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Fiumicino, “Legalmente Marciando”: oggi non si vola, si marcia…ma c’è l’Aeronautica Militare!
“Legalmente Marciando”, a dispetto del nome non è una gara podistica o una parata militare, ma una manifestazione simbolica che coinvolge le scuole del circondario del Comune di Fiumicino che la organizza in collaborazione con l’Aeronautica Militare. Fiumicino, vuoi per la contiguità con lo scalo aereo più importante d’Italia vuoi per la vicinanza di  presenze militari di rilievo, (dalle varie postazioni radar, all’aeroporto di Furbara sede del 17° stormo specializzato in operazioni CSAR, ad alto rischio) non è nuovo ad attività che fanno della retorica panpenalista (le ben nota “educazione alla legalità”) uno dei propri cavalli di battaglia. Il problema, dal nostro punto di vista di insegnanti della scuola pubblica, tutte, in teoria “scuole di pace” è che il patriottismo/militarismo associato ad una legalità fine a sé stessa che si traduce in semplice obbedienza a prescindere dalla giustezza delle leggi, normalizza non solo il valore intrinseco dell’obbedienza ma appunto la presenza e il connubio con la divisa militare, in questo caso quella blu scuro dell’Aeronautica. Nei 4Km del percorso si fanno tappe simboliche (per esempio beni confiscati alle mafie), vengono inaugurati simboli come panchine dedicate alla legalità o piantati alberi con un loro angelo protettore (ad es. l’“albero di Falcone”). Per completare il quadro retorico in cui i valori “razionali” principali vengono veicolati attraverso elementi più emotivi o para-religiosi, negli anni sono stati invitati a partecipare personaggi quali don Antonio Coluccia, prete impegnato contro le mafie e Manuel Bortuzzo, atleta paralimpico delle Fiamme Oro, ma non nel podismo bensì nel nuoto! Ma cosa conta, l’importante è appunto toccare le corde giuste dello studente, del papà o della mamma che può vedere nella divisa l’angelo protettore che offre opportunità di riscatto e di inclusione. Sulla carta nasce come iniziativa locale di educazione civica, legata soprattutto, alla lotta alla criminalità organizzata, alla promozione dello sport come valore educativo, alla partecipazione delle scuole: solo che dai primi anni ’90 agli ultimi dati disponibili il numero dei morti ammazzati sono calati di ben 10 volte passando dagli oltre 3mila a poco più più di 300 di cui in maggioranza donne vittime di femminicidio ad opera di ex-fidanzati/mariti/amici dalla pelle rigorosamente bianca e cultura occidentale (patriarcale). Ha senso rispolverare Falcone e Borsellino? Per chi è nostalgico dei film “poliziotteschi” anni ’70/’80 o della serie TV “La Piovra”, in cui il buono e il cattivo erano ben definiti ed era chiaro chi sparava a chi, forse si ma in un’era in cui non si spara più un solo colpo l’obiettivo è ovviamente un altro: normalizzare la divisa, renderla “amica”, accudente, salvifica per vittime di bullismo o di stupro, sempre pronta a difendere i “buoni” i “manifestanti non-violenti” dalle incursioni di quelli “violenti”. Nel frattempo il dissenso viene sempre più represso in tutte le sue forme fino a renderle inoffensive, ben irrigimentate, incanalate, in una parola “autorizzate”. Su quest’ultimo termine, peraltro, c’è un’ulteriore retorica nel quadro della concessione paternalistica del permesso di dissentire: per qualsiasi manifestazione o iniziativa pubblica NON si chiede il “permesso” o l’”autorizzazione” ma semplicemente si “avvertono” le autorità preposte al cosiddetto “ordine pubblico”. Lo Stato, quindi, vuole far passare l’idea di “istituzioni unite per la legalità” e in tempi di povertà crescente, accentramento delle ricchezze, in un’economia di guerra da difendere da chi, con termine denigratorio, è definito “pacifinto” di marce della legalità simili si contano in moltissime città italiane: “camminate antimafia”,  “giornate della legalità” per non parlare di innumerevoli e sempre più crescenti iniziative scolastiche con le forze dell’ordine. Non dimentichiamo poi che il connubio legalità-forze armate è connesso all’attività di proselitismo delle varie scuole militari come la Scuola Militare Aeronautica “Giulio Douhet” di Firenze, che è un liceo militare per studenti tra 15 e 17 anni. Spesso non sono necessari grandi numeri all’interno di queste scuole che spesso si presentano all’esterno come istituzioni, appunto di élite, quindi lo scopo, oltre che propagandistico-bellicistico è prettamente di marketing: rendere appetibile la divisa, in un mix di élitismo, di competitività e ancora oggi di machismo anche se alcuni anni fa queste scuole hanno aperto anche ad una piccola “quota rosa” di pura facciata.  Il prete poi chiude il cerchio retorico perché ricrea sempre quel triangolo simbolico  tipico delle iniziative italiane in nome della “legalità”: istituzioni dello Stato (forze armate, polizia, ecc.), scuola pubblica, mondo cattolico e oratori. Come si è visto più volte soprattutto nelle Marche questo modello è molto usato perché intercetta i giovani tramite scuole e parrocchie dando una narrazione morale della legalità. Quest’anno però a differenza del 2025 c’è maggiore enfasi sui “valori delle istituzioni” e la presenza esplicita delle forze armate dove l’Aeronautica, come dimostrano i conflitti attuali, gioca un ruolo fondamentale, molto più che nel passato. Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Militarismo nelle scuole: Aeronautica di Aviano al Liceo “Leopardi-Majorana” di Pordenone
In una scuola di Pordenone, al Liceo “Leopardi Majorana” si terrà un Incontro con un team dell’Aeroporto di Aviano, incontro previsto per mercoledì 28 gennaio 2026, che “presenterà le peculiarità dell’Aeronautica Militare e i contesti nazionali e internazionali in cui opera”. Siamo venuti a conoscenza di questa ennesima iniziativa di plauso al militarismo nell’ambito delle attività formative e scolastiche, presentando la carriera militare come una delle grandi opportunità per il futuro dei giovani. Attività formative e di orientamento per studenti e studentesse o strumenti di esaltazione del militarismo? L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università non nutre alcun dubbio a riguardo, ricordando che analoghe opportunità non vengono concesse ad ambiti civili e, anche qualora fosse stabilita una sorta di par condicio, la scuola non dovrebbe essere un luogo di pace, di educazione alla pace e non il bacino da cui attingere i futuri militari? Per quale ragione tanti Istituti comprensivi si prestano a queste attività in una fase storica nella quale tornano a soffiare i tempi di guerra? E chi invoca, come il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, la presenza del contraddittorio, perché ogni qual volta si parla di esaltazione del militarismo del contraddittorio si perde ogni traccia? È evidente quale sia la reale volontà del Governo e quale cultura sorregga la loro azione “educativa”: un militarismo dilagante che vuole a tutti i costi legittimare e normalizzare l’orizzonte di guerra nel quale vogliono condurre i cittadini e le cittadine. Circolare del Liceo. 22166190_1_239-Orientamento – Incontro con un team dell’Aeroporto di Aviano.pdfDownload Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Ferrara, diffusione della cultura aeronautica nelle scuole: protagonisti oltre 200 student3
