Tag - Scienza

Effetto Matilda
18 marzo 1898: muore Matilda Joslyn Gage. di Bruno Lai.   Matilda Joslyn Gage è una donna straordinaria che, per troppo tempo, è rimasta nell’ombra rispetto a colleghe come Susan B. Anthony o Elizabeth Cady Stanton. È una visionaria, spesso definita “troppo radicale” perfino per il movimento femminista del suo tempo. Mentre molte suffragette si concentrano esclusivamente sul diritto di
L’AI va in guerra (c’era già, ma qualcosa è cambiato?)
È impressionante, ma non inaspettata, la velocità con cui siamo passati a parlare di intelligenza artificiale intesa come il tuo copilota personale o lavorativo che toglierà di mezzo un sacco di compiti noiosi, a intelligenza artificiale intesa come tecnologia che facilita un bombardamento. Voglio dire, è ovvio che questo secondo […] L'articolo L’AI va in guerra (c’era già, ma qualcosa è cambiato?) su Contropiano.
March 13, 2026
Contropiano
Anthropic, l’etica è un problema per il Pentagono
Nelle ultime settimane si sta consumando nel mondo dell’AI a stelle e strisce una vicenda dai toni abbastanza singolari. Infatti, è diventato celebre al grande pubblico il nome di Dario Amodei, fondatore italo-americano di Anthropic – società nota per l’LLM Claude -, per la sua rottura con il Dipartimento della […] L'articolo Anthropic, l’etica è un problema per il Pentagono su Contropiano.
March 6, 2026
Contropiano
Astronomia-FS 9: e se la fisica…
… non fosse mai esistita e l’universo fosse incontrollabile? Il problema dei tre corpi, una questione di caos deterministico. Astronomia da fantascienza, a cura di Camilla Pianta COUNTDOWN VERSO APRILE 2026, IL CENTENARIO DELLA FANTASCIENZA: -2 (ma, secondo voi, questa è una “scordata” oppure no?) “Wang si diresse verso l’altra estremità del lungo tavolo per darsi il tempo di ritrovare
February 8, 2026
La Bottega del Barbieri
Della guerra
Proponiamo alla lettura questo post di Pierluigi Fagan, secondo noi molto interessante e stimolante. Premettiamo queste poche righe solo per avvertire che lo stile conciso e polemico del testo potrebbe sorprendere lettori con scarse nozioni o addirittura completamente a digiuno di epistemologia, così come anche quanti abbiano una conoscenza solo […] L'articolo Della guerra su Contropiano.
January 19, 2026
Contropiano
La CIA e la cometa: segreto su un sasso volante
Redazione di «Diogene notizie» La notizia (minuscola, ma irresistibile) è questa: un cittadino statunitense ha usato la FOIA, sigla di Freedom of Information Act, la legge che permette ai cittadini di chiedere accesso a documenti e atti della pubblica amministrazione, per domandare alla CIA se abbia materiale su 3I/ATLAS, l’oggetto interstellare avvistato il 1° luglio 2025. Risposta dell’Agenzia: «non possiamo
January 18, 2026
La Bottega del Barbieri
Anna’s Archive: Robin Hood ruba, Meta incassa
di jolek78 256 milioni di canzoni Ore 03:00. Era una (un’altra…) di quelle notti, una di quelle in cui il cervello decide che dormire è un argomento sopravvalutato. Dopo la solita passeggiata notturno/mattutina per le strade di una remota cittadina scozzese – dove anche un volpino mi ha osservato con l’aria di “gli umani son tutti strani” – mi son
La Cina è leader nella ricerca nel 90% delle tecnologie cruciali
In pochi giorni la rivista Nature ha pubblicato due notizie di un certo rilievo “geopolitico”. La prima è che la prima classifica del Nature Index nel settore delle Scienze Applicate mostra che ci sia stato un trasferimento di egemonia dall’occidente all’oriente. La Cina domina la classifica, e altri Paesi asiatici […] L'articolo La Cina è leader nella ricerca nel 90% delle tecnologie cruciali su Contropiano.
December 30, 2025
Contropiano
Socialismo digitale in Cina: innovazione e percorsi abilitati dalla tecnologia
Nell’attuale contesto storico dominato da un’ondata globale di digitalizzazione, le tecnologie digitali stanno penetrando in ogni angolo della società con una profondità e una ampiezza senza precedenti, trasformando radicalmente i modi di produzione e di vita delle persone. Il Rapporto sul lavoro del governo 2025 propone di stimolare la vitalità […] L'articolo Socialismo digitale in Cina: innovazione e percorsi abilitati dalla tecnologia su Contropiano.
November 26, 2025
Contropiano
Un colpo di mano sui diritti fotografici: un emendamento rischia di paralizzare la ricerca e gli archivi italiani
Dopo il pasticcio del decreto sui diritti di riproduzione dei beni culturali, una nuova minaccia si profila per la ricerca e la valorizzazione del patrimonio fotografico italiano. Un emendamento approvato al Senato — su spinta dei fotoreporter e firmato da senatori della Lega — triplica da 20 a 70 anni la durata dei diritti sulle fotografie “semplici”, cioè quelle documentarie e non artistiche. Se la norma passasse alla Camera, interi archivi pubblici e privati dovrebbero essere chiusi o resi a pagamento, vanificando investimenti pubblici e fondi PNRR. Una misura miope e contraria alle tendenze europee, che rischia di infliggere un danno irreparabile alla conoscenza e alla memoria collettiva del Paese. Il Ministero della Cultura circa un anno e mezzo fa aveva messo una pezza a un Decreto Ministeriale relativo ai diritti di riproduzione dei beni culturali di proprietà statale, che l’anno precedente aveva fatto insorgere tutte le istituzioni culturali d’Italia. Roars se ne era occupato qui. Anche con le modifiche migliorative il provvedimento era rimasto un’assurda complicazione con errori ed anacronismi, ma almeno rimediava ai danni maggiori che avrebbe subito la ricerca e l’editoria. Ora assistiamo a una nuova puntata di questa vicenda, che ripropone il tema sotto altra forma nel silenzio generale: su pressione dei fotoreporter alcuni senatori della Lega Nord, con la lungimiranza culturale che li contraddistingue, hanno fatto votare al Senato un emendamento al decreto Disposizioni per la semplificazione e la digitalizzazione dei procedimenti in materia di attività economiche e di servizi a favore dei cittadini e delle imprese – DDL 1184. In sostanza la modifica sostituisce l’articolo 92 della legge 22 aprile 1941, n. 633 e porta a 70 anni dalla data di produzione dello scatto la durata del diritto esclusivo sulle fotografie che non siano “opera fotografica”. Viene così più che triplicato il termine precedente di 20 anni, che valeva per le “fotografie semplici”. Per chiarezza va specificato che con quest’ultima definizione si intendono: le immagini di persone o di aspetti, elementi o fatti della vita naturale e sociale, ottenute col processo fotografico o con processo analogo, comprese le riproduzioni di opere dell’arte figurativa e i fotogrammi delle pellicole cinematografiche. Non sono comprese le fotografie di scritti, documenti, carte di affari, oggetti materiali, disegni tecnici e prodotti simili (legge n. 633 del 1941, art. 87). Dunque, non stiamo parlando delle fotografie artistiche e creative, i cui diritti scadono 70 anni dopo la morte dell’autore. È evidente che, se passasse alla Camera, la norma sarebbe devastante per la ricerca storica e la valorizzazione e divulgazione del patrimonio fotografico nazionale. Esiste infatti nelle collezioni pubbliche e private un patrimonio immenso di foto documentarie della vita e della storia del paese senza le quali non sarebbe più possibile fare ricerca e divulgazione su quel che riguarda le ultime due generazioni di italiani. Sulla base della precedente normativa – quella che prevede una protezione di 20 anni – erano state digitalizzate, catalogate e messe a disposizione della libera fruizione del pubblico intere collezioni con ingente esborso di risorse pubbliche e di fondi PNRR, investimenti che ora verrebbero completamente vanificati. I fondi degli archivi che oggi sono liberamente fruibili dovrebbero infatti essere resi accessibili solo a pagamento e nemmeno sarebbe chiaro come, visto che non si conosce o non è rintracciabile l’autore di un grandissimo numero di queste fotografie. Sarebbe di fatto la paralisi amministrativa. E ovviamente tutto ciò bloccherebbe qualsiasi ulteriore progetto rinviandolo di due giubilei, fra 50 anni, quando molti di noi non saranno più su questa terra. Inoltre, quale ente culturale acquisterebbe collezioni fotografiche sapendo di non poterle toccare per mezzo secolo? Con il rischio (diciamo la certezza) che in questa maniera interi archivi vadano perduti o dispersi. Senza parlare di chi si occupa della storia contemporanea del paese, che troverebbe enormi ostacoli non solo per la ricerca accademica, ma anche per semplice la divulgazione. Questo mentre tutto il mondo civile si sta muovendo in senso contrario verso una progressiva liberalizzazione dell’immagine per promuovere la piena fruibilità del patrimonio storico e culturale, e ovviamente in controtendenza – tanto per cambiare – con la normativa europea. In questo modo si causerebbe un danno gravissimo alla comunità per procurare un vantaggio assai modesto ai fotografi professionisti. Sono infatti solo le foto dell’attualità che hanno una valenza commerciale significativa, non certo quelle di venti anni fa e più. C’è da sperare che il Ministero della Cultura si accorga di questo assurdo autogol, motivato da una visione di straordinaria e miope grettezza, e che si opponga fermamente a una norma che contrasterebbe gli interessi e i progetti promossi dallo stesso Ministero.
November 3, 2025
ROARS