Un messaggio di speranza da una guida spirituale dell’organizzazione Ananda Marga
Come in molte altre parti del mondo, anche qui nel ricco Occidente, dove siamo
abituati a vivere in pace e prosperità, le cose non sembrano andare più così
bene. Facciamo i conti da qualche anno con lo smarrimento, la sensazione di
impotenza, la paura per il futuro. Ci sentiamo oppressi, affaticati e bombardati
da pessime notizie.
Forse potrebbe aiutare, per affrontare tutta questa fatica, fermarsi e
ascoltarsi, ricercare una maggiore consapevolezza di sé stessi per sentirsi
parte di qualcosa di più grande e provare a metterci al servizio di chi ha
maggiori difficoltà rispetto a noi.
Ne ho parlato con la Didi Ananda Rainjana. Una Didi è una monaca yogica, una
guida spirituale, facente parte dell’Organizzazione Ananda Marga Pracaraka
Samgha. Il sito italiano è https://anandamargaitalia.it/.
Si tratta di un movimento spirituale e sociale, non religioso, fondato nel 1955
in India dal maestro Shrii Shrii Anandamurti, la cui missione è la realizzazione
delle persone dal punto di vista fisico, psichico e spirituale con l’obbiettivo
del benessere collettivo grazie anche al servizio sociale in una visione
universale e neo-umanista: promuove cioè l’amore per l’essere umano e per tutti
gli esseri del cosmo, inclusi animali, piante e anche entità inanimate.
Ananda Marga ha una struttura organizzata in molte parti del mondo, diffonde la
pratica dello Yoga e della meditazione e, grazie al dipartimento AMURT
https://www.amurt.it/ , riconosciuto come ONG collabora anche con l’ONU per
prestare soccorso e aiuto umanitario in zone dove si presentano emergenze
politiche e di guerra o calamità naturali.
Di seguito le mie domande e le sue risposte.
Quali sono i progetti attuali di Ananda Marga in Italia?
Didi Rainjana: L’organizzazione è cambiata nel tempo e attualmente in Italia
sono attivi diversi progetti:
Ananda Vipasha, vicino a Verona, in Valpolicella. Qui vi è la sede ufficiale
italiana e in questo luogo immerso nella natura si tengono ritiri spirituali e
riunioni organizzative. https://anandamargaitalia.it/ananda-vipasha/
Uma Nilayam, a Santa Maria in Umbria. Qui è stato aperto un centro
prevalentemente per donne in difficoltà e i loro figli, in una casa in collina.
L’obiettivo è quello di promuovere la salute alternativa e naturale, avendo
relazioni con assistenti sociali e associazioni del territorio. Si pratica lo
yoga e la meditazione. Si svolgono anche attività di sostentamento
dell’organizzazione come laboratori di ceramica, giardinaggio, preparazione di
creme naturali. Si può partecipare anche a training di qualche settimana, dove
poter ricercare l’equilibrio interiore con la guida spirituale della Didi Ananda
Samprajina, che coordina il progetto insieme ad altri volontari.
https://www.amurt.it/portfolio_page/orvieto/
Il progetto Stella Polare a Catania, nel Quartiere San Cristoforo, dove è stato
aperto un centro giovanile contro la dispersione scolastica e per l’inclusione
sociale in uno dei quartieri più difficili d’Italia, guidato dal monaco yogico
Dada Ganadevananda. Qui i ragazzi hanno uno spazio da condividere nel doposcuola
e durante il periodo estivo di chiusura scolastica.
https://www.amurt.it/portfolio_page/catania/
E poi sotto il cappello di Amurt, che opera sia in Italia che in altri Paesi nel
mondo, esistono diversi progetti sociali. Un esempio è il progetto presentato a
Malnate (VA) dalla Didi Ananda Rasasudha, lo scorso dicembre relativo alle
scuole per bambini palestinesi rifugiatisi in Egitto. Ne avevo scritto per
Pressenza:
https://www.pressenza.com/it/2025/10/messaggio-di-speranza-e-aiuto-concreto-mostra-arte-pace-organizzata-da-amurtel-a-malnate/
Come ti sei avvicinata ad Ananda Marga e qual è stata la ta esperienza
all’interno dell’organizzazione?
Didi Rainjana: Sono nata a Messina, ho studiato medicina e a metà percorso
universitario mi sono imbattuta nel libro “Autobiografia di uno yogi” di Swami
Yogananda Paramhansa. Per me è stato di grandissima ispirazione e di apertura
verso un nuovo mondo. Ho cercato in città un luogo per praticare la meditazione
e sono venuta a conoscenza del centro Ananda Marga di Messina, che oggi non
esiste più. Ho iniziato a praticare lo yoga e la meditazione approfondendo la
mia spiritualità. Ero una ragazza molto timida, parlavo pochissimo e
difficilmente mi aprivo con le persone.
Quando mi sono laureata in medicina, ho lavorato per quattro anni in un centro
olistico a Treviso come dottoressa naturopata, iridologa e omeopata.
Tra il 1989 e il 1990, quando ci fu la caduta del regime comunista in Romania e
la deposizione di Nicolae Ceaușescu, decisi di lasciare la mia vita per iniziare
a prestare servizio sociale in quel Paese dove c’era bisogno di aiuto e sostegno
alle persone e affiancai per un anno una Didi che operava lì da poco tempo.
Sentii l’esigenza forte di fare qualcosa di concreto per gli altri e fu come una
“chiamata” al servizio sociale.
Dopo l’esperienza in Romania, decisi di voler diventare una Didi e frequentai un
percorso intenso di formazione a Ydrefors, in Svezia, che terminai poi in India
per un totale di due anni. Qui mi venne assegnato il nome da monaca e concluso
il training iniziai a viaggiare per il mondo, dal Medio Oriente alle zone
tropicali asiatiche, fino all’America centrale e agli USA, per circa 35 anni.
Poi durante il periodo del COVID tornai in Italia, dove opero attualmente.
La mia vita si era trasformata: dalla donna timida che ero, ho imparato ad
esprimere me stessa e a sostenere le persone che incontravo, insegnando lo yoga
e la meditazione.
La mia missione è quella di accompagnare le persone ad una profonda connessione
con sé stessi e con la natura. Non tengo lezioni di filosofia yogica, ma cerco
di condividere il mio bagaglio di esperienza e di sapere secondo il principio
fondamentale di Ananda Marga: realizza te stesso e aiuta gli altri. Mi sento
fortunata ad avere vissuto tante vite in una vita sola.
Cosa pensi di quello che accade oggi nel mondo?
Didi Rainjana: Sono ottimista, perché nella nostra filosofia pensiamo che ogni
cosa che accade è sotto il controllo del creatore (che ognuno può chiamare come
vuole) e che tutto si muove verso il bene, anche se apparentemente non sembra.
Anche la Terra, come tutte le cose nell’universo, ha un suo ciclo di evoluzione
e quello che stiamo vivendo è un momento rivoluzionario. Abbiamo vissuto per
molto tempo in una società basata sull’ego dell’essere umano, la ricerca di
ricchezza, di denaro, di apparenza che ha portato alla situazione attuale.
L’uomo è fatto di corpo, di mente e di spiritualità. Il mondo che noi
conosciamo, vissuto principalmente basandosi sulla mente alla ricerca di potere
e denaro, ha portato ad utilizzare la paura come strumento per governare, ma
ognuno di noi può essere libero se approfondisce la conoscenza della propria
spiritualità.
Il cambiamento sarà rivolto verso un mondo diverso, basato sull’amore, la cura,
la fraternità. Il passaggio non sarà semplice o indolore, perché c’è molta
resistenza da parte degli esseri umani che sono abituati a vivere come è stato
finora. Volendo fare un esempio visivo è come se vivessimo in un palazzo vecchio
e fatiscente, che può solo essere raso al suolo per essere ricostruito con
un’altra prospettiva.
Vorrei lasciare un messaggio di speranza, citando il nostro maestro: il futuro
di questo pianeta è molto luminoso.
Abbiamo terminato l’intervista con questo pensiero, sedute a un tavolino lungo
il torrente Lanza, davanti all’antico Mulino del Trotto, realizzato a fine 1500,
in un’atmosfera di serenità.
Qui, prima di questa chiacchierata, ho partecipato a un seminario guidato dalla
Didi Rainjana e da un altro insegnante, Govinda, intitolato “Vivere in sintonia
con il vero Sé”. È stata un’esperienza molto arricchente. Restano ancora
innumerevoli domande a cui dare risposte, ma sicuramente oggi ho conosciuto un
nuovo e alternativo punto di vista riguardo al presente e al futuro.
Monica Perri