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Il Parco Nazionale dice NO all’impianto industriale eolico a Londa
Il No del Parco Nazionale Foreste Casentinesi alla proposta di impianto industriale eolico a Londa e il NO dei partecipanti all’Assemblea pubblica del 18 dicembre a Rincine Londa. SI alla democrazia Energetica delle Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali per un una Transizione energetica senza speculazione e senza consumo di suolo. Sala Polifunzionale piena a Rincine giovedì18 dicembre all’Assemblea pubblica a cui è stato invitato il Sindaco a presentare il progetto di impianto industriale eolico Londa. Durante la presentazione l’assemblea ha espresso piena contrarietà all’impianto eolico mentre il Sindaco ha ribadito di non essere contrario per preconcetto e di voler trattare con la Società eolica Hergo Renewables ENI per le compensazioni. Gli interventi dei partecipanti hanno denunciato la mancanza di tempestiva informazione e il coinvolgimento della popolazione, in quanto il Sindaco affermava che dalla presentazione della documentazione ad agosto fino alla pubblicazione del Progetto, a dicembre, non se ne poteva parlare. La popolazione intervenuta ha manifestato contrarietà al Progetto sottolineando: * il grande e irreversibile impatto ambientale sul crinale per il progetto eolico che prevede 6 pale alte 200 metri da Croce ai Mori alla Consuma; * l’inconciliabilità e l’incompatibilità di Londa, Comune del Parco, con l’industrializzazione dei crinali confinanti con il Parco Nazionale Foreste Casentinesi che si é espresso contrario all’impianto eolico in sede formale e in modo pubblico sulla sua pagina Facebook ufficiale ; * la svalutazione ambientale, sociale ed economica del capitale naturale di Porta di accesso al Parco Nazionale; * la distruzione del Paesaggio che annichilisce l’attrattiva turistica su cui le varie amministrazioni, negli anni, hanno puntato come volano di sviluppo: * l’inquinamento acustico e visivo dell’impianto in prossimità di abitati e agriturismi; * la compromissione di attività legate al turismo, all’accoglienza, ristorazione e produzioni locali. A conclusione dell’Assemblea, alcuni interventi hanno richiesto al Sindaco e all’Amministrazione di opporsi decisamente all’industrializzazione eolica dei crinali di Londa, Comune del Parco Nazionale Foreste Casentinesi o di dimettersi. In ordine ad una Transizione energetica ecologica non speculativa e senza consumo di suolo la Coalizione Ambientale TESS, Italia Nostra Firenze e il Comitato Crinali Liberi Londa organizzano un Incontro a Londa sul tema CER/S A LONDA E DEMOCRAZIA ENERGETICA presso Circolo ARCI Londa martedì 23 dicembre 2025 ore 17.00. CER/S COMUNITA’ ENERGETICA RINNOVABILE/SOLIDALE: PARLIAMONE Alessandro Vigni Democrazia Energetica. Comunità Energetiche Rinnovabili. Cittadini protagonisti della rivoluzione energetica. Alessandra Filabozzi CER Solidale Illuminati Sabina. Merenda cena con i produttori locali € 15.00 con prenotazione Chiara 339 151 1155 Comitato Crinali Liberi Londa Comitati territoriali riuniti TESS Transizione Energetica Senza Speculazione Redazione Toscana
Sulle dichiarazioni del Sindaco di Londa a proposito dell’impianto eolico
Fortissima contrarietà della popolazione alle dichiarazioni del Sindaco Tommaso Cuoretti sull’impianto industriale eolico Londa durante le Assemblee del 5 e del 6 dicembre. All’Assemblea di venerdì sera 5 dicembre e di sabato mattina 6 dicembre in sala del Consiglio Comunale la popolazione, dopo avere atteso un incontro informativo da fine agosto, ha finalmente appreso che il Sindaco di Londa Tommaso Cuoretti non si oppone all’impianto industriale eolico di Hergo Renewables ENI, 6 torri eoliche di 200 metri sul confine del Parco Nazionale, ma cerca di ottenere maggiori compensazioni economiche. Il Sindaco ha illustrato il Progetto senza parlare però dei danni connessi ad opere così impattanti per i territori. Il Sindaco afferma che non se ne poteva parlare prima e che è inutile opporsi tanto lo fanno lo stesso. Dal pubblico sono arrivate contestazioni su queste affermazioni e sull’impatto che l’impianto industriale avrà sullo sviluppo futuro di Londa. Ci chiediamo perché un Comune che ha ricevuto finanziamenti dal Parco Nazionale e contributi del PNRR per azioni di valorizzazione dei prodotti tipici e altri interventi di valorizzazione dell’Area Lago e di attrattività per un turismo guidato alle