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Movimento ecologista e ambientalismo scientifico. Tra “il dire e il fare”: lo status quo e i rapporti di forza
L’avvio del “percorso di ascolto” promosso da Avs ai primi di maggio per dar vita a “un vivaio per l’Italia di domani” per sconfiggere questa destra di Meloni e Salvini ha rilanciato nel dibattito pubblico alcuni nodi del “fare politica ambientale”, in particolare su energia, trasporti, alimentazione e aree protette. Ed anche sul “pragmatismo senza principi” con cui si sono perse alcune battaglie cruciali dell’ambientalismo italiano sui limiti e la sostenibilità dello sviluppo trainato da consumismo e ingiustizia sociale che si perpetua attraverso furbeschi greenwashing. La replica di Aurelio Angelini alle critiche di Fabio Balocco espresse a proposito del “Vivaio delle idee” sul quale il coordinatore del Movimento Ecologista  aveva portato il suo contributo all’evento “Decidiamo!”, organizzato da Europa Verde e Sinistra Italiana e pubblicato in sintesi su “Italia Libera”[IL]   Caro Fabio Balocco, > MARCIA ANTINUCLEARE CASALE-TRINO 11 MAGGIO 1986 > > ti ringrazio per aver vinto il torpore e aver deciso di scrivere [qui il tuo > pezzo]. Chi supera la propria indolenza per contribuire al dibattito pubblico > merita rispetto, qualunque cosa poi dica. E devo riconoscere che alcune delle > tue osservazioni sono pertinenti e stimolanti, in particolare, quelle sulle > infrastrutture ereditate dal governo Draghi, sui corridoi ecologici e sulla > coerenza necessaria tra enunciati e scelte concrete. Su questi punti il > dibattito è aperto e ben venga chi lo alimenta con competenza. Detto questo, > permettimi alcune considerazioni sulle tue “verità”, pronunciate con la > sicurezza di chi ha già tutto chiaro. > >   > > Cominci evocando “i bla bla tinti di verde” e citando Greta come emblema > dell’inutilità. È una scelta curiosa. Greta Thunberg ha portato milioni di > giovani in piazza in tutto il mondo, ha costretto governi e parlamenti a > confrontarsi con l’emergenza climatica, e ha dimostrato con la sola forza > della coerenza che una sedicenne senza partito né denaro può spostare l’agenda > politica globale. Liquidarla come “bla bla” è una di quelle sintesi folgoranti > che dicono molto più di chi le pronuncia che di chi ne è oggetto. > >   > > IL 10 LUGLIO 1976, DALLO STABILIMENTO CHIMICO DELL’ICMESA DI MEDA, NEI PRESSI > DELL’ABITATO DI SEVESO, FUORIESCE UNA NUBE CONTENENTE DIOSSINA > > Sul 100% di rinnovabili entro il 2040 ci chiedi “come”. È una domanda > legittima. Avremmo però apprezzato che la stessa domanda “come?” tu l’avessi > rivolta anche alle politiche energetiche degli ultimi trent’anni, che ci hanno > consegnato una dipendenza fossile che paghiamo sulla bolletta ogni mese. Le > difficoltà tecniche della transizione esistono, sono reali e vanno affrontate > con serietà. Ma sollevare gli ostacoli senza mai interrogarsi sullo status quo > è un privilegio comodo che il pianeta non si può più permettere. > >   > > Ci rimproveri poi di non aver parlato di alimentazione, di diritti degli > animali, di caccia e pesca, di personalità giuridica della Natura. Hai > ragione: quei temi meritano spazio. Ma stai commentando un intervento non > l’enciclopedia di ecologia politica. Se in 1.500 parole non si riesce a > esaurire tutto l’universo del pensiero ecologista, non è necessariamente segno > di malafede o di sudditanza all’industria agroalimentare. A volte è > semplicemente questione di spazio. Il documento integrale di Movimento > Ecologista sulla piattaforma di Avs – su cui l’intervento si basa – affronta > molti di questi temi, ti invito a leggerlo, prima di costruire la critica > sull’assenza. > >   > > Infine, la questione delle armi e dell’atlantismo. È un tema complesso e > divisivo, su cui esistono posizioni articolate all’interno della stessa > sinistra ecologista europea. Che tu abbia la risposta definitiva in tasca è > ammirevole. Noi preferiamo, per ora, continuare a ragionarci, mettendo al > centro la Pace e il disarmo, la giustizia climatica e sociale. > >   > > MANIFESTAZIONE STUDENTESCA DEL FRIDAYS FOR FUTURE A MILANO NEL 2021 > >   > > Concludi definendo il mio intervento “antropocentrico” e invocando una > “visione olistica” come vera rivoluzione. Benissimo. Ma permettimi di > osservare che le persone, quelle in carne e ossa, con l’affitto da pagare, la > lista d’attesa al pronto soccorso, il contratto precario esistono dentro > quell’olismo, non nonostante esso. Una politica ecologista che non parli anche > a loro non è più olistica: è semplicemente meno efficace. E rischia di > restare, essa sì, un bel bla bla. > > Con stima sincera e spirito costruttivo, Aurelio Angelini Aurelio Angelini
May 29, 2026
Pressenza
2 Giugno di pace e di lotta a Sulmona per smilitarizzare  Monte San Cosimo
Un’area militare top secret. Il deposito di armi e munizioni più grande d’Abruzzo che da quasi 90 anni costituisce un pericolo e nello stesso tempo una potenziale risorsa per la Valle Peligna. E’ qui, a Sulmona, che il 2 giugno si terrà la manifestazione per chiedere la smilitarizzazione del deposito militare di Monte San Cosimo. “Abbiamo scelto la data del 2 giugno – dice il Coordinamento Disarmare la pace Disertare la guerra – perché vogliamo che la Festa della Repubblica venga celebrata non con parate e cerimonie militari ma all’insegna del ripudio della guerra sancito dalla Costituzione italiana. Facciamo nostro l’appello di un grande presidente della Repubblica, Sandro Pertini, a svuotare gli arsenali e riempire i granai. Un appello in realtà mai ascoltato da nessun governo e che, con i venti di guerra che soffiano forte, può oggi apparire addirittura anacronistico ma che invece è più attuale che mai. Ciò alla luce del folle Piano ReArm Europe varato dall’Unione Europea che mira ad investire 800 miliardi per gli armamenti entro il 2030, piano al quale ha aderito anche l’Italia. Si tratta del più grande progetto di riconversione verso l’economia di guerra. La spesa militare, a livello globale, nel 2025 ha raggiunto i 2.887 miliardi di dollari e il nostro Paese, su 195 Stati sovrani nel mondo, in questa graduatoria occupa il 12esimo posto. A fare la parte del leone di questa montagna di denaro è l’industria bellica – e da noi, in primo luogo, Leonardo – che sta realizzando profitti da capogiro. E questo mentre la crisi economica erode ogni giorno di più il reddito delle famiglie italiane, aumenta il precariato e la disoccupazione. E dove prende il governo le risorse per il riarmo se non dalla sanità, dall’istruzione, dal welfare e da tutti gli altri servizi essenziali per i cittadini?”