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“Tassare i più ricchi per rafforzare il welfare”: incontro online, 1° luglio h 21
La campagna 1% equo, promossa da Rifondazione Comunista, ha posto all’attenzione un tema di prima grandezza e cioè la necessità di un prelievo fiscale progressivo sulle grandi ricchezze per finanziare il welfare. Il successo ottenuto in poche settimane nella raccolta delle firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare e lo sviluppo di un dibattito pubblico sul tema della “patrimoniale” testimoniano del successo di una iniziativa che riflette un interesse diffuso, in particolare, nelle giovani generazioni. Programmata per mercoledì 1° luglio alle 21, l’iniziativa on line “Tassare i più ricchi per rafforzare il welfare” riprende il tema, ma lo colloca in una prospettiva più ampia, ponendolo in termini di centralità della progressività fiscale finalizzata a un rilancio vero del welfare, in un Paese in cui il disagio è cresciuto e le politiche pubbliche non hanno dato risposte soddisfacenti. Le difficoltà in cui versano la sanità e l’assistenza, il sistema di istruzione pubblica, l’offerta di servizi locali, la disponibilità di abitazioni a prezzi sostenibili, il sostegno ai redditi più bassi stanno a indicare che il problema di una redistribuzione del reddito è oggi un’esigenza inderogabile e un intervento sul fisco ineludibile. A maggior ragione, le forze politiche e sociali che vogliono contrastare e battere l’attuale governo di destra, possono eludere questo tema? O invece intendono assumerlo in una proposta al Paese? Il confronto promosso con CGIL, ARCI, PD, AVS, M5S vuole dare una prima risposta a queste domande. Per affrontare il tema, dopo l’introduzione di Gianluigi Pegolo, responsabile Ufficio per il Programma del PRC, interverranno: Dario Ballardini, responsabile campagna 1% Equo Barbara Tibaldi, segreteria nazionale Fiom Cecilia Guerra, segreteria nazionale PD, resp.le Lavoro Marco Grimaldi, vice-capogruppo Camera dei Deputati AVS Chiara Appendino, deputata M5S, già sindaca di Torino Carlo Testini, presidenza nazionale Arci Concluderà i lavori Maurizio Acerbo, segretario nazionale Prc-Se Rifondazione Comunista - Sinistra Europea
June 30, 2026
Pressenza
Trump minaccia nuovi dazi per la Digital Tax della UE
È passato un giorno dall’approvazione definitiva da parte del Consiglio dell’Unione Europea dell’accordo sui dazi tra Bruxelles e Washington dello scorso agosto, e con una sequenza ravvicinata di messaggi sul proprio canale social Truth, il presidente degli Stati Uniti è tornato a minacciare nuovi dazi. Il 26 giugno, infatti, Donald […] L'articolo Trump minaccia nuovi dazi per la Digital Tax della UE su Contropiano.
June 28, 2026
Contropiano
Patrimoniale, la vogliamo sì
di Mario Sommella (*) Patrimoni, privilegi e il tabù della giustizia fiscale nell’Italia di Meloni Quando uno degli uomini più ricchi del pianeta ammette che la lotta di classe esiste e che a vincerla è la sua classe, non sta confessando un rimorso: sta descrivendo un sistema con la freddezza di chi ne conosce ogni ingranaggio. Warren Buffett lo disse
Il Belpaese, un paradiso solo per i milionari!
Ingiustizia fiscale: Da decenni, i governi dei diversi paesi gareggiano tra loro per allietare i possessori di capitali privati, con generosi vantaggi fiscali e sussidi pubblici. Il miliardario Warren Buffett ha ragione, la lotta di classe esiste e la stanno vincendo loro. Una tendenza internazionale, tra le tante, lo comprova: […] L'articolo Il Belpaese, un paradiso solo per i milionari! su Contropiano.
June 5, 2026
Contropiano
Dove vanno a finire i soldi delle imposte?