meraviglie delle foreste di crinale proceda invece alla distruzione del proprio crinale appenninico, alla probabile perdita delle sorgenti che ne scaturiscono e alla irreversibile industrializzazione dei confini del Parco nazionale Foreste Casentinesi. Ci sarà l’inevitabile riduzione della biodiversità presente negli ambienti naturali delle foreste di crinale quando si dovrebbe andare esattamente nella direzione opposta. L’eolico è considerato un nemico degli insetti impollinatori e dei chirotteri, per cui i produttori di miele ne trarranno un danno, così come la salute delle foreste e i prodotti locali. Ci chiediamo anche come si possa vedere dai Castelli del Casentino una montagna industriale invece che il magnifico profilo appenninico che si spinge sulle Foreste Casentinesi, luoghi sacri e consacrati da antiche civiltà, monaci, poeti ed eroi di altri tempi? Per non parlare degli sconfinati orizzonti silenziosi che dai crinali romagnoli del Parco Nazionale si infrangeranno contro queste torri rotanti di 200 metri. E’ vero sono compensi “facili” ma a quale prezzo? Asfaltiamo le strade, facciamo festival ma l’identità culturale della comunità, il gioiello di paese che è stato conservato nel tempo, che vive tra cieli stellati e crinali silenziosi (con poco vento tra l’altro) resterà un ricordo da cartolina? Riflettiamo bene prima di perdere un luogo così prezioso per le sue caratteristiche ambientali che è un patrimonio di inestimabile valore in mano alle prossime generazioni. Per quanto riguarda la comunità energetica non si tratta di una vera comunità energetica in forma cooperativa e associativa dove tutti i soci contano uno, in quanto vi é presente Enitalia s.r.l. e trattasi di compensazione di ENI impianto industriale eolico. Inoltre la nascita di una comunità prevede un ampio coinvolgimento della cittadinanza e un confronto tra le diverse possibilità su come far nascere una vera Comunità Energetica Rinnovabile, la popolazione di fatto non sa nulla. Noi suggeriamo di avviare un confronto reale con i cittadini per proporre una vera indipendenza economica di comunità. Stanno nascendo diverse Comunità Energetiche Rinnovabili a livello Nazionale grazie a lungimiranti scelte amministrative. Il territorio non è un bancomat: prima si investono soldi pubblici per valorizzarlo, poi lo si svende. Oggi non stiamo discutendo di un semplice progetto energetico. Stiamo discutendo di una svendita. La svendita di anni di lavoro, di investimenti pubblici, di identità territoriale. Per decenni questo comune ha costruito con soldi europei, regionali e comunali un’immagine precisa: quella di un territorio naturale, autentico, di un comune del Parco Nazionale Foreste Casentinesi. Un luogo che ha scelto la via del turismo lento, della filiera corta, della qualità ambientale. Su questo le amministrazioni comunali hanno basato bandi, progetti, promozione. Su questo hanno chiesto fondi. Fondi che spendono denaro pubblico. Su questo hanno chiesto fiducia a residenti e visitatori. E oggi cosa succede? All’improvviso, l’intero patrimonio costruito, economico, culturale e paesaggistico viene trattato come se fosse qualcosa da sacrificare senza esitazione, perché tanto la Regione approva. Noi crediamo invece che il Comune per primo, tutti i Comuni e gli Enti interessati debbano valutare con estrema attenzione e accuratezza l’impatto di torri eoliche alte 200 metri sul crinale in un Comune del Parco Nazionale. E non è per niente scontato che la Regione approvi o non approvi. Dobbiamo forse per la manutenzione stradale promessa da un’impresa privata pregiudicare per sempre l’identità di questo territorio? Per qualche compenso immediato, chiamato impropriamente “beneficio”? Per la tentazione di soldi facili, che improvvisamente sembrano valere più della coerenza, più della strategia, più del nostro futuro? Questo non è sviluppo. Questo non è pianificazione. E soprattutto, questo non è avere rispetto per un territorio ai confini di un Parco nazionale. Essere a pochi metri dal Parco Nazionale non autorizza a trasformare il paesaggio in sito industriale: la tutela non si spegne come un interruttore al confine. Se davvero credete che il nostro comune sia pronto a ospitare turbine alte duecento metri più di due volte il campanile di Giotto a Firenze allora questa Amministrazione abbia almeno il coraggio di dire la verità: che state buttando via anni di progettazione europea, di bandi vinti, di percorsi partecipati, di promozione del turismo sostenibile. Abbiate il coraggio di spiegare ai cittadini che il paesaggio, cioè la nostra ricchezza principale, viene messo sul mercato. Abbiate il coraggio di dire che state trasformando per sempre un’area protetta in una zona industriale. Questa non è una scelta da fare silenziosamente. È una scelta che avrà conseguenze irreversibili. E chi la sostiene se ne assume tutta la responsabilità. Comitato Crinali Liberi Londa Comitati Territoriali Riuniti Coalizione ambientale TESS Transizione Energetica Senza Speculazione Redazione Toscana
