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Stadio Flaminio, il parere della Soprintendenza sul progetto, una bocciatura?
Da tempo Carteinregola si oppone al progetto della SS Lazio per lo Stadio Flaminio, l’opera dei Nervi realizzata per le Olimpiadi del 1960, di proprietà comunale (1). Una struttura di rilevantissimo valore architettonico e per questo vincolata, che sarebbe stravolta da una struttura “soprammessa allo stadio Flaminio preesistente” nascondendolo in buona parte alla vista, per portare a 50.000 il numero dei posti a sedere, quasi il doppio rispetto a quello attuale, per ospitare grandi eventi sportivi. Pubblichiamo la trascrizione del parere della Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma rilasciato nell’ambito della Conferenza dei servizi preliminare sullo Studio di fattibilità relativo al progetto presentato dalla SS Lazio. Il parere è contenuto nel PDF con i pareri di tutti gli enti partecipanti alla CdS (2) pubblicato nella sezione dedicata del sito del Comune di Roma (3). Un parere che a nostro avviso, coerentemente con le premesse, e soprattutto con i vincoli che insistono sullo Stadio, avrebbe dovuto essere ben più perentorio. Il parere preliminare della Soprintendenza che si dichiara “di massima favorevole“, da un lato sembrerebbe porre alla Lazio di Lotito condizioni inattuabili senza un profonda revisione e un consistente ridimensionamento del progetto, dall’altro sembra lasciare aperta la porta a quello che resta uno stravolgimento dell’opera architettonica dei Nervi. Un’opera sottoposta dal 27 settembre 2018 a un vincolo stringente, a seguito della dichiarazione di interesse storico-artistico ai sensi del Codice dei Beni culturali e del Paesaggio da parte della stessa Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio e Paesaggio di Roma (4). A favore dell’interpretazione di un ostacolo insormontabile posto dall’istituzione statale che tutela i Beni e culturali e il Paesaggio, sono in particolare la necessità di salvaguardia in loco della pensilina e le osservazioni/limitazioni relative all’altezza dell’impianto (5). Per la prima, nella parte del parere che riguarda la tutela monumentale, la Soprintendenza “boccia” il progetto laddove prevede che “porzioni della pensilina aggettante sulla tribuna d’onore” siano trasformate in un “oggetto autonomo di memoria, conservandone il valore simbolico ma cambiandone funzione”, cioè sottraendola al contesto architettonico originario dello Stadio. In proposito la Soprintendenza richiama il vincolo culturale, “che indica come tale elemento sia stato riconosciuto dalla critica come un capolavoro geometrico-costruttivo: “la sagoma dello sbalzo si snellisce con continuità dall’incastro all’estremità libera e di grande effetto scenografico è l’elegante superficie rigata a sbalzo caratterizza anche dal punto di vista formale e architettonico l’intera struttura dello stadio“, richiamando “i contenuti del Piano di Conservazione interdisciplinare (6) che non sembrano prevedere in alcuna forma una sua decontestualizzazione” e concludendo che “Come indicato nel provvedimento di tutela stesso, l’intervento di restauro e riuso dovrà “rispettare la struttura e l’impianto originario dello Stadio, nonché le finiture e non modificare quei fattori definiti fortemente identitari e non modificabili anche in una strategia di valorizzazione“. E, a scanso di equivoci, la Soprintendenza fa presente che il provvedimento di tutela del 2018 non potrebbe essere autonomamente modificato dalla stessa Soprintendenza, ma richiederebbe un percorso istruttorio collegiale analogo all’imposizione del vincolo. Tuttavia nello stesso tempo l’ente, assicurando “uno spirito di massima collaborazione e operatività“, dichiara di restare “a disposizione per condividere, anche con sopralluoghi tecnici, sviluppi del progetto che possano contemplare diverse ipotesi di tutela/conservazione della pensilina o della memoria della stessa“. “Diverse ipotesi” che ci si chiede quali possano essere compatibili con quanto precedentemente precisato. Anche per quanto riguarda la tutela paesaggistica, la Soprintendenza esprime un parere preliminare “di massima favorevole” ad alcune condizioni, a partire dall’altezza che raggiungerebbe la struttura in relazione al contesto: “Dalle sezioni architettonico/paesaggistiche presentate che evidenziano, come richiesto da questo Ufficio, le altimetrie del contesto naturale, delle emergenze e del nuovo volume e che sottolineano i rapporti dimensionali e di gerarchia tra la realtà ambientale caratterizzata dalla collina dei Parioli, dalle palazzine diViale Tiziano, dall’area degli insediamenti delle Olimpiadi degli anni Sessanta e dall’Auditorium, sia in relazione alle altezze attuali dello stadio Flaminio sia con le nuove altezze dello stadio di progetto, si evidenzia quanto l’impatto dovrà essere calibrato e ben rapportato alla realtà consolidata in cui si va ad inserire”, concludendo che “questa Soprintendenza ritiene che l’altezza massima che potrà raggiungere la nuova copertura dello stadio potrà essere l’altezza massima del vicino Auditorium Parco della musica firmato dall’arch. Renzo Piano“. In concreto, ricaviamo da un articolo del Corriere della sera (7) che l’altezza dell’impianto del progetto della SS lazio “si spinge a più di 50 metri e l’Auditorium si ferma a 40″ , “che vuol dire cancellare con un colpo di penna 15 mila spettatori“. Una decurtazione che potrebbe mettere in seria crisi la sostenibilità del progetto. Non sappiamo però quanto “La Soprintendenza ritiene” sia vincolante per gli sviluppi futuri del progetto. La ripetuta citazione dell’ “approfondito studio realizzato dall’Università degli Studi di Roma che ha portato alla redazione del documento “Piano di Conservazione interdisciplinare” per la struttura