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#Vicenza città militarizzata. Il ruolo della Caserma #Chinotto in un mondo di #guerra Antonio Mazzeo - 2026 Quello che preoccupa è la rete tessuta dalle istituzioni militari (Arma dei #Carabinieri, #USArmy, #NATO, UE, ecc.) che operano alla “Chinotto” con innumerevoli soggetti internazionali e le relazioni costruite con la società civile vicentina.https://www.academia.edu/170396052/Vicenza_citt%C3%A0_militarizzata_Il_ruolo_della_Caserma_Chinotto_in_un_mondo_di_guerra?auto=download&email_work_card=download-paper
July 19, 2026
Antonio Mazzeo
GENOVA: A 25 ANNI DAL G8 “NESSUN RIMORSO”. 19 LUGLIO CORTEO NAZIONALE
Genova si prepara ad una grande manifestazione nazionale in memoria del G8 del 2001 e per il rilancio delle rivendicazioni di allora che “sono più vive che mai”. Appuntamento domenica 19 luglio alle ore 15.30 in piazza Alimonda, luogo simbolico dove i carabinieri assassinarono Carlo Giuliani. Erano tante le politiche già scritte nelle agende dei “grandi del pianeta” venticinque anni fa e che sono state implementate. I risultati sono oggi evidenti, scrivono gli organizzatori di Genova Antifascista e del CPA di Firenze: la guerra come strumento di “comando e controllo”, la finanza come strumento di “coercizione e destabilizzazione”, “la rapina delle risorse a danno dei popoli del Sud Globale”. La repressione ha poi contribuito ad agevolare “la massimizzazione delle rendite e dei profitti”, rappresentando lo strumento per eccellenza che ha portato negli anni all’inasprimento delle leggi sulla cosiddetta sicurezza e anche alla “chiusura di spazi politici e sindacali per eliminare le conquiste di lavoratori e lavoratrici”. Nonostante i traumi, le divisioni e “la distinzione tra buoni e cattivi attraverso cui spaccarono anche quel movimento”, Genova rilancia l’appuntamento il 19 luglio di quest’anno con lo slogan “in nessun caso nessun rimorso”. Infatti Genova 2001 è una storia che il movimento si propone di “raccogliere e porgere alle nuove generazioni”, per contrastare “l’ondata nera che lentamente sta invadendo le nostre città” e per lottare contro chi fomenta “paure, incertezze e spaccature” sociali. 19 luglio quindi non soltanto come una ricorrenza ma un “invito ad aderire ad un nuovo percorso di lotta che non ci veda più soltanto come antagonisti ad un sistema ingiusto e sbagliato ma come protagonisti della costruzione del futuro al quale ambiamo”. La presentazione del percorso che ha portato all’organizzazione del corteo del 19 luglio con Simona del CS Buridda e di Genova Antifascista. Ascolta o scarica
July 7, 2026
Radio Onda d`Urto
Cascina Spiotta. 51 anni dopo le difese smontano il teorema e accusano
Improcedibilità per Lauro Azzolini, è stata la richiesta fatta dall’avvocato Steccanella. Riprendendo una delle eccezioni presentate ad avvio di processo, nel febbraio 2025, e rimasta in sospeso, il legale ha contestato l’annullamento richiesto dalla Dda della sentenza di proscioglimento pronunciata, senza averne mai avuto cognizione, dal gip di Torino nel […] L'articolo Cascina Spiotta. 51 anni dopo le difese smontano il teorema e accusano su Contropiano.
