Tag - lazio

Cinecittà World: il voto alle donne lo festeggiano le Forze Armate!
«Torna a Cinecittà World alla sua decima edizione, Viva l’Italia, Il più grande evento espositivo e dimostrativo interforze mai realizzato in un Parco Divertimenti». Così il parco divertimenti situato nel comune di Roma pubblicizza l’iniziativa che si terrà dal 4 settembre al 6 settembre. Il parco divertimenti di Cinecittà World nasce dall’idea di privati (Luigi Abete, Aurelio De Laurentiis e Diego Della Valle e vede tra i soci Stefano Cigarini di Gardland) con l’idea di creare un parco a tema cine-televisivo. Affidare la promozione della settima arte a logiche di profitto fa sì che il parco si caratterizzi più come divertimento che come divulgazione della storia e delle tecniche cine-televisive e pertanto di per sé non ha nulla di istruttivo né probabilmente ha la pretesa di averlo nonostante il richiamo a scenografie dantesche e storiche. Tuttavia si presta a quel tipo di processo “educativo non formale o informale” che “comprende quell’insieme di esperienze di tutti i giorni nell’ambito della famiglia, del lavoro e della vita sociale”. Infatti, anche un’offerta di divertimento ha il suo “valore” formativo pur non essendo la stessa cosa di un Museo del cinema, di una visita al Foro Italico o di una visita ad una biblioteca, solo per fare alcuni esempi. Se il valore che guida la realizzazione di un parco giochi è profitto in cambio di divertimento (anche nel senso divertissement di Pascal!) il fine del parco è solo quello di aumentare il numero dei consumatori utilizzando ogni tipo di offerta “appetibile”. Tutto può essere strumentalizzato per aumentare i clienti compreso “gli 80 Anni della Repubblica Italiana e del voto alle donne, una storia di coraggio e democrazia”, tema su cui vertono le “patriottiche” giornate Viva l’Italia! Come si legge sul sito, a celebrare insieme a famiglie e bambini «questo importante traguardo saranno le quattro Forze Armate dello Stato e Forze dell’Ordine – Esercito Italiano, Marina Militare, Aeronautica Militare e Arma dei Carabinieri, con Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria e il Corpo Militare della Croce Rossa. […] unendo il ricordo del passato, oggi più vivo che mai, ad una weekend di gioia, pace e speranza per il futuro. Tra i set dei film che hanno fatto la storia del cinema le Forze Armate e Forze dell’Ordine, daranno vita, con il loro suggestivo e imponente spiegamento di mezzi e persone, ad un evento unico e emozionante». Gioia, pace, futuro affidati a chi fa della guerra il suo mestiere! La presenza di circa 550.000 visitatori l’anno, rende così Cinecittà World un luogo ideale per la propaganda militare: oltre alla patria, la pace e il futuro viene scomodato lo sport, con una Chiara Consonni che felicemente si presta all’acquisizione delle impronte digitali; i giovani impareranno a «diventare poliziotti della scientifica, vigili del fuoco, finanzieri, militari dell’esercito»; tra i mezzi dispiegati, «il veicolo tattico medio multi ruolo, chiamato Orso utilizzato per la bonifica di itinerari», ovvero bonifica di ordigni esplosivi (senza specificare ovviamente che i “buoni” militari sminano campi minati dai militari stessi!); un po’ di buonismo solidaristico che rende le attività una «raccolta fondi per le famiglie delle forze armate» (e non per disoccupati, precari, nullatenenti, senza tetto, bisognosi ecc.); ma soprattutto sono momenti di «sensibilizzazione [tradurre con: propaganda della cultura della difesa] e un’occasione per mostrare l’impegno di tutte le forze in campo in contesti di emergenza» (tradurre con: prepariamoci alla guerra!) (Per la fonte vd. TG5). Il fenomeno di fondere la presenza militare con l’intrattenimento e il tempo libero ha introdotto un neologismo nei paesi anglosassoni: “militainment” (unione di military ed entertainment, in