. La storia del deposito militare di Monte San Cosimo comincia alla fine degli anni Trenta del secolo scorso quando il regime fascista espropriò un’area vastissima, oltre 133 ettari ricadenti nei Comuni di Pratola Peligna, Prezza e Sulmona, per costruirvi un’industria militare, il dinamitificio Montecatini – Nobel, un impianto gemello di quello di Bussi sul Tirino dove si producevano i gas letali utilizzati da Mussolini nella guerra in Etiopia. La particolarità del deposito è che all’interno della montagna sono state scavate gallerie nelle quali dapprima veniva stoccata la polvere da sparo prodotta nello stabilimento e successivamente armi e munizioni. Il dinamitificio venne bombardato e parzialmente distrutto nel corso della Seconda guerra mondiale dall’aviazione angloamericana causando una decina di morti. Lo stesso giorno, 27 agosto 1943, ci fu il bombardamento della vicina stazione di Sulmona dove vennero uccisi 104 civili.  La Valle Peligna è seduta letteralmente su una polveriera. Ogni qual volta c’è una crisi internazionale il deposito di Monte San Cosimo viene posto in stato di massima allerta, secondo i dispositivi NATO, in quanto obiettivo militare strategico. Come nel 1986 quando, in occasione della crisi Italia-Libia, Gheddafi minacciò esplicitamente di colpirlo. Nel 1990, per le sue caratteristiche di montagna cava, il deposito venne individuato dal governo come sito idoneo per lo stoccaggio di scorie radioattive. Nell’inverno del 2022, dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, si assistette ad un intenso via vai di camion militari da e per il deposito. L’unico parlamentare che lo visitò nel lontano 1968 fu il senatore socialista Michele Celidonio al quale però fu impedito di vedere alcuni ambienti “per evidenti ragioni di sicurezza”. Nel dopoguerra ci furono manifestazioni promosse dalle organizzazioni sindacali e degli agricoltori affinché l’area tornasse nella disponibilità dei Comuni per essere destinata a scopi civili e di pace.  Nel corso degli anni tante furono le iniziative miranti ad ottenere la smilitarizzazione: marce, petizioni popolari, sit-in, interrogazioni parlamentari. Nel 2006 venne costituito un apposito comitato, “Cittadini della Valle Futura”, che raccolse 5.000 firme. Ma si mossero anche le istituzioni: 17 Comuni del comprensorio peligno adottarono una identica delibera per la riconversione civile dell’area e anche il Consiglio regionale d’Abruzzo votò una risoluzione che faceva propria la richiesta dei Comuni. Da parte sua il Ministero della Difesa ha sempre minimizzato l’importanza del deposito militare. Nelle risposte alle varie interrogazioni presentate in Parlamento il governo di turno ha sempre sostenuto che “la struttura non custodisce armi di alcun genere” ma solo “quantitativi limitati di cariche esplosive”.  “Ma se così fosse – sottolinea il Coordinamento Disarmare la pace Disertare la guerra – vi sarebbero ancora più ragioni per la sua smilitarizzazione. Perché impegnare un’area così grande? Se questo è il suo utilizzo il deposito può essere dislocato altrove e i 133 ettari – già infrastrutturati e dotati di ogni servizio quali rete elettrica, luce e gas, strade interne, un collegamento ferroviario e la prossimità dell’autostrada Pescara-Roma – possono essere restituiti alle comunità del territorio”. Il Coordinamento ha rivolto un invito ai comitati, alle associazioni, alle forze politiche e sindacali, nonché ai Sindaci, ai parlamentari e ai consiglieri regionali a partecipare alla manifestazione del 2 giugno davanti all’entrata del deposito militare per rilanciare il progetto della smilitarizzazione di una struttura che da luogo adibito alla custodia di strumenti di morte potrebbe diventare un’area al servizio della vita e della pace; una struttura che, per la sua ampiezza e la sua posizione logistica, può essere utilizzata in primo luogo per la protezione civile, essendo il territorio della massima sismicità. Non solo, essendo tanto grande essa può essere destinata ad usi molteplici, quindi anche per scopi produttivi, sociali e culturali e contribuire così a risollevare un’area, la Valle Peligna, soggetta ad una pesante crisi economica e ad un progressivo processo di spopolamento.                                                                                                                       Mario Pizzola
May 29, 2026
Pressenza
80 anni di Repubblica, da oggi al 2 giugno le iniziative per disarmo e nonviolenza
Da Verona a Firenze, da Roma a Monte Sole: la società civile per un’Italia che ripudia la guerra celebra gli 80 anni della Repubblica e rilancia la campagna “Un’altra difesa è possibile” Di fronte alla corsa al riarmo che sta travolgendo l’Europa, la società civile italiana alza la voce e si mobilita. Lo fa rivendicando i capisaldi della Costituzione e ricordando che la sicurezza non si misura in miliardi di spesa militare, che la dignità dei popoli non si difende con le bombe, che la pace non è assenza di guerra, ma costruzione quotidiana di giustizia e diritti. Lo fa ricordando che fin dall’inizio chi ha fondato la Repubblica italiana ha scelto di ripudiare la guerra, e che quella scelta vale ancora oggi. Una grande mobilitazione, in risposta all’appello lanciato da Rete Italiana Pace e Disarmo e Sbilanciamoci per celebrare gli 80 anni della Repubblica con iniziative civili, pacifiste e nonviolente: in tutta Italia si sono moltiplicate fiaccolate, biciclettate, convegni e presidi. Un calendario fitto, che parte stasera da Verona e culmina il 2 giugno in più città