2001-2026 Genova Social Forum ReLoad: Avevamo ragione su tutto! E ora?
Andando verso il venticinquennale del G8 di Genova, e manca poco più di un mese,
saranno davvero tantissimi gli appuntamenti, comunicazioni, eventi, iniziative
“nel segno” di quelle tragiche giornate e non mancheremo di darne
segnalazione su questo sito.
Perché non si tratterà solo di commemorazione. Come ben spiega un comunicato
diffuso qualche giorno fa dal Comitato Piazza Carlo Giuliani, quel movimento
“che fece così paura ai potenti del mondo da provocare una repressione
sanguinaria, culminata in una delle pagine più nere della storia della
Repubblica italiana” non può considerarsi esaurito; mentre “la repressione del
dissenso che si è espressa in modo plateale 25 anni fa a Genova, città specchio
del mondo neoliberista globalizzato, è divenuta una costante, normalizzata e
quotidiana: per questo sentiamo una connessione profonda tra il presente e quei
caldi giorni di luglio”.
E dunque convegni, mostre, presentazioni di libri, spettacoli teatrali: saranno
tantissime le iniziative che da qui al prossimo 20 luglio concorreranno a questo
ricco Calendario del venticinquennale che si sta delineando man mano che passano
i giorni, e che ha avuto una degna inaugurazione proprio lo scorso sabato in
quel di Barcellona!
Organizzata dall’Associazione AltraItalia e presentata da Marcello Belotti,
l’iniziativa si è svolta all’Ateneu del Clot con un dibattito che ha previsto
gli interventi in presenza di Ada Colau (ex sindaco di Barcellona fino al 2023 e
l’anno scorso partecipe della Global Sumud Flotilla) e di Maria Luisa D’Addabbo
(Avvocata che ha fatto parte del Genova Legal Forum, oltre che affiliata
dell’Associazione AltraItalia); mentre da remoto sono intervenute Elena e Haidi
Giuliani insieme a Ilaria Bracaglia del Comitato Piazza Carlo Giuliani; oltre a
Raffaella Bolini (ARCI Italia), Luca Casarini (Mediterranea Saving Humans),
Pablo Iglesias (Podemos), Jaume Asens (Europarlamentare).
La serata si è poi conclusa con il monologo Ragazzo di Lali Alvarez e musica dal
vivo delle band Guay in Vista e Assalti Frontali in trasferta da Roma (il tutto
si può rivedere alla pagina Instagram dell’associazione).
Dal teatro al cinema: come evento speciale nelle date di oggi, domani e
dopodomani (15, 16 e 17 giugno 2026) la Fandango riporta nelle sale
cinematografiche Diaz – Don’t Clean Up This Blood di Daniele Vicari, considerato
unanimemente uno dei film più importanti del cinema civile e di denuncia
italiano. Premiato con quattro David di Donatello, tre Nastri d’Argento oltre
che vincitore del Premio del Pubblico alla Berlinale del 2012, il film
documenta, oltre all’irruzione della polizia nella scuola Diaz durante il G8 del
luglio 2001, la sistematica sospensione dei diritti che caratterizzò quelle
giornate segnando un momento di non ritorno nella storia della repubblica
italiana.
Particolare non secondario: quando il film nel 2012 uscì nelle sale, i processi
circa i fatti di Genova erano ancora in corso o si stavano concludendo: decine
di appartenenti alle forze dell’ordine erano soggetti a scrutinio giudiziario,
come responsabili di violenze, falsificazioni di prove, arresti illegali e
violazioni dei più fondamentali diritti. La Diaz, Bolzaneto, l’uccisione di
Carlo Giuliani erano in qualche modo percepite come un’anomalia all’interno di
un sistema democratico in grado di assorbire se non addirittura correggere quel
momento.
Oggi, in tempo di guerre permanenti, stati di emergenza che sembrano non avere
fine, tecnologie di controllo sempre più invasive, attuazione di logiche
sicuritarie spacciate per necessarie e normali, progressiva riduzione degli
spazi di dissenso, sappiamo che Genova 2001 è stata il momento inaugurale di una
trasformazione, di una sospensione sempre più sistematica dello Stato di
Diritto, che ha profondamente segnato il nostro presente. Lo Stato di Emergenza
è diventato Sistema di Governo: zone rosse, sorveglianza, misure preventive,
limitazioni del diritto di manifestare, sono diventate le condizioni che
strutturano, regolamentano, opprimono il presente.
La riproposta di questo film in questo momento, è dunque un’occasione per
riflettere su quel che resta della democrazia a distanza di 25 anni dai “fatti
di Genova”.
E per tornare a Genova, già dai primi di giugno i Giovani Comunisti insieme
Rifondazione Comunista si sono attivati con quattro incontri di livello
nazionale, con l’obiettivo di analizzare i mutamenti economici, sociali e
politici di questi ultimi 25 anni.
Il ciclo è iniziato mercoledì 3 giugno al Circolo Bianchini (Piazza Romagnosi 3)
con Alessandro Volpi (Università di Pisa) e Marco Bertorello (saggista,
corrispondente della rivista Jacobin) in tema di “Globalizzazione ed economia di
guerra: finanza, profitti, diseguaglianze”; è proseguito lo scorso giovedì 11
giugno al Circolo Autorità Portuale (via Albertazzi 3) con un secondo
appuntamento con Angelo D’Orsi (storico, politologo e saggista) che ha parlato
de La fine del diritto internazionale.
Continuerà di nuovo martedì 16 giugno, ore 20.45, al circolo Bianchini (piazza
Romagnosi 3) con un confronto di Eliana Como (FIOM-GGIL, portavoce area
programmatica interna alla CGIL Le radici del sindacato) e Maurizio Rimassa
(coordinatore regionale ligure USB) sulla parabola in atto nel mondo del lavoro,
“dalla precarizzazione e dal lavoro povero, alle produzioni senza manodopera”; e
si conclude infine martedì 23 giugno (sempre al circolo Bianchini) con un
contributo di Renato Di Nicola (portavoce campagna Per il clima Fuori dal
fossile e membro della delegazione italiana alla Conferenza di Santa Marta 2026)
su “l’assalto alle risorse naturali e il boicottaggio della riconversione
ecologica”.
A 25 anni dal Social Forum di Genova cosa è cambiato? Cosa dobbiamo fare?
(1 – continua)
Centro Sereno Regis