Siamo nel periodo delle dichiarazioni dei redditi con relativa imposta (IRPEF). Da qualche anno l’Agenzia delle Entrate fornisce un servizio utile: la dichiarazione precompilata. Quando un contribuente entra nell’apposita area riservata per vedere la propria dichiarazione precompilata, ha la possibilità di visualizzare anche la destinazione delle imposte versate nell’anno precedente. I calcoli si riferiscono, oltre all’IRPEF, anche alla cedolare secca sulle locazioni, al contributo di solidarietà, alle somme assoggettate a tassazione separata e all’imposta sostitutiva sui premi di risultato, per il regime di vantaggio e forfetario. In sintesi si tratta della maggior parte delle imposte dirette. In questo modo il cittadino può conoscere le spese pubbliche alle quali ha contribuito, come recita il primo comma dell’art. 53 della Costituzione. Il risultato è il seguente: previdenza e assistenza 21,7%, sanità 18,2%, istruzione 11,0%, interessi sul debito pubblico 10,7%, difesa, ordine pubblico e sicurezza 8,4%, servizi delle pubbliche amministrazioni 8,3%, economia e lavoro 6,8%, trasporti 6,5%, protezione dell’ambiente 2,5%, cultura e sport, 2,3%, contributo al bilancio dell’Unione Europea 2,3%, abitazioni e assetto del territorio 2,1%. Ci sono alcune percentuali che stupiscono. Nell’era delle devastanti trasformazioni climatiche, perché la protezione dell’ambiente, le abitazioni e l’assetto del territorio sono la cenerentola della spesa pubblica? Ma la cifra che più dovrebbe fare riflettere è quella relativa agli interessi sul debito pubblico, simile a quella dell’istruzione e pari alla somma di quanto viene speso per i trasporti, la casa e l’ambiente. Insomma, gli interessi sul debito delle amministrazioni sono un grande spreco di risorse, poiché oltre il 10% delle imposte dirette non finanziano attività reali o servizi di pubblica utilità. Il 22 aprile scorso il Governo attuale ha approvato il Documento di Finanza Pubblica (DFP), che prevede per il 2026 un lieve calo del deficit (dal 3.1% al 2,9% del Prodotto Interno Lordo) e un significativo aumento del debito pubblico (dal 137,1% al 138,6% del PIL). Ovviamente un debito in aumento – a parità di altri fattori – rischia di comportare un aumento degli interessi sul debito. Il che significherebbe un ulteriore spreco di risorse sulle spalle delle imposte pagate dai contribuenti. L’anno prossimo in Italia si terranno le elezioni politiche. Sarà interessante verificare che cosa verrà proposto dalle diverse forze politiche per ridurre il debito pubblico e di conseguenza gli interessi sul debito. Nella speranza che non si tratti soltanto di parole, ma di una seria strategia da perseguire nell’interesse di tutti i contribuenti.   Rocco Artifoni
May 9, 2026
Pressenza
Tassare i grandi patrimoni: dal 15 maggio parte…
… la raccolta di firme per una proposta di legge. (*)   Dal 15 maggio al 15 novembre FIRMA LA PROPOSTA DI LEGGE Imposta Grandi Patrimoni 1%EQUO è una campagna nazionale per una legge di iniziativa popolare. Propone un contributo dall’1 al 3,5% sui patrimoni di meno dell’1% più benestante della popolazione, che ha più di 2 milioni di € oltre alla
Il declino dei conti pubblici italiani
Ci sono due numeri (recentemente indicati dall’ISTAT) che in modo chiaro mostrano come i conti pubblici italiani stiano peggiorando. Nel 2025 in relazione al Prodotto Interno Lordo (PIL) la pressione fiscale è salita al 43,1% (nel 2024 era al 42,5% e nel 2023 al 41,5%) e il debito pubblico è arrivato al 137,1% (nel 2024 era al 134,7%). In sintesi, c’è stato un aumento sia delle tasse sia del debito delle amministrazioni pubbliche. A conferma che la situazione finanziaria italiana non è positiva è anche il dato del 3,1% del rapporto deficit/PIL nel 2025. I patti dell’Unione Europea prevedono che non venga superato il 3% e di conseguenza per l’Italia resta aperta la procedura di infrazione delle regole europee. Guardando all’anno in corso e al prossimo, le prospettive sembrano ancora peggiori. Le previsioni segnalano un PIL in rallentamento o in calo. Non solo: nel 2026 l’Europa chiuderà il rubinetto del PNRR (oltre 200 miliardi di euro), che dalla pandemia ad oggi ha consentito un segno più davanti al dato del PIL. Il rischio è che senza la spinta del PNRR i prossimi PIL riportino un segno meno, che significherebbe recessione. L’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani (OCPI) dell’Università Cattolica di Milano ha messo a confronto la spesa per interessi sul debito pubblico dei Paesi dell’Euro in relazione al PIL. Il grafico è impietoso: l’Italia in percentuale spende più di tutti gli altri Paesi. Facile comprendere perché il debito pubblico sia aumentato. Ci sono anche molte questioni di dettaglio che hanno contribuito a questo evidente declino. Ad esempio: la recente riforma della Corte dei Conti che ha limitato fortemente le risorse recuperabili del danno erariale per colpa grave, il mancato adeguamento all’inflazione dei tetti degli scaglioni IRPEF che ha aumentato le imposte a quattro milioni tra lavoratori e pensionati, la diminuzione dell’aliquota IRPEF per i ceti più abbienti che di fatto ha incrementato il debito pubblico di quasi 3 miliardi di euro, la flat tax per i lavoratori autonomi fino a 85 mila euro che ha sottratto significative risorse alle entrate, la mancata apertura alla concorrenza per gli stabilimenti balneari che ha favorito i profitti degli operatori privati a scapito dell’interesse pubblico. È appena il caso di ricordare che nel programma di governo presentato al Parlamento nel 2022 è stato indicato l’obiettivo di “ridurre la pressione fiscale su imprese e famiglie attraverso una riforma all’insegna dell’equità”. Mentre a proposito della riduzione del debito è stato scritto che “la strada maestra, l’unica possibile, è la crescita economica, duratura e strutturale”. Entro il prossimo 10 aprile il governo dovrà presentare al Parlamento il Documento di Economia e Finanza (DEF). Sarà interessante verificare quali sono le previsioni per il 2026 e per gli anni a venire. E soprattutto capire dove il governo pensa di trovare le risorse per evitare ulteriori aumenti del deficit/debito pubblico e della pressione fiscale. Dato che al massimo la legislatura durerà ancora per un anno, c’è il rischio che per ragioni elettorali si cerchi di minimizzare i risultati negativi dei conti pubblici, facendo finta che tutto stia andando bene e che in qualche modo i problemi verranno risolti. Nascondere la polvere sotto il tappeto e la testa sotto la sabbia. Sarebbe un comportamento irresponsabile. Rocco Artifoni
April 2, 2026
Pressenza
Il Proletariato ha le Piume
di Paperino. Monologo raccolto da Fabrizio Melodia (*). A seguire un percorso – molto serio – di letture. Prendetela come una «scor-data» per i 90 anni di Donald Duck.   Mi chiamo Paperino. Sono un lavoratore. Forse mi conoscete. Forse avete riso delle mie disavventure, delle mie esplosioni di rabbia, dei miei fallimenti continui. Forse pensate che io sia semplicemente
9 marzo 1776: Adam Smith e la ricchezza delle nazioni
di Bruno Lai.   9 marzo 1776: Adam Smith pubblica a Londra il suo libro La ricchezza delle nazioni, An Inquiry into the Nature and Causes of the Wealth of Nations. Filosofo ed economista scozzese, per questa opera Smith è considerato il fondatore del liberalismo economico. Qual è, dunque, la causa della ricchezza delle nazioni più floride per Adam Smith?
Migliaia di sconosciuti dal fisco, le tasse le pagano solo salari e pensioni
Per essere una novità non è che sia un granchè ma fa sempre un certo effetto – oltre che a far incazzare – il fatto che nel nostro paese ci siano oltre 200mila evasori totali tra persone fisiche e imprese. Tra questi risultano un bel po’ di “distratti” e alcuni […] L'articolo Migliaia di sconosciuti dal fisco, le tasse le pagano solo salari e pensioni su Contropiano.
February 6, 2026
Contropiano