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La scommessa del 30 ottobre
Siamo già da diverso tempo in campagna elettorale ed ora, con l’approvazione dello Stabilicum alias “nuova legge truffa”, ci siamo dentro fino al collo. Eppure non c’è in giro una discussione sui temi che stanno a cuore alla stragrande maggioranza delle persone che vivono nel nostro Paese. Non si parla di come alzare i salari e le pensioni, non si parla di come fermare la corsa dei prezzi, non si parla di come mettere l’Italia in protezione dai sempre più forti venti di guerra. La destra, che porta la responsabilità del governo, da un lato assume provvedimenti di facciata (come l’eliminazione del bollo auto per un anno) per gettare un po’ di fumo negli occhi all’elettorato, e dall’altro prova a spostare l’attenzione sulla presenza dei migranti, rincorrendo su questo Vannacci e l’estrema destra, nel tentativo di spiegare le difficoltà di milioni di lavoratori con la nota tesi dell’invasione degli immigrati. E’ il solito gioco di cambiare discorso quando ti mancano gli argomenti e soprattutto la volontà di colpire interessi con i quali la destra è da sempre alleata (vedi banche e mondo delle grandi imprese). Sull’altra sponda, il centro sinistra o campo largo o larghissimo, non riesce a trovare la quadra sui temi della guerra e dei rapporti con Israele per i forti vincoli che lo legano all’Unione Europea e alla Nato, mentre sui temi sociali non va oltre una generica denuncia dello sfascio della sanità e del peggioramento generale delle condizioni di vita. Mancano proposte chiare sul piano economico e sociale che potrebbero fare la differenza e che invece non vengono formulate perché l’indirizzo economico anche del campo largo è purtroppo lo stesso del governo Meloni ed è quello stabilito a Bruxelles. Per rompere questa melma c’è bisogno di rimettere al centro l’iniziativa sociale e politica di massa, l’azione conflittuale che è la sola che possa irrompere in questo teatrino della politica italiana e scombinare i piani di entrambi gli schieramenti. In giro per l’Europa qualcosa di simile sta già accadendo e le piazze stanno svolgendo una funzione assai rilevante non solo per modificare il clima politico ma anche per imporre un’altra agenda alla politica. In Spagna e Francia le grandi organizzazioni sindacali hanno dovuto proclamare lo sciopero generale sotto la spinta di forti movimenti di massa. In Italia siamo ancora ai primi passi ma qualcosa ci sembra che stia cambiando. Le 50 piazze di sabato 10 ottobre per la Palestina sono state un segnale importante. Ancora una volta la lotta per liberare la Palestina dall’oppressione genocida di Israele ha avuto l’effetto di sprigionare grandi energie e di mettere in circolo la voglia di intrecciare problemi e sensibilità diverse per dar vita ad una mobilitazione generale. Le agitazioni studentesche che si tanno diffondendo lungo la penisola ma anche i blocchi degli agricoltori che chiedono di non essere schiacciati dall’agro industria e rivendicano la necessità di tenere sotto controllo il prezzo dei carburanti sono altrettanti segnali di una consapevolezza che sta maturando. I media sono impegnati a tenere nascoste sia le mobilitazioni europee che quello che succede qui da noi. Le manifestazioni per la Palestina sono state completamente oscurate. I trattori che bloccano le strade vengono tenuti lontani dalle telecamere. E si sta cercando di neutralizzare le occupazioni studentesche. Come fu lo scorso anno che il governo Meloni sentì traballare la sua ostentata stabilità, anche ora c’è una grande preoccupazione che possa scoppiare una larga e diffusa protesta di popolo. Hanno paura che si possa saldare il movimento politico per la Palestina e contro la guerra e il riarmo con la lotta la carovita e per il rialzo di salari e pensioni. La sensazione è che tanto il centro destra quanto il centro sinistra non riescano più parlare con la loro base o, più semplicemente, parlino un linguaggio molto diverso da quello dei loro stessi elettori. E che entrambi non abbiano alcuna voglia di mettere al centro dell’agenda politica quello che invece è il programma dello sciopero generale lanciato per il prossimo 30 ottobre e che risponde alla volontà di tanta parte del Paese. Lo riassumiamo in breve: Per un intervento sulla condizione economica generale attraverso * Interventi strutturali