Tag - benjamin netanyahu

Vecchi e nuovi duci
Non c’è più spazio per questo governo e per ministeri che sostengono una cultura giuli-va, varano nuove leggi truffaldine e hanno il tempo di vedere a scoppio ritardato gli attivisti liberati con le ossa rotte e con la giustizia fatta, barattata e liquidata da viscide scuse… che bastano e avanzano. Non c’è più spazio per questo governo affratellato dagli stessi spiriti di un passato nero, che fanno cadere la pesante croce della speranza sui popoli colonizzati da un neo-duce scagliato contro la mitezza di un Papa-Leone che predica la pace evangelica e la tiene lontana dalle orride visioni… diffuse a macchia d’olio. Non c’è più spazio per questo governo e per le belve sovraniste che hanno perso le staffe e, con la bibbia stretta sotto il braccio della vendetta, tengono in groppa uno Stato canaglia e si fanno beffa della decenza umana e della brava gente che continua a versare una emorragia di parole in-sensate… piene d’amore. Non c’è più spazio per questo governo e per il suo amico che comanda, corrompe e rinchiude il suo popolo tra le mura di una terra-santa dove la maggioranza rimane vittima permissiva e non reagisce e si lascia rovesciare addosso le torte al cappio… mangiate e digerite da chi festeggia la fine del mondo e dei popoli nemici. Pino Dicevi
May 25, 2026
Pressenza
Colonizzazione America Latina: piano di Trump e Netanyahu
Le registrazioni dei file audio confermano il progetto di trasformare l’intera regione in un’enclave estrattivista basata su carceri disumane e manipolazione religiosa finanziata con fondi pubblici sottratti alle infrastrutture statali. di Giorgio Trucchi (*) Si tratta di un vero e proprio piano strategico per riappropriarsi di territori, per imporre, anche militarmente, una sempre più feroce politica espansionistica e un modello
Scene di basso impero – di Gianni Giovannelli
La stragrande maggioranza degli uomini di potere si fa facilmente e regolarmente    trascinare dalla stupidità a ripetere i crimini dei predecessori e torna a commettere con tutta disinvoltura gli stessi errori del passato Procopio di Cesarea  (Anekdota, Carte segrete, trad. L.R. Cresci Sacchini)   La figura di Donald Trump, sempre in bilico fra il [...]
May 12, 2026
Effimera
Milano, 25 aprile: ore 15,30
Maurizio Fantoni Minnella riflette sulla provocazione della cosiddetta Brigata Ebraica. Milano, 25 aprile, ore 15.30 Il “muro” fatto di uomini e donne di ogni età s’infittisce a vista d’occhio in sfregio alla cosiddetta “Brigata ebraica”, un manipolo di circa trenta-quaranta persone, super protetta da due cordoni di braccia e scudi: sono i “City Angels” e i carabinieri, supportati da uomini
Israele approva la pena di morte: solo contro i palestinesi
di Mario Sommella (*) Una legge razzista che sancisce il suprematismo sionista e sfida il diritto internazionale. Il voto della vergogna Il 30 marzo 2026 sarà ricordato come il giorno in cui lo Stato di Israele ha legalizzato la pena capitale su base etnica. La Knesset, dopo quasi dodici ore di dibattito, ha approvato con 62 voti favorevoli e 48
Il processo messo in scena mentre cominciava il procedimento “In nome della legge, giù le armi”
In concomitanza della prima udienza dell’azione legale collettiva italiana promossa da diverse associazioni per chiedere l’annullamento dei contratti di fornitura di armamenti tra Leonardo Spa e Israele, venerdì 27 marzo in provincia di Varese abbiamo organizzato un flashmob. Con la recit-azione abbiamo rappresentato il processo a Netanyahu, impersonato da un attivista che ne indossava la maschera e che aveva le mani legate (ammanettate) e appeso al collo un cartello con scritto “criminale di guerra”. Mentre Netanyahu veniva condotto davanti alla Corte Penale Internazionale, raffigurata da un attivista travestito da giudice, gli si avvicinava un attore che impersonava l’AD di Leonardo SpA, Cingolani, che con al proprio fianco un’attrice che impersonava Giorgia Meloni consegnava al premier israeliano un M346 (riprodotto su cartone). Sullo sfondo della scena della performance c’era lo striscione con il titolo della campagna “In nome della legge, giù le armi Leonardo!