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UTILIZZAZIONI E ASSEGNAZIONI PROVVISORIE A.S. 2026-2027
Con la nota n. 18007 del 10 luglio 2026 il MIM ha comunicato le date per la presentazione delle domande di assegnazione provvisoria e utilizzazione del personale docente, A.T.A., educativo e IRC. Il personale docente a tempo indeterminato dovrà presentare la domanda tramite Istanze On Line dalle ore 15:00 del 10 luglio 2026 alle ore 23:59 del 23 luglio 2026. Le istanze di utilizzazione e di assegnazione provvisoria del personale educativo e degli insegnanti di religione cattolica saranno presentate in modalità cartacea, tramite il modulo di domanda pubblicato sul sito del MIM nella pagina “MOBILITÀ 2026-2027 – sezione Utilizzazioni e assegnazioni provvisorie” dalle ore 15:00 del 10 luglio 2026 alle ore 23:59 del 23 luglio 2026, all’Ufficio scolastico territorialmente competente. I docenti assunti con contratto a tempo determinato ai sensi degli artt. 59, comma 4 e 9-bis D.L. 73/2021, dell’art. 5-ter D.L. 228/2021, dell’art.5, commi 5 e 6 D.L. 44/2023, e degli artt. 13, comma 2 e 18 bis, comma 4, del d.lgs. 59/2017 presenteranno istanza di utilizzazione e di assegnazione provvisoria (domanda cartacea) avvalendosi dell’apposito modulo di domanda pubblicato sul sito del MIM nella pagina “MOBILITÀ 2026-2027 – sezione Utilizzazioni e assegnazioni provvisorie”, all’Ufficio scolastico territorialmente competente,  dalle ore 15:00 del 10 luglio 2026 alle ore 23:59 del 23 luglio 2026. Il personale A.T.A. dovrà presentare la domanda cartacea dal 23 luglio al 4 agosto 2026 avvalendosi del modello pubblicato sul sito del MIM, all’Ufficio scolastico territorialmente competente. Di seguito il link per visualizzare la nota, il CCNI, i moduli e le dichiarazioni. https://www.mim.gov.it/web/guest/utilizzazioni-e-assegnazioni-provvisorie2
July 15, 2026
Cobas Scuola
Il Cesp-Rete delle scuole ristrette l’ 8-9 luglio al festival dei due mondi di Spoleto
La Giornata nazionale del Mondo che non c’è si inserisce nel Festival dei Due Mondi di Spoleto, con una forte valenza simbolica, perché dà voce a un “mondo terzo” (il carcere) che si posiziona tra i “due mondi” del Festival, in un collegamento ideale e culturale che mette in comunicazione il dentro e il fuori, la realtà chiusa dell’istituto penitenziario e lo spazio aperto della società civile, dell’arte, della cultura e della formazione. Il Mondo che non c’è, il nostro “mondo terzo” – idealmente gemellato anche con il Salone Internazionale del Libro di Torino – è lo spazio dell’incontro, il luogo dove la barriera e il muro di cinta si trasformano in un confine permeabile, il territorio franco della cultura, della scuola ristretta, del teatro e della lettura che mira a rimettere l’istruzione, il libro e le arti espressive al centro del riscatto sociale, superando la sola dimensione punitiva della detenzione. “Lo scaffale di Caino: uno sguardo oltre le sbarre” (titolo di questa XI edizione della Gionata nazionale del mondo che non c’è), non vuole essere però, un lusso intellettuale. I libri e l’istruzione sono, infatti, armi di dignità risarcitoria e difendere l’istruzione e la cultura in carcere significa difendere la Costituzione italiana e l’articolo 27. Proprio per ottimizzare i lavori di un’edizione che si presenta ricca di spunti e per valorizzare i singoli contributi, il seminario è stato suddiviso in due macro-aree tematiche speculari e complementari. Mercoledì 8 luglio, dalle ore 10.00 alle ore 14.00, presso la Biblioteca Comunale “Giosuè Carducci” (Palazzo Mauri), di Spoleto, il seminario si aprirà con una riflessione sulla drammatica situazione delle carceri; giovedì 9 luglio, invece, dalle ore 10.00 – alle ore 14.00, sempre presso la Biblioteca Comunale “Giosuè Carducci” (Palazzo Mauri), il focus sarà spostato sull’operatività progettuale. La prima giornata sarà dedicata a un’analisi critica e istituzionale della realtà penitenziaria attuale. L’obiettivo è tracciare un quadro chiaro delle criticità sistemiche e di come la cultura possa configurarsi quale strumento concreto di dignità e riscatto, attivando quel dialogo proprio del nostro “mondo terzo”. Dopo l’introduzione, a cura della Presidente CESP Anna Grazia Stammati (il coordinamento dei lavori sarà affidato a Luisa Marquardt, Università Roma Tre) e i saluti dei rappresentanti della Regione Umbria, della Direzione