dello Stadio Flaminio (6), che la Soprintendenza ricorda che “è stato indicato come prioritario strumento metodologico ed operativo al fine di perseguire la tutela e la conservazione del manufatto storico oggetto di intervento“, ribadendo che “questa Soprintendenza condivide come il Piano di Conservazione interdisciplinare, insieme al Provvedimento di tutela apposto dal Ministero della Cultura nel 2018, possano essere per il presente progetto un costante riferimento di metodo per la compatibilità della proposta progettuale rispetto alle più opportune scelte architettoniche” induce a sperare che la Soprintendenza mantenga con fermezza il punto sulle limitazioni introdotte. Resta aperta la situazione del parere per la Tutela Archeologica, in un’area ricca di preesistenze – a partire da una necropoli romana individuata dal 2011 sotto lo Stadio (8)– che vede la Soprintendenza confermare la “valutazione del potenziale e del rischio archeologico come “alto” dichiarato dal proponente e prescrivere indagini archeologiche preliminari. Un altro aspetto che dovrebbe essere di impedimento a un progetto che prevede decine di perforazioni per inserire i pali di sostegno della nuova struttura. Anna Maria Bianchi Missaglia vedi anche Stadio Flaminio – II Municipio cronologia materiali IL PARERE DEL MINISTERO DELLA CULTURA SOPRINTENDENZA SPECIALE ARCHEOLOGIA BELLE ARTI E PAESAGGIO DI ROMA (PROT. QA/74077 DEL 10.08.2026) Oggetto: Roma, Municipio II -Viale Tiziano-Stadio Flaminio  (SIS 2-14)- proposta SS Lazio- indizione Conferenza di Servizi Preliminare, ai sensi dell’art. 14, comma 3 della legge 241/19 90 e ss.mm.ii e ai sensi dell’art. 13 L.76/2020 e ss.mm.ii, da svolgersi in forma semplificata di modalità sincrona, secondo quanto previsto dall’articolo 14 bis, c. 7 e 14 ter della medesima Legge, per l’acquisizione degli atti di assenso, comunque denominati, propedeutici all’approvazione della “Proposta di finanza di progetto ex art. 4 D.Lgs. n. 38/2021 intervento di recupero funzionale, valorizzazione ed ampliamento dell’Impianto sportivo capitolino sito in Viale Tiziano denominato Stadio Flaminio, MUN II (SIS 2-14) “- Trasmissione integrazioni e riapertura termini di scadenza conferenza dei servizi -rif. QA/44515 del 25.05.2026 e s.s. (prot. QA/2026/006508 del 09.07.2026) e trasmissione integrazioni archeologiche (rif. QA/2026/07642 del 31/7/2026)- Parere di competenza Con riferimento alle trasmissioni in oggetto, acquisiti agli atti di questo ufficio rispettivamente con protocollo numero SS-ABB-RM 45838-Adele 13/7/200026 e 513 57-Adele 4/8/2026, esaminata la documentazione trasmessa, quest’ufficio comunica quanto segue  Tutela monumentale: Rispetto al regime vincolistico e di tutela, come riportato anche nel parere del MIBAC 35107 del 02.08.2021, citato nella convocazione alla Conferenza dei Servizi in oggetto, assunto agli atti del Comune di Roma con prot. EA/8823, lo Stadio Flaminio è stato decretato di interesse storico-artistico ai sensi dell’art. 10, co.3, lett. d) del D.Lgs. 42/2004 con Decreto del Segretario Regionale del Lazio del 27.09.2018 n.74. Lo Stadio Flaminio, inaugurato nel 1960 nel Villaggio Olimpico, nell’area del vecchio Ippodromo Parioli, in occasione della XVII Olimpiade presenta una pianta data da un rettangolo con angoli smussati, e l’anello gradonato che circonda il campo da gioco funge da copertura agli spazi sottostanti destinati ai servizi accessori. Le balconate del lato di Via Flaminia sono coperte da una grande pensilina che caratterizza l’intera struttura. Il processo edilizio per la costruzione dello stadio fu caratterizzato da importanti e riconosciute sperimentazioni nell’impiego del calcestruzzo armato, che fu utilizzato in diverse modalità, dai getti in opera agli elementi prefabbricati alle lastre ondulate realizzate a piè d’opera, grazie anche alla possibilità dei Nervi di operare in qualità sia di progettisti che di costruttori tramite l’impresa Nervi & Bartoli. Come più volte rappresentato, questa Soprintendenza auspica che venga avviata un’opera di conservazione, restauro e valorizzazione della struttura sportiva dello Stadio Flaminio, in considerazione anche dello stato di degrado e di abbandono in cui versa, come già evidenziato, e condivide pienamente, come indicato da Codesto Dipartimento, che l’impianto sportivo, inattivo da diversi anni, necessiti di opere di riqualificazione, ammodernamento e adeguamento al fine della rimessa in pristino e della riapertura al pubblico sia come luogo di aggregazione e inclusione sociale e giovanile che come luogo di interesse storico e culturale della città. Come citato anche nella convocazione alla CdS, la struttura dello Stadio Flaminio è stata oggetto di un approfondito studio realizzato dall’Università degli Studi di Roma che ha portato alla redazione del documento Piano di Conservazione interdisciplinare che codesta Amministrazione ha anche presentato nel corso di un convegno specifico che la Scrivente ha comunicato a codesto Comune con nota prot. 42784 del 27.01.2020. Nella documentazione presentata, tale Piano di Conservazione interdisciplinare, citato più volte, èstato indicato come prioritario strumento metodologico ed operativo al fine di perseguire la tutela e la conservazione del manufatto storico oggetto di intervento. In considerazione delle caratteristiche di opera paradigmatica dal punto di vista architettonico, strutturale, tecnologico dello Stadio Flaminio e del rapporto con il contesto urbano e paesaggistico e con la storia della città, questa Soprintendenza condivide come il Piano di Conservazione interdisciplinare, insieme al Provvedimento di tutela apposto dal Ministero della Cultura nel 2018, possano essere per il presente progetto un costante riferimento di metodo per la compatibilità della proposta progettuale