C’era una volta il sogno del volo che affascinava la cultura futurista con la esaltazione della velocità, della tecnologia e l’aeropittura, ma qui non siamo a rievocare le opere artistiche e le teorie futuriste, bensì l’ennesimo sconfinamento di una forza armata nelle scuole di ogni ordine e grado e tutto ciò accade a Ferrara (clicca qui per la notizia). L’aeronautica militare da tempo frequenta le aule e non per decantare il mito dell’aviazione italiana, ma per offrire a studenti e studentesse attività didattiche, laboratori, incontri con esperti e percorsi orientativi finalizzati non solo alla storia dell’aviazione civile e militare, il vero obiettivo è sempre lo stesso: esaltare le forze armate e al contempo proporre la carriera militare come scelta di vita. Le strategie adottate seguono un copione già noto, si utilizza la storia passata per suscitare interesse, curiosità e aspettative verso la vita militare in un periodo storico nel quale il Riarmo palesa la costante ricerca di aumentare gli organici delle forze armate. Centinaia di studenti e studentesse hanno partecipato alle attività dell’Aeronautica militare, dalle medie alle scuole superiori con la presenza anche di amministratori locali. Il mix tra storia recente e passata per arrivare direttamente al vero obiettivo di questa presenza nelle scuole: convincere i/le giovani alla carriera militare, a diventare, come dicono gli studenti tedeschi, carne da macello per i futuri conflitti bellici, assuefare le giovani generazioni alla normalità della guerra presentando la divisa come opportunità lavorativa per le giovani generazioni. Quanto avvenuto nelle scuole di Ferrara è l’ennesima dimostrazione della costante ricerca da parte dell’esercito di reclutare giovani alla vita militare unendo alla propaganda di guerra la promessa di un impiego che in tempi di mancata crescita dell’economia potrebbe rappresentare una alternativa appetibile rispetto al precariato e alla disoccupazione. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
8 agosto 2024. Perché un Open Day della 46ª Brigata Aerea?
Per quale motivo spettacolarizzare tramite un Open Day le performance degli aerei da guerra della 46ª Brigata Aerea di Pisa? Sulla propaganda militare ai fini di arruolamento l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ha da tempo intrapreso una campagna di sensibilizzazione e informazione per sottrarre il mondo della conoscenze a una pericolosa invasione di campo. Una propaganda capillare il cui punto cardine è la normalizzazione della guerra e della presenza (asfissiante) delle forze armate nei luoghi della società civile. Una propaganda che, nel caso di specie, intende far passare l’esposizione di aerei militari come giornata di intrattenimento rivolta alle famiglie, ai bambini e alle bambine. Una propaganda che però non può farci dimenticare l’utilizzo a fini bellici di questi mezzi. Sin dalla sua fondazione l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università si pone tra i suoi obiettivi quello di svelare le strategie messe in campo da parte delle forze armate anche per quanto riguarda il linguaggio utilizzato nei messaggi di propaganda, perché presentare come una festa cittadina l’esposizione di velivoli militari significa snaturare irrimediabilmente il linguaggio della convivenza civile rimuovendo completamente le motivazioni e la barbarie insite nella guerra. In un contesto storico da terza guerra mondiale e con la prospettiva di investimenti miliardari nella filiera bellica mentre scuole, ospedali e trasporti sono al collasso, come Osservatorio non possiamo che reagire davanti all’ennesimo passo in avanti verso il baratro della militarizzazione totale della società e invitiamo pertanto studenti e studentesse, genitori e genitrici e la cittadinanza tutta a contattarci e ad affiancarci nella nostra quotidiana attività di  resistenza alla deriva militarista in atto. Invitiamo tutt3 a visitare il sito e a prendere contatto con la nostra associazione al seguente indirizzo mail:  osservatorionomili@gmail.com Fuori la guerra dalla storia! Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università Pisa
Gioia del Colle: il 36° Stormo per la prevenzione tumori con un aperitivo al tramonto
Il 36° Stormo di Gioia del Colle è uno dei reparti dell’aeronautica militare italiana con un ruolo cruciale nella difesa dello spazio aereo del Mediterraneo, nazionale e area NATO. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università registriamo quanto questo reparto sovrasti la vita della gente comune di Gioia del Colle, diventando purtroppo una costante. Ormai non è più possibile scindere la vita civile da quella militare, questo è quanto accade nei territori dove si investe più nel mondo bellico che in altro, come in Italia con il 5% del PIL per le spese militari. Se negli eventi mondani i caccia Eurofighter Typhoon del 36° Stormo vengono utilizzati come oggetti di allestimento, capita che qualcuno li usi come sfondo per ritrarre in foto sé stesso, gli amici e la sua famiglia. Così come sta diventando normale scegliere un luogo proprio delle forze armate per tenere un evento di informazione aperto alla cittadinanza, come è accaduto per il convegno sulla prevenzione del tumore al seno di venerdì 27 giugno, organizzato nell’aula magna dell’aeroporto militare. Protagonisti del convegno erano Breast Care Unit del Policlinico di Bari e l’associazione Noi ci rialziamo sempre! di Maria Di Giulio (clicca qui per le informazioni). Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sappiamo del danno ambientale e alla salute prodotto dalle guerre, è talmente certo! Quindi ci chiediamo, perché scegliere l’aeronautica militare come partner di questo evento? E come può succedere che, tra tante possibilità, si finisca per scegliere un luogo proprio del mondo militare per parlare di prevenzione oncologica? Il 10 luglio scorso, sempre a Gioia del Colle presso l’areoporto (abbiamo lasciato invariato il termine “areoporto”, che compare due volte nel post diffuso sui social) militare “Antonio Ramirez”, si è svolto un evento (clicca qui per i particolari) che rappresenta bene la normalizzazione della presenza militare anche in contesti che con la guerra non hanno nulla a che vedere. Non sappiamo quanto costassero i biglietti, ma sappiamo che l’hangar militare del 36° Stormo ha fatto da scenario per un aperitivo al tramonto, accompagnato da dj set musicale. Vi ha preso parte anche il Vespa Club con mogli e figli al seguito. Noi aderenti all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università troviamo sconcertanti questi accostamenti perché sono l’esempio di una propaganda dall’apparenza rassicurante e amichevole che tende a normalizzare la presenza delle Forze Armate e della guerra nella vita quotidiana, preparandole menti ai futuri scenari bellici. Siamo preoccupati e preoccupate dal sostegno istituzionale che viene dato a tali iniziative e dalla condiscendenza con la quale vengono accolte dalla comunità. Invitiamo la comunità cittadina a prendere consapevolezza della pericolosità di una simile familiarizzazione con gli scenari bellici e ad avviare percorsi attivi di pace e di smilitarizzazione delle coscienze e dei territori. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università Post diffuso sui social: GdC-10 10 luglio 2025 dalle 19.00 alle 01.00 Gioia del Colle, BA areoporto militare “Antonio Ramirez” Un occasione unica per godersi un aperitivo durante il tramonto, in una location esclusiva, un hangar militare del 36° stormo! Un sunset mozzafiato, ottimo ciboe musica, con importanti dj del panorama musicale Pugliese. Per ragioni di sicurezza, per l’accesso all’Areoporto militare, si potrà acquistare un solo biglietto per utente abbinando in fase di acquisto gli estremi del proprio documento di riconoscimento. https://eventi.booxit.it/sharelinks/gdc10?fbclid=PAQ0xDSwLObOlleHRuA2FlbQIxMQABp_tSWSldcimhH1AHKa7RaJfHsOakw9Mzyqu2BoZbL_1MoWFt-jmBWDa22KPh_aem_wfOfdVc9Syt6KhyDxB4x5A
Molfest 2025, Festival della cultura POP e cosplay a Molfetta: ma che ci fanno le Forze Armate?