June 29, 2026
Contropiano
L’Aquila: cultura e natura con i carabinieri forestali
A L’AQUILA, I CARABINIERI FORESTALI PROTAGONISTI DELLA CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA. UNA STORIA CHE VALE LA PENA RILEGGERE. Dal 21 al 27 maggio, negli spazi dell’Auditorium del Parco “Renzo Piano” a L’Aquila, il Comando Regione Carabinieri Forestale “Abruzzo e Molise” ha allestito il villaggio “Natura CULTURA Legalità”, inserito nel programma ufficiale de L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026. Il pubblico previsto: famiglie, scuole, visitatori di ogni età. I contenuti esposti — biodiversità, lupo appenninico, lontra, riserve naturali, anelli degli alberi come archivio climatico — sono scientificamente solidi e importanti. Il punto che vogliamo sottolineare è chi presenta questi contenuti e in quale cornice. Il corpo forestale italiano nasce il 15 ottobre 1822, quando re Carlo Felice di Savoia istituisce l’Amministrazione forestale per la custodia e la tutela dei boschi del Regno di Sardegna. Nel 1910, con la legge Luzzatti, diventa Corpo reale delle foreste, incardinato nel Ministero dell’agricoltura: personale tecnico, ordinamento civile. Nel 1926 il fascismo lo sopprime. Con il regio decreto legge 16 maggio 1926 n. 1066, su iniziativa di Italo Balbo, nasce la Milizia nazionale forestale, specializzazione della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. Gli stessi compiti — boschi, caccia, difesa idrogeologica — vengono trasferiti a un corpo militare inquadrato nelle strutture del regime. Con la Repubblica, il decreto legislativo 804 del 1948 ricostituisce il Corpo forestale dello Stato come corpo civile dello Stato, con funzioni tecniche e di polizia, alle dipendenze del Ministero dell’agricoltura. La scelta è consapevole: dopo vent’anni di milizia, si torna a un ordinamento non militare. Questa condizione dura quasi settant’anni. Poi, con il d.lgs. 19 agosto 2016 n. 177 — la cosiddetta riforma Madia, governo Renzi — il Corpo forestale dello Stato viene soppresso e assorbito dall’Arma dei Carabinieri, a decorrere dal 1° gennaio 2017. Il personale, da civile, diventa militare. La Corte europea dei diritti dell’uomo rileverà successivamente che l’operazione ha privato gli appartenenti al Corpo del diritto di sciopero e indebolito quello di libera associazione. Sul piano operativo, l’accorpamento ha prodotto sovrapposizioni di competenze, costi superiori alle attese — i risparmi annunciati non si sono materializzati — e una minore efficacia nella prevenzione e gestione degli incendi boschivi. La tutela ambientale non è per sua natura una funzione militare. Esistono e sono esistiti strumenti civili per esercitarla: corpi tecnici, enti parco, agenzie ambientali, guardie ecologiche volontarie. La scelta di affidare questa funzione a un corpo militare — fatta dal fascismo nel 1926, rifatta dal governo Renzi nel 2016 — è sempre stata una scelta politica, non una necessità tecnica. Quando i Carabinieri Forestali allestiscono un villaggio sulla biodiversità in una Capitale della Cultura, con ingresso libero e pubblico scolastico tra i destinatari espliciti, il messaggio che circola non è soltanto scientifico. È anche questo: che la natura va conosciuta attraverso l’Arma, che la legalità ambientale ha un’uniforme, che le istituzioni militari sono interlocutori naturali per la formazione civica dei giovani. È una forma di militarizzazione che non si presenta come tale: si offre come divulgazione scientifica, come educazione ambientale, come cultura. Ed è esattamente per questo che merita tutta l’attenzione dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Festa del 212° Anniversario dei Carabinieri a Roma: «Possiamo aiutarvi?» Sì…ad armarci!
