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Perché non possiamo smettere di fare rumore per Gaza
Negli ultimi tempi ci è capitato di raccogliere le rimostranze di alcuni passanti disturbati dal frastuono che facciamo con le nostre pentole vuote per 15 minuti alla settimana nel pieno del pomeriggio indolente del sabato varesino . C’è chi ci suggerisce che sarebbe l’ora di finirla  di disturbare la quiete del weekend rinunciando anche al nostro riposo settimanale per venire ad agitarsi senza risultato. Il fatto è che vogliamo ricordare cos’è *resistere* contro le ingiustizie, le prevaricazioni, gli abusi e sottolineare perché è importante non considerare inevitabile – o addirittura normale – qualcosa di inaccettabile solo perché sta capitando agli altri. Siamo davvero così sicuri che non serva a niente sostenere chi sta continuando a resistere ininterrottamente da più di ottant’anni? Davvero il fracasso delle nostre proteste disturba più di 20.000 bambini affamati a morte, bruciati, fatti a pezzi, terrorizzati? Giorno dopo giorno gli altri stiamo diventando noi: presto potrebbero essere i nostri figli a essere sottratti alla loro  vita per andare a uccidere premendo un bottone, o magari a tornare in un sacco nero. Quel giorno non saremo nemmeno liberi di protestare perché il momento di dire NO! era ieri. Unitevi oggi a una lotta che è per tutti, a cominciare dalle piccole cose come battere su una pentola per ribellarci simbolicamente a tutti gli strumenti del genocidio. Vi aspettiamo sabato 14 marzo a Varese in Piazza del Garibaldino  dalle 16:30 fino alle 17:30. Il frastuono delle pentole durerà dalle 17:00 alle 17:15. Questo che a Varese sembra un fastidio interminabile non è  che una minima parte del tempo della fame e dei bombardamenti a Gaza. Rompiamo il silenzio tutti insieme, ancora. Comitato Varesino per la Palestina Redazione Varese
March 11, 2026
Pressenza
A Varese ogni domenica sera da due mesi si fa rumore per Gaza
Anche domenica 14 settembre 2025 a Varese, come accade ogni domenica sera da due mesi si è rotto il silenzio. In piazza Montegrappa si sono radunate circa 300 persone, di tutte le età, uomini, donne e bambini, di diverse provenienze, tutte munite di pentole, sonagli, tamburelli e svariati strumenti per la produzione di rumore. L’iniziativa lanciata dal Comitato varesino per la Palestina – ma subito accolta da varie associazioni, gruppi e singoli cittadini e famiglie – nasce per non rimanere in silenzio di fronte alla terribile strage che lo Stato criminale di Israele sta perpetrando nella Striscia di Gaza e non solo, perché ricordiamo bene che l’occupazione riguarda tutta la Palestina. Alle 21.00 la piazza ha cominciato ad animarsi, la gente si è incontrata e hanno cominciato a sventolare bandiere della Palestina e della pace in mezzo ai saluti, ai cenni e agli abbracci: sì, perché la piazza è il luogo delle persone, dei cittadini e delle cittadine che con i loro corpi si riprendono gli spazi pubblici, luoghi di autodeterminazione e di dialogo. È stato allestito, come ormai di abitudine, lo spazio per i bambini e le bambine: una tovaglia distesa a terra e diversi fogli e colori per dare spazio alla loro fantasia e al loro modo di comunicare solidarietà ai piccoli di Gaza. Novità di quest’ultima domenica è stato l’Arabic corner, iniziativa in collaborazione con Language Nights Varese che si è rivelata tutt’altro che “angolo”, data la partecipazione di moltissime persone della piazza. Con l’aiuto di alcune ragazze di madrelingua araba di diversi dialetti (marocchino, egiziano, libanese e palestinese) si sono allestiti alcuni tavolini e un tappeto a terra con l’invito alle persone ad avvicinarsi e imparare qualche parola di arabo, familiarizzare con suoni che non sono facili per chi è italofono, suoni che talvolta ad alcuni suscitano diffidenza e addirittura spavento. Questo momento d’incontro invece è stato un luogo caldo e accogliente in cui cominciare ad abbattere tutti quei costrutti che spesso ci vengono imposti da una società che ci vuole separati e isolati, un luogo dove sperimentarsi e rigiocarsi; imparare parole in arabo è utile per intuire gli slogan durante le manifestazioni, ma anche semplicemente per salutare i commercianti arabi quando si entra nei negozi della città di Varese. Il microfono e la cassa sono stati a disposizione del pubblico, da parte degli organizzatori c’è stato un breve momento introduttivo in cui si è fatto il resoconto dei fatti della settimana, di ciò che è successo in Palestina e poi chi desiderava dire qualcosa ha chiesto di parlare. Anche questa domenica, come spesso accade, si è avvicinata una bimba che ha lanciato il coro “Free Free Palestine”. Alle 22.00 è cominciato il rumore: tutte le persone hanno battuto per 15 minuti le pentole, i mestoli e gli strumenti per risvegliare le coscienze anche più addormentate su quello che sta accadendo a Gaza e, per ricordare alla società civile che non è possibile rimanere immobili e subire, soltanto subire le decisioni dei potenti: noi cittadini e cittadine possiamo fare qualcosa, in primis… RUMORE! Alle persone presenti in piazza è stato poi proposto di anticipare l’incontro alle ore 20.00 per permettere anche a chi va a scuola il lunedì mattina di partecipare all’iniziativa, che andrà avanti anche durante i prossimi mesi. Cosa ci si augura ora rispetto a questa iniziativa? La diffusione: si chiede a tutti i Comuni, a tutte le amministrazioni e alle parrocchie, in tutta Italia e anche oltre, che nelle maggiori piazze di ogni città e paese si battano le pentole, si suonino le campane e si produca il rumore che faccia eco alla popolazione di Gaza, con cadenza regolare, finché a Gaza non cesserà il genocidio, finché la Palestina non sarà libera. fare Ci vediamo quindi domenica 21 settembre, alle ore 20.00, in piazza Montegrappa a Varese! Per informazioni, per chi volesse supporto per replicare nelle proprie città l’iniziativa scrivete a: comitatovaresinopalestina@gmail.com o sui social Instagram e Facebook: Comitato varesino per la Palestina Redazione Varese
September 18, 2025
Pressenza