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I due giornalisti gazawi Fatena Mohanna e Alhassan Selmi finalmente in Italia
Per un caso di concreta solidarietà con la Palestina bisogna ringraziare il programma IUPALS – voluto dalla Conferenza dei rettori delle università italiane e sostenuto dai ministeri degli Esteri e dell’Università – che ha portato in Italia studenti e ricercatori di Gaza allo scopo di studiare negli atenei italiani. In un panorama di relazioni internazionali che in questi giorni accumula uno dietro l’altro eventi preoccupanti, spicca la buona notizia dell’arrivo di studenti palestinesi in alcune Università italiane. Tra gli otto giovani meritevoli accolti dall’Università per Stranieri di Siena, due richiamano una particolare attenzione: Fatena Mohanna e Alhassan Selmi. Si tratta di due giornalisti che negli interminabili 26 mesi della guerra di Gaza hanno offerto ai media italiani, grazie all’invio dei loro testi e delle loro immagini, notizie spesso oscurate e interpretazioni raramente così approfondite circa il sanguinoso assedio israeliano (costato 70.000 vittime) seguìto al massacro perpetrato da Hamas il 7 ottobre 2023. Il 18 ottobre scorso, nel corso di una partecipatissima cerimonia in Campidoglio, Fatena e Alhassan sono stati insigniti del Premio giornalistico Archivio Disarmo-Colombe d’oro per la pace, realizzato con il sostegno delle cooperative aderenti a Legacoop. Soltanto la loro giovane collega Aya Ashour, già presente in Italia, ha potuto ritirare il Premio. Per Fatena e Alhassan, collegati da Gaza, la promessa è stata di fare ogni sforzo per averli in Italia in presenza. L’impegno è stato felicemente realizzato ieri, in attesa quanto prima di consegnare direttamente nelle loro mani la Colomba opera di Pericle Fazzini. Provato per il lungo viaggio da Gaza all’Italia, ma commosso per la solidarietà ricevuta dal nostro Paese, Alhassan Selmi ha dichiarato: “Dopo quattro giorni di viaggio finalmente siamo in Italia. Le mie sensazioni sono a metà tra dolore e speranza. Dolore perché sono andato via da Gaza e speranza perché posso fare il prossimo passo nel percorso che abbiamo iniziato. Grazie mille, perché siete il mio nuovo inizio, siete la luce. Siamo studenti, siamo giornalisti, faremo il nostro meglio e non ci fermeremo qua”. Osserva Fabrizio Battistelli, presidente di Archivio Disarmo: “Unico neo di una storia a lieto fine è non essere riusciti a far arrivare Alhassan e Fatena in tempo per la 41° edizione delle Colombe d’oro per la pace due mesi fa. Tenevamo molto alla loro presenza, anche e soprattutto come giornalisti. Hanno dato un contribuito significativo a sollevare il velo di silenzio, di divieti e di forzature che, in particolare negli ultimi due anni, ha caratterizzato e in buona parte continua a caratterizzare l’informazione su Gaza e sulla Cisgiordania”. Ha concluso Battistelli: “Un ringraziamento alle Istituzioni, ai media e ai social che hanno seguìto con partecipazione la vicenda, in particolare agli oltre 150 giornalisti e ai 32 professori di diritto internazionale che hanno sottoscritto l’appello per la presenza a Roma dei due giornalisti gazawi. Un grazie speciale all’Università per stranieri di Siena e al suo rettore, il prof. Tomaso Montanari, e a tutte le Università del nostro Paese che offrono la cornice per realizzare questo straordinario esempio di solidarietà civile”. Un’edizione speciale del Premio giornalistico Archivio Disarmo-Colombe d’oro per la pace è prevista a Roma nella prima metà del gennaio 2026. Archivio Disarmo
Appello di 32 professori di diritto al Ministro Antonio Tajani
A due giornalisti gazawi il Premio Archivio Disarmo Colombe d’oro per la pace Appello di 32 professori di diritto al Ministro Antonio Tajani per far arrivare a Roma Fatena Mohanna e Alhassan Selmi il 18 ottobre Sabato 18 ottobre, a Roma, verrà consegnato il premio giornalistico Archivio Disarmo Colombe d’oro per la pace a tre giornalisti palestinesi: Alhassan Selmi, Fatena Mohanna e Aya Ashour. Aya è già in Italia, mentre Fatena e Alhassan attendono l’autorizzazione per partire da Gaza. Trentadue professori di diritto, appartenenti a 21 università italiane, rivolgono un appello al Ministro degli Esteri Antonio Tajani affinché consenta l’arrivo a Roma dei due vincitori delle Colombe d’oro, Fatena Mohanna e Alhassan Selmi, che sono ancora bloccati a Gaza. Nell’appello si legge che “i firmatari del presente appello, docenti di materie giuridiche nelle università italiane, rivolgono un appello a Lei, signor Ministro, affinché – alla luce del riconoscimento del diritto alla salute e di quello all’istruzione, meritoriamente perseguiti mediante l’ammissione in Italia di aventi diritto provenienti da Gaza – attui un analogo riconoscimento per il fondamentale diritto all’informazione”. Fabrizio Battistelli presidente di Archivio Disarmo sottolinea: “Partendo dal diritto alla salute minacciato dalla guerra giustamente l’Italia ha ampliato la tutela al diritto allo studio. Bene si inserisce in questo percorso il diritto all’informazione, che nessuno stato di guerra è legittimato a reprimere. Sarebbe un primo risultato, circoscritto ma significativo, del positivo