del Festival e della Casa di reclusione di Maiano-Spoleto, si aprirà la Tavola Rotonda degli Esperti (ore 11.00 – 13.00). In questa sessione gli interventi dei relatori si concentreranno sulle tutele dei diritti, sulla storicizzazione del legame tra scuola, università e penitenziari e sul ruolo centrale della magistratura di sorveglianza nell’esecuzione penale. A seguire ci sarà la Voce della Rete e dei Territori (Ore 13.00 – 14.00), primo spazio di ascolto transregionale (Piemonte, Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Sicilia) con le testimonianze dirette dei docenti della Rete delle scuole ristrette, ex-detenuti e attori della Compagnia #SIneNOmine (se autorizzati). La giornata si concluderà “sul campo”, con la partecipazione all’Evento Serale (Ore 21.00), presso la Casa di reclusione di Maiano-Spoleto, per assistere alla replica dello spettacolo teatrale “Innominabile 27 – Il gioco senza fine” messo in scena dalla Compagnia #SIneNOmine guidata dal Direttore artistico Giorgio Flamini. Nella seconda giornata, sempre presso la Biblioteca Comunale “Giosuè Carducci” l’attenzione si sposterà sulla presentazione dello stato dell’arte del progetto “Biblioteche innovative in carcere” a livello territoriale, traducendo la visione del “mondo terzo” in modelli di rete regionali. Al centro del dibattito vi sarà il monitoraggio e il consolidamento del progetto, analizzando i percorsi avviati nei diversi territori coinvolti secondo una precisa cronologia di sviluppo. Sarà presentato il Modello Umbria (avviato nella X Giornata del Mondo che non c’è-luglio 2025) e delegati e funzionari umbri illustreranno i risultati e il consolidamento della rete organizzativa locale a un anno dall’avvio ufficiale avvenuto nella scorsa edizione del seminario. Sarà poi la volta dei nuovi Percorsi di Toscana e Lazio (avvio Salone del Libro di Torino, maggio 2026). I referenti della Direzione Cultura e dei Servizi Bibliotecari delle Regioni Toscana e Lazio si confronteranno sulle prime fasi di attuazione delle intese nate nel recente contesto torinese. L’obiettivo condiviso di questa sessione sarà la definizione di linee guida comuni per strutturare stabili sinergie interne ed esterne agli istituti di pena delle tre regioni partner. Dalle ore 13.00 alle ore 14.00 lo spazio finale darà voce alla Rete e ai corsisti del progetto biblioteche per una sintesi delle “buone pratiche” da estendere a livello nazionale. Anna Grazia Stammati presidente CESP
July 13, 2026
Cobas Scuola
MANFREDI PRIVATIZZA L’ACQUA (ABC) CONTRO LA VOLONTÀ POPOLARE E CGIL-CISL-UIL LO SOSTENGONO
Il sindaco Manfredi procede speditamente nell’assecondare i processi di privatizzazione e svendita dei beni comuni ed in particolare nella trasformazione dell’ABC azienda speciale in Società per Azioni contraddicendo non solo i milioni di italiani che hanno espresso nel referendum la chiara volontà che l’acqua sia e resti un bene pubblico ma anche la promessa fatta pubblicamente e personalmente a padre Alex Zanotelli (rappresentante dei comitati) che finché fosse stato lui sindaco l’ABC non avrebbe corso il rischio di essere privatizzata.E’ del tutto evidente il vero volto del sindaco “Pinocchio” che contraddicendo se stesso rifiuta di ricevere i comitati che sono in piazza da anni in difesa dell’acqua pubblica e chiama in aiuto i sindacati confederali che accorrono prontamente rendendosi complici nel processo di privatizzazione e svendita dell’acqua.Noi chiamiamo alla mobilitazione tutti i cittadini e le cittadine che hanno a cuore i beni comuni e il rispetto dell’esito referendario sull’acqua.   Cobas Napoli
June 18, 2026
Cobas Scuola
GPS 2026-2027: modalità e tempistica scelta 150 preferenze
Con la nota n. 11814 del 6 maggio 2026 avente per oggetto: Anno scolastico 2026/2027 – Istruzioni e indicazioni operative in materia di supplenze al personale docente ed educativo. il MIM comunica la modalità e la tempistica per la scelta delle 150 preferenze (scuole, distretti, comuni, provincia). La domanda dovrà essere presentata in modalità telematica su Istanze on line (Informatizzazione nomine supplenze) dalle ore 14,00 del 16 luglio alle ore 14,00 del 29 luglio 2026. Supplenze annuali finalizzate alla nomina in ruolo (GPS I fascia sostegno o elenchi aggiuntivi). Fase provinciale. Possono partecipare i docenti inseriti a pieno titolo nella GPS I fascia sostegno o elenchi