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LIBANO: LA TREGUA TRA BEIRUT E TEL AVIV “NON VALE PER IL SUD”; HEZBOLLAH LA RESPINGE. UCCISO UN CASCO BLU E DUE FERITI NEL SUD
AGGIORNAMENTO POMERIGGIO – Solo oggi, giovedì 4 giugno, 9 morti e 8 feriti per i raid israeliani tra Sohmor, nella valle della Bekaa, la diga di Qaraoun – una delle più importanti del Libano -, la periferia di Lebbaya, il sud di Beirut, Nabatieh, Bint Jbeil e Tiro, città millenaria a rischio distruzione. A Tel Aviv Netanyahu ha convocato i militari per un vertice, mentre suonano le sirene d’allarme nel nord. In Libano invece si trattiene il respiro, a partire da quelle almeno 130mila persone – i dati sono dell’Oms – a tutt’oggi sfollati nei 631 rifugi collettivi in tutto il Paese. Un dato sicuramente sottostimato, visto che non considera le migliaia e migliaia di sfollati informali e quelle 450mila persone che dal Libano hanno attraversato il confine con la vicina Siria. L’intervista a Lorenzo Trombetta, autore del recente libro “Damasco, crocevia millenario nello spazio euroasiatico”, analista mediorientale per Limes e Ansa. AGGIORNAMENTO MATTINA – Lo stato di Israele e il governo libanese di Beirut hanno concordato l’ennesimo cessate il fuoco, con la collaborazione esplicita delle autorità libanesi con l’occupazione israeliana: controlleranno, infatti, senza la partecipazione di Hezbollah, alcune delle aree invase dall’esercito israeliano. Secondo l’intesa, la tregua – che comunque esclude esplicitamente il sud del Paese – sarebbe subordinata, così si legge, alla “cessazione completa del fuoco di Hezbollah e all’evacuazione di tutti i suoi membri dal settore del Litani meridionale”. Sarebbe poi stato fissato un nuovo ciclo di colloqui dal 22 giugno per raggiungere un “accordo globale”. Hezbollah ha “informato il premier Aoun del proprio rifiuto dell’accordo, ribadendo che qualsiasi accordo accettabile debba comprendere il ritiro completo di Israele da tutto il territorio libanese”. Un soldato serbo della missione Unifil, intanto, è rimasto ucciso a Marjayoun, nel sud-est libanese. Altri due sono rimasti feriti. Lo riferiscono le Nazioni Unite. Scambio di accuse tra Tel Aviv e Hezbollah per la responsabilità dell’attacco, mentre Israele starebbe spingendo sempre di più perché lo scontro si sposti all’interno per aumentare le storiche divisioni della società libanese. A dirlo le agenzie di sicurezza libanesi, con le quali si confrontano anche le organizzazioni umanitarie sul campo, come Un Ponte Per, preoccupata dal fatto che “la possibilità che lo scontro si sposti internamente è probabile: la situazione è molto tesa”. Da Beirut il collegamento con David Ruggini, capomissione di Un Ponte Per in Libano. Ascolta o scarica
June 4, 2026
Radio Onda d`Urto
Il governo ha deciso di non rinnovare il memorandum con Israele perché è in difficoltà
Lunedì 13 aprile 2026 l’Italia avrebbe dovuto rinnovare automaticamente il memorandum militare con Israele. Ma non l’ha fatto. Una buona notizia per chiunque pensi si debba fare qualunque cosa per fermare il genocidio israeliano in Palestina, oggi allargato al Libano. Ma la domanda è: perché il Governo Meloni ha preso […] L'articolo Il governo ha deciso di non rinnovare il memorandum con Israele perché è in difficoltà su Contropiano.
April 19, 2026
Contropiano
Il mondo che Meloni inventò
di Mario Sommella (*).   La fabbrica della realtà: istruzioni per abitare il Paese più bello del mondo (quello immaginario)   Cari concittadini, una buona notizia: viviamo nel migliore dei Paesi possibili. Lo sappiamo per certo perché ce l’ha appena comunicato la premier dal banco del governo, con la compostezza di chi legge un bollettino meteorologico nel quale c’è sempre il
LIBANO: CONTINUANO GLI ATTACCHI ISRAELIANI NONOSTANTE LA TREGUA DEL NOVEMBRE 2024. DUE PERSONE UCCISE
Ancora bombardamenti israeliani nel sud del Libano, nonostante l’accordo di tregua concordato nel novembre 2024. Lunedì 27 ottobre due persone sono state uccise e una è rimasta ferita in un attacco israeliano compiuto con un drone nei pressi di una fabbrica di legno nel villaggio di Biyad, a sud di Tiro, nel Libano meridionale. Questo mentre ieri pomeriggio la missione delle Nazioni Unite dislocata nel Libano meridionale (Unifil) ha annunciato che “verso le 17:45, un drone israeliano si è avvicinato a una pattuglia dell’Unifil in azione nei pressi di Kfar Kila e ha sganciato una granata” aggiungendo che “pochi istanti dopo, un carro armato israeliano ha sparato un colpo contro le forze di peacekeeping. Fortunatamente, non sono stati causati feriti o danni”. Ai microfoni, la corrispondenza da Beirut con il giornalista Mauro Pompili. Ascolta o scarica.
October 27, 2025
Radio Onda d`Urto