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Bosco urbano di comunità
IL CASO DEL BOSCO OSPIZIO DI REGGIO EMILIA NELLE ULTIME DUE SETTIMANE HA FINALMENTE ATTIRATO MOLTE ATTENZIONI, ANCHE FUORI DALLA CITTÀ (QUI L’OTTIMO ARTICOLO, MOLTO LETTO, DI MARCO DERIU: CHI DECIDE COS’È UN BOSCO?, PUBBLICATO IL 20 AGOSTO). IN QUESTI GIORNI L’ASSEMBLEA BOSCO OSPIZIO HA PRESENTATO IL PROGETTO DEL BOSCO URBANO COMUNITARIO AL POSTO DELL’ENNESIMO SUPERMERCATO. CI SONO PEZZI DI CITTÀ IN MOVIMENTO DA CUI IMPARARE MOLTE COSE IN QUESTI TEMPI DI CRISI CLIMATICA E DISSESTO IDROGEOLOGICO Foto Bosco Ospizio -------------------------------------------------------------------------------- La nostra proposta alternativa per salvare interamente il Bosco Ospizio e renderlo fruibile alla cittadinanza è rimasta fino ad ora circostanziata ai soli ambienti istituzionali, presentata da una nostra delegazione prima all’Amministrazione Comunale, poi a Conad Centro Nord. In questo momento di stallo, in cui il soggetto attuatore sostiene di stare valutando quanto da noi illustrato in quell’ultimo incontro, decidiamo di condividere questa proposta, per trasparenza, con la città. La nostra è una idea progettuale, non un progetto fatto e finito: questo perché, coerentemente con il nostro percorso assembleare, non stiamo imponendo delle scelte immodificabili, ma crediamo che la partecipazione degli abitanti dovrebbe iniziare ben prima della progettazione definitiva. La nostra proposta vede l’area trasformata in un Bosco Urbano di Comunità, valorizzata attraverso Nature Based Solutions (NBS) – un approccio che riconosca nei processi naturali una vera e propria infrastruttura per la rigenerazione del territorio – e capace di assolvere a quattro funzioni principali: 1. Natura, con la conservazione della vegetazione spontanea, biodiversità, suolo e servizi ecosistemici; 2. Fruizione, con percorsi pedonali, luoghi di sosta, accessibilità e sicurezza; 3. Educazione, con attività per scuole, bambini, cittadini e associazioni; 4. Comunità, con la partecipazione degli abitanti a iniziative di cura e conoscenza del bosco. Questa proposta progettuale si snoda lungo quattro fasi principali: una prima fase di conoscenza approfondita dello stato attuale del Bosco Ospizio, in cui sarà indispensabile uno studio ecologico, paesaggistico e di fruibilità affidato a professionisti qualificati. Una seconda fase di articolazione in ambiti del Bosco, che rispecchi le quattro funzioni principali. Una terza fase di fruizione da parte della comunità, in cui non tutte le aree saranno accessibili allo stesso modo. Infine, un’ulteriore fase di studio e ricerca orientata a considerare il Bosco come una vera infrastruttura verde di cui studiare in maniera approfondita i servizi ecosistemici forniti. La gestione del nuovo Bosco Urbano di Comunità dovrebbe essere in carico a un Comitato per il Bosco Ospizio, che proponiamo composto almeno dal Comune di Reggio Emilia, dalla proprietà dell’area, dall’Università di Modena e Reggio Emilia, da associazioni ambientaliste del territorio, da rappresentati del quartiere e da uno o più tecnici forestali. Sulla proprietà dell’area sono state illustrate più opzioni. La più immediata è che Conad Centro Nord resti il proprietario e avalli il progetto come un investimento in responsabilità ambientale e sociale: un’occasione unica di rendere finalmente concreti i numerosi proclami green e di sostenibilità presenti nei bilanci di impatto sociale della cooperativa. Non ci dimentichiamo, ovviamente, di quei servizi al quartiere spesso utilizzati come argomento a favore della controparte. Fin dal gennaio 2025 proponiamo alternative reali di collocazione della Casa della Comunità in edifici dell’area San Lazzaro già di proprietà di AUSL, con la quale cerchiamo da tempo una interlocuzione e che sollecitiamo ad ascoltare le istanze dei medici di medicina generale. In tali stabili troverebbe facilmente posto anche la biblioteca, in un ipotetico ponte tra il quartiere e il nuovo campus universitario. La proposta così strutturata responsabilizza tutti i soggetti coinvolti: l’Amministrazione Comunale, che si farebbe supporto e garante delle istanze dei cittadini; Conad Centro Nord, che metterebbe realmente in essere buone pratiche di sostenibilità territoriale; i cittadini, che diventerebbero a tutti gli effetti parte attiva della gestione e della manutenzione di un’area restituita alla città. [Assemblea Bosco Ospizio] -------------------------------------------------------------------------------- Un’iniziativa pubblica di presentazione, con maggiori dettagli della proposta, è in programma per venerdì 4 settembre ore 20 presso il Presidio Permanente in zona Campo di Marte II a Reggio Emilia. -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Bosco urbano di comunità proviene da Comune-info.