italiane. Obiettivo comune: restituire alla Festa della Repubblica il suo autentico carattere costituzionale, quello di una Repubblica che ripudia la guerra, sottraendola alle parate militari e al clima di riarmo che domina il dibattito pubblico europeo. Il nostro appello ha mosso l’Italia, perché la risposta è stata straordinaria: decine di realtà (associazioni, reti locali, comunità ecclesiali, sindacati, scuole) hanno aderito e organizzato proprie iniziative, animate da un filo conduttore: l’articolo 11 della Costituzione non è retorica, è un impegno concreto che oggi, di fronte alla corsa al riarmo europeo, va rivendicato con forza. Il calendario da stasera al 2 giugno Giovedì 28 maggio – VERONA · Fiaccolata «Chiamata alla Pace» – ore 20.30 Fiaccolata interreligiosa ed ecumenica dal Municipio al Duomo, promossa da Chiesa di Verona, Comune, Scuola di Pace e Nonviolenza e Comitato veronese per le iniziative di pace. Apertura con il sindaco Damiano Tommasi, conclusione con il vescovo Domenico Pompili. Una chiamata collettiva per chiedere l’istituzione della difesa civile, non armata e nonviolenta. → Informazioni e dettagli: https://retepacedisarmo.org/evento/chiamata-alla-pace-per-ripudiare-la-guerra/ Venerdì 29 maggio – VITERBO · Convegno «La nostra Repubblica della Pace» – ore 17.00 Convegno promosso dal Tavolo della Pace di Viterbo con interventi su geopolitica, economia e valori costituzionali. Previsto collegamento dalla Siria con volontarie di Operazione Colomba – Corpo nonviolento della Comunità Papa Giovanni XXIII. → Informazioni e dettagli: https://retepacedisarmo.org/evento/la-nostra-repubblica-della-pace/ Venerdì 29 maggio – LA SPEZIA · Convegno ecumenico «Eirene» – ore 17.45 Il gruppo interconfessionale «Eirene, Cristiani per la Pace» presenta la Nota Pastorale CEI «Educare a una pace disarmata e disarmante» e il cammino ecumenico delle Chiese italiane per la nonviolenza. In diretta YouTube. Promosso da ACLI, Azione Cattolica, Chiese evangeliche battista e metodista, Movimento dei Focolari e altri. → Informazioni e dettagli: https://retepacedisarmo.org/evento/per-una-pace-disarmata-e-disarmante-il-cammino-ecumenico-per-la-pace-e-la-nonviolenza/  Sabato 30 maggio – ROMA · Biciclettata costituzionale – ore 9.00 Partenza da Piazza Vittorio Emanuele verso Porta San Paolo, simbolo della Resistenza. In bicicletta come le staffette partigiane con Ascanio Celestini, Giuseppe Cederna, la staffetta partigiana Luciana Romoli, i dirigenti di ANPI e CGIL. Tappe davanti a scuole, ospedali e luoghi di lavoro per ricordare i fondamenti della Costituzione e raccogliere firme per la proposta di legge «Un’altra difesa è possibile». → Informazioni e dettagli: https://retepacedisarmo.org/evento/la-nostra-repubblica-della-pace-del-lavoro-dei-diritti-dellambiente/ Sabato 30 maggio – ROMA (Spin Time) · Conferenza stampa Mondiario 2026/2027 – ore 11.00 La Fondazione Nigrizia e il presidente ANPI Gianfranco Pagliarulo presentano il Mondiario scolastico sugli 80 anni della Repubblica. Alle ore 15.00 i bambini del doposcuola danno vita a una nuova Assemblea Costituente. → Informazioni e dettagli: https://retepacedisarmo.org/evento/conferenza-stampa-lancio-mondiario-2026-2027/ Lunedì 1° giugno – VICENZA (in streaming) · «Un’altra difesa è possibile» – ore 20.30 Il «Primo lunedì del mese» – anno XXIX – dedica la puntata all’istituzione di un nuovo modello di difesa civile, con Laura Milani (CNESC – Comunità Papa Giovanni XXIII) e Salvatore Marra (CGIL Nazionale – Confederazione Europea dei Sindacati). → Informazioni e dettagli: https://retepacedisarmo.org/evento/unaltra-difesa-e-possibile-al-primo-lunedi-del-mese/ Il 2 giugno la Repubblica della Pace si mobilita nelle comunità 2 giugno – FANO (PU) · «FestAltra» al Parco Urbano Polverari – ore 10.00–19.00 La Rete Pace e Disarmo di Fano e Pesaro propone una giornata alternativa alla parata militare: biciclettata, passeggiata naturalistica, spazi per bambini, letture, giochi e pesca a favore di Emergency. Dibattito sul futuro del parco urbano con amministratori e società civile. Una festa che denuncia la «complicità tra guerra, potere e profitto» e valorizza dialogo e cura. → Informazioni e dettagli: https://retepacedisarmo.org/evento/festaltra/ 2 giugno – FIRENZE · Pax Christi: «Festa delle Forze Disarmate» – ore 10.30 Testimonianza pubblica davanti alla Caserma «Predieri», dove sarà ubicato il futuro Comando NATO per il Centro-Sud. Credenti e non credenti insieme, con canti, riflessioni e preghiere, per esprimere contrarietà alla guerra e praticare concretamente la nonviolenza. → Informazioni e dettagli: https://retepacedisarmo.org/evento/festa-della-repubblica-delle-forze-disarmate/ 2 giugno – MONTE SOLE (BO) · Al Poggiolo, tra memoria e nonviolenza – ore 14.30 Scuola di Pace di Monte Sole e Poggiolo Rifugio Re_esistente promuovono un dialogo su «La difesa civile, non armata e nonviolenta prepara la pace» con Pasquale Pugliese (Movimento Nonviolento) ed Elena Moncelli (Scuola di Pace). Coro «AcCanto al Sasso» con repertorio di canti di resistenza. Raccolta firme per «Un’altra difesa è possibile» durante tutta la giornata. → Informazioni e dettagli: https://retepacedisarmo.org/evento/il-plebiscito-popolare-che-ha-instaurato-la-repubblica/ 2 giugno – FAENZA (RA) · «One Day, in Africa» – ore 16.30 Piazza della Libertà. Festa multietnica con colori, sapori e suoni di diverse tradizioni del mondo, trasformata anche in momento per celebrare la Festa della Repubblica che ripudia la guerra. → Informazioni e dettagli: https://retepacedisarmo.org/evento/one-day-in-africa/ 2 giugno – BIELLA · «Cara Costituzione ti voglio bene» – ore 18.00 Mai come Ora 2026 promuove una lettura pubblica della Costituzione italiana in tutti i quartieri della città, davanti ai monumenti ai caduti per la libertà. Un gesto civile semplice e potente: riscoprire insieme le parole dei Padri e delle Madri Costituenti – pace, diritti, inclusione, lavoro, ambiente – e ricordarsi cittadine e cittadini. L’iniziativa aderisce all’appello di Rete Italiana Pace e Disarmo e Sbilanciamoci! e si svolge