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Convocazione conferenza stampa per il divieto di presidio dei lavoratori degli hotel
VIETATO IL PRESIDIO DEI LAVORATORI DEGLI HOTEL – CONVOCHIAMO CONFERENZA STAMPA Venerdì 6 febbraio, nella Milano zona rossa per l’attraversamento dalla fiaccola olimpica, la Questura vieta il presidio dei lavoratori e delle lavoratrici degli hotel davanti alla sede dell’associazione datoriale Federalberghi di Corso Venezia 47. Gli hotel sono il settore lavorativo cittadino più precario, fatto di appalti al ribasso, precarietà asfissiante, salari poverissimi, lavoro organizzato a cottimo integrale. E’ anche quello che ha fatto più profitti negli ultimi anni e che li triplicherà durante le Olimpiadi, come i prezzi medi delle camere che secondo le indagini ormai toccano i 400 € a notte per una doppia. Da una parte c’è quindi la città turistificata, cara e del lusso, capitale mondiale dei milionari, con un turismo accessibile solo ai più abbienti, militarizzata per difendere i capi di governo e gli imprenditori; dall’altra ci sono invece lavoratori e lavoratrici costretti sempre di più nei gironi infernali del precariato e degli appalti, che non devono disturbare le sfilate dei potenti. Ma noi non vogliamo arrenderci! Convochiamo per VENERDI’6 FEBBRAIO alle ore 10.30 un presidio e conferenza stampa a Piazzale Loreto, angolo via Porpora, per denunciare l’ennesima repressione delle istanze dei lavoratori. Si cobas L'articolo Convocazione conferenza stampa per il divieto di presidio dei lavoratori degli hotel proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
Le frontiere del turismo e lo sfruttamento delle lavoratrici a Milano!
METTIAMO IN EVIDENZA QUANTO AVVIENE IN QUESTO SETTORE(CHE RIPORTIAMO NEL COMUNICATO) CHE PUR NON ESSENDO QUASI MAI  SOTTO I RIFLETTORI MEDIATICI PER QUANTO RIGUARDA LO SFRUTTAMENTO, IN PARTICOLARE DELLE LAVORATRICI, DA’ PERO’  UNA VISIONE MOLTO CHIARA E REALE DELLE CONDIZIONI IN CUI LAVORANO  INVITANDO  IL LETTORE AD UNA ATTENTA ANALISI DI QUANTO SCRIVIAMO. Milano, hotel di lusso. Di recente, in una struttura alberghiera a 5 stelle di Milano, una lavoratrice del S.I. Cobas del settore turistico ha ricevuto una lettera di trasferimento, per motivi di mancato gradimento da parte della committente , cioè il proprietario dell’Hotel Gallia. A seguito di un incontro sindacale con la società in appalto, è emersa la volontà dirigenziale di voler liquidare qualche lavoratrice con motivi pretestuosi e infondati. Per la nostra iscritta sarà improbabile accettare un trasferimento che le garantisca la possibilità di non aumentare le ore di viaggio visto che abita in un altra regione. Da pochi mesi, Milano è stata incoronata la capitale degli hotel di lusso. Dal 2024 la città è stata attraversata da quasi 10 milioni di persone, turisti e donne e uomini d’affare, che hanno soggiornato in alberghi lussuosi per almeno 2 notti, in camere che prevedono un valore stimato dalle 400 alle 1300 euro per notte: insomma, il costo di una camera per soggiornare al Bulgari hotel di Milano ammonta al salario complessivo di una lavoratrice che abbia un contratto di 40 ore di lavoro settimanali. L’atteggiamento padronale e antisindacale della proprietà non ci stupisce affatto. Prima dell’emergenza da covid-19 numerose lavoratrici iscritte al S.I. Cobas erano assunte con il contratto Multiservizi e pulizie, in cima ai CCNL che prevedono un salario sotto le soglie di povertà. Grazie alle lotte del S.I. Cobas è all’unità delle lavoratrici, adesso in alcuni appalti vige il CCNL Turismo, con livelli d’inquadramento corretti, e la sicurezza delle lavoratrici è diventata una pratica quotidiana. Ma la lotta non è finita. Anche questo in questo settore è forte lo sfruttamento delle lavoratrici che sono costrette ad accettare salari da fame per poter sopravvivere. Negli hotel di lusso vengono impedite le assemblee sindacali, e la frattura tra lavoratori e lavoratrici internalizzati in appalto è sintomatico della discriminazione sindacale in atto ovunque. Spogliatoi separati, telecamere agli angoli di ogni corridoio, spesso anche l’obbligo per le nostre iscritte di pranzare alle a ore improbabili per non incrociare i dipendenti diretti . Insomma, il tentativo di trasferire lavoratrici non gradite si inserisce in un piano aziendale preciso che tende ad eliminare quelle più combattive, quelle che hanno la testa dritta per far rispettare la propria dignità.. Faremo di tutto per rovinare questo piano e respingere al mittente Questo trasferimento assurdo con le iniziative di lotta delle addette alle camere che non si fermerà solo a loro  ma troverà ampio sostegno, degli altri lavoratori del si cobas . di tutti i settori! SI Cobas NAZIONALE. L'articolo Le frontiere del turismo e lo sfruttamento delle lavoratrici a Milano! proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.