Camminata in difesa dei crinali di Londa
Un nuovo impianto industriale eolico incombe alle porte del Parco Nazionale Foreste Casentinesi nel Comune di Londa, Montagna Fiorentina insieme a San Godenzo e porta di accesso al Parco nazionale con il suo Centro visite insieme a Castagno d’Andrea, San Godenzo. Sul nuovo impianto industriale eolico a Londa vedi Articoli pubblicati da Radiomugello, Ok Valdisieve, Ok Mugello, Pressenza Toscana e altri. Mentre i Comuni di San Godenzo, Bagno di Romagna e Portico richiedono di allargare i confini del Parco includendo perimetrazione di aree cuscinetto di protezione del Parco, Londa corre il rischio di vedere pregiudicata questa opportunità che scade il 31 dicembre del 2025 e di vedere industrializzati proprio quei crinali che sono ad alta concentrazione di biodiversità perché prossimi al Parco Nazionale.  Un’opportunità preziosa in quanto più grande è l’estensione dei territori nel Parco e più aumentano i finanziamenti statali, oltre a tutte quelle attività economiche che sono legate al turismo, agriturismo, ristorazione, accoglienza e produzioni locali che fanno la fortuna e il benessere di interi territori capaci di trarre dalla risorsa naturalistica salute, reddito e prosperità. Entro il 2030 la Strategia Nazionale della biodiversità dichiara urgente passare in Toscana dal 15 per cento di aree protette al 30 e proprio nelle aree prossime a Parchi Nazionali Riserve Regionali naturali, Arre Natura 2000. Entro il 2023 è necessario passare a Consumo di suolo zero che rappresenta secondo i recenti aggiornamenti dell’ISPRA un’emergenza nazionale in ordine al cambiamento climatico e alle emissioni di CO2. Il Convegno della Coalizione ambientale TESS sull’Industrializzazione eolica dell’Appennino, che si è tenuto a Castagno d’Andrea lo scorso 20 settembre, ha illustrato ampiamente attraverso gli interventi di noti esperti di biodiversità e cammini, le molteplici criticità del mega eolico sui crinali evidenziando gli aspetti della massimizzazione del danno in atto sui crinali di Villore e di Corella. Questi impianti industriali eolici non portano elettricità alle comunità del territorio né riduzioni delle bollette, bensì significative e irreversibili svalutazioni di immobili e terreni, degrado industriale dell’ambiente e del paesaggio.  Come illustrato nel Piano Energetico Nazionale senza Consumo di suolo presentato al Convegno del 20 settembre, le alternative valide per una vera Transizione Ecologica esistono e sono immediatamente realizzabili. Per questi motivi i cittadini di Londa insieme ai Comitati aderenti alla Coalizione Ambientale TESS organizzano sabato 25 ottobre una Camminata sui crinali di Londa con ritrovo alle ore 9.30 in Piazza della Repubblica a Londa e ore 10.00 al Valico di Croce ai Mori con pranzo a sacco e rientro alle ore 16.00. In caso di pioggia ci riuniremo in luogo coperto. Invitiamo tutti numerosi, uniti nel comune interesse verso la difesa dell’Appennino e dei confini di protezione del Parco Nazionale Foreste Casentinesi. Coalizione Ambientale TESS Transizione Energetica Senza Speculazione      Redazione Toscana
Il Parco Nazionale Foreste Casentinesi assediato dall’industrializzazione eolica: nuovo mega impianto industriale nel Comune di Londa