Si è aperta ieri, venerdì 27 giugno 2025, a Molfetta in provincia di Bari il Molfest, il Festival della Cultura POP e del cosplay, che proseguirà per tre giorni tra stand, spettacoli in costume e stage in giro per le strade e le piazze principali della città. Si presuppone che nell’arco dei tre giorni l’iniziativa richiami migliaia di adolescenti e giovani da tutto il Mezzogiorno, attratti e attratte dalla moda del momento, cioè dai travestimenti aventi come tema i personaggi dei cartoni animati, dei fumetti, dei videogiochi e dei manga, i famosi anime giapponesi. Il Festival è patrocinato dalla Città di Molfetta e ha come partners Radio Norba, il più grande network radiotelevisivo del Sud, Junior TV e Super Six, canali tematici per bambine e bambine, insieme al CNR e a tante altre aziende di videogiochi e realtà legate al mondo giovanile dei fumetti. Tra gli espositori, invece, figurano nell’apposita pagina del sito (clicca qui) aziende di abbigliamento, di giochi da tavolo, carte collezionabili, accessori, fumetti, videogiochi, case editrici, tatuaggi, maglie ispirate ai manga giapponesi, il tutto per affascinare i ragazzi e le ragazze. Eppure, senza figurare tra i partner e gli espositori, il Molfest, il Festival della cultura POP risulta costellato di stand delle Forze Armate, dalla Marina Militare all’Aeronautica, all’Esercito alla Polizia Penitenziaria, che occupano nel complesso un’area maggiore rispetto agli altri spazi dedicati allo specifico argomento del Festival, una sproporzione che è sintomatica del clima guerrafondaio che stiamo vivendo in questi ultimi giorni con il Governo che obbedisce al diktat della NATO e aumenta la spesa per la difesa al 5% del PIL nazionale. Ma, quindi, cosa ci fanno le Forze Armate al Molfest, il Festival della cultura POP con tantittime/i bambine/i nei loro stand? Perché un tale sfoggio di divise e simulatori di strumenti di morte, come cacciabombardieri, portaerei, elicotteri, visori, largamente sponsorizzati da Leonardo SpA, la maggiore industria di costruzione ed esportazione di mezzi di guerra? In tempi di totale disimpegno morale, di generale indifferenza nei confronti dei massacri e dei genocidi in corso per mano di governi fanatici e di militari fuori controllo, qual è il rapporto tra la cultura POP e le Forze Armate? In realtà, le risposte circostanziate ai nostri interrogativi, e questo capita ormai da molto tempo, rimarranno inevase, giacché l’unico motivo per cui le Forze Armate sono presenti in tutte le manifestazioni in cui accorrono i/le giovani obbedisce ad un progetto ben definito, esplicitato chiaramente nel Programma di Comunicazione del Ministero della Difesa del 2019 (clicca qui per il documento) e anche in quello più recente del 2025 (clicca qui per il documento), in cui risulta chiaro l’obiettivo delle Forze Armate, cioè quello di aggredire tutti gli spazi, dalle scuole alle manifestazioni pubbliche in cui sono presenti i/le giovani e presentare la prospettiva di arruolamento, dal momento che, come afferma anche il generale Leonardo Tricarico, «Se venissimo attaccati non potremmo difenderci. I nostri militari? Non bastano». Sono anni, ormai, che come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università denunciamo questa indebita invasione di spazi pubblici della società civile per fare reclutamento e presentare, come scrivono nei loro documenti, «la Difesa e le Forze Armate come elementi essenziali del sistema nazionale e internazionale di sicurezza, al servizio della protezione delle nostre libertà», legittimando uno slogan, ormai diventato istituzionale, secondo il quale «Si vis pacem, para bellum». E, in particolare, la presenza delle Forze Armate al Molfest rientra in una delle “azioni specifiche” del Programma di Comunicazione 2025, infatti: «Per azioni specifiche si intendono le iniziative di comunicazione con cui il Dicastero intende proiettarsi all’esterno. Si continueranno ad utilizzare i tradizionali canali di interazione, ma per tutti vale il tassativo indirizzo che su questi canali, sempre, si dovrà far riferimento a un’unica realtà identitaria che si sintetizza con il termine “DIFESA”. In particolare i canali sono: eventi e attività aperti alla partecipazione della società civile, quali saloni, mostre, convegni, incontri culturali, seminari nelle scuole, ecc. continueranno a svolgere una funzione importante quali occasioni per esprimere le eccellenze peculiari della Difesa. Le manifestazioni di interesse dovranno essere individuate sulla base di criteri che tengano conto di idonei criteri tematici, geografici e temporali, della reputazione delle società organizzatrici, della pertinenza dei contenuti e dell’adeguatezza dei contesti di svolgimento». Prepariamoci, dunque, in tutti gli spazi e in tutti i settori della società civile a questa subdola e aggressiva strategia di comunicazione delle Forze Armate, compatte sotto “l’identità linguistica” #DIFESA, che, mentre mostra gli aspetti più ludici e accattivanti della strumentazione a loro disposizione, contribuiscono a normalizzare l’universo simbolico che legittima le guerre che domani i nostri figli e le nostre figlie affronteranno, giacché quello del 5% del PIL nazionale non è che un investimento economico che dovrà, in qualche modo, dare i suoi frutti. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Puglia
Aeronautica militare nei libri per l’infanzia…e al Parlamento chiede più risorse
Il 28 marzo di due anni fa l’Aeronautica militare italiana celebrava il suo centenario e l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università è stato testimone della macchinosa campagna pubblicitaria che fuori e dentro le scuole ha imposto un passato di gloria e ha proiettato verso un futuro di avventure aerospaziali. Ci chiediamo, tra le altre cose: sarà per questo che nel 2023 Elon Musk figurò tra i partecipanti del forum politico Atreju? Oltre alle proficue collaborazioni con il mondo industriale e della ricerca accademica, l’aeronautica militare è entrata nel mondo dell’editoria per bambini. Era infatti presente al Salone del Libro di Torino con libri di ogni formato e tipo, storie a fumetti e anche libri accessibili a bambini con difficoltà di lettura, quindi stampati in braille nero e con scritte in rilievo. Alle sue riviste specialistiche e collane per adulti si aggiungono quindi storie di velivoli, di battaglie aeree, di personaggi noti e meno noti destinate a lettori molto piccoli di età. Ci sembra utile ricordare anche lo spot tv del piccolo Ruggero (Roger) trasmesso in quei mesi proprio per celebrare il centenario dell’aeronautica militare. Con una imbarazzante fusione di riferimenti militari in un quadretto romantico e sottofondo musicale adrenalinico, viene presentata la storia di un bambino che vuole diventare pilota di aerei e che una volta adulto accoglie una giovane ragazza con lo stesso sogno ad una mostra sulla tecnologia del volo.  Mentre tutto questo veniva portato al pubblico, il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Luca Goretti riferiva in Parlamento sulla costosa ma mirabile dotazione di strumenti aeronautici militari italiani sui quali non possiamo permetterci di arretrare: il velivolo di addestramento T-346 autentico fiore all’occhiello dell’ingegneria aerospaziale nazionale, la nostra partecipazione al programma internazionale JSF (Join Strike Fighter) che ci permette di avere nostri F-35, la sorveglianza dei cieli europei in perfetta sincronia con oltre 100 velivoli dell’alleanza atlantica sul fianco orientale della NATO,  velivoli per il rifornimento in volo, velivoli a pilotaggio remoto. Con tutta l’autorità possibile invitata i ministri a salvaguardare questi risultati, e incrementarli in tempi rapidi.  Questo spirito di governo ci atterrisce, ecco perché denunciamo come sospetta la presenza delle Forze Armate non solo nelle scuole, ma anche negli ambienti ricreativi per bambini, e denunciamo come pericolosi i contenuti che inneggiano alle guerre e al valore militare. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università tenta con il suo lavoro di interporsi tra le emittenti di propaganda e il pubblico disattento o poco informato. Vediamo intellettuali embedded e rappresentanti di governo sminuire e infantilizzare anche le contestazioni più argomentate. Ma l’opinione pubblica è contraria alla guerra e con tenacia continua a organizzare presidi per la pace, in numerose città, e questo ci conforta. Continueremo a scrivere e denunciare i piccoli e grandi segni del processo di militarizzazione della società in atto.  Scriveteci a osservatorionomili@gmail.com per segnalare eventi che vedano la cultura militare entrare negli spazi dell’infanzia e della formazione, seguite i nostri social Facebook, Instagram, X, parlate del nostro lavoro ai vostri contatti e il prossimo 16 maggio se siete a Roma venite a trovarci allo Spin Time o seguite su Zoom il nostro convegno nazionale.  Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
