Solidarietà al Liceo Vivona. Difendiamo la libertà di insegnamento e di espressione
Riteniamo profondamente inaccettabile l’ispezione disposta dal Ministro
dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, nei confronti di Massimo
Sabbatini, docente del Liceo “Vivona” di Roma che, con un messaggio rivolto alle
studentesse e agli studenti al termine del loro percorso scolastico e degli
esami di Stato, li invitava a non dimenticare lo sterminio in corso a Gaza e le
drammatiche condizioni di vita cui è sottoposta la popolazione civile
palestinese :
“Avete vissuto questi tre anni di liceo mentre si compiva lo sterminio a Gaza.
Quello che è successo in questi tre anni nei confronti della popolazione civile
innocente, dei bambini, degli anziani, delle donne, dei medici, dei giornalisti
e anche dei giovani uomini (tutti terroristi di Hamas i giovani gazawi?) non
dimenticatelo. Non dimenticate i responsabili: le donne e gli uomini di potere
dei paesi cosiddetti civili e democratici, non solo chi ha premuto il grilletto,
lanciato missili, sganciato bombe, guidato droni, ma anche chi ha prodotto e
venduto armi, chi ha avuto responsabilità politiche, chi ha lucrato dividendi e
fatto profitti, e chi è rimasto ignavo a guardare senza fare niente […].”
Il docente non ha fatto altro che esprimere un’opinione condivisa dalla
maggioranza dell’opinione pubblica e richiamare l’attenzione dei giovani su una
tragedia umanitaria che interpella le coscienze di tutti; a non essere supini e
a sviluppare senso critico, autonomia di giudizio e sensibilità verso i grandi
temi della pace, dei diritti umani e della solidarietà tra i popoli. Ancora più
grave appare il fatto che l’ispezione non si sia limitata alla posizione del
docente, ma abbia coinvolto l’intera comunità scolastica del Liceo “Vivona”,
arrivando a raccogliere dichiarazioni e informazioni anche da studentesse e
studenti sul comportamento dell’insegnante. Una modalità che rischia di
introdurre nella scuola un clima di sospetto e di controllo incompatibile con la
funzione educativa dell’istituzione scolastica e con i principi dello Stato
democratico.
Questo episodio, purtroppo, non rappresenta un caso isolato. Si inserisce in una
sequenza sempre più preoccupante di ispezioni, procedimenti disciplinari e
interventi nei confronti di docenti e comunità scolastiche che esprimono
posizioni critiche o affrontano temi di rilevanza civile e sociale. Si tratta di
iniziative che finiscono per esercitare un effetto intimidatorio, alimentando
l’autocensura e comprimendo quella libertà di insegnamento che la Costituzione
riconosce come principio fondamentale della scuola pubblica. Una scuola libera è
il presupposto indispensabile per la formazione di cittadini capaci di
comprendere la complessità del presente, confrontare idee diverse e partecipare
consapevolmente alla vita democratica del Paese.
Come COBAS esprimiamo la nostra piena solidarietà al docente coinvolto, alle
studentesse e agli studenti e all’intera comunità scolastica del Liceo “Vivona”.
Chiediamo l’immediata cessazione di ogni iniziativa che possa configurarsi come
un’indebita pressione sulle libertà di insegnamento e di espressione. Invitiamo
tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori della scuola, le studentesse e gli
studenti, le famiglie, le organizzazioni sindacali e le associazioni
democratiche a difendere con determinazione i principi sanciti dalla
Costituzione Italiana, nata dalla Resistenza, e a respingere ogni tentativo di
limitare la libertà di espressione, il pluralismo culturale e il diritto della
scuola pubblica ad essere luogo di confronto, di crescita civile e di formazione
del pensiero critico.
Esecutivo COBAS SCUOLA di Roma e Provincia