Non potevamo mancare ad un evento così significativo e rappresentativo della rapida militarizzazione che sta vivendo l’Italia in questi ultimi anni: la festa per il 212° anno dalla fondazione dell’Arma dei Carabinieri. “Possiamo aiutarvi” è lo slogan che campeggia in alto alle impalcature in uno dei tanti ingressi della mega fiera del “Villaggio dell’Arma” a Villa Borghese a Roma, monopolizzata dalla Fiamma dal 5 al 7 giugno. Insomma, una delle sue più imponenti “operazioni simpatia” degli ultimi anni. Ciò non sorprende perché di fronte ad un calo di partecipazione politica drastico e di sfiducia generalizzata verso la “politica” e i politici, proprio come sta avvenendo in Israele, (clicca qui) e Forze Armate, raccolgono intorno a sé quel residuo di fiducia che è direttamente proporzionale alla percezione del numero di nemici interni ed esterni, tanto che ormai possiamo parlare di processo di “israelizzazione” della società e non solo per le nostre molteplici connivenze con l’entità sionista o per le sistematiche offerte turistiche italiane a riservisti e militari dell’IDF (https://www.pressenza.com/it/2026/05/relax-post-genocidio-sempre-nelle-marche/) D’altra parte, l’Arma, come del resto tutti gli altri corpi di P.S. e polizia giudiziaria, hanno collezionato negli anni un discreto numero di scheletri nell’armadio: senza tornare troppo indietro negli anni e agli intrecci tra C.I.A., ex-SISMI, e NATO, Gladio o la strage di Alcamo Marina, possiamo citare, Carlo Giuliani, il caso Cucchi, la banda della Lunigiana, il caso CONSIP, ecc.. Target principale: famiglie con bimbi piccoli o preadolescenti, ma coincidendo con la fine delle attività didattiche nelle scuole fino a due giorni prima, la festa era ufficialmente dedicata (anche) alle scuole. Nemmeno per il bicentenario, due anni fa, è stata organizzata una quattro giorni di feste con accesso aperto addirittura fino alle 22 di sera, con un dispiegamento di forze, energie, soldi pubblici e pubblicità su tutti i massmedia, con attrezzature ingombranti sparse un po’ in tutta Italia ma con il loro pezzo forte, ovviamente, nella Capitale. Qui abbiamo visto, nello splendido palcoscenico naturale di Villa Borghese, oltre ad un elicottero, una parete per l’arrampicata, una motoslitta, una motovedetta, un mega-acquario del nucleo Carabinieri subacquei, ecc.ecc. decine e decine di stand dove si offrivano esperienze “indimenticabili” giochi di tutti i generi, molti dei quali a base di armi, spade e simulazioni di attività investigative, agli immancabili giochi e prove pratiche organizzate dai vari gruppi sportivi. Bastava, però, visitarne “solo” sei, facendosi certificare, con un timbro su una scheda l’avvenuta visita, per poter ritirare, presso lo stand più grosso, posto alla fine del percorso, il proprio premio-gadget. Per sottolineare l’imponente copertura mediatico-istituzionale presso uno dei tanti, ingressi è stata eretta anche una mega-struttura a due piani, vetro e acciaio, di RAI-Isoradio.Tutta l’organizzazioni è stata concepita, quindi, per la famiglia ma soprattutto per la prole al seguito. Abbiamo visto tantissimi bimbi, caricati da mamme entusiaste pronte per la foto ricordo, all’interno di mezzi blindati, oppure indossare il caschetto per arrampicarsi su una parete sotto l’occhio vigile del carabiniere-montanaro, pigiare le piccole dita su un foglio bianco per le impronte digitali nello stand dedicato alle indagini scientifiche, infilarsi in un tunnel di stoffa lungo e labirintico come un lungo serpentone organizzato dal reparto specializzato “Cacciatori di Calabria”, ecc.ecc. Abbiamo poi scoperto che esiste, dal 1926, un nucleo Carabinieri “Tutela del lavoro”! Non poteva mancare, quindi, l’impalcatura in miniatura e la possibilità per i bambini di salirci sopra ovviamente imbragati, col caschetto e col gancio di sicurezza ben allacciato alla struttura metallica, proprio come NON fanno, ancora oggi, molti lavoratori a volte pagati in nero e invisibili per lo Stato italiano perché “clandestini”. Questo stand, in particolare, è l’emblema del concetto-chiave trasversale che si vuole far passare, oltre a quello della protezione amorevole e paternalistica o addirittura materna dei Carabinieri che godono di una fiducia inossidabile, legata