contemporaneamente in nove luoghi del Biellese: dai Portici del Municipio in centro a piazze e lapidi dei quartieri Chiavazza, Riva, San Paolo, Piazzo, Valle Oropa, Vernato Thes, Oremo Barazzetto Vandorno, Pavignano Vaglio Colma e Villaggio Lamarmora. → Informazioni e dettagli: https://retepacedisarmo.org/evento/cara-costituzione-ti-voglio-bene/ 2 giugno – REGGIO EMILIA · «In cammino per la Difesa civile» – ore 18.00 Ritrovo al Giardino dei Giusti per «La Festa della Repubblica che ripudia la guerra. In cammino per la Difesa civile non armata e nonviolenta»: incontro e riflessione in un luogo simbolico. Oltre il 2 giugno: si continua a camminare Domenica 7 giugno – PADOVA · «Cammino per una Repubblica di Pace» – ore 18.00 Piazza Castello, con arrivo al Municipio. Un corteo promosso da un’ampia coalizione di realtà padovane – ACLI, ANPI, ARCI, CGIL, CISL, UIL, Emergency, Libera, Legambiente, Comunità di Sant’Egidio, Beati i Costruttori di Pace, Azione Cattolica, AGESCI e molti altri – per ribadire che la strada per la pace va percorsa «con caparbietà, con ostinazione, con i nostri corpi». In caso di pioggia l’evento è annullato. → Informazioni e dettagli: https://retepacedisarmo.org/evento/cammino-per-una-repubblica-di-pace/ Il cuore della proposta collettiva: la Campagna «Un’altra difesa è possibile» Tutte queste iniziative condividono un obiettivo concreto: rilanciare la raccolta di firme per la proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione di un Dipartimento della Difesa Civile, Non Armata e Nonviolenta. In un momento in cui i governi europei gareggiano nell’aumentare i bilanci militari (con la spesa globale che nel 2025 ha toccato il record storico di 2.887 miliardi di dollari) la proposta pone una domanda necessaria: esistono strumenti alternativi e nonviolenti per garantire sicurezza e risolvere i conflitti? La risposta delle nostre reti è sì, e vogliamo dunque creare quelle “istituzioni di Pace” che possano concretizzare questo percorso alternativo alla guerra e alla distruzione Invitiamo tutte le organizzazioni aderenti, i cittadini e le cittadine a farsi promotori della raccolta firme nelle proprie reti e comunità. Tutte le informazioni su www.difesacivilenonviolenta.org! Rete Italiana Pace e Disarmo
May 28, 2026
Pressenza
Cuba no está sola, evento a Varese
Questo il messaggio che vogliamo trasmettere. L’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba (ANAIC) chiama a raccolta tutte le persone che hanno a cuore lo straordinario esempio che Cuba libera e socialista è stata capace di offrire nei suoi 66 anni di indipendenza. Pur sotto assedio infatti da sempre Cuba invia in ogni angolo del mondo le sue brigate di medici e di insegnanti, là dove altri mandano eserciti. Oggi mentre l’impero del male yankee lancia l’ultima offensiva nel tentativo di distruggerla definitivamente tocca a noi cittadini, visto che i governi latitano, alzare la voce in difesa di questa piccola ma coraggiosa isola, che ha come unica colpa quella di non volersi più sottomettere al dominio straniero. Giovedì 4 giugno 2026 a Varese a partire dalle 20,30, presso la tensostruttura dei Giardini Estensi in via Sacco 5, il circolo di Varese “Comandante Fidel” dell’ANAIC organizza una serata di testimonianza, informazione e solidarietà con Cuba; ospiti d’eccezione saranno il dr. Franco Cavalli, presidente di Medicuba Europa recentemente recatosi dall’Avana in occasione dell’arrivo del Convoy from Europe e della Flotilla Nuestra America e la dottoressa Lisvette Vega, vice console di Cuba. Toccheremo con mano la drammatica situazione nella quale è costretta la maggiore delle Antille nelle parole di chi Cuba la conosce e l’ha visitata in questi terribili frangenti e conosceremo le attività di sostegno che da oltre 60 anni svolge l’ANAIC. La serata sarà inoltre allietata dallo spettacolo musicale cubano offerto dal “Grupo Temba Son”. L’ingresso è libero, ma chi vorrà potrà elargire donazioni che verranno utilizzate per le attività di solidarietà dell’associazione di amicizia Italia-Cuba.   Roberto Boccarusso
May 28, 2026
Pressenza
Cagliari si mobilita per Cuba contro l’aggressione militare degli USA
L’associazione Amicizia Italia-Cuba ha promosso una manifestazione che si terrà il 28 maggio in tutte le Regioni italiane. In Sardegna si sono già svolte manifestazioni di solidarietà a Sassari e Nuoro. A Cagliari si terrà un sit-in sempre il 28 maggio dalle ore 18: alle 20:00 in piazza Costituzione. Noi chiediamo che venga tolto il Blocao, che attualmente con la presidenza Trump è diventato blocco totale del petrolio; con il colpo inferto al Venezuela gli Usa impediscono l’arrivo degli aiuti che, con Cavez prima e Maduro poi, erano di vitale importanza per il popolo cubano. Locandina della manifestazione del 28 maggio 2026 Adesso mancano alimenti e prodotti sanitari, compresi i medicinali salva vita. Il popolo cubano ha il solo torto di non accettare il dominio economico e politico degli USA. Associazione Italia-Cuba “Circolo di Cagliari-Movimento 26 Luglio” Redazione Sardigna
May 26, 2026
Pressenza
Il prezzo del progresso: Congo tra cobalto e scuole. Incontro a Luino
Venerdì 29 maggio 2026 ore 20:45 Palazzo Verbania, Luino Evento gratuito organizzato da GIM Terre di lago Fatima Burhan Mohamed, Advocacy Officer di Still I Rise, ci illustrerà  il report “Il prezzo del progresso” da loro sviluppato sulla situazione in alcune aree del Congo, in sinergia con il lavoro che svolgono in campo educativo e sociale. Still I Rise è un’organizzazione umanitaria indipendente che lavora a livello internazionale per offrire istruzione d’eccellenza a bambini e ragazzi profughi e vulnerabili. Nella Repubblica Democratica del Congo, Kolwezi è diventata uno dei luoghi più strategici del pianeta. Qui si estrae gran parte del cobalto che alimenta batterie, infrastrutture digitali e tecnologie energetiche, ma la competizione globale per queste risorse non si svolge solo nei mercati o nelle strategie internazionali. Si svolge anche nei quartieri della città. Gran parte di Kolwezi sorge infatti all’interno di concessioni minerarie. Quando queste concessioni si espandono, intere comunità possono trovarsi improvvisamente a rischio di sfratto. E quando una famiglia perde la casa, spesso anche i bambini smettono di andare a scuola. Per questo il lavoro di Still I Rise non si ferma all’educazione. Difendere la scuola significa anche difendere la stabilità delle famiglie. Negli ultimi mesi il team ha lavorato casa per casa nei quartieri dove vivono gli studenti per capire cosa stava succedendo davvero, per poi organizzare incontri informativi e rafforzare la capacità della comunità di difendere i propri diritti. Scarica il report integrale.   Redazione Varese
May 26, 2026
Pressenza
Prossimo futuro n. 276 25 – 31 maggio
Bollettino di informazione della redazione di Pressenza sugli eventi della prossima settimana. Inviare le notizie a redazioneitalia@pressenza.com entro la domenica prima dell’evento.   APPUNTAMENTI FISSI   Mappa dei presidi, incontri e cortei periodici per la pace   https://shorturl.at/pWPkJ   Per segnalare il proprio presidio o gruppo:   https://forms.gle/vXBn83i8vgY1rgYf8     Incontro: Aiutiamo Haiti, un paese dimenticato Lunedì 25 maggio 2026 ore 20,30 Casa per la Pace “La Filanda” Via Canonici Renani 8 – Casalecchio di Reno (BO) Matteo Ruggeri (Sindaco di Casalecchio di Reno) Prof.ssa Carminella Biondi (Emerita Università di Bologna) Antonie Zacharie (Presidente dell’Associazione AIHIP) Coordina Alessandro Alberani   Torino, Italia, città delle armi? L’impegno comune ad uscire dalla notte dell’economia di guerra 25 maggio ore 21:00  online sul canale YouTube (https://www.youtube.com/live/1ne-mAbrejU?si=yoRSWdi7ivzpWnYb) e sulla pagina Facebook (Link per diretta facebook: https://fb.me/e/4zPjcGEoU) di Economia Disarmata. Per maggiori informazioni: https://www.riconversioneindustrialedipace.org Carlo Cefaloni economia.disarmata@gmail.com Proiezione di “Innocence”: per un’obiezione di coscienza “prima che sia troppo tardi” MARTEDÌ, 26 MAGGIO, ORE 20:30 CINEMA NUOVO EDEN, BRESCIA Verrà proiettato, su iniziativa di alcune realtà della società civile bresciana, il documentario Innocence di Guy Davidi. Questo per portare all’attenzione della società, e soprattutto degli insegnanti, l’importanza di una riflessione su cosa sia l’obiezione di coscienza in Italia oggi, “prima che sia troppo tardi”. Il documentario del 2022 è costruito su testimonianze di giovani israeliani e israeliane che fin da piccoli sentivano un profondo rifiuto al servizio militare, ma che si sono trovate sole in un sistema totalizzante. Attraverso loro video d’infanzia e frammenti dei loro diari, quadri e poesie, vediamo il percorso verso una loro individuale e tragica ultima obiezione di coscienza. Agli insegnanti in sala verrà anche proposto di lasciare il loro contatto, per potere organizzare, nel prossimo autunno una visione mattutina per le scolaresche interessate. , NO al RIARMO 26 maggio ore 17:00 Piazza Alighieri , Galatina (LE) Presidio. Per maggiori informazioni: https://www.peacelink.it/disarmo/nasce-a-galatina-il-comitato-no-al-riarmo Comitato NO al RIARMO chatwin131166@gmail.com E’ ancora possibile parlare di Pace? 26 maggio ore 20:45 Fondazione di Piacenza e Vigevano, via S.Eufemia 13 – Piacenza, Piacenza (PC) E’ ancora possibile parlare di Pace? Ne discuteremo con Lisa Clark, Nico Piro e Pasquale Pugliese. In collegamento dal Messico porterà un saluto Marco Tarquinio Per maggiori informazioni: evento su Facebook Roberto Lovattini Incontro con Moreno Biagioni Mercoledi 27 maggio 2026 ore18 Biblioteca di Calenzano Via della Conoscenza 11 Calenzano (Fl) Dialogano con Moreno Biagioni sui suoi libri  Maria Beatrice De Castri, Tommaso Fattori. Si consiglia la prenotazione al n. 055/8833421  Diritto di Sangue – Rovescio di Sangue   Leggere la cittadinanza italiana attraverso l’arte contemporanea mercoledì 27 maggio a Palermo alle ore 18 a Palazzo Riso proiezione del progetto video di Marina Sagona con interventi di Teresa Fiore (Montclair University USA) e Clelia Bartoli (UniPa); introduce la direttrice del Museo d’arte contemporanea Evelina De Castro   Facciamo la pace 27 maggio ore 21:00 via Cirillo 2L, Firenze (FI) Incontro sulla campagna R1PUD1A con Francesca Testa di Emergency Firenze Per maggiori informazioni: evento su Facebook Le Curandaie La devastazione della Pace 27 maggio ore 20:46 Via Massimiliano Francesconi, 2, Este (PD) Chiostro delle Consolazioni Testimonianze dai territori di guerra Per maggiori informazioni: evento su Facebook Thea Valentina Gardellin Diritti umani, repressione e libertà in crisi in Tunisia 28 maggio Ore 17-19  Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre Via Principe Amedeo, 184 Roma Tavola rotonda dedicata alla situazione dei diritti umani in Tunisia. L’incontro, aperto alle associazioni, a rappresentanti della società civile e al mondo del giornalismo sarà uno spazio utile ad analizzare le crescenti restrizioni alle libertà fondamentali nel paese, con particolare attenzione alla repressione contro difensori e difensore dei diritti umani, giornalisti e organizzazioni della società civile, nonché alle politiche migratorie.   QUESTA REGIONE R1PUD1A LA GUERRA  Giovedi 28 Maggio – ore 13:00 Piazza dell’Unita Italiana 1- Firenze  Conferenza stampa ed evento in occasione dell’adesione della Regione Toscana  alla campagna di EMERGENCY  Introducono:  Mia DIOP – Vicepresidente Regione Toscana,  Rossella MICCIO – Presidente EMERGENCY,  Simonetta GOLA – Direttrice comunicazione EMERGENCY  Intervengono: • Alice PISTOLESI – Atlante delle guerre e dei conflitti nel mondo, Elena GIOVANELLA – Anestesista e coordinatrice medica del Centro Salam a Khartoum (Sudan) – EMERGENCY,  Testimonianza di Sanitari per Gaza, Voci contro la guerra dei sindaci toscani  Conclude Eugenio GIANI – Presidente Regione Toscana  L’evento sarà trasmesso in streaming su:www.regione.toscana.it/diretta-streaming    Il paesaggio siciliano negato e i ricordi familiari dei migranti giovedì 28 maggio a Palermo alle 18 inaugurazione di una doppia mostra fotografica alla galleria Roots (Via Castrofilippo 40): Dystopian Sicilian Landscape di Melania Messina e Mataleli Bhari di Alfredo D’Amato, paesaggi sottratti al bene comune o paesaggi mediterranei come memoria di vite spezzate e foto ricordo di familiari di migranti, immagini comparse negli omonimi libri per l’editore indipendente 89 books.   