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Basta attacchi alla scuola: difendiamo autonomia, organi collegiali e libertà di insegnamento
“Non siamo di fronte a episodi isolati”, dichiara Monica Ottaviani segretaria generale della FLC CGIL Emilia Romagna. Da Bologna a San Lazzaro, da Modena fino a Cesena, la scuola pubblica dell’Emilia Romagna è sottoposta a un clima sempre più pesante: campagne mediatiche, pressioni politiche, richieste di chiarimenti, ispezioni, tentativi di delegittimare dirigenti scolastici, collegi dei docenti e comunità educanti. “Scelte educative e didattiche, decisioni assunte dagli organi collegiali, percorsi che costruiscono consapevolezza, pensiero critico, responsabilità e cittadinanza democratica troppo spesso vengono trasformati in un caso politico”. “La scuola, continua Ottaviani, viene messa sotto accusa non perché sbaglia, ma perché prova a fare il proprio lavoro: educare, discutere, formare cittadine e cittadini liberi. È questo l’attacco continuo del Ministro Valditara, e non solo, alla scuola della Costituzione”. La libertà di insegnamento non è una concessione del ministro di turno. È un principio costituzionale. La scuola pubblica non può essere ridotta a luogo di obbedienza, a terreno di propaganda o a spazio controllato da chi pretende di decidere dall’esterno cosa si possa discutere, leggere, approfondire. In questo quadro, la solerzia con cui vengono attivate ispezioni e richieste di chiarimenti alle scuole da parte dell’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia Romagna, certamente anche sotto pressione ministeriale, è grave. L’Amministrazione sembra muoversi con una rapidità selettiva: più lenta quando si tratta di affrontare i problemi strutturali della scuola, rapidissima quando una polemica politica spesso strumentale, costruita sui social, indica una scuola, un dirigente, un docente da mettere sotto osservazione. Vorremmo vedere lo stesso attivismo quando il sindacato e le scuole denunciano organici insufficienti, tagli al personale ATA, classi sovraffollate, precarietà, reggenze, carichi di lavoro insostenibili, edilizia scolastica inadeguata, segreterie al collasso. Quando invece una scuola finisce nel mirino della destra politica e mediatica, la macchina amministrativa si mette immediatamente in moto, rischiando di diventarne il braccio operativo. Non è accettabile alimentare un clima nel quale dirigenti e docenti, che già sono chiamati a fronteggiare le complessità e le fragilità del tempo, prima di assumere una decisione educativa, debbano chiedersi se finiranno nel mirino di un ministro, di un parlamentare o di un post sui social. Si arriva persino a chiedere conto delle motivazioni di un sei in condotta attribuito a chi ha esposto, dentro una scuola, slogan dichiaratamente razzisti. La scuola non può diventare terreno di scorribande politiche né il pretesto per esaltare misure repressive e securitarie, trasformando la paura in odio e l’accoglienza in assistenza. Gli interventi del Ministro Valditara e dell’intera costellazione politica del centrodestra, che sembrano prestare grande attenzione all’Emilia Romagna, non perdono l’occasione per mettere in discussione l’autonomia delle istituzioni scolastiche: sui temi della pace, dell’accoglienza, della memoria, dell’antifascismo, dell’educazione alla cittadinanza e alla affettività. Lo fanno ogni volta che una scuola prova ad adempiere alla propria funzione: formare persone libere e consapevoli. L’obiettivo di ispezioni e punizioni esemplari è zittire le scuole, mortificare il personale e gli organismi collegiali, sottoporli a pressione continua, impedirne il ruolo sociale e culturale. “La scuola pubblica sta vivendo una delle fasi più pesanti e reazionarie degli ultimi anni”, sottolinea la Ottaviani, “serve costruire un cordone democratico attorno al sistema pubblico statale. Lo facciano anche la Regione Emilia