La ‘telenovela’ della salute pubblica a Urbino e nell’Area Vasta continua…
Urbino Salute continua la sua opera di informazione su quanto sta accadendo
nella sanità provinciale. Il quadro che emerge dalle riunioni della Commissione
Sanità del Comune di Urbino (3 febbraio) e dell’Assemblea di Area Vasta (13
febbraio) continua a destare perplessità.
In nessuna delle due sedi si è aggiornata la situazione Pronto Soccorso. Unica
eccezione, l’ennesima rassicurazione del dottor Carelli: organico completo entro
giugno 2026. Peccato che, consultando l’Albo Pretorio, la realtà racconti altro.
Dei sei medici previsti per i tre Pronto Soccorso dell’AST, nessuno è entrato in
servizio. Sei hanno presentato domanda, ma sono ancora in attesa di concorso.
Non risulta nemmeno l’assunzione a tempo determinato dei tre medici che avevano
fatto richiesta.
In Commissione è stato posto al Sindaco il tema del completamento dei lavori
dell’ala dell’ospedale oggi sede di una camera mortuaria indegna e per il resto
inutilizzata. Il primo cittadino ha dichiarato di non saperne nulla. Pochi
giorni dopo, in Assemblea, è stato annunciato l’avvio dei lavori per la
palazzina dell’Emergenza-Urgenza, con una singolare caratteristica: nessun
termine certo. Tempistiche indefinite, conoscenze evanescenti anche in termini
di mera edilizia.
Nel frattempo l’Assessore ha preferito concentrarsi sulla futura“medicina
territoriale”, snocciolando un elenco di Case di Comunità, Infermieri di
Comunità (oggi sarebbero tre sui circa trenta previsti), AFT, Punti di primo
intervento e Punti salute. Una narrazione abbondante, ma priva di un progetto
coordinato e condiviso. Nessuna indicazione chiara su sedi, modalità di
reclutamento in un contesto già carente di personale, né sul regime gestionale
(pubblico, privato o convenzionato).
Silenzio anche sulla richiesta dei Sindaci di prevedere incentivi di
residenzialità per attrarre professionisti nelle aree interne, Urbino inclusa.
Nessun accenno a soluzioni complementari, come una rete di trasporti sociali per
agevolare gli spostamenti dei cittadini. Ancora più grave l’assenza di un
confronto tecnico serio: imbarazzante il silenzio di Assessore, Direttore
Generale e Presidente di Area Vasta di fronte all’intervento del vicesindaco e
assessore alla sanità di Fermignano, Alessandro Betonica, sui corretti rapporti
tra Case di Comunità e Pronto Soccorso.
L’unica nota positiva è l’avvio della riforma dell’Emergenza Territoriale, per
la quale auspichiamo una reale collaborazione con il personale sanitario,
condizione indispensabile per migliorare un servizio tanto delicato quanto
complesso nel nostro territorio.
Resta però una domanda politica di fondo. In una situazione tanto critica, è
accettabile che il Comune di Urbino mantenga un’unica commissione per politiche
educative, servizi sanitari e sociali, sport e politiche giovanili? È plausibile
che il Sindaco, già gravato da molteplici deleghe, possa svolgere in modo
approfondito e documentato anche il ruolo di Assessore alla Sanità? In un Comune
sede di ospedale, con due assessori allo sport e un assessore alla sanità che
coincide con il Sindaco “pluriassessore”, le risposte appaiono fin troppo
evidenti.
Redazione Marche