che impediscano il rialzo continuo dei prezzi su tutti i beni di prima necessità, e in particolare i prodotti energetici, i carburanti e i prodotti alimentari. Il Governo può e deve introdurre un controllo sui prezzi di tutti i generi che influiscono in modo determinante sulle condizioni di vita della popolazione che vive di salari e pensioni, con meccanismi di calmieramento e tetti che mettano in protezione da una crescita fuori controllo dei prezzi; * Per l’eliminazione dell’IVA dai beni di prima necessità, l’abbattimento delle accise sui carburanti, la tutela delle utenze domestiche per l’energia elettrica e il gas, lo stop agli sfratti e agli sgomberi e il collegamento tra affitti e salari. Per un intervento sui salari e sulle pensioni: * Introduzione di un nuovo meccanismo di adeguamento automatico dei salari e delle pensioni al costo della vita, sganciato dai rinnovi contrattuali, calcolato con un indice dell’inflazione non depurato dal costo dei prodotti energetici importati; * Aumenti salariali che redistribuiscano la ricchezza a partire dalla soglia di un minimo tabellare non inferiore a 2000 euro, equivalente a 12 euro l’ora; * Stop a nuovi interventi contro il sistema pensionistico pubblico e l’allungamento ulteriore dell’età pensionabile, per una politica di maggiori tutele per lavoratori pubblici e privati; * Per una politica industriale che metta in sicurezza i posti di lavoro, a cominciare dall’ILVA e dal settore auto (con il loro indotto), e tuteli l’ambiente e il territorio. Per lo stop alle politiche di riarmo e di sostegno ad Israele e all’Ucraina che stanno precipitando il mondo in uno scenario di crisi e di guerra e che alimentano la speculazione e l’aumento incontrollato dei prezzi: * Lo stop ai piani di riamo europei e italiani e la destinazione dei fondi a tutela dei servizi pubblici, al calmieramento dei prezzi e alla politica dell’abitare; * L’interruzione di ogni relazione istituzionale e collaborazione economica, scientifica e politica con lo stato di Israele, unito all’embargo completo sulle armi, sui componenti utili alle armi, sui materiali utili all’armamento, sui trasferimenti di tecnologie e su tutti beni materiali e immateriali “dual use” verso lo stato di Israele; * Il rispetto della legge 185 del 1990 contro il traffico di armi con paesi coinvolti in teatri di guerra o colpevoli di ledere i diritti umani. * Fermare il previsto piano di militarizzazione dei porti e delle infrastrutture strategiche del Paese (MMA) e i processi di automazione collegati. * Fermare i processi di militarizzazione di scuola, università e ricerca.Contro tutte le misure di polizia e che ledono gli spazi di espressione e di democrazia con le quali si sta cercando di mettere un bavaglio alle proteste. Contro tutte le scelte istituzionali che hanno un chiaro sapore discriminatorio e per la regolarizzazione di tutti i lavoratori stranieri. È per tutto questo che occorre allargare il più possibile lo sciopero generale del 30 ottobre, perché la voglia di pace e di migliori condizioni di vita e di lavoro si affermino come priorità nell’agenda politica del Paese. Bloccare tutto per cominciare a cambiare davvero. Link al comunicato per condivisione: La scommessa del 30 ottobre * Unione Sindacale di Base
October 12, 2026
Pressenza
Roma. Il 14 in Campidoglio per la delibera per la rottura dei rapporti con Israele
Giovedi si riunisce il consiglio comunale: la delibera per lo stop ai rapporti con Israele deve entrare in aula! Dopo aver inondato la Cordonata Capitolina con i colori della Palestina e aver consegnato oltre il triplo delle firme necessarie — un record per una delibera di iniziativa popolare a Roma […] L'articolo Roma. Il 14 in Campidoglio per la delibera per la rottura dei rapporti con Israele su Contropiano.
May 10, 2026
Contropiano
Milano. Protocollate le firme per Delibera di iniziativa popolare contro gli accordi tra Milano e Israele
Questa mattina sono state consegnate oltre 400 firme, sulle 250 richieste, necessarie per depositare il testo della delibera di iniziativa popolare contro tutti gli accordi tra il Comune di Milano con Israele. Non c’è solo il gemellaggio tra il Comune e Tel Aviv, ma ci sono anche le società partecipate […] L'articolo Milano. Protocollate le firme per Delibera di iniziativa popolare contro gli accordi tra Milano e Israele su Contropiano.
May 4, 2026
Contropiano
Roma. Consegnate in Campidoglio le firme per lo stop ai rapporti con Israele
In Campidoglio si è svolto oggi un presidio e una conferenza stampa per la consegna delle firme della Delibera di iniziativa popolare che chiede l’interruzione dei rapporti tra Roma Capitale con Israele. Una lunghissima bandiera palestinese è stata srotolata sulla scalinata che porta alla sede del Comune mentre sulla piazza […] L'articolo Roma. Consegnate in Campidoglio le firme per lo stop ai rapporti con Israele su Contropiano.
April 24, 2026
Contropiano
Doccia fredda sull’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea
Da Francia e Germania, con due documenti diversi, è arrivato uno stop alla rapida adesione dell’Ucraina all’Unione Europea. Zelensky, come noto, punta all’adesione all’Ue come uno dei principali risultati di qualsiasi accordo di pace con la Russia sostenendo che il suo Paese dovrebbe entrare a far parte della Ue già […] L'articolo Doccia fredda sull’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea su Contropiano.
April 22, 2026
Contropiano
Milano. Stop al gemellaggio con Tel Aviv. Rompere i rapporti con Israele, parte la raccolta di firme
Questa mattina, si è tenuta una conferenza stampa sotto il Comune di Milano, in cui è stata lanciato la campagna di raccolta firme per una delibera di iniziativa popolare volta a interrompere tutti gli accordi diplomatici ed economici tra le società partecipate milanesi e l’entità sionista di Israele. “Nei prossimi giorni saremo presenti nei […] L'articolo Milano. Stop al gemellaggio con Tel Aviv. Rompere i rapporti con Israele, parte la raccolta di firme su Contropiano.
April 16, 2026
Contropiano
Trump inciampa sui dazi (e i pieni poteri)
La sorpresa c’è, sia per la Casa Bianca che per i mercati. La dimensione degli effetti concreti è però incerta, anche se i dubbi – a questo punto – stano tutti sul groppone di The Donald e dei suoi consigliori economici. La Corte Suprema ha infatti bocciato i dazi imposti […] L'articolo Trump inciampa sui dazi (e i pieni poteri) su Contropiano.
February 21, 2026
Contropiano
Roma. Depositata la Delibera di Iniziativa Popolare. Parte raccolta di firme per chiedere stop ai rapporti tra Comune e Israele
Questa mattina il Comitato promotore “Roma sa da che parte stare” ha depositato in Campidoglio una Proposta di Delibera di Iniziativa Popolare finalizzata all’interruzione immediata di ogni rapporto fra Roma Capitale e lo Stato di Israele. Il comitato ha poi tenuto una conferenza sul piazzale spiegando le motivazioni della campagna. […] L'articolo Roma. Depositata la Delibera di Iniziativa Popolare. Parte raccolta di firme per chiedere stop ai rapporti tra Comune e Israele su Contropiano.
January 23, 2026
Contropiano
Bologna: il cda dell’Università vuole riprendere gli accordi con Israele
Pochi giorni fa è circolato in Unibo un documento relativo ad un’istruttoria del CdA dell’Ateneo con una proposta di delibera volta a neutralizzare le già limitate potenzialità della delibera del 23/09/2025 in materia di rescissione di accordi con università, aziende ed enti israeliani. La delibera approvata in autunno, durante le […] L'articolo Bologna: il cda dell’Università vuole riprendere gli accordi con Israele su Contropiano.
January 19, 2026
Contropiano
E’ ora di staccare la spina ai rapporti tra Leonardo e Israele
I lavoratori della Leonardo di Grottaglie hanno lanciato una petizione online con l’esplicita richiesta di interruzione dei rapporti tra la propria azienda e Israele. Qui di seguito il testo della petizione che può essere sottoscritta QUI: Richiesta di stop immediato di forniture belliche destinate ad Israele da parte di Leonardo […] L'articolo E’ ora di staccare la spina ai rapporti tra Leonardo e Israele su Contropiano.
October 24, 2025
Contropiano