Romagna, i Comuni, le amministrazioni locali, tutte le forze sociali e politiche che credono in una scuola libera, democratica, pluralista e antifascista” prosegue la sindacalista. Alle comunità scolastiche finite nel mirino, ai collegi dei docenti, ai consigli di classe, alle dirigenti e ai dirigenti scolastici, al personale docente e ATA, va la nostra piena solidarietà e il nostro sostegno. Basta attacchi. Basta campagne di intimidazione. Basta ispezioni usate come strumenti di pressione politica. Basta minacce verso chi lavora ogni giorno nella scuola pubblica. La scuola non si piega. La scuola educa. La scuola è la Costituzione. Redazione Romagna
June 15, 2026
Pressenza
Continua la costruzione di una Rete per la Scuola Pubblica – Romagna: il 16 maggio la prossima assemblea pubblica
Sabato 16 maggio la Rete per la Scuola Pubblica – Romagna, formata da realtà associative e sindacali del territorio romagnolo, si riunisce per il suo terzo incontro a Rimini presso Casa Madiba, in via Dario Campana 59/F. La Rete, nata da alcuni mesi, è un percorso aperto e in costruzione che ha l’obiettivo di mettere in relazione docenti, educatorə, studentə, personale ATA, famiglie, associazioni e realtà sindacali per difendere la scuola pubblica come presidio democratico ed inclusivo e per costruire strumenti concreti di tutela, consapevolezza e organizzazione dal basso. A fronte degli attacchi di questo governo sempre più espliciti alla scuola pubblica, all’autonomia e alla libertà di insegnamento abbiamo sentito l’esigenza di rompere l’isolamento, condividere strumenti e organizzarci per difendere la scuola come spazio di libertà, cultura e pensiero critico. Pertanto, nella giornata di sabato 16 maggio dalle ore 15 saranno affrontate in tavoli di discussione, che coinvolgeranno altre reti come Non Una di Meno Rimini, alcune tematiche sulle quali riteniamo urgente la costruzione di pratiche e obiettivi comuni: la riforma degli Istituti Tecnici, l’inclusione e l’educazione sessuo-affettiva. Saranno inoltre presentate le progettualità della Rete che sono emerse negli incontri di febbraio e aprile: un toolkit condiviso e una fanzine per mettere in rete risorse, percorsi formativi e materiali; un vademecum di autodifesa e mutuo aiuto su diritti sindacali, organi collegiali e forme di tutela contro repressione e abusi; un’inchiesta sulle condizioni di lavoro nella scuola. Invitiamo tutte le componenti della comunità scolastica e della cittadinanza attiva a partecipare alla giornata del 16 maggio alle 15 a Casa Madiba perché la difesa della scuola pubblica non riguarda solo chi ci lavora o la frequenta, ma l’intera società.   Rete per la Scuola Pubblica – Romagna Info e contatti: retescuolapubblicaromagna@gmail.com Instagram: @retescuolapubblica_romagna Redazione Romagna
May 12, 2026
Pressenza
Blocchiamo tutto per una nuova scuola, per una nuova università, per un mondo nuovo!
Riportiamo il resoconto scritto da Cambiare Rotta e dall’Opposizione Studentesca di Alternativa riguardo alla tripla assemblea studentesca svoltasi il 15 e 16 novembre nelle città di Bologna, Roma e Bari. Un sunto che parla di organizzazioni giovanili vive e attive che sono in prima linea contro la tendenza alla guerra […] L'articolo Blocchiamo tutto per una nuova scuola, per una nuova università, per un mondo nuovo! su Contropiano.
November 19, 2025
Contropiano
Crolla il soffitto della scuola Diaz a Roma. Soldi all’istruzione, non alle armi
Questa mattina il controsoffitto della scuola Diaz di Roma è crollato. Solo per una casualità nessun ragazzo è stato colpito dalle macerie. Le macerie della scuola pubblica, però, stanno dissanguando il futuro delle giovani generazioni, mentre la classe dirigente è convinta che il futuro del paese passi per il riarmo, […] L'articolo Crolla il soffitto della scuola Diaz a Roma. Soldi all’istruzione, non alle armi su Contropiano.
October 17, 2025
Contropiano