italiano militarismo di intrattenimento, per una intro vedi qui ). Si tratta di una strategia globale (sic!) che utilizza la cultura pop, i videogiochi, i media e i parchi tematici per normalizzare la figura del soldato e facilitare il reclutamento. Una forma di propaganda che non solo promuove ideali e valori militari presso il grande pubblico, minimizzando le devastanti conseguenze delle azioni militari e delle guerre (e portando a una mancanza di pensiero critico nei confronti delle forze armate e del loro ruolo nella società) ma, per tornare sul piano educativo (non formale e informale), inganna i più giovani su cosa sia la guerra: un gioco, un joystick, una scalata, un addestramento divertente… la commistione tra divertimento e militare in questo è pericolosa, va oltre la normalizzazione delle guerra e apre a immaginari dispotici (o reali?) per il messaggio che implicitamente trasmette: il mondo militare è un gioco divertente, un parco divertimenti e con esso anche la guerra. Le foto di bambini armati e sorridenti mostrano proprio come questo messaggio sia pericoloso e quanta manipolazione dell’infanzia ci sia dietro questi eventi. Gli 80 Anni della Repubblica Italiana e il voto alle donne, sono temi estranei a Viva l’Italia; palesi sono invece gli obiettivi dell’evento: rendere familiari e affascinanti i linguaggi, le strategie e le estetiche della guerra, trasformare il parco in un vero e proprio canale di reclutamento simulato, in cui l’esperienza militare viene presentata come un’avventura divertente (grazie anche all’elevata tecnologia) e soprattutto priva delle reali conseguenze tragiche del conflitto. E tutto ciò al costo di 39 euro al giorno per adulto e 30 euro per bambino! Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Roma. In pieno agosto valanga di “Cartelle Pazze” agli inquilini delle case popolari
Le richieste inviate dalla Società Aequa Roma possono essere semplici diffide o veri e propri accertamenti. Saltano subito agli occhi i periodi che le richieste coprono: fino a 40 anni fa! Asia-Usb lancia una mobilitazione per il 24 settembre, alle ore 15, in piazza Giovanni da Verrazzano 7, sede del Dipartimento […] L'articolo Roma. In pieno agosto valanga di “Cartelle Pazze” agli inquilini delle case popolari su Contropiano.
September 5, 2026
Contropiano
Roma. Intimidazione sionista alla sede del Ponte per..
Nella mattinata di lunedi un uomo ha fatto irruzione nella sede di Un Ponte Per a Roma e ha iniziato a insultare violentemente i presenti, accusandoli di essere «supporter del terrorismo» e di «Hamas». Ha concluso così il suo discorso delirante: «I musulmani che supportate vi taglieranno presto la gola». […] L'articolo Roma. Intimidazione sionista alla sede del Ponte per.. su Contropiano.
September 1, 2026
Contropiano
Roma, 21-22 novembre: 3° Forum nazionale Scuole per un’educazione nonviolenta
SABATO 21 NOVEMBRE 2026 ORE 9.00 – 18.00 DOMENICA 22 NOVEMBRE 2026 ORE 10.00 – 13.00 PRESSO ISTITUTO COMPRENSIVO SINOPOLI FERRINI VIA P. MASCAGNI, 172 – ROMA Dopo un anno di lavoro condiviso online, ci ritroviamo per la III edizione del Forum nazionale per un’educazione nonviolenta in presenza. Quest’anno il Forum cresce: per la prima volta saranno due giornate di incontro! La prima dedicata a laboratori e tavole rotonde. La seconda dedicata ai gruppi di ricerca e ai percorsi condivisi tra scuole e reti. Due giornate per scambiare pratiche, costruire ricerca comune e mettere insieme esperienze. Siamo stati il primo Forum nazionale ad aprire uno spazio stabile di confronto su questi temi, e mai come oggi sentiamo la necessità di unirci, mettere insieme esperienze, strumenti e visioni. Abbiamo invitato anche le associazioni che si occupano di pace e nonviolenza per facilitare l’incontro con le scuole. L’incontro è aperto a docenti, educatori, educatrici, associazioni che lavorano con