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Sciopero Mondo Convenienza Brescia
È partito lo sciopero stamattina al deposito di mondo convenienza di Brescia contro il licenziamento del nostro delegato e di un incontro negato per discutere dei vari problemi dei lavoratori, in questo deposito tra l’altro i lavoratori subito dopo aver scioperato nei mesi scorsi e subito dopo che la questura di Brescia aveva dato il […] L'articolo Sciopero Mondo Convenienza Brescia proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
VITTORIA LAVORATORI SDA SOLO LA LOTTA PAGA
Dalle prime ore dell’alba, i lavoratori autisti del bancario Sda magazzino Roma 1 – Posta Italiane (consorzio Cai) hanno iniziato lo sciopero. Infatti, dal 20 novembre questi lavoratori non hanno più ricevuto un regolare stipendio salvo un magro anticipo arrivato il 5 dicembre. Inoltre, il padrone pretestuosamente cerca di mandare via 4 autisti come inaccettabile azione di discriminazione e comportamento antisindacale. Tutto ciò succede in un’azienda ricca come Sda colosso della logistica di proprietà della potente Poste Italiane (proprietà ministero del tesoro), nella cui filiera nazionale il SI Cobas è il sindacato maggiormente rappresentativo e firmatario di accordi migliorativi del contratto nazionale Ccnl logistica e trasporto. Eppure, a dimostrazione della grave situazione della classe lavoratrice in questa fase di crisi economica ed economia di guerra, fino all’entrata della nostra organizzazione sindacale circa 10 mesi fa dentro questo magazzino, i lavoratori lavoravano praticamente in nero senza contributi e con salari da fame. Grazie dell’odierna riuscita mobilitazione di lotta operaia dai cancelli, il sindacato ha ottenuto il pagamento immediato di quanto dovuto per tutti i lavoratori e il ritiro della minaccia dei licenziamenti, così garantendo il salario e fermando la rappresaglia padronale a difesa dei diritti del lavoro e della dignità delle persone determinando un miglioramento delle condizioni di vita. Per ottenere questa ennesima vittoria, oltre allo sciopero dei lavoratori Sda bancario è stato decisivo anche lo sciopero dei lavoratori Sda Latina: la solidarietà e il picchetto si confermano armi storiche ed efficaci del movimento operaio per portare avanti l’interesse della classe lavoratrice contro le politiche di padroni e governo. CHI TOCCA UNO TOCCA TUTTI UNITI SI VINCE L'articolo VITTORIA LAVORATORI SDA SOLO LA LOTTA PAGA proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
LA VOSTRA REPRESSIONE NON FERMERÀ LE NOSTRE LOTTE!
Venerdì 12 dicembre nell’ambito di uno sciopero fuori dai cancelli del magazzino Mondo Convenienza, Abbas uno dei coordinatori del S.I. Cobas di Brescia ha ricevuto il foglio di via per due anni dal Comune di Brescia e l’avvio del procedimento amministrativo di revoca del permesso di soggiorno di lungo periodo. Lo sciopero rivendicava diritti per gli autisti e il reintegro di uno di loro, colpito da una sospensione dal fornitore Geo Fm in appalto presso Mondo Convenienza. Ancora una volta su Brescia il DL “sicurezza” (sicurezza di chi??? Dei padroni!) colpisce i lavoratori, i delegati e i referenti sindacali con provvedimenti che prendono di mira il permesso di soggiorno, come strumento per impaurire i lavoratori immigrati. E’ l’esempio eclatante della politica repressiva innescata dal governo, attraverso il ministero dell’interno. Come coordinamento provinciale di Brescia siamo pronti a difendere Abbas e i lavoratori in lotta! NOI ANDIAMO AVANTI! FORZA SI COBAS! L'articolo LA VOSTRA REPRESSIONE NON FERMERÀ LE NOSTRE LOTTE! proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
Comunicato CIP TAGARELLI
“Sanità … di classe Notte tra il 6 e il 7 dicembre, ospedale S.Raffaele di Milano (Gruppo San Donato – sanità privata convenzionata, quindi sovvenzionata dallo Stato – che nel 2024 ha dichiarato utili per 323 milioni di euro). Nei reparti di “medicina ad alta intensità e cure intensive” (cioè reparti delicatissimi), oltre che nell’area “admission room” (l’accesso ai ricoveri), succede un vero caos: a causa delle precedenti dimissioni in blocco di 17 infermieri esperti che lavoravano in quei reparti, l’assistenza è affidata ai dipendenti di una cooperativa esterna che, però, non hanno evidentemente alcuna conoscenza nel campo. Alcuni non sanno leggere le cartelle, somministrano ai pazienti dosi dieci volte più forti dei medicinali previsti, non sanno eseguire semplici manovre. Vengono bloccati gli accessi e i pazienti trasferiti in altri reparti. Il resto lo potete leggere sui giornali di quei giorni. Due considerazioni. 1. Il particolare “interessante”, tirato via in una riga su qualche giornale, è che i pazienti ricoverati in quei reparti sono “non solventi” ed è nei reparti di non solventi che vengono utilizzati infermieri provenienti dalle cooperative. Siccome le parole hanno un significato ben preciso, facciamo chiarezza: quei pazienti messi a rischio sono sì assistiti a carico del Servizio Sanitario Nazionale ma questo viene finanziato dalle tasse che tutti i lavoratori pagano dalla sua istituzione, direttamente in busta paga quando ce l’hanno, compreso quando vanno in pensione. Altro che “non solventi”. 2. Pochi giorni prima era stato firmato il contratto collettivo degli infermieri, ma il San Raffaele si è rifiutato di applicarlo ai propri infermieri (con una differenza in meno sullo stipendio di 3/400 euro). Risultato: le 17 dimissioni dei dipendenti e il richiamo in servizio del personale interno per rimediare alla situazione di emergenza e ripristinare le condizioni minime di sicurezza, a caro prezzo – 600 euro per il turno di giorno e fino a 1.000 per il turno di notte (allora i soldi ci sono…le ASL hanno speso complessivamente 8,7 milioni per gli infermieri a “gettone” nel 2024). Naturalmente, dopo lo scandalo finito sui quotidiani, la Regione Lombardia, l’ATS ecc. ecc. hanno aperto un’inchiesta, il direttore generale del San Raffaele si è dimesso, Guido Bertolaso (assessore al Welfare della Regione Lombardia) ribadisce comunque il ruolo dell’ospedale “Il San Raffaele è per noi una risorsa fondamentale, un vero fiore all’occhiello della sanità italiana, riconosciuto tra i migliori 100 ospedali al mondo. Ci teniamo che continui a operare con gli standard di eccellenza che lo hanno sempre contraddistinto”. Ma, a quanto pare, solo per i pazienti che pagano direttamente… Sentiamo cosa pensa invece il presidente del sindacato Nursing Up, che raccoglie 25.000 operatori sanitari: “se i fatti fossero confermati non saremmo davanti a un incidente temporaneo ma alla nefasta conseguenza di scelte fallimentari e scellerate che mortificano la professione infermieristica e mettono a rischio la sicurezza dei pazienti”. Il ricorso alle cooperative – in qualsiasi settore, l’abbiamo capito tutti – è vantaggioso per un elemento: i bassi costi e zero diritti della mano d’opera che ci lavora, siano gli operai edili (che poi cadono dai tetti) agli infermieri (che non hanno la più pallida idea di cosa devono fare); ciò che conta è il profitto dei padroni. Profitto fatto sulla salute e sulla vita dei proletari che non possono pagarsi direttamente le cure … e perché dovrebbero farlo, visto che le pagano già con le tasse ed i ticket? Tutto ciò che il profitto dei padroni tocca è marcio. Ultimo esempio? Arrestato a Roma due giorni fa il primario di Nefrologia dell’ospedale Sant’Eugenio per aver intascato una mazzetta da un imprenditore nel qadro di “un meccanismo oliato che andava avanti da anni. Un sistema di smistamento dei pazienti dializzati con regole precise” scrive il giudice per le indagini preliminari. Nota: l’Ospedale è presidio pubblico; mediamente un primario ha uno stipendio medio netto tra i 4.500 e i 7.000 euro al mese. Altro che valori occidentali. E’ invece un obbigo morale ricordare che, a qualche migliaio di chilometri da noi, in quella terra di Palestina massacrata dallo stato nazi-sionista di Israele ma non domata, 1.580 fra medici e infermieri sono stati ammazzati dalle bombe e dalle pallottole dei cecchini israeliani perché facevano il loro mestiere: curare feriti e ammalati nei loro ospedali bombardati e devastati. Un centinaio di loro sono invece “spariti” nelle galere nazi-sioniste. La salute non è una merce, non si compra e non si vende. E se non la difendiamo noi, la salute pubblica, diventeremo sempre più non “pazienti” ma limoni da spremere finchè abbiamo un po’ di soldi. Poi … il poi potete immaginarlo da soli, se ancora non lo avete provato” CIP TAGARELLI L'articolo Comunicato CIP TAGARELLI proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
Presidio per la sanità pubblica a Roma
Presidio per la Sanità pubblica all’ospedale San Camillo Forlanini di Roma del sindacalismo conflittuale e dei e delle solidali con la Palestina. Per la liberazione del Dottor Hussam, contro tagli, privatizzazioni, esternalizzazioni e trasformazioni dei servizi, orientati al profitto privato e allo sfruttamento di chi ci lavora, con salari bassi, poca sicurezza sul lavoro. Buona riuscita della iniziativa, che ha avuto l’indubbio merito di portate davanti una Struttura Ospedaliera PUBBLICA lo stretto nesso tra la tragedia del genocidio a Gaza, con i tagli a servizi pubblici per finanziare politiche di riarmo e lo stato genocida di Israele. Come SI Cobas abbiamo in questo contesto messo l’accento sul quella sorta di finanziaria sottotraccia che è il rinnovo dei CCNL della PA ed in modo particolare quello della comparto sanitario che ha visto aumenti tabellari a dir poco mortificanti per le lavoratrici e lavoratori della sanità. Evidentemente bisogna risparmiare per spendere in armi. Questo è solo l’inizio di un percorso che vede il sindacalismo conflittuale di base e comitati e collettivi autorganizzati contrastare questo disegno padronale. Per la ricomposizione di classe. S.I COBAS F.P Sì cobas L'articolo Presidio per la sanità pubblica a Roma proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
SOLIDARIETÀ AI LAVORATORI EX ILVA E DEGLI APPALTI IN SCIOPERO IN TUTTA ITALIA
Siamo alle solite, cassa integrazione, piani di rilancio mai partiti e promesse da ogni governo che ha attraversato questa condizione da almeno 20 anni a questa parte. Al problema dell’occupazione poi si assiste a quello drammatico delle patologie correlate, situazione drammatica e ulteriormente mai affrontata e che a Taranto colpisce e ha colpito per anni. Il tutto si iscrive in una crisi generale del sistema capitalista che è sotto l’occhio di tuttə e che colpisce la classe, con migliaia di aziende che lasciano senza lavoro lavoratori e lavoratrici e le politiche delle istituzioni dedite a tagli alla spesa pubblica e aumento della spesa bellica in un ottica di economia di guerra! Il Si cobas quindi rilancia la giornata di sciopero generale del 28 Novembre e in preparazione si muove con decine di assemblee nei luoghi di lavoro questi giorni chiedendo a lavoratori/trici ovunque di lottare e di solidarizzare attivamente con i lavoratori ex ilva e dell’indotto in lotta! SOLIDARIETÀ AI LAVORATOTI EX ILVA E INDOTTO! TOCCA UNO, TOCCA TUTTƏ! SOLO LA LOTTA PAGA!! Sì cobas L'articolo SOLIDARIETÀ AI LAVORATORI EX ILVA E DEGLI APPALTI IN SCIOPERO IN TUTTA ITALIA proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
CORTEO NAZIONALE 29/11/2025 A MILANO
29 NOVEMBRE CORTEO NAZIONALE A MILANO!! Ieri migliaia di persone presenti a #Milano per il corteo contro economia di guerra e per rilanciare ancora una volta la visione di lotta di classe all’interno di un percorso unitario a fianco del popolo Palestinese. Il si cobas si è ancora una volta superato in una due giorni di lotta complessa e costruita con assemblee e impegno assoluto come sempre dai luoghi di lavoro! In un momento storico che perdura da anni in cui la repressione, il taglio ai servizi, l’abbassamento progressivo dei salari, gli assassini nei luoghi di lavoro, l’aumento delle spese militari e di riconversione in chiave bellicista della produzione e dei servizi, i tagli alla cultura e all’istruzione e i programmi scolastici sempre più pervasi da una logica di guerra, il Si cobas prosegue il percorso in un’ottica di costruzione di percorsi condivisi, trasversali e unitari per rispondere in maniera coesa e organizzata a queste dinamiche e minacce dirette alla classe condotte dal sistema capitalista, con la lotta.. Consapevoli che se tocca uno, tocca tuttə! Lotta dura senza paura!! Avanti si cobas Si cobas L'articolo CORTEO NAZIONALE 29/11/2025 A MILANO proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
SOLIDARIETÀ AI LAVORATORI EX ILVA E DEGLI APPALTI IN SCIOPERO IN TUTTA ITALIA
Siamo alle solite, cassa integrazione, piani di rilancio mai partiti e promesse da ogni governo che ha attraversato questa condizione da almeno 20 anni a questa parte. Al problema dell’occupazione poi si assiste a quello drammatico delle patologie correlate, situazione drammatica e ulteriormente mai affrontata e che a Taranto colpisce e ha colpito per anni. Il tutto si iscrive in una crisi generale del sistema capitalista che è sotto l’occhio di tuttə e che colpisce la classe, con migliaia di aziende che lasciano senza lavoro lavoratori e lavoratrici e le politiche delle istituzioni dedite a tagli alla spesa pubblica e aumento della spesa bellica in un ottica di economia di guerra! Il Si cobas quindi rilancia la giornata di sciopero generale del 28 Novembre e in preparazione si muove con decine di assemblee nei luoghi di lavoro questi giorni chiedendo a lavoratori/trici ovunque di lottare e di solidarizzare attivamente con i lavoratori ex ilva e dell’indotto in lotta! SOLIDARIETÀ AI LAVORATOTI EX ILVA E INDOTTO! TOCCA UNO, TOCCA TUTTƏ! SOLO LA LOTTA PAGA!! Sì cobas Nazionale L'articolo SOLIDARIETÀ AI LAVORATORI EX ILVA E DEGLI APPALTI IN SCIOPERO IN TUTTA ITALIA proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.