“, l’iniziativa di sostegno ai promotori dell’azione legale collettiva che mira a far rispettare la legge 185/90 e la Costituzione e, sostenendo che la fornitura ad Israele alimenti la violazioni dei diritti umani e il genocidio della popolazione palestinese, far annullare i contratti che impegnano Leonardo SpA e lo Stato italiano alla consegna di armi e mezzi e strumenti bellici all’IDF. Il filmato che documenta il flash mob ora è diffuso sui social media e verrà consegnato agli organizzatori della campagna, la cittadina palestinese Hala Abulebdeh che nei bombardamenti contro Gaza ha perso tutta la propria famiglia ed è impegnata nell’azione legale collettiva insieme alle associazioni italiane A Buon Diritto, Acli, Arci, AssoPace-Palestina, Attac Italia, Pax Christi e Un Ponte Per.   L’Italia continua a esportare armamenti verso Israele mentre Gaza viene devastata da bombardamenti che hanno causato decine di migliaia di vittime civili. Nel frattempo, la guerra si è allargata all’Iran, Libano e Iraq, con attacchi di Israele all’intera regione. Noi abbiamo deciso di agire in tribunale per dichiarare nulli i contratti stipulati da Leonardo Spa e le sue controllate con lo Stato di Israele. Insieme alla dott.ssa Hala Abulebdeh (Abu Lebdeh), cittadina palestinese, abbiamo promosso questa azione legale per fermare la vendita di armi italiane a Israele. Il 29 settembre 2025 abbiamo depositato una citazione presso il Tribunale civile di Roma per chiedere che vengano dichiarati nulli i contratti di fornitura di armamenti stipulati da Leonardo S.p.A., dalle sue controllate o da soggetti intermediari, con lo Stato di Israele. La citazione chiede l’accertamento della violazione: della Costituzione italiana; della normativa nazionale sull’export di armi; delle norme sovranazionali e degli accertamenti dei competenti organi delle Nazioni Unite. Se il Tribunale riconoscerà la nullità di questi contratti, Leonardo e lo Stato italiano non potranno più garantire sostegno militare a Israele. Chiediamo alla magistratura di accertare le violazioni della Costituzione, della legge 185/1990 e del diritto internazionale umanitario. Chiediamo che sia vietata ogni futura vendita di armi e tecnologie militari a Israele, in particolare quelle utilizzate nelle operazioni militari a terra e in cielo condotte contro la popolazione palestinese – https://www.produzionidalbasso.com/project/fermiamo-la-vendita-di-armi-verso-israele/ Redazione Italia
March 31, 2026
Pressenza
Come l’Italia continua a rifornire la macchina di guerra israeliana
Il dossier “Made in Italy per l’industria del genocidio” documenta la complicità dell’Italia nel genocidio dei palestinesi portato avanti da Israele; una complicità strutturale e materiale. di Marianna Lentini (*) Mentre il governo assicura di aver “fermato” o “limitato” le esportazioni di armi verso Israele dopo il 7 ottobre 2023, dal nostro Paese sono partite almeno 416 spedizioni legate a
Amnesty International alle autorità israeliane: annullate la nuova legge sulla pena di morte
Amnesty International ha chiesto alle autorità israeliane l’urgente annullamento degli emendamenti, approvati il 30 marzo dalla Knesset con 62 voti a favore, che ampliano l’applicazione della pena di morte. L’alta direttrice delle ricerche e delle campagne di Amnesty International, Erika Guevara-Rosas, ha dichiarato: “Il parlamento israeliano ha approvato la prima di quella che minaccia di essere una serie di norme che faciliteranno l’uso della pena di morte, in una pubblica manifestazione di crudeltà, discriminazione e profondo disprezzo per i diritti umani. L’emendamento alla legge in materia di pena capitale, conosciuto come ‘pena di morte per i terroristi’, amplia e facilita l’applicazione della pena di morte in un periodo nel quale c’è una tendenza mondiale verso la sua abolizione. Inoltre, smantella le garanzie necessarie per prevenire la privazione arbitraria della vita e per