Extinction Rebellion scarica un unicorno davanti all’Aeronautica Militare
Extinction Rebellion scarica un unicorno davanti al palazzo dell’Aeronautica Militare: “Il Governo delle favole” Un unicorno accompagnato da personaggi delle favole è stato scaricato questa mattina davanti al Palazzo dell’Aeronautica Militare di Roma, dove è stato aperto uno striscione su cui si legge: “il Governo delle favole: la pace col riarmo e il clima con il gas”. La nuova protesta di Extinction Rebellion vuole mettere in luce la contraddizione di un Governo che aumenta la spesa militare e non investe in transizione ecologica. Nella tarda mattinata di oggi, Extinction Rebellion ha scaricato un enorme unicorno davanti al Palazzo dell’Aeronautica Militare di Roma, cavalcato da una persona travestita da Giorgia Meloni in completo nero, che sventola il tricolore. Ad accompagnarlo una serie di persone camuffate da personaggi delle favole: Pinocchio, Biancaneve, il Bianconiglio e la Sirenetta che reggono uno striscione su cui c’è scritto “Il Governo delle favole: la pace col riarmo e il clima con il gas”. Dopo le proteste di sabato e di ieri, Extinction Rebellion continua la settimana di “Primavera Rumorosa” con una nuova azione dai toni ironici. L’obiettivo, sottolineato dallo slogan, è portare al centro del dibattito pubblico le politiche del Governo sulla crisi ecoclimatica e sul riarmo. “Il Governo sembra vivere nel mondo delle favole” spiega Elisa, una delle persone sul posto “Rimarcano la necessità di una transizione ecologica graduale e non ideologica, mentre stanno investendo miliardi per il riarmo. Raccontano che rendere l’Italia un hub del gas è necessario, ma il consumo di gas in Italia e in Europa sta diminuendo. Raccontano che la pace si protegge con le armi, ma basterebbe chiedere ai nostri nonni e bis nonni per sapere che non è la verità”. Nel mondo sono attualmente in corso 56 conflitti, con crudeli conseguenze sulla popolazione civile, in termini di morti, violenze e persone costrette a abbandonare tutto. Ma questi conflitti, Gli eserciti e il settore della difesa in generale, sono anche tra i principali responsabili delle emissioni di gas climalteranti. Secondo una stima elaborata da un recente studio, il 5,5% delle emissioni globali di gas ad effetto serra generate dalle attività antropiche deriva da azioni militari. In Ucraina i bombardamenti di strutture petrolifere, hanno prodotto più di 3 milioni di tonnellate di CO2 oltre a vaste aree di foreste bruciate e a Gaza le emissioni dei primi due anni di guerra sono state superiori a quelle delle venti nazioni più vulnerabili agli impatti climatici. Nel frattempo, la crisi climatica ed ecologica continua ad aggravarsi. Il 2024 è stato l’anno più caldo dal 1850 ed il primo anno in cui la temperatura media ha superato il limite degli 1,5°C, concordato a Parigi nel 2015 dai governi mondiali. Il Mediterraneo in particolare è un hotspot climatico: le sue acque sono sempre più calde con ripercussioni sulla piovosità. Gli allagamenti del 17 aprile, che hanno provocato 3 morti tra Piemonte e Veneto, ne sono un esempio: 500 millimetri di pioggia in 72 ore, pari a un terzo delle precipitazioni annue tipiche di quelle zone. E l’Italia oggi è il paese europeo più colpito dalla crisi, con costi altissimi per i cittadini e le istituzioni, come gli 8,5 miliardi di danni per le ripetute alluvioni in Emilia Romagna del maggio 2023. “Smettiamo di raccontarci favole” riprende Elisa, indicando l’enorme unicorno dietro di sé. “La realtà è che viviamo in un Paese che sta già subendo le conseguenze della crisi climatica. Questo è il momento di agire e smettere di investire in armi e distruzione”.   Extinction Rebellion
April 28, 2025
Pressenza