cambiamento in atto in quel drammatico teatro di guerra”. Tra i firmatari dell’appello: Enzo Cannizzaro (Università di Roma la Sapienza), Sergio Marchisio (Università di Roma la Sapienza), Luigi Ferrajoli (Università di Roma Tre), Andrea Giardina (Scuola Normale Superiore di Pisa), Alessandro Torre (Università di Bari), Enzo Cheli (Università di Siena). Ufficio stampa Stefano Testini --------------------------------------------------------------------------------   Al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani   Roma, 10 ottobre 2025   Egregio Signor Ministro, tra le tante e drammatiche emergenze che la guerra di Gaza sta causando da due anni a queste parte vi è, non sempre sufficientemente valutata ma estremamente grave, la violazione del diritto all’informazione. Il sacrificio di giornalisti e altri operatori dell’informazione è testimoniato dal numero delle vittime, secondo le stime più conservative calcolato in 130 morti, un numero abnorme confrontato con quello di qualsiasi altro conflitto, a cominciare dalla Prima guerra mondiale (20 morti) e dalla Seconda (69 morti). Il comportamento delle Forze armate israeliane – che non rispetta l’immunità dei giornalisti e anzi, come mostrano le recenti stragi, sembra farne un bersaglio – pongono con forza la questione del diritto all’informazione di cui i giornalisti sono gli insostituibili interpreti. Da un lato i reporter internazionali devono poter accedere al teatro di guerra, sia pure con le parziali e ragionevoli limitazioni del caso, allo scopo di darne conto alla comunità internazionale. Dall’altro ai giornalisti autoctoni deve essere garantito il diritto di esercitare in sicurezza il proprio lavoro. Il diritto all’informazione è uno dei diritti fondamentali riconosciuti dalla nostra Costituzione, all’art. 21, nonché dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea che, all’art. 11 specifica che esso “include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o comunicare informazioni o idee senza che ci possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera”. E al comma 2 aggiunge: “La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati”. Nel diritto internazionale di guerra, gli operatori dell’informazione sono considerati persone protette, tutelate specificamente all’art. 79 del Secondo Protocollo addizionale alle quattro convenzioni di Ginevra. A reclamare l’esercizio del diritto fondamentale all’informazione e a riconoscere il valore dei giornalisti palestinesi che oggi a Gaza lo praticano con coraggio e a proprio rischio, è dedicata la 41^ edizione del Premio giornalistico Archivio Disarmo-Colombe d’oro per la pace che si terrà a Roma in Campidoglio il 18 ottobre prossimo. Riceveranno il premio tre giovani reporter gazawi che hanno avuto un ruolo importante nel far conoscere la tragedia della guerra al pubblico italiano: Aya Ashour, Fatena Mohanna, Alhassan Selmi. Mentre Aya Ashour è già in Italia, accolta dall’Università per stranieri di Siena, Fatena Mohanna e Alhassan Selmi attendono l’autorizzazione a lasciare Gaza per venire in Italia. I firmatari del presente appello, docenti di materie giuridiche nelle università italiane, rivolgono un appello a Lei, signor Ministro, affinché – alla luce del riconoscimento del diritto alla salute e a quello dell’istruzione, meritoriamente perseguiti mediante l’ammissione in Italia di aventi diritto provenienti da Gaza – attui un analogo riconoscimento per il fondamentale diritto all’informazione, tutelato dalla nostra Costituzione, dalla Carta europea dei diritti fondamentali e dal diritto internazionale umanitario. RingraziandoLa per l’attenzione, Le inviamo i nostri più cordiali saluti e auguri di buon lavoro.   FIRMATARI Ugo Adamo, Università della Calabria Alessandra Algostino, Università di Torino Maria Romana Allegri, Università di Roma la Sapienza Ernesto Bettinelli, Università di Pavia Giovanni Bianco, Università di Sassari Salvatore Bonfiglio, Università di Roma Tre Enzo Cannizzaro, Università di Roma la Sapienza Antonio Cantaro, Università di Urbino Vincenzo Casamassima, Università degli Studi del Sannio di Benevento Enzo Cheli, Università degli Studi di Siena Lorenzo Chieffi, Università della Campania Luigi Vanvitelli Giovanni Cordini, Università degli Studi di Pavia Luigi Ferrajoli, Università di Roma Tre Andrea Giardina, Scuola Normale Superiore, Pisa Andrea Guazzarotti, Università di Ferrara Giovanni Guiglia, Università degli Studi di Verona Antonio Gusmai, Università di Bari Christopher Hein, Università LUISS Guido Carli Ivan Ingravallo, Università di Bari Sergio Marchisio, Università di Roma la Sapienza Paola Marsocci, Università di Roma la Sapienza Giuditta Matucci, Università di Pavia Laura Montanari, Università degli Studi di Udine Francesco Pallante, Università di Torino Giuseppe Palmisano, Università di Roma Tre Marta Picchi, Università di Firenze Cesare Pinelli, Università di Roma la Sapienza Filippo Pizzolato, Università degli Studi di Padova Gianpaolo Maria Ruotolo, Università di Foggia Emanuele Sommario, Scuola Superiore Sant’Anna, Pisa Roberto Toniatti, Università degli Studi di Trento Alessandro Torre, Università di Bari Redazione Italia