Dichiarazione del fronte pacifista Israelo/palestinese sul conflitto in corso
80 organizzazioni ebraiche e arabe israeliane a Trump e Netanyahu: ponete fine
alla guerra con l’Iran
In questa Lettera Aperta la coalizione It’s Time avverte che, in mancanza di una
risoluzione del conflitto israelo-palestinese non sarà possibile raggiungere
alcuna stabilità nella regione, e critica il silenzio dell’opposizione politica
israeliana mentre la guerra si intensifica
Ottanta organizzazioni ebraiche e arabe in Israele hanno inviato oggi (lunedì)
una lettera aperta al presidente degli Stati Uniti Donald Trump e al primo
ministro israeliano Benjamin Netanyahu, chiedendo la fine della guerra con
l’Iran e l’avvio di un ampio processo politico regionale volto a risolvere il
conflitto israelo-palestinese e a stabilizzare il Medio Oriente.
Le organizzazioni firmatarie della lettera sono membri della coalizione “It’s
Time”, un’ampia alleanza di organizzazioni per la pace, la riconciliazione e la
società condivisa in Israele.
Nella lettera, le organizzazioni avvertono che in conflitto attuale non sta
affatto migliorando le condizioni di sicurezza, e al contario mette a rischio
l’intera regione:
“È ora di fermare la guerra con l’Iran – una guerra i cui obiettivi non sono
raggiungibili n assenza di una chiara strategia di uscita. Ogni ulteriore guerra
nella regione non fa che avvicinare il prossimo round invece di prevenirlo.”
Secondo le organizzazioni, la guerra con l’Iran non può essere considerata
isolatamente, ma è direttamente collegata agli sviluppi a Gaza e in
Cisgiordania. La lettera sottolinea che, sotto la copertura dell’escalation
regionale, il fragile cessate il fuoco a Gaza è minacciato, la maggior parte dei
valichi resta chiusa limitando il flusso degli aiuti umanitari, mentre la
violenza dei coloni in Cisgiordania continua a intensificarsi, aumentando il
rischio di un più ampio deterioramento della situazione regionale.
Le organizzazioni sottolineano che senza una soluzione politica al conflitto
israelo-palestinese non sarà possibile raggiungere alcuna stabilità regionale:
“Proprio come il conflitto israelo-palestinese è una fonte centrale di
instabilità in questa area, la sua risoluzione sarà la chiave per costruire una
nuova e stabile architettura di sicurezza.”
La lettera critica anche il sistema politico israeliano, in particolare la
mancanza di una chiara voce dell’opposizione ebraica che chieda la fine della
guerra:
«In assenza di una chiara voce politica che chieda la fine della guerra, la
società civile si trova da sola a sventolare questa bandiera che esprime la
volontà della stragrande maggioranza dell’opinione pubblica in Israele, che
vuole la vita, la pace e la fine del ciclo di spargimenti di sangue».
Le organizzazioni affermano che l’appello a porre fine alla guerra fa parte di
uno sforzo più ampio volto a promuovere un processo politico regionale, che
include il mantenimento del cessate il fuoco a Gaza, il contenimento della
violenza in Cisgiordania e la convocazione di una conferenza regionale per
avviare un processo diplomatico volto a risolvere una volta per sempre il
conflitto israelo-palestinese.
Il 30 aprile prossimo, la coalizione “It’s Time” ha previsto la 3za edizione del
People’s Peace Summit a Tel Aviv: il più grande evento contro la guerra in
programma in Israele nel 2026 e il primo grande raduno pubblico che chiede la
fine delle guerre con l’Iran e il Libano e un processo politico regionale.
*Link alla lettera completa:*
https://drive.google.com/file/d/1QTec2mbk2p8p6gZyFXrLew8cpY3LeKe9/view?usp=drive_link
*Informazioni sulla coalizione “It’s Time”*
“It’s Time” è un’ampia coalizione di circa 80 organizzazioni ebraiche e arabe
per la pace e la società condivisa in Israele, che lavorano insieme per
promuovere la fine del conflitto israelo-palestinese attraverso un accordo
politico e per promuovere un futuro di sicurezza, giustizia e uguaglianza per
entrambi i popoli. Nell’ambito del suo lavoro, la coalizione promuove iniziative
pubbliche e diplomatiche, tra cui il People’s Peace Summit, che cerca di
presentare un’alternativa civica al ciclo continuo di conflitti e guerre.
Daniela Bezzi