[radio euskadi] Invito a pranzo con pistolaMilano, 28 settembre 1962, ore 12.15. Un gruppetto di studenti anarchici
ventenni sequestra il viceconsole spagnolo Isu Elias.
L’espediente è un finto invito a pranzo, il movente: impedire l’esecuzione di un
anarchico spagnolo, arrestato e condannato a morte pochi giorni prima nella
Spagna franchista.
I rapitori improvvisati si affrettano a comunicare ai giornali che «il dottore
non corre alcun pericolo». Ma è comunque il primo sequestro politico nell’Italia
del Dopoguerra e sulla scena fanno capolino molti volti destinati ad avere un
ruolo nella storia politica e culturale del nostro Paese: il maggiore dei
carabinieri Carlo Alberto dalla Chiesa che partecipa agli interrogatori, Rossana
Rossanda in missione spagnola per il PCI, il «principe nero» Junio Valerio
Borghese, lo scrittore Luciano Bianciardi che si affaccia sulla soglia del bar
Jamaica in Brera, il cardinale Montini (futuro papa), Pietro Valpreda, Pino
Pinelli e molti altri ancora.
Leopoldo Santovincenzo ricostruisce, con scrittura serrata e montaggio
narrativo, la storia affascinante di un fatto di cronaca tanto incredibile
quanto dimenticato e lo fa con il ricorso a documenti e testimonianze inedite,
disegnando con sapienza il contesto politico e culturale di un periodo di
apertura ideale che precede le trame nere e gli anni di piombo. Una breve
stagione dove era ancora possibile riconoscere a un atto di forza «motivi di
particolare valore morale e sociale».