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Sul disastro di Viareggio
SU QUESTE PAGINE TROVA MOLTO SPAZIO LA CRITICA AL CARCERE PER LE CONDIZIONI DISUMANE DI DETENZIONE E PER IL FALLIMENTO DELLA FUNZIONE RIEDUCATIVA, MA ANCHE L’IDEA CHE I CAMBIAMENTI SOCIALI PROFONDI PASSINO PER IL DIRITTO PENALE. CON QUESTO SGUARDO OSPITIAMO UN INTERVENTO SULLA CONDANNA DELL’EX AMMINISTRATORE DELEGATO DEL GRUPPO FERROVIE DELLO STATO, MAURO MORETTI, PER IL DISASTRO DI VIAREGGIO DOVE MORIRONO 32 PERSONE E MOLTE RIMASERO FERITE. IN TANTI HANNO ESPRESSO SCONCERTO PER L’ESITO DEL PROCESSO: EMERGE L’IDEA CHE MORETTI SIA STATO TRASFORMATO IN UN CAPRO ESPIATORIO, CARICATO DI UNA RESPONSABILITÀ TROPPO LONTANA DAL FATTO MATERIALE. STANNO COSÌ LE COSE? SCRIVE STEFANO ZIRULIA, PROFESSORE DI DIRITTO PENALE: “NEL CASO DI VIAREGGIO, LA CASSAZIONE HA SVILUPPATO UN RAGIONAMENTO SOFISTICATO, E PER CERTI ASPETTI GARANTISTA: DA UN LATO HA RICONOSCIUTO CHE, NORMALMENTE, IL RISPETTO DELLE REGOLE SCRITTE ESENTA DA COLPA; DALL’ALTRO LATO – E PROPRIO QUI STA LA NOVITÀ – HA AFFERMATO CHE TALE ESENZIONE NON PUÒ ESSERE ILLIMITATA, E CHE PUÒ RESIDUARE UNA COLPA GENERICA OGNIQUALVOLTA ESISTANO SEGNALI CONCRETI TALI DA FAR RITENERE CHE LA REGOLA SCRITTA SIA DESTINATA A “FALLIRE”, CIOÈ SI RIVELI INSUFFICIENTE A GOVERNARE IL RISCHIO…” Foto Unsplash -------------------------------------------------------------------------------- La condanna definitiva dell’ex amministratore delegato del gruppo Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, colpisce non tanto per la sua entità – se i benefici penitenziari risulteranno applicabili, è verosimile che la permanenza in carcere possa essere assai breve, inferiore all’anno – ma per ciò che rappresenta: una sentenza penale che raggiunge un colletto bianco, vertice di una grande società, cioè una categoria di imputati che, per molte ragioni – efficacie strategie difensive, prescrizione, complessità degli accertamenti, misure alternative – raramente varca davvero la soglia del carcere. In questi giorni, su social e quotidiani, in molti stanno esprimendo sconcerto per questo esito processuale, talvolta accompagnato da solidarietà nei confronti del manager condannato. In filigrana si legge l’idea che Moretti sia stato trasformato in un capro espiatorio, caricato di una responsabilità troppo lontana dal fatto materiale, troppo alta nella catena decisionale, troppo simbolica per essere davvero personale. È una reazione forse comprensibile sul piano umano e politico, ma che non coglie un aspetto fondamentale della vicenda processuale, riguardante le responsabilità dei vertici societari. La questione centrale riguarda il modo in cui la Corte di Cassazione, già nella condanna del 2021 per disastro ferroviario colposo, ora definitivamente confermata, ha ricostruito la colpa dell’amministratore delegato. Secondo i giudici, la responsabilità non derivava semplicemente dalla violazione di una regola cautelare codificata. Anzi: la normativa europea sull’interoperabilità ferroviaria consente la libera circolazione dei materiali nello spazio UE senza che ogni Stato debba ripetere controlli già effettuati altrove. Nel caso concreto, il vagone da cui ebbe origine il disastro era stato revisionato in Germania, dunque in linea di principio Ferrovie dello Stato non era tenuta a effettuare controlli ulteriori. Il nodo, tuttavia, era capire se il rispetto di quelle regole scritte bastasse a escludere la colpa dell’amministratore delegato. In diritto penale, la colpa può discendere sia dalla violazione di norme scritte (colpa specifica), sia dalla violazione di doveri di prudenza, diligenza e perizia ricavati dal caso concreto (colpa generica). Si tratta di un meccanismo da maneggiare con cautela, in quanto, se applicato con eccessiva disinvoltura, rischia di entrare in tensione con il principio di affidamento: chi rispetta le regole nello svolgimento di un’attività pericolosa deve poter confidare, almeno in linea generale, nella correttezza del proprio operato e nell’esenzione da responsabilità laddove si verifichino incidenti. Nel caso di Viareggio, la Cassazione ha sviluppato su queste problematiche un ragionamento sofisticato, e per certi aspetti garantista: da un lato ha riconosciuto che, normalmente, il rispetto delle regole scritte esenta da colpa; dall’altro lato – e proprio qui sta la novità – ha affermato che tale esenzione non può essere illimitata, e che può residuare una colpa generica ogniqualvolta esistano segnali concreti tali da far ritenere che la regola scritta sia destinata a “fallire”, cioè si riveli insufficiente a governare il rischio. Si tratta di un ragionamento logicamente rigoroso e conforme al principio costituzionale di colpevolezza. Si pensi, in uno scenario certamente più famigliare al vivere quotidiano, all’automobilista che procede in un centro abitato rispettando il limite dei 50 chilometri orari. Quel limite, di per sé, è la regola. Ma se l’automobilista passa accanto a bambini che imprudentemente giocano sul ciglio