Tag - Lombardia

Milano, 21 marzo: Assemblea studentesca internazionale con Osservatorio contro la militarizzazione
Il 21 marzo 2026 a Milano l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università parteciperà ad un’assemblea studentesca internazionale che affronterà la questione del ritorno alla leva. Come Osservatorio abbiamo da tempo messo a fuoco l’importanza di questa tematica nella sua strettissima connessione con la militarizzazione delle scuole e l’assemblea di Milano sarà un’occasione per confrontarsi con quanto sta succedendo nei vari Paesi europei sia per quanto riguarda i provvedimenti legislativi sia per conoscere il livello di mobilitazione che gli studenti europei stanno cercando di mettere in campo per opporsi. Clicca qui per il link di Instagram. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Milano. Decine di denunce e arresti per il blocco alla stazione di Milano a settembre
La questura di Milano nella giornata di ieri ha notificato 27 denunce e 6 misure cautelari ad altrettanti compagni e compagne per i fatti avvenuti alla stazione centrale di Milano il 22 settembre. Quel giorno lo sciopero generale proclamato dall’Unione Sindacale di Base aveva portato in piazza in tutta Italia […] L'articolo Milano. Decine di denunce e arresti per il blocco alla stazione di Milano a settembre su Contropiano.
March 19, 2026
Contropiano
#educareallapace Mazzeo al Viganò: troppe #armi leggere esportate prodotte in #Lombardia Il 12 marzo, nell’Aula Magna “P. Borsellino”, si è svolta un’Assemblea di Istituto rivolta alle classi del triennio dell’Istituto “Francesco Viganò”, organizzata dai rappresentanti degli studenti, con il contributo dell’Associazione “Punto Rosso” di Cernusco. https://www.merateonline.it/notizie/154705/mazzeo-al-vigan-o-troppe-armi-leggere-esportate-prodotte-in-lombardia
March 18, 2026
Antonio Mazzeo
Pensioni, fondi, Tfr: iniziativa di base…
… con un questionario. E per fine marzo previsto un incontro in Lombardia. In Lombardia un gruppo di organizzazioni sindacali di base, associazioni e riviste di settore stanno organizzando una serie di iniziative incentrate sulla tematica delle pensioni. I soggetti promotori sono CUB, USB, ORSA Ferrovie, ADL COBAS Varese , CAT, SIAL COBAS, ADL Varese, Trasporti STAS, SAPENS-ORSA Lombardia, Associazione
Brugherio, 24 marzo: Incontro pubblico “La militarizzazione della scuola e del linguaggio”
MARTEDÌ 24 MARZO 2026, ALLE ORE 21:00 CASA DEL POPOLO IN VIA A. GRAMSCI, 3 A BRUGHERIO (MI) Martedì 24 marzo 2026, alle ore 21:00 Radici del Futuro presso la Casa del Popolo in via A. Gramsci, 3 a Brugherio, organizza una serata con l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Discuteremo della crescente e preoccupante militarizzazione della scuola e del suo linguaggio, soprattutto in questi anni dove la violenza vede il sopravvento sulla democrazia. Con noi ci sarà Elena Abate, Cristina Ronchieri, docente, entrambe attiviste dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. LA CITTADINANZA È INVITATA, INGRESSO LIBERO. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Volandia a Somma Lombardo: Aeronautica Militare mostra fotografica velivoli di guerra
C’è un parco-museo di storia industriale e del volo, di oltre 60.000 mq chiamato Volandia, a Somma Lombardo (VA), adiacente all’area dell’aeroporto di Malpensa. Espone numerosi mezzi aerei donati dalle aziende produttrici, talvolta dalle forze armate, nel segno dell’evoluzione tecnica dai voli pionieristici dei primi del 900 alla conquista dello spazio (clicca qui per la notizia). Tutto l’anno è possibile guardare da vicino mezzi come il Cacciabombardiere F-84-F Thunderstreak che ha un sistema di autopilota ed è adatto al trasporto di ordigni nucleari, usato nel decennio 1960-70 in Italia; l’aereo da collegamento e supporto per le truppe di terra SM-1019 in dotazione all’esercito italiano negli anni ’70; l’elicottero SH-3D per operazioni sul mare, due dei quali dal 1976 sono stati impiegati dal 31° Stormo dell’Aeronautica Militare per le esigenze di trasporto speciale del capo dello Stato, del Papa e dei rappresentanti del governo; il missile antiaereo Nike Hercules MIM-14 in servizio con le Forze Aeree USA e NATO per la difesa aerea ad alta quota e a grande raggio, disattivati in Europa nel 1998; e così a seguire, molti pezzi in esposizione sono quindi legati alla storia militare mondiale e del nostro Paese. All’interno di Volandia, a fine febbraio, con il patrocinio dell’Aeronautica Militare è stata inaugurata la mostra fotografica “Custodi del cielo”: 50 immagini di velivoli storici e moderni da guerra. Ad affiancare la mostra una raccolta fondi a favore di una fondazione impegnata nella diagnosi precoce e nella cura dei tumori e dell’Opera Nazionale per i Figli degli Aviatori. Un accostamento solito nelle iniziative di propaganda, quello tra guerra e beneficienza, anche se loro parlano di “cultura“. Presenti all’inaugurazione alcuni stand informativi sulle opportunità professionali nel campo della Difesa che l’Arma offre ai giovani e alle giovani interessati. Ci si ammala e si muore lavorando per la guerra ma cercano, ogni anno, nuove reclute. Volandia e la mostra fotografica, aperta fino al 6 aprile, sono un agglomerato di stimoli militari che ricorda a noi dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università i propositi dichiarati nel programma di comunicazione del Ministero della Difesa: coinvolgere i cittadini nella promozione e nel consolidamento delle FFAA in una contaminazione reciproca tra il mondo civile, i principali attori istituzionali e il mondo del lavoro. In Italia i mass media trasmettono costantemente messaggi sulla sicurezza dello Stato, e sulla necessità di difenderci da rischi nuovi e attuali; quasi tutti i ministri giustificano apertamente l’aumento delle spese militari; la promozione delle carriere militari si è intensificata. Il quadro complessivo è molto preoccupante e questo Osservatorio continuerà ad informare, anche organizzando seminari e occasioni di approfondimento online e in presenza. Non ci arrestiamo. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Cento anni dei Guastatori: a Cremona la fanfara bellicista risuona nell’aula magna del Politecnico
A Cremona si è celebrato il centenario del 10° Reggimento Genio Guastatori con una cerimonia solenne alla caserma “Col di Lana” (qui link all’articolo), alla presenza delle più alte autorità civili, militari e religiose (!). Il copione è quello classico delle celebrazioni militari: reparti schierati, fanfare, fucili d’assalto, bandiere, applausi e discorsi pieni di parole come sacrificio, disciplina, dedizione, spirito di corpo e sull’importanza di essere “pronti a tutto”. Questa prospettiva militare risuona all’unisono con dichiarazioni e determinazioni di troppa politica che da tempo prepara e addomestica i cittadini all’inevitabilità della guerra. In un’Europa, in un mondo attraversato da tensioni e conflitti, molti vorrebbero piuttosto essere pronti a qualcosa di molto meno eroico e catastrofico ma essenziale: la pace costruita con il Diritto Internazionale, la diplomazia, un multilateralismo basato su giustizia sociale e climatica, lotta alle disuguaglianze e alla povertà, politiche di inclusione, cooperazione. Le stesse gerarchie religiose appaiano perfettamente in risonanza, sedotte e accondiscendenti, con questa propaganda militare, onorando la celebrazione della loro presenza e con preghiere finali. Un’immagine terribilmente stonata semmai con la tradizione biblica stessa, quando i profeti invitano a trasformare le spade in aratri e il Vangelo a rimettere la spada nel fodero, perché “tutti quelli che prendono la spada di spada moriranno” (Mt 26,52). C’è poi un elemento estetico che non passa inosservato. Le cerimonie militari con reparti inquadrati, musica e retorica patriottica hanno sempre un’aria vagamente fuori dal tempo. Ricordano quelle liturgie pubbliche del Novecento di un passato autoritario, quando lo Stato metteva in scena la forza militare come simbolo di identità nazionale. Un immaginario che in Italia dovrebbe evocare più preoccupazione che entusiasmo. Certamente non casuale, poi, che le celebrazioni abbiano coinvolto anche il mondo accademico. L’avvio delle iniziative è stato infatti un concerto della fanfara dei Bersaglieri ospitato nell’aula magna cremonese del Politecnico di Milano (qui link all’articolo): come ha rivelato la rivista Altreconomia, sono numerosi i contratti di collaborazione tra l’ateneo milanese e le multinazionali delle armi, Leonardo in primis (qui il link all’articolo). Non si tratta di negare la storia. Ma tra memoria e celebrazione retorica, attuata in un clima come quello attuale di “terza guerra mondiale”, c’è una differenza. La prima invita a riflettere sui drammi della guerra; la seconda rischia di trasformare tutto in una scenografia solenne dove le parole altisonanti soffiano sul fuoco di un futuro inevitabilmente belligerante e senza possibilità di alternative. E POI È ORA DI SMETTERLA. Indigniamoci quindi, cambiamo paradigma e usciamo dalla paralisi in cui questi scenari terribili ci imprigionano prima che, tra fanfare e retorica, sia il futuro a guastarsi in modo irreparabile. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Revoca del PdS di lungo periodo ed espulsione: il TAR riafferma le garanzie procedurali e la tutela del cittadino straniero radicato
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia ha annullato il provvedimento di revoca di un permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, emesso dalla Questura di Varese nei confronti di un cittadino egiziano. La decisione si distingue per la rigorosa applicazione dei principi fondamentali del diritto amministrativo, in particolare per quanto attiene alle garanzie partecipative e all’obbligo di un’istruttoria completa e di una motivazione concreta, soprattutto quando in gioco vi è la posizione di uno straniero con un forte radicamento sul territorio nazionale. Il caso riguarda un cittadino egiziano, in Italia dal 2006 e titolare di un permesso di soggiorno UE di lungo periodo con validità fino al 2030. Dopo aver lavorato regolarmente per anni, a causa di problemi di salute aveva perso il lavoro nel dicembre 2023, percependo l’indennità di disoccupazione (Naspi) fino a maggio 2024. Fermato per un controllo presso l’aeroporto di Malpensa, gli veniva notificato un decreto di revoca del suo titolo di soggiorno. Le ragioni addotte dalla Questura erano la sua “stabile presenza” nell’area aeroportuale in condizioni di “marginalità e degrado“, l’assenza di un’attività lavorativa e la conseguente criticità per l’ordine pubblico, la sicurezza e l’igiene. A seguito della revoca, il ricorrente veniva espulso e rimpatriato in Egitto. Il Collegio ha