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Epstein Fury e pedomachia
Pedomachia è il nome dello sterminio dei bambini che Israele sta compiendo a Gaza. Mi dicono che la parola “pedomachia” sarà perseguibile quando l’onorevolissimo Gasparri sarà riuscito a far passare la sua legge che accusa di antisemitismo chiunque denunci la spietatezza propriamente nazista di uno stato che sembra nato dalla fantasia di Josep Mengele, e si chiama Israele. Mi dicono che il parlamento italiano stia votando una legge che vieta di scrivere che Israele è uno stato colonialista, fondato sull’apartheid ed intrinsecamente genocidario, e dunque non ha diritto all’esistenza. Poiché io l’ho scritto nel libro Pensare dopo Gaza che torna in libreria fra qualche giorno, avrei qualche ragione di preoccuparmi. Sequestreranno il libro, le autorità italiane, mentre inizia la più pericolosa delle guerre, quella in cui si scontrano i cristiano-sionisti dell’apocalisse Israelo-americana e i fanatici sciiti duodecimani che attendono il ritorno del Mahdi in premio del sacrificio finale? Sequestreranno il libro mentre nel Mediterraneo petroliere gigantesche sanguinano il loro liquido nero davanti alle coste libiche e a quelle kuwaitiane? Sequestreranno il libro mentre cadaveri galleggiano sulle acque che costeggiano il mar Mediterraneo? Saprei come rispondere. Risponderei che l’odio per gli ebrei che da millenni cova nel mondo cristiano sta riemergendo, ma non ha niente a che vedere con le parole contro cui legiferano gli eredi meloniani delle leggi razziali di Benito Mussolini. Non odia gli ebrei chi denuncia Israele come stato genocida. L’odio per gli ebrei risorge tra i nazionalisti bianchi, nelle file dei cappellini rossi con su scritto Make America Great Again, risorge nella destra cristiana degli Stati Uniti d’America. I padroni del mondo si sono serviti del finanziere sionista Jeffrey Epstein per le loro orge a base di bambine tredicenni. Non dovrebbe sorprenderci il fatto che per i cristiani del Ku Klux Klan questa è la prova di una voce che circola da millenni: gli assassini di Cristo mangiano bambini. Questo è l’antisemitismo che sta risorgendo, mentre esplode la resa dei conti, la guerra che oppone cristiano-sionisti e islamico-sciiti sullo sfondo delle fiamme che incendiano il mare e la terra. In questa guerra c’è un mistero che non riesco a spiegarmi: perché Trump ha deciso di imbarcarsi in questa guerra apocalittica invisa alla sua base e destinata a provocare conseguenze imprevedibili? All’infame Frederick Merz, Trump ha detto: “Stavamo trattando con questi lunatici, e mi son convinto che avrebbero attaccato per prima. Forse abbiamo forzato la mano di Israele…”. La domanda è: “Chi ha forzato la mano a chi?”. Il miracolo di Trump è stato mettere insieme nel MAGA due anime: quella dei cristiano sionisti, e quella dei cristiani antisemiti di ispirazione apertamente nazista. Trump ha vinto le elezioni perché Tucker Carlson, Nick Fuentes, e Marjorie Taylor Green hanno accettato di votare insieme ai sionisti e ai frequentatori dell’isola di Epstein. Ma adesso l’attacco all’Iran sta provocando la rottura fra queste due anime: Marjorie Taylor Green ha detto che il gruppo trumpista è un bunch of sick fucking liars (mucchio di fottuti malati bugiardi). Nick Fuentes, influencer nazionalista bianco ha scritto: “Trump said on Friday, ‘Soldiers are going to die.’ Okay, but who are they dying for? Who’s telling them to die? For what? Who’s decision is that? Is it the President elected by the people of the United States of America? Or is it the Prime minister of Israel?” (Ha detto Trump venerdì: I soldati sono pronti a morire. Va bene, ma per chi vanno a morire? Chi gli sta dicendo di morire? Per che cosa? Di chi è quella decisione? E’ del presidente eletto dal popolo degli USA? O del primo ministro di Israele? ndR) Tucker Carlson, ispiratore di milioni di razzisti trumpisti ha dichiarato che l’attacco all’Iran: “Is “absolutely disgusting and evil” (assolutamente disgustoso e malefico, ndR) e ha suggerito che questa guerra avrà un effetto devastante sul movimento che sostiene Trump. Era prevedibile che la guerra avrebbe spaccato il fronte MAGA. Trump non poteva non saperlo. Allora perché ha deciso di seguire Israele nella missione apocalittica denominata Epic Fury che i nazi-americani hanno già ribattezzato Epstein Fury? Di quali informazioni dispone Israele per ricattare Donald Trump? Non è difficile immaginarlo. La rete Epstein non si limitava a fornire carne fresca agli orchi della finanza e della politica occidentale, ma accumulava informazioni utili per ricattare e costringere il presidente statunitense a partecipare a una guerra che, se non mi sbaglio, è destinata a trascinare il pianeta nella guerra terminale. Ma c’è ancora qualcuno che crede che Epstein si sia suicidato? Il medico legale che fece l’autopsia disse che le fratture alla base del collo non suffragavano l’ipotesi del suicidio. E allora: chi ha ucciso Jeffrey Epstein?   Comune-info
March 8, 2026
Pressenza
Piccole farfalle iraniane
Si accendono gli occhi sulla terra in fiamme e gli ameri-cani… di razza trumpiana credono nella igiene del mondo e nella MAGA-Casa… Bianca come la morte, dove si balla la vittoria e il terrore e si prega a mani giunte il vecchio dio dell’Apocalisse che scende e taglia tutte le cose viventi. Si accendono gli occhi sulla terra in fiamme e si muore un’altra volta ancora, sull’onda di una liturgia regressiva che recita il silenzio-assenso di un amore ad ajta tensione senza legami sociali, con prese dirette narrate e sepolte nei telefonini piccoli-grandi… e capienti. Si accendono gli occhi sulla terra in fiamme e nelle circo-stanze di un sistema difettoso crescono mille reati suonati a martello dai più ricchi e dai più forti, che fanno cadere il loro cuore di pietra sulle piccole farfalle iraniane che vogliono la luna e le stelle nelle scuole e nei prati pieni di sole. Si accendono gli occhi sulla terra in fiamme e la regina italiana… bene addestrata gira e rigira come una madonna pellegrina e non sente il risveglio madrileno di un fronte unito contro la guerra, contro il nuovo futurismo europeo pronto a rinnegare… che questo è stato. Pino Dicevi
March 7, 2026
Pressenza
“A Storm Foretold”: su Mymovies One un documentario sul manipolatore di Capitol Hill
Roger Stone, fiduciario e ispiratore di Trump, ha fatto per l’attuale presidente degli Stati Uniti il lavoro più sporco e occulto.  Politico e lobbysta americano nato nel 1952, Stone è conosciuto per le sue quarantennali consulenze strategiche per il partito repubblicano, per lo più consistenti nel promuovere bufale e teorie del complotto. Fu il primo a suggerire Trump come candidato alla presidenza degli Stati Uniti all’inizio del 1998 e nel 2016 prese parte alla sua campagna elettorale. Roger Stone ha accettato nel 2018 che il regista danese Christoffer Guldbrandsen entrasse a filmare la sua vita per tre anni e Gulbrandsen, su di lui e il movimento Make America Great Again, ha realizzato “A Storm Foretold” (Una tempesta annunciata), documentario interessantissimo, visibile oggi sulla piattaforma streaming Mymovies One. Christoffer Guldbrandsen intervista Roger Stone, seguendolo nei suoi incontri, ricostruendone la carriera,  il suo rapporto con i Proud Boys, organizzazione di estrema destra; lo vediamo disprezzare i diversi, maltrattare i subordinati, diffondere malignità sugli oppositori, fino alla sua personale influenza sull’assalto a Capitol Hill il 6 gennaio 2021.  “A Storm Foretold” evidenzia i meccanismi del movimento MAGA grazie anche alla capacità del regista di rendere il documentario quanto più obiettivo possibile, riducendo al minimo i suoi commenti e dando voce ai protagonisti. Il film evidenzia il divario tra il volto pubblico di Trump e la solitudine del potere che si nutre di caos. Roger Stone rivela, senza volerlo, la natura di uomo pericoloso per il prossimo, dalla spregiudicata capacità di mentire, dalla camaleontica abilità di adattarsi al contesto occasionale, artefice delle post verità che influenzano emotivamente a scopo manipolatorio l’opinione pubblica. Christoffer Guldbrandsen rende chiaro come il violento assalto al Campidoglio sia stata una conseguenza di anni di incitamento all’odio attraverso la diffusione di fake news.  Stone venne arrestato nell’ambito delle indagini sulle interferenze russe durante le elezioni del 2016, ma Trump gli ha concesso la grazia. Christoffer Guldbrandsen ha avuto non poche difficoltà per realizzare questo lavoro, al punto che lo stress gli ha causato un arresto cardiaco nel periodo della lavorazione. “A Storm Foretold” è un’opera necessaria perché rende esplicita, visibile senza tanti giri di parole, la cultura e il livello di moralità insito nella classe dirigente negli USA oggi, di cui Stone non è che un esempio. Il film solleva domande nello spettatore, facendolo riflettere sulle responsabilità individuali e collettive verso un futuro che si presenta incerto, come se gli eventi ai quali il regista ha assistito non siano che l’inizio. Regia: Christoffer Guldbrandsen. Cast: Christoffer Guldbrandsen Roger Stone, Joe Biggs, Matt Gaetz, Alex Jones. Titolo originale: A Storm Foretold. Genere. Documentario, Danimarca 2023. Durata: 101 minuti.  Visibile su Mymovies One   Bruna Alasia
September 22, 2025
Pressenza