aggiuntivi; i docenti  già di ruolo (che abbiano superato il periodo di prova al 01/09/2025 o prima). Non hanno titolo a partecipare alla procedura gli aspiranti inclusi con riserva nella prima fascia delle GPS per i posti di sostegno, in quanto in attesa del conseguimento/riconoscimento del titolo di specializzazione e i docenti tenuti allo svolgimento dell’anno di prova. Ai sensi dell’articolo 2, comma 2, punto 3-quater, del decreto-legge 7 aprile 2025, n. 45, convertito con modificazione dalla legge 5 giugno 2025, n. 79, l’assegnazione di una delle sedi indicate nella domanda comporta l’obbligo di accettazione espressa entro 5 giorni o, comunque, entro il 1° settembre qualora l’assegnazione intervenga a decorrere dal 28 agosto. La mancata accettazione della sede entro il suddetto termine è considerata d’ufficio come rinuncia alla nomina e determina la decadenza dall’incarico conferito. Supplenze annuali finalizzate alla nomina in ruolo (GPS I fascia sostegno o elenchi aggiuntivi). Fase interprovinciale. I docenti di sostegno in prima fascia GPS che hanno partecipato alla procedura senza rinunciare, ma non hanno ricevuto nomina, possono fare domanda online per i posti vacanti in altre province (anche di altre regioni). Nell’istanza indicano province e tipi di sostegno richiesti. Domande aperte dal 14 agosto ore 14 al 18 agosto ore 12. Dall’apertura di questa fase non sono più possibili surroghe provinciali per rinunce. Chi ottiene una sede deve accettarla entro 5 giorni (o entro il 1° settembre se assegnata dal 28 agosto); altrimenti decade dalla nomina. L’accettazione esclude la continuità didattica, altre supplenze GPS e interpelli. Nella procedura interprovinciale, basta l’assegnazione della provincia per perdere il diritto ad altre supplenze, anche se si rinuncia. Chi non presenta domanda o non riceve incarico può partecipare alle successive nomine a tempo determinato. Continuità dei docenti a tempo determinato su posto di sostegno. Conclusi i conferimenti dei contratti a tempo indeterminato e determinato finalizzati al ruolo, gli uffici scolastici procederanno alla conferma dei docenti di sostegno per garantire la continuità didattica. Possono essere confermati: 1. docenti specializzati sullo stesso grado, nominati nel 2025/2026 tramite GAE, GPS, graduatorie d’istituto (anche viciniori) o interpello; 2. docenti non specializzati inseriti in seconda fascia GPS, se nominati da scorrimento provinciale della stessa; 3. docenti non specializzati non inseriti in GPS, se nominati da scorrimento incrociato GAE/GPS; 4. docenti di ruolo assegnati su sostegno ai sensi degli artt. 47 o 70 CCNL. Non possono essere confermati: 1. docenti non specializzati nominati da graduatorie d’istituto o interpello; 2. docenti con supplenze brevi. La conferma comporta l’esclusione da tutte le successive procedure di supplenza, compresi gli interpelli. Chi rinuncia alla conferma partecipa regolarmente alle nomine provinciali e d’istituto. Supplenze annuali o fino al termine delle attività didattiche (GAE e GPS posto comune e/o sostegno). Per le supplenze annuali (31 agosto) e fino al termine delle attività didattiche (30 giugno), il sistema utilizza prima le GAE e, in caso di esaurimento o insufficienza, le GPS. Gli aspiranti già inseriti nelle GPS del biennio precedente che non presentano domanda di aggiornamento/permanenza né l’istanza per le supplenze 2026/2027 vengono esclusi dalle GPS e dalle relative graduatorie di istituto per tutto il nuovo biennio. I docenti di ruolo che partecipano alla procedura possono indicare esclusivamente posti interi. È previsto il recupero dei docenti che non ottengono incarico per assenza di disponibilità nelle sedi scelte. Non sono considerati rinunciatari e possono partecipare ai successivi turni di nomina sulle sedi indicate. In caso di supplenza a orario non intero, il docente mantiene sempre il diritto al completamento orario nella stessa provincia fino al raggiungimento dell’orario obbligatorio. Il completamento avviene con modalità diverse: * per spezzoni fino al termine delle attività didattiche, senza frazionamento delle disponibilità; * per supplenze brevi e saltuarie, anche con frazionamento orario, purché compatibile con il servizio e con la continuità didattica.
June 18, 2026
Cobas Scuola
Collaboratori Scolastici: assistenza agli alunni/e e inclusione, più organico e stipendi adeguati.
L’orientamento ARAN del novembre 2024 ha riportato al centro dell’attenzione una questione che da anni interessa migliaia di lavoratrici e lavoratori della scuola: l’assistenza agli alunni nell’uso dei servizi igienici e nella cura dell’igiene personale. Il chiarimento richiama quanto previsto dall’Allegato A del CCNL Istruzione e Ricerca sottoscritto il 18 gennaio 2024, che definisce le specifiche professionali del personale ATA e, in particolare, dei collaboratori scolastici. Secondo l’ARAN, tra i compiti propri del collaboratore scolastico rientrano la vigilanza sugli alunni, l’assistenza durante il servizio mensa e, nelle scuole dell’infanzia e primaria, il supporto necessario nell’utilizzo dei servizi igienici e nella cura dell’igiene personale. Per gli alunni con disabilità, inoltre, il contratto prevede l’ausilio materiale non specialistico finalizzato a garantire concretamente il diritto all’inclusione scolastica, comprendendo l’accesso agli edifici, gli spostamenti all’interno della scuola, l’uscita dai locali scolastici e l’assistenza legata all’igiene personale. L’ARAN sostiene che tale previsione non rappresenti una novità introdotta dal contratto del 2024, ma una conferma di attività già presenti nei precedenti ordinamenti professionali del personale ATA. Viene quindi ribadita la continuità di una funzione che, nelle intenzioni dell’amministrazione, fa parte integrante del profilo professionale del collaboratore scolastico. Come Organizzazione Sindacale riteniamo tuttavia che il problema non sia esclusivamente interpretativo. Il vero nodo riguarda le condizioni nelle quali questi compiti vengono svolti ogni giorno nelle scuole italiane. Nessuno mette in discussione il diritto degli alunni, in particolare di quelli più piccoli e degli studenti con disabilità, a ricevere tutta l’assistenza necessaria per frequentare la scuola in condizioni di dignità, sicurezza e inclusione. Al contrario, proprio perché questo diritto è fondamentale, esso deve essere garantito attraverso un’organizzazione del lavoro adeguata, personale sufficiente e risorse realmente disponibili. Da anni denunciamo una situazione di cronica carenza degli organici ATA. Nel prossimo anno scolastico ci saranno 2.174 Collaboratori Scolastici in meno. Le scuole sono chiamate a garantire servizi sempre più complessi, mentre il numero del personale Collaboratore Scolastico continua a risultare sempre più insufficiente rispetto alle esigenze reali dei territori. A ciò si aggiungono l’aumento delle responsabilità e la crescita degli adempimenti richiesti. I numeri parlano chiaro. Con circa 128.969 collaboratori scolastici distribuiti su oltre 45.500 plessi scolastici, la media è di circa 2,8 collaboratori per sede. Una situazione che rende estremamente difficile garantire contemporaneamente sorveglianza, accoglienza, pulizia, supporto agli uffici, apertura e chiusura dei locali, assistenza agli alunni e tutte le altre attività previste dal profilo professionale. In tutti i casi il personale è costretto a operare in condizioni di evidente sottodimensionamento, con carichi di lavoro sempre più pesanti e margini organizzativi ridotti al minimo. A tutto questo si aggiunge il fenomeno degli accorpamenti scolastici, che sta determinando Istituti Scolatici sempre più grandi e complessi da gestire. Mentre aumentano il numero degli studenti, delle sedi e delle esigenze organizzative, il personale ATA continua a essere insufficiente e spesso lasciato solo ad affrontare problematiche che richiederebbero un organico adeguato. Non possiamo ignorare, inoltre, il dato del precariato, che continua a interessare una quota rilevante del personale ATA. Migliaia di lavoratrici e lavoratori garantiscono ogni anno il funzionamento delle scuole senza la stabilità occupazionale che meritano. Una situazione che penalizza non soltanto il personale, ma anche il diritto allo studio degli alunni. Come Organizzazione Sindacale respingiamo una visione che considera il personale ATA una componente marginale della comunità scolastica. Senza il personale ATA la scuola non può aprire e funzionare. I Collaboratori Scolastici, gli Assistenti Amministrativi, gli Assistenti Tecnici e tutte le altre figure professionali rappresentano una parte essenziale del sistema dell’istruzione pubblica. Eppure continuano a essere tra i lavoratori meno valorizzati, con retribuzioni che non rispecchiano le responsabilità effettivamente svolte e con condizioni di lavoro che richiedono da tempo interventi concreti. Per questo chiediamo con forza un piano straordinario di incremento degli organici ATA, la riduzione del precariato, maggiori investimenti sulla formazione e il pieno riconoscimento professionale ed economico di tutto il personale. I diritti degli alunni e quelli dei lavoratori non sono in contrapposizione. Al contrario, una Scuola realmente inclusiva si costruisce garantendo entrambe le cose. Solo attraverso la partecipazione e la mobilitazione collettiva sarà possibile ottenere risposte concrete per il personale ATA e la scuola pubblica. Alessandro Pieretti   Esecutivo nazionale COBAS Scuola
June 18, 2026
Cobas Scuola
Concorsi PNRR, abilitazioni e precariato, cosa non sta funzionando
Con l’avvio dell’anno scolastico 2025/26 il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha rivendicato i risultati ottenuti attraverso i concorsi PNRR e la riforma del reclutamento introdotta negli ultimi anni. Tuttavia, a fronte delle procedure concorsuali svolte e delle migliaia di posti autorizzati, il problema del precariato continua a rappresentare una delle principali criticità della scuola italiana. I dati mostrano una realtà difficilmente contestabile. Negli ultimi anni il numero delle supplenze ha superato stabilmente le 200.000 unità annue, arrivando oltre quota 250.000 nell’anno scolastico 2023/24. Anche nel 2025/26 le scuole hanno iniziato le attività con una presenza significativa di personale a tempo determinato, sia tra i docenti sia tra il personale ATA. Il problema non riguarda soltanto le supplenze brevi. Una parte consistente degli incarichi annuali viene assegnata su posti vacanti e disponibili che potrebbero essere coperti stabilmente. La causa principale continua a essere la differenza tra organico di diritto e organico di fatto. Il primo consente le assunzioni a tempo indeterminato; il secondo comprende posti necessari al funzionamento delle scuole ma non utilizzabili per le immissioni in ruolo. È in questo spazio che si genera gran parte del precariato scolastico. Lo stesso Ministero continua annualmente a determinare gli organici attraverso specifiche note e decreti. La Nota ministeriale n. 43464 del 28 marzo 2024 sulle dotazioni organiche del personale docente per il 2024/25 conferma il permanere di un sistema fondato sulla distinzione tra organico di diritto e organico di fatto, che continua a produrre una quota rilevante di supplenze. Le recenti riforme del reclutamento, introdotte dal decreto-legge 73/2021 e successivamente ridefinite dal decreto-legge 36/2022 nell’ambito del PNRR, hanno modificato profondamente l’accesso alla professione docente. Oggi il percorso prevede il superamento di un concorso, un contratto a tempo determinato finalizzato al ruolo, la frequenza dei percorsi universitari abilitanti e infine l’anno di formazione e prova. L’obiettivo dichiarato era ridurre il precariato. Nei fatti il sistema si è fatto più complesso senza incidere in maniera significativa sul numero complessivo dei lavoratori precari. Una parte dei posti messi a bando nei concorsi PNRR è rimasta senza vincitori, soprattutto nelle discipline tecnico-scientifiche e nelle aree territoriali meno richieste. Molte cattedre sono state successivamente riproposte, come dimostra anche il concorso PNRR 3 attualmente in fase di svolgimento. In numerosi casi gli stessi candidati hanno partecipato a più procedure concorsuali consecutive, spesso spostandosi tra regioni diverse nel tentativo di ottenere una sede più vicina alla propria residenza. Si è così determinato un sistema che continua a produrre mobilità forzata e instabilità professionale. A ciò si aggiunge il tema della formazione iniziale. I percorsi abilitanti previsti dal DPCM 4 agosto 2023, i corsi di specializzazione sul sostegno e le numerose certificazioni richieste per migliorare il punteggio nelle graduatorie comportano costi significativi per migliaia di lavoratori. Negli ultimi anni si è sviluppato un vero e proprio mercato della formazione che rischia di trasformare l’accesso all’insegnamento in una questione sempre più legata alle disponibilità economiche individuali. La situazione appare particolarmente evidente nel sostegno. Migliaia di posti continuano a essere autorizzati in deroga anziché essere trasformati in organico stabile. La continuità didattica viene spesso richiamata nei documenti ministeriali, ma continua a scontrarsi con la realtà di un sistema fondato su un elevato numero di supplenze annuali. Le recenti misure che consentono la conferma del docente su richiesta delle famiglie non affrontano il problema alla radice: la stabilizzazione dei posti e del personale necessario. Anche il personale ATA continua a operare in una situazione di forte precarietà. Assistenti amministrativi, assistenti tecnici e collaboratori scolastici garantiscono il funzionamento quotidiano delle scuole in un contesto caratterizzato da carichi di lavoro sempre più elevati, aggravati dalla gestione dei progetti PNRR, delle piattaforme digitali e degli adempimenti amministrativi. I dati territoriali confermano la diffusione del fenomeno. Nel Lazio, ad esempio, nell’anno scolastico 2022/23 i docenti a tempo determinato rappresentavano il 30,22% del totale nella provincia di Viterbo, il 30,18% nella provincia di Latina, il 26,56% nella provincia di Rieti e il 26,15% nella Città Metropolitana di Roma. In molte realtà oltre un insegnante su quattro è precario (dati Openpolis). Il problema non può essere affrontato esclusivamente attraverso nuovi concorsi. Occorre intervenire sulle cause strutturali del fenomeno: trasformare i posti vacanti e disponibili in organico di diritto, rafforzare gli organici ATA, stabilizzare il sostegno e valorizzare l’esperienza maturata da chi lavora da anni nelle scuole. Tra le proposte avanzate dai COBAS vi è l’introduzione del doppio canale di reclutamento: il 50 per cento delle assunzioni dalle graduatorie concorsuali e il restante 50 per cento dalle GPS di prima fascia per il personale con almeno tre anni di servizio. A oltre dieci anni dalla sentenza Mascolo della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che aveva condannato l’Italia per l’abuso della reiterazione dei contratti a termine nella scuola, il nodo centrale resta ancora irrisolto. Finché il sistema continuerà a funzionare grazie a una quota così elevata di personale precario, la continuità didattica e la stabilità degli organici resteranno obiettivi dichiarati ma difficilmente realizzabili. Il superamento del precariato non rappresenta soltanto una rivendicazione sindacale. È una condizione necessaria per garantire continuità didattica, inclusione scolastica, qualità dell’insegnamento e piena attuazione del diritto allo studio sancito dagli articoli 3, 33 e 34 della Costituzione. Daniela Perrone Esecutivo COBAS Scuola di Roma e Provincia
June 18, 2026
Cobas Scuola
REPORT – CESP- RETE DELLE SCUOLE RISTRETTE AL SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO DI TORINO
Positivo il bilancio della partecipazione del CESP e della Rete delle scuole ristrette al Salone Internazionale del Libro di Torino di quest’anno. Come previsto il CESP e la Rete sono stati presenti in più appuntamenti e in quelli svolti negli spazi delle Regioni Umbria, Lazio e Toscana sono state poste le concrete basi per l’attuazione di interventi di welfare culturale in carcere,con riguardo alle biblioteche e ai percorsi teatrali, attraverso i quali prevedere percorsi professionalizzanti per i detenuti come operatori di biblioteca, operatori culturali, tecnici delle luci e del suono, macchinisti, costumisti (oltre che attori). In tutti gli appuntamenti il CESP e la Rete sono stati seguiti da un pubblico vasto e vario che si è dimostrato interessato al percorso compiuto dal CESP e dalla Rete in questi anni. Negli incontri svolti con le Regioni sono intervenuti, Olimpia Bartolucci (Regione Umbria), Francesca Cadeddu (AIB nazionale- Referente biblioteche in carcere), Giorgio Flamini (docente, architetto, direttore artistico Compagnia #SIneNOmine CR Spoleto), Luisa Marquardt (AIB CNBS, IFLA CPDWL), Roberto Sasso (Biblioteca di Orvieto), Filomena Avallone (Regione Lazio), Pino Panepinto (Operatore di Biblioteca), Elena Pianea (Regione Toscana), Elisabetta Soldati (Rete Bibliotecaria di Siena), Tiziana Mori (Centro Regionale Biblioteca sociale in Carcere, SDIAF Firenze), Valeria Cioni (Direttrice Biblioteca Labronica Livorno), Giovanna Cuzzola (Area Educativa Casa Circondariale Livorno), Erica Meucci (docente CC Livorno-CR Gorgona-Tutor Progetto Biblioteche innovative in carcere), Anna Grazia Stammati (Presidente CESP, coordinatrice Rete delle scuole ristrette) . Molto apprezzato l’intervento di un ex studente “ristretto” di Rebibbia (ora libero), il quale ha raccontato di quel doppio incontro in carcere che ha cambiato il suo percorso di vita, la scuola (in possesso della sola licenza media ha potuto frequentare le scuole superiori e ottenere il diploma di maturità) e la Biblioteca (frequentando il corso Biblioteche innovative in carcere ha potuto conoscere il mondo dei libri e scoprire interessi e bisogni sino ad allora inespressi, acquisendo un certificazione delle competenze come “operatore di Biblioteca”). Un incontro, ha detto, che non sarebbe mai potuto avvenire fuori, dove le sue condizioni non gli avrebbero permesso di frequentare le persone che lo hanno accolto e accompagnato nel nuovo percorso. Severo è stato, però, il suo monito sulla necessità che la società mantenga le promesse e accolga chi, una volta pagati i propri errori, vorrebbe ricominciare, ma non può farlo, nonostante l’impegno individuale, perché le porte rimangono chiuse. Particolarmente partecipato l’incontro nella Sala Internazionale del Lingotto “Oltre la pena: percorsi di risocializzazione e cittadinanza attiva” che, a fronte di 80 posti disponibili, ha visto circa 120 persone in fila per accedere alla Sala Internazionale messa a disposizione dal Salone. Nel dibattito hanno preso la parola la Vicepresidente del Senato, Anna Rossomando, la referente dell’area educativa dell’Istituto Penale Minorile, “Ferrante-Aporti” di Torino, Rita Bonavita, la Dirigente dell’IIS “Soleri-Bertone” di Saluzzo, Alessandra Tugnoli, il Referente del Rettore per i Poli Universitari in carcere e docente ordinario di Sociologia presso l’Università di Torino, professor Rocco Sciarrone, la presidente del CESP e coordinatrice della  Rete delle scuole ristrette, Anna Grazia Stammati (da sinistra nella foto), la dottoressa Elena Pianea, per la Regione Toscana,  l’avvocato Damiano Pujia, membro della Commissione di diritto penale e dell’Osservatorio sulle carceri (O.N.A.C.) di A.I.G.A.-Roma. Due i punti dai quali si è partiti, l’esclusione di fatto di una parte consistente della popolazione italiana dalla vita culturale della società (come dimostrano i dati dello stesso Ministero della Giustizia- Detenuti per titolo di studio,  al 31 dicembre 2025); la necessità di garantire percorsi di crescita personale dei detenuti, mirati a riportare il cittadino all’interno della comunità, attraverso istruzione e cultura, veri e propri pilastri pedagogici e costituzionali legati all’articolo 27 della Costituzione italiana. A partire da tali presupposti e da quanto è emerso negli incontri con le regioni per la costituzione di una rete tra le biblioteche nelle carceri delle regioni con le quali si è stabilita una fattiva collaborazione, si è proposto un percorso per la definizione di una cornice “istituzionale” che, da alcune consolidate esperienze in atto, come quelle rappresentate dal CESP-Rete delle scuole ristrette, favorisca un intervento strutturale e non episodico dei detenuti in merito ai temi trattati. Su questo la Vicepresidente del Senato ha dimostrato la disponibilità politica e istituzionale per trasformare progetti pilota sulla cultura in carcere in riforme strutturali, dimostrando un’apertura formale per dare un seguito concreto alle proposte avanzate e offrendo una sponda legislativa a iniziative che spesso restano frammentate. Al termine dell’incontro ci si è dato appuntamento al Festival dei Due Mondi di Spoleto, nel quale il CESP e la Rete sono inseriti da undici anni. In tale ambito la Compagnia #SIneNOmine (Direttore artistico Giorgio Flamini), il 7 e l’8 luglio presenterà lo spettacolo “Innominabile ’27. Non posso continuare. Continuerò” dedicato a Samuel Beckett e interpretato dai detenuti della Casa di Reclusione di Spoleto che si svolgerà all’interno delle mura del penitenziario. In continuità con lo spettacolo, il CESP-Rete delle scuole ristrette, l’8 e il 9 luglio svolgerà un seminario di formazione/aggiornamento “Lo scaffale di Caino: uno sguardo oltre le sbarre. Non posso continuare. Continuerò” che si aprirà nel pomeriggio dell’8 luglio, prevedendo la partecipazione dei docenti della Rete alla replica dello spettacolo e continuerà il 9 luglio per fare, insieme ai docenti della Rete, un bilancio complessivo, sia dell’attività svolta nell’anno in corso che dello stato dei percorsi di istruzione e cultura negli istituti penitenziari per definire le linee di intervento per l’anno scolastico 2026-2027. Anna Grazia Stammati (Presidente CESP)
May 18, 2026
Cobas Scuola
DOMANDE INSERIMENTO ELENCHI REGIONALI DOCENTI DAL 6 AL 25 MAGGIO 2026
Con la nota n. 11301 del 29/04/2026 avente per oggetto  “Costituzione degli elenchi regionali di cui all’articolo 399, comma 3-ter, del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, per l’anno scolastico 2026/2027”. Il MIM ha comunicato la tempistica per la presentazione delle domande per l’iscrizione negli elenchi regionali finalizzate alle immissioni in ruolo. La domanda potrà essere presentata unicamente in modalità telematica dal 6 maggio (h. 09.00) al 25 maggio 2026 (h. 23.59). Percorso per la presentazione della domanda: www.mim.gov.it – “Argomenti e Servizi > Servizi > lettera P > Piattaforma Concorsi e Procedure selettive”. Possono presentare domanda di iscrizione agli elenchi regionali i candidati che hanno superato i seguenti concorsi: * concorso ordinario n. 498 e n. 499 del 21 aprile 2020, incluse le classi di concorso di cui al decreto dipartimentale n. 826 dell’11 giugno 2021 [concorso ordinario 2020 + STEM 1]; * procedure concorsuali bandite con il decreto direttoriale n. 252 del 31 gennaio 2022 [STEM 2]; * procedura concorsuale bandita con il decreto direttoriale n. 1330 del 4 agosto 2023 [ed. motoria primaria]; * procedure concorsuali bandite con i decreti direttoriali n. 2575 e n. 2576 del 6 dicembre 2023 [PNRR1]; * procedure concorsuali bandite con i decreti direttoriali n. 3059 e n. 3060 del 10 dicembre 2024 [PNRR2]. Per inserirsi negli elenchi le graduatorie dei concorsi devono essere state pubblicate entro il 10 dicembre 2025. I concorsi sono superati se nella prova orale è stato raggiunto il voto minimo di almeno 70/100, oppure nel caso del concorso straordinario 2020 il voto di almeno 56 punti nella prova scritta. Per le classi di concorso della scuola secondaria per le quali la procedura concorsuale ha previsto lo svolgimento della prova pratica nell’ambito della prova orale, il punteggio di riferimento è dato dalla media aritmetica della valutazione della prova pratica e del colloquio. Non possono inserirsi negli elenchi regionali coloro che sono in possesso di un contratto a tempo indeterminato o determinato finalizzato al ruolo. I candidati possono partecipare distintamente per ciascuna delle procedure concorsuali cui hanno titolo, per un’unica regione di destinazione. Qualora il candidato abbia titolo all’iscrizione negli elenchi regionali maturato nell’ambito di più procedure concorsuali per la medesima classe di concorso o tipologia di posto, la posizione sarà determinata avendo riguardo alla procedura temporalmente precedente. All’interno della singola classe di concorso o tipologia di posto, gli aspiranti sono graduati sulla base dell’ordine cronologico della procedura concorsuale cui hanno titolo, con riferimento alla data di pubblicazione del relativo bando. Gli aspiranti appartenenti alla medesima procedura concorsuale sono graduati in due sezioni, da cui si attinge nel seguente ordine: a. la prima, costituita dagli aspiranti che hanno svolto il concorso nella regione nella quale chiedono l’iscrizione nell’elenco; b. la seconda, costituita dagli aspiranti che hanno svolto il concorso in una regione diversa da quella nella quale chiedono l’iscrizione nell’elenco. All’interno di ciascuna sezione, gli aspiranti sono graduati sulla base della somma dei punteggi riportati nella prova scritta e nella prova orale. Gli aspiranti del concorso straordinario 2020 sono graduati sulla base del punteggio conseguito nella prova scritta. I docenti selezionati tramite le graduatorie dei concorsi PNRR, qualora non siano ancora abilitati, verranno assunti con contratto a tempo determinato finalizzato alla stabilizzazione e dovranno conseguire l’abilitazione entro la fine dell’anno scolastico, altrimenti perderanno il diritto all’immissione in ruolo. I candidati destinatari della proposta di assunzione avranno 5 giorni per accettare in modo esplicito la sede assegnata; la mancata risposta sarà considerata rinuncia. Per l’anno scolastico 2026/27, l’accettazione dell’incarico tramite gli elenchi regionali comporterà l’esclusione dalle successive nomine a tempo determinato. COBAS SCUOLA DOMANDE INSERIMENTO ELENCHI REGIONALI DOCENTIDownload
May 4, 2026
Cobas Scuola
6 e 7 maggio Sciopero della Scuola con manifestazioni territoriali. A Roma il 6, ore 10, al Ministero dell’Istruzione
I COBAS SCUOLA indicono lo sciopero generale delle scuole di ogni ordine e grado per le intere giornate del 6 e 7 maggio con i seguenti obiettivi: Contro le prove Invalsi. Il 6 e 7 maggio nella scuola Primaria vengono somministrate le prove Invalsi; scioperando, si potrà impedire lo svolgimento di questi quiz inutili e dannosi che: a) non hanno determinato sviluppi positivi nel sistema educativo; b) non misurano competenze poiché sono costituite da test decontestualizzati a risposta chiusa o aperta univoca; la valutazione delle competenze richiede strumenti specifici; c) hanno diffuso nelle scuole la pratica del /teaching to test/, sottraendo tempo e attenzione alla didattica attiva. Recupero di almeno il 30% del potere d’acquisto di docenti ed ATA.  Negli ultimi 30 anni, il potere d’acquisto di docenti ed ATA si è ridotto di circa il 30%. Gli aumenti del 6% nel contratto-miseria appena firmato non solo non compensano il forte calo dei salari, ma sono lontanissimi pure dal coprire l’inflazione del 14,8% dell’ultimo triennio. Questa continua perdita svaluta la funzione educativa, impoverendo le condizioni di vita di docenti e ATA. La qualità dell’istruzione dipende anche dal riconoscimento economico dei suoi protagonisti. Ritiro della riforma dei Tecnici. La riduzione da 5 a 4 anni di studio negli Istituti Tecnici comporterebbe la compressione dei programmi e l’abbassamento della qualità, l’aumento delle ore settimanali e dei carichi di lavoro e di studio per docenti e studenti, la drastica perdita di posti di lavoro, l’aumento delle diseguaglianze educative, perché colpirebbe maggiormente gli studenti più “fragili” per i quali l’istruzione è l’unico motore di crescita.Per docenti ed ATA pensione come l’ultimo stipendio e in età compatibile con un lavoro gravoso e usurante – No al Fondo Espero e al silenzio-assenso.  È necessario aumentare le risorse per le pensioni, garantendole pari all’ultimo stipendio e a un’età compatibile con la fatica fisica e psicologica del lavoro docente ed ATA. Il Fondo Espero è un’inaccettabile privatizzazione della previdenza, per giunta usando il liberticida silenzio-assenso per i neo-assunti. Assunzione su tutti i posti disponibili e ripristino del “doppio canale” per eliminare il precariato. Da decenni, più di 200.000 docenti e ATA vivono nell’instabilità cronica, privi di continuità didattica e di tutele, situazione che e danneggia la qualità dell’insegnamento e la continuità educativa. È necessario assumere “in ruolo” su tutti i posti vacanti e disponibili in organico, con procedure snelle e trasparenti e ripristinando il “doppio canale”. Ruolo unico docenti. La frammentazione degli insegnanti in ruoli e contratti differenziati ha creato disuguaglianze ingiustificate. Il ruolo unico docente, dall’Infanzia alla scuola secondaria di secondo grado, intende riconoscere la natura unitaria della funzione docente. L’insegnamento, pur con le sue specificità, è fondato sulla medesima finalità educativa e formativa: dunque, con il ruolo unico, verrebbero superate le disparità contrattuali e di carriera.No alle Indicazioni Nazionali 2025.  Sono Indicazioni fortemente ideologiche, intrise di nazionalismo e retorica, che usano la “valorizzazione dei talenti” per una selezione classista, per costruire l’egemonia politico-culturale della destra con l’ossessione identitaria e occidentalista, soprattutto nell’insegnamento della Storia, e con l’autoritarismo che le attraversa e che vieta (o limita) la didattica su sessualità ed affettività anche alle medie e alle superiori. No all’Autonomia differenziata. L’AD non garantisce i servizi essenziali e i diritti civili e sociali su tutto il territorio nazionale, frammenta scuola e sanità creando disuguaglianze nell’offerta formativa, nei diritti sociali, in particolare nei diritti all’istruzione e alla salute della popolazione.                                                                                             Esecutivo nazionale COBAS Scuola
April 27, 2026
Cobas Scuola