censurato la palese violazione delle garanzie partecipative. L’amministrazione aveva omesso la comunicazione di avvio del procedimento, atto fondamentale per consentire all’interessato di presentare le proprie osservazioni, invocando generiche “ragioni di urgenza” ai sensi dell’art. 7 della Legge n. 241/1990. Il Tribunale ha smontato punto per punto le giustificazioni della Questura: 1. L’insussistenza dello stato di “senza fissa dimora“: la Questura aveva motivato l’urgenza con la presunta impossibilità di notificare gli atti al ricorrente, definito “soggetto senza fissa dimora“. Tuttavia, il TAR ha rilevato che il ricorrente era regolarmente iscritto all’anagrafe del Comune di Treviglio, circostanza facilmente accertabile con una minima attività istruttoria. L’affermazione dell’amministrazione era, quindi, frutto di un palese difetto di istruttoria. 2. La genericità delle “ragioni di urgenza“: il riferimento a una “situazione di criticità” e alla necessità di “prevenire ulteriori problematiche di sicurezza” è stato giudicato dal Collegio del tutto generico e astratto. Una motivazione basata su rischi futuri e non attuali non può giustificare la compressione del diritto fondamentale al contraddittorio. Il TAR ha sottolineato come il vizio procedurale abbia assunto un rilievo sostanziale. Se fosse stato messo in condizione di partecipare, il ricorrente avrebbe potuto dimostrare il suo lungo soggiorno in Italia, la residenza anagrafica, la pregressa continuità lavorativa, le ragioni di salute alla base della disoccupazione e il suo inserimento sociale. Tali elementi, se ponderati, avrebbero potuto condurre a un esito diverso del procedimento. La sentenza ribadisce con forza il principio della “tutela rafforzata” riconosciuta ai titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. La revoca di tale titolo non può essere un automatismo, ma deve scaturire da una valutazione discrezionale complessa e approfondita della pericolosità sociale dello straniero. Il TAR ha evidenziato come il giudizio di pericolosità formulato dalla Questura fosse generico e non supportato da alcun riscontro oggettivo. La condizione di “marginalità e degrado” non era stata concretamente provata, a fronte di elementi di segno opposto quali la stabile residenza, l’assenza di precedenti penali e la presenza di una rete sociale di supporto. La giurisprudenza, sia amministrativa che costituzionale, è costante nell’affermare che la valutazione di pericolosità non può basarsi su automatismi, ma deve considerare in concreto l’inserimento sociale, familiare e lavorativo dello straniero, nonché la durata del suo soggiorno. Inoltre, il Collegio ha correttamente applicato il divieto di integrazione postuma della motivazione in sede processuale, rifiutando di considerare le circostanze (plurimi ordini di allontanamento) addotte dalla Questura solo negli scritti difensivi, poiché non menzionate nel provvedimento impugnato. Infine, anche la perdita del posto di lavoro, secondo il Tribunale, non può giustificare automaticamente la revoca, specialmente a fronte di una lunga storia contributiva e di motivazioni legate a problemi di salute, elementi che l’amministrazione avrebbe dovuto acquisire e valutare. Un ulteriore profilo di illegittimità riscontrato dal TAR riguarda la violazione dell’art. 9, comma 9, del D.Lgs. n. 286/1998. Tale norma impone all’amministrazione, prima di disporre l’espulsione di un ex soggiornante di lungo periodo, di valutare la possibilità di rilasciare un permesso di soggiorno ad altro titolo (ad esempio, per attesa occupazione o per cure mediche). La mancata instaurazione del contraddittorio ha impedito anche questa valutazione, vanificando la ratio di tutela della norma. La sentenza del TAR Lombardia costituisce un importante monito per le amministrazioni pubbliche, riaffermando che il potere discrezionale, specialmente in una materia delicata come l’immigrazione, non deve mai tradursi in arbitrio. La decisione ribadisce tre principi cardine: 1. Il rispetto del contraddittorio procedimentale è un presidio irrinunciabile, la cui omissione può essere giustificata solo da ragioni di urgenza reali, concrete e debitamente provate. 2. La posizione del soggiornante di lungo periodo è assistita da una “tutela rafforzata” che impone un giudizio di pericolosità non astratto o basato su stereotipi, ma concreto, individualizzato e bilanciato con il grado di integrazione della persona. 3. L’espulsione è una misura residuale, da adottarsi solo dopo aver verificato l’impossibilità di concedere un diverso titolo di soggiorno che consenta la permanenza dello straniero radicato sul territorio. In definitiva, il TAR ha censurato un’azione amministrativa superficiale e carente di istruttoria, ripristinando la legalità e riaffermando la centralità dei diritti della persona, anche nell’ambito della gestione della sicurezza e dell’ordine pubblico. T.A.R. per la Lombardia, sentenza n. 354 del 23 gennaio 2026
No al laboratorio della repressione a Brescia!
Militanti dei movimenti e di tutte le principali formazioni politiche sindacali che a Brescia hanno promosso e organizzato le grandi mobilitazioni per la Palestina e contro la guerra di questi ultimi anni, si sono incontrati il 10 marzo nelle sede USB di Brescia. Sono intervenuti attivisti del Magazzino 47 e […] L'articolo No al laboratorio della repressione a Brescia! su Contropiano.