della strada, non potrà invocare il rispetto formale del limite qualora non rallenti ulteriormente e travolga un bambino corso dietro al pallone. La regola scritta resta importante, ma il contesto concreto può imporre una cautela maggiore. Nel caso di Viareggio, i giudici hanno individuato alcuni segnali di allarme, relative alle falle nel sistema dei controlli manutentivi sui materiali ferroviari, che, a loro avviso, avrebbero imposto ulteriori controlli sul convoglio. Non è questa la sede per stabilire se quella valutazione fattuale sia stata corretta: è una valutazione che appartiene ai giudici, maturata all’esito di un processo lungo e complesso. Il sotteso principio di diritto, però, regge, e potrebbe rappresentare un corretto equilibrio tra garanzie dell’imputato e tutela della vita e dell’integrità fisica in molti altri casi. Si pensi alla materia della sicurezza del lavoro e a quella della sicurezza ambientale. Chi guida società che svolgono attività potenzialmente pericolose non può sistematicamente trincerarsi dietro il rispetto formale delle regole, specialmente quando quelle regole risultano datate, incomplete o non aggiornate rispetto all’evoluzione scientifica e tecnologica. Se è vero che il diritto penale non può trasformare ogni evento tragico in colpa dei vertici, è altrettanto vero che non può nemmeno accettare che la complessità organizzativa diventi uno schermo assoluto, a maggiore ragione laddove si verifichino incidenti mortali. La sentenza sul caso di Viareggio, in quest’ottica, può essere letta oltre alle specificità del caso concreto, come un monito: il rispetto della regola codificata è essenziale, ma non sempre basta. Quando i segnali di allarme sono percepibili, la diligenza richiesta a chi decide ai vertici deve misurarsi non con la burocrazia minima dell’adempimento, ma con la responsabilità concreta di prevenire il disastro, anche a costo di rinunciare a margini di profitto. -------------------------------------------------------------------------------- Stefano Zirulia, professore associato di diritto penale, Università degli Studi di Milano -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Sul disastro di Viareggio proviene da Comune-info.
July 2, 2026
Comune-info
A Massarossa (Lucca) il Forum per la Pace della Versilia organizza il festival “Contro la guerra”
SABATO 9 E DOMENICA 10 MAGGIO LA BRILLA, VIA PIETRA A PADULE 1182, MASSAROSSA (LU) I prossimi 9 e 10 maggio si terrà a Massarosa (Lucca) il festival “Contro la guerra”, organizzato dal Forum per la Pace della Versilia: due giorni di conferenze, laboratori, esposizioni, arte in difesa della Costituzione e contro la militarizzazione della società. Sabato 9 maggio, alle 15.30, l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sarà presente e interverrà con Cristina Ronchieri e Fausto Pascali (in rappresentanza anche del Comitato No Base), per un incontro dal titolo “La militarizzazione del territorio e della società”. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Un primato italiano: la ministra contro le disabilità
Umberto Franchi ragiona sulla giornata mondiale della cpnsapevolezza sull’autismo. 2 APRILE: NIENTE  DA FESTEGGIARE . Come molti sanno in Italia l’autismo  riguarda oltre 500.000 persone fra bambini, adolescenti e adulti.   Chi ne viene colpito manifesta  una forte compromissione  nell’iterazione sociale, diversità comportamentale (verbale e non verbale), con interessi e attività ristretti,  ripetitivi, ecolalia  e stereotipati.  In loro vi sono profili
Pia Pera. Scrivere il giardino per (ri)scrivere il mondo
In una lunga recensione a L’arcipelago di Longo Maï (Baldini & Castoldi, 2000), Goffredo Fofi definisce Pia Pera uno «strano personaggio delle nostre lettere» (“Lo straniero”, 13/14, 2001, p.2 6). Traduttrice dell’Onegin di Puskin (Venezia, Marsilio, 1996) e di … Leggi tutto L'articolo Pia Pera. Scrivere il giardino per (ri)scrivere il mondo sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Identificati per la manifestazione in solidarietà al popolo palestinese e alla Global Sumud Flotilla
Una decina di attivisti e attiviste lucchesi, tra cui 4 di Potere al Popolo, hanno ricevuto i verbali dalla Digos per il corteo del 22 settembre. Ieri mattina una decina di attivisti e attiviste, tra cui alcuni studenti e 4 militanti di Potere al Popolo, hanno ricevuto dalla Digos il […] L'articolo Identificati per la manifestazione in solidarietà al popolo palestinese e alla Global Sumud Flotilla su Contropiano.
September 28, 2025
Contropiano
L’ombra di Manfredi Catella sulle vicende della ex Manifattura Tabacchi a Lucca
Da giorni la stampa italiana è monopolizzata dalla notizia dell’indagine investigativa che vede coinvolti il ceo di Coima, Manfredi Catella, alcuni dirigenti del Comune di Milano e alcuni professionisti di grido. I capi di imputazione sono diversi e tra … Leggi tutto L'articolo L’ombra di Manfredi Catella sulle vicende della ex Manifattura Tabacchi a Lucca sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.