rispetto alle più opportune scelte architettoniche. Dalla documentazione progettuale presentata si evince come la proposta del nuovo stadio risulti essere soprammessa allo stadio Flaminio preesistente, al quale si affiancherebbe riproducendo, a scala più grande, le strutture tipiche dei cavalletti progettati da Pier Lugi Nervi che ne caratterizzano l’intera architettura. A seguito dell’esame degli elaborati progettuali e a seguito di alcuni incontri illustrativi avuti con il gruppo di progettazione, in considerazione di quanto sopra esposto, questa Soprintendenza esprime parere preliminare di massima favorevole alle seguenti condizioni. Sul rapporto tra la struttura dello Stadio Flaminio e il nuovo progetto, in relazione alle strutture dello stadio, che verrebbero ed essere in parte nascoste dalla nuova realizzazione, in particolare in relazione alla percezione del suo particolare disegno sinuoso del profilo sommitale e della grande pensilina, elementi di pregio e caratterizzanti l’edificio oggetto di vincolo, si evidenzia quanto segue. La documentazione integrativa presentata con i prospetti e le sezioni proposte rendono chiaro ed evidenziano come sarebbe opportuno negli sviluppi del progetto valutare l’alleggerimento dell’elemento dell’anello-pensilina esterno per poter percepire maggiormente lo stadio preesistente che resta all’interno della nuova struttura. Questo Ufficio resta quindi a completa disposizione per valutare modifiche progettuali gli sviluppi del progetto in tal senso. In riferimento alla proposta presentata in cui porzioni della pensilina aggettante sulla tribuna d’onore sono oggetto di un riuso adattivo con la Trasformazione dell’elemento strutturale storico in un oggetto autonomo di memoria, conservandone il valore simbolico ma cambiandone funzione, si richiamano i contenuti del provvedimento di tutela prima citato, che indica come tale elemento sia stato riconosciuto dalla critica come un capolavoro geometrico-costruttivo: “la sagoma dello sbalzo si snellisce con continuità dall’incastro all’estremità libera e di grande effetto scenografico è l’elegante superficie rigata a sbalzo caratterizza anche dal punto di vista formale e architettonico l’intera struttura dello stadio” né con i contenuti del Piano di Conservazione interdisciplinare che non sembrano prevedere in alcuna forma una sua decontestualizzazione. Inoltre, un intervento di restauro e rifunzionalizzazione su un bene culturale quale è l’oggetto dell’intervento, ha come obbiettivo quello di “facilitarne la lettura”, come da art. 4 della carta del Restauro del 1972, in cui si definisce il restauro come “ogni azione per mantenere in vita l’opera, aiutarne la comprensione e trasmetterla al futuro“. Come indicato nel provvedimento di tutela stesso, l’intervento di restauro e riuso dovrà “rispettare la struttura e l’impianto originario dello Stadio, nonché le finiture e non modificare quei fattori definiti fortemente identitari e non modificabili anche in una strategia di valorizzazione“. Si evidenzia, al riguardo, che il vincolo posto con il citato provvedimento di tutela del 27.09.2018 n.74 non potrebbe essere autonomamente modificato dalla scrivente Soprintendenza ma richiederebbe la riedizione del potere amministrativo-istruttorio della stessa e il conseguente prescritto e obbligatorio parere deliberativo storico-architettonico della Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale del Lazio, organo decisionale a carattere collegiale, i cui componenti sono i Soprintendenti del Lazio delle diverse province e settori, la Direzione regionale musei del Lazio e la Direzione musei statali città di Roma. Alla luce di quanto sopra indicato questo Ufficio, in uno spirito di massima collaborazione e operatività, resta a disposizione per condividere, anche con sopralluoghi tecnici, sviluppi del progetto che possano contemplare diverse ipotesi di tutela/conservazione della pensilina o della memoria della stessa. Si vuole qui ricordare come di estremo interesse risulta, in analogia con la proposta progettuale in argomento, il processo, attualmente in corso, per un manufatto del medesimo ing. Nervi sito nella città di Firenze. Per lo stadio Franchi di Firenze, infatti, è in corso un intervento di restauro che prevede la conservazione e il consolidamento della pensilina dello stesso. Risulta interessante rilevare come la pensilina dello stadio di Firenze sia un’opera pionieristica in quanto realizzata nella fase iniziale della carriera dell’ing. Nervi, presentando uno sbalzo anche maggiore sulle tribune rispetto alla pensilina dello Stadio Flaminio. Tra le destinazioni d’uso previste nella nuova distribuzione funzionale e i relativi spazi al piano terra si condivide quanto proposto nella relazione integrativa dove si indica come il progetto segua la vocazione polifunzionale dell’impianto di Nervi fin dagli anni Sessanta con il mantenimento dello schema funzionale edei percorsi presenti nel progetto originario; questo Ufficio resta a disposizione per valutare gli sviluppi delprogetto in tal senso. In relazione all’impatto che gli adeguamenti impiantistici comporteranno per la struttura originaria e per la percezione degli spazi sia negli ambienti interni che esternamente è stata presentata adeguata documentazione integrativa e si condivide quanto proposto che mantiene il criterio del minimo intervento e della reversibilità in ogni suo aspetto; in tal senso questo Ufficio resta a disposizione per valutare gli sviluppidel progetto che potranno approfondire anche gli aspetti tecnici e materici delle nuove inserzioni. In riferimento all’eventuale cancellata di perimetrazione e a specifici sistemi di accesso e protezione dei flussi che andrebbero ad avere impatto sull’intorno e sul contesto urbano, paesaggistico e ambientale, si