March 12, 2026
Contropiano
Report su ricerca e brevetti al Politecnico di Milano con partner israeliani e dual-use
Il 3 marzo 2026 si è svolto un incontro al Politecnico di Milano nell’ambito dell’iniziativa denominata “Anatomia di un riarmo accademico – Pt.2” ed organizzata da Polimi 4 Gaza, un coordinamento nato in Ateneo per opporsi alla militarizzazione ed al riarmo in Ateneo. All’incontro hanno partecipato, oltre a Giuseppe Curcio dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, anche Rossana De Simone di Peacelink e Danilo Aceto della rete RUP. Oltre ai problemi sono emerse anche alcune conquiste importanti conseguite in Ateneo, grazie al contributo di Polimi 4 Gaza e da docenti, studenti e studentesse impegnate in Ateneo sul tema della militarizzazione.  Abbiamo deciso di sintetizzare i nodi fondamentali del percorso fatto in Polimi nel report di seguito, dedicato al tema della ricerca e dei brevetti nelle collaborazioni sul dual use e con i partner israeliani al Politecnico di Milano. Adesso c’è una sfida importante che si pone in Ateneo: bloccare il rinnovo dell’accordo quadro con Leonardo. E naturalmente l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sarà al fianco di Polimi 4 Gaza e delle realtà che si opporranno al rinnovo. Alcuni scatti dell’iniziativa. REPORT SU RICERCA E BREVETTI AL POLITECNICO DI MILANO NELLE COLLABORAZIONI CON PARTNER ISRAELIANI E SUL DUAL-USE RICERCA E BREVETTI: POLIMI E PARTNER ISRAELIANI Le domande di brevetto nate da collaborazioni internazionali solitamente derivano da progetti finanziati dal Bando Scientifico Italia-Israele (MAECI). Il Politecnico di Milano è stato storicamente uno dei partner più attivi in questo ambito. Settori chiave: Le aree di ricerca che più facilmente portano al deposito di brevetti congiunti includono: * Energia e Idrogeno: Progetti come GreenH2, condotto dal Politecnico con la Hebrew University of Jerusalem, focalizzato su tecnologie innovative per la produzione di idrogeno. * Droni e AI: Collaborazioni tecnologiche avanzate nel settore aerospaziale (spesso coinvolgendo anche partner industriali come Leonardo). * Precision Medicine: Sviluppo di dispositivi biomedicali e nuove molecole in partnership con istituti come il Technion (Israel Institute of Technology). GESTIONE DELLA PROPRIETÀ INTELLETTUALE (IP) Quando il Politecnico deposita un brevetto con un ente israeliano, la titolarità segue solitamente queste regole: * Contitolarità: Il brevetto è depositato a nome di entrambi gli enti (es. Politecnico di Milano e Technion). * Regolamento IP: Esiste un accordo preventivo che stabilisce chi gestisce lo sfruttamento commerciale del brevetto e come vengono spartite le eventuali royalty derivanti da licenze ad aziende terze. TENSIONI RECENTI E “SOSPENSIONE” A partire dalla fine del 2024 e per tutto il 2025, la questione delle collaborazioni e dei brevetti con Israele è diventata un tema politico caldissimo: * Pressioni studentesche: Al Politecnico di Milano ci sono state forti mobilitazioni (incluse occupazioni del rettorato) per chiedere la rescissione degli accordi, in particolare quelli con il Technion di Haifa, accusato dagli attivisti di avere legami con l’industria bellica, oltre che dei rapporti fra l’istituto ed il governo di Israele. * Trasparenza: In risposta alle proteste, alcune collaborazioni sono state rese meno visibili o “congelate” formalmente, pur restando attivi i progetti di ricerca pura non legati a tecnologie dual-use (civili e militari). * Esempio della Statale: Mentre il Politecnico ha mantenuto una linea di maggiore continuità scientifica, l’Università Statale di Milano ha approvato nel settembre 2025 una mozione per sospendere nuovi accordi con enti israeliani coinvolti nel conflitto. Come verificare brevetti specifici Se si cerca un numero di brevetto o un’invenzione specifica, occorre consultare database pubblici: Espacenet (EPO): Inseri “Politecnico di Milano” e “Israel” nei campi dei richiedenti (Applicants). Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM): Per verificare se ci sono estensioni italiane di tali brevetti. Facendo una ricerca tecnica nei database dei brevetti (come l’Israel Patents Journal e l’EPO), emergono diversi filoni di collaborazione tra il Politecnico di Milano e realtà israeliane. Ecco i risultati più rilevanti per aree tecnologiche e progetti specifici: 1. Sicurezza e Visione Artificiale (Sorveglianza) Esistono depositi di brevetti legati a tecnologie di Motion Detection e Object Tracking. Dettagli: Un brevetto registrato in Israele (codice 274418) vede il Politecnico di Milano coinvolto in sistemi per la “Situational Awareness” e video a super-risoluzione. Applicazioni: Questi sistemi, che utilizzano immagini a micro-scansione, sono spesso sviluppati in contesti di sicurezza avanzata o monitoraggio industriale. 2. Dispositivi Biomedici e Salute Il Politecnico ha diverse domande di brevetto congiunte nel settore della riabilitazione e del monitoraggio neurale. Progetto “Writing Instrument”: Un brevetto (pubblicazione 20230126043) riguarda una penna intelligente dotata di sensori di forza e movimento per l’analisi del tremore e della scrittura. Sebbene i partner principali siano spesso università milanesi (come la Statale), il progetto è inserito in network di ricerca che includono scambi con centri di eccellenza israeliani nel campo della bioingegneria. 