September 3, 2026
Comune-info
Da Bosco Ospizio a Reggio Emilia a Piazza della Libertà a Monterotondo, i cittadini difendono l’interesse pubblico
Il Comitato Salviamo Piazza della Libertà ha pubblicato sui propri canali social lo scorso 24 agosto questo post. La somiglianza fra Monterotondo e Reggio Emilia è palese e ancora una volta è palese il senso di responsabilità civica dei rispettivi abitanti di fronte alla quale ci sono amministrazioni che eludono consapevolmente sia il concetto di ‘responsabilità’ sia il concetto di ‘civico’. La totale assenza di statura morale e civile di chi compone queste amministrazioni causa la mancanza di rispetto assoluto per chi abita i luoghi, per coloro che li vivono realmente. Siamo pedine da spostare all’occorrenza. C’è un professore, a Parma, che ha scritto quello che noi ripetiamo da mesi senza avere una cattedra alle spalle. Marco Deriu insegna Comunicazione ambientale all’Università di Parma. Sostiene che mentre la consapevolezza scientifica e la sensibilità sociale sono cresciute, le decisioni urbanistiche continuano a seguire priorità che sacrificano l’interesse pubblico allo strapotere economico dei privati e che da lì deriva l’erosione della fiducia e della legittimità su cui si regge una comunità democratica.  Aggiunge che la capacità di decidere oggi per la vivibilità di una città resta vincolata alla miopia di scelte fatte vent’anni prima. Solo che Deriu non stava parlando di Monterotondo. Scriveva il 23 agosto sul Resto del Carlino del Bosco Ospizio, 45.000 metri quadri di alberi sulla via Emilia a Reggio Emilia, presidiati giorno e notte da cittadini che si oppongono a un supermercato previsto da un accordo firmato con il Comune nel 2015. Deriu è tra i promotori dell’appello dei docenti universitari a tutela di quell’area. Trecento chilometri di distanza, un altro fronte, un’altra società privata, ma ogni riga si legge come se fosse riferita a qui. Da noi la miopia di vent’anni prima ha una data: 2016. Il progetto per Piazza della Libertà nasce allora, esattamente un anno dopo l’accordo che oggi tiene in ostaggio il Bosco Ospizio, con la stessa testa e le stesse priorità. Da allora l’Europa ha però messo il consumo di suolo e l’adattamento climatico al centro di ogni politica urbana e il Comune di Monterotondo ha anche firmato il PAESC (Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima) che dice esattamente il contrario di quello che la medesima amministrazione sta per fare. Quel che è certo è che un progetto così oggi non lo proporrebbe nessuno. Eppure va avanti e va avanti per l’ostinazione e l’arroganza di chi amministra tra slogan, rendering farlocchi, aggettivi in voga, ma ogni volta che si devono calare sugli elaborati progettuali quelle medesime formule appaiono in tutta la loro vacuità e la stessa amministrazione è costretta ad arrampicarsi sugli specchi. Perché sono proprio le carte del progetto a smentire ciò che viene dichiarato a voce e chi le ha lette lo sa. E i numeri restano: una concessione superiore ai 20 anni, un canone che parte solo dal terzo anno, una clausola di esclusività che per 1.500 metri vieta al Comune di realizzare parcheggi pubblici concorrenti, un costo passato da 5 milioni e mezzo a quasi 10 milioni. E 24 alberi maturi, 19 dei quali riconosciuti di pregio dalla perizia agronomica, sopra i quali pesa la stessa domanda che Deriu pone ai reggiani: chi ha il potere di stabilire che cosa vale e che cosa no? E perché oggi tra gli stessi amministratori nessuno si ricorda di una delibera comunale del 2019 che proponeva due di quegli alberi per il riconoscimento di monumentalità? Poi c’è il linguaggio e qui Deriu è giustamente più impietoso: “riqualificazione”, “diritti edificatori”, “piantumazioni”, “trapianti”, “rifugio fito-bioclimatico”, “scelta Green”, “città progressista”, “attenzione alla sostenibilità”… in breve quello che Deriu definisce in maniera efficace e tragica impermeabilizzazione del linguaggio che accompagna quella del suolo. Sotto la nostra piazza della Libertà il funesto e sbagliato progetto prevede una soletta di cemento. Letteralmente. Resta la cosa che fa più male e che Deriu dice con una lucidità che dovrebbe imbarazzare chi amministra. La libera protesta dei cittadini per la conservazione di beni collettivi viene ancora oggi criminalizzata: contro chi difende quel bosco sono già state depositate due querele. Qui a Monterotondo non ci siamo ancora arrivati, ma è certo che decine di iscritti al Comitato per salvare Piazza della Libertà a Monterotondo hanno dichiarato con assoluta determinazione che il giorno in cui arriveranno le ruspe loro si legheranno agli alberi e si accamperanno giorno e notte per impedirlo.  Non è una minaccia di invasati. È gente normale, con un lavoro e una famiglia, cittadini che si preparano a mettere il proprio corpo tra una motosega e un albero perché hanno capito che non esiste nessun altro modo per difendere l’ambiente ed evitare lo scempio che l’amministrazione é disposta ottusamente a compiere. Resta l’amarezza di domandarsi prima che ciò accada perché difendere l’interesse pubblico deve costare tanto, quanto dovrebbe essere il punto di partenza e non il traguardo di un’azione politica e amministrativa degna di questo nome. Perché tocca ai cittadini dimostrare, a proprie spese e con il proprio tempo, che in gioco non ci sono solo 24 alberi, ma la possibilità di decidere dello spazio pubblico nel nostro interesse, invece di restare legati per 21 anni a una concessione firmata da altri. E non tocca invece a chi quegli alberi li vuole abbattere dimostrare il contrario? Perizie, ricorsi, raccolte firme, serate passate a leggere delibere, a studiare le carte: tutto scaricato sulle spalle di chi non ci guadagna niente, mentre chi ci guadagna deve solo aspettare che ci stanchiamo? Deriu chiude il suo articolo dicendo che quell’area continuerà a vivere nella misura in cui resterà viva nella nostra coscienza democratica. Vale per il Bosco Ospizio e vale oggi per Piazza della Libertà a Monterotondo. Comitato Salviamo Piazza della Libertà     Redazione Italia
August 28, 2026
Pressenza
Sentire il bosco, diventare comunità
-------------------------------------------------------------------------------- Foto Bosco Ospizio -------------------------------------------------------------------------------- «A mio parere, avere cura dei beni materiali come un bosco, impegnandosi in azioni che in qualche modo riportano alla collettività ciò che le è stato sottratto, sia fondamentale […] Un bene comune è anche ritrovare il senso di comunità, l’impegno per un fine comune» (Mancuso & Mori, 2026, p. 23) Il gruppo di persone che si è raccolto intorno al Bosco Ospizio di Reggio Emilia ha riconosciuto l’importanza del bosco come bene comune e il valore che le piante rivestono per una città e per le persone che la abitano. Il bosco è diventato così qualcosa di più di uno spazio verde: un luogo di relazione, memoria, incontro e appartenenza. Riconoscere e vedere le piante, oggi, è un vero e proprio atto educativo, perché significa imparare a includerle nel nostro campo percettivo e nella nostra quotidianità, non più come semplice sfondo delle nostre vite (Mancuso, Viola, 2015, Calvo, 2022) o come elementi del paesaggio che possono essere spostati, aggiunti o rimossi a piacimento, ma come esseri viventi con cui condividiamo gli spazi e dai quali dipendiamo. È proprio questa tendenza a non vedere e a non considerare pienamente le piante che Wandersee e Schussler (2001) hanno definito plant blindness. Tuttavia, questa invisibilità non può essere ricondotta soltanto a un limite percettivo: affonda le proprie radici anche in una lunga storia culturale e filosofica che ha progressivamente collocato le piante ai margini della nostra attenzione e della nostra considerazione, privilegiandone spesso una lettura funzionale e utilitaristica (Hall, 2011; Gagliano, 2013). Anche la difficoltà nel riconoscere nelle piante forme di sensibilità, percezione e agency contribuisce a mantenere questa distanza culturale. In questa prospettiva, Parsley (2021) propone il concetto di Plant Awareness Disparity, spostando l’attenzione dall’idea di una “cecità” generalizzata verso le piante alla tendenza, culturalmente costruita, a prestare loro meno attenzione e a escluderle dal nostro panorama percettivo e dalla nostra esperienza quotidiana. Il rischio è che le piante vengano utilizzate soltanto come elementi decorativi, seguendo la moda o la tendenza del momento, senza riconoscerne pienamente il valore ecologico, culturale, sociale e affettivo. Piantare o difendere un bosco non significa necessariamente prendersene cura. Mettere una pianta in città non significa automaticamente riconoscerne il valore e la presenza come essere vivente. La vera cura nasce dalla capacità di vederla, conoscerla, comprenderne i bisogni e riconoscerla come parte integrante dell’ecosistema urbano. In questo senso, l’esperienza della difesa del Bosco Ospizio ha contribuito a diffondere un messaggio fondamentale: educare alle piante significa anche educare alla consapevolezza della loro presenza e della loro necessità. Significa comprendere quanto siano fondamentali per la vita umana e non umana, soprattutto nelle città contemporanee, sempre più esposte a fenomeni di calore estremo e alla perdita di biodiversità. Conoscere un bosco significa allora conoscere le specie che lo abitano, non soltanto quelle vegetali, ma l’intera comunità di esseri viventi che lo compone. Un bosco è un vero e proprio condominio multispecie, uno spazio condiviso nel quale numerose forme di vita coesistono, si influenzano e dipendono le une dalle altre. Abbatterlo significa interrompere una rete di relazioni che non è immediatamente visibile, ma che sostiene la vita del luogo. Forse è necessario tornare a sentirci parte della natura, abbandonando l’idea di esserne separati. Un ritorno alla madre-natura (Öcalan, 2020) che non implica un ritorno al passato, ma il recupero di una relazione di appartenenza e interdipendenza. Guardare un bosco in questa prospettiva significa allora riconoscere che non siamo semplicemente davanti alla natura, ma dentro una comunità di viventi. Il Bosco Ospizio, inoltre, sta diventato nel tempo un luogo di memoria. Intorno ai suoi alberi le persone si sono incontrate, hanno discusso, condiviso emozioni, costruito relazioni e dato vita a una comunità. Il valore del bosco, quindi, non è soltanto quello delle sue piante: è anche la memoria umana e non umana che si sta sedimentando intorno ad esse. L’incontro tra persone e piante ha reso quelle piante più visibili. E, rendendole visibili, ha ampliato la Plant Awareness (Pany et al., 2022) della comunità. Forse è proprio questo il valore più profondo di questa esperienza: aver mostrato che un bosco può diventare un bene comune non soltanto quando viene riconosciuto come patrimonio naturale, ma quando le persone imparano a vederlo, conoscerlo, ascoltarlo e sentirlo come parte viva della città. Per questo il Bosco Ospizio non è soltanto uno spazio da conservare. È una memoria vivente da custodire, un luogo nel quale, nel corso del tempo, specie umane e non umane hanno costruito una storia comune. Lasciarlo vivere significa permettere a questa storia di continuare, mostrando la bellezza di un incontro tra specie che, insieme, hanno dato forma a un luogo, a una comunità e a una memoria. -------------------------------------------------------------------------------- Rosa Buonanno è biologa e PhD in Reggio Childhood Studies. Per dieci anni ha lavorato presso la scuola dell’infanzia e primaria presso il Centro Internazionale Loris Malaguzzi e ha svolto attività di formazione sul Reggio Emilia Approach per Reggio Children, in Italia e all’estero. Ha conseguito i master in Futuro Vegetale e Management della Transizione Ecologica e ha collaborato con la Fondazione Futuro delle Città di Firenze, sotto la direzione scientifica di Stefano Mancuso. Ha fatto parte del gruppo di ricerca BEAT – Biodiversity Education and Awareness Team e possiede l’abilitazione nazionale alla raccolta professionale di piante officinali spontanee. La sua attività di ricerca e formazione si concentra oggi sulla plant awareness, sul rapporto tra esseri umani e regno vegetale e sul ruolo educativo delle piante nella costruzione di una cultura ecologica. Collabora con enti pubblici e privati attraverso attività di ricerca, formazione e consulenza. È autrice di pubblicazioni scientifiche e del volume Bloom Lab – Fiorire nelle diversità. -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Sentire il bosco, diventare comunità proviene da Comune-info.
August 21, 2026
Comune-info
BOSCO OSPIZIO REGGIO EMILIA: OLTRE 300 IN PRESIDIO “NESSUN MEZZO, NESSUNA ISTITUZIONE”
La chiamata al presidio per la difesa di Bosco Ospizio a Reggio Emilio la mattina di lunedi 17 agosto ha avuto una risposta politica concreta: dà finalmente slancio a quel dialogo che le istituzioni continuano a promettere a parole da una settimana, e che l’assemblea chiede a gran voce fin dal primo giorno. Le presenze sono state numerosissime, da Reggio e da molte altre città d’Italia: alle 5:00 in punto erano presenti oltre 200 “corpi” a difesa del bosco, e nel corso della mattinata il via vai ha superato le 300 persone. “I mezzi al servizio di Conad non si sono presentati, così come non si sono presentate le istituzioni. Questo non significa che sia stata una giornata sprecata, tutt’altro: è la prova che la mobilitazione popolare, quando è radicata e sentita dalla cittadinanza, produce effetti concreti” scrivono i presidianti. “Il bosco Ospizio è integro un giorno di più. C’è però una delusione che non è possibile nascondere. Dopo i proclami delle ultime settimane, l’impressione è che l’amministrazione non intenda muovere un dito, ma lasciare che il presidio si consumi da solo, aspettando che i cittadini arrivino allo sfinimento e cogliere così, solo allora, l’occasione per aprire il fantomatico dialogo. Possiamo dire fin da ora che l’Assemblea non lo permetterà. Lo spostamento del presidio richiesto da Conad e messo in atto dalla Questura ci allontana dall’ingresso del bosco, ma ci mette su un passaggio ben più frequentato e visibile: sono state decine le persone che, semplicemente passando sulla via Emilia, si sono fermate a chiedere informazioni e a unirsi alla nostra vertenza. Il presidio va avanti, da qui non ci muoviamo. Vogliamo un tavolo tecnico in cui portare le nostre proposte e vogliamo il Bosco Ospizio integro”. Audio della conferenza stampa dell’ Assemblea Bosco Ospizio Ascolta o scarica 
August 19, 2026
Radio Onda d`Urto
Puntata del 04/08/2026@1
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Augustin, RSU FIOM della Electrolux di Forlì sulla situazione attuale del gruppo industriale svedese che da maggio minaccia i suoi dipendenti con la prospettiva di licenziamenti di massa, circa 1900 nel nostro paese (contando i contratti a tempo determinato). Dalla scorsa intervista che avevamo realizzato sull’argomento, ricordiamo che erano stati previsti dei tavoli di confronto tra sindacati, istituzioni ed azienda, come sono andate le contrattazioni a quei tavoli? Che aria si respira nei vari stabilimenti Electrolux d’Italia? Quali le prospettive? Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata ha riguardato la possibilità di giornalisti di esprimersi contro l’operato o l’idea stessa di Stato di Israele, infatti in compagnia telefonica di Steano Galieni della Rete No Bavaglio, siamo andati a spiegare in cosa consiste l’ex ddl 1004. Dal blog pungolorosso.com : “La reale finalità di questo Ddl non è quella di “contrastare l’anti-semitismo”, ma di impegnare le istituzioni dello stato a promuovere ovunque il sionismo come ideologia di stato e a contrastare-bastonare ogni forma di critica dello stato sionista e del sionismo, e dei suoi protettori – tanto più se si tratta di una critica militante e di massa nelle piazze. Non si deve mai dimenticare che tra i massimi protettori dello stato di Israele c’è l’Italia di Meloni-Mattarella, terza fornitrice di armi per il genocidio dopo Stati Uniti e Germania. Le/I giornaliste/i anti-fasciste/i di “No Bavaglio” formulano la loro critica da un punto di vista democratico, diverso dal nostro, che è anti-coloniale e di classe. A differenza di noi, poi, nutrono illusioni sulle “forze democratiche” presenti in parlamento (il cui comportamento fu già pessimo al Senato), e nella loro denuncia si concentrano sull’attacco alla “libertà di espressione”, mentre noi denunciamo al contempo l’attacco al movimento di sostegno alla resistenza del popolo palestinese. Ciò non toglie loro il merito di avere segnalato per tempo a tutti/e, anche a noi, quello che giustamente definiscono un golpe estivo – contro cui bisogna muoversi. “ Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della serata lo abbiamo fatto intervistandoo un’attivista di XR Reggio Emilia per farci raccontare la resistenza dell’Assemblea permanente Ospizio al progetto di costruzione di un punto vendita Conad e di una struttura destinata al comune all’interno di un bosco urbano. Dopo mesi di tentativi nell’ostacolare la partenza di questa ennesima operazione ecocida di cementificazione dei nostri territori, l’assemblea ha deciso di lanciare un presidio permanente, riuscendo dal primo giorno (il 3 Agosto) di fatto ad ostacolare l’ingresso delle ruspe nella futura area di cantiere. Ovviamente sono arrivate di conseguenza identificazioni a tappeto da parte delle forze dell’ordine e il tentativo di forzare il blocco costituito da un muri di corpi di attivisti e attiviste. L’invito quindi è quello di raggiungere il presidio permanente per continuare la lotta contro questo progetto. Buon ascolto
August 6, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata del 04/08/2026@0
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Augustin, RSU FIOM della Electrolux di Forlì sulla situazione attuale del gruppo industriale svedese che da maggio minaccia i suoi dipendenti con la prospettiva di licenziamenti di massa, circa 1900 nel nostro paese (contando i contratti a tempo determinato). Dalla scorsa intervista che avevamo realizzato sull’argomento, ricordiamo che erano stati previsti dei tavoli di confronto tra sindacati, istituzioni ed azienda, come sono andate le contrattazioni a quei tavoli? Che aria si respira nei vari stabilimenti Electrolux d’Italia? Quali le prospettive? Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata ha riguardato la possibilità di giornalisti di esprimersi contro l’operato o l’idea stessa di Stato di Israele, infatti in compagnia telefonica di Steano Galieni della Rete No Bavaglio, siamo andati a spiegare in cosa consiste l’ex ddl 1004. Dal blog pungolorosso.com : “La reale finalità di questo Ddl non è quella di “contrastare l’anti-semitismo”, ma di impegnare le istituzioni dello stato a promuovere ovunque il sionismo come ideologia di stato e a contrastare-bastonare ogni forma di critica dello stato sionista e del sionismo, e dei suoi protettori – tanto più se si tratta di una critica militante e di massa nelle piazze. Non si deve mai dimenticare che tra i massimi protettori dello stato di Israele c’è l’Italia di Meloni-Mattarella, terza fornitrice di armi per il genocidio dopo Stati Uniti e Germania. Le/I giornaliste/i anti-fasciste/i di “No Bavaglio” formulano la loro critica da un punto di vista democratico, diverso dal nostro, che è anti-coloniale e di classe. A differenza di noi, poi, nutrono illusioni sulle “forze democratiche” presenti in parlamento (il cui comportamento fu già pessimo al Senato), e nella loro denuncia si concentrano sull’attacco alla “libertà di espressione”, mentre noi denunciamo al contempo l’attacco al movimento di sostegno alla resistenza del popolo palestinese. Ciò non toglie loro il merito di avere segnalato per tempo a tutti/e, anche a noi, quello che giustamente definiscono un golpe estivo – contro cui bisogna muoversi. “ Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della serata lo abbiamo fatto intervistandoo un’attivista di XR Reggio Emilia per farci raccontare la resistenza dell’Assemblea permanente Ospizio al progetto di costruzione di un punto vendita Conad e di una struttura destinata al comune all’interno di un bosco urbano. Dopo mesi di tentativi nell’ostacolare la partenza di questa ennesima operazione ecocida di cementificazione dei nostri territori, l’assemblea ha deciso di lanciare un presidio permanente, riuscendo dal primo giorno (il 3 Agosto) di fatto ad ostacolare l’ingresso delle ruspe nella futura area di cantiere. Ovviamente sono arrivate di conseguenza identificazioni a tappeto da parte delle forze dell’ordine e il tentativo di forzare il blocco costituito da un muri di corpi di attivisti e attiviste. L’invito quindi è quello di raggiungere il presidio permanente per continuare la lotta contro questo progetto. Buon ascolto
August 6, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata del 04/08/2026@2
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Augustin, RSU FIOM della Electrolux di Forlì sulla situazione attuale del gruppo industriale svedese che da maggio minaccia i suoi dipendenti con la prospettiva di licenziamenti di massa, circa 1900 nel nostro paese (contando i contratti a tempo determinato). Dalla scorsa intervista che avevamo realizzato sull’argomento, ricordiamo che erano stati previsti dei tavoli di confronto tra sindacati, istituzioni ed azienda, come sono andate le contrattazioni a quei tavoli? Che aria si respira nei vari stabilimenti Electrolux d’Italia? Quali le prospettive? Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata ha riguardato la possibilità di giornalisti di esprimersi contro l’operato o l’idea stessa di Stato di Israele, infatti in compagnia telefonica di Steano Galieni della Rete No Bavaglio, siamo andati a spiegare in cosa consiste l’ex ddl 1004. Dal blog pungolorosso.com : “La reale finalità di questo Ddl non è quella di “contrastare l’anti-semitismo”, ma di impegnare le istituzioni dello stato a promuovere ovunque il sionismo come ideologia di stato e a contrastare-bastonare ogni forma di critica dello stato sionista e del sionismo, e dei suoi protettori – tanto più se si tratta di una critica militante e di massa nelle piazze. Non si deve mai dimenticare che tra i massimi protettori dello stato di Israele c’è l’Italia di Meloni-Mattarella, terza fornitrice di armi per il genocidio dopo Stati Uniti e Germania. Le/I giornaliste/i anti-fasciste/i di “No Bavaglio” formulano la loro critica da un punto di vista democratico, diverso dal nostro, che è anti-coloniale e di classe. A differenza di noi, poi, nutrono illusioni sulle “forze democratiche” presenti in parlamento (il cui comportamento fu già pessimo al Senato), e nella loro denuncia si concentrano sull’attacco alla “libertà di espressione”, mentre noi denunciamo al contempo l’attacco al movimento di sostegno alla resistenza del popolo palestinese. Ciò non toglie loro il merito di avere segnalato per tempo a tutti/e, anche a noi, quello che giustamente definiscono un golpe estivo – contro cui bisogna muoversi. “ Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della serata lo abbiamo fatto intervistandoo un’attivista di XR Reggio Emilia per farci raccontare la resistenza dell’Assemblea permanente Ospizio al progetto di costruzione di un punto vendita Conad e di una struttura destinata al comune all’interno di un bosco urbano. Dopo mesi di tentativi nell’ostacolare la partenza di questa ennesima operazione ecocida di cementificazione dei nostri territori, l’assemblea ha deciso di lanciare un presidio permanente, riuscendo dal primo giorno (il 3 Agosto) di fatto ad ostacolare l’ingresso delle ruspe nella futura area di cantiere. Ovviamente sono arrivate di conseguenza identificazioni a tappeto da parte delle forze dell’ordine e il tentativo di forzare il blocco costituito da un muri di corpi di attivisti e attiviste. L’invito quindi è quello di raggiungere il presidio permanente per continuare la lotta contro questo progetto. Buon ascolto
August 6, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata del 04/08/2026@1
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Augustin, RSU FIOM della Electrolux di Forlì sulla situazione attuale del gruppo industriale svedese che da maggio minaccia i suoi dipendenti con la prospettiva di licenziamenti di massa, circa 1900 nel nostro paese (contando i contratti a tempo determinato). Dalla scorsa intervista che avevamo realizzato sull’argomento, ricordiamo che erano stati previsti dei tavoli di confronto tra sindacati, istituzioni ed azienda, come sono andate le contrattazioni a quei tavoli? Che aria si respira nei vari stabilimenti Electrolux d’Italia? Quali le prospettive? Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata ha riguardato la possibilità di giornalisti di esprimersi contro l’operato o l’idea stessa di Stato di Israele, infatti in compagnia telefonica di Steano Galieni della Rete No Bavaglio, siamo andati a spiegare in cosa consiste l’ex ddl 1004. Dal blog pungolorosso.com : “La reale finalità di questo Ddl non è quella di “contrastare l’anti-semitismo”, ma di impegnare le istituzioni dello stato a promuovere ovunque il sionismo come ideologia di stato e a contrastare-bastonare ogni forma di critica dello stato sionista e del sionismo, e dei suoi protettori – tanto più se si tratta di una critica militante e di massa nelle piazze. Non si deve mai dimenticare che tra i massimi protettori dello stato di Israele c’è l’Italia di Meloni-Mattarella, terza fornitrice di armi per il genocidio dopo Stati Uniti e Germania. Le/I giornaliste/i anti-fasciste/i di “No Bavaglio” formulano la loro critica da un punto di vista democratico, diverso dal nostro, che è anti-coloniale e di classe. A differenza di noi, poi, nutrono illusioni sulle “forze democratiche” presenti in parlamento (il cui comportamento fu già pessimo al Senato), e nella loro denuncia si concentrano sull’attacco alla “libertà di espressione”, mentre noi denunciamo al contempo l’attacco al movimento di sostegno alla resistenza del popolo palestinese. Ciò non toglie loro il merito di avere segnalato per tempo a tutti/e, anche a noi, quello che giustamente definiscono un golpe estivo – contro cui bisogna muoversi. “ Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della serata lo abbiamo fatto intervistandoo un’attivista di XR Reggio Emilia per farci raccontare la resistenza dell’Assemblea permanente Ospizio al progetto di costruzione di un punto vendita Conad e di una struttura destinata al comune all’interno di un bosco urbano. Dopo mesi di tentativi nell’ostacolare la partenza di questa ennesima operazione ecocida di cementificazione dei nostri territori, l’assemblea ha deciso di lanciare un presidio permanente, riuscendo dal primo giorno (il 3 Agosto) di fatto ad ostacolare l’ingresso delle ruspe nella futura area di cantiere. Ovviamente sono arrivate di conseguenza identificazioni a tappeto da parte delle forze dell’ordine e il tentativo di forzare il blocco costituito da un muri di corpi di attivisti e attiviste. L’invito quindi è quello di raggiungere il presidio permanente per continuare la lotta contro questo progetto. Buon ascolto
Puntata del 04/08/2026@2
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Augustin, RSU FIOM della Electrolux di Forlì sulla situazione attuale del gruppo industriale svedese che da maggio minaccia i suoi dipendenti con la prospettiva di licenziamenti di massa, circa 1900 nel nostro paese (contando i contratti a tempo determinato). Dalla scorsa intervista che avevamo realizzato sull’argomento, ricordiamo che erano stati previsti dei tavoli di confronto tra sindacati, istituzioni ed azienda, come sono andate le contrattazioni a quei tavoli? Che aria si respira nei vari stabilimenti Electrolux d’Italia? Quali le prospettive? Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata ha riguardato la possibilità di giornalisti di esprimersi contro l’operato o l’idea stessa di Stato di Israele, infatti in compagnia telefonica di Steano Galieni della Rete No Bavaglio, siamo andati a spiegare in cosa consiste l’ex ddl 1004. Dal blog pungolorosso.com : “La reale finalità di questo Ddl non è quella di “contrastare l’anti-semitismo”, ma di impegnare le istituzioni dello stato a promuovere ovunque il sionismo come ideologia di stato e a contrastare-bastonare ogni forma di critica dello stato sionista e del sionismo, e dei suoi protettori – tanto più se si tratta di una critica militante e di massa nelle piazze. Non si deve mai dimenticare che tra i massimi protettori dello stato di Israele c’è l’Italia di Meloni-Mattarella, terza fornitrice di armi per il genocidio dopo Stati Uniti e Germania. Le/I giornaliste/i anti-fasciste/i di “No Bavaglio” formulano la loro critica da un punto di vista democratico, diverso dal nostro, che è anti-coloniale e di classe. A differenza di noi, poi, nutrono illusioni sulle “forze democratiche” presenti in parlamento (il cui comportamento fu già pessimo al Senato), e nella loro denuncia si concentrano sull’attacco alla “libertà di espressione”, mentre noi denunciamo al contempo l’attacco al movimento di sostegno alla resistenza del popolo palestinese. Ciò non toglie loro il merito di avere segnalato per tempo a tutti/e, anche a noi, quello che giustamente definiscono un golpe estivo – contro cui bisogna muoversi. “ Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della serata lo abbiamo fatto intervistandoo un’attivista di XR Reggio Emilia per farci raccontare la resistenza dell’Assemblea permanente Ospizio al progetto di costruzione di un punto vendita Conad e di una struttura destinata al comune all’interno di un bosco urbano. Dopo mesi di tentativi nell’ostacolare la partenza di questa ennesima operazione ecocida di cementificazione dei nostri territori, l’assemblea ha deciso di lanciare un presidio permanente, riuscendo dal primo giorno (il 3 Agosto) di fatto ad ostacolare l’ingresso delle ruspe nella futura area di cantiere. Ovviamente sono arrivate di conseguenza identificazioni a tappeto da parte delle forze dell’ordine e il tentativo di forzare il blocco costituito da un muri di corpi di attivisti e attiviste. L’invito quindi è quello di raggiungere il presidio permanente per continuare la lotta contro questo progetto. Buon ascolto
Puntata del 04/08/2026@0
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Augustin, RSU FIOM della Electrolux di Forlì sulla situazione attuale del gruppo industriale svedese che da maggio minaccia i suoi dipendenti con la prospettiva di licenziamenti di massa, circa 1900 nel nostro paese (contando i contratti a tempo determinato). Dalla scorsa intervista che avevamo realizzato sull’argomento, ricordiamo che erano stati previsti dei tavoli di confronto tra sindacati, istituzioni ed azienda, come sono andate le contrattazioni a quei tavoli? Che aria si respira nei vari stabilimenti Electrolux d’Italia? Quali le prospettive? Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata ha riguardato la possibilità di giornalisti di esprimersi contro l’operato o l’idea stessa di Stato di Israele, infatti in compagnia telefonica di Steano Galieni della Rete No Bavaglio, siamo andati a spiegare in cosa consiste l’ex ddl 1004. Dal blog pungolorosso.com : “La reale finalità di questo Ddl non è quella di “contrastare l’anti-semitismo”, ma di impegnare le istituzioni dello stato a promuovere ovunque il sionismo come ideologia di stato e a contrastare-bastonare ogni forma di critica dello stato sionista e del sionismo, e dei suoi protettori – tanto più se si tratta di una critica militante e di massa nelle piazze. Non si deve mai dimenticare che tra i massimi protettori dello stato di Israele c’è l’Italia di Meloni-Mattarella, terza fornitrice di armi per il genocidio dopo Stati Uniti e Germania. Le/I giornaliste/i anti-fasciste/i di “No Bavaglio” formulano la loro critica da un punto di vista democratico, diverso dal nostro, che è anti-coloniale e di classe. A differenza di noi, poi, nutrono illusioni sulle “forze democratiche” presenti in parlamento (il cui comportamento fu già pessimo al Senato), e nella loro denuncia si concentrano sull’attacco alla “libertà di espressione”, mentre noi denunciamo al contempo l’attacco al movimento di sostegno alla resistenza del popolo palestinese. Ciò non toglie loro il merito di avere segnalato per tempo a tutti/e, anche a noi, quello che giustamente definiscono un golpe estivo – contro cui bisogna muoversi. “ Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della serata lo abbiamo fatto intervistandoo un’attivista di XR Reggio Emilia per farci raccontare la resistenza dell’Assemblea permanente Ospizio al progetto di costruzione di un punto vendita Conad e di una struttura destinata al comune all’interno di un bosco urbano. Dopo mesi di tentativi nell’ostacolare la partenza di questa ennesima operazione ecocida di cementificazione dei nostri territori, l’assemblea ha deciso di lanciare un presidio permanente, riuscendo dal primo giorno (il 3 Agosto) di fatto ad ostacolare l’ingresso delle ruspe nella futura area di cantiere. Ovviamente sono arrivate di conseguenza identificazioni a tappeto da parte delle forze dell’ordine e il tentativo di forzare il blocco costituito da un muri di corpi di attivisti e attiviste. L’invito quindi è quello di raggiungere il presidio permanente per continuare la lotta contro questo progetto. Buon ascolto