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Dal colpo di stato contro Chávez al rapimento di Maduro: cosa è accaduto alla rivoluzione bolivariana
Il Venezuela è stato negli ultimi decenni del XX secolo un laboratorio politico progressista e socialista, che grazie al carisma di un leader popolare è riuscito a rompere la cupola dell'élite politica neo-liberale. Ma il nuovo corso portato avanti da Maduro si è allontanato dalla base sociale, creando un nuovo sistema di regime L'articolo Dal colpo di stato contro Chávez al rapimento di Maduro: cosa è accaduto alla rivoluzione bolivariana proviene da DINAMOpress.
Il narco-traffico Trump ce l’ha in casa: la carriera di Marco Rubio
Abbiamo visto Washington impegnarsi nel sequestro di un capo di stato, ovvero il presidente venezuelano Nicolás Maduro, accusandolo di essere a capo del fantomatico “Cartel de los Soles”. Una finzione hollywoodiana, secondo un esperto di mafie e trafficanti di droga come Pino Arlacchi. L’amministrazione Trump ha preparato il terreno impiegando […] L'articolo Il narco-traffico Trump ce l’ha in casa: la carriera di Marco Rubio su Contropiano.
Un nuovo internazionalismo contro l’aggressione statunitense in Venezuela
Durante la notte del 3 gennaio, le forze militari degli Stati uniti d’America hanno attaccato la capitale venezuelana con missili, incursioni aeree e “commando” militari aereo trasportati. Un atto di guerra illegale, avvenuto dopo mesi di escalation da parte del presidente Donald Trump, che l’ha giustificato come una presunta “guerra alla droga” per difendere gli Stati uniti: secondo questa teoria mai provata, il presidente venezuelano Nicolas Maduro sarebbe il presunto capo del “Cartel de los soles”, una organizzazione criminale dedita al narco-traffico. Allo stato attuale non si registrano nuovi attacchi, mentre Nicolas Maduro risulta essere stato rapito dall’esercito statunitense, insieme a sua moglie, e portato via dal Paese. > Con questa folle decisione, il commander-in-chief Donald Trump continua la > distruzione del diritto internazionale. L’attacco al Venezuela e il rapimento del suo presidente sono in diretta continuità con il bombardamento in Iran avvenuto a giugno scorso, i recenti bombardamenti in Siria e Nigeria, ma anche con il suo incrollabile sostegno al genocidio del popolo palestinese per mano del governo israeliano. Un modus operandi fondato non sulla ricerca di un consenso internazionale per la risoluzione pacifica dei conflitti, ma piuttosto sul rapporto di forza e sulla minaccia. L’attacco al Venezuela è infatti solo una conseguenza delle pesanti ingerenze di Trump nelle ultime elezioni latino americane. Proprio pochi mesi fa, per esempio, ha minacciato l’Argentina di ritorsioni economiche nel caso in cui Milei non avesse vinto la tornata elettorale di metà mandato. In altre parole, lì dove Trump non riesce a far passare la sua politica influenzando il gioco democratico, picchia con il bastone “democratico” dello zio Sam per ristabilire il suo dominio nel “cortile di casa”, e ovunque i suoi interessi lo richiedano. Ricordando l’esito fallimentare delle strategie omicide neo-coloniali ipocritamente denominate “export della democrazia” (Afghanistan docet), è chiaro che l’atto bellico di queste ultime ore non ha niente a che fare con la costruzione della democrazia. > Quella di Trump è, senza dubbio, una aggressione imperialista mirata > unicamente ad accrescere la sfera d’influenza statunitense nel continente > sud-americano e a rimettere le mani sui giacimenti petroliferi venezuelani. Davanti a questo nuovo capitolo di guerra che sta affrontando il mondo il nostro pensiero va alla popolazione aggredita, che subisce le conseguenze nefaste dei conflitti. È necessario rivendicare e ribadire il principio di autodeterminazione dei popoli, il ripudio della guerra e la fine della logica di potenza come motore della competizione internazionale, con l’ambizione di costruire dal basso un internazionalismo che abbia al centro l’universalismo dei diritti, la giustizia sociale e l’eguaglianza. Quanto è successo in Venezuela è un precedente molto pericoloso, che arriva dopo un attacco continuo (e forse definitivo) alle istituzioni multilaterali nate dalle ceneri del secondo conflitto mondiale: Israele, Stati Uniti, Russia e i fascismi d’Occidente hanno la chiara intenzione di riscrivere l’ordine mondiale, normalizzando attacchi come quelli al Venezuela (come testimonia il comunicato di Palazzo Crigi che difende l’operato yankee). Ai movimenti e alle convergenze delle lotte l’arduo compito di provare a essere all’altezza della sfida, rifuggendo dai campismi, cioè credere che sia internazionalismo schierarsi con Putin o con Xi o con Trump “pacifista”, che già troppi danni hanno causato negli ultimi anni. ¡QUE VIVA EL PUEBLO LIBRE! La copertina è tratta da un video circolato su internet dopo gli attacchi SOSTIENI, DIFENDI, DIFFONDI DINAMOPRESS Per sostenere Dinamopress si può donare sul nostro conto bancario, Dinamo Aps Banca Etica IT60Y0501803200000016790388 tutti i fondi verranno utilizzati per sostenere direttamente il progetto: pagare il sito, supportare i e le redattrici, comprare il materiale di cui abbiamo bisogno L'articolo Un nuovo internazionalismo contro l’aggressione statunitense in Venezuela proviene da DINAMOpress.
Il cappio sul Venezuela e l’imperialismo pirata
Attorno al Venezuela la morsa si stringe. Le provocazioni si moltiplicano, le pressioni economiche e militari si fanno sempre più aggressive, mentre da Washington si cerca deliberatamente la reazione di Caracas per poter poi rovesciare la narrazione, vestendo i panni del vittimismo e indicando il governo di Nicolás Maduro come […] L'articolo Il cappio sul Venezuela e l’imperialismo pirata su Contropiano.
AP: “tentativo USA di corrompere un pilota per rapire Maduro”
Associated Press, agenzia di stampa internazionale con sede a New York, ha rivelato che una recente inchiesta ha fatto emergere come ci sia stato un tentativo di corrompere il pilota del presidente venezuelano Nicolas Maduro, per rapirlo e portarlo in un luogo dove le forze USA avrebbero potuto arrestarlo, con […] L'articolo AP: “tentativo USA di corrompere un pilota per rapire Maduro” su Contropiano.