3. Fotonica e Comunicazioni Ottiche Il Polimi detiene brevetti su sistemi ottici riconfigurabili (es. brevetto numero 11646790). Partner: In questo campo i contatti sono storicamente forti con il Technion di Haifa. Le ricerche riguardano la manipolazione della luce su chip, fondamentale per lo sviluppo dei futuri computer quantistici e delle reti 5G/6G. 4. Il Progetto GreenH2 (Idrogeno) Questo è uno dei casi più documentati di cooperazione scientifica recente (fino al 2025). Oggetto: Sviluppo di elettrolizzatori innovativi per produrre idrogeno verde. Partnership: Politecnico di Milano e Hebrew University of Jerusalem. Le invenzioni derivanti da questo progetto mirano a brevettare nuovi materiali catalizzatori che non utilizzano metalli rari. Nota (Marzo 2026): A causa delle recenti mozioni approvate da alcuni dipartimenti del Politecnico, la tendenza attuale è quella di non avviare nuove domande di brevetto congiunte che abbiano potenziali applicazioni militari (dual-use), privilegiando esclusivamente la ricerca medica e ambientale. In base alle informazioni più recenti (aggiornate a marzo 2026), le collaborazioni del Politecnico di Milano con Israele sono diventate un tema estremamente sensibile, portando l’ateneo a una gestione molto più riservata delle partnership rispetto al passato. Ecco i nomi dei docenti, dei laboratori e dei progetti chiave che sono stati al centro di queste attività e dei relativi depositi brevettuali: 1. Settore Droni e Sistemi di Controllo È l’area più controversa a causa del potenziale utilizzo dual-use (civile e militare). * Docente guida: Il Prof. Marco Lovera, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Droni e Mobilità Aerea Avanzata. È una figura centrale per lo studio della navigazione autonoma e del controllo delle flotte di droni. Laboratori: Il Laboratorio di Sistemi Aerospaziali e l’ASCL (Aerospace Systems and Control Lab). Contesto: Sebbene l’Osservatorio si occupi prevalentemente di applicazioni civili (logistica sanitaria, agricoltura), le tecnologie di controllo del volo sviluppate sono tecnicamente affini a quelle utilizzate da partner storici come il Technion di Haifa, leader mondiale nella difesa aerea. A fine 2024, il Politecnico è stato oggetto di forti proteste proprio per la presunta “invisibilità” di alcuni di questi accordi nei database pubblici. 2. Settore Idrogeno e Transizione Energetica Qui la collaborazione è di tipo puramente scientifico-ambientale ed è legata al progetto GreenH2. * Docenti guida: Il Prof. Matteo Maestri e ricercatori del Dipartimento di Energia (come quelli recentemente selezionati per la European Talent Academy 2026). Partner: La Hebrew University of Jerusalem. Obiettivo: La ricerca si concentra sulla sintesi di nuovi catalizzatori per la produzione di idrogeno. In questo caso, le domande di brevetto riguardano nuovi materiali chimici e processi industriali sostenibili. 3. Fotonica e Nanotecnologie Settore ad altissimo valore di proprietà intellettuale (IP). * Docente guida: Il Prof. Andrea Melloni, direttore del Photonics Devices Lab. Collaborazioni: Rapporti decennali con ricercatori israeliani per lo sviluppo di chip fotonici riconfigurabili. Brevetti: Riguardano circuiti integrati ottici che permettono di gestire segnali dati ad altissima velocità, fondamentali sia per le telecomunicazioni che per la sensoristica avanzata. RIEPILOGO DELLA SITUAZIONE ATTUALE (2025-2026) Cosa è cambiato: A seguito delle mobilitazioni studentesche del 2025, il Politecnico ha adottato una politica di trasparenza rafforzata. Molti accordi che prima erano “quadro” (generali) sono stati trasformati in accordi specifici per singolo progetto, per garantire che i brevetti risultanti non abbiano applicazioni nel settore degli armamenti. Il Politecnico di Milano ha aggiornato le proprie linee guida etiche per il triennio 2024-2026, rispondendo alla crescente pressione geopolitica e alle richieste di trasparenza su tecnologie sensibili. Le nuove direttive non mirano a “vietare” la ricerca, ma a responsabilizzare il ricercatore attraverso un sistema di controlli a più livelli. Ecco i pilastri fondamentali: 1. LA NOMINA DEL DELEGATO PER IL “DUAL-USE” Una delle novità più significative è la nomina di una figura specifica: il Delegato per le Tecnologie a Duplice Uso e la Ricerca Sicura (attualmente il Prof. Pierangelo Masarati). * Compito: Vigilare affinché le ricerche nate per scopi civili (es. droni per agricoltura, crittografia per banche) non vengano deviate verso scopi bellici o repressive. * Controllo preventivo: Ogni nuova collaborazione internazionale (inclusi gli accordi con Israele) deve essere sottoposta a uno screening che valuti il rischio di “uso improprio”. 2. RAFFORZAMENTO DEL COMITATO ETICO DELLA RICERCA Il Comitato (presieduto dalla Prof.ssa Viola Schiaffonati) ha visto estese le proprie competenze per il mandato 2024-2026. * Parere Vincolante: Per progetti finanziati da enti esterni o che coinvolgono partner in zone di conflitto, il ricercatore deve richiedere una Ethical Clearance. * Criteri di valutazione: Non si valuta solo l’integrità scientifica, ma anche l’impatto sociale e la conformità ai diritti umani. Se un progetto di ricerca con il Technion di Haifa, ad esempio, tocca ambiti sensibili di cybersecurity, il Comitato può imporre restrizioni sulla pubblicazione dei dati o sulla proprietà dei brevetti. 