Tag - Lombardia

ASSEMBLEA LAVORATORI ZARA MILANO.
SI E’ SVOLTA SABATO 17 GENNAIO L’ASSEMBLEA, PARTECIPATISSIMA,  DEI LAVORATORI NOTTURNI CHE FANNO LE PULIZIE E IL CARICO E SCARICO NEI VARI NEGOZI  ZARA DI MILANO(DA VIA TORINO A DUOMO, ECC). VISTO I BASSI SALARI DOVUTI ALL’APPLICAZIONE DEL CCNL MULTISERVIZI, I LAVORATORI HANNO  DECISO DI CHIEDERE ALL’AZIENDA CHE HA L’APPALTO IN QUESTI  NEGOZI QUATTRO PUNTI […] L'articolo ASSEMBLEA LAVORATORI ZARA MILANO. proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
Milano in piazza per la Palestina. Ancora un sabato di lotta per le strade
Oggi pomeriggio ancora in un sabato a Milano si è scesi ancora una volta in piazza al fianco dei compagni palestinesi arrestati in Italia e della resistenza palestinese. Il corteo si è concluso in Piazza della Scala, ribattezzata da mesi Piazza Gaza. Una manifestazione contro la montatura giudiziaria contro Mohammed […] L'articolo Milano in piazza per la Palestina. Ancora un sabato di lotta per le strade su Contropiano.
Nel gelo della povertà assoluta
Tossicodipendenti, stranieri, minori, precari sottopagati, divorziati o separati costituiscono la massa critica dei poveri assoluti e senza fissa dimora a Brescia. Non sono solo abitanti nati in città, ma arrivano anche dalla provincia e perfino da altri centri importanti della Lombardia e del Veneto. E sono aumentati negli ultimi anni. […] L'articolo Nel gelo della povertà assoluta su Contropiano.
Milano. Sit in sotto Consolato britannico per gli attivisti di Palestine Action in sciopero della fame nelle carceri
Questa mattina si è svolto un flash mob sotto il consolato inglese di Milano in solidarietà agli attivisti di Palestine Action in sciopero della fame da 70 giorni nelle carceri britanniche e ormai a rischio della vita. I manifestanti avevano cartelli con su scritto: “Fame di giustizia”. Nel corso dell’iniziativa […] L'articolo Milano. Sit in sotto Consolato britannico per gli attivisti di Palestine Action in sciopero della fame nelle carceri su Contropiano.
A Milano sfila il “campo larghissimo” della guerra
Sabato si è svolto in piazza della Scala a Milano un presidio, organizzato da Ponte Atlantico e dall’associazione Maanà, per esprimere sostegno alle manifestazioni di protesta in corso in Iran. Erano presenti un centinaio di persone con bandiere iraniane monarchiche, di Israele, ucraine e del Venezuela. Si sono susseguiti una […] L'articolo A Milano sfila il “campo larghissimo” della guerra su Contropiano.
SABATO 10 GENNAIO ORE 14:00. Il SINDACATO SI COBAS ADERITO ALL’INZIATIVA DI SABATO 10 GENNAIO 2026 A MILANO INSIEME TUTTI LE REALTÀ PALESTINESE E SINDACATI DI BASE E VARI ALTRI REALTÀ. SI INVITANO TUTTI I LAVORATORI/CI DI VARI PROVINCIALI A PARTECIPARE AL CORTEO A MILANO ALLE ORE 14:00. CONTRO SIONISMO E IMPERIALISMO. PER IL DIRITTO ALL’AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI . NO ALLA GUERRA E AL RIARMO. NO ALLA COMPRESSIONE DI DIRITTI E SALARI. LIBERTÀ PER I SOLIDALI PALESTINESI ARRESTATI . VI ASPETTIAMO A TUTTI/E A MILANO IN VIA GIACOSA ANGOLO VIA BOLZANO (M1 ROVERETTO ) . VIVA LA CLASSE OPERAIA✊✊ SI COBAS NAZIONALE L'articolo proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
Sotto i bombardamenti israeliani Dio è morto! Con la dignità del popolo palestinese Dio è risorto!
