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Polonia 2020: Ewa uccisa perchè sapeva troppo?
La giornalista era a caccia di pedofili, ben protetti, ma all’improvviso “si uccise”. di Saverio Pipitone. Il 16 aprile 2020 alle ore 22, nella sua abitazione a Łódź in Polonia, la giornalista Ewa Żarska fu trovata morta impiccata. Aveva 45 anni. Gli inquirenti, senza prove di reato, archiviarono il caso come suicidio. Ewa indagava sulla pedofilia. Dopo alcuni mesi di
L’irregolarità non è casuale
I.CLAIM è un progetto che studia le condizioni di vita e di lavoro delle persone migranti in condizioni di precarietà giuridica nel contesto dell’Unione Europea e in 6 dei suoi Stati-membri, ossia Finlandia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia e Regno Unito. A febbraio 2026, ha pubblicato il report Racial Logics of Irregular Migration in Europe 1, in cui dimostra che le politiche migratorie europee e nazionali (in riferimento ai 6 contesti statuali considerati) sono dominate e perciò dettate da un razzismo strutturale che produce e riproduce marginalizzazione e precarietà tra le popolazioni migranti percepite come meno desiderate. La ricerca si basa su dati raccolti nel periodo compreso tra settembre 2023 e agosto 2025 e derivati da numerosi fonti diverse. L’esperienza delle persone migranti è stata raccolta attraverso l’osservazione (estate ‘24 – primavera ‘25) della loro vita e attraverso una ricerca etnografica condotta sulle interviste di 244 di loro, impiegati nei tre settori chiave del lavoro migrante (agricoltura, lavoro domestico, consegne a domicilio). A queste si affiancano interviste complementari di datori di lavoro, personale legale, staff di ONG e sindacalisti. L’analisi della narrazione sull’immigrazione (irregolare) si è fondata su un corpus di 40.683 testi (articoli giornalistici, dibattiti parlamentari, discorsi ministeriali, manifesti partitici e pubblicazioni del terzo settore) usciti tra 2019 e 2023. Le risposte del pubblico sono state raccolte attraverso un sondaggio somministrato da YouGov in febbraio 2025 a un campione di 6.322 persone rappresentati della popolazione adulta in ciascuno dei Paesi coinvolti. Infine, il quadro legale entro cui si muovono migranti e narrazioni è stato ricostruito attraverso 65 interviste con esperti e l’analisi dei cambiamenti legislativi e normativi degli ultimi 20 nei contesti considerati. Figure 1 Scenarios and their link to irregularity in the I-CLAIM countries. Source: I-CLAIM survey (2025) Da tutta questa massa di informazioni, emergono 3 punti fondamentali. Il primo (in realtà una conferma di quanto già conosciuto), razzismo e discriminazione sono parte integrante delle politiche migratorie europee. L’Unione Europa si dipinge, all’interno e all’esterno, come uno spazio regolato da principi di uguaglianza e parità, di non-discriminazione, di accoglienza e possibilità. Questo quadro è determinato e garantito da due direttive dell’UE: la 2000/43/EC, sull’uguaglianza razziale 2, e la 2000/78/EC 3, sulla parità di trattamento e in materia di occupazione e condizioni di lavoro. Tuttavia, entrambe escludono nazionalità e status migratorio dalla materia da loro trattata, tracciando un confine netto tra la tutela dell’uguaglianza e la gestione della mobilità nell’Unione Europea. Esistono quindi due Europe: quella che punta all’uguaglianza universale degli europei “bianchi” e quella che produce differenziazione razziale attraverso leggi, politiche e pratiche amministrative. L’irregolarità di alcune (molte) persone migranti è frutto della relazione di questi due sistemi socio-politici ed è manifestazione di come l’Europa bianca gestisce male la mobilità delle persone che provengono dal suo esterno. L’Unione Europea, così come i 6 contesti particolari monitorati dal report, sono spazi di razzismo sistemico. Questo non si esprime attraverso un discorso che esplicita odio, ostilità e discriminazione, ma piuttosto si fonda su razionali politici e pratiche amministrative che pongono la migrazione come un problema di sicurezza, controllo, gestione del rischio. Si rende manifesta per vie traverse, facendo leva sulle tendenze politiche più securitarie. Quindi, uno dei modi più evidenti in cui il razzismo sistematico europeo si manifesta è il controllo dello spazio: le persone che visibilmente possono essere inserite nella categoria “migrante” sono più spesso fermate e interrogate o private della possibilità di accedere a servizi. E a proposito di accesso ai servizi, un’altra forma del razzismo sistematico è la discrezionalità negli iter burocratici. I tempi per processare le “richieste migranti” sono volutamente più lunghi, le richieste di documenti e i rimpalli tra uffici molto più frequenti, allo scopo di ritardare o negare l’aiuto.  A livello nazionale, poi, la legislazione costruisce una piramide gerarchica degli aventi diritto alla possibilità di immigrare e di restare, documentati, sul territorio. Dall’alto al basso, si trovano i migranti europei, i residenti di lunga data, i migranti temporanei o senza documenti. Per funzionare, il razzismo sistemico ha bisogno di essere formalmente invisibile. Nel discorso politico, amministrativo, sociale, il riferimento all’etnia delle persone migranti irregolari è assente. La loro diversità viene piuttosto evocata attraverso criteri deputati, sostitutivi, come quello di “nazionalità”, “religione”, “genere”, “abitudini sociali” o “comportamenti”, che servono a sottolineare la distanza sociale e culturale tra un presunto noi (europeo) e un presunto loro. Spesso, questi fattori si agganciano a stereotipi che trovano la loro origine nell’età coloniale o nella storia più recente dei Paesi coinvolti. Basti pensare alla convinzione per cui tutti i cittadini est-europei sarebbero propensi al furto, dal momento che la loro condizione di partenza è la povertà e la cultura dell’illegalità diffuse nella parte d’Occidente meno sviluppato (Europa ex sovietica). L’utilizzo del genere come principio discriminatorio ha poi l’effetto di vittimizzare i soggetti a cui si riferisce, particolarmente e di solito le donne. Non le trasforma in personaggi negativi della narrazione pubblica sulla migrazione, ma piuttosto in vittime bisognose di un aiuto a cui non sempre avrebbero diritto. Le donne migranti diventano così coloro che subiscono la loro stessa storia, secondo un processo di deumanizzazione che si applica anche a “i migranti”, le masse di disperati e disperate che arrivano via mare e terra in Europa. Le une e gli altri subiscono quindi un processo di oggettificazione che cancella qualsiasi loro agentività, qualsiasi possibilità di prendere in mano la loro vita. I criteri deputati costruiscono anche una gerarchia del merito secondo cui i migranti più vicini per origine, cultura e abitudini sociali allo spazio ospitante sono più “degni” di accoglienza e più predisposti all’integrazione. Lo stesso vale per i gruppi considerati più innocui. Migranti est-europei (specialmente se donne e/o ucraini), donne e bambini sono i gruppi più desiderabili. Subsahariani, nordafricani, mediorientali e musulmani di diverse origini sono invece i meno accettazione. La gerarchia di meritocrazia migrante disegnata dal razzismo sistematico agisce sul mercato del lavoro e sull’accesso al welfare. Le persone migranti considerate più degne di affidabili (ossia quelle più vicine alla comunità ospitante) sono le preferite dai datori di lavoro, quelle scelte per un’assunzione non sempre regolare. Quest’ultima però è essenziale, in quanto avere un contratto di lavoro è presupposto per accedere a permessi di soggiorno e diritti derivati dalla residenza: solo chi regolarizza la propria situazione professionale ha diritto a regolarizzare il proprio status esistenziale. Significa che la precarietà della propria vita dipende in modo quasi esclusivo dalla fiducia di datori di lavoro che fondano le proprie decisioni su criteri di selezione non oggettivi, discriminatori, razzisti. La co-dipendenza tra accesso al lavoro e accesso alla regolarità trasforma il lavoro in uno strumento amministrativo informale di controllo e selezione dei migranti irregolari. Ne fa poi l’origine della possibilità che i migranti hanno di accedere al welfare, poiché residenza e permesso di soggiorno sono premesse necessarie per entrare nel circuiti degli aiuti e delle sovvenzioni statali, comunali, europei. L’impossibilità di poterne usufruire e la simultanea precarietà delle condizioni di vita trasforma le persone migranti irregolari in una massa di individui senza volto bisognosi senza averne diritto. Ciò significa che l’esclusione infondata dal mondo del lavoro, l’irregolarizzazione della posizione professionale ed esistenziale di una persona migrante supporta la narrazione tendenziosa per cui i migranti irregolari sarebbero una spesa e insieme una minaccia a coesione e ordini sociali. Il rapporto Racial Logics of Irregular Migration in Europe di I.CLAIM dimostra quindi che la legislazione crea un’Europa a due binari in cui disuguaglianza e discriminazione sistematiche definiscono l’irregolarizzazione dei migranti. Le pratiche burocratico-amministrative producono nello spazio e nel tempo la condizione di irregolarità di alcune persone che si trovano nel territorio europeo, finlandese, inglese, italiano, olandese, polacco e/o tedesco. Welfare e mercato del lavoro riproducono il sistema di disuguaglianza attraverso rapporti di dipendenza e condizionalità. Ciò che emerge, in ultima istanza, è che Unione Europea e almeno 6 dei suoi Stati membri sono spazi dove l’irregolarità è razzializzata in modo intenzionale dalle istituzioni e dalla società. 1. Piemontese, S., Sigona, N., Lessard-Phillips, L., & Emmanuel, A. (2026). Racial logics of irregular migration in Europe. I-CLAIM ↩︎ 2. Council Directive 2000/43/EC of 29 June 2000 implementing the principle of equal treatment between persons irrespective of racial or ethnic origin ↩︎ 3. Direttiva 2000/78/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro ↩︎
