Tag - sviluppo

Crisi industriali. Bloccare tutto per non chiudere
Quasi nello stesso momento nel quale si festeggiava l’assegnazione alla cucina italiana del riconoscimento UNESCO di patrimonio dell’umanità, i dati ISTAT gelavano il vuoto ottimismo governativo sullo stato dell’industria. Dopo quasi due anni di calo continuativo della produzione industriale, nello scorso mese di settembre c’era stata un ripresa. La crisi […] L'articolo Crisi industriali. Bloccare tutto per non chiudere su Contropiano.
La Cina spiegata all’Occidente
Riceviamo e volentieri pubblichiamo. “Metto a disposizione dei miei lettori un testo tratto dal volume che ho appena pubblicato, e che tenta di spiegare le ragioni della rinascita della Cina come potenza mondiale non capitalistica ed alternativa all’impero americano che tramonta. Buona lettura!“ ***** Il ritorno della Cina in cima […] L'articolo La Cina spiegata all’Occidente su Contropiano.
Mezzo milione di giovani sono emigrati all’estero in tredici anni. Così viene meno il futuro
Un Rapporto del Cnel presentato il 4 dicembre scorso descrive in termini estremamente preoccupanti i dati sull’emigrazione giovanile dal nostro paese verso altri paesi europei. Il Rapporto intendeva in realtà analizzare l’attrattività dell’Italia per i giovani di altri paesi ma il riscontro è stato sia negativo che pesante. Tra l’altro […] L'articolo Mezzo milione di giovani sono emigrati all’estero in tredici anni. Così viene meno il futuro su Contropiano.
Un’Italia policentrica e il fermento delle città intermedie. I dati del Rapporto di Mecenate 90
Sono 157 le città intermedie individuate nel Rapporto ricomponendo la geografia territoriale del nostro Paese – 73 nel Nord Italia, 44 nel Mezzogiorno e 40 nelle regioni del Centro –. È il primo dato tra i tanti raccolti nel secondo volume “L’Italia Policentrica. Il fermento delle città intermedie”, curato da Mecenate 90 in collaborazione con il Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne. Si tratta di città che producono un valore aggiunto pro-capite più alto del 16% rispetto al resto d’Italia (34.154 contro 29.534 euro nel 2022); resistono in prospettiva meglio all’inverno demografico contenendo il calo della popolazione al 4,5% tra il 2024 e il 2050 a fronte di una contrazione prevista del 7,3% della media italiana; presentano un indice di qualità della vita superiore del 7,3% rispetto alle città metropolitane e di ben il 27% più alto delle altre città del Paese. Sono città che ospitano imprese di eccellenza del Made in Italy e ad alto contenuto innovativo, città che esprimono dinamismo sociale, culturale ed economico e creano opportunità concrete per contrastare lo spopolamento e l’insufficiente dotazione di infrastrutture fisiche e digitali. Le città intermedie accolgono 10.690.518 residenti, il 18,1% della popolazione italiana (dati al 2024); 95 Comuni capoluogo non metropolitani; 33 Comuni non metropolitani con presenza o accessibilità ai servizi essenziali e un indice di offerta turistica maggiore o uguale a 4,6 posti letto ogni 100 abitanti; 29 Comuni non metropolitani, con presenza o accessibilità ai servizi essenziali, Centri di un Sistema Locale del Lavoro con specializzazione produttiva prevalentemente manifatturiera. Oltre la metà (83 Comuni) ha una dimensione demografica che va dai 50mila residenti e oltre. La città più grande è Verona con 255.298 residenti; seguono le città di Padova (207.502 residenti), Trieste (198.843 residenti), Brescia (198.259 residenti) e Parma (198.121 residenti). In termini di superficie la città più grande è Ravenna con un’estensione di 651,85 chilometri quadrati di territorio, mentre Riccione è la città con la minore superficie territoriale, pari a 17,9 chilometri quadrati. La città più densamente popolata è Monza, con 3.758 abitanti per chilometro quadrato, mentre Enna è la città che registra la minore densità abitativa, con 71 abitanti per chilometro quadrato. Dal 2010 a oggi la classifica dei tassi di crescita delle imprese ha sempre visto primeggiare le aree metropolitane, così come le città intermedie. Prendendo in considerazione le 12 regioni che presentano all’interno dei propri confini almeno un’area metropolitana si nota come in ben 8 (Piemonte, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Calabria, Sicilia e Sardegna) le città intermedie fanno registrare un tasso di crescita superiore alle aree metropolitane. Oltre che per la qualità della vita queste realtà si distinguono per una produzione di valore aggiunto pro-capite superiore alla media nazionale del 16% – 34.154 euro contro 29.534 euro, dati del 2022 – e per una capacità di resistere meglio, in prospettiva, all’inverno demografico. Si stima, infatti, che nelle città intermedie tra il 2024 e il 2050 la popolazione diminuirà del 4,5%, mentre nel resto d’Italia questa contrazione raggiungerà quota 7,3%. Gli esiti del Primo Rapporto, realizzato prima della pandemia, restituirono profili di città determinate a fare futuro, con un ben definito progetto di città e percorsi necessari per realizzarlo, con modi e forme differenti nel delineare gli obiettivi e nell’attivare azioni condivise tra Istituzioni, imprese e cittadini. Gli esiti di questo Secondo Rapporto ci consegnano profili di città determinate a creare opportunità per contrastare le vulnerabilità dovute al progressivo invecchiamento della popolazione, allo spopolamento, all’insufficiente dotazione di infrastrutture fisiche e digitali. “Pur facendo la tara della mia passione per i processi di autopropulsione della nostra società, scrive il Presidente del Comitato Scientifico di Mecenate 90, Giuseppe De Rita, devo riconoscere che, atterrando ancora una volta sulla realtà (nelle dieci città di Caltagirone, Catanzaro, Chieti, Lecco, Livorno, Macerata, Novara, Padova, Salerno, Taranto) trovo certo delle fragilità antiche e nuove, ma trovo specialmente una forte tensione a crescere e una forte “soggettualità” di sviluppo collettivo”. E il Presidente di Mecenate 90 Daniele Pitteri aggiunge: “Rispetto alle dinamiche di sviluppo dell’ultimo Novecento e del primo decennio di questo secolo, le città intermedie tendono a disegnarsi e a definirsi per differenziazione, definendo una propria ‘dimensione immateriale’ attraverso l’esaltazione dei caratteri di unicità e di tipicità, tuttavia pensando e definendo il proprio posizionamento in una dimensione internazionale che valorizza, armonizzandoli, la tensione allo sviluppo economico e la qualità della vita sociale”. Qui per scaricare la sintesi del Rapporto “L’Italia policentrica. Il fermento delle città intermedie”: https://www.tagliacarne.it/files/251127/sintesi_italia_policentrica_mecenate90.pdf Giovanni Caprio
Il Kerala comunista è il primo Stato dell’India a sradicare la povertà
Lo Stato indiano del Kerala è diventato il primo del Paese a sradicare la povertà estrema, con un anno di anticipo rispetto al previsto, grazie a un programma “meticolosamente pianificato” guidato dal Partito Comunista Indiano (Marxista).  Il primo ministro Pinarayi Vijayan ha annunciato il risultato raggiunto il 1° novembre. “Questa […] L'articolo Il Kerala comunista è il primo Stato dell’India a sradicare la povertà  su Contropiano.
La rivolta della Gen-Z in Nepal riguarda lavoro, dignità. E un modello di sviluppo fallito
Kathmandu è sull’orlo della crisi non a causa di “app”, ma perché una generazione cresciuta con la promessa di democrazia e mobilità sociale si è scontrata con un sistema economico e politico che continua a chiudere ogni porta. Il grilletto immediato è stato normativo: il governo ha ordinato a 26 […] L'articolo La rivolta della Gen-Z in Nepal riguarda lavoro, dignità. E un modello di sviluppo fallito su Contropiano.