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Co-resistenza nonviolenta: le proteste del Venerdì a Beit Jala
Venerdì 12 settembre 2025 si è svolta a Beit Jala la settima settimana consecutiva di protesta congiunta di attivisti-e israeliani e palestinesi di Combatants for Peace, provenienti da tutta la regione, contro la guerra e il genocidio a Gaza, la pulizia etnica e la crescente violenza dei coloni in Cisgiordania, e per un futuro di giustizia e pace per entrambi i popoli. Durante le manifestazioni, il movimento ha denunciato che, dalla settimana precedente, l’esercito israeliano ha installato un cancello giallo vicino al luogo dell’incontro, destinato a fungere da ulteriore checkpoint all’ingresso di Betlemme. Si tratta di uno dei centinaia di nuovi checkpoint istituiti in Cisgiordania, che limitano ulteriormente la libertà di movimento dei palestinesi – per recarsi al lavoro, a scuola, visitare parenti o raggiungere ospedali. Non si tratta di una misura di sicurezza, ma di un atto politico volto di fatto ad annettere ulteriormente la Cisgiordania. Avner Wishnitzer, un attivista israeliano, storico e cofondatore dell’organizzazione Combatants for Peace (CfP), da Beit Jala, ha ripetuto che la condizione per la fine del conflitto israelo-palestinese è la fine dell’occupazione e ha detto “saremo uniti-e, insieme, in modo nonviolento, finché non finirà”. Altre foto dell’evento https://www.instagram.com/p/DOqYFNBCLuW/?utm_source=ig_web_copy_link&igsh=MzRlODBiNWFlZA==   #FreePalestine #GazaUnderAttack #SolidarityProtest #NonviolentResistance #PeaceForAll Ilaria Olimpico
September 17, 2025
Pressenza
Messaggio di Combatants for Peace sull’attentato dell’8 settembre a Gerusalemme
La mattina di lunedì 8 settembre a Gerusalemme sei israeliani sono stati uccisi in un attacco violento, così come i due attentatori palestinesi. Inviamo le nostre più sentite condoglianze alle famiglie e condanniamo tutti gli atti di violenza. Ogni spargimento di sangue ci allontana dal futuro che tutti meritiamo. La violenza, che sia compiuta da individui, eserciti o governi, non fa che perpetuare un ciclo infinito di dolore. Come Combatants for Peace sappiamo che non c’è futuro in questa terra né per gli uni né per gli altri senza la presenza reciproca. La nostra sicurezza, libertà e dignità sono intrecciate. Rifiutiamo di lasciare che l’odio definisca il nostro cammino. Scegliamo un’altra strada: la nonviolenza, la co-resistenza all’oppressione e la costruzione di una vita fondata sulla giustizia e sull’uguaglianza per tutti coloro che chiamano “casa” questa terra. Solo insieme possiamo porre fine a questo ciclo di morte e piantare i semi di un futuro in cui ogni famiglia — israeliana e palestinese — possa vivere senza paura.   Combatants for Peace
September 10, 2025
Pressenza