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‘Mostri sbattuti in prima pagina’ a Torino, come a Milano e dintorni
«Ieri pomeriggio al campo di Strada Aeroporto sono arrivati i giornalisti della redazione ‘Fuori dal coro’, che avevano già trasmesso un video sul campo intitolato ‘Il campo della vergogna‘», riferisce Carla Osella. Oggi Carla Osella, la presidente dell’A.I.Z.O. ROM E SINTI (Associazione Italiana Zingari Oggi) che nella stessa giornata – venerdì 13 marzo scorso – era intervenuta riguardo al ‘caso Verangela Marino’ che da qualche giorno domina nelle cronache torinesi, spiega che i giornalisti di ‘Fuori dal Coro’ “sono entrati nel campo rom senza chiedere permesso a nessuno, perché secondo loro è un campo abusivo” e racconta: > I rom mi hanno subito telefonato per avvisarmi di cosa stava succedendo. > Quindi ho chiesto di mettermi in linea con la giornalista, che però non voleva > ne’ parlarmi ne’ dire chi fosse. > > Allora l’ho invitata a incontrarmi e consentirmi di dare ragguagli sulla > situazione del campo, ma lei non me lo ha permesso, alla mia richiesta > rispondendo con voce alterata. > > E, siccome lei continuava a andare avanti e indietro nel campo, inasprendo la > tensione, ho suggerito ai rom di ritirarsi nelle proprie abitazioni e prendere > la targa della sua auto. > > Allora lei ha detto di essere una collaboatrice della redazione di Mario > Giordano. Quindi le ho chiesti di salutare il suo direttore, che è torinese e > da giovane, quando era un redattore della ‘Voce del Popolo’, veniva con me nei > campi e scriveva sui loro problemi con uno sguardo positivo. > > E, rivolgendomi all’assessore Jacopo Rosatelli, ho chiesto l’intervento dei > Vigili, che però sono arrivati quando i giornalisti erano già andati via! «Non è possibile gestire situazioni con persone che esprimono il loro servizio pubblico con arroganza e condannando il popolo rom come se fosse sempre colpevole di qualcosa e perciò condannabili – commenta Carla Osella – La tensione che scatenano nelle persone che assistono alle loro trasmissioni contro queste popolazioni è grave, stiamo notando l’aumento di antiziganismo nei loro confronti, non facili da gestire. Invece sarebbe importante discutere con calma e vedere anche l’altra faccia del rom… quella vera». Eh già, propio così: in questo periodo in cui tante questioni infiammano gli animi sarebbe necessario che i giornalisti, il cui mestiere è consegnare alla storia le cronache dei fatti mentre accadono, anziché con ‘narrazioni’ scandalistiche e mistificanti descrivessero la realtà onestamente e con rispetto per le vittime della violenza. Ma, sebbene esecrata, la prassi di sbattere il mostro in prima pagina è una consuetudine talmente diffusa in ogni redazione che persino i giornalisti più ‘attenti’ spesso fanno scalpore accusando persone fragili, deboli e marginalizzate colpevoli di ogni male e malanno della società. Come a Torino in questi giorni, recentemente in provincia di Milano i media hanno spesso divulgato frettolosoamente notizie scandalistiche false, e tendenziose, e tanti, anche i ‘migliori’, sono caduti nel tranello di queste menzogne ‘confezionate’ apposta per fomentare polemiche che infervorano tutti gli animi, da una parte e dall’altra delle barricate ideologiche, ed esacerbano i fanatismi di ogni parte. L’estate scorsa dopo che era stata diffusa la notizia che all’autogrill di Lainate un tutista ebreo era stato picchiato da un gruppo di immigrati filo-palestinesi subito molti giornalisti, tra cui persino Gad Lerner, solitamente pacato e cauto, hanno reagito veentemente, con parole molto enfatiche contro l’antisemitismo. In quei giorni poi i furibondi strali dei cronisti e, a ruota, di opinion leader e politici, si sono rivelati ‘fuori luogo’, perché le indagini hanno appurato che i mostri sbattuti in prima pagina sui quotidiani non erano stati carnefici, bensì vittime del loro accusatore, che li aveva provocati e percossi, quindi incolpati di averlo malmenato… Ma il danno è stato irreparabile. Lo scalpore aveva distratto l’attenzione dei giornalisti, così