in gran parte ad uno stereotipo radicato nel tempo: deterrenza=prevenzione. «Dagli anni ’80 – afferma, infatti, un Carabiniere del Nucleo Tutela Lavoro – le morti sul lavoro sono in drastica a discesa» sottintendendo in questo caso specifico, oltre al ruolo di normative più evolute e restrittive (es.L.626), l’importanza della loro presenza sul territorio a fianco degli ispettori del lavoro. Si potrebbe pensare quindi che grazie ai controlli e quindi al potere deterrente e sanzionatorio che ciò sia avvenuto veramente grazie a loro, ma la realtà dei fatti è esattamente l’opposto: i controlli sono pochi e la prevenzione, quella vera, fatta di una “cultura” della sicurezza, è ancora di là da venire, anzi si potrebbe dire che nonostante il drastico cambiamento della struttura economica italiana e le nuove normative, le morti sul lavoro non possono essere declassate, come lo stesso carabiniere ha poi precisato, a “inevitabili fatalità”. A prescindere da tutto ciò sono sempre troppe perché non si può morire DI lavoro e/o SUL lavoro. Non è corretto, infatti, paragonare l’attuale mercato del lavoro e l’attuale struttura economica a quella di una società nel pieno del proprio sviluppo industriale, tanto portentoso quanto caotico, come quello degli anni cinquanta e sessanta fino al secondo boom edilizio degli anni tra gli anni ’60 e ’70 e dei fenomeni speculativi politico-malavitosi descritti da Francesco Rosi in Le mani sulla città dove le vicende scaturiscono proprio da una strage sul lavoro. Questo esempio però è emblematico di come le varie forze dell’ordine e le varie Forze Armate vogliono presentarsi a tutti i costi come protettori e soprattutto come presenze indispensabili per la prevenzione di calamità, morti per varie cause, fenomeni vari di devianza. Come alla festa della Polizia di Stato a Piazza del Popolo di poco tempo fa, anche i Carabinieri ci tengono, per esempio, ad auto-rappresentarsi come operatori salva-vita non solo per i loro interventi anti-suicidio a metà tra il sostegno psicologico e quello “operativo”, ma anche nelle situazioni di rischio di morte improvvisa: come se fosse lo stand della ASL o della Croce Rossa, anche qui circa quattro carabinieri/e hanno insegnato a bambini intorno ai 5-8 anni come si fa un massaggio cardiaco e come si applicano le piastre del defibrillatore: un intervento che mai si ritroveranno a fare, anche per i limiti della loro forza fisica, se non forse tra una decina d’anni ma tant’è «serve a diffondere la cultura del pronto intervento salvavita – ha prontamente ribattuto alle mie perplessità il carabiniere preposto al BLSD (Basic Life Support and Defibrillation) – anche se il bambino o la bambina non sono fisicamente pronti a farlo… o non se la sentono (ovviamente! N.D.R.)». Per concludere possiamo sottolineare anche la cooptazione di artisti/e che non sono nuovi/e a queste forme di ancheggiamento, basti pensare ai vari calendari delle varie Forze Armate, di P.S. e di P.G., oppure ai fumettisti e disegnatori che sempre più spesso si prestano ad illustrare materiali cosiddetti didattici o di intrattenimento: vedere però una mostra d’arte tutta dedicata all’Arma dei Carabinieri è una novità, in questo caso realizzata da un'”affezionata” dell’Arma, Daniela Nardelli e musicisti della banda intrattenere i più piccoli in lezioni di musica estemporanee, ci fanno pensare ad una strategia di “influenza culturale” che spazia a 360 gradi anche in settori tradizionalmente distanti dal mondo delle armi e appunto della repressione. Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle Scuole e delle Università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
A Macerata una carabiniera insegna la “legalità” ai bambini dai tre ai cinque anni