Contropiano: La leva militare in Germania e Polonia
DI SERENA TUISINI SU CONTROPIANO DEL 16 MARZO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Serena Tusini, pubblicato su Contropiano il 16 marzo 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in relazione al ritorno della leva obbligatoria in Italia e in Europa. «Questo è il principale motivo alla base del “successo” che in Italia continua ad avere l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università perché esso ha saputo posizionarsi con anticipo in un luogo strategico per l’avversario; in Italia infatti i processi che stiamo analizzando sono ancora poco maturi e la lotta contro la militarizzazione dell’educazione può contare su un vantaggio temporale rispetto all’avversario che comunque, al pari di tutti i guerrafondai europei, si sta muovendo verso la reintroduzione della coscrizione….continua a leggere su www.contropiano.org. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
La leva militare in Germania e Polonia/2
Seconda parte. Vedi la prima parte Le dinamiche che stiamo analizzando hanno trovato la loro concretizzazione più importante e preoccupante in Germania: a fine agosto 2025 il governo federale ha approvato una legge che ora dovrà svolgere il suo iter parlamentare e che nel novembre 2025 ha visto l’accordo politico […] L'articolo La leva militare in Germania e Polonia/2 su Contropiano.
March 16, 2026
Contropiano
#nowar Nuove armi italiane all'#Ucraina via #Sardegna e #Polonia Il sito specializzato ItaMilRadar ha tracciato lunedì 26 ottobre 2025 il volo di un grande aereo cargo KC-767A in dotazione al 14° Stormo dell'Aeronautica Militare di Pratica di Mare (Roma) che dalla base aerea NATO di Decimomannu in Sardegna ha raggiunto lo scalo polacco di Rzeszów, il maggiore hub della NATO per i rifornimenti di armi, munizioni e mezzi di guerra alle forze armate ucraine in guerra contro la Russia.
October 28, 2025
Antonio Mazzeo
Bombe ucraine per gli “alleati” europei
Non butta per niente bene. E le ultime notizie intorno alla guerra in Ucraina appaiono tutte segnali di radicalizzazione ed escalation del conflitto, quasi solo per decisione dei vertici dell’Unione Europea. C’è da segnalare che sul campo di battaglia le cose volgono chiaramente al peggio per l’esercito di Kiev, che […] L'articolo Bombe ucraine per gli “alleati” europei su Contropiano.
October 23, 2025
Contropiano
Annullata l’estradizione dell’attentatore del Nord Stream arrestato in Italia
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione presa lo scorso mercoledì dalla Corte d’appello di Bologna, che aveva dato disposizione di procedere con l’estradizione in Germania di Serhii Kuznietsov, ex capitano dell’Esercito ucraino a riposo ed ex membro dello SBU (il servizio di sicurezza di Kiev). Il militare era stato arrestato […] L'articolo Annullata l’estradizione dell’attentatore del Nord Stream arrestato in Italia su Contropiano.
October 19, 2025
Contropiano
“Ora tocca all’Italia”. La strategia delle balle guerrafondaie
Sembra abbastanza evidente che il susseguirsi di allarmi inverificabili circa la presenza di “droni russi” sui cieli d’Europa, o di “interferenze” nelle comunicazioni, sia piuttosto chiaramente una “strategia comunicativa” attribuibile per intero all’Unione Europea, proprio mentre l’America di Trump sta scaricando la guerra ucraina sul Vecchio Continente. Mettiamo in fila […] L'articolo “Ora tocca all’Italia”. La strategia delle balle guerrafondaie su Contropiano.
September 29, 2025
Contropiano
Se il mondo viene appeso all’Estonia…
Giusto il tempo di prendere informazioni, far depositare il polverone della propaganda al minuto, e proviamo a dire cosa è accaduto nel golfo di Finlandia, ovvero cosa sia in realtà “la provocazione russa” che ha portato “tre Mig nello spazio Nato sopra i cieli dell’Estonia”. Premessa necessaria: stabilito che, specie […] L'articolo Se il mondo viene appeso all’Estonia… su Contropiano.
September 20, 2025
Contropiano
Varsavia chiude le frontiere e si strangola da sola
Un vecchio proverbio popolare descrive in modo crudo l’idiozia di un marito che vuole fare un grosso dispetto alla moglie. Torna inevitabilmente alla mente guardando quel che sta facendo una certa “Europa”, quella collocata ad est. Non paghi della figuraccia internazionale fatta con la storia dell’”assalto russo” con droni – […] L'articolo Varsavia chiude le frontiere e si strangola da sola su Contropiano.
September 18, 2025
Contropiano