dell’opinione pubblica e persino di molti esponenti della sociatà civile, da altre questioni e, purtroppo, da quelle drammatiche e tragiche che in quel periodo scandivano la quotidianità: la brutalità dei coloni e dei soldati israeliani e l’atrocità del genocidio dei palestinesi. E, sebbene ad esser mostruose fossero la violenza dell’aggressione, la tracotanza dell’aggressore e l’arroganza di chi, in mala o buona fede, si era schierato dalla parte del carnefice, alla veemenza delle accuse rivolte agli aggrediti non è corrisposta una pari replica riparatrice dell’offesa subita dalle vittime ingiuriosamente e ingiustamente colpite, che comunque si sono difese dimostrando cosa fosse loro realmente accaduto, cioè rivelando la verità. Ma sempre più spesso i mostri sbattutti in prima pagina sono persone che soccombono ai loro carnefici e che non possono difendersi rivelando la verità, come le persone uccise a Milano e dintroni che gli avvocati Debora Piazza e Marco Romagnoli difendono onorandone la memoria: > Abderrahim Mansouri, spacciatore marocchino di 28 anni, ucciso con un colpo di > pistola alla testa sparato da 30 metri di distanza da Carmelo Cinturrino, > poliziotto 41enne del commissariato Mecenate. > > Soufiane Ech Chafiy, 20 anni, ucciso a Vigevano dopo un inseguimento con una > volante da un proiettile che lo ha colpito alla schiena e lasciato agonizzante > per 23 minuti – uno in più di Mansouri – prima di chiamare i soccorsi. > Archiviata la posizione dei due poliziotti. > > Younes El Boussettaoui, 39 anni, marocchino senza dimora ucciso con un colpo > di pistola in piazza Meardi a Voghera dall’allora assessore alla sicurezza > Massimo Adriatici, condannato a 12 anni in primo grado. > > Fares Bouzidi, 22enne tunisino condannato in primo grado per resistenza a > pubblico ufficiale: era alla guida dello scooter su cui era seduto dietro Ramy > Elgaml, morto nell’incidente avvenuto durante un inseguimento. Sette i > carabinieri indagati, uno per omicidio stradale per eccesso colposo > nell’adempimento del dovere, gli altri a vario titolo per falso ideologico sul > verbale, false informazioni ai pm, depistaggio per la cancellazione dei video > e favoreggiamento. > > Nachat Rachid, pusher 34enne ucciso nei boschi di Castelveccana (VA) da un > proiettile di gomma sparato con un fucile a pompa Winchester 1˙300 Marine dal > carabiniere Mauro Salvadori, rinviato a giudizio insieme all’allora comandante > del Nucleo Radiomobile Marco Cariola, accusato di averlo coperto. > > Gli avvocati del pusher ucciso a Rogoredo: «Ecco perché difendiamo gli > indifendibili» – Simone Marcer, 25.02.2026 / L’AVVENIRE  E quando il quarto potere si allea con i loro carnefici, le vittime di ingiustizie, sopraffazioni, vessazioni e prepotenze vengono ancor più duramente bersagliate e colpite…   Maddalena Brunasti
March 14, 2026
Pressenza
Torino: capogruppo di Fratelli d’Italia della Circoscrizione 6 aggredita da un rom
Verangela Marino è stata aggredita la sera di lunedì 9 marzo scorso nei pressi del complesso residenziale pubblico di via Ghedini 12. Apprendendo la notizia la presidente dell’A.I.Z.O. ROM E SINTI – l’Associazione Italiana Zingari Oggi fondata nel 1971 per iniziativa di alcuni volontari e 431 famiglie sinti piemontesi – Carla Osella, ha dichiarato: > Negli ultimi tempi la situazione dei rom sul territorio torinese si è > aggravata, in quanto dopo la chiusura dei vari posteggi oltre che del campo di > sosta di Strada Germagnano, molti di loro hanno fatto occupazioni abusive o > vivono nelle piazzuole in varie parti della città. > > Gli atti di violenza sono da contestare sempre, in modo speciale quando ledono > i diritti e la sicurezza di altre persone, di conseguenza contestiamo le > azioni di quell’uomo e la violenza che ne è associata. > > Esprimiamo solidarietà per la consigliera e siamo a disposizione per qualsiasi > confronto e/o necessità. “L’aggressione è durata qualche secondo e una residente è intervenuta allontanando l’esagitato. Marino è poi andata all’ospedale San Giovanni Bosco, dove è stata medicata e dimessa con una prognosi di quattro giorni”, riferisce Davide Petrizzelli su Torino Today mostrando il video che documenta la vicenda. Nell’intervista rilasciata al giornalista Verangela Marino ha raccontato da chi è stata avvicinata, e perché: > È di quelli che stanno nei camper, mi ha minacciata più volte e da settimane > diceva che me l’avrebbe fatta pagare. > > Lunedì sera era ubriaco e strafatto, sembrava un demonio. Non appena mi ha > riconosciuta non ha esitato a colpirmi. > > Mi ero recata lì, come faccio sempre, dopo che i residenti mi avevano chiamata > perché quell’uomo aveva gettato rifiuti in tutta la strada, svuotando i > cassonetti, urlando e sbraitando. > Adesso sono abbastanza provata, è stata un’aggressione brutta e violenta. Ci > sto mettendo un po’ ad andare avanti. > > La cosa più importante, però, è che quella è una situazione che deve cessare a > Regio Parco, poiché è del tutto fuori controllo. > > Tra quelli fuori col camper e quelli dentro i palazzi è davvero > insostenibile. Dobbiamo fare i conti con quella gentaglia e a sentire la gente > chiedere aiuto poiché si trova in questo stato mi si chiude il cuore. > > Il Comune deve fare di tutto per togliere quella gentaglia da lì. I residenti > hanno paura di denunciare le intemperanze di questi soggetti poiché loro li > minacciano di dare fuoco alle loro auto. > > E a chi mi accusa di essere razzista rispondo che qui ci sono i bambini figli > di famiglie marocchine perfettamente integrate che mi chiamano ‘zia’, perché > anche le loro famiglie subiscono le prepotenze di questi qua. I figli dei rom, > invece, non vanno neanche a scuola ma qui gli assistenti sociali non si > vedono. E la violenza che hanno fatto a me le loro donne la subiscono tutti i > giorni.   Redazione Torino
March 12, 2026
Pressenza
Carla Osella: rom e sinti nell’occhio del ciclone politico-mediatico
Sono stati rintraciati tre dei quattro ragazzini che nella mattinata di lunedì 11 agosto a Milano avevano rubato un’auto e investito e ucciso la 71enne Cecilia De Astis. In un post pubblicato il 12 agosto, Matteo Salvini aveva commentato: «Campo ROM da sgomberare subito, e poi radere al suolo, dopo anni di furti e violenze, pseudo “genitori” da arrestare e patria potestà da annullare. Sindaco Sala e sinistre, ci siete???». Oggi è intervenuta Carla Osella, presidente dell’Associazione Italiana Zingari Oggi – Rom e Sinti. I quattro ragazzini erano scappati dal campo nomadi non autorizzato sito nella periferia del capoluogo lombardo in cui erano stati identificati e affidati in custodia alle proprie famiglie. Il 14 agosto dei quattro fuggiaschi una ragazza è stata intercettata sull’autostrada A6 Torino-Savona vicino al casello di Fossano e due fratelli, di 12 e 13 anni, sono stati fermati nella proprietà di Arifa Salkanovica a Beinasco, in provincia di Torino, dove erano arrivati con la madre. «Erano disperati. Terrorizzati. Urlavano. Hanno raccontato cosa è successo, abbiamo cercato di tranquillizzarli – ha spiegato Arifa Salkanovica, una 68enne di nazionalità bosniaca che ha 14 figli e da molti rom è soprannominata “zia” – Sono solo bambini. Erano sconvolti. La sera abbiamo mangiato insieme, abbiamo preso una pizza e hanno dormito qui. Quando all’alba sono arrivati i poliziotti erano spaventati, ma gli agenti gli hanno spiegato che nessuno avrebbe fatto loro del male e li hanno portati via, insieme alla madre» – https://www.milanotoday.it/cronaca/zia_minorenni-incidente-campo-rom.html Nel capoluogo piemontese ha sede l’A.I.Z.O. ROM E SINTI, ovvero l’Associazione Italiana Zingari Oggi fondata nel 1971 per iniziativa di alcuni volontari e 431 famiglie sinti piemontesi, la cui presidente è la torinese Carla Osella. Classe ’46, una suora orsolina, cioè della Compagnia di Sant’Orsola / Comunità delle Figlie di S. Angela Merici, e membro del Comitato Nazionale di Servizio del Rinnovamento nello Spirito Santo, è una pedagogista che nel 1971 si era trasferita ad abitare nel campo nomadi abusivo in cui dimorava un gruppo di sinti piemontesi. Oltre che le iniziative e attività dell’A.I.Z.O., dal 1978 coordina la pubblicazione del bimestrale di antropologia e politica Zingari Oggi e dei Quaderni Romanì. Nel 2011 è stata nominata Commendatore della Repubblica e nel 2012 eletta Commissioner for Holocaust. È la voce narrante di Ti racconto gli Athinganoi – Gli ‘intoccabili’ attraverso l’esperienza dell’Aizo di Carla Osella con rom e sinti, un libro curato da Giancarlo Chiapello ed edito da Ecohs nel 2023, nella cui introduzione papa Francesco I ha scritto “Per Dio nessuno è sbagliato, nessuno è escluso”. Oggi Carla Osella è intervenuta con questa dichiarazione: > Il dramma di Milano ha portato alla ribalta la questione dell’inclusione di > rom e sinti scatenando l’ennesima polemica. > > Sociologi, psicologi, antropologi,… tutti ne parlano, tutti fingendo di sapere > e capire tutto su questa popolazione. > > Perché invece non ascoltare loro, rom e sinti? > > Adesso si parla anche della strategia europea per la loro inclusione, un piano > decennale che si concluderà nel 2030, tra 5 anni. > > C’è è ancora tanto tempo per intervenire… ma facendo cosa? > > Le politiche attuate finora non hanno funzionato, né quelle di destra né > quelle di sinistra. > > La proposta di Salvini ha svegliato dal torpore gli italiani in vacanza, > preoccupati dall’aumento dei costi di ombrelloni e sdraio mentre, per > risolvere a modo suo i problemi della guerra in Ucraina, Trump incontrava > Putin in Alaska. > > Chiudere i campi senza proporre alternative è ingiusto, e irrazionale, eppure > se ne parla. > > Si dice “sbattiamoli via tutti”, parlando di persone come fossero dei vecchi > scatoloni. > > Si parla di sgomberi con le ruspe senza considerare che così riprenderanno le > occupazioni di spiazzi senza servizi igienici e nelle città insorgeranno > nuovamente gli stessi problemi di prima, anche quello dei ragazzini che > corrono di qua e di là infastidendo la gente, rubando… > > Dei bambini rom e sinti si dice che non vanno a scuola. Non è vero! A scuola > ci vanno eccome. Le loro famiglie, anche se con fatica, ce li mandano tutti i > giorni, purtroppo però soltanto finché sono molto piccoli. Intrepellati sulla > motivazione dell’abbandono della scuola, i genitori rispondono che i loro > figli “sono diventati grandi”, in particolare le bambine, che da quando sono > mestruate considerano donne. > > Si pensava che il Decreto Caivano portasse meno evasione scolastica del > passato, e in effetti qualcosina si sta muovendo. > > Tante famiglie si sono inserite nelle comunità urbane e molte hanno acquistato > dei terreni agricoli in cui stabilirsi. La loro struttura non è nucleare, ma > estesa, e la decisione se abitare in condomini o in accampamenti è una loro > scelta. > > Sempre più giovani lavorano e, diversamente dai propri antenati, vogliono > cambiare lo stile di vita tradizionale, ma senza rinnegare le radici culturali > del proprio popolo, che cercano di adattare alla realtà attuale e al mondo che > li circonda. > > È su di loro che si deve puntare, sono loro che si devono ascoltare. > > Ma chi ascolta la loro voce? > > Chi da anni opera “in mezzo a loro” e “al loro fianco” è tacciato di essere > illuso, di perdere tempo perché gli zingari non cambieranno mai… > > Certamente la politica dei piccoli passi della condivisione quotidiana nei > momenti di gioia e di dolore non ha fatto una rivoluzione, ma essere stati > presenti attraverso gli anni ha costruito e consolidato relazioni persistenti > che infondono molte speranze in tutti, anche in loro! > > Perciò facciamo appello al Governo e a tutte le forze politiche sane del > nostro Paese di qualsiasi coalizione appartengono e anche alla Chiesa affinché > ci sediamo ad un tavolo insieme per proporre soluzioni vere e responsabili e > non abbandonare all’indifferenza un popolo che ha diritto di esistere! La foto che ritrae Carla Osella con Francesco I è pubblicata nel reportage di un suo incontro con lui insieme a 500 rom e sinti provenienti da tutta Italia – https://www.istitutosecolareangelamerici.org/carla-osella-dal-papa/ Maddalena Brunasti
August 16, 2025
Pressenza