L’IA vuole diventare il nostro primo consulto medico.

Lavoratrici e Lavoratori Aci Informatica - Thursday, January 15, 2026

(Fonte) Francesca Cerati – 13 gennaio 2026

Dai dati clinici in ChatGPT Health ai workflow ospedalieri di Claude, la sanità digitale avanza. Ma i recenti errori di Google mostrano che l’IA non è infallibile.

L’intelligenza artificiale sta entrando rapidamente nel settore sanitario. OpenAI e Anthropic hanno appena lanciato strumenti dedicati alla salute, ChatGPT Health e Claude for Healthcare, che segnano il passaggio da chatbot informativi a sistemi integrati con dati sanitari e contesti clinici reali. Questa evoluzione viene presentata come  una grande opportunità per pazienti e medici, ma comporta anche rischi significativi, come dimostra il caso di Google, costretta a ritirare alcuni riassunti sanitari generati dall’IA perché ritenuti fuorvianti e potenzialmente pericolosi. La nuova fase dell’IA in sanità si muove quindi tra promesse rilevanti e criticità concrete.

OpenAI e l’arrivo di ChatGpt Health
Con ChatGPT Health, OpenAI apre una nuova fase dell’IA applicata alla salute, offrendo uno spazio dedicato alle domande mediche e alla gestione di dati sanitari personali, come cartelle cliniche, esami di laboratorio e app di fitness. OpenAI chiarisce che ChatGPT Health non sostituisce il medico, ma si configura come un supporto orientativo, un “navigatore sanitario” pensato per affiancare – non rimpiazzare – la relazione con i professionisti della salute.

Anthropic risponde: nasce Claude for Healthcare Anthropic ha risposto con Claude for Healthcare, una piattaforma rivolta sia ai pazienti sia agli attori del sistema sanitario, come ospedali, assicurazioni e aziende del settore regolato. Lo strumento può accedere a database sanitari e assicurativi, semplificare documenti clinici, verificare coperture assicurative e supportare procedure amministrative complesse. Per gli utenti consumer offre funzioni simili a ChatGPT Health, come il collegamento a cartelle cliniche e app di monitoraggio della salute, l’analisi dei dati e la preparazione di domande per le visite mediche. Anthropic sottolinea inoltre che i dati sanitari non vengono usati per addestrare i modelli e possono essere scollegati in ogni momento. Ma mentre i chatbot entrano in sanità, Google annulla parte dei suoi risultati medici A fare da contrappunto all’entusiasmo per l’IA in sanità è arrivata la decisione di Google di rimuovere gli “AI Overviews” da alcune ricerche mediche, dopo che un’inchiesta del Guardian ha evidenziato errori e semplificazioni fuorvianti. Tra i casi emersi, valori clinici presentati senza il necessario contesto e consigli alimentari in contrasto con le linee guida oncologiche. Gli specialisti hanno sottolineato che, in ambito medico, anche informazioni formalmente corrette possono diventare dannose se decontestualizzate, un limite strutturale messo in luce dai riassunti automatici. La grande domanda: possiamo fidarci? Il nodo centrale non è solo l’accuratezza delle risposte dell’IA, ma il modo, il momento e il grado di responsabilità con cui viene integrata nei percorsi di cura. OpenAI e Anthropic escludono per ora l’IA dalla diagnosi, mantenendo il medico nel processo decisionale, ma la capacità dei modelli di accedere a dati clinici, interpretare referti, sintetizzare linee guida e gestire interazioni assicurative prefigura una nuova infrastruttura sanitaria digitale in cui l’IA può diventare il primo interlocutore del paziente. Da un lato, la fiducia degli utenti rappresenta un fattore critico, spesso superiore ai limiti reali degli strumenti; dall’altro, emergono questioni regolatorie e medico-legali sulla responsabilità degli errori. The post L’IA vuole diventare il nostro primo consulto medico. first appeared on Lavoratrici e Lavoratori Aci Informatica.