Nell’Arma dei Carabinieri le donne non arrivano a superare la percentuale dell’8%, ma quando si tratta di fare “pubbliche relazioni”, di presentare l’Arma come la divisa che salva e/o protegge dai cattivi, allora la donna è ben presente, al di là delle statistiche, soprattutto se il target di riferimento sono i bambini e le bambine dai tre ai cinque anni. Ormai siamo tristemente abituati a vedere carabinieri o poliziotti fin dentro le scuole secondarie di primo grado con i loro cani antidroga sempre pronti a scovare lo spinello nascosto, ma vederlo all’interno delle scuole dell’infanzia proprio no! È quanto accaduto nella Scuola dell’Infanzia “Via Cardarelli”, dell’Istituto Comprensivo “E. Mestica” di Macerata proprio in questi giorni, dove un’appuntata scelta, accompagnata da tre colleghi, ha presentato a bambini dai 3 ai 5 anni le gesta eroiche di due pastori tedeschi dai nomi molto americani: Bob e Kevin (clicca qui per la notizia). Genuflesso alla retorica militarista, il giornale locale CentroPagina così presentava l’iniziativa con uno stile espositivo roboante che ricorda quella dei cinegiornali del ventennio: «L’iniziativa, pensata per avvicinare i più piccoli alle istituzioni e promuovere fin dall’infanzia la cultura della sicurezza, ha suscitato grande interesse e partecipazione tra i bambini. Sotto la guida dei loro conduttori, il cane Kevin ha mostrato le proprie abilità operative, simulando un’attività di ricerca che ha attirato l’attenzione e l’ammirazione dei presenti, ricevendo applausi spontanei da parte dei bambini»…i bambini, quindi, avrebbero applaudito spontaneamente a questa vittoria della legalità! La critica però non è né verso i carabinieri né tantomeno verso il cane, che fa il proprio lavoro in cambio della ricompensa, ma verso la progettazione pedagogica di quella scuola, completamente inconsapevole del danno che sta arrecando alle giovani generazioni, addirittura a partire dall’età dell’infanzia, quando dovrebbero essere acquisiti i principi fondamentali della comunicazione nonviolenta, del rispetto del prossimo attraverso la canalizzazione di forme di interrelazione troppo esuberanti o inconsapevolmente prevaricatrici. Non si inculca ad un/a bambino/a di tre anni l’adorazione verso la divisa per di più attraverso la forma del gioco e sfruttando così l’innata predisposizione dei cuccioli di uomo verso gli amici a quattro zampe che giocano come loro in cambio della ricompensa. Se si scambia la formazione e l’educazione con l‘addestramento, si ottiene semmai un appiattimento verso una concezione della legalità che passa attraverso altri due concetti altrettanto deleteri per una sana crescita dell’individuo, se veicolati a questa età, ovvero quelli di deterrenza e repressione. Ma poi ci chiediamo se la rappresentazione giocosa di un’operazione simulata antidroga rivolta a dei bambini dai 3 ai 5 anni sia stata preceduta da un’altrettanto giocosa ed attenta spiegazione di cosa sia una “droga“, di quali siano le droghe a meno che non si assuma che siano tutte uguali e/o ugualmente dannose; o ancora, perché si assume una droga, qual è il giro d’affari e quali le implicazioni geo-strategiche e politiche all’origine del traffico, ma anche del consumo, ecc. ecc. Sospettiamo che nulla di tutto ciò sia stato fatto, non perché sia impossibile, pur trattandosi di bimbi piccoli, ma semplicemente perché, dalle nostre testimonianze di questi ultimi anni non è mai stato fatto. Si preferisce, infatti, la comoda e moderna rappresentazione di un Rin Tin Tin con le stellette che attraverso il gioco veicola inquadramento militaresco fin dalla più tenera età: la scuola, insomma, va alla guerra, come ci suggerisce il titolo del noto libro di Antonio Mazzeo. Suggeriamo quindi a chi lavora nella scuola di leggere questo testo, acquisendo così (forse) un minimo di consapevolezza intorno al periodo storico che stiamo vivendo! Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
II Edizione Tecnica@mente IIS “da Vinci – Fascetti” di Pisa con Carabinieri, Guardia di Finanza e Marina Militare
Grazie a una segnalazione arrivata al nostro indirizzo ufficiale siamo venute e venuti a sapere che l’11 aprile scorso, alla II edizione di Tecnica@mente organizzata all’Istituto “Da Vinci – Fascetti” di Pisa, tra le aziende e gli enti del territorio erano presenti anche il 4° Nucleo Elicotteri Carabinieri, Sezione Aerea Guardia di Finanza e il Comando Interregionale Marittimo Nord della Marina Militare. Questa segnalazione ci permette di mostrare come sia semplice per le Forze Armate accedere alle attività scolastiche e partecipare al fianco delle imprese e delle università, in coerenza con il Programma di Comunicazione della Difesa che a pagina 17 riporta: «si dovrà creare una mutua contaminazione reciprocamente