Un nuovo impianto industriale mega eolico proposto dalla Società Hergo Renewables incombe sul Comune di Londa: Londa, niente meno che Porta di accesso al Parco Nazionale Foreste Casentinesi e Montagna Fiorentina insieme al Comune di San Godenzo! La Coalizione ambientale TESS, 130 Associazioni e Comitati, tra cui i Comitati riuniti del Mugello Valdisieve, ha chiesto il 26 agosto al Sindaco di Londa, Tommaso Cuoretti, un Incontro informativo e un’assemblea pubblica per confrontarsi con la cittadinanza in merito al progetto. Il 28 agosto il Sindaco con un post sulla pagina del Comune ha informato la popolazione dell’esistenza di un progetto di impianto industriale eolico nel Comune di Londa. Il 9 settembre il Sindaco ha risposto alla Coalizione ambientale Tess comunicando che sarebbe stata indetta prossimamente un’Assemblea pubblica con la cittadinanza per esporre il progetto. Al primo ottobre non sono ancora pervenuti da parte del Sindaco la data e il luogo dell’Assemblea pubblica. La Coalizione ambientale TESS chiede che si informi la popolazione riguardo al Progetto prima che si addivenga a decisioni, dato che il progetto sta seguendo il suo normale iter e il confronto aperto con la cittadinanza è importante e necessario. Il silenzio del Sindaco dalla primavera ad oggi allarma la popolazione, preoccupa tutti coloro che hanno a cuore la vocazione naturalistica, economica e turistica del Comune di Londa, che non merita di essere svalutata, degradata o sottoposta ad espropri. Il 20 settembre scorso, appena 10 giorni fa, la Coalizione ambientale TESS ha organizzato un Convegno a Castagno d’Andrea, San Godenzo, FI, sulle criticità dell’eolico sull’Appennino che ha avuto risonanza mediatica e grande partecipazione di pubblico, con la presenza di noti relatori esperti di biodiversità, di boschi, di acqua, sentieristica e dissesto idrogeologico. La materia è quanto mai attuale e complessa. Se i territori andranno incontro a destinazione industriale, le modifiche saranno irreversibili e irripristinabili. Interessante osservare poi come si sia scelto per la presentazione della documentazione del progetto proprio il mese di agosto a uffici in genere sottodimensionati per il personale in ferie, documentazione la cui presa di visione richiede operazione complessa tempo e impiego di numerose e specifiche competenze per segnalare le parti incomplete o mancanti. Entro un mese e mezzo al Comune di Londa, interessato al posizionamento delle torri eoliche, e a tutte le Amministrazioni coinvolte, arriveranno le integrazioni al Progetto su cui esprimere parere tecnico giuridico. Un passaggio fondamentale prima della pubblicazione progetto da parte della Regione Toscana. L’iter prevede infatti dopo pochi mesi la pubblicazione del Progetto sul sito della Regione Toscana e la possibilità di fare osservazioni in uno spazio circoscritto a soli 30 giorni. A tutt’oggi la popolazione del Comune di Londa, non sa nulla del Progetto di impianto industriale eolico denominato Londa, tranne forse che alle bollette dei residenti del Comune di Londa non porterà alcuna riduzione o beneficio immettendo con cavidotto l’elettricità nella rete nazionale, come si legge nei commenti al post sulla pagina del Comune e che le compensazioni, che non hanno il carattere di obbligatorietà delle royalties, non potranno mai in nessun caso compensare la qualità naturalistica dei confini del Parco Nazionale declassati e degradati per sempre a siti industriali, soggetti a implementazione numerica delle torri eoliche sia in estensione che in altezza. Nessuno leverà mai più le ampie basi di cemento, le fondazioni di ferro e acciaio, i macropali che penetrano in profondità i crinali per reggere l’enorme peso di torri eoliche che impattano visivamente su decine di Comuni anche lontanissimi. La Coalizione ambientale TESS ritiene che Londa, Comune del Parco Nazionale, non meriti, per le sue caratteristiche uniche di paesaggio e pregio naturalistico, la svalutazione di immobili, attività e produzioni e gli espropri obbligati per pubblica utilità, il taglio di ettari di foreste che tali impianti industriali implicano nei territori e che hanno ricadute negative in termini di bellezza, salute, economia locale e benessere sulle comunità che li abitano e li hanno scelti per la qualità degli ecosistemi naturali, delle produzioni locali, dei boschi, e dei sentieri che attirano turismo e costituiscono le reali condizioni per ogni possibile sviluppo futuro del Comune. Le alternative al degrado industriale dei confini del Parco nel territorio del Comune di Londa esistono, sono tutte rinnovabili, sostenibili e senza consumo di suolo, realizzabili da subito attraverso la costituzione di Comunità Energetica Rinnovabile senza soggetti di profitto, in forma Cooperativa e Associativa, dove tutti contano uno e concorrono democraticamente alla pari in merito alle scelte da esercitare in modo etico e solidale senza lucro e senza speculazione. Coalizione ambientale TESS Transizione Energetica Senza Speculazione   Redazione Toscana