proteggere il diritto a un processo equo, rafforzando in questo modo il sistema israeliano di apartheid che è puntellato da decine di leggi discriminatorie contro le persone palestinesi. Il livello raggiunto dalla disumanizzazione delle persone palestinesi è evidente se si considera che questa legge è stata approvata nello stesso mese in cui la procura militare israeliana ha archiviato tutte le accuse contro i soldati israeliani accusati di aver aggredito sessualmente un detenuto palestinese: una decisione celebrata dal primo ministro e da diversi ministri israeliani. Lo stesso primo ministro Netanyahu, ricercato dalla Corte penale internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità, è tra coloro che hanno votato a favore della legge. Da anni assistiamo a un ripetersi agghiacciante di esecuzioni extragiudiziali e altre uccisioni illegali di palestinesi, i cui autori godono di un’impunità pressoché totale. La nuova legge, che autorizza le esecuzioni di stato, rappresenta il culmine di tali politiche”. La nuova legge crea esplicitamente due sistemi legali per l’uso della pena di morte nella Cisgiordania occupata, compresa Gerusalemme Est illegalmente annessa, e per quello in Israele. I tribunali militari nella Cisgiordania occupata saranno autorizzati a imporre la pena di morte nei confronti dei palestinesi condannati per omicidi intenzionali in atti definiti di terrorismo ai sensi delle discriminatorie leggi anti-terrorismo israeliane. Solo in circostanze speciali, non specificate dalle leggi, i tribunali potranno emettere una condanna diversa dalla pena di morte, ma solo all’ergastolo. Il ministro della Difesa sarà autorizzato a stabilire se gli imputati della Cisgiordania dovranno essere processati da tribunali civili o militari. I condannati a morte non potranno chiedere clemenza: in questo senso, la legge israeliana sulla pena di morte è una delle più estreme al mondo. “Autorizzando i tribunali militari, che hanno un tasso di condanne degli imputati palestinesi del 99 per cento e che sono noti per non rispettare la garanzie sui processi equi, a imporre di fatto obbligatoriamente la pena di morte e ordinando che la condanna sia eseguita entro soli 90 giorni dalla decisione finale, Israele si sta dando carta bianca per mettere a morte palestinesi privandoli contemporaneamente delle più elementari garanzie processuali”, sottolinea Guevara-Rosas. Nel secondo sistema legale applicabile in Israele e a Gerusalemme Est illegalmente annessa, la possibilità che i tribunali civili emettano condanne a morte sarà ampliata fino a riguardare qualsiasi persona condannata per omicidio intenzionale “con l’obiettivo di negare l’esistenza dello stato di Israele”. Questo requisito ideologico usato a scopi pratici significa che la legge è stata redatta per essere applicata unicamente contro i palestinesi. “Nonostante qualche emendamento rispetto alle precedenti versioni, ogni condanna a morte imposta attraverso questa legge costituirà una violazione del diritto alla vita e, quando imposta contro le persone palestinesi del Territorio occupato, potrà essere un crimine di guerra – precisa Guevara-Rosas – La comunità internazionale deve esercitare ogni pressione sulle autorità israeliane perché annullino immediatamente questa legge, aboliscano completamente la pena di morte e smantellino tutte le leggi e le prassi che contribuiscono a mantenere in piedi il sistema di apartheid contro le persone palestinesi”. Amnesty International
March 31, 2026
Pressenza
Times of Israel: Tel Aviv prepara una nuova offensiva a Gaza per marzo
Secondo quanto rivelato dal Times of Israel, ripreso poi da varie testate internazionali, attraverso fonti diplomatiche arabe e funzionari governativi, il giornale israeliano è venuto a sapere che l’esercito di Tel Aviv avrebbe già elaborato piani dettagliati per una massiccia operazione militare da lanciare a marzo sulla Striscia di Gaza. […] L'articolo Times of Israel: Tel Aviv prepara una nuova offensiva a Gaza per marzo su Contropiano.
January 12, 2026
Contropiano