In una delle tante manifestazioni di piazza svoltesi a Busto Arsizio (VA) a sostegno del popolo palestinese sono stati affissi dei cartelloni che hanno destato attenzione e allo stesso tempo critiche. Sono manifesti fatti a mano, sui quali l’attenzione non viene attirata dalla grafica, dalla particolare bellezza ricercata di solito negli spot pubblicitari televisivi oppure dalla spettacolarizzazione delle immagini, ma dall’efficacia del messaggio. Dio è morto è il titolo di una canzone di Francesco Guccini considerata da sempre uno scritto contro la guerra, parla di corruzione e meschinità, di falsi miti e di falsi dei. È una canzone figlia di una epoca nella quale la protesta sociale e l’impegno culturale irrompevano in ogni sfera sociale e sapevano imporre un messaggio pacifista contro la guerra, sulla retorica della guerra, contro l’autoritarismo. Sono manifesti importanti che riassumono la rabbia, la paura, lo sdegno, l’impegno civico e morale contro la guerra e il genocidio del popolo palestinese e per questo abbiamo deciso di rilanciarli, ringraziando l’autrice, affinché a prevalere sia il rifiuto della guerra e dell’autoritarismo, per far valere i principi solidaristici, la vicinanza con i popoli oppressi. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Liceo Nervi di Morbegno (SO): l’educazione civica diventa addestramento militare
Avevamo già segnalato l’iniziativa “studenti con le stellette” (qui), un assurdo percorso FSL (ex PCTO) a pagamento (circa 500 euro) che consiste in una vera e propria settimana di addestramento militare che,  nel 2026, si svolgerà dal 23 al 30 agosto a Novedrate (CO). Tra le  scuole aderenti al percorso appariva anche il liceo scientifico “Nervi” di Morbegno, al quale, come mostra la circolare n. 417, non è bastata la formale adesione, ma, attraverso la Dirigente scolastica, ha sentito la necessità di sollecitare le studentesse e gli studenti ad iscriversi al corso Audacia, giunto alla sua XI edizione. Si legge nella circolare: «Il progetto mira a suscitare la curiosità e le emozioni di fare propri i valori delle associazioni d’arma (amor patrio e condivisione, leggi cameratismo), in un contesto stimolante e fuori dal comune». Continua la Dirigente scolastica elencando gli esperti del settore, la maggior parte appartenenti alle diverse forze armate, che accanto a corsi di nodi, propongono simulazioni di processi penali, corsi sulla sicurezza, giochi ginnici, il tutto in un quadro di cittadinanza e costituzione ed educazione civica affiancati ad un vero e proprio addestramento militare con tanto di promozione di valori quali il rispetto delle regole, la puntualità, l’obbedienza, la riverenza ai superiori… Con la circolare la Dirigente accoglie acriticamente quella commistione tra mondo civile e mondo militare auspicata dal Ministro della Difesa Guido Crosetto come mostra il sottotitolo della circolare: scuola di formazione civica in stile militare. Perché la DS senta il dovere di sollecitare la sua scolaresca alla partecipazione ad un corso simile e cosa vi colga di educativo e formativo sono questioni che non ci è dato sapere. Concordiamo, tuttavia, con lei nel definire l’iniziativa fuori dal comune, intendendo, con questa espressione, come il progetto si configuri essere un’esperienza non ordinaria, fuori luogo. Viene, infatti, proposta da una scuola il cui PTOF prevede lo sviluppo di competenze di cittadinanza attiva e democratica attraverso la valorizzazione dell’educazione interculturale e della pace, come segnala l’ANPI di Sondrio. Che nello scopiazzare (in realtà un copia e incolla) il testo della brochure la Dirigente non si sia  accorta di cosa stava promuovendo? Eppure una lettura della circolare conveniva darla prima della pubblicazione, perché la superficialità con cui la Dirigente si è prodigata nel pubblicizzare il corso FSL l’ha condotta a creare una confusione a totale discapito della scuola. Nel testo appare, infatti, una prima persona plurale che inquieta: «la nostra è una scuola di formazione civica in stile militare […] al mondo militare attingiamo unicamente per ciò che riteniamo utile ai nostri fini educativi…». Di cosa sta parlando la Dirigente con queste orribili espressioni? Della sua scuola? Del percorso studenti con le stellette? Di come la sua scuola si identifichi con quel percorso o di come il percorso sia compatibile con la sua visione di scuola? L’errore è comico, se non fosse tragico, perché di fatto nasconde un duplice atteggiamento, che la scelta di sollecitare le iscrizioni al campus militare conferma: se da un lato viene dichiarato che l’educazione civica e lo studio della Costituzione possono essere militarizzati, cioè esternalizzati ad un vero e proprio corso di addestramento militare, dall’altro lato, con la decisione di promuovere il corso, dedicandogli una specifica circolare, avviene anche il processo inverso, cioè internalizzare i valori militari, farli propri, cosa che sembra essere ulteriormente confermata con quel pronome plurale che porta ad attribuire alla scuola le caratteristiche del corso stesso! Vogliamo credere che si sia trattato di un errore, una leggerezza, e che la Dirigente si sia limitata a copiare la locandina del corso. Tuttavia, l’errore lascia intendere una fattore in comune tra questa dirigente e il mondo militare: i nostri giovani e le nostre giovani non meritano attenzione e cura, scrivere una circolare con tanta superficialità è tutt’uno con il considerare i giovani individui da arruolare (futura carne da macello!) da addestrare per spedire al fronte. La scuola, che dovrebbe prendersi cura delle persone, della vita, della socialità autentica, del libero confronto, del pensiero critico e divergente non può promuovere un simile corso. Il mondo militare non ha nulla a che vedere con il mondo civile. FUORI OGNI PROPAGANDA MILITARISTA DALLE SCUOLE! Roberta Leoni, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
