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No all’IMEC! – No al porto di Trieste base di Nato e Israele!
Il 17 marzo il ministro degli Esteri Antonio Tajani sarà a Trieste per suggellare la candidatura del nostro porto a principale collegamento tra l’Europa e il regime sionista attraverso il corridoio IMEC. Al convegno parteciperanno esponenti diplomatici e personalità politiche di tutti i paesi coinvolti, compresi Stati Uniti e Israele. Il piano prevede di legare il porto di Trieste con quello di Haifa, principale infrastruttura militare marittima di “Israele”, in aperta sfida agli interessi cinesi nel Mediterraneo. In questo modo, il nostro scalo verrebbe trasformato in un avamposto strategico della NATO.  Trasformare Trieste in un porto militare significa renderla un potenziale obiettivo di guerra, mettendo a repentaglio la sicurezza di tutti i cittadini. Queste scelte bellicose non rappresentano solo un pericolo concreto per la nostra incolumità, ma violano anche la neutralità e la demilitarizzazione stabilite dalla Risoluzione 16/1947 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e dal Trattato di Pace di Parigi del 1947, attraverso l’istituzione del Territorio Libero di Trieste. Nessun futuro economico, solo crisi e militarizzazione A fronte di questi gravissimi rischi, cosa ci viene offerto? L’IMEC non prospetta alcuna reale crescita economica per Trieste, già in piena crisi e ridotta a un cimitero di fabbriche. Il progressivo assoggettamento del porto alla logica della NATO e il sistematico rifiuto della sua internazionalizzazione – prevista dal Trattato di Pace – stanno condannando il futuro economico della città. Il governo Meloni, in cambio della nostra trasformazione in base militare, ci offre solo una crisi industriale senza fine. Smantellamento del tessuto produttivo e trasformazione in avamposto bellico vanno di pari passo, entrambi rispondono a logiche estranee ai nostri interessi. Mobilitiamoci contro la terza guerra mondiale È il momento di mobilitarci per respingere la volontà del governo di trasformare il nostro porto e il nostro territorio in una base strategica al servizio dell’imperialismo USA, dei sionisti e delle potenze della NATO, cioè delle forze responsabili della deriva globale verso la terza guerra mondiale. Non vogliamo che la nostra città venga utilizzata come retroterra per il genocidio in Palestina, per il conflitto con la Russia e per le aggressioni statunitensi e sioniste, come oggi stiamo drammaticamente vedendo in Iran e in tutto il Medio Oriente. I nostri soldi siano spesi per la sanità, la scuola, per le pensioni e i salari, non per i profitti dei produttori di armamenti. DIAMO IL MALVENUTO A CHI VOREBBE TRASFORMARCI IN UN BASTIONE MILITARE- PRESIDIO IL 17/3 ALLE ORE 17:30 IN PIAZZA GRANDE/UNITA! COMITATO NO IMEC Coordinamento No Green Pass e Oltre Fronte della Primavera Triestina Partito Comunista Partito dei CARC Socialismo Italico Tavola per la pace FVG Redazione Friuli Venezia Giulia
March 12, 2026
Pressenza
Solidarietà a Cuba!
Al criminale blocco navale ed economico imposto dall’imperialismo USA a Cuba rispondiamo con la solidarietà. Stiamo raccogliendo medicinali e materiale sanitario da destinare alla popolazione cubana. Unisciti! Per la raccolta ci trovi • ogni LUNEDI’ di marzo 2026 in via del Bosco 3, Trieste – dalle 17 alle 19 • ogni GIOVEDI’ di marzo 2026 in via del Bosco 12/C, Trieste – dalle 17 alle 19 Non portare medicinali che necessitano basse temperature per la loro conservazione. Porta solo confezioni integre, ben conservate, non scadute né a scadenza breve. LA SOLIDARIETÀ È UN’ARMA, USIAMOLA! Coordinamento No Green Pass e Oltre Redazione Friuli Venezia Giulia
March 11, 2026
Pressenza
Nè guerra nè armi nel nome di Trieste
Sabato 25 ottobre alle 10.30 saremo in piazza della Borsa a Trieste per manifestare contro l’ennesima cerimonia all’insegna del militarismo che coinvolge la nostra città. Questa volta si tratta della consegna in pompa magna, il 26 ottobre, della “bandiera di guerra” alla nuova portaerei italiana, a cui è stato dato il nome di “Trieste”, nella ricorrenza del cosiddetto “ritorno alla madrepatria”. Una celebrazione volta a legittimare il ruolo di Trieste come porto di guerra, come previsto nei piani del Trimarium e dell’Imec. Non possiamo stare silenti mentre un porto che dovrebbe essere demilitarizzato e neutrale secondo il diritto internazionale viene utilizzato per i piani di guerra della Nato, degli Usa, dell’Ue e del regime genocida sionista. Coordinamento No Green Pass e Oltre Redazione Friuli Venezia Giulia
October 25, 2025
Pressenza
La verità è più forte della denigrazione
Ancora una volta (e non sarà certo l’ultima) vengono utilizzate parole a sproposito, in un’accezione ingannevole, contrarie ad una corretta esposizione. Ciò è avvenuto, nello stesso giorno, domenica 7 settembre 2025, sul quotidiano triestino Il Piccolo e nell’edizione radiofonica del TGR del Friuli Venezia Giulia. Si è trattato dell’uso di due termini: no vax e antisemita. Il primo è stato utilizzato nel Giornale Radio del mattino di domenica 7 quando, rifacendo la cronaca della manifestazione del giorno precedente, a favore della Global Sumud Flottilla, è stato riferito che “è stato esposto uno striscione,poi contestato da alcuni, da parte dei no vax”. Lo striscione contestato era stato esposto, firmato , dal Coordinamento No Greenpass e Oltre. No vax è definito chi si oppone al metodo della vaccinazione in assoluto; no green pass è chi ha ravvisato nell’obbligo di vaccinazione anti Covid19, una prevaricazione alla libertà di scelta della cura , in quel frangente. No green pass non significa no vax anche se , si comprende, si fa prima a dire no vax e , senza andare troppo per il sottile, si fa passare una deformazione concettuale, rinnovando equivoci già sorti e causa di denigrazioni sconfitte anche da sentenze giudiziarie. Sarebbe, inoltre, il caso che giornalisti abbiano il buon senso di denominare i gruppi di attivisti che scendono in piazza con il loro nome. Se il Coordinamento No Green Pass e Oltre ha questa denominazione, è irriguardoso definirlo genericamente come “no vax”. Più grave, a nostro avviso, è il secondo “equivoco” linguistico, rintracciabile a pagina 6 del quotidiano Il Piccolo, di domenica 7 settembre, ove si riportano le dichiarazioni di Mauro Gialuz, del Comitato organizzatore delle manifestazione del 27 maggio e 29 luglio per Gaza: “il Comitato si dissocia e condanna striscioni, parole e slogan antisemiti pur nella più ferma condanna della criminale politica israeliana”. L’antisemitismo è l’odio e la discriminazione verso gli ebrei, basato su pregiudizi razziali e culturali, antisionismo è l’opposizione al sionismo, movimento nazionalista a carattere colonialista, nato alla fine dell’800, promuovendo l’instaurazione di uno “Stato ebraico” in Palestina. In ciò rafforzato dalla cosiddetta Dichiarazione di Balfour, del 1917, che rafforza il colonialismo britannico sulla Palestina prevedendo un “focolare ebraico”. Cosa abbia prodotto il sionismo, sopratutto dal 1948, a seguito della fondazione del regime di Israele, è davanti agli occhi di tutti e oggi mostra il suo apice: pulizia etnica, apartheid e genocidio. È chiaro, perciò, che quando ci si oppone al sionismo, ci si oppone ad un movimento politico colonialista, che nega il popolo palestinese in quanto popolo. Essere antisionisti non è essere antisemiti: non dimentichiamo che nei popoli semiti è compreso il popolo palestinese e che sabato 6 settembre abbiamo manifestato a favore del popolo palestinese e gran parte degli interventi hanno attaccato proprio il sionismo. Da parte nostra, continueremo a mobilitarci al fianco del popolo palestinese nonostante gli attacchi a mezzo stampa che riceviamo. Approfittiamo quindi, anche di queste dovute riaffermazioni di verità per rilanciare la partecipazione al corteo del 15 Settembre contro la militarizzazione del porto di Trieste, che il governo Meloni, attraverso l’Imec, vuole legare direttamente al porto sionista di Haifa. Coordinamento No Green Pass e Oltre, 10 settembre 2025 Redazione Friuli Venezia Giulia
September 14, 2025
Pressenza
Fuori la guerra dal porto franco e internazionale di trieste – Appello per il corteo del 15 settembre
Il 15 settembre del 1947 entra in vigore il Trattato di Pace di Parigi e con esso si costituisce il Territorio Libero di Trieste quale zona neutrale e demilitarizzata, dotata di un porto franco internazionale aperto – secondo il diritto internazionale – a tutti gli stati del mondo. Questo statuto giuridico avrebbe dovuto garantire che Trieste non fosse più merce di scambio e luogo di scontro tra Stati e potenze. Ma il traguardo rappresentato dall’istituzione giuridica del Territorio Libero di Trieste venne soffocato ancor prima di nascere compiutamente. La NATO non poteva permettere che Trieste, data la sua posizione strategica, restasse al di fuori della propria sfera d’influenza. In geopolitica, si sa, la carta, i trattati e il diritto contano ben poco: sono i rapporti di forza – e all’occorenza le armi – a tracciare i reali confini. In questa infuocata fase storica, la sistematica violazione del Trattato di Pace di Parigi per quanto riguarda Trieste si accinge a raggiungere l’apice e a manifestare le sue massime conseguenze. Le folli politiche di riarmo ed espansione della NATO e dell’UE non possono che voler dire una cosa: la guerra si avvicina, e sarà il popolo a pagarne il prezzo. I venti di guerra soffiano sempre più forti ed il porto franco ed internazionale di Trieste, situato in un’ambita posizione strategica, è in prima linea in questa nuova fase di scontro geopolitico. Trieste è infatti negli appetiti di NATO, UE ed Israele, che vogliono rendere il nostro scalo adriatico uno snodo logistico-militare inserito tanto nell’IMEC quanto nella Three Seas Initiative, ovvero programmi geostrategici con finalità militari. L’IMEC (o “Via del Cotone”), rotta che nel suo complesso partirebbe dall’India per arrivare proprio a Trieste, collegherebbe in ambito mediterraneo il nostro porto con quello israeliano di Haifa, mentre la Three Seas Intiative (o “Trimarium”) integrerebbe Trieste in un blocco geopolitico/militare nell’Europa centro-orientale in vista di uno scontro militare con la Russia. Due piani complementari per trasformare Trieste in una fortezza della NATO. E a noi cosa resta? Un territorio sempre più mal amministrato, laddove la crescita della militarizzazione è accompagnata dal collasso industriale e dalle difficoltà economiche. Ci resta il nostro porto, che invece di essere un fiorente punto d’incontro e di scambio, a vantaggio di tutti, diviene uno strumento utile alla proiezione di guerre e/o interessi imperialistici, sacrificato dallo Stato italiano (succube della NATO) che condanna così il porto e l’intero territorio alla definitiva violazione del Trattato di Pace di Parigi. Ma questo non sarà il nostro futuro, e noi a tutto questo diciamo no! Il 15 settembre alle 17:00 in Piazza Sant’Antonio, in occasione del 78esimo anniversario dell’entrata in vigore dello statuto giuridico del TLT, scenderemo in corteo per esigere la piena applicazione del Trattato di Pace di Parigi e rivendicare il nostro diritto di vivere in un Territorio Libero, neutrale e smilitarizzato. Per un futuro di pace, collaborazione e giustizia! FERMIAMO I PIANI DELLA NATO, DELL’UE E DI ISRAELE – FERMIAMO L’IMEC! Comitato 15 settembre: Fronte della Primavera Triestina, Coordinamento No Green Pass e Oltre, Insieme Liberi, Alister, Partito Comunista, Costituzione In Azione, Tavola per la Pace FVG, Multipopolare – OttolinaTV e Socialismo Italico – SOCIT. Redazione Friuli Venezia Giulia
August 31, 2025
Pressenza