le scuole, studenti universitar3, genitori, professionist3 del settore. PARTECIPAZIONE GRATUITA La giornata costituisce iniziativa di formazione ai sensi della Direttiva n. 170 del 2016. I/le docenti partecipanti hanno diritto all’esonero dal servizio e all’attestato di partecipazione. A breve tutte le informazioni e il programma. Questa terza edizione oltre al comitato promotore, composto da Rete ED.UMA.NA, Rete Polo Europeo della Conoscenza, Rete Scuole che Promuovono Salute, Osservatorio contro la Militarizzazione delle Scuole e dell’Università, IC Nazario Sauro–Rinascita e Istituto Comprensivo Sinopoli Ferrini, vede la collaborazione per l’organizzazione sul territorio delle associazioni Energia per i Diritti Umani e La Comunità per lo Sviluppo Umano. CLICCA QUI PER ACCEDERE AL MODULO ISCRIZIONI -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Esplosione a Colleferro: rischi industria bellica e domande per la sicurezza della cittadinanza
COMUNICATO STAMPA L’esplosione avvenuta ieri, intorno alle 14:30, nello stabilimento KNDS Ammo Italy di Colleferro, impone una riflessione non più rinviabile sulla sicurezza degli impianti industriali legati alla produzione di materiale bellico. L’esplosione ha interessato l’area dello stabilimento di KNDS di Colleferro. Sono in corso gli interventi dei Vigili del Fuoco e degli altri soccorritori, mentre saranno le autorità competenti ad accertare dinamica, cause ed eventuali conseguenze dell’incidente. Quanto successo a Colleferro pone una domanda inevitabile: cosa sarebbe successo se un incidente di questa natura fosse avvenuto ad Anagni, nello stabilimento KNDS in località La Macchia, con la produzione di nitrogelatina? È esattamente lo scenario che l’Assemblea No War Valle del Sacco denuncia da tempo. Quello che è accaduto dimostra che parlare di sicurezza, prevenzione e rischio industriale non significa fare allarmismo, ma interrogarsi prima che accada un incidente, non dopo. Se fosse successo ad Anagni in questo periodo, con le attività che si prospettano per quello stabilimento, quali sarebbero state le conseguenze? E soprattutto: il territorio sarebbe realmente pronto a fronteggiare un’emergenza di questo tipo? Sono domande alle quali le istituzioni devono rispondere pubblicamente, con dati e informazioni verificabili. A Colleferro esiste un presidio locale dei Vigili del Fuoco e, nell’emergenza di ieri, risultano coinvolte anche squadre provenienti da altri territori. Ad Anagni quale sarebbe il presidio di riferimento in caso di un incidente grave alla KNDS? Quali sarebbero i tempi effettivi di arrivo dei Vigili del Fuoco? Quali mezzi e quali squadre specialistiche sarebbero immediatamente disponibili? E cosa accadrebbe nel caso in cui, contemporaneamente, i mezzi del territorio fossero impegnati in un’altra emergenza, come un incendio di vaste proporzioni nella zona della Macchia o un grave incidente sull’autostrada? Non è sufficiente sapere che esiste, in astratto, una rete di soccorso. Quando si parla di un impianto che tratta materiale altamente esplosivo, bisogna sapere esattamente chi interviene, in quanto tempo, con quali mezzi e secondo quali procedure. L’Assemblea No War Valle del Sacco ribadisce quindi la propria contrarietà alla trasformazione della Valle del Sacco in un polo della produzione bellica e di materiali esplosivi. Non accetteremo che alla storica emergenza ambientale si aggiunga una nuova dimensione di rischio industriale e militare, senza un confronto pubblico trasparente e senza garanzie sulla sicurezza delle popolazioni. L’esplosione di ieri a Colleferro ci ricorda che il rischio non è un’ipotesi astratta. E allora la domanda resta: se fosse successo ad Anagni, oggi, cosa sarebbe successo alla Valle del Sacco? Teniamo alta l’attenzione, seguiranno aggiornamenti. Assemblea No War Valle del Sacco Disarmiamoli – Valle del Sacco Pubblicato anche su https://infoinrete.blogspot.com/. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Dossier BDS “Scuole e industria militare: forme e dispositivi della complicità con il genocidio. Il caso di Roma”
Rilanciamo con piacere il dossier, intitolato “La scuola di Leonardo” e curato da BDS Roma (clicca qui), il quale analizza criticamente il legame tra il sistema d’istruzione pubblico e l’industria militare, concentrandosi sul caso specifico di Roma e provincia e sul ruolo della multinazionale della difesa Leonardo S.p.A. Come da tempo l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università denuncia, anche il movimento BDS contesta a Leonardo il coinvolgimento commerciale e industriale con l’apparato militare israeliano, specialmente in relazione alle operazioni nella Striscia di Gaza (es. fornitura di cannoni navali OTO Melara, velivoli M-346, e rimorchi pesanti). Secondo il dossier, i programmi scientifici, didattici e le iniziative STEM proposti nelle scuole servono all’azienda per ripulire la propria immagine pubblica e normalizzare l’economia di guerra e i dispositivi di controllo sociale agli occhi delle nuove generazioni, una sorta di pernicioso Social e Peace Washing. Viene denunciato, inoltre, il passaggio della scuola pubblica a un paradigma neoliberale in cui l’istruzione è subordinata alle esigenze di mercato (“capitale umano”). L’aziendalizzazione e la militarizzazione scolastica sostituiscono lo sviluppo del pensiero critico con la formazione di competenze immediatamente spendibili nell’industria bellico-tecnologica. L’inchiesta, condotta tramite un’analisi sistematica dei siti web istituzionali (SWDA), ha mappato la capillarità di Leonardo nelle scuole di Roma ed è risultato che: * Scuole secondarie di II grado: Su 125 istituti statali analizzati a Roma, ben 19 (il 15,2%) presentano collaborazioni formali con Leonardo o con la Fondazione Leonardo. Le interazioni avvengono tramite percorsi di Formazione Scuola Lavoro (FSL / ex PCTO), orientamento e progetti STEM. * Il caso del “Liceo Digitale”: All’IIS Carlo Matteucci di Roma è stata attivata dal 2022 una sperimentazione curricolare strutturata in cui esperti di Leonardo co-progettano i programmi ed entrano direttamente in classe nel quinquennio scolastico per insegnare intelligenza artificiale, machine learning e Python. * Centri di Formazione Professionale (CFP): È emerso un accordo formale e continuativo (rinnovato dal Sindaco Metropolitano a inizio 2024) con il CMFP di Acilia per un corso triennale gratuito in Cybersecurity, integrato da stage nell’azienda. * Editoria scolastica: Viene evidenziata la partnership tra Fondazione Leonardo e la piattaforma digitale HUB Scuola (Gruppo Mondadori), che distribuisce video-lezioni di esperti Leonardo usate nella didattica ordinaria di tutta Italia. Gli autori segnalano che il quadro descritto rappresenta solo la punta dell’iceberg. Molti eventi e accordi vengono gestiti tramite canali interni e non pubblicamente rendicontati nei siti web delle scuole. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università è al fianco di BDS nel mettere in atto campagne di boicottaggio. Il dossier supporta, infatti, azioni di collettivi studenteschi e reti sindacali (come Docenti per Gaza o RUP) per spingere gli istituti e la Città Metropolitana di Roma all’interruzione di qualsiasi accordo duale e alternanza scuola-lavoro con l’industria delle armi, richiamando l’Articolo 11 della Costituzione. Scarica qui il dossier in pdf. la scuola di Leonardo – dossier_web3Download Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Vietato parlare di Gaza: l’accertamento senza oggetto. Conferenza stampa del 4 agosto 2026, Camera dei deputati
Il 4 agosto, nella Sala Stampa della Camera, si è tenuta la conferenza stampa “Vietato parlare di Gaza: docenti sotto ispezione”, promossa dalla deputata Stefania Ascari. Sono intervenuti Massimo Sabbatini e Marina Boscaino del Liceo “Vivona” di Roma, Salvatore Bullara del Liceo “Righi” di Roma, lo studente Adriano Cerri, Dario Furnari per USB Scuola e Tommaso Marcon per OSA. I fatti sono già noti: il messaggio di Sabbatini agli ex studenti il 6 luglio, l’articolo del Tempo due giorni dopo, le convocazioni dell’USR Lazio dal 9 luglio (clicca qui per i dettagli). Meno noto è il meccanismo con cui si sono svolte. Quello che vogliamo mettere in luce è appunto il meccanismo, le sue conseguenze e le reazioni contro di esso a tutela della scuola come luogo fondante della democrazia. Le convocazioni erano prive di oggetto, per docenti, studentesse e studenti allo stesso modo. Nessuno — Sabbatini incluso — sapeva di cosa rispondere. Sono stati convocati tutti i docenti uomini di latino e greco dell’istituto e i rappresentanti di classe delle quinte: lo stesso identikit anonimo — “un professore di latino e greco di un liceo di Roma” — con cui «il Tempo» aveva aperto il caso. Il mandato non è pubblico. Non si può dire che un oggetto non esistesse, solo che non è mai stato reso noto ai convocati — ed è questa la circostanza che conta. La FLC CGIL di Roma e del Lazio ha parlato di un’azione avviata «in assenza, per quanto è dato sapere, di qualsiasi contestazione formale, di un mandato reso noto, di un oggetto dichiarato». Secondo la stampa, gli ispettori avrebbero poi indicato come oggetto la diffamazione del docente da parte del quotidiano, e l’accertamento si sarebbe chiuso senza rilievi: nessuna nota ufficiale lo conferma. Certo è solo che nessun provvedimento è stato adottato. 1. UNA SOLIDARIETÀ CHE NON È SENTIMENTO Cerri, rappresentante d’Istituto e di Consulta, ha riferito che ad alcuni studenti sono stati ispezionati anche i telefoni — fatto gravissimo, al di fuori da ogni prerogativa ispettiva — e ha parlato di solidarietà tra studenti, studentesse e docenti. Non è un moto d’animo: è il riconoscimento di una condizione comune. Trattandosi di rappresentanti delle quinte, erano tutti maggiorenni: la differenza di tutela con un docente di ruolo, che dispone di un procedimento disciplinare codificato, non è dunque quella tra un adulto e un minore, ma tra chi ha uno statuto professionale riconosciuto e chi ne è privo. Anche questa differenza viene azzerata in partenza dall’assenza di un oggetto dichiarato. Senza addebito non ci sono garanzie da attivare. La solidarietà emersa tra docenti, studentesse e studenti costituisce un elemento rilevante: contrasta l’aspettativa delatoria dell’ispezione. Storicamente è apparsa nei momenti di crisi sociale e politica: numerosi gli esempi durante il fascismo e la Resistenza. Il Sessantotto non offre un’alleanza pronta: l’occupazione di Palazzo Campana, nel 1967, colpiva proprio l’autoritarismo dei docenti, e chi tra loro mostrò apertura — Bobbio, Paci — fu a sua volta contestato. Tuttavia le pressioni portarono alla legge Codignola del 1969, che apriva a tutti i corsi di laurea — privilegio fino ad allora del liceo classico — l’accesso dei diplomati di ogni percorso quinquennale. L’alleanza si costruisce dopo, sulle 150 ore del 1973 e sugli organi collegiali del 1974: le stesse cariche che oggi, al “Vivona”, portano i nomi di Boscaino e Cerri. Furnari (USB) ha esteso l’asse ai lavoratori e alle lavoratrici, dentro una lettura più ampia della scuola neoliberista. Le mobilitazioni di settembre-ottobre 2025 sono state lette come un ritorno agli anni Settanta: il paragone regge sull’asse studenti-lavoratori, che in quelle piazze si è ricomposto davvero. Quello che riemerge oggi al Vivona è un altro asse, più recente e meno scontato, prodotto da un dispositivo che ha convocato tutti con lo stesso metodo e lo stesso silenzio. 2. UN ORGANO COSTITUZIONALE “La scuola è il primo strumento della democrazia”, ha detto Cerri. Boscaino ne ha dato la cornice giuridica — articoli 33 e 34, pluralismo, laicità, inclusione — e una precisazione controintuitiva: nel caso Sabbatini la libertà di insegnamento non è in gioco, perché il messaggio è stato inviato a esami conclusi, tra privati cittadini. Che il docente non stesse insegnando non attenua l’anomalia dell’ispezione: la aggrava. Ha chiuso citando Calamandrei: «La scuola, come la vedo io, è un organo “costituzionale”. Ha la sua posizione, la sua importanza al centro di quel complesso di organi che formano la Costituzione. Se si dovesse fare un paragone tra l’organismo costituzionale e l’organismo umano, si dovrebbe dire che la scuola corrisponde a quegli organi che nell’organismo umano hanno la funzione di creare il sangue, gli organi ematopoietici, quelli da cui parte il sangue che rinnova giornalmente tutti gli altri tessuti» (11 febbraio 1950). Un ufficio che convoca per categoria, senza addebiti, non vigila su un settore amministrativo qualsiasi: interviene su un organo costituzionale. E se la funzione è ematopoietica, il danno non si misura sulle settimane di audizioni: un organismo che smette di produrre sangue non lo segnala all’istante, ma gli effetti nel tempo sono devastanti. 3. L’INTIMIDAZIONE NON HA BISOGNO DELLA SANZIONE Bullara, già ispezionato al “Righi” per aver parlato di Palestina, l’ha detto con la massima economia: non serve la sanzione, basta agitare le acque. È il chilling effect — l’autocensura per paura delle conseguenze, anche quando nessuna conseguenza arriva — e il caso “Vivona” ne è la prova sperimentale: nessun rilievo, e tutti gli effetti — telefoni ispezionati, un corpo docente che ha imparato che “restiamo umani” può costare una convocazione. L’assenza di oggetto non è un vizio, ma è funzionale. Un addebito formulato sarebbe stato contestabile, e circoscritto. Uno taciuto lascia indeterminato il perimetro del lecito, ed è proprio questa indeterminazione a produrre l’autocensura. Vale anche all’interno: convocare una categoria senza spiegare perché divide senza bisogno di dividere apertamente, perché nessuno sa se sia stato risparmiato o solo non ancora raggiunto. Su un corpo docente già frammentato tra ruolo e precariato, il metodo è efficiente. Che il fronte comune si sia comunque formato, in Parlamento il 4 agosto, non era scontato. 4. IL METODO, NON L’EQUIDISTANZA Bullara ha contestato l’idea che lo studioso debba comportarsi come in un talk show, dando spazio uguale a ogni posizione. Marcon (OSA) ne ha tratto la conseguenza: la scuola neutra non esiste, né esiste democrazia senza conflitto. Lo studioso non lavora per contraddittorio: confronta fonti secondo criteri verificabili, non bilancia posizioni. L’equidistanza chiede al docente di rinunciare proprio a ciò che ne fa la competenza. E poiché lo studioso non punta a convincere, l’oggettività del metodo non implica neutralità dell’esito: se le fonti convergono, converge il giudizio. Confondere le due cose ha un solo effetto pratico: rendere illegittima ogni conclusione, comunque raggiunta. L’indottrinamento si riconosce da qui: è il discorso che chiede adesione senza esporre le fonti. Se le conclusioni fondate non sono simmetriche, il dissenso è la norma del discorso pubblico. Trattarlo come disfunzione da correggere per via ispettiva non protegge il pluralismo: chiede silenzio, e lo chiama equilibrio. 5. LA CASA DI TUTTI Ascari ha ricordato che il Parlamento è la casa di tutti, e ha riassunto il messaggio implicito dell’amministrazione: attenzione a cosa dite, a cosa insegnate. È una lettura, non il contenuto di un atto, e non ha bisogno di esserlo: l’effetto è più efficace non dichiarato. Bullara ha osservato che stampa, politica e sindacati non avevano dato spazio a queste vicende: il 4 agosto quello spazio si è aperto alla Camera, cuore della democrazia e spazio di confronto politico e sociale. Il caso “Vivona”, come tanti altri segnalati dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, si sarebbe chiuso senza rilievi — ma le domande che pone restano senza risposta. È un altro caso, quello su chi lo ha disposto, a restare aperto. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Viterbo: al liceo Mariano Buratti rispunta la scritta “Casa del Balilla”
Il liceo Mariano Buratti di Viterbo è intitolato ad un partigiano che fu arrestato a Roma alla fine del 1943 e fu torturato in via Tasso dai nazifascisti, prima di essere fucilato il 31 gennaio 1944. Quel liceo, prima della fine della guerra, portava il nome del re Umberto I e Mariano Buratti insegnava lì come docente di storia e filosofia. La riconoscenza per il suo sacrificio alla causa della Liberazione spinse l’amministrazione dell’epoca a tributargli la scuola in cui aveva insegnato per diversi anni e a far decadere un’infelice scritta che campeggiava sulla facciata del liceo: Casa del Balilla. A più di ottant’anni dalla fine della Seconda guerra mondiale qualcuno o qualcuna ha deciso, invece, di utilizzare dei fondi europei per ristrutturare la facciata e ricreare dal nulla delle lettere ormai illeggibili e cancellate dal tempo. I lavori non sono ancora finiti ma attraverso i veli che coprono la facciata si intuisce chiaramente che quella scritta è stata riportata a nuova vita. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ci chiediamo come sia possibile sopportare una tale contraddizione, ossia quella di vedere studenti e studentesse che ogni giorno entrano in un liceo intitolato ad un partigiano e, ogni qual volta guardano sulla porta di ingresso, devono trovarsi davanti ad un esplicito richiamo a chi Mariano Buratti lo ha torturato e giustiziato. È chiaro che la discutibile volontà di restaurare un edificio storico (discutibile in prima battuta perché quella scritta era diventata praticamente inesistente) implica una torsione culturale che riporta in primo piano dei valori stracolmi di autoritarismo e di irreggimentazione delle nuove generazioni che come Osservatorio ci sentiamo di rifiutare nettamente. Specialmente in un’epoca in cui tornano a soffiare forte i venti di guerra quelle parole non possono non riportarci alle mente quella miriade di ragazzi e ragazze che a causa del nazifascismo sono stati massacrati o hanno dovuto subire torture ed enormi sacrifici. Per tale ragione chiediamo con forza che non venga sbattuto in faccia a studenti e studentesse quel passato fatto di morte e miseria e che venga rispettata la memoria di Mariano Buratti, uno dei tanti partigiani che hanno garantito la libertà delle future generazioni. Fonte: https://www.tusciaweb.eu/2026/07/deciso-sputare-faccia-mariano-buratti/#gsc.tab=0 Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
L’esproprio e il capitale da preservare
Vale la pena leggere il comunicato con attenzione, perché la sua logica interna è molto istruttiva «Non sussistono le condizioni di legalità e di sicurezza» per consentire, anche solo temporaneamente, l’uso dell’immobile di via Santa Croce in Gerusalemme, a Roma, dove è nato e cresciuto SpinTime. Lo sostiene InvestiRE Sgr. […] L'articolo L’esproprio e il capitale da preservare su Contropiano.
August 9, 2026
Contropiano
“Prelievo illegittimo dal salario accessorio, rischio danno erariale”. Un esposto dell’USB
L’Unione Sindacale di Base contesta l’accordo sul fondo delle risorse decentrate del personale del comparto anno 2026, denuncia alla Corte dei Conti e al MEF il prelievo di 3.487.387,33 di euro dal fondo destinato al personale della Giunta e annuncia una possibile azione collettiva a tutela dei lavoratori. L’Unione Sindacale di Base […] L'articolo “Prelievo illegittimo dal salario accessorio, rischio danno erariale”. Un esposto dell’USB su Contropiano.
August 5, 2026
Contropiano