3. LA “DIPLOMAZIA SCIENTIFICA” E IL PIANO STRATEGICO 2026-2028 Nel nuovo Piano Strategico presentato a febbraio 2026, il Rettore ha introdotto il concetto di “Diplomazia Scientifica”: * Responsabilità Sociale: Il Politecnico si impegna a mantenere aperti i canali di dialogo accademico (anche con Israele) come strumento di pace, ma con la clausola della “Neutralità Tecnologica”. * Clausole di Recesso: I nuovi accordi quadro includono clausole che permettono all’Ateneo di sospendere la collaborazione se i risultati della ricerca vengono utilizzati per scopi contrari ai valori del Codice Etico (es. violazione della dignità umana). 4. FORMAZIONE OBBLIGATORIA PER I DOTTORANDI Per la prima volta, il corso “Ethical Aspects of Research on Dual-Use Technologies” è diventato un pilastro della Scuola di Dottorato. * Obiettivo: Insegnare ai futuri ingegneri a identificare i “segnali d’allarme” nelle partnership internazionali e a gestire la proprietà intellettuale in modo che il brevetto non diventi uno strumento di offesa. IN SINTESI: COSA SUCCEDE SE VUOI COLLABORARE CON ISRAELE OGGI? 1. Check-list Dual-Use: Devi compilare un modulo di autovalutazione del rischio. 2. Vaglio del Delegato: Se il settore è sensibile (Aerospazio, Chimica, AI), il Delegato del Rettore deve dare il via libera. 3. Trasparenza sui Brevetti: Ogni domanda di brevetto congiunta deve specificare chiaramente i limiti di utilizzo e non può essere esclusiva per partner industriali militari. L’applicazione delle nuove linee guida etiche 2024-2026 al progetto GreenH2 (Politecnico di Milano – Hebrew University) offre un esempio perfetto di come l’ateneo stia bilanciando cooperazione scientifica e responsabilità politica. Ecco come le regole che abbiamo visto hanno trasformato questo specifico progetto: 1. LA CLAUSOLA DI “NEUTRALITÀ CLIMATICA” (NO DUAL-USE) Il progetto GreenH2 mira a creare catalizzatori per l’idrogeno verde che non usino metalli rari (come il platino). * L’impatto etico: Sotto le nuove linee guida, il Delegato al Dual-Use ha dovuto certificare che queste molecole e materiali non abbiano applicazioni immediate in settori sensibili come la propulsione missilistica o sistemi di offesa. * Risultato: Il brevetto congiunto depositato nel 2025 contiene una clausola che ne limita l’uso esclusivamente a fini di decarbonizzazione industriale. 2. TRASPARENZA E “INVISIBILITÀ” SELETTIVA Come emerso dalle cronache di fine 2024 e inizio 2025, il Politecnico è stato accusato di aver “nascosto” alcune collaborazioni con il Technion per evitare proteste. * La risposta etica: Le nuove linee guida impongono che ogni accordo sia pubblicato nell’Albo di Trasparenza dell’Ateneo. Tuttavia, per proteggere i ricercatori (sia italiani che israeliani) da ritorsioni o minacce, i dettagli operativi sui singoli nomi dei dottorandi possono essere secretati, mentre l’oggetto del brevetto e il partner istituzionale devono rimanere pubblici. 3. DIRITTI UMANI E SEDI DI RICERCA Un punto cruciale delle linee guida 2026 riguarda la localizzazione della ricerca. * Il caso Hebrew University: Poiché la Hebrew University ha alcuni campus situati a ridosso o oltre la “linea verde” (territori contesi), il Comitato Etico del Polimi ha richiesto una garanzia che le attività di ricerca finanziate con fondi italiani/europei si svolgano esclusivamente nei laboratori della sede centrale di Givat Ram. * Revisione periodica: Il progetto è soggetto a una revisione semestrale. Se il partner israeliano dovesse essere coinvolto in attività di ricerca dichiaratamente legate al supporto logistico-militare del conflitto, le linee guida impongono il congelamento immediato del trasferimento tecnologico. 4. GESTIONE DEI BREVETTI (IP) E SOCIAL IMPACT Le linee guida ora impongono che i brevetti nati con partner in aree di crisi debbano avere una ricaduta sociale documentata. * GreenH2: È stato classificato come “High Social Impact” perché contribuisce agli obiettivi UE del 2050. Questo ha permesso di “scudare” la collaborazione dalle mozioni di boicottaggio totale presentate in Senato Accademico, distinguendo la ricerca per la sopravvivenza del pianeta dalla ricerca bellica. IN SINTESI: COSA È CAMBIATO PER UN RICERCATORE DEL POLIMI? Oggi, se un ricercatore del Dipartimento di Energia vuole depositare un brevetto con Israele, deve affrontare un iter che dura circa 3 mesi in più rispetto al 2023, durante i quali deve dimostrare: 1. Che l’invenzione non è “esportabile” per scopi di difesa. 2. Che il partner non opera in territori occupati. 3. Che il brevetto sarà accessibile per scopi umanitari o ambientali. Nell’ultimo biennio (2024-2026), l’applicazione rigorosa delle linee guida ha portato a una significativa selezione dei progetti. Sebbene il Politecnico non pubblichi una “lista nera” ufficiale per ragioni di riservatezza e diplomazia accademica, fonti interne e dinamiche del Senato Accademico confermano che diversi progetti sono stati declassati, sospesi o bocciati. Ecco i casi più emblematici di progetti “bloccati” o fortemente limitati: 1. IL CASO DEL CORSO DI DOTTORATO (SETTEMBRE 2025) Un caso eclatante, simile a quanto accaduto al Politecnico di Torino, ha riguardato la sospensione di un modulo didattico di un guest lecturer israeliano. * Motivazione: Il docente era stato invitato per un corso sulle tecniche di riconoscimento facciale (Facial Recognition). Durante le lezioni, sono emerse esternazioni politiche a difesa delle operazioni militari dell’IDF definite “inaccettabili” dalla governance dell’ateneo. * Esito: Il rapporto con il docente è stato interrotto con effetto immediato e il modulo è stato cancellato per violazione del codice etico che impone la neutralità e il ripudio della violenza. 