L’Italia primeggia nel riciclo
Aumenta di più di 3 milioni di tonnellate la quantità di rifiuti speciali
generati dalle attività industriali, commerciali, artigianali ecc, attestandosi
a quasi 164,5 milioni di tonnellate nel 2023 (+1,9% rispetto al 2022). Una
crescita maggiore del Pil e della spesa per consumi finali, rispettivamente pari
allo 0,7% e allo 0,5%. Questi i dati contenuti nel Rapporto Rifiuti Speciali –
Edizione 2025, realizzato da Ispra e giunto alla ventiquattresima edizione, che
rileva che ancora una volta è il settore delle costruzioni e demolizioni – con
circa 83,3 milioni di tonnellate – quello con la maggiore produzione totale di
rifiuti speciali, concorrendo per quasi il 51% alla produzione complessiva.
“Dopo il calo del 2,1% osservato nel precedente biennio 2021-2022, nel 2023, si
legge nel Rapporto ISPRA, la produzione complessiva dei rifiuti generati dal
sistema produttivo nazionale (attività industriali, commerciali, artigianali, di
servizi, ma anche di trattamento dei rifiuti e di risanamento ambientale) torna
ad aumentare, analogamente a quanto rilevato per i rifiuti urbani, attestandosi
a quasi 164,5 milioni di tonnellate (+1,9% rispetto al 2022, corrispondente a
più di 3 milioni di tonnellate”:
https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/rapporto-rifiuti-speciali-edizione-2025).
Ma se cresce la produzione, nel 2023 si raggiunge un dato record nel recupero.
Il mondo delle imprese e delle organizzazioni del riciclo dei rifiuti in Italia
è infatti una realtà ormai rilevante, con un ruolo di leadership in Europa e
protagonista di un settore portante dell’economia circolare e strategico per la
transizione ecologica. Il 20,8% dei materiali utilizzati dall’industria nel 2023
proviene dal riciclo dei rifiuti, quasi il doppio rispetto alla media europea
(11,8%): questo dato, utilizzato anche come indice di circolarità, indica
l’importanza raggiunta dal riciclo dei rifiuti in Italia. Il fatto che questo
dato sia stabile da un decennio indica, da una parte, che il sistema del riciclo
in Italia è consolidato e riesce a tenere un buon livello, fra i migliori in
Europa, dall’altro, però, che non fa ulteriori passi avanti significativi, come
sarebbe possibile e utile. E’ quanto evidenzia il Rapporto 2024 sul riciclo in
Italia, parte integrante di un’iniziativa promossa dalla Fondazione per lo
sviluppo sostenibile con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della
sicurezza energetica e di Ispra con l’obiettivo di dare maggiore visibilità alle
nuove frontiere del riciclo, alle eccellenze del settore e al tessuto
imprenditoriale del nostro Paese.
Nel riciclo dei rifiuti speciali l’Italia è leader europeo con una percentuale
del 72,2% di quelli prodotti nel 2022. Meno brillante invece è il riciclo dei
rifiuti urbani, specie applicando il nuovo metodo di calcolo europeo: nel 2022
eravamo al 49,2%, con un obiettivo europeo del 55% al 2025, del 60% al 2030 e
del 65% al 2035. Per aumentare il riciclo dei rifiuti urbani e raggiungere i
target europei, occorrerà non solo recuperare i ritardi che ancora ci sono, ma
anche dedicare maggiore attenzione a migliorare la qualità delle raccolte
differenziate. In attesa dell’applicazione del nuovo Regolamento europeo, che
dovrebbe portare alcune novità significative, il riciclo dei rifiuti di
imballaggio continua invece a livelli di eccellenza europea: nel 2023 ha
raggiunto il 75,3%, in aumento rispetto al 70,7% del 2022, superando non solo
l’obiettivo europeo del 65% al 2025, ma anche quello del 70% al 2030.
“Sarà importante, per aumentare le quantità riciclate di rifiuti in Italia, si
sottolinea nel Rapporto, dare maggiore stabilità e opportunità ai mercati delle
materie prime seconde, necessarie per assicurare sia performance elevate, sia
adeguata redditività alle attività industriali del riciclo”. Come approfondito
in questa edizione del Rapporto si stanno infatti sviluppando alcune iniziative
per il riciclo dei rifiuti tessili. Il legislatore italiano ha anticipato
l’obbligo di raccolta differenziata per i rifiuti tessili a partire dal 1°
gennaio 2022, un passo significativo verso un sistema di gestione dei rifiuti
più sostenibile e circolare. Tuttavia, tale obbligo rimane ancora in parte
disatteso, anche per la carenza di impianti di riciclaggio, mentre siamo anche
in attesa dell’introduzione di un regime EPR (Responsabilità estesa del
produttore) italiano per il settore tessile.
“Quasi tutte le filiere, scrive nella premessa il Presidente della Fondazione
sviluppo sostenibile, Edo Ronchi, superano i target europei: la carta e il
cartone con il 92,3%, l’acciaio con l’87,8%, il vetro con il 77,4% (anche se è
in calo rispetto all’anno precedente del 3,4%), l’alluminio con il 70,3% e il
legno col 64,9% e le bioplastiche con il 56,9%. Le plastiche sono al 47,7%,
quindi ancora sotto il livello del 50% al 2025, anche se si stanno avvicinando.
Da segnalare per la plastica il persistere di difficoltà sia della domanda sia
dei prezzi di mercato per le materie prime seconde ricavate dal riciclo, con
diverse imprese del riciclo messe in difficoltà dagli elevati costi del
feedstock (materia prima) da riciclare, dalle quotazioni dei polimeri vergini in
ulteriore rallentamento, dalla concorrenza sleale di materiali riciclati
(scaglie e granuli di R-PET o anche semilavorati) di importazione da Paesi extra
europei privi di adeguata certificazione e tracciabilità, nonché da una domanda
bassa sia dell’edilizia, sia del settore auto in difficoltà. La flessione
registrata nel riciclo del vetro è dovuta a un andamento turbolento del mercato
e da importazioni a prezzi inferiori dall’estero. Nel settore cartario la
produzione nazionale non assorbe i quantitativi di macero ricavati dal
trattamento della raccolta differenziata di rifiuti di carta e cartone, che
anche nel 2023, sono stati esportati in una quantità pari a circa 2 milioni di
tonnellate”.
Sul sito https://www.ricicloinitalia.it/ è possibile consultare la piattaforma
interattiva delle filiere del riciclo con i dati sulla gestione dei flussi di
rifiuti negli ultimi dieci anni, la rete impiantistica nazionale e il confronto
tra le performance di riciclo dei principali Paesi UE:
https://www.ricicloinitalia.it/filiere/.
Qui il Rapporto:
https://www.ricicloinitalia.it/wp-content/uploads/2024/12/il-RICICLO-in-ITALIA-2024.pdf.
Giovanni Caprio