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ALEPPO: ATTACCHI INDISCRIMINATI DI DAMASCO AI QUARTIERI CURDI. LA CORRISPONDENZA CON UNA COMPAGNA INTERNAZIONALISTA ITALIANA
Siria. Proteste di massa contro l’aggressione jihadista in corso ad Aleppo in molte città del Rojava ma pure del Kurdistan turco, come Amed. Damasco da giorni ha dato l’assalto ai quartieri curdi di Ashrafieh, Sheikh Maqsoud e Bani Zeid. Qui nella notte il ministero della Difesa del governo di transizione siriano ha annunciato un cessate il fuoco temporaneo, a partire dalle 3 del mattino. Damasco parla di “tregua temporanea” minacciando nel contempo nuovamente le forze curde di autodifesa Asayîş e dando loro un ultimatum di poche ore per ritirarsi dall’area, entro stamattina, venerdì 9 gennaio. Fino a pochi minuti prima del cessate il fuoco le milizie salafite del cosiddetto governo di transizione hanno continuano ad attaccare i quartieri autogovernati, con tentativi di entrare con carri armati e cecchini sui tetti. Tentativi respinti sul terreno dalle forze curde di autodifesa, parte del progetto rivoluzionario del confederalismo democratico. In mezzo i civili, 140mila dei quali scappati, con almeno 21 vittime e decine di feriti. Colpito anche l’ospedale Xelid Fecir, dagli attacchi con armi pesanti usate dalle milizie del governo di transizione. Intanto l’Amministrazione autonoma della Siria settentrionale e orientale ha diffuso un comunicato: “Gli attacchi in corso ai quartieri Sheikh Maqsoud e Ashrafieh di Aleppo, compiuti da fazioni affiliate al governo di transizione siriano, costituiscono un atto criminale sistematico che prende di mira direttamente civili disarmati.  L’incapacità di queste fazioni di ottenere qualsiasi progresso militare sul campo li ha spinti ad adottare una politica di bombardamenti indiscriminati e deliberati, prendendo di mira aree residenziali, ospedali e strutture di servizio. Il targeting ripetuto di ospedali e centri sanitari non può essere considerato un incidente o un errore militare; piuttosto, è un atto deliberato volto a paralizzare la vita nei due quartieri. La continuazione di questi gravi crimini e violazioni minaccia di portare a massacri contro i civili.  Riteniamo lo Stato turco direttamente responsabile di questi crimini”. Su Radio Onda d’Urto la corrispondenza dal Rojava con una compagna internazionalista italiana, arrivata in Redazione venerdì 9 gennaio. Ascolta o scarica
ALEPPO: GLI JIHADISTI (ORA AL POTERE A DAMASCO) ASSEDIANO I QUARTIERI A MAGGIORANZA CURDA DI SHAYKH MAQSOOD E ASHRAFIYE
Calma tesa nel nord della Siria stamattina, martedì 7 ottobre, dopo una serata di scontri tra forze governative – gli ex jihadisti ora riciclatisi al potere a Damasco assieme ad Al Jolani – e forze militari rivoluzionarie (in particolare YPG) che fanno riferimento al confederalismo democratico, curdo ma non solo, ad Aleppo. Gli scontri armati hanno causato un numero ancora non precisato di vittime e feriti. Nel mirino i quartieri di Shaykh Maqsood e Ashrafiye, a forte maggioranza curda, dopo vivono secondo i dettami del confederalismo democratico circa 500mila persone, di fatto in stato di assedio permanente. Dopo 2 giorni di chiusura da parte dei governativi dei due quartieri, ieri sera migliaia di persone sono scese in strada per manifestare, represse da lacrimogeni e spari. Le truppe già jihadiste e ora cosiddette “governative” hanno provato ad assaltare con i blindati i quartieri, respinti però dalle forze democratiche curdosiriane Ora ad Aleppo regna però una calma tesa, con un dispiegamento significativo di milizie jihadiste, che hanno chiuso le principali vie d’accesso alle aree curde. Scontri armati e colpi d’artiglieria incrociati pure a est di Aleppo, a Deir Hafer, mentre l’inviato speciale Usa, Thomas Barrack, e il comandante Centcom, l’ammiraglio Brad Cooper, hanno incontrato il comandante Fds, Mazlum Abdi, per fare ripartire il processo dell’accordo di integrazione siglato a marzo tra le autorità del Rojava e quelle, traballanti, al potere a Damasco, dove oggi – a sorpresa – gli stessi Usa hanno messo attorno a un tavolo lo stesso Abdi e Al Jolani, ora “presidente Sharaa”. RIPRODUZIONE RISERVATA L’aggiornamento su Radio Onda d’Urto con Tiziano Saccucci, Uiki Onlus.  Ascolta o scarica L’Amministrazione Autonoma Democratica della Siria Settentrionale e Orientale (Rojava) ha intanto rilasciato una dichiarazione scritta in merito agli attacchi sferrati dalle forze affiliate al Governo provvisorio siriano nei quartieri di Sheikh Maqsood e Ashrafiyah ad Aleppo. L’Amministrazione ha descritto gli assalti come “una continuazione delle politiche di oppressione e tirannia. In qualità di Amministrazione Autonoma Democratica della Siria Settentrionale e Orientale, condanniamo gli attacchi sferrati da gruppi affiliati al Governo Provvisorio Siriano contro i quartieri di Sheikh Maqsoud e Ashrafiyeh. Questi attacchi costituiscono una palese violazione dei diritti della popolazione di Afrin, che è stata costretta ad abbandonare le proprie case e ora è soggetta a una severa repressione da parte dei gruppi sotto il controllo del Governo Provvisorio”. La dichiarazione aggiungeva: “Gli attacchi a Sheikh Maqsoud e Ashrafiyeh sono la continuazione delle azioni razziste e delle politiche divisive perseguite dal governo provvisorio. È chiaro che non hanno imparato nulla da ciò che è accaduto lungo la regione costiera o a Sweida. Le stesse forze e la stessa mentalità stanno trascinando la Siria verso una catastrofe e una rovina irreversibili. Chiediamo quindi a tutti i siriani amanti della libertà e patriottici di essere solidali con la nostra gente nei quartieri di Sheikh Maqsoud e Ashrafiyeh. Esortiamo inoltre le forze democratiche siriane, le organizzazioni internazionali e la comunità internazionale a porre fine alle politiche perseguite dal governo provvisorio siriano. Ciò che sta accadendo oggi conferma che non vi è alcun serio sforzo per trovare una soluzione globale alle questioni nazionali irrisolte, ed è chiaro che alcune parti continuano a fare affidamento sul linguaggio delle armi e del conflitto interno invece che sul dialogo costruttivo e sugli sforzi congiunti per costruire una Siria democratica e pluralistica per tutti”. La dichiarazione continua: “Come Amministrazione Autonoma Democratica, condanniamo fermamente questi attacchi e riteniamo gli aggressori responsabili dei disastri umanitari e politici che ne derivano. Chiediamo al popolo della Siria settentrionale e orientale di prendere una posizione nazionale e morale, di stare al fianco dei nostri fratelli e sorelle di Sheikh Maqsoud e Ashrafiyeh e di sostenere la loro legittima resistenza contro questi attacchi”. L’Amministrazione Autonoma ha invitato “i popoli della Siria, in tutte le loro componenti, a opporsi a chiunque cerchi di seminare discordia tra i popoli del Paese e a garantire che le tragedie del passato non si ripetano mai più. L’unica via per porre fine alla crisi siriana è la pace e una soluzione democratica. Prendere di mira i civili e le zone sicure non porterà altro che ulteriore distruzione”.