Rewind Roma, giugno 2026 # Flop neofascisti e polemiche sinistre(disegno di peppe cerillo)
Il 2 giugno la festa della Repubblica si celebra con una parata militare sulla
via che Mussolini fece sventrare proprio per farci le parate militari. Il 3 uno
studioso palestinese con una borsa di studio dell’Università di Tor Vergata
viene arrestato all’aeroporto prima di partire perché Israele, che ha già ucciso
venticinque membri della sua famiglia, lo considera un terrorista di Hamas e lo
rinchiude nella famigerata prigione di Ashkelon. Il 5 c’è un presidio a Roma per
chiederne la scarcerazione. Continuano le multe contro i monopattini, nonostante
chi li guida sia la vittima, non il carnefice, nei numerosi incidenti che li
coinvolgono. A Ostia un signore in monopattino colpisce con un pugno i vigili
che provavano a multarlo. Il 7 c’è un presidio davanti all’ambasciata della
Libia per la liberazione dei membri del Global Sumud Convoy trattenuti
illegalmente nelle carceri libiche.
L’11 c’è un grosso incendio al Mandrione: un ramo cade sui fili del tram,
bloccando il traffico. Il 12 i comitati di Santa Palomba annunciano il
ritrovamento di una strada romana nel cantiere dell’inceneritore, e ne chiedono
il blocco. Sabato 13 è una giornata campale: da Prati parte un corteo per la
“remigrazione”, che non conta più di qualche migliaio di fanatici; da piazza
Repubblica sfilano circa duecento militanti contro l’aborto; Casa Pound
organizza un festival rock segreto dal nome “La tana delle tigri”, e Vannacci
presenta il suo partito Futuro Nazionale all’Auditorium del Vaticano. Il grande
corteo Fuck Remigration (almeno ventimila persone) attraversa intanto la città,
sfidando tutta questa marmaglia. Il 15 l’influencer qualunquista Simone
Carabella si presenta al centro sociale La Maggiolina denunciando l’uso di
droghe e alcool e staccando una bandiera palestinese al grido di: «Siamo in
Italia». Come risultato di questa visibilità, un carrozziere italiano che usava
un locale senza permesso rischia di chiudere. Il giorno dopo, il 16, la polizia
irrompe all’alba nel centro sociale occupato Bencivenga, in un’operazione
contemporanea ad altre perquisizioni e arresti a Napoli, Milano, e Val di Susa.
A Roma una persona viene arrestata. Sempre lo stesso giorno Tarek Idrissi esce
finalmente dal carcere di Frosinone, dopo un anno e otto mesi rinchiuso per aver
partecipato al corteo per la Palestina del 5 ottobre 2024.
Il 17 inizia la demolizione delle strutture centrali del complesso di case
popolari di Tor Sapienza, abbandonate e occupate per viverci da decenni. Il
18 doveva iniziare la riqualificazione del litorale di Ostia e la costruzione di
un Parco del mare, ma tutto tace. Crolla il tetto del mercato ittico nel
complesso dei Mercati generali che la giunta Gualtieri vuole concedere per
quattro soldi al maxifondo texano Hines. Lo stesso giorno un articolo rivela un
nuovo scandalo sull’ex convento Sant’Ambrogio dietro piazza delle Tartarughe,
ceduto senza bando e gratuitamente alla comunità ebraica per farvi una scuola
confessionale privata (le associazioni culturali e politiche che lo abitavano
furono sgomberate nel 2017 perché il palazzo doveva andare alla Sovrintendenza
per i beni culturali). Si scopre ora che gli otto milioni previsti per la
ristrutturazione verranno in gran parte da un magnate delle slot machine,
l’israeliano Uri Poliavich, proprietario di Soft2Bet e di altri siti di giochi
d’azzardo, alcuni dei quali proibiti nell’Unione Europea. Il 19 manifestazione
in Campidoglio contro l’inceneritore. A Borgo Pio il pugile fallito Simone
Carabella aggredisce un venditore ambulante al grido di: «Africano, torna a casa
tua». Durante la votazione per sospendere le collaborazioni tra il comune di
Roma e Israele, metà consiglio esce dall’aula per invalidare la mozione,
evidenziando iI disprezzo degli eletti verso i sedicimila cittadini che
l’avevano firmata. L’associazione LGBTQ+ Keshet Italia annuncia la sua
partecipazione al gay pride nonostante il suo sostegno alle politiche genocide
di Israele e l’uso costante di un linguaggio islamofobo. L’organizzazione del
Pride dichiara che non ci sono le condizioni per concedere loro di sfilare su un
carro, poiché la manifestazione condanna esplicitamente il genocidio e la
pulizia etnica in Palestina.
Il 21, solstizio d’estate; presidio dietro al carcere di Regina Coeli, in
solidarietà con le persone arrestate la settimana prima nel blitz contro gli
spazi anarchici. Il 22 nuovo presidio davanti al tribunale di piazzale Clodio,
dove si celebra l’udienza per la persecuzione a persone che hanno partecipato a
una manifestazione del 2023 in solidarietà ad Alfredo Cospito. Il
23 manifestazione a Montecitorio contro l’approvazione del Piano Casa, che
prevede anche un commissario straordinario, strapagato, che potrà decidere anche
al di sopra dei presidenti eletti delle regioni. Il 24, festa dei fuochi di San
Giovanni, viene scarcerato l’ex sindaco Alemanno, dopo due anni a Regina Coeli
per le truffe di Mafia Capitale (e il tentativo di falsificare i documenti per
evitare i lavori socialmente utili). La sera stessa viene invitato a cena da
Vannacci, che forse spera di rimpolpare con un truffatore la scarsissima presa
del suo movimento per la remigrazione. Il 25 la rete Roma sa da che parte
stare manifesta davanti al Campidoglio per interrompere le collaborazioni del
Comune con Israele. Si apre una nuova polemica interna alla sinistra capitolina:
il giovane gestore dell’associazione Cinema America, Valerio Carocci, attacca
duramente l’amministrazione Gualtieri che fino a quel momento lo aveva
finanziato copiosamente, per poi dichiarare di voler creare una nuova lista
civica alternativa a quella del sindaco. L’oggetto del contendere è il cinema
Metropolitan a via del Corso, che una serie di artisti internazionali chiedono
di non cedere a l’ennesimo fondo immobiliare. Intanto, a Ostia Antica un operaio
di cinquantacinque anni ne uccide uno di trentacinque durante una lite al bar, e
al Pigneto, di notte, qualcuno dà fuoco a una grande bandiera della pace
costruita da genitori e alunni della scuola elementare Toti.
Il 25 a Primavalle una lite tra fratellastri finisce con un omicidio, e il 26 a
Casalotti un’intera famiglia – madre, padre e figlia di 8 anni, originari del
Bangladesh – viene uccisa da un assassino ancora ignoto, forse con una mannaia.
La notte del 28 dodici agenti mettono i sigilli all’associazione culturale
Angelo Mai, che denuncia un accanimento da parte della questura. Il 29 era
prevista una grande manifestazione indetta dal neofascista Simone Carabella per
la festa di San Pietro e Paolo: la locandina annunciava che un sacerdote avrebbe
benedetto la folla, anche se la diocesi non era informata, ma dell’evento non
c’è traccia neanche sul suo attivissimo profilo social. Il 30 un nuovo
articolo rivela che l’imprenditore israeliano del gioco d’azzardo Uri
Poliavich, che finanzierà la trasformazione dell’ex Rialto in liceo ebraico, ha
creato una rete di scuole in tutta Europa per spingere i ragazzi a trasferirsi
in Israele e arruolarsi nell’esercito israeliano (lo spiega lui stesso in questo
video). Difficile immaginare come la giunta Gualtieri uscirà da
quest’operazione. Nel frattempo la temperatura sale a quaranta gradi, e le notti
di clima tropicale sono più frequenti che in tutti gli ultimi dieci anni.
Nonostante l’emergenza climatica dichiarata l’ultima settimana di giugno, e
l’ordinanza della Regione Lazio che vieta il lavoro sotto il sole tra le 12.30 e
le 16, a migliaia di lavoratori non è stato detto nulla. In particolare i rider,
quasi tutti di origine straniera, continuano a lavorare come sempre, dieci ore
al giorno sotto il sole. (stefano portelli)
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