2. SOSPENSIONE DEI PROGETTI “DUAL-USE” NELL’AEROSPAZIO A differenza del progetto sull’idrogeno (che è proseguito), diverse proposte nel settore dei sistemi di guida autonoma sono state bocciate dal Comitato Etico tra il 2024 e il 2025. * Il motivo del blocco: Alcuni algoritmi proposti per lo sciame di droni (drone swarming) sono stati giudicati troppo vicini a standard militari. Non potendo garantire che la proprietà intellettuale (i brevetti) rimanesse confinata all’uso civile (es. monitoraggio agricolo), il Comitato ha negato l’autorizzazione a procedere con partner industriali della difesa israeliana. * Impatto: Questo ha portato a un crollo dei progetti approvati nell’ambito dei bandi MAECI (Ministero Affari Esteri), passati da decine a poche unità. 3. BLOCCO DEGLI SCAMBI CON L’UNIVERSITÀ DI ARIEL (CISGIORDANIA) Seguendo l’esempio dell’Università Statale, anche il Politecnico ha formalizzato il divieto di ogni collaborazione con istituzioni situate nei territori occupati. * Esito: Ogni proposta di ricerca che prevedesse test sul campo o partnership con la Ariel University è stata automaticamente rigettata per violazione delle risoluzioni internazionali e delle linee guida interne sulla localizzazione della ricerca. 4. IL “CONGELAMENTO” PREVENTIVO (SELF-CENSORSHIP) Un fenomeno rilevato nel 2026 è il cosiddetto disimpegno preventivo. Molti docenti, per evitare le lunghe e complesse procedure del Comitato Etico o per timore di proteste studentesche (come quelle del gruppo Polimi 4 Gaza), hanno scelto di: * Non rinnovare i memorandum d’intesa (MoU) in scadenza. * Orientare le partnership verso altri centri di eccellenza (es. in Europa o Singapore). IN SINTESI: PERCHÉ UN PROGETTO VIENE BOCCIATO OGGI? Un progetto viene bloccato se non supera uno di questi tre test: 1. Test di Esportabilità: Il software o il materiale può essere usato per armamenti? Se “Sì” o “Forse”, viene bloccato. 2. Test di Localizzazione: Il partner opera oltre la Linea Verde? Se “Sì”, viene bloccato. 3. Test di Trasparenza: Il partner accetta che i risultati siano pubblici e non secretati per scopi di difesa? Se “No”, la collaborazione non parte. Proprio mentre scriviamo questo report (marzo 2026) al Politecnico sono previste nuove iniziative studentesche per chiedere un monitoraggio ancora più stringente su questi blocchi. Il clima attuale vede il Politecnico di Milano muoversi alla ricerca di un equilibrio precario tra eccellenza scientifica e responsabilità etica. L’influenza delle nuove linee guida si riflette chiaramente nella partecipazione ai bandi Horizon Europe, il principale programma di finanziamento dell’Unione Europea. Ecco come la situazione politica e le regole etiche stanno impattando i grandi progetti: 1. LO “STOP” DELL’UE AI FONDI PER L’INNOVAZIONE INDUSTRIALE A partire dalla fine del 2025, la Commissione Europea ha proposto una sospensione parziale di Israele da alcuni segmenti di Horizon Europe. * Settore colpito: Lo stop riguarda l’EIC (European Innovation Council), ovvero il fondo per le start-up e le tecnologie dirompenti (AI, droni, cybersecurity). * Impatto sul Polimi: I laboratori del Politecnico che avevano partnership con aziende israeliane in questi settori hanno visto i finanziamenti congelati o sono stati costretti a sostituire i partner industriali israeliani con partner europei per non perdere il grant. 2. PROGETTI ACCADEMICI: “SALVI” MA SOTTO SORVEGLIANZA Mentre i fondi industriali sono stati limitati, la ricerca accademica pura (Pillar I di Horizon, come gli ERC) resta formalmente aperta. Tuttavia, al Politecnico sono scattati nuovi protocolli: * Security Scrutiny: Ogni progetto Horizon con partner israeliani deve ora superare uno “scrutinio di sicurezza” preventivo. Se il progetto prevede lo sviluppo di algoritmi che potrebbero essere usati per la sorveglianza di massa o il puntamento (anche se nati per scopi civili), l’Ateneo richiede una modifica del piano di lavoro. * Clausola di Rescissione UE: I contratti firmati nel 2026 includono clausole legate al rispetto dei diritti umani (Art. 2 dell’Accordo di Associazione UE-Israele). Se l’UE dovesse dichiarare una violazione sistematica, il Politecnico sarebbe obbligato a uscire dal consorzio senza penali. 3. I PROGETTI “BLOCCATI” O “RIFONDATI” Dalle analisi dei bandi 2025-2026, emergono due dinamiche chiare: * Bocciatura dei partner in zone contese: Progetti che includevano ricercatori affiliati a sedi universitarie in territori occupati (Cisgiordania) sono stati bloccati sul nascere dal Comitato Etico, poiché violano la politica di localizzazione della ricerca dell’Ateneo. * Cambio di rotta nell’AI: Progetti di visione artificiale inizialmente orientati alla “sicurezza urbana” (spesso sviluppati con eccellenze israeliane) sono stati riconvertiti in progetti di “monitoraggio ambientale” o “diagnostica medica” per evitare le critiche legate al dual-use e al controllo sociale. 4. LA “DIPLOMAZIA SCIENTIFICA” NEL PIANO STRATEGICO 2026-2028 Nel documento approvato a febbraio 2026, il Politecnico definisce la sua posizione: “Il Politecnico non pratica il boicottaggio accademico generalizzato, ma esercita una vigilanza attiva. La ricerca con partner internazionali, inclusi quelli israeliani, è ammessa solo se finalizzata a obiettivi di sostenibilità globale e se i risultati sono pubblicamente accessibili, escludendo ogni segretezza di carattere militare.” COSA SIGNIFICA IN PRATICA PER IL 2026? Se oggi un ricercatore del Politecnico vince un bando Horizon con il Technion, il progetto partirà solo se: 1. Il software prodotto è Open Source. 2. Non ci sono partner dell’industria della difesa nel consorzio. 3. Viene nominato un Ethics Advisor esterno che monitori il progetto ogni 6 mesi. In definitiva, il Politecnico ha scelto la via della “cooperazione condizionata”: non chiude le porte alla scienza israeliana (a differenza di altre università italiane che hanno votato per la sospensione totale), ma impone filtri talmente stringenti da aver reso di fatto impossibili i progetti più vicini al settore tecnologico-militare. Attualmente il Politecnico di Milano risulta immerso in una fitta rete di collaborazioni con i “giganti” dell’industria italiana (Leonardo ed ENI), le quali fungono spesso da ponte verso Israele. Tuttavia, l’applicazione delle nuove Linee Guida Etiche ha creato frizioni e cambiamenti operativi significativi proprio in queste relazioni “triangolari”. Ecco come queste restrizioni stanno influenzando il rapporto con le aziende e i progetti congiunti: 1. LEONARDO: IL NODO DELLA DIFESA E DEL “DUAL-USE” Leonardo è il partner storico del Politecnico per l’aerospazio e la cyber-security, ma è anche l’azienda italiana più esposta sul fronte israeliano (con accordi diretti con l’Israeli Innovation Authority e la Tel Aviv University). * Il blocco del 2025/2026: A seguito di azioni legali e petizioni dei lavoratori di Leonardo (che hanno raccolto oltre 20.000 firme a fine 2025), il Politecnico ha dovuto irrigidire i controlli sui progetti comuni. * Progetti declassati: Alcune ricerche sulla “navigazione autonoma” condotte con Leonardo sono state rimosse dai programmi di cooperazione con Israele per evitare che finissero sotto l’occhio del Comitato Etico. Il Polimi ha imposto a Leonardo che i risultati delle ricerche svolte nei propri laboratori non siano trasferibili a filiali o partner israeliani impegnati nel settore militare (come Elta Systems). * Focus Cyber: La collaborazione si è spostata massicciamente sulla Cyber Defence civile e sulla protezione delle infrastrutture critiche, ambiti considerati più “sicuri” dal punto di vista etico rispetto alla radaristica o ai droni da combattimento. 2. ENI: IDROGENO E “DIPLOMAZIA DELL’ENERGIA” Il rapporto con ENI è meno teso perché focalizzato sulla transizione ecologica, ma non privo di sfide. * Hydrogen Joint Research Partnership: Il Politecnico, insieme a ENI, Edison e Snam, guida questo consorzio. Molte delle tecnologie per l’idrogeno verde sono state testate in collaborazione con istituti israeliani (come la Hebrew University). * La garanzia di “Neutralità”: Per far passare questi progetti al vaglio del Comitato Etico, ENI e il Politecnico hanno dovuto certificare che le tecnologie brevettate (es. nuovi elettrolizzatori) abbiano scopi puramente civili. Questo ha permesso di mantenere aperti i canali con Israele presentandoli come “Diplomazia Climatica”, un pilastro del Piano Strategico 2026 dell’Ateneo. SINTESI DELL’IMPATTO SUI RAPPORTI INDUSTRIALI 3. LE CONSEGUENZE LEGALI E I BANDI Un elemento cruciale emerso a inizio 2026 è la revoca retroattiva da parte dell’UAMA (Ministero Esteri) di alcune licenze per prodotti dual-use verso Israele. Questo ha costretto il Politecnico a riscrivere i contratti di consulenza con le aziende italiane: se Leonardo o ENI utilizzano una proprietà intellettuale del Polimi per un contratto con Israele che viene bloccato dal Governo, l’Università è ora legalmente protetta e non può essere chiamata a rispondere dei danni. CONCLUSIONI Il Politecnico non ha interrotto i rapporti con le aziende italiane che lavorano con Israele, ma ha eretto un “muro burocratico ed etico” che impedisce che la propria ricerca diventi parte di forniture belliche. Questo ha portato a una forma di “ricerca a compartimenti stagni”: quello che il Polimi fa con Leonardo resta al Polimi e non può viaggiare verso Tel Aviv se ha un’ombra di uso militare. Di sicuro molte delle novità introdotte dalla governance del POLIMI sono “di facciata”, ma le realtà che in Ateneo si oppongono alla militarizzazione, come Polimi 4 Gaza possono continuare a lavorare per renderli strumenti effettivi, interagendo con la figura del Delegato per le Tecnologie a Duplice Uso e la Ricerca Sicura e stimolandolo continuamente nelle verifiche, accertandosi che le Linee guida etiche e le procedure di due diligence diventino pratica quotidiana, soprattutto fra i docenti più esposti ai rischi di dual-use ed a collaborazioni “sensibili”, in modo da capitalizzare al meglio gli sforzi fatti e le piccole grandi conquiste ottenute. Ciò soprattutto in vista di un appuntamento importante, che è la scadenza dell’accordo quadro del POLIMI con Leonardo, nella convinzione e nella speranza che con gli strumenti a disposizione si possa far pervenire la governance alla saggia decisione di non rinnovare o estendere ulteriormente l’accordo stesso. Giuseppe Curcio, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università Qui il Report di Giuseppe Curcio in PDF. REPORT_RICERCA-BREVETTI_POLIMIDownload Giuseppe Curcio, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente