Molfetta, Carabinieri armati al Liceo “Fornari” per incontri formativi con cani molecolari
L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università riceve
la segnalazione dell’iniziativa “Cultura della legalità”, annunciata nella
circolare interna del Liceo “Vito Fornari” di Molfetta (clicca qui), attraverso
un commento entusiasta pubblicato sulle pagine Facebook il 12 marzo. Chi ha
redatto il post entra nel merito dell’incontro che, come ormai accade in
tantissime scuole d’Italia, si occupa di educare, o meglio di formare al
rispetto della legge. La formazione, offerta anche in questo caso dai
Carabinieri, concerne l’attività di prevenzione e di dissuasione dall’uso di
sostanze stupefacenti.
Quali? Tutte, perché nel nostro Paese ogni psicotropo è messo sullo stesso
piano, dai derivati della canapa fino a quelli sintetici. Tutti non proprio,
visto che sono piuttosto diffuse le pratiche di medicalizzazione del disagio non
solo adulto e adolescenziale, ma anche infantile, e di somministrazione di
benzodiazepina in varie versioni farmaceutiche.
Del resto, a Molfetta come altrove, del commercio di droghe illegali si occupano
le mafie. Di criminalizzazione dei giovani, del loro potenziale distruttivo e
autodistruttivo, molto dicono le agende governative che hanno a tema la
sicurezza, mentre la cronaca ci aggiorna sui misfatti commessi da giovani
disturbati, atti a suscitare lo scandalo e la paura degli adulti (clicca qui).
Sulla percezione della pericolosità dei minorenni, soprattutto quando
appartenenti a nuclei famigliari non italiani, ne scriveva già nel 2001 il
sociologo Alessandro del Lago (Giovani, stranieri e criminali, Manifestolibri).
La convinzione che sia da educare/formare l’appartenenza allo Stato (sic!),
unica via per stare nel circuito della legalità, come recita la circolare della
Dirigente del liceo, è rafforzata dalla diffusa percezione dell’insicurezza di
cui le giovani generazioni sono sia i fautori che le vittime.
Ricordo che della cosiddetta “insicurezza percepita” ne parlavano anche
documenti ministeriali nel 2007, sotto il secondo Governo guidato da Romano
Prodi e con Giuliano Amato al Ministero degli Interni (2006-2008), relativamente
alle violenze negli stadi e nelle vie adiacenti, prima e dopo le competizioni.
Percepire: provare con i sensi, con tutto il corpo, il rischio delle offese e
dunque la paura. La stessa che, in maniera controintuitiva, si genera quando un
quartiere viene classificato come zona rossa e le gazzelle della polizia, le
auto dei carabinieri, sostano nei punti di incontro, soprattutto giovanili,
presso le stazioni e gli edifici pubblici.
Al “Fornari” la presenza dei carabinieri fruisce del rinforzo offerto dall’Onlus
di volontariato Sermolfetta e dall‘ANPAS, associazione nazionale di pubblica
assistenza presso la quale è possibile svolgere anche il servizio civile. Questi
incontri sono funzionali anche a presentare realtà territoriali che possono
dialogare con la scuola per arricchire i percorsi di Educazione Civica, come
annota la circolare interna che invita gli insegnanti in servizio a trascrivere
l’attività sul registro elettronico.
Al liceo vengono mostrati anche i cani poliziotto, i cosiddetti molecolari
(percettori di molecole attraverso il potentissimo olfatto) che danno un tocco
simpatico all’incontro, versione aggiornata di Rin Tin Tin, il pastore tedesco
protagonista della serie televisiva degli anni Cinquanta.
Tuttavia, chi chiediamo, per avviare progetti sul consumo di stupefacenti tra
i/le giovani, non sarebbe meglio, piuttosto che chiamare i Carabinieri armati e
in divisa, che la scuola si attivasse in una campagna informativa sugli effetti
di vari tipi di droghe nella chimica del cervello e nel comportamento? Chiamando
qualche tossicologo e/o neurologo a informare e interloquire con gli studenti e
le studentesse?
In tal modo la scuola cercherebbe di adempiere al suo impegno di formare
cittadini e cittadine consapevoli e informate anziché ricorrere a un metodo
puramente repressivo e punitivo, sanzionatorio, ottenendo sicuramente risultati
educativi migliori.
Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle
università
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