CPR di Milano, prima condanna per un gestore
C’è una prima condanna contro un ente gestore del CPR a Milano, ma per Naga ODV e la rete Mai più Lager – No ai CPR il risultato lascia «molto amaro in bocca». L’ex direttore del Centro di permanenza per il rimpatrio di via Corelli, Alessandro Forlenza, ha patteggiato una pena di due anni e tre mesi e una multa di 2.000 euro per i reati di frode nelle pubbliche forniture e turbativa d’asta. Anche la società Martinina S.r.l., che formalmente gestiva la struttura, ha patteggiato una sanzione di 30.000 euro e un’interdittiva dall’esercizio di impresa per un anno e otto mesi. Il procedimento giudiziario prosegue ora nei confronti della madre di Forlenza, amministratrice della Martinina, con una nuova udienza fissata per marzo. All’udienza di ieri il Naga ha partecipato come parte civile, in un processo avviato grazie a un lavoro di documentazione durato anni: immagini e video diffusi sui social dalla rete Mai più Lager – No ai CPR, testimonianze raccolte all’interno del centro e il dossier Al di là di quella porta, pubblicato nell’ottobre 2023, che aveva contribuito ad attirare l’attenzione della magistratura. Reportage e inchieste/CPR, Hotspot, CPA IL CPR DI VIA CORELLI A MILANO SOTTO INDAGINE DELLA PROCURA Indagati gli amministratori di Martinina srl, Consiglia Caruso e Alessandro Forlenza Nicoletta Alessio 2 Dicembre 2023 Si tratta della prima condanna pronunciata contro un gestore del CPR milanese, un fatto che le due associazioni definiscono «di alto valore simbolico». Ma è proprio il perimetro della decisione giudiziaria a sollevare le critiche più dure. «Il giudizio ha potuto cogliere solo gli aspetti amministrativi della vicenda», sottolineano Naga e Mai più Lager, «lasciando sullo sfondo le drammatiche conseguenze che quelle irregolarità hanno avuto sulla vita delle persone detenute». Secondo le associazioni, l’irregolarità dei documenti presentati per ottenere l’appalto e la mancata erogazione dei servizi promessi hanno prodotto «violazioni sistematiche di diritti fondamentali, dal diritto alla salute a quello alla difesa, fino alla libertà personale». Un piano che, almeno per ora, resta fuori dall’accertamento giudiziario. Particolarmente criticata è la scelta del Ministero dell’Interno di costituirsi parte civile nel processo. «È un’ammissione che ci risulta indigesta e persino beffarda», affermano le due realtà, «perché il gestore è stato selezionato dalla Prefettura di Milano, sulla base di documenti che oggi si assumono essere falsificati, e senza che vi fossero controlli adeguati quando i servizi non venivano erogati». Nel mirino delle critiche anche il Comune di Milano. Naga e Mai più Lager condannano la decisione del sindaco di non costituirsi parte civile, nonostante un ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale. «Sarebbe stato un segnale politico chiaro – scrivono – di contrarietà alla presenza, sul territorio cittadino, di un luogo teatro di violazioni di diritti fondamentali, anche di rango costituzionale». Per le organizzazioni, quanto emerso nel CPR di via Corelli non rappresenta un’eccezione, ma la regola. «Quello che sta venendo alla luce a Milano è ciò che accade in tutti i CPR d’Italia, fin dalla loro istituzione oltre 27 anni fa», denunciano. Anzi, proprio perché più esposto all’attenzione mediatica e al monitoraggio del centralino SOS CPR, il centro di via Corelli sarebbe uno di quelli dove la violenza riesce meno a rimanere invisibile. «Nei CPR del Sud Italia o in Albania – ricordano – il sequestro dei telefoni impedisce che escano immagini e testimonianze». A dimostrarlo, secondo NAGA e Mai più Lager, è anche l’avvicendamento di ben quattro gestori nello stesso centro milanese dal 2020 a oggi, oltre a un anno di commissariamento della Procura di Milano. «Nonostante i cambi di gestione, abbiamo denunciato sempre le stesse brutalità e gli stessi abusi», affermano, respingendo l’idea che il problema sia riconducibile al singolo operatore. La radice della violenza è strutturale: «La detenzione amministrativa è un’istituzione totalizzante fondata sull’inflizione di una violenza sistematica di Stato a danno di persone trasformate in capri espiatori della propaganda securitaria, colpevoli solo di non avere un documento che la legge, nei fatti, rende impossibile ottenere». Un monito che le due realtà sociali rilanciano mentre si avvicina l’entrata in vigore del Patto europeo su Migrazione e Asilo. «È importante ricordarlo ora – concludono – perché quel Patto rischia di fare della detenzione amministrativa e della deportazione in paesi terzi senza garanzie il principale strumento di gestione dei flussi migratori». Approfondimenti/CPR, Hotspot, CPA PATTO MIGRAZIONE E ASILO 2026, A CHE PUNTO SIAMO? Come l'Unione Europea sta riscrivendo il diritto d'asilo e normalizzando l'eccezione Dario Ruggieri 23 Dicembre 2025 Naga ODV e Mai più Lager – No ai CPR chiedono che la condanna non resti un episodio isolato, ma diventi l’occasione per mettere in discussione l’intero sistema dei CPR e il suo impatto sui diritti fondamentali delle persone migranti.