Parlare di guerra a bambine e bambini 28 maggio ore 17:15 via Giuseppe Giacosa 46, Milano (MI) Auditorium Ex Chiesetta Parco Trotter Un pomeriggio dedicato a bambine, bambini e adulti per affrontare insieme il tema della guerra attraverso parole, ascolto e storie. H. 17.15 – Lettura +4 “Nour” Lettura di Sara Milani, attrice Nour è una bambina che vive in Palestina, una terra di ulivi, mercati e cose buone da mangiare. Quando la guerra la costringe a lasciare la sua casa, trova il modo di dire agli adulti: “Io non ci sto”. H. 17.30 – Talk con @Annalisa Falcone Pedagogista e formatrice Un incontro rivolto a genitori, nonni ed educatori per confrontarsi su come affrontare il tema della guerra e rispondere alle domande di bambine e bambini (4–10 anni). Durante l’incontro, le bambine e i bambini potranno partecipare ad attività e letture a cura dei volontari di LibroTrotter e dei genitori, così da permettere agli adulti di seguire il talk. Con: Amici del Parco Trotter ODV • Casa del Sole • I.C. Francesco Cappelli • @LibroTrotter Per maggiori informazioni: evento su Facebook La Città del Sole – Amici del Parco Trotter ODV   Libertà per Marwan Barghouti 30 Maggio, Mandela Forum, Piazza Enrico Berlinguer Firenze Con la partecipazione di Arab Barghouti. Libertà per Marwan Barghouti e tutti i prigionieri palestinesi. 1. 10 – 12 interventi istituzionali 2. 12.30 pranzo popolare di raccolta fondi.Prenotazioni solo via whatsapp al n. 3920689259   Lotta alle mafie 31 maggio dalle ore 18.00 presenteremo alla Casa per la Pace di Baruffi (via Quintole per le Rose 131) il libro “Lotta alle mafie” Saranno con noi gli autori SIMONA BARBERIO e MASSIMO CAPONNETTO ed inoltre la docente ELVIRA ANZALONE, la giornalista AURORA TORRE, la pedagogista e psicologa SAMANTHA PERONI e FRANCESCA GRASTA del Centro Studi Rita e Paolo Borsellino di Palermo. Alla presenza del coordinatore centro di Pax Christi PIO CASTAGNA cercheremo di approfondire il tema dell’educazione alla legalità democratica, alla nonviolenza soprattutto in relazione ai più giovani. Vi aspettiamo in molti! Per segnalare la vostra partecipazione scrivere a: casaperlapace@paxchristi.it oppure chiamare il numero 0550127516 Echi di guerra – Rumori di pace Da giovedì 28 a domenica 31 maggio Chiesa SS Pietro e Paolo Castelveccana, Porto Valtravaglia (VA) Da giovedì 28 a domenica 31 maggio mostra “La guerra e i diritti negati” Venerdì 29 maggio alle ore 21 concerto con canti intercalati con letture ed immagini di guerra e di rinascita. L’evento viene organizzato dalla corale Ss. Pietro e Paolo di Castelveccana, con il patrocinio di Acli circolo di Castelveccana Aps le parrocchie della Valtravaglia e con la partecipazione di Emergency e parole in viaggio. Entrata libera offerta gradita, il ricavato sarà devoluto ad Emergency Per maggiori informazioni: evento su Facebook Gruppo Emergency Varese   Eirenefest Valdarno Per il terzo anno consecutivo si realizza Eirenefest in Valdarno, quest’anno tra Figline, Pergine, San Giovanni Valdarno e Terranuova Bracciolini. E’ una rassegna di presentazioni e laboratori con il calendario qui riportato: 26 Maggio h. 21 San Giovanni Valdarno Associazione Nanda & Friends, Corso Italia 211 Café la paz: quattro chiacchiere con Borges, il Che e Silo 3 Giugno h 18,30 Associazione Circuito Corto Via Petrarca 172 Incisa Valdarno Presentazione del libro di Paola Carta, Frontiere Visibili e invisibili   Mostra interattiva pace e nonviolenza attiva ora! Un’iniziativa dedicata alla promozione della nonviolenza attiva e della cultura di pace nella nostra comunità. Biblioteca Comunale Gallicano – locali CIAF La mostra sarà poi visitabile fino a fine febbraio 2026. La mostra è organizzata da  Il Team Organizzativo COPEUU Italia  Corrente Pedagogica Umanista Universalista con la collaborazione di: La Comunità, Centro Estudios Humanistas Nuevo Civilizacion. Con il Pa Redazione Italia
May 25, 2026
Pressenza
Quando una coscienza si spezza
Sul suicidio di Nina Litvinova, pacifista russa, impegnata al fianco dei perseguitati e dei prigionieri politici. La sua morte in Europa è caduta nel silenzio, ma la sua vita è stata spesa per gli altri: “sempre lì, dove c’era più dolore”_   Ci sono persone che resistono per anni. A volte per tutta la vita. Resistono alle menzogne, alla propaganda, alla violenza del potere, all’indifferenza degli altri. Ma anche le coscienze più forti, se lasciate sole, alla fine si spezzano. La morte di Nina Litvinova ci obbliga a guardare proprio lì: non solo alla repressione di un regime, ma anche al peso immenso che grava su chi continua a opporsi mentre il mondo guarda altrove. Per decenni Litvinova è stata accanto ai perseguitati politici russi. Seguiva processi, aiutava prigionieri, sosteneva dissidenti e le loro famiglie. Era una di quelle persone che raramente occupano le prime pagine ma senza le quali la dignità umana arretrerebbe ancora di più. “Memorial”, l’organizzazione per i diritti umani di cui seguiva il lavoro, ha scritto che “era sempre lì dove c’era più dolore”. Forse non esiste definizione più alta di una vita spesa per gli altri. Nel messaggio lasciato prima del suicidio, Nina Litvinova parla della guerra contro l’Ucraina, delle incarcerazioni, delle torture, dell’impotenza. Dice di essere esausta. Dice di non farcela più a sopportare il dolore di chi continua a morire o a soffrire nelle carceri russe per essersi opposto alla guerra. Non c’è odio nelle sue parole. C’è piuttosto il crollo di una coscienza che ha sentito troppo a lungo il peso della sofferenza altrui. E forse questo dovrebbe interrogarci profondamente. Parliamo continuamente dei potenti, dei leader, degli eserciti, delle strategie geopolitiche. Molto meno di chi tenta di tenere in piedi la dignità umana dentro società attraversate dalla paura e dalla repressione. Eppure sono proprio queste persone a custodire qualcosa di essenziale: la possibilità di restare umani quando tutto spinge verso la disumanizzazione. Esiste una Russia che non coincide con il Cremlino. Una Russia fatta di dissidenti, giornalisti, avvocati, storici, attivisti, madri, artisti. Persone come Oleg Orlov, perseguitato e condannato per aver denunciato la guerra, o come lo storico Jurij Dmitriev, che ha speso la vita per restituire memoria alle vittime dello stalinismo. Persone spesso dimenticate anche da noi, perché il rumore della violenza copre quasi sempre la voce fragile di chi resiste senza potere. Ma quell’invisibilità non nasce solo dalla repressione: nasce anche dal silenzio di chi dovrebbe raccontare. A Nina Litvinova è stato dedicato un trafiletto. Poche righe, poi il nulla. Il modo in cui l’informazione ha trattato la sua morte non è un dettaglio: è la misura di una gerarchia. I generali fanno notizia, i ministri fanno notizia, le dichiarazioni dei potenti riempiono pagine. Chi resiste senza potere resta quasi sempre invisibile. E quell’invisibilità ha un costo reale: convince chi lotta che nessuno stia guardando, che nessuno si preoccupi, che la propria resistenza non conti. Nessuno può portare da solo tutto il dolore del mondo. Nessuna coscienza, per quanto forte, può sopravvivere indefinitamente all’isolamento, alla sensazione di impotenza, all’assenza di una comunità che sostenga e condivida il peso della resistenza. Esistono già reti, associazioni, persone che cercano di costruire ponti di solidarietà con la società civile russa. “Memorial” ne è l’esempio più noto, ma non l’unico. Non sappiamo ancora con precisione come si rafforzino questi legami. Ma sappiamo da dove si comincia: dalla visibilità. Dal non lasciare che una vita come quella di Nina Litvinova si riduca a un trafiletto. Le guerre distruggono vite anche lontano dal fronte. Consumano lentamente chi continua a sentire il dolore degli altri come una responsabilità personale. Quando queste persone crollano, il mondo perde qualcosa che non si recupera facilmente: una coscienza che teneva in piedi un pezzo di umanità. Parlarne non è un gesto simbolico. È già, in piccola parte, non lasciarle sole. Comune-info
May 24, 2026
Pressenza
Palermo, 23 maggio 1992 – 23 maggio 2026: quando l’ipocrisia si veste a lutto
C’è un rito che si ripete puntuale come una cambiale in scadenza. Ogni 23 maggio, l’Italia istituzionale indossa il doppiopetto scuro, abbassa lo sguardo, stringe le labbra in una smorfia che vuole sembrare commozione. Poi torna a casa. E ricomincia. 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐅𝐚𝐥𝐜𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐦𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨. Non lo meritava in vita – 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐟𝐮 𝐨𝐬𝐭𝐚𝐜𝐨𝐥𝐚𝐭𝐨, 𝐢𝐬𝐨𝐥𝐚𝐭𝐨, 𝐝𝐞𝐫𝐢𝐬𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐜𝐞𝐫𝐢𝐟𝐟𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐯𝐞𝐥𝐥𝐞𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐭𝐚𝐠𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐚 – e non lo merita da morto, quando le stesse logiche che lo lasciarono solo sull’autostrada di Capaci ora si appropriano del suo nome per farne schermo, alibi, icona muta e inoffensiva. > 𝐅𝐮𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐚𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐢𝐨, 𝐥𝐞 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐮𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐞𝐫𝐚 Parliamo chiaro, senza le perifrasi che sono il lusso di chi non ha nulla da dire o troppo da nascondere. Questo anniversario arriva carico di un’inquietudine precisa, geometrica, non casuale. La convergenza – fin troppo armoniosa per essere innocente – tra la Commissione Antimafia presieduta da Chiara Colosimo e il Procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca disegna una traiettoria che non porta verso la verità: la allontana con metodo, con perizia quasi chirurgica. Il baricentro di questa operazione è il rapporto dei carabinieri del ROS su mafia e appalti, datato 1991. Un documento reale, rilevante, ma che nelle mani di chi intende usarlo come orizzonte ultimo dell’indagine diventa uno strumento di contenimento. Si delimita il movente. Si recintano i responsabili. Si costruisce una narrazione che ha il pregio – per chi la costruisce – di riguardare reati ormai prescritti, di non toccare le collusioni istituzionali dei servizi segreti, di non sfiorare certi reparti dell’Arma, di non nominare le colonne stragiste di matrice fascista che nelle sentenze passate in giudicato – quelle di piazza della Loggia, della stazione di Bologna, degli assassini di Piersanti Mattarella- affiorano con la testardaggine dei fatti accertati. 𝐋’𝐨𝐛𝐢𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐝𝐢𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚𝐭𝐨, 𝐦𝐚 𝐞̀ 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞: 𝐚𝐬𝐬𝐨𝐥𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐨𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞. 𝐅𝐚𝐬𝐜𝐢𝐬𝐭𝐢, 𝐚𝐠𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐢𝐧𝐟𝐞𝐝𝐞𝐥𝐢, 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐮𝐬𝐢 𝐜𝐨𝐧 𝐬𝐭𝐞𝐥𝐥𝐞𝐭𝐭𝐞. 𝐑𝐢𝐝𝐮𝐫𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐠𝐢 𝐚 𝐮𝐧 𝐚𝐟𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐚 𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐍𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚, 𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚 𝐓𝐨𝐭𝐨̀ 𝐑𝐢𝐢𝐧𝐚 𝐬𝐮 𝐬𝐨𝐥𝐥𝐞𝐜𝐢𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐩𝐩𝐚𝐥𝐭𝐨 𝐦𝐚𝐥 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐢𝐭𝐨. Ma c’è qualcosa che questa architettura narrativa non riesce a spiegare senza scricchiolare fin dalle fondamenta. Se le bombe di Capaci e di via D’Amelio nascono da mafia e appalti, da quale rapporto nascono i Georgofili? Da quale logica imprenditoriale deflagra la basilica di San Giovanni in Laterano? Quale contratto mal aggiudicato giustifica via Palestro a Milano? E poi: il piano per far saltare la Torre di Pisa, l’attentato fallito contro Maurizio Costanzo in via Fauro, il progetto — degno di un delirio bellico – di “assassinare almeno cento carabinieri” allo Stadio Olimpico, le siringhe con il virus dell’HIV disseminate sulle spiagge della riviera romagnola. 𝐂𝐢 𝐝𝐢𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨? 𝐂𝐡𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐧𝐝𝐮𝐜𝐞 𝐚 𝐮𝐧 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐬𝐮 𝐚𝐩𝐩𝐚𝐥𝐭𝐢 𝐞 𝐜𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨? Una sola strategia stragista per destabilizzare la Repubblica viene così smontata e ridotta a episodi separati, con protagonisti distinti, moventi circoscritti, responsabilità contenute. Non un attacco allo Stato, ma una serie di incidenti di percorso nella storia criminale italiana. Comodo. Troppo comodo. E intanto Totò Riina – che definiva “la mente” un nome che molti conoscono e pochi pronunciano- anzi banchettano con lui attraverso le mancette distribuite nelle manovre finanziarie, ride dall’inferno di una verità che fa ancora paura ai vivi. 𝐈𝐥 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞, 𝐝𝐚𝐥 𝐜𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐮𝐨, 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐞̀ 𝐝𝐨𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐞𝐠𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐮𝐜𝐞𝐧𝐭𝐞. Nessuna visione, nessuna mobilitazione, nessun segnale che indichi la volontà politica di mettere alle corde Cosa Nostra nella sua dimensione attuale: economica, finanziaria, politica.  𝐒𝐨𝐥𝐨 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐢𝐫𝐜𝐨𝐬𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐜𝐮𝐫𝐚 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐠𝐢𝐚𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐬𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐩𝐚𝐫𝐚 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐦𝐩𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐚𝐧𝐧𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐮𝐧’𝐚𝐥𝐥𝐮𝐯𝐢𝐨𝐧𝐞. > 𝐈𝐥 𝐝𝐢𝐬𝐢𝐦𝐩𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞. 𝐄̀ 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐚 Giovanni Falcone capiva tutto questo. Lo capiva perché lo viveva sulla propria pelle, giorno dopo giorno, mentre chi avrebbe dovuto proteggerlo lo sorvegliava, lo spiava, lo ostacolava nei corridoi del CSM, lo minava nel Palazzo di Giustizia di Palermo. Era scomodo non per quello che non sapeva, ma per quello che sapeva e stava per dimostrare: il rapporto strutturale, non episodico, tra politica, economia e Cosa Nostra. Quella scomodità non è mai passata. Si è spostata. Dal magistrato in vita alla sua memoria in morte. Oggi Falcone viene strattonato da più parti, ciascuna intenta a ritagliarne la porzione che non disturba, a costruirne un’icona lontana dalla concretezza operativa che seppe imprimere nelle sue indagini. Un santino. Un manifesto. Uno schermo dietro cui continuare indisturbati. 𝐐𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐞̀ 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐚𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐯𝐢𝐥𝐞: 𝐧𝐨𝐧 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐛𝐨𝐦𝐛𝐞, 𝐦𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞. Eppure, e qui sta la sola consolazione che non sa di retorica, ogni anno migliaia di italiani, migliaia di giovani, si alzano e portano in alto quel pensiero. Non il mito inoffensivo, ma la sostanza tagliente di un metodo, di un’etica, di una concezione dello Stato come cosa pubblica da difendere con gli strumenti della ragione e del diritto. > 𝑳𝒐𝒓𝒐 𝒏𝒐𝒏 𝒊𝒏𝒅𝒐𝒔𝒔𝒂𝒏𝒐 𝒊𝒍 𝒅𝒐𝒑𝒑𝒊𝒐𝒑𝒆𝒕𝒕𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 > 𝒄𝒊𝒓𝒄𝒐𝒔𝒕𝒂𝒏𝒛𝒂. 𝑳𝒐𝒓𝒐 𝒄𝒂𝒑𝒊𝒔𝒄𝒐𝒏𝒐 E per questo, nonostante tutto, la memoria di Capaci non è ancora perduta. Anche se qualcuno lavora ogni giorno affinché lo diventi. 𝐈𝐥 𝟐𝟑 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐚𝐭𝐚. 𝐄̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚. 𝐄 𝐜𝐡𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐯𝐮𝐨𝐥𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞, 𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚 𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐜𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐚𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐢𝐨. Aurelio Angelini
May 23, 2026
Pressenza
Pontremoli (MS), 29-30 maggio: due giorni di iniziative per costruire alternative alla guerra
DUE GIORNATE DI INCONTRI, MUSICA, SOCIALITÀ E CONFRONTO PER CAPIRE IL PRESENTE E COSTRUIRE INSIEME ALTERNATIVE ALLA GUERRA. Venerdì 29 parleremo di quello che sta accadendo nel mondo, con testimonianze dalla Palestina e un collegamento live con il Libano, per provare a leggere guerre, crisi e resistenze attraverso le voci di chi le vive ogni giorno. Sabato 30 la mattina sarà dedicata al tema della crescente presenza della guerra nei territori, nelle scuole e nella società, tra basi militari, spese belliche e cultura della militarizzazione . Ci sarà un momento dedicato anche alla primissima infanzia , con un incontro di riflessione su come coltivare empatia, ascolto e non violenza, approcciando i conflitti come spazio di crescita; in contemporanea, si svolgerà il laboratorio per bambin* “EmozionArte”. Nel pomeriggio, invece, creeremo uno spazio di confronto su pratiche di resistenza e alternative concrete all’economia di guerra, per permettere uno scambio diretto di esperienze, idee e suggestioni. Durante tutta la due giorni sarà visitabile la mostra Heart of Gaza : una raccolta di disegni realizzati da bambine e bambini di Gaza, che restituisce emozioni, paure, sogni e vita quotidiana sotto le bombe. Uno spazio intenso e necessario, capace di parlare a tuttə con uno sguardo diretto e umano sulla Palestina. La sera spazio alla musica live con: * Drastic Over – Radici popolari, anima blues e resistenza… siempre! (venerdì 29) * One Last + The Wild Boars – Rock blues con-fusion made in lunigiana (sabato 30) Ci saranno anche cibo, birra, banchetti e momenti informali per stare insieme. VI ASPETTIAMO! -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente