nuove strutture che, come può facilmente verificarsi guardando il progetto, modificherebbero in modo pesantissimo e irreversibile lo stato dei luoghi e l’organismo esistente, a cominciare dalla sua stessa immagine. Considerando, invece, che lo stadio originario era dotato di spazi e strutture per altri sport oltre al calcio (cinque palestre e una piscina con relativi servizi), per restituirlo davvero alle sue funzionalità originarie, occorrerebbe concepire lo stadio Flaminio come un impianto sportivo polifunzionale per i settori giovanili e per il pubblico più ampio, incrementandone la polifunzionalità ed escludendo incontri di calcio di massimo livello. E ciò – diremmo soprattutto – per la sussistenza del vincolo ministeriale, considerandone le motivazioni espresse nella relazione allegata al provvedimento, che più oltre saranno richiamate. In proposito, non è un caso che il tema del vincolo sullo stadio sia collocato nell’ultimo paragrafo dell’ultimo capitolo: 4. RAPPORTO DELL’AREA DI PROGETTO CON I BENI CULTURALI IMMOBILI E VINCOLI. 4.2 Stadio Flaminio: vincolo di tutela; nettamente disgiunto da tutti gli altri aspetti del progetto. Riguardo alla Dichiarazione di interesse storico-artistico, la relazione di progetto dichiara che tale questione pone una specifica problematica che richiede di essere affrontata e risolta nelle sedi opportune. E, ancora, che il manufatto stadio è stato complessivamente conservato e preservato da trasformazioni inerenti alle sue essenziali e tipiche caratteristiche architettoniche e strutturali. Ma si prevede la rimozione della pensilina che, evidentemente, non si ritiene una essenziale e tipica caratteristica architettonica e strutturale. È appena il caso di rilevare come sia del tutto ingiustificato separare il progetto dalla contestuale considerazione del vincolo apposto sullo stadio e, soprattutto, delle motivazioni del provvedimento ministeriale, quasi relegando la questione a un adempimento burocratico. IL PROGETTO IN RAPPORTO ALLA DICHIARAZIONE DI INTERESSE CULTURALE Un primo aspetto sottolineato dalla relazione di vincolo del MiC è la “qualità della nuova sistemazione urbanistica e (delle) singole architetture, (che) diverrà un esempio a livello nazionale ed internazionale”. Viene ancora sottolineato che “il nuovo stadio, insieme al vicino Palazzetto dello Sport, … diviene l’edificio maggiormente rappresentativo, anche a livello urbano, del complesso delle nuove Olimpiadi”. Nella relazione del Ministero, dunque, le opere realizzate per le Olimpiadi del 1960 vanno in primis considerate quali insieme di capolavori architettonici innovativi, in stretta relazione con la disposizione urbanistica dell’area, oltre che con il momento storico che impose Roma all’attenzione internazionale. In un’unica area una serie di architetture d’autore, accomunate da un comune, innovativo livello tecnologico e da alti valori espressivi, sono il frutto di una stagione produttiva irripetibile. Di fronte a un siffatto insieme, una operazione snaturante condotta anche soltanto su una di esse, tra l’altro una delle più rappresentative come lo stadio Flaminio, determinerebbe un vulnus su tutto l’insieme. Tra le prescrizioni del bando di concorso del 1956 per la progettazione del nuovo stadio, la relazione di vincolo ricorda come “il nuovo Stadio dovesse essere contenuto entro il perimetro del preesistente”; e che “il nuovo progetto non doveva superare in altezza i 18 – 20 ml. per limitare l’invasività delle tribune rispetto al contesto naturale circostante”. È indubbio che tali indicazioni, valide nel 1956 come oggi, siano state fondamentali per definire il morbido e sfilante profilo dello stadio, adagiato all’interno di un pregevole contesto territoriale. Le prescrizioni del bando sono state interpretate da Nervi in modo magistrale, tanto che le dimensioni e la sagoma dello stadio ne costituiscono, al contempo, un fondamentale fattore di qualità architettonica e di collocazione paesaggistica. Ma è la stessa relazione del progetto in commento che sottolinea come la presenza del vincolo paesaggistico secondo la Tavola A del PTPR impone un approccio progettuale responsabile e integrato, che tenga conto non solo delle esigenze funzionali e strutturali dell’impianto sportivo, ma anche della sua relazione con il contesto urbano e ambientale, promuovendo una rigenerazione sostenibile e rispettosa del patrimonio identitario di Roma. Dunque, immaginare un nuovo stadio al di sopra di quello esistente, che si elevi per circa il doppio dell’altezza delle gradonate delle tribune del Flaminio, e di quattro volte di quella delle curve, con l’aggiunta di una copertura continua che raggiunge la quota massima di 40,6 metri, appare un assurdo da qualsiasi punto di vista e in pieno contrasto con le motivazioni del vincolo. Peraltro, tale quota superiore viene giustificata per non superare le quote delle torri faro di + 44,94 m, evitando eccessivo impatto visivo e volumetrico sul quartiere Flaminio (elaborato  10  Relazione paesaggistica, capitolo 10). Criterio del tutto improprio, accompagnato da un commento che sa di beffa, dato che è di tutta evidenza che l’impatto di elementi verticali puntuali non può certo essere paragonato a quello di un gigantesco volume pieno. Nel citato paragrafo 4 della relazione di progetto si sottolinea che il manufatto stadio è stato complessivamente conservato e preservato da trasformazioni inerenti le (sic) sue essenziali e tipiche caratteristiche architettoniche e strutturali di riferimento, con l’unica eccezione dell’alienazione della pensilina di copertura. Ma poi, nel paragrafo della stessa relazione titolato 4.2a Copertura della tribuna d’onore (pag.21), si afferma che La tribuna coperta, sorretta da una struttura in cemento armato a sbalzo, rappresenta uno degli elementi più iconici dell’opera, per la sua audacia tecnica e la raffinatezza costruttiva. E il testo continua con una dettagliata descrizione. Forse la pensilina è ‘raccontata’ perché il progetto, in contrasto con le sue stesse valutazioni, prevede  di eliminarla e la descrizione  scritta ne rimarrebbe l’ultima testimonianza? Infatti, la stessa relazione di progetto, al paragrafo 7.4a (pag. 37), informa che tra le prime operazioni previste in fase di cantiere vi è la demolizione della pensilina in cemento armato a sbalzo posta sulla tribuna ovest … nonostante il suo valore storico, la pensilina presenta gravi criticità strutturali e risulta non compatibile con il nuovo assetto progettuale. Intanto, sarebbe più corretto dire: “il nuovo assetto progettuale risulta non compatibile con la pensilina”. Quanto alle “criticità strutturali”, non sarebbe certo impossibile porvi rimedio tenendo anche conto delle metodologie di consolidamento e restauro. Ma, in proposito, non può tacersi che in tutta la relazione il termine “restauro” compare due sole volte. La prima, con riferimento non allo stadio Flaminio, ma al Palazzetto dello Sport (pag. 14). La seconda, con diretto riferimento al Flaminio, pone l’accento sulla più ampia operazione di ‘riqualificazione’, termine più vago e meno impegnativo nei riguardi dei valori storici e architettonici dell’opera. Il progetto è considerato un ‘gesto urbano’ (pag. 34). Il che conferma, se non altro, la dimensione dell’operazione, anche se consistesse, come dovrebbe, nel solo restauro e ragionevole aggiornamento dello stadio, conservandone non soltanto la pura consistenza materiale, ma anche l’immagine urbana. D’altra parte, la demolizione della pensilina è in pieno contrasto con le motivazioni del vincolo della Soprintendenza ad essa riferite. La “grande pensilina a sbalzo caratterizza anche dal punto di vista formale e architettonico l’intera struttura”. E ancora: “Di particolare interesse è la soluzione dell’ampia pensilina aggettante che copre le gradonate della tribuna d’onore del settore occidentale; è un capolavoro geometrico-costruttivo, sostiene la critica. La sagoma dello sbalzo si snellisce con continuità dall’incastro all’estremità libera e di grande effetto scenografico è l’elegante superficie rigata”. Così la considera il Ministero. Ma c’è di più. Il Flaminio viene considerato dal Ministero anche come parte di un altro insieme, costituito dagli stadi Berta, a Firenze (1929-1932), dal progetto dello stadio a Swindon, in Inghilterra (1963-1966), e dallo stadio comunale di Novara (1964), tutti accomunati dalla terminologia coniata da Le Corbusier: l’estetica dell’ingegnere. La relazione di vincolo del Ministero pone con attenzione il confronto tra le strutture che reggono le pensiline di questi stadi, a cominciare da quello fiorentino: “l’armonico profilo curvilineo dei costoloni maschera gli sforzi di trazione e di compressione che ne hanno determinato la forma … anche nello stadio Flaminio è ottenuto lo stesso risultato statico rinforzando la parte iniziale dello sbalzo. In esso, tuttavia, è stata usata una tecnologia più sofisticata … Se si confrontano le sezioni del progetto per lo stadio a Swindon e per quello di Novara, molto simili a quella del Flaminio, si comprendono con immediatezza le analogie strutturali e formali, che fanno di queste opere i brani di un unico, straordinario racconto”. Nessun dubbio, quindi, per il Ministero, sull’importanza di tale elemento, anche in relazione ad altre opere dello stesso autore. Infine, la relazione di vincolo sullo stadio Flaminio prescrive di “rispettarne la struttura, l’impianto originario, nonché le finiture … fattori … fortemente identitari e non modificabili in una strategia di valorizzazione dell’impianto”. Ebbene, non riteniamo che questo “rispetto” possa tradursi nel conservare lo stadio di Pier Luigi e Antonio Nervi per poi seppellirlo sotto una struttura abnorme, che ne cancellerebbe la nuda essenzialità e lo collocherebbe fuori scala, alterandone il rapporto con il contesto urbano. L’esterno dello stadio letteralmente scomparirebbe, preceduto da una selva ridondante di giganteschi e fantasiosi telai in acciaio, lontanissimi dalla razionale sobrietà materica e morfologica del Flaminio. In definitiva, non possono non rilevarsi le contraddizioni contenute nella stessa relazione di progetto tra i generici intenti e le ridondanti espressioni di riconoscimento dell’opera dei Nervi: è possibile intervenire su impianti esistenti, anche vincolati, con progetti coerenti e di qualità, a condizione che vi sia una visione strategica condivisa tra pubblico e privato (pag. 29); gli stadi storici vincolati possono essere modernizzati senza rinunciare all’identità originaria (pag. 30); La proposta di riqualificazione dello stadio Flaminio si fonda su un equilibrio delicato tra conservazione e innovazione. L’obiettivo è duplice: da un lato, proteggere e valorizzare gli elementi identitari dell’impianto progettato da Pier Luigi Nervi (pag. 33): ma Pier Luigi non lo aveva progettato con il figlio Antonio? Per gli attuali progettisti la cosa non ha importanza. Gli elementi che definiscono il valore architettonico e strutturale dell’edificio sono molteplici … tra questi spiccano la pensilina della tribuna Ovest (pag. 33): come mai, allora, vogliono rimuoverla? E si potrebbe continuare. In conclusione, si ribadisce che il progetto è in totale contrasto con le motivazioni che hanno indotto il competente  Ministero   a  decretare  l’interesse   culturale  dello    stadio. Occluderne l’immagine e parcellizzarne la complessiva percezione è contrario, infatti, a qualsiasi intento di tutela e modificherebbe la natura ‘pubblicistica’ dell’opera, che non sarà più percepita nelle condizioni che rappresentano le modalità percettive di un’opera pubblica contemplate dalla letteratura economica. Una selva di telai metallici gesticolanti, di scale aeree, di passerelle, ben lontana dalla essenziale successione dei sostegni di Pier Luigi e Antonio Nervi, sostengono le gradinate aggiuntive del nuovo progetto, enfatizzandone il ‘fuori scala’ rispetto allo stadio esistente. Anteponendovisi, ne frantumano l’immagine unitaria, cancellandone ogni suggestione proveniente dal felice connubio tra architettura e paesaggio, di cui l’opera dei Nervi era stata un’interprete d’eccezione. Richiamiamo, in proposito, quanto fin dal 1936 scriveva Walter Benjamin sull’architettura: “Delle costruzioni si fruisce in duplice modo: attraverso l’uso e attraverso la percezione. O, in termini più precisi: in modo tattico e in modo ottico … Non c’è nulla, dal lato tattico che faccia da contropartita di ciò che, dal lato ottico, è costituito dalla contemplazione” (W. Benjamin, L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica, 1936). Le motivazioni e le prescrizioni contenute nella dichiarazione di interesse culturale dello stadio Flaminio di Roma sono interamente recepite dal Piano di Conservazione elaborato nell’ambito del programma Keeping It Modern, finanziato dalla Getty Foundation e acquisito in atti dalla Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma con prot. 346-A del 04.01.2021. A riprova di ciò, in una nota del 29.01.2021 con prot. 4827-P, il Soprintendente Speciale ha concordato nel ritenere “il Piano di conservazione elaborato quale strumento indispensabile in vista degli auspicabili interventi di restauro”. Ugo Carughi Ex Presidente Docomomo Italia Membro del Consiglio di Direzione e Coordinamento Tecnico dei Comitati Scientifici ICOMOS Italia Francesco Romeo ProfessoreOrdinario di Scienza delle Costruzioni Sapienza Università di Roma ROMA, 22 aprile 2026 Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com 24 aprile 2026 Vedi anche Stadio Flaminio – II Municipio – cronologia materiali 18 febbraio 2026 Presentazione del progetto dello Stadio della Lazio al Flaminio (> vai alll’articolo con il video della conferenza 26 giugno 2025 Piediperterra al Flaminio un’esplorazione urbana alla scoperta delle trasformazioni del quartiere VEDI IL VIDEO DELL’INTERVENTO di Maurizio Giodice sullo Stadio Flaminio 27 aprile 2025 Il video di Carteinregola: Stadio Flaminio: No a partire e grandi eventi in mezzo alle case – SI’ alla conservazione dell’opera architettonica e alla sostenibilità per gli abitanti 18 aprile 2025 Le associazioni diramano un comunicato: Stadio Flaminio: NO a partite e  grandi eventi in mezzo alle case SI’  alla conservazione dell’opera di Nervi e alla sostenibilità per gli abitanti (leggi) webinar QUALE FUTURO PER LO STADIO FLAMINIO?  Ripartire dalla conservazione per il rilancio  mercoledì 6 dicembre sulle pagine FB e Youtube di Carteinregola con Fondazione Pier Luigi Nervi Project, DOCOMOMO Italia, Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli, VAS Verdi Ambiente e Società, Cittadinanzattiva Lazio (> vai alla registrazione ) NOTE [1] La lettera è stata inviata: alla Direzione del Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica, alla Direzione del Dipartimento Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda U.O. Gestione e Sviluppo Impiantistica Sportiva e alla Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma; per conoscenza al Sindaco Roberto Gualtieri, agli Assessori Veloccia, Onorato, Smeriglio, alla Soprintendente Speciale Dott.ssa Daniela Porro , oltre alla S.S. Lazio S.p.a. [2] SCARICA il Decreto di interesse culturale dell’opera di P.L. Nervi dal MiC (art. 10 lett. d del D.Lgs. 42/04), con provvedimento del 27.09.2018 n. 74. [3]Vai al sito Stadio Flaminio della Getty Foundation: Lo Stadio Flaminio di Pier Luigi e Antonio Nervi a Roma: un piano di conservazione interdisciplinare  con la storia dello Stadio e il progetto L’iniziativa, promossa in accordo con il Comune di Roma, il Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotecnica della SAPIENZA Università di Roma, la Pier Luigi Nervi Project Association e Do.Co.Mo.Mo. Italia alla Getty Foundation – una delle istituzioni internazionali più prestigiose che sostengono la ricerca sull’arte, l’architettura e la conservazione – ha ottenuto il sostegno alla elaborazione di un piano di conservazione dello stadio Flaminio nel quadro dell’iniziativa di sovvenzione internazionale Keeping it Modern. Il programma di ricerca, dal titolo Lo Stadio Flaminio di Pier Luigi e Antonio Nervi a Roma: un piano di conservazione interdisciplinare, è stato approvato con delibera del 1 giugno 2017 ed è stato sviluppato da un team di specialisti nei vari settori disciplinari coinvolti nella ricerca, sotto la supervisione di un comitato scientifico internazionale. [4] 29 aprile 2025 l’Assemblea capitolina approva la Delibera di Giunta del 3 aprile “Studio di Fattibilita’ relativo ai lavori di ”Restauro e Ristrutturazione dello Stadio e del Parco Polisportivo Flaminio mediante recupero con restauro, ristrutturazione e valorizzazione dello Stadio Flaminio di Roma con annessa proposta di partenariato ai sensi del medesimo art.1, comma 304, lettera ”a” della L. 147/2013 come modificata dall’art. 62 della L. 96/2017”, presentato dalla Costruzioni Civili e Commerciali S.p.A., in qualita’ di mandataria del R.T.I. costituita con la Rubner Holzbau S.r.l. e la S.S.D. Roma Nuoto a.r.l. (Protocollo N. 10151 del 02/04/2025)” SCARICA LA DELIBERA [5] 18 febbraio 2026 Presentazione del progetto dello Stadio della Lazio al Flaminio (> vai alll’articolo con il video della conferenza
April 24, 2026
carteinregola
La newsletter di Carteinregola del 20 aprile 2026
Vicenda 15.000€ di sanzioni a Carteinregola, se ne è parlato nel Consiglio del II Municipio (e sulla stampa) Leggi vai a 15.000 euro di sanzioni a Carteinregola per affissioni abusive di manifesti di cui ignorava l’esistenza (con tutti i documenti) ­ Centro Archeologico Monumentale: lo stato dell’arte raccontato in Commissione Giubileo di Paolo Gelsomini Leggi  scultura albero andrea Roggi Humanitas foto ambm 25 7 25 Il “Regolamento del Verde” resta sulla carta: tra motoseghe e potature fuori tempo di Paola Loche Leggi   ­ I rischi dell’espianto degli alberi per i lavori della metro C di Paola Loche Leggi   Metro C e alberi (le risposte dell’Assessora Alfonsi) di Anna Maria Bianchi Leggi Foto AMBM Il condono edilizio a Roma, ovvero una storia infinita di Giancarlo Storto  Leggi -------------------------------------------------------------------------------- I cittadini vincono il ricorso al TAR contro il progetto di uso temporaneo per l’area di Parco Tripoli approvato da Roma Capitale – di Anna Maria Bianchi e Thaya Passarelli Leggi ­ Rilanciamo una richiesta della Comunità Territoriale di Rebibbia (con una premessa sulla nostra associazione) Leggi ­ Controriforma della Corte dei conti, un altro provvedimento da rivedere di Maria Teresa Pòlito, Presidente aggiunto onorario della Corte dei conti (intervento  tratto dal libro di Carteinregola “Riforma della magistratura: Risposte competenti a slogan ingannevoli”) Leggi ­ Ricordando Bernardo di Enzo Scandurra Leggi  In ricordo di Giorgio Boldini di Giorgio Osti Leggi  Avviso:  i webinar del dossier mobilità sono stati momentaneamente sospesi, riprenderanno con un nuovo format che stiamo elaborando. Intanto si può consultare il dossier Mobilità di Roma: Programmi, progetti, conflitti, domande, proposte”  SEGNALAZIONI Dal 23 al 26 aprile IV edizione della Festa della Resistenza: quattro giornate di cultura, dibattito, partecipazione collettiva, spettacolo e musica. Oltre 100 appuntamenti quasi totalmente a ingresso libero e gratuito fra lectio, presentazioni, teatro, proiezioni, musica, mostre e percorsi eleggendo a sede principale il rinnovato Mattatoio di Testaccio. Il palinsesto di eventi coinvolgerà anche luoghi della memoria e della storia, musei, biblioteche, cinema e teatri in tutta la città. vai al programma  venerdì 8 maggio alle ore 17:00 presso l’Auditorium della Basilica di Santa Croce al Flaminio (via G. Reni 2, Roma) la Consulta per la Tutela del Verde e del Decoro Urbano del Municipio II, in collaborazione con l’Associazione AMUSE presenta il libro “Cronache da un pianeta confuso”.Sarà presente l’autore, Francesco Ferrini, professore di Arboricoltura e Coltivazioni Arboree presso l’Università di Firenze ROMA CAPITALE RomaRivista il nuovo magazine culturale gratuito di Roma Capitale, disponibile presso librerie, musei e biblioteche della città. CONCRETAMENTE Le decisioni di Roma Capitale per la città Vai alla pagina – Metropolitano, il primo Urban Center di Roma e della Città Metropolitana, .Vai al sito Roma Urban Center  scarica il calendario delle attività   CARTEINREGOLA Tutte le nostre iniziative  – Iscriviti alla Newsletter Carteinregola ringrazia chi vorrà sostenere l’attività dell’associazione anche tramite un’erogazione liberale  vai alla pagina con le istruzioni ­ 20 aprile 2026 Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com
April 20, 2026
carteinregola
Vicenda 15.000€ di sanzioni a Carteinregola, se ne è parlato nel Consiglio del II Municipio (e sulla stampa)
Al Consiglio del II Municipio il 9 aprile 2026 il dibattito sulle sanzioni comminate a Carteinregola- la registrazione e un commento, con i ringraziamenti ai consiglieri comunali e municipali Carteinregola a inizio febbraio ha scritto al Sindaco e alle istituzioni capitoline e municipali* segnalando la vicenda delle multe ricevute per affissione abusiva di 17 manifesti, realizzati da anonimi e affissi da anonimi, a cui l’associazione è completamente estranea. La Polizia di Roma Capitale ha individuato Carteinregola come responsabile solo per un comunicato pubblicato sul sito con lo stesso titolo (senza il testo nè tantomeno le grafiche) “Siamo tutti/e sulla stessa strada” dei manifesti affissi a San Lorenzo. Comunicato che Carteinregola ha pubblicato un mese e mezzo prima dell’apparizione dei manifesti (e delle sanzioni), copiandolo dalla pagina FB di ANPI San Lorenzo, nel quale si invitavano le istituzioni capitoline, in occasione del Giubileo, a occuparsi delle persone più deboli in emergenza abitativa. Alla nostra lettera hanno risposto alcuni consiglieri del I Municipio (con una mozione poi non approvata per la mancanza del numero legale) e 4 consigliere del II Municipio, che hanno proposto al Consiglio l’ODG n. 25 dal titolo “Espressione di solidarietà e vicinanza istituzionale all’associazione Carta in regola e richiesta di chiarimenti e confronto in merito alle sanzioni comminate per presunte affissioni abusive“; l’ODG era firmato dalla consigliera Barbara Auleta (AVS) Francesca Morpurgo (Roma futura) Elisabetta Galassi (M5S) Marinella Antonia Inguscio (Azione). Anche in questo caso l’ODG non è stato approvato, ma lo riteniamo ugualmente un grande successo. Infatti l’obiettivo principale di Carteinregola era proprio quello che si aprisse un dibattito sul tema, cosa che è assolutamente avvenuta, un dibattito in Consiglio in cui la Presidente dell’associazione è intervenuta aggiungendo particolari all’esposizione della consigliera Auleta, prima firmataria dell’ODG, e rispondendo alle domande dei consiglieri, con la conseguenza, come si evince dalla registrazione (in calce il link), di uno stupore generale per quanto è accaduto. Grande soddisfazione abbiamo avuto anche per gli interventi di molti consiglieri di maggioranza e di tutte le opposizioni, che hanno dichiarato stima e apprezzamento per il lavoro di Carteinregola, manifestando la propria solidarietà. Il motivo della mancata approvazione dell’ODG, poi ritirato dalle firmatarie, è stata la formulazione del testo, che alcuni ritenevano non conforme al compito di un Consiglio municipale. Però il dibattito si è concluso con l’assicurazione, da parte di praticamente tutte le forze politiche, di sottoscrivere un altro ODG a sostegno delle richieste di Carteinregola, essenzialmente quella di un dibattito pubblico e di un confronto con la Polizia di Roma Capitale sulle interpretazioni normative che possono avere, come in questo caso, gravi ripercussioni su realtà civiche incolpevoli. Rimaniamo quindi in attesa del nuovo ordine del giorno, ringraziando le consigliere promotrici, i consiglieri che hanno espresso la propria solidarietà all’associazione, e i numerosi soci di Carteinregola che si sono recati in aula per presenziare al dibattito. Solidarietà che era già stata da tempo anticipata dalla Presidente del Municipio Del Bello, con una nota inviata a Carteinregola il 25 febbraio 2026 ,che pubblichiamo in calce insieme agli altri messaggi ricevuti da consiglieri capitolini e municipali. Ringraziamo tutti, insieme alla giornalista Laura Martellini per l’articolo sul Corsera Roma del 15 aprile 2026** Carteinregola continuerà a promuovere sempre nuove iniziative per mantenere viva l’attenzione sulla vicenda e scongiurare i rischi che possono riguardare tanti cittadini e associazioni romane. Carteinregola Post scriptum: la vicenda è piuttosto complessa e di non facile comprensione della dinamica. Pubblichiamo in calce un comunicato che la sintetizza > vai a 15.000 euro di sanzioni  a Carteinregola per affissioni abusive di > manifesti di cui ignorava l’esistenza (con tutti i documenti) immagine dalla registrazione (il video si può vedere cliccando sul link) IL CONSIGLIO DEL II MUNICIPIO DEL 9 APRILE 2026 Vai alla registrazione del (Illustrazione ODG di Barbara Auleta (AVS) a 13’30” ca da inizio – Intervento Anna Maria Bianchi Presidente Carteinregola a circa 25′ da inizio fino a 36’40”, poi si succedono gli interventi dei consiglieri I MESSAGGI DI SOLIDARIETA’ Pubblichiamo la nota ricevuta dalla Presidente del II Municipio Francesca Del Bello*, dalla consigliera Linda Meleo del gruppo capitolino Movimento 5 Stelle 2050** e il comunicato stampa del consigliere Ferdinando Bonessio capogruppo AVS Alla Assemblea Capitolina***, che si aggiungono ai messaggi di interessamento e solidarietà dei consiglieri capitolini: Tommaso Amodeo, Lista Civica Gualtieri, Giovanni Caudo, Roma Futura, dei consiglieri municipali Lorenzo Minio Paluello Roma futura I Municipio che insieme a Nathalie Naim, Lista civica Gualtieri ha promosso una mozione approvata in Commissione Bilancio del I Municipio, ma non dal Consiglio, la consigliera Maristella Urru di Aurelio in Comune del XIII Municipio. Hanno inviato  la propria solidarietà anche  il segretario del PD Roma Enzo Foschi  e la portavoce del Forum Terzo Settore Lazio Francesca Danese, oltre a tante realtà civiche, che intendiamo invitare a un’assemblea pubblica. IL COMUNICATO DI CARTEINREGOLA: : 15.000 euro di sanzioni a Carteinregola per affissione abusiva di manifesti a cui è completamente estranea, tutte le ragioni dell’associazione nella  conferenza stampa  Ci si può trovare, per aver copiato  sul proprio sito un comunicato che invita la politica a occuparsi, per il Giubileo della Chiesa Cattolica, di chi non ha casa, a dover pagare multe  per più di 15.000 euro? E’ quello che è successo all’Associazione Carteinregola chiamata a pagare sanzioni che hanno raggiunto più di 15.000 euro comminate nel febbraio 2025  dalla Polizia di Roma Capitale per l’affissione di 17 manifesti abusivi  di cui non conosceva neppure l’esistenza.  Manifesti anonimi che non portavano alcuna indicazione o  logo e che non pubblicizzavano alcun evento o iniziativa, ma che avevano lo stesso titolo “Siamo tutti e tutte sulla stessa strada” di un comunicato di associazioni del territorio e non solo, postato su Facebook da ANPI san Lorenzo, che Carteinregola aveva ritenuto di pubblicare sul proprio sito (un mese e mezzo prima delle affissioni e delle sanzioni) Tanto è bastato alla Polizia di Roma Capitale per attribuire la responsabilità dell’affissione abusiva  all’associazione, appellandosi  a una vecchia sentenza della  Cassazione che aveva condannato un “partito politico proprietario dei manifesti e beneficiario della relativa propaganda”. Ma Carteinregola non era  il proprietario dei manifesti, e nemmeno un partito politico che fa propaganda, e non avrebbe potuto ottenere alcun vantaggio dall’affissione dei manifesti,  che, lo ripetiamo,  non recavano alcun simbolo o logo dell’associazione e che non avevano nulla a che fare con la sua attività. L’associazione ha voluto lanciare l’allarme perché ritiene che la vicenda possa avere conseguenze per molti altri  cittadini attivi: infatti, con il preciso obiettivo di danneggiare delle realtà scomode,  chiunque potrebbe scaricare dai siti o dalle pagine social grafiche e  locandine e affiggerle abusivamente, causando  danni economici assai consistenti a organizzazioni civiche che si basano sull’autofinanziamento. A inizio febbraio l’associazione aveva inviato una lettera  al Sindaco e alle istituzioni capitoline e municipali con la richiesta “che  quanto accaduto all’ Associazione diventasse  oggetto di un dibattito pubblico allargato e di un confronto con la Polizia di Roma Capitale, per garantire che il confronto democratico con la società civile potesse  svolgersi serenamente, senza Spade di Damocle di ingiuste e pesanti sanzioni”. Nessuna risposta però fino a oggi è giunta  dal Sindaco, mentre sono arrivate molte manifestazioni di solidarietà da consiglieri capitolini e municipali, e  da molte  associazioni , a partire dal Forum del Terzo settore del Lazio, la cui portavoce Francesca Danese ha partecipato alla Conferenza stampa. Resta paradossale  e offensivo per  Carteinregola essere accusata di affissioni abusive, visto che il rispetto delle  Regole è sempre stato al centro della nostra identità, addirittura nel nome, per un’associazione che si è sempre battuta contro   le affissioni abusive Associazione Carteinregola Il dettaglio della vicenda con i documenti  è disponibile sul sito https://www.carteinregola.it/15-000-euro-di-sanzioni-a-carteinregola-per-affissioni-abusive-di-manifesti-di-cui-ignorava-lesistenza-pubblichiamo-i-documenti/ NOTE ai messaggi di solidarietà (*)La lettera della Presidente Del Bello del 25 febbraio 2026 Gentile Presidente, cara Annamaria, ho letto con attenzione la vostra missiva del 5 febbraio u.s. e quanto esposto ha destato in me stupore e preoccupazione. Garantisco che farò approfondimenti sulla vicenda, rendendomi sin d’ora disponibile per un dibattito pubblico a salvaguardia di realtà civiche come Carteinregola, da sempre a salvaguardia della cosa pubblica. Confermando la mia stima, resto a disposizione e invio i miei migliori saluti. Francesca Del Bello (**)Gruppo Movimento 5 Stelle 2050 a La Presidente Associazione Carteinregola RQ 4933 del 9/3/2026 Oggetto: vicenda sanzione amministrativa per affissioni abusive – solidarietà e richiesta maggiori informazioni Desidero esprimere, a nome mio e del gruppo del Movimento 5 Stelle in Campidoglio, la più sincera solidarietà per la vicenda della sanzione amministrativa di 15.000 euro per presunta affissione abusiva che, da quanto si apprende, riguarderebbe manifesti della cui esistenza la stessa associazione dichiarerebbe di non essere stata nemmeno a conoscenza. La storia e l’attività di Carteinregola sono da anni un punto di riferimento nel panorama civico romano: il vostro lavoro di informazione, monitoraggio e stimolo nei confronti delle istituzioni sui temi della trasparenza amministrativa, della partecipazione dei cittadini, dell’urbanistica e della tutela del territorio rappresenta un contributo prezioso per la città di Roma. Proprio per questo motivo la vicenda della sanzione suscita attenzione e preoccupazione e quindi sarebbe utile poter comprendere più nel dettaglio come si siano svolti i fatti, quali siano le contestazioni mosse e in che modo si sia arrivati all’attribuzione di questa responsabilità all’associazione. Ritengo importante fare piena chiarezza su quanto accaduto, anche per evitare che iniziative civiche e associative, che rappresentano una ricchezza per la nostra Città, possano trovarsi esposte a situazioni analoghe senza un adeguato contraddittorio Nel rinnovare la mia vicinanza e stima per il lavoro che da anni portate avanti con competenza e spiritocivico, resto in attesa di eventuali ulteriori elementi utili a comprendere meglio la vicenda e a valutarepossibili iniziative nelle sedi istituzionali. Cordialità. Linda Meleo La lettera è stata anche diffusa come comunicato stampa ripreso da varie agenzie tra le quali Agenparl 11 3 2026 (***) ROMA. BONESSIO (EV-AVS): SANZIONE IMMOTIVATA CONTRO ‘CARTEINREGOLA’ (DIRE) Roma, 11 mar. – “È grave e inaccettabile la sanzione di oltre 15mila euro comminata all’associazione Carteinregola per presunte affissioni abusive a San Lorenzo, basata su un collegamento del tutto indiretto con un post online sull’emergenza abitativa. Un provvedimento sproporzionato e fondato su presupposti tutt’altro che chiari”. Così in una nota Nando BONESSIO, capogruppo EV – Alleanza Verdi Sinistra in Assemblea Capitolina. “La stessa associazione ha sempre dichiarato e comprovato la propria estraneità alle affissioni contestate e la vicenda è ora all’esame del Giudice di Pace, che si pronuncerà nel febbraio 2027. Chiunque potrebbe recuperare su internet il testo prodotto da un’associazione e poi usarlo per realizzare e affiggere manifesti abusivi: ma questo non vuol dire che l’associazione sia responsabile o correa. Nel frattempo, Carteinregola ha scritto al Sindaco, ai consiglieri capitolini e municipali per evidenziare le criticità di un accertamento che appare privo di adeguati riscontri. Esprimo piena solidarietà a Carteinregola. Episodi come questo rischiano di colpire e scoraggiare il lavoro delle associazioni civiche e la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. Difendere la libertà di espressione e il ruolo della società civile significa anche evitare provvedimenti punitivi non adeguatamente fondati. Mi auguro che venga fatta rapidamente chiarezza e che si riconosca il valore del lavoro che Carteinregola svolge da anni accanto alle istituzioni per promuovere partecipazione, trasparenza e diritti nella nostra città”. (Com/Buc/ Dire) 14:52 11-03-26 NNNN Per osservazioni e precisazioni scrivere a : laboratoriocarteinregola@gmail.com 18 aprile 2026 -------------------------------------------------------------------------------- NOTE (*)La lettera al Sindaco Gualtieri del 5 febbraio 2026 Alla CA di Roberto Gualtieri Sindaco di Roma Capitale – Svetlana Celli Presidente  Assemblea Capitolina – Consigliere e Consiglieri Assemblea Capitolina – Presidenti, Giunte, Consigli  dei Municipi – E pc Mario De Sclavis Comandante Corpo di Polizia Locale Roma Capitale OGGETTO: 15.000 euro di sanzioni comminate a Carteinregola per affissione abusiva di manifesti a cui è completamente estranea, richiesta di un dibattito pubblico allargato e di un confronto con la Polizia di Roma Capitale,per evitare che la nostra e altre realtà civiche possano subire analoghe sanzioni ingiustificate, con conseguenze sull’impegno dei cittadini attivie sulla vita democratica della città Roma, 5 febbraio 2026 L’Associazione Carteinregola comunica di essere  vittima di  una grande  ingiustizia, nella persona della sua Presidente, chiamata a pagare più di 15.000 euro di sanzioni comminate dalla Polizia di Roma Capitale per fatti a cui l’associazione non solo è completamente estranea,  ma di cui non era nemmeno a conoscenza. La vicenda scaturisce da 17 verbali per affissione abusiva di  17 “manifesti pubblicitari fuori dagli appositi supporti” emessi  il 12 febbraio 2025dalla Polizia di Roma Capitale in seguito all’accertamento dell’affissione abusiva in due località del quartiere San Lorenzo. Manifesti, che  non presentavano alcuna firma, ed erano quindi stati stampati e affissi da ignoti, e che non recavano alcun riferimento a Carteinregola e alle sue attività, e che, come spiegato nel colloquioavuto presso il Comando della Polizia Locale competente dopo il ricevimento delle sanzioni, non solo non erano  stati affissi,  ma non erano  stati né ideati, né realizzati, né stampati e   nemmeno  riprodotti sul sito di Carteinregola, e quindi la loro diffusione non poteva portare alcun vantaggio né diretto né indiretto all’associazione. Trattandosi di una situazione davvero  paradossale, eravamo convinti che si fosse chiarito  l’equivoco nel citato colloquioe che la vicenda si sarebbe rapidamente risolta con il  ricorso al prefetto. Invece nell’autunno scorso abbiamo ricevuto  17 ordinanze/ingiunzioni al pagamento che hanno raggiunto la considerevole cifra di 15.000 €, poiché la  Polizia di Roma Capitale ha confermato le sanzioni, con motivazioni che riteniamo totalmente incongrue,  e abbiamo quindi dovuto   avanzare opposizione davanti al giudice di pace. Paradossale anche trovarsi in tali circostanze per  la nostra associazione, che ha fatto del rispetto delle regole la sua bandiera già nella scelta del proprio nome, ma non solo:  fin dal 2016 abbiamo ideato e promosso ad ogni elezione la  “Carta della candidata e del candidato trasparente” dove all’articolo 3 è inserito: “La candidata o il candidato si impegna a rispettare le normative vigenti per ogni iniziativa inerente la campagna elettorale, dalla richiesta dei permessi per l’occupazione di suolo pubblico, alle affissioni negli spazi consentiti” (Art.3)  e sottoscrivendo in più riprese la campagna contro le affissioni abusive “Non votare chi sporca”[1].   Ma c’è un altro aspetto che ci preoccupa, che va oltre il caso specifico e che può investire anche tante altre realtà di cittadini attivi. La motivazione delle sanzioni della Polizia locale, con il riferimento a sentenze richiamate in modo abnorme per il nostro caso, potrebbe però portare  a conseguenze imprevedibili, in quanto  chiunque intendesse colpire l’ impegno in  difesa dell’interesse pubblico – impegno  che spesso si trova in contrasto con interessi privati anche molto specifici – potrebbe  scaricare dai siti  o dai social delle associazioni locandine che pubblicizzano vari eventi e affiggerle abusivamente  con il preciso obiettivo di danneggiare le realtà scomode. Non solo. Il 10 gennaio scorso abbiamo ascoltato con interesse l’intervento  del Sindaco  Gualtieri all’assemblea per il lancio della campagna VOTA NO per difendere GIUSTIZIA, COSTITUZIONE E DEMOCRAZIA del Comitato Società civile per il No nel Referendum costituzionale, a cui aderisce anche l’associazione Carteinregola. Dal sito del Comitato https://www.referendumgiustizia2026.it/ sono ora scaricabili dèpliants e volantini, che Carteinregola non intende  diffondere al di fuori del proprio sito e dei propri canali social  (quindi esclusivamente on line); ma  se sciaguratamente qualcuno, tra le migliaia di cittadini che fanno parte delle  tante realtà che aderiscono al Comitato,  prendesse  l’iniziativa di stampare e affiggere dei manifestini fuori dagli spazi autorizzati, Carteinregola potrà ricevere addebiti anche per questo, insieme a tutti gli altri soggetti che hanno aderito al Comitato? L’ipotesi non è peregrina, visto che ci sono state comminate sanzioni addirittura per affissioni di manifesti  che non erano in alcun modo riferibili alla nostra associazione. Per questo, pur confidando nella possibilità di avere giustizia,   ottenendo  una sentenza  che riconosca la totale estraneità dell’Associazione Carteinregola rispetto ai fatti che ci sono stati contestati, chiediamo al Sindaco, alla Giunta e  all’Assemblea Capitolina, nonché ai Presidenti, alle Giunte e ai Consigli di Municipio per quanto di loro competenza, di attivarsi affinchè quanto accaduto alla nostra Associazione diventi oggetto di un dibattito pubblico allargato e di un confronto con la Polizia di Roma Capitale, per garantire che il confronto democratico con la società civile possa svolgersi serenamente, senza Spade di Damocle di ingiuste e pesanti sanzioni,  nei confronti di realtà che si basano sul lavoro volontario dei propri soci e che hanno come unica forma di finanziamento una esigua  quota annuale versata dai propri iscritti. In calce i dettagli della vicenda, siamo a disposizione per fornire tutti i  documenti e le informazioni relative a quanto riportato [1] vedi https://www.carteinregola.it/perunapoliticatrasparentedemocratica/carta-della-candidata-e-del-candidato-trasparente/ https://www.carteinregola.it/non-votare-chi-sporca-la-citta-con-manifesti-abusivi/embed/#?secret=9g72pOf2wM#?secret=QMMd2spp2M (**) Vai all’articolo del Corriere della Sera Roma del 15 aprile 2026: All’Associazione “Carteinregola” 15 mila euro di multa per manifesti abusivi: “ma non li abbiamo afffissi noi” di Laura Martellini
April 18, 2026
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