SANITÀ: A 6 ANNI DALLA PANDEMIA, MANCANO IL PIANO PANDEMICO NAZIONALE E 1500 POSTI IN TERAPIA INTENSIVA
Sei anni dopo l’immagine simbolo dell’inizio pandemia di Covid19, quella delle
bare trasportate dall’esercito a Bergamo, l’Ordine dei Medici di Brescia
commemora la tragedia collettiva durante la quale sono decedute 5.600 persone
nella sola provincia bresciana. Come ogni 18 di marzo, l’Ordine di Brescia rende
“onore a tutte le vittime e ai medici che con impegno e senso del dovere hanno
affrontanto l’emergenza pandemica, in ospedale e sul territorio, con l’unico
obiettivo di tutelare la salute dei cittadini”.
Un momento di memoria che dovrebbe “parlare anche all’oggi”, come sottolineato
nel comunicato dell’Ordine: “in previsione di possibili future emergenze” è
necessario approvare al più presto il Piano pandemico nazionale 2025-2029 “non
ancora del tutto compiuto a causa di ritardi di messa a punto e di coordinamento
tra Stato e Regioni”.
Non solo. Alla “grave carenza di pianificazione strategica” e di coordinamento
tra le diverse strutture del sistema sanitario nazionale, mancano anche “1.500
posti letto previsti per la terapia intensiva e sub-intensiva”, il che
inevitabilmente rappresenta una debolezza del sistema in vista di una possibile
futura emergenza.
Abbiamo fatto il punto con il dott. Ottavio Di Stefano, già presidente
dell’Ordine dei Medici di Brescia e presidente dell’Ong Medicus Mundi Italia.
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