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Altre 57 persone salvate dalla Life Support. Assegnato porto di Civitavecchia
Nella serata di venerdì 13 marzo la Life Support, la nave di ricerca e soccorso di EMERGENCY, ha effettuato un nuovo salvataggio di 57 persone che si trovavano in acque internazionali della zona SAR libica. Tra le persone tratte in salvo sono presenti anche nove minori, di cui cinque non accompagnati, e dodici donne. Subito dopo il primo soccorso, avvenuto la mattina di venerdì 13 marzo, il team a bordo della Life Support ha prontamente avvisato le autorità competenti e alla nave è stato assegnato Place of Safety (POS) di Civitavecchia, a più di 500 miglia nautiche dall’attuale posizione della Life Support. L’assegnazione di un porto così lontano obbliga le 98 persone a bordo, già provate da un viaggio difficile e in condizioni di estrema fragilità fisica e psicologica, a trascorrere altri giorni in mare, ritardando il loro accesso ai servizi essenziali. La seconda operazione effettuata dalla Life Support, conclusa alle ore 20.55 di venerdì, ha interessato un gommone grigio sovraffollato individuato direttamente dal ponte di comando della nave. Tutte le persone soccorse sono state portate al sicuro a bordo della nave della ONG, già impegnata nella mattinata di venerdì in un altro soccorso di 41 persone che viaggiavano su un gommone alla deriva, sempre in zona SAR libica. Al momento, a bordo della Life Support tutti i naufraghi sono seguiti dallo staff di EMERGENCY che si sta prendendo cura di loro. Le 57 persone soccorse nel secondo salvataggio di venerdì sera sono 45 uomini, di cui 4 minori non accompagnati e 2 minori che viaggiano con almeno un familiare, e 12 donne, di cui 1 minore non accompagnata e due minori accompagnate. I naufraghi hanno riferito di essere partiti da Garabulli alle 4.00 del 13 marzo e provengono da Nigeria, Guinea – Bissau, Biafra, Senegal, Sud Sudan, Guinea Conakry, Gambia e Sudan, Paesi segnati da conflitti, violenze, povertà, insicurezza alimentare e cambiamenti climatici. La Life Support sta compiendo la sua 41esima missione nel Mediterraneo centrale, operando in questa regione dal dicembre 2022. Durante questo periodo, la nave SAR di EMERGENCY ha soccorso complessivamente 3.346 persone.   Emergency
March 14, 2026
Pressenza
Life Support soccorre 41 persone nel Mediterraneo centrale
La nave SAR di Emergency ha portato in salvo 41 persone nelle acque internazionali della zona SAR libica. Johnatan Nanì La Terra, capomissione della Life Support: “Il gommone in difficoltà era sovraffollato e nessuna delle persone a bordo indossava un salvagente” Alle 12 di stamattina si è concluso il soccorso a 41 persone portate in salvo dalla Life Support, la nave di ricerca e soccorso di EMERGENCY, nelle acque internazionali della zona SAR libica.  Il caso del mezzo in pericolo, un gommone alla deriva, è stato individuato direttamente dal ponte di comando della Life Support verso le ore 10.50. “Stamattina abbiamo avvistato dal ponte di comando un gommone sovraffollato e in difficoltà – dichiara Jonathan Nanì La Terra, capomissione della Life Support –. Abbiamo quindi messo in acqua i nostri gommoni di soccorso che si sono avvicinati al caso della barca in pericolo, a bordo della quale tutte le persone erano senza salvagenti. I nostri soccorritori hanno quindi distribuito i giubbotti di salvataggio a tutti, hanno trasferito i naufraghi sui nostri rhib e quindi al sicuro a bordo della Life Support. Il nostro staff di sanitari e mediatori culturali si sta prendendo cura delle 41 persone soccorse, mentre con la nave restiamo attivi e disponibili per eventuali ulteriori interventi”. Le persone soccorse, tutti uomini a eccezione di una donna incinta e nove minori non accompagnati, provengono da Sudan, Somalia e Sud Sudan. Paesi devastati da guerra, instabilità, povertà estrema e crisi climatica. Della cruenta guerra in Sudan che sta per entrare nel suo quarto anno, EMERGENCY stessa è suo malgrado testimone, essendo tuttora presente nel Paese con il Centro Salam di cardiochirurgia di Khartoum, con i suoi Centri di assistenza pediatrica a Khartoum, Nyala, Port Sudan, nonché con le sue postazioni per le visite cardiologiche nelle cliniche di Atbara, Kassala e Geddaref. I naufraghi hanno inoltre riferito di essere partiti alle 4 di mattina dalle coste libiche, sono molto provati e alcuni stanno soffrendo il mal di mare. La Life Support sta compiendo la sua 41esima missione nel Mediterraneo centrale, operando in questa regione dal dicembre 2022. Durante questo periodo, la nave SAR di EMERGENCY ha soccorso complessivamente di 3.289 persone. Emergency
March 13, 2026
Pressenza
La Life Support salva 41 persone nelle acque internazionali della zona SAR libica
Alle 12 di stamattina si è concluso il soccorso a 41 persone portate in salvo dalla Life Support, la nave di ricerca e soccorso di EMERGENCY, nelle acque internazionali della zona SAR libica.  Il caso del mezzo in pericolo, un gommone alla deriva, è stato individuato direttamente dal ponte di comando della Life Support verso le ore 10.50. “Stamattina abbiamo avvistato dal ponte di comando un gommone sovraffollato e in difficoltà” dichiara Jonathan Nanì La Terra, capomissione della Life Support. “Abbiamo quindi messo in acqua i nostri gommoni di soccorso che si sono avvicinati alla barca in pericolo, a bordo della quale tutte le persone erano senza salvagenti. I nostri soccorritori hanno quindi distribuito i giubbotti di salvataggio a tutti, hanno trasferito i naufraghi sui nostri rhib e quindi al sicuro a bordo della Life Support. Il nostro staff di sanitari e mediatori culturali si sta prendendo cura delle 41 persone soccorse, mentre con la nave restiamo attivi e disponibili per eventuali ulteriori interventi.” Le persone soccorse, tutti uomini a eccezione di una donna incinta e nove minori non accompagnati, provengono da Sudan, Somalia e Sud Sudan. Paesi devastati da guerra, instabilità, povertà estrema e crisi climatica. Della cruenta guerra in Sudan che sta per entrare nel suo quarto anno, EMERGENCY stessa è suo malgrado testimone, essendo tuttora presente nel Paese con il Centro Salam di cardiochirurgia di Khartoum, con i suoi Centri di assistenza pediatrica a Khartoum, Nyala, Port Sudan, nonché con le sue postazioni per le visite cardiologiche nelle cliniche di Atbara, Kassala e Geddaref. I naufraghi hanno inoltre riferito di essere partiti alle 4 di mattina dalle coste libiche, sono molto provati e alcuni stanno soffrendo il mal di mare. La Life Support sta compiendo la sua 41esima missione nel Mediterraneo centrale, operando in questa regione dal dicembre 2022. Durante questo periodo, la nave SAR di EMERGENCY ha soccorso complessivamente 3.289 persone.   Emergency
March 13, 2026
Pressenza
Ogni sbarco un progetto di vita
Emergency Life Support: Sbarcati oggi ad Ancona 71 naufraghi soccorsi in acque internazionali della zona SAR libica Un ragazzo sudanese a bordo racconta: “Sono scappato in Libia dal Sudan in guerra per lavorare, ma una volta arrivato mi sono reso conto che neanche lì c’era sicurezza. Venivi aggredito in strada e ti entravano anche in casa per derubarti”. Domenico Pugliese, comandante della Life Support, dichiara: “Auguriamo il meglio alle persone soccorse e ci prepariamo a una nuova missione”. Milano, 26 luglio 2025 – Si è concluso alle ore 15.05 di oggi nel porto di Ancona lo sbarco delle 71 persone soccorse dalla Life Support, la nave di ricerca e soccorso di EMERGENCY, nelle acque internazionali della zona Sar libica.  Lunedì 21 luglio, in due diversi interventi, la Life Support era andata in aiuto di due imbarcazioni entrambe sovraffollate e in condizioni precarie: un gommone con 50 persone e un forte odore di benzina a bordo nel primo caso, un barchino in vetroresina con 21 persone nel secondo caso. Nessuno dei naufraghi indossava il salvagente e tutte le persone soccorse, tra cui 2 donne di cui una al nono mese di gravidanza e 15 minori non accompagnati, sono state portate al sicuro a bordo della nave di EMERGENCY. “Le operazioni di sbarco si sono svolte senza difficoltà grazie anche alla collaborazione con le autorità e ai volontari che ci hanno assistito – commenta Domenico Pugliese, comandante della Life Support -. Mentre ci prepariamo per una nuova missione, ora che i naufraghi sono finalmente al sicuro a terra non possiamo che augurare a tutti loro e al nascituro il meglio per il futuro.”  Ben 46 dei naufraghi recuperati con il primo intervento di soccorso provenivano dal Sudan, paese in guerra da oltre 2 anni. Gli altri da Egitto, Eritrea, Somalia, Bangladesh e Myanmar, paesi afflitti da violenze, povertà, instabilità politica e crisi climatica. “Durante questi giorni di navigazione abbiamo avuto modo di parlare con le persone soccorse, alcune si sono aperte e ci hanno raccontato la loro storia. Mi ha colpito quella di un musicista che è scappato dal Sudan, più precisamente dal Darfur – afferma Abdu Ali Ahmed, mediatore culturale a bordo della Life Support – ha perso la moglie, uccisa nel conflitto, e non ha potuto portare con sé la figlia di 13 anni. Lui ha deciso di partire ed è andato in Libia, di cui ha conosciuto le famigerate carceri, con annesse violenze. È stato trattenuto e maltrattato, ha dovuto pagare più volte il riscatto per comprare la sua libertà e ha provato la traversata più volte venendo intercettato e riportato indietro. Questa volta finalmente ce l’ha fatta”.  Un altro ragazzo sudanese soccorso dalla Life Support condivide la sua esperienza: “Sono nato e cresciuto a Nyala, ho deciso di lasciare la mia città perché non avevo un lavoro, né una possibilità concreta di avere una vita decente e in quanto parte di una minoranza ero anche a rischio della stessa vita. Sono andato in Libia pensando di lavorare, ma una volta arrivato lì mi sono reso conto che non c’era alcuna sicurezza: le persone non solo ti aggredivano in strada ma ti entravano anche in casa per derubarti di soldi e beni. A quel punto ho deciso di tentare il viaggio verso l’Europa e avevo abbastanza soldi per provarci. Le prime due volte con i miei compagni di sventura sono stato intercettato dai libici, riportato indietro e trattenuto per giorni in prigione. La terza volta è andata bene: abbiamo navigato tutta la notte e siamo stati soccorsi da voi.  Quando sono arrivati i gommoni di soccorso e ho letto il vostro nome – prosegue l’uomo –  ho capito che non erano i libici a prenderci, ma persone venute per aiutarci: avevo già conosciuto EMERGENCY a Nyala, dove l’Ong ha una clinica*. Molte persone in città conoscono la clinica. Io non ho mai usato i suoi servizi, ma tutti quanti ne parlano bene. Non so cosa aspettarmi dal futuro, ma spero solo che sia migliore di ciò che ho vissuto finora”.                                                                      Con lo sbarco di oggi la Life Support ha completato la sua 34a missione nel Mediterraneo centrale. La nave Sar di EMERGENCY opera in questa regione dal dicembre 2022 e in questo periodo ha soccorso un totale di 2.854 persone.    *il Centro pediatrico di EMERGENCY a Nyala   Emergency
July 26, 2025
Pressenza