condivide la soluzione presentata nella documentazione integrativa; in particolare si ritiene compatibile con il contesto la proposta dei preselettori di fila amovibili nei giorni no match day, che potranno con la loro rimozione mantenere libere le visuali e la percezione degli spazi adiacenti lo stadio. In coerenza con quanto proposto si vuole in questa sede ricordare come questo Ufficio, congiuntamente con codesto Spettabile Comune, stia lavorando a molteplici progetti urbani che vedono lo sviluppo delle aree limitrofe lo stadio e che si relazionano con il Palazzetto e l’Auditorium con una serie di aree verdi e di completamento che non prevedono grandi aree destinate a parcheggi, ma che seguono una vocazione di qualità ambientale e architettonica. Tutela Paesaggistica: L’area, all’interno dell’ansa del Tevere, delimitata dalla via Flaminia, che ospita dalla fine degli anni Cinquanta il nucleo principale delle attrezzature progettate per la XVII Olimpiade di Roma, è ricompresa in un’ampia area sottoposta a vincolo paesaggistico ai sensi dell’art. 136 comma 1 lett. c), d) del D.lgs. 42/2004con Deliberazione della Giunta Regionale del 5 dicembre 1989 “Dichiarazione di notevole interesse pubbliconel territorio delle province di Roma, Viterbo, Rieti, interessato dalla località «Valle del Tevere»”. Il vincolo èstato applicato in considerazione della “non comune bellezza di rilevante e particolare pregio per gli intrinsechivalori ambientali e paesistici”. Nel caso in esame, considerata la presenza del vincolo paesaggistico “dichiarativo”, si applica, ai sensi dell’art. 8 delle Norme del Piano Territoriale Paesaggistico Regionale, la disciplina di tutela e uso del Paesaggio in cui ricade il bene, ovvero il “Paesaggio degli insediamenti in evoluzione”. Tale Paesaggio è costituito da “ambiti anche parzialmente edificati in via di trasformazione o comunque individuati come compatibili con programmi di sviluppo urbano”, la cui tutela è volta a promuovere “la qualità degli insediamenti urbani attraverso la realizzazione di tessuti integrati, il controllo delle tipologie architettoniche nonché delle tecniche e dei materiali costruttivi”, nonché alla “conservazione e valorizzazione dei beni del patrimonio culturale e degli elementi naturali presenti, alla conservazione delle visuali verso i paesaggi di pregio adiacenti e/o interni all’ambito anche mediante il mantenimento di corridoi verdi all’interno dei tessuti e di connessione con i paesaggi naturali e agricoli contigui” (art. 28 delle Norme del P.T.P.R.). Tra gli interventi consentiti rientrano in particolare il recupero e l’ampliamento di impianti sportivi esistenti, pur nel rispetto della conservazione dei beni culturali e dei paesaggi di pregio come sopra indicato. Questa Soprintendenza, in considerazione di quanto trasmesso come integrazioni documentali, che si ritengono esaustive in riferimento alla compatibilità paesaggistica e all’impatto che l’intervento proposto potrà avere nel contesto in oggetto ed in particolare al rapporto dimensionale tra il nuovo stadio e l’intorno esprime parere preliminare di massima favorevole alle seguenti condizioni. Lo stadio risulta inserito in un contesto consolidato e di pregio. Intervento urbano che vide il coinvolgimento di importanti professionisti quali Cafiero, Libera, Monaco, Luccichenti, Vitellozzi, Carbonara e gli stessi Nervi, oggetto oggi di vincoli monumentale e paesaggistico, dove emergono architetture d’autore di interesse. Nell’area infatti si trovano il Palazzetto dello Sport, del medesimo architetto Pier Luigi Nervi e il Villaggio Olimpico sempre a firma di insigni architetti e il vicino Auditorium a firma dell’architetto Renzo Piano, che vanno a creare un contesto consolidato e di grande interesse e molto ben calibrato tra importanti spazi di aggregazione socio-culturale e aree verdi nonché una viabilità calibrata e studiata che crea uno degli ambiti maggiormente riusciti nel contesto della più recente trasformazione della città di Roma con l’inserimento dell’Auditorium che ben si è inserito in un tessuto tanto di pregio quanto fragile, con la vicinanza del quartiere Parioli e Flaminio e con gli sviluppi futuri della limitrofa area di via Guido Reni di fronte al Museo Maxxi fino al ponte della Musica. Dalle sezioni architettonico/paesaggistiche presentate che evidenziano, come richiesto da questo Ufficio, le altimetrie del contesto naturale, delle emergenze e del nuovo volume e che sottolineano i rapporti dimensionali e di gerarchia tra la realtà ambientale caratterizzata dalla collina dei Parioli, dalle palazzine diViale Tiziano, dall’area degli insediamenti delle Olimpiadi degli anni Sessanta e dall’Auditorium, sia inrelazione alle altezze attuali dello stadio Flaminio sia con le nuove altezze dello stadio di progetto, si evidenziaquanto l’impatto dovrà essere calibrato e ben rapportato alla realtà consolidata in cui si va ad inserire. In considerazione degli studi presentati e della documentazione integrativa inviata in considerazione della conformazione della copertura dello stadio che prevede una particolare percezione dell’involucro della copertura dall’esterno e dalle diverse visuali urbane, in considerazione dell’impatto con l’intorno e con le maggiori emergenze adiacenti, questa Soprintendenza ritiene che l’altezza massima che potrà raggiungere la nuova copertura dello stadio potrà essere l’altezza massima del vicino Auditorium Parco della musicafirmato dall’arch. Renzo Piano. Dai profili presentati infatti risulta evidente come tale rapporto sia prioritario per poter garantire una corretta compatibilità paesaggistica e un corretto rapporto tra le volumetrie in un distretto del contemporaneo, come detto, che presenta importanti architetture autorali. Si rimane perciò a piena diposizione per valutare proposte che prevedano un’altezza massima della nuova struttura come sopra indicato; tale proposta potrà anche valutare la conservazione della pensilina con un coerente involucro architettonico che possa contemplare sia gli aspetti architettonici, che strutturali, che paesaggistici e di fruizione e che non comporti né un inquinamento acustico, né luminoso delle aree limitrofe, che costituiscono un contesto urbano di pregio della città consolidata. Tutela Archeologica: Esaminate le integrazioni archeologiche pervenute in data 31.07.2026 a completamento della consegna del 09.07.2026, questa Soprintendenza ritiene la documentazione presentata esaustiva per quanto riguarda la conoscenza delle preesistenze archeologiche dell’area e ne condivide la valutazione del potenziale e del rischio archeologico come “alto”. Si ritiene necessario, pertanto, che l’intervento venga sottoposto alla procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico mediante l’attivazione della prima fase con l’esecuzione di indagini archeologiche dirette (saggi archeologici, sondaggi, scavi), come stabilito dal D.Lgs. 36/2023, Allegato I.8, commi 7 e seguenti. In ottemperanza alla normativa vigente si rimane in attesa di un piano di indagini a carico della Committenza, anticipando sin da ora che le eventuali attività di bonifica ordigni esplosivi dovranno essere condotte in assistenza archeologica in corso d’opera secondo le modalità stabilite nel punto 12 dell’Annesso IV alla Direttiva GEN-BST 001. Il funzionario architetto responsabile XXX Il funzionario archeologo responsabile XXX DIREZIONE AMMINISTRATIVA IL DIRETTORE XXX IL SOPRINTENDENTE SPECIALE Dott.ssa Daniela Porro _________________________________________________________________________________ 22 AGOSTO 2026 Per osservazioni e precisaizoni: laboratoriocarteinregoal@gmail.com NOTE (1) vedi Stadio Flaminio – II Municipio cronologia materiali Vedi il video di Carteinregola del 27 aprile 2025 (durata 10′ 40″) STADIO FLAMINIO: le associazioni chiedono progetti sostenibili e rispettosi dell’opera vedi la lettera della   Pier Luigi Nervi Foundation, del 23 aprile 2026 sottoscritta anche da Cartenregola inviata a Roma Capitale e alla Soprintendenza di Stato che chiede il rispetto del vincolo apposto all’opera proprio dalla Soprintendenza e di mettere agli atti un circostanziato documento Note sul progetto S.S. Lazio S.P.A per lo Stadio Flaminio a firma di Ugo Carughi e Francesco Romeo, il primo, architetto, Ex Presidente di Docomomo Italia (gruppo nazionale di Do.co.mo.mo International che si occupa della documentazione, conservazione e valorizzazione degli edifici e dei complessi urbani del Novecento) e Membro del Consiglio di Direzione e Coordinamento Tecnico dei Comitati Scientifici ICOMOS Italia (Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei siti), il secondo Professore Ordinario di Scienza delle Costruzioni Sapienza Università di Roma. Il prof. Romeo è anche stato Project Leader del team di specialisti e studiosi della Sapienza Università di Roma, della Pier Luigi Nervi Project Association e di Do.Co.Mo.Mo. Italia, che ha promosso e curato Il Pier Luigi Nervi Project (Vai alla pagina con l’articolo del 24 aprile 2026 Fondazione Nervi al Ministero: rispettare il vincolo sullo Stadio Flaminio con il documento Note sul progetto S.S. Lazio S.P.A per lo Stadio Flaminio ) (2) scarica il docuemento con i pareri della Conferenza dei servizi preliminare ((il parere della Soprintendenza è a pag. 144) (3) Vai alla sezione dedicata del sito di Roma Capitale (4) Il 27 settembre 2018 Lo Stadio è sottoposto dalla Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio e Paesaggio di Roma a dichiarazione d’interesse con decreto del 27.09.2018, n. rep. 74. Nella relazione allegata al provvedimento, la Soprintendenza ha precisato che “gli interventi dovranno rispettarne la struttura, l’impianto originario, nonché le finiture […] fattori […] fortemente identitari e non modificabili in una strategia di valorizzazione dell’impianto e […] (che) vada, al tempo stesso, rispettata la vocazione e l’originaria destinazione d’uso sia per quanto riguarda la funzione dello stadio, sia gli spazi accessori SCARICA il Decreto di interesse culturale dell’opera di P.L. Nervi dal MiC (art. 10 lett. d del D.Lgs. 42/04), con provvedimento del 27.09.2018 n. 74. con la Relaizone Storico critica (5) Si veda il Tempo del 12 agosto Flaminio, capienza ridotta e tempi allungati. Il progetto della Lazio va rifatto (6) Il Pier Luigi Nervi Project è stato promosso e curato da un team di specialisti e studiosi della Sapienza Università di Roma, della Pier Luigi Nervi Project Association e di Do.Co.Mo.Mo. Italia, (Vai alla pagina con l’articolo del 24 aprile 2026 Fondazione Nervi al Ministero: rispettare il vincolo sullo Stadio Flaminio con il documento Note sul progetto S.S. Lazio S.P.A per lo Stadio Flaminio  (7) Il Corriere della Sera di Roma del 12 agosto: Lotito esulta, Flaminio il primo sì. Ma i progetto deve essere rivisto di Andrea Arzilli e Elmar Bergonzini (8) vedi tra gli altri Archeomedia ROMA. Sotto lo stadio Flaminio c’è una necropoli romana. 17 marzo 2011
August 22, 2026
carteinregola
La super antenna al Celio ridimensionata dopo la mobilitazione dei cittadini
via dei Querceti antenna prima e dopo Foto Paolo Gelsomini QUEL PASTICCIACCIO BRUTTO DI VIA DEI QUERCETI di Paolo Gelsomini Il racconto del “pasticciaccio brutto di via dei Querceti”, tranquilla stradina del Rione Celio tra l’antica chiesa dei Santi Quattro Coronati, la basilica di San Clemente e via San Giovanni in Laterano, è emblematico per capire come la politica, a tutti i livelli istituzionali, arranchi faticosamente per stare dietro alle velocissime innovazioni tecnologiche e alla marea di domanda che tali innovazioni produce. Ecco i fatti: nella notte del 14 dicembre 2024 una gigantesca antenna stazione base per telecomunicazioni 5G è stata montata nel cortile di un condominio di via dei Querceti per un’altezza di circa 25 metri dal piano cortile e di 10 metri sopra la quota dei tetti circostanti con conseguente impattante visibilità da vari punti del rione ed in particolare dal Colle Oppio. Il tutto avvolto da un parallelepipedo bianco che bucava il cielo e che litigava con le mirabili architetture paleocristiane, le scalinate, i tetti a coppi e tegole delle vecchie case restaurate, gli alberi che disegnano lo skyline del Celio. L’apparizione improvvisa di questo inquietante fantasma ha suscitato la reazione degli abitanti del Rione che si sono mobilitati per raccogliere centinaia di firme da apporre in calce ad  un esposto nel quale è stato chiesto ai soggetti istituzionali coinvolti di essere tempestivamente informati sui percorsi normativi messi in essere e sulle autorizzazioni date per consentire l’installazione di questa antenna. Da informazioni raccolte a mezzo stampa, visto che non è stato possibile ottenere riscontri ufficiali dalle istituzioni preposte alle autorizzazioni, si è appreso che, nel corso della prima conferenza dei servizi non era stato rilasciato il parere della Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma e che, decorso il termine di legge, l’Assessorato all’Urbanistica non aveva potuto che concedere l’autorizzazione di installazione dell’antenna. Qui sono entrati in gioco i cittadini che, insieme all’associazione Progetto Celio, hanno scritto di nuovo al Comune per chiedere il ritiro in autotutela del permesso di installazione a suo tempo accordato per il silenzio-assenso della Soprintendenza Speciale. E finalmente è arrivato il parere negativo della Soprintendenza Speciale rispetto al procedimento autorizzativo e il Dipartimento Urbanistica ha quindi emesso provvedimento di revoca in autotutela del permesso di costruire precedentemente accordato. Successivamente l’Amministrazione insieme alla Soprintendenza e agli operatori ha avviato un tavolo tecnico* per concordare una soluzione progettuale di adeguamento dell’antenna-stazione base per rendere compatibile l’antenna con la tutela dei beni monumentali e storici. E’ stata così individuata una soluzione progettuale, presumibilmente ritenuta dalla Soprintendenza migliorativa rispetto all’originaria proposta che l’assessorato  alle Attività Produttive ha annunciato*, dopo lo smontaggio dell’impianto che aveva generato le polemiche, con l’installazione di un “nuovo impianto, già approvato, con caratteristiche più compatibili con il contesto urbano e paesaggistico”.   Pare che l’accordo comprenda anche la contestuale rimozione di un’altra antenna appartenente alla medesima Società e ubicata a breve distanza, in un condominio di via Marco Aurelio. Ora l’antenna di via dei Querceti è più bassa e spoglia dell’involucro che la rendeva simile ad una torre bianca di altri contesti urbani psichedelici, ma non certo di quello austero e meditativo del Celio. Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Sospendiamo il giudizio. Certamente la situazione è migliorata grazie all’azione dei cittadini che sono sempre poco o per niente coinvolti, e a consiglieri municipali e comunali sensibili al problema e, naturalmente, all’assessore all’Urbanistica. Continuiamo a scontare un vuoto legislativo a livello nazionale dove, per facilitare la diffusione delle reti veloci, si sono introdotte semplificazioni delle procedure e un innalzamento dei limiti di esposizione elettromagnetica.  In Italia, infatti, la normativa nazionale sul 5G, in particolare con la Legge 214/2023 e il DLgs 48/2024, ha innalzato i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici a 15 V/m (da 6 V/m) dal 29 aprile 2024, per favorire lo sviluppo delle reti. Il Comune, pur nelle restrizioni imposte dalla legislazione nazionale, ha margini di intervento che ha tardato ad attuare, pur varando un regolamento (142ª Proposta (Dec. G.C. n. 70 del 31 agosto 2023) **) che però è privo di una pianificazione delle localizzazioni delle antenne. Molte sono le domande che rimangono senza risposta, perché non si vuole affrontare la contraddizione, che è alla base di situazioni come questa di via dei Querceti, tra il consumo sempre più diffuso delle reti veloci e in particolare di quelle per la telefonia mobile, e la conseguente diffusione indiscriminata delle antenne che le supportano. Un approfondimento del problema con esperti, anche alla luce di esperienze europee, e una pianificazione dei processi, compatibile con il paesaggio e con la salute, andrebbe affrontata dai Comuni e sollecitata da questi al Governo. Paolo Gelsomini 7 maggio 2026 Per osservazioni e precisazioni scrivere. a : laboratoriocarteinregola@gmail.com (*) da Roma Today 28 aprile 2026 Celio, rimossa l’antenna più contestata di Roma: un “obelisco” che svettava a pochi metri dal Colosseo La struttura, oggetto di contestazione, è stata rimossa nella notte. Residenti allarmati: “C’è ancora la gru, non sappiamo se ne monteranno un’altra” di Fabio Grilli ** 142ª Proposta (Dec. G.C. n. 70 del 31 agosto 2023) Approvazione del Regolamento per la localizzazione, l’installazione e la modifica degli impianti di telefonia mobile e tecnologie assimilabili, ai sensi dell’art. 8, comma 6, della Legge n. 36 del 22 febbraio 2001 e ss.mm.ii. e dell’art. 9, commi 7, 8 e 9 della Legge Regione Lazio n. 19 del 23 novembre 2022, nonché per l’adozione di un sistema di monitoraggio delle sorgenti di campo elettrico, magnetico ed elettromagnetico. scarica la deliberazione
May 7, 2026
carteinregola
Con la Fontana di Trevi a pagamento un altro pezzo di città pubblica diventa una merce  per i turisti
dall’opuscolo scaricabile dal sito di Roma Capitale Scriveva Tomaso Montanari nel 2017 a proposito dell’introduzione del pagamento del  biglietto per visitare il Pantheon: “Ha scritto Kant: «Tutto ha un prezzo o una dignità. Ciò che ha un prezzo può essere sostituito da qualcos’altro a titolo equivalente; al contrario, ciò che è superiore a quel prezzo e che non ammette equivalenti, è ciò che ha una dignità ». Il Pantheon deve avere un prezzo, o può continuare ad avere una dignità?” (1) Parole ancora più attuali ora che apprendiamo dal sito di Roma Capitale (2) che da febbraio si potrà accedere alla Fontana di Trevi pagando un biglietto di due euro (ma sarà gratis per residenti della città metropolitana).   L’iniziativa viene  giustificata con il sovraffollamento, i costi di manutenzione ecc (3)  dall’opuscolo scaricabile dal sito di Roma Capitale Così si introduce  un ulteriore tassello della mercificazione della città pubblica e della sua trasformazione a uso e consumo dell’iperturismo. Perché la Fontana di Trevi non è un museo chiuso, il cui accesso l’amministrazione può scegliere di rendere libero o a pagamento. E’ una piazza, uno spazio pubblico, un monumento che ci è stato lasciato in eredità da chi ci ha preceduto e che  è patrimonio dell’umanità, sito UNESCO come tutto il contorno del centro storico. E l’ esiguità  del biglietto – 2 euro – non riesce  a rendere meno odiosa l’operazione, perchè  è inaccettabile proprio  il concetto di fondo, che un bene collettivo e uno spazio pubblico possano essere trasformati in  una qualsiasi merce/servizio  con un  prezzo per accedervi. Oltretutto è anche un pericoloso precedente, che speriamo non venga esteso ad altri spazi pubblici monumentali da trasformare in spazi turistici a pagamento. Scelte che purtroppo trovano spesso consensi molto ampi ,per la mentalità sempre più diffusa che tutto quello che porta risorse alle casse pubbliche, in questo caso comunali, “sia cosa buona e giusta”, come se la tutela del patrimonio storico dovesse autofinanziarsi e non fosse uno dei più alti compiti a cui è chiamata la nazione, con l’articolo 9 della Costituzione: “la Repubblica tutela il patrimonio storico e artistico della Nazione”. PI Piazza di Spagna 27 9 2025 foto ambm Ancora è aperta la ferita del cassone di vetro e metallo piazzato sui gabinetti pubblici di  Piazza di Spagna – a nulla è servito l’appello di associazioni e cittadini (4)  –  che ha dimostrato come nella scala di valori  di questa Amministrazione  troppo spesso il ricavo economico venga  prima della condivisione gratuita della bellezza. E proprio due giorni fa è stato approvato dal consiglio del I Municipio  il  Piano del Commercio, dove sono inserite anche le cosiddette “PIF”,  Postazioni Isolate Fisse, cioè le bancarelle degli ambulanti. Un lavoro senz’altro imponente e complesso, ma ci duole constatare che alcune delle postazioni inserite nel Piano erano  in zone di pregio del centro storico, nonostante, da quanto riferito dalla consigliera Naim, avessero avuto parere negativo delle Soprintendenze . Alcuni emendamenti proposti in extremis dalla consigliera Naim e dal consigliere Paluello per stralciare delle postazioni sono poi stati  approvati dalla maggioranza municipale, altri invece sono stati bocciati, compreso quello che eliminava la postazione di un banco alimentare a  Piazza dei Crociferi altezza civico 47,  proprio a pochi metri dalla  Fontana di Trevi (5).  PIF Piazza dei crociferi da Google maps Il combinato disposto di queste e altre iniziative, come il progetto di portare le navi da crociera a Fiumicino e milioni di turisti nella Capitale (con decine di pullman giornalieri) inserito dal Sindaco nel DPCM Giubileo (6),  il quadruplicamento della superficie massima di vendita (e di somministrazione) – da  250 mq a 1000 mq – nella città storica, compresi i tessuti medievali e rinascimentali, introdotto dalle modifiche alle Norme tecniche del Piano regolatore adottate  un anno fa dall’Assemblea Capitolina che spalanca le porte ai mega negozi (7), il nuovo regolamento per l’occupazione di suolo pubblico approvato sempre dall’Assemblea,  con  un consistente aumento della superficie occupata da tavolini e dehors (8),  i Fori Imperiali e un ampio perimetro circostante chiusi al pubblico per  sfilate di moda esclusive (9), dipingono un quadro assai fosco del destino della Capitale, e umiliano la dignità della sua storia. Anna Maria Bianchi Missaglia per osservazioni e precisazioni scrivere a laboraatoriocarteinregola@gmail.com 22 dicembre 2025 NOTE (1) vedi Tomaso Montanari su Pantheon a pagamento 14 gennaio 2017 (2) vedi comunicato in calce dal sito di Roma Capitale 19 12 2025 Nuovo sistema tariffario per i musei e i monumenti (3) vedi FONTANA DI TREVI il progetto di gestione 2026. (4) vedi L’appello: Nessuna nuova costruzione in Piazza di Spagna – Chi ama Roma non la ferisce 12 maggio 2025 vedi Per Gualtieri la bellezza di Piazza di Spagna non conta nulla 11 settembre 2025 (5) Vedi registrazione Consilgio Municipale del 18 dicembre 2025 (intervento consigliera Naim inizio penultimo video e successivamente in illustrazione emendamenti) (6) vedi Il porto crocieristico di Fiumicino, implicazioni per il sistema di mobilità di Roma di Pietro Spirito 5 dicembre 2025 vai a Progetto Porto turistico crocieristico di Fiumicino cronologia materiali (7) Vedi Modifiche NTA del PRG: una vittoria e una sconfitta (entrambe amare) 11 dicembre 2024 (8) vedi Regolamento tavolini: una delle pagine peggiori dall’insediamento di Gualtieri 6 marzo 2025 (9) vedi Sfilate di moda nei luoghi iconici della Capitale: Roma sempre più città dei ricchi e degli affari 17 luglio 2025 DAL SITO DI ROMA CAPITALE 19 12 2025 NUOVO SISTEMA TARIFFARIO PER I MUSEI E I MONUMENTI Roma introduce un nuovo sistema tariffario con l’obiettivo di favorire la tutela, sostenere la valorizzazione e promuovere l’accessibilità ai propri Musei Civici e ad alcuni dei suoi luoghi monumentali più iconici.  Questo nuovo sistema renderà gratuito l’accesso ai musei civici e ai monumenti di competenza di Roma Capitale per tutti i residenti della Città Metropolitana introducendo al contempo un ingresso a pagamento a due euro per turisti e non residenti alla Fontana di Trevi, con l’obiettivo di governarne i flussi, tutelare il monumento e migliorare la qualità della fruizione. La misura, che entrerà in vigore dal 1° febbraio 2026, introduce un modello più equo, sostenibile e accessibile, rafforzando la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale capitolino, sempre più al centro dell’attenzione internazionale.  Oltre alla gratuità per la cittadinanza romana, il nuovo sistema tariffario ha l’obiettivo di rafforzare la sostenibilità economica del sistema museale destinando le risorse aggiuntive alla manutenzione delle sedi e alla conservazione delle collezioni: il contributo richiesto ai visitatori diventa così anche uno strumento di corresponsabilità e di miglioramento complessivo dell’esperienza di fruizione Oltre alla Fontana di Trevi, diventeranno a pagamento altri cinque siti museali e monumentali fino ad oggi gratuiti. IL NUOVO SISTEMA TARIFFARIO  Ecco le novità del nuovo regime di tariffe, presentato oggi nella Sala Esedra del Marco Aurelio alla presenza del Sindaco Roberto Gualtieri, dell’assessore al Turismo Alessandro Onorato, dell’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio e del sovrintendente capitolino ai Beni Culturali Claudio Parisi Presicce. * Musei attualmente gratuiti che diventano a pagamento per i non residenti *  Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco * Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese * Museo Pietro Canonica  Villa Borghese * Museo Napoleonico * Villa di Massenzio * Musei attualmente a pagamento che diventano gratuiti per i residenti di Roma e della Città Metropolitana * Musei Capitolini * Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali * Museo dell’Ara Pacis * Centrale Montemartini * Museo della Forma Urbis (Parco Archeologico del Celio) * Area Sacra di Largo Argentina * Area archeologica del Circo Massimo * Museo di Roma a Palazzo Braschi * Museo di Roma in Trastevere * Galleria d’Arte Moderna * Musei di Villa Torlonia * Museo Civico di Zoologia * Musei che restano gratuiti per tutti * Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina * Museo di Casal de’ Pazzi * Museo delle Mura * Casa Museo Alberto Moravia ESCLUSIONI DALLA GRATUITÀ Restano esclusi dalla gratuità: eventi speciali e mostre temporanee in specifici spazi (Ara Pacis, Villa Caffarelli ai Musei Capitolini, sale del primo piano del Museo di Roma a Palazzo Braschi); spettacoli del Planetario; visite al bunker di Villa Torlonia; Circo Maximo Experience. FONTANA DI TREVI Qui il progetto di gestione 2026. L’introduzione della tariffa di accesso all’invaso della Fontana di Trevi deriva dalla sperimentazione avviata durante i lavori di manutenzione conclusi nel dicembre 2024, che ha consentito di raccogliere dati fondamentali sugli afflussi e di testare nuove modalità di fruizione per contrastare il sovraffollamento e tutelare il monumento.  La modalità sperimentata diventa ora permanente con l’introduzione di una tariffa di 2 euro per l’accesso al perimetro interno della fontana. Il sito registra una media di 30.000 accessi al giorno, con punte di 70.000, per un totale di oltre 9 milioni di visitatori l’anno. Gratuità e agevolazioni  L’accesso resterà gratuito per: residenti a Roma e nella Città Metropolitana (con documento di riconoscimento valido); possessori di MIC Card; persone con disabilità e accompagnatore; minori fino a 5 anni. L’orario di pagamento del ticket sarà dalle 9 alle 22. La tariffazione resterà in vigore anche la prima domenica del mese. Per migliorare la gestione dei flussi e la tutela del monumento saranno realizzati interventi migliorativi sulla recinzione, condivisi tra Sovrintendenza Capitolina e Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma. I lavori inizieranno il 2 gennaio e si svolgeranno esclusivamente in orario notturno. Biglietti I biglietti saranno acquistabili: presso 10 postazioni SmartPOS all’ingresso; online su fontanaditrevi.roma.it; nelle biglietterie del Sistema Musei, nei Tourist Infopoint e nei punti vendita convenzionati. Il biglietto è open, senza maggiorazioni di prevendita. Gli introiti saranno reinvestiti nella conservazione e valorizzazione del patrimonio monumentale, anche in sinergia con gli interventi del programma Caput Mundi (Pnrr). MIC CARD Resta in vigore la Mic Card che verrà potenziata e diventerà sempre di più uno strumento per promuovere la fruizione del patrimonio museale e monumentale della città. * Residenti non possessori di MIC Card * Accesso gratuito ai Musei Civici con documento di riconoscimento (senza saltafila). * Accesso gratuito e saltafila alla Fontana di Trevi con documento valido. *   Tariffa ordinaria per mostre temporanee ed eventi speciali. * Possessori di MIC Card * Accesso illimitato e gratuito ai Musei Civici. * Saltafila e preacquisto tramite app. * Tariffa ridotta per mostre temporanee ed eventi speciali.
December 22, 2025
carteinregola
Super vincoli paesaggistici su ex teatro Comunale, San Gallo e OGR. Eppure, lo scempio si può fare
Tre delle maggiori “rigenerazioni” in città, ex teatro Comunale, San Gallo e OGR, ricadono in aree super vincolate. Eppure, gli operatori edilizi si muovono in grande libertà. Con il beneplacito di Comune e Soprintendenza. Tutte e tre le “Aree … Leggi tutto L'articolo Super vincoli paesaggistici su ex teatro Comunale, San Gallo e OGR. Eppure, lo scempio si può fare sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.