
SICILIA IN PRIMA LINEA SENZA AVER DICHIARATO GUERRA
RadioSonar.Net - Friday, March 13, 2026Mentre l’economia di guerra militarizza i bilanci dello Stato, chi consuma diventa il bancomat di chi specula sui costi e il carburante arriva alle stelle, Niscemi frana e con lei la base militare più illegale della Storia repubblicana e si riaccende la mobilitazione antimilitarista in tutta l’isola.
Prossimi appuntamenti:
Sabato 14 marzo h. 17:30 Presidio contro l’economia di guerra e gli F 35, via Torrearsa (davanti palazzo Cavarretta), Trapani
Domenica 15 marzo h. 10:30 Manifestazione a Sigonella
Sabato 28 marzo h. 15:00 Manifestazione a Niscemi
Abbassate le armi, alzate i salari
Dafne Anastasi della USB Sicilia con questo audio ce ne spiega le motivazioni e invita tutt3 a partecipare!
Mentre la tensione internazionale tra Stati Uniti e Iran cresce, la Sicilia rischia ancora una volta di trovarsi coinvolta in uno scenario militare senza averne mai discusso né deciso.
La presenza della base di Sigonella, uno dei principali hub strategici della US Navy nel Mediterraneo, del sistema satellitare MUOS di Niscemi, nodo fondamentale delle comunicazioni militari statunitensi, della base di Trapani Birgi, il primo polo addestrativo per gli F 35 fuori dagli Stati Uniti rendono il territorio siciliano parte della catena operativa delle missioni in Medio Oriente.
Nelle ultime settimane si registrano un intenso traffico di velivoli militari e attività logistiche che confermano il ruolo centrale della Sicilia nelle operazioni militari NATO e statunitensi.
Questo significa una cosa molto semplice: quando queste infrastrutture entrano in funzione in uno scenario di crisi internazionale, il territorio che le ospita diventa automaticamente esposto a rischi geopolitici e militari.
Eppure su questo punto regna un silenzio istituzionale inquietante.
Nessuno spiega alla cittadinanza siciliana:
•quale sia il livello reale di coinvolgimento delle basi presenti sull’isola;
•quali siano i protocolli di sicurezza;
•quali rischi concreti possa correre la popolazione
La Sicilia continua così ad essere trattata come una piattaforma militare strategica, mentre le decisioni politiche e militari vengono prese altrove.
Per questo da tempo chiediamo non solo l’apertura di un dibattito pubblico trasparente sul ruolo delle basi militari in Sicilia ma anche la fuoriuscita dell’Italia dalla Nato: gli accordi ITALIA- USA sull’uso delle basi militari non possono cancellare le regole del diritto internazionale né trasformare la Sicilia in una colonia militare permanente. Una guerra non scelta non può ricadere sulle spalle di chi vive e lavora in questa terra. La tutela del territorio, della sicurezza e della dignità delle comunità locali deve diventare una priorità politica.
Mentre l’economia di guerra militarizza i bilanci dello Stato, chi consuma diventa il bancomat di chi specula sui costi e il carburante arriva alle stelle, Niscemi frana e con lei la base militare più illegale della Storia repubblicana e si riaccende la mobilitazione antimilitarista in tutta l’isola.
articolo e foto di copertina a cura di Dafne Anastasi, USB Sicilia