vantaggiosa con il mondo civile, attraverso un sistema dinamico di relazioni con i principali attori istituzionali, con la società e con il mondo del lavoro. Per arrivare a ciò occorre divulgare la consapevolezza che gli investimenti in ricerca e sviluppo nel settore risultano fecondi non solo per la Difesa sotto il duplice profilo dell’operatività dello strumento militare e dello sviluppo industriale, ma anche per il sistema paese in termini di incremento dei livelli occupazionali, di sviluppo complessivo del sistema industriale, di leadership tecnologica, di incremento della crescita e dunque delle entrate». L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ravvisa una incompatibilità sostanziale tra sistema di guerra e sistema democratico, per questo chiede agli organi collegiali della scuola e ai/alle dirigenti scolastici di opporsi tassativamente alla militarizzazione escludendo le Forze Armate e di Polizia sia dalle iniziative didattiche che da quelle di orientamento. Crediamo, inoltre, che la scuola debba informare gli studenti e le studentesse sui risvolti etici delle competenze tecnologiche che stanno apprendendo, affinché siano periti informatici, elettronici, meccanici, biotecnici consapevoli, capaci di distinguere quali aziende del territorio non sono collegate al sistema di guerra e quindi quali aziende preferire quando cercheranno lavoro. Maggiori investimenti nella Difesa non ci stanno assicurando maggiore sicurezza e prosperità, al contrario. Procedendo senza accordarsi al diritto internazionale stanno preparando un futuro più povero e instabile, con minori libertà, per tutti. Per resistere alla deriva militarista e approfondire il lavoro svolto fino ad ora dal nostro Osservatorio suggeriamo la lettura dei libri: La scuola laboratorio di pace vol. I e vol. II (2023), Comprendere i conflitti. Educare alla pace (2024), Scuole e Università di Pace. Fermiamo la follia della guerra (2025).  Continua a visitare il nostro sito e per segnalazioni scrivici a osservatorionomili@gmail.com  Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Roma, all’IIS “Confalonieri-De Chirico” arrivano i Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale
Mercoledì 8 aprile all’IIS “Confalonieri – De Chirico” di Roma si è svolto un incontro con un rappresentante del nucleo dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale per le classi 4ALA, 4BLA, 5ALA e 5BLA. Le due ore di partecipazione sono state riconosciute come attività di orientamento.  L’iniziativa in oggetto è espressione di quel fenomeno molto complesso che l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università denuncia da anni: nelle scuole italiane di ogni ordine e grado si sta incentivando il protagonismo delle professioni in divisa e la proposta ai nostri studenti e alle nostre studentesse di intraprendere la carriera militare. Attraverso questo sito web l’Osservatorio si impegna a documentare il numero spropositato di iniziative didattiche e di orientamento tenute, nelle nostre scuole, da ufficiali delle Forze Armate (italiane e straniere), della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Polizia Penitenziaria e della Polizia Locale. Le nuove generazioni sono il target privilegiato di un’operazione capillare di trasmissione della cultura della difesa e del legalitarismo, e ravvisiamo il rischio di un ricambio generazionale votato al formalismo autoritario, alla cultura della difesa totale, alla cancellazione del dissenso.  Come adulti e docenti vorremmo che la scuola pubblica fosse un luogo in cui si formano coscienze e intelligenze che sappiano scegliere criticamente, in cui l’incontro e il dialogo con l’altro tracci un orizzonte comune, senza vincitori e vinti, senza disparità di potere. Non c’è nulla di naturale nella presenza dei militari nelle scuole, per questo abbiamo scritto un Vademecum con modelli di mozioni da presentare nel Collegio docenti, opzioni di minoranza, diffide per genitori e studenti, diffide ai dirigenti. Strumenti formali e pratici per contrastare la crescente presenza militare nelle scuole e allo stesso tempo proporre un’idea altra di scuola e di società. Se vuoi comunicare con noi osservatorionomili@gmail.com. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente