Ancora un record per l’azzardo
L’affare dell’azzardo nel nostro Paese sembra non avere limiti di crescita: nel
primo trimestre del 2026 la raccolta ha raggiunto i 45 miliardi e 440 milioni,
con un incremento di più del 17% rispetto allo stesso periodo del 2025, quando
aveva già toccato un record con 38 miliardi e 755 milioni. Stiamo parlando di
una cifra incredibile certificata dal Bollettino statistico trimestrale
dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che lascia supporre che alla fine di
quest’anno si infrangerà un altro record e la raccolta dello scorso anno di 165
miliardi e 345 milioni, stante la crescita del primo trimestre, potrebbe essere
polverizzata e arrivare a sfiorare i 200 miliardi. E’ soprattutto l’azzardo
online a crescere, arrivando a 23 miliardi e 172 milioni (nel 2025 si era
fermato a 20 miliardi e 253 milioni). Anche slot machine e videolottery
aumentano, passando da 5 miliardi e 291 milioni a 7 miliardi e 870 milioni. Per
lo Stato, invece, più o meno sempre gli stessi introiti: 2 miliardi e 682 euro a
fronte dei 2 miliardi e 483 milioni dello scorso anno. Le perdite per i
“giocatori”, invece, crescono, arrivando a 5 miliardi e 713 milioni, rispetto ai
4 miliardi e 484 milioni del primo trimestre dello scorso anno.
Sulla base dei dati dello scorso anno, tra le Regioni in cui si gioca di più,
troviamo il Lazio che si posiziona al terzo posto assoluto con 17 miliardi e 449
milioni di euro, preceduto solo da Lombardia (26 miliardi) e Campania (21
miliardi e 562 milioni). E all’interno del contesto regionale, il territorio di
Roma e provincia si conferma tristemente in testa alla classifica delle aree
metropolitane italiane per volume complessivo di gioco, staccando nettamente
Napoli (11,4 miliardi) e Milano (9,4 miliardi). Nella provincia capitolina, come
ha sottolineato la Caritas, la raccolta è arrivata a 12 miliardi e 858 milioni
di euro con una crescita di oltre mezzo miliardo rispetto ai 12 miliardi e 356
milioni del 2024. Una cifra spaventosa che equivale a più di 3.000 euro spesi
pro capite, calcolando nel totale anche i bambini e i neonati. Nella sola Roma
Capitale, sono stati giocati 8 miliardi e 527 milioni: al primo posto si
piazzano i cosiddetti giochi di abilità o skill games (4 miliardi); seguono le
scommesse sportive (1,2 miliardi), le Videolottery (887 milioni), i
“Gratta&vinci” (704 milioni) e le slot machine Awp (501 milioni).
La Caritas ha aperto da marzo scorso presso il centro d’ascolto diocesano, in
via di Porta San Lorenzo 7, nei pressi della Stazione Termini, uno sportello per
giocatori d’azzardo e familiari. In appena quattro mesi sono state ascoltate una
trentina di persone e una decina hanno accettato di iniziare un percorso. Più
uomini, solo due donne, soprattutto dai 50 anni in su, pochi i giovani. A
operare all’interno del centro di ascolto diocesano attualmente sono quattro
persone: uno psicologo coordinatore del servizio, un assistente sociale, un
educatore e un altro psicologo. Ma non si occupano solo di azzardo: sono infatti
aperti all’ascolto dei senza dimora e delle persone che chiedono l’accesso alle
mense e all’accoglienza. Lo sportello per l’azzardo dopo i primi colloqui
indirizza ai Serd (i servizi pubblici per le dipendenze patologiche del Sistema
Sanitario Nazionale) o ai servizi privati convenzionati, come varie associazioni
che svolgono questo tipo di attività. Finora la maggior parte delle persone sono
state accompagnate e orientate ai Serd. Successivamente si prende un
appuntamento con un avvocato del servizio legale gratuito della Caritas, che
incontra il giocatore patologico, insieme a un operatore sociale, per
approfondire tutti gli aspetti amministrativi, economici e legali prodotti dalla
dipendenza da azzardo. Successivamente, se la situazione è particolarmente
grave, insieme all’avvocato si propone alla persona di iniziare un percorso di
amministrazione di sostegno. La Fondazione antiusura Salus populi romani è parte
integrante del progetto. Alla persona viene detto che nel momento in cui accetta
di fare tutto questo percorso si può anche sottoporre la sua situazione alla
Fondazione per un percorso di sdebitamento, di ristrutturazione del debito e di
gestione di tutta la parte economica.
“L’azzardo, denuncia Giustino Trincia, direttore della Caritas diocesana di
Roma, è l’esaltazione ipocrita del potere del denaro e della sorte che sfrutta
un’intelligenza davvero diabolica per apparire un gioco. A questo si aggiungono
il letargo e la miopia della politica e delle istituzioni pubbliche; ridotta se
non complice è l’attenzione dei media, a causa dell’ingente investimento
pubblicitario che produce l’industria dell’azzardo. Nonostante l’enorme somma di
denaro sottratta all’economia reale, la disgregazione sociale e la disperazione
che c’è dietro di essa, con tantissimi giovani, anziani e famiglie travolti dai
debiti causati dal “gioco” che producono distruzione di patrimoni e a volte di
vite, tutti continuano come se niente fosse. Nonostante esistano divieti a
qualsiasi forma di pubblicità, il mondo dello sport, in modo particolare i club
di calcio della Serie A e i grandi colossi del betting mantengono intatti i
propri legami economici attraverso la strategia dell’infotainment. Di fronte a
un forte dibattito politico volto ad ammorbidire o abolire tali restrizioni, la
Conferenza Episcopale Italiana, insieme a Caritas e alla Consulta nazionale
antiusura, è intervenuta per chiedere, al contrario, un’applicazione rigida e
l’inasprimento dei divieti”.
Qui il Bollettino Statistico del primo trimestre 2026 dell’Agenzia delle Dogane
e dei Monopoli:
https://www.adm.gov.it/portale/documents/20182/261920304/Bollettino_Statistico_I_Trim_2026.pdf/1683299d-fdc1-500c-8adc-5d5454b74a7d?t=1784559872291
Giovanni Caprio