Sostegno alla petizione del comitato calabrese per bloccare le pre-intese sulla autonomia differenziata
I Comitati per il Ritiro di ogni autonomia differenziata, l’unità della
Repubblica,
l’uguaglianza dei diritti e il Tavolo NOAD plaudono all’iniziativa del comitato
calabrese NOAD che, insieme al comitato Difendiamo la Costituzione di Lamezia
Terme, ha promosso una petizione online (che preghiamo caldamente di
sottoscrivere) per bloccare il processo di ratifica definitiva delle Intese
preliminari tra il governo nazionale e le Regioni Veneto, Lombardia, Piemonte e
Liguria su alcune materie pretestuosamente (alla luce della sentenza 192/2024
della Corte Costituzionale) definite “non Lep”: previdenza complementare e
integrativa, professioni, protezione civile, sanità. La petizione si rivolge poi
al presidente Occhiuto e al Consiglio regionale calabrese, affinché ricorrano
alla Corte
Costituzionale contro le Intese preliminari stesse; ciò che, come già
annunciato, faranno le Regioni Puglia e Campania; con l’auspicio che ad esse,
oltre la Calabria, si associno le altre Regioni guidate dall’attuale opposizione
parlamentare.
La petizione – che si inserisce in continuità con le analoghe petizioni
presentate lo scorso
inverno in Lombardia, Lazio, Piemonte e Campania – appare particolarmente
significativa, non solo perché coinvolge una Regione a guida centro-destra; ma
anche perché il presidente Occhiuto, nel corso del lungo e tortuoso cammino per
la realizzazione del progetto eversivo di rottura dell’unità della Repubblica
attraverso l’autonomia differenziata, è parso caratterizzarsi per un profilo
differente rispetto ai propri colleghi presidenti di Regione dello stesso
schieramento politico. Ricordiamo, ad esempio, il suo plauso in occasione della
sentenza 192/2024 della Consulta, che – tra le altre cose, come lo stesso
Occhiuto aveva in precedenza ribadito in varie occasioni precedenti – vincolava
l’autonomia differenziata alla definizione e garanzia dei Lep; che – come
sappiamo – sono provvedimenti ben lungi dal verificarsi. Le evidenze espresse in
corso di audizione da organismi quali l’Ufficio Parlamentare di Bilancio –
nonché la semplice osservazione della realtà e delle condizioni
di vita – ribadiscono quello che da sempre i Comitati affermano: esiste un
divario presumibilmente incolmabile – al netto di investimenti letteralmente
straordinari, difficili da preventivare – tra garanzia dei diritti sociali in
Calabria e nel Meridione rispetto alle Regioni del Nord, e nelle stesse Regioni
del Nord tra territori urbanizzati e zone interne, tra periferie urbane e le
zone gentrificate delle metropoli.
Le disuguaglianze sociali in tutto il Paese si aggraveranno a causa
dell’autonomia
differenziata, che mira a rafforzare economicamente e socialmente le cosiddette
‘locomotive italiane’, cioè gli imprenditori delle Regioni del Nord, a scapito
dei lavoratori e dei ceti meno abbienti.
L’autonomia differenziata mira alla secessione dei ricchi, concentrati nel Nord
del Paese.
Per questo la petizione ha un respiro nazionale: perché chiama cittadini/e a
dire no alle disuguaglianze sociali e ai divari territoriali; dicendo no
all’autonomia differenziata, che renderà più ricchi i ricchi e darà più potere
ai potenti. E’ necessario, come la petizione fa, far sentire la propria voce,
mobilitare l’opinione pubblica per difendere l’unità della Repubblica, che è
garanzia affinché chiunque – ovunque risieda e dovunque sia nato – goda degli
stessi diritti civili, politici e sociali.
Due anni fa di questi tempi eravamo concentrati sulla raccolta di firme per il
referendum per
abrogare la legge 86/24 (la cosiddetta Calderoli). In quell’occasione, come in
tante altre (non ultimo il referendum sulla magistratura) il Sud ha fatto
sentire la propria voce, apportando un contributo fondamentale a quella raccolta
(per un referendum che purtroppo non è stato celebrato) e per la vittoria del No
su quella sulla magistratura. I Comitati per il Ritiro di ogni Autonomia
Differenziata e il Tavolo NOAD sono convinti che un eventuale consenso da parte
delle regioni del Sud sull’Autonomia Differenziata non rappresenterebbe un
plauso popolare, ma sarebbe il frutto di decisioni prese altrove. La petizione
ha il merito indiscusso di chiedere al popolo calabrese innanzitutto
un’esplicitazione chiara del proprio dissenso. E come tale va sostenuta e
condivisa.
Comitati per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata, l’